Le catechesi di don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Mag 12, 2010 5:35 pm

Una lettera di don Luciano.

Amiche e amici di Incontri con la Parola, pace e bene a mani piene!

Fra non molto riceverete il numero 300 di Incontri con la Parola. Questa lettera lo anticipa, perché come nella vita di famiglia si celebrano i compleanni, anche 100 numeri di Incontri per la Parola costituiscono una sorta di compleanno - un felice avanzare nell'età. Così, trascrivo qui sotto le lettere inviate in occasione del numero 100 e del numero 200 di Incontri con la Parola. Leggendole capirete il perché. In occasione del numero 100 fu spedita ai lettori la prima lettera in cui annunciavo l'invio di Incontri con la Parola. Io la considero il numero Zero. Era una lettera doverosa, in quanto i primi lettori (ancora adesso lo sono fedelmente!) erano stati reclutati "a forza", in quanto non c'era nessuna forma di iscrizione. La lettera è stata scritta a Tibasak, un sobborgo di Cagayan de Oro (Filippine), dove allora mi trovavo. Eccola: "E' da tempo che pensavo di scrivervi questa lettera, ma ho voluto prima pregarci sopra. Anni fa - decenni per la maggior parte di voi, una manciata di mesi per pochissimi altri - la Provvidenza ha fatto in modo che ci incontrassimo. Questi legami si sono mantenuti saldi e calorosi nel tempo grazie soprattutto alla vostra bonta' e alla vostra pazienza in risposta alle mie poche lettere e telefonate. Da qualche tempo ci incontriamo con maggior frequenza usando l'e-mail. Pensavo: perche' non condividere con questo piccolo gruppo di amici qualche pensiero che mi porto dentro? Cosi' vi arrivera', tra qualche giorno, "incontri online" o, se volete, "incontri" e basta. Sara' una presenza discreta e sommessa. Quando posso, senza regolarita' alcuna, vorrei poter mandarvi qualche appunto, un pensiero, poche righe insomma che spero possano esservi di aiuto come lo sono state per me. Intanto, vi affido a san Giovanni Calabria e alla Vergine, Madonna dei Poveri. Vi accompagno con la preghiera, e sempre con riconoscenza e affetto.

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E questa è la lettera scritta in occasione del numero 200 di Incontri con la Parola. Una lettera in cui si riassumeva la storia di Incontri con la Parola e i valori che la ispirano: "Se adesso riassumo brevemente la storia di Incontri con la Parola e' per lodare il Signore e la Madonna, che si servono di questo piccolo strumento per la gloria di Dio. Quanto volte avete cercato una cosa, perdendoci ore inutilmente? Per finire poi per trovarla per caso. E' successo anche a me. Invecchiando, date e particolari sbiadiscono nella memoria, ma ci tenevo in maniera particolare a sapere la data esatta - dico proprio il giorno preciso - della nascita ufficiale di Incontri con la Parola. Reinstallando il backup di un vecchio programma email che usavo anni fa, ritrovo tutto quel materiale davanti ai miei occhi, come se fosse ora: cartelle, bozze, e-mails... A quel tempo Incontri con la Parola si chiamava Incontri Online. La lettera che annunciava Incontri Online fu spedita il 19 gennaio 2002; il 21 gennaio usci' il primo numero di Incontri Online, il no. 2 il 28 gennaio, il no. 3 il 4 febbraio, il no. 4 il 10 febbraio e il no. 5 il 15 febbraio. I primi iscritti... non erano iscritti. Erano un gruppetto di 21 amici, e spedivo loro direttamente Incontri Online. Da loro e' cominciato il passaparola tra lettori, e adesso gli iscritti sono oltre 500. Il cambio di nome da Incontri Online a Incontri con la Parola e' dovuto a mia cugina, la quale ogni volta che riceveva l'email intitolata "Incontri Online" la cancellava, pensando che fosse una delle tante lettere per trovare anime gemelle via internet. Chiarito l'equivoco, mi suggeri' di cambiare nome. Cosi' da "Incontri Online" si passo' a "Incontri con la Parola". All'inizio era mia intenzione scriverne solo qualche numero, di tanto in tanto. E' stata la calorosa risposta di quel primo gruppetto di amici lettori che ha fatto crescere, con la benedizione di Dio, Incontri con la Parola - che adesso ha persino un sito web. Confesso che tantissime volte sono stato tentato, e lo sono spessissimo anche adesso, di smettere tutto. Ragioni ne avrei tantissime. Ma ogni volta - dico ogni volta! - che mi dicevo: "Questo e' l'ultimo numero. Adesso basta!" arrivava sempre qualche e-mail che mi diceva del bene che faceva alla sua vita il numero di Incontri che aveva ricevuto quella settimana.Per me era il segno che il Signore e la Madonna non volevano che pensassi alle mie esigenze ma a quelle degli altri. Ricordo che a Incontri con la Parola tutto e' e sara' sempre gratuito. Chi vi lavora lo fa gratuitamente, per amore del Signore e della Madonna. Incaricata delle iscrizioni a Incontri con la Parola e' la Vergine Maria. Si viene a conoscere Incontri con la Parola solo attraverso il passaparola tra lettori. Non esiste alcuna altra forma di pubblicita' e, di proposito, il sito non e' inserito in alcun motore di ricerca, neanche cattolico. Gli arretrati di Incontri con la Parola non sono disponibili - perche' si arriva a conoscere Incontri quando la Mamma di Gesu' decide che e' bene per quella persona ricevere Incontri con la Parola - prima vuol dire che non ne aveva bisogno.

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Adesso, che siamo arrivati al numero 300, confermo tutto quanto scritto al numero 200, che avete appena letto. Con una sola differenza: ora gli iscritti sono più di 1.000 ! E sempre tramite il passaparola tra lettori. E di questo vi ringrazio carissimi amiche e amici - per essere missionari. So che inoltrate Incontri con la Parola ad altri, li usate nei gruppi, li stampate e li distribuite... Di fatto, Incontri con la Parola è diventata una sorta di parrocchia virtuale grazie a voi. Siate benedetti! E ora il sito web di Incontri con la Parola. Mi dico sempre che dovrei aggiornarlo, ma questo vuol dire scrivere con più frequenza - e non ci riesco proprio. Ciò non signica che lo abbia abbandonato. Ogni volta che mi collego a internet la prima cosa che faccio è andare sul sito e leggere le Richieste dei Preghiera dei lettori... e ovviamente pregare per tali intenzioni. Vedrete che presto ci saranno degli aggiornamenti significativi. Un grazie di cuore va detto a Lorenzo, per la sua generosità e competenza. E' lui che spedisce Incontri, e ha persino creato un "mailing system" (un sistema di spedizione di massa per email) esclusivamente per farvi arrivare Incontri con la Parola. Senza contare lo spazio web che mette a dispozione, la pazienza che ha con me - e mille altre cose. Probabilmente senza di lui Incontri con la Parola non esisterebbe più da tempo.

Ma il grazie più grande in assoluto va a Gesù e Maria. Incontri con la Parola non è che un umilissimo strumento al loro servizio, perché Li si possa amare, conoscere e servire di più.

Che Dio vi benedica! --

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Mag 17, 2010 5:40 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 300 - Una relazione viva con una Persona reale!(Deuteronomio 6, 4-7)


Adesso sono in Italia per qualche settimana di vacanza, ma mi porto i miei bambini e le mie bambine nel cuore. Sono la famiglia che Dio mi ha dato. Prima di partire, come regalo, mi hanno consegnato un cartellone con le loro foto - perché non li dimentichi! - e i loro disegni. Mi hanno abbracciato forte ma soprattutto mi hanno detto la cosa a cui tenevo di più in assoluto: "Father, pregheremo Gesù per te, e anche per il tuo viaggio!" Queste sono per me le frasi più importanti. Quelle che mi porto nel cuore. Perché? Perché è il segno che i miei bambini e le mie bambine cominciano a capire che la fede non è in insieme di regole, ma una Persona! Una relazione viva con una Persona reale! In un passo della Bibbia, Dio insegna ai genitori come devono educare i loro figli in una cultura dove tutto trasuda materialismo, dove si è circondati da stili di vita immorali e si presentano tentazioni ovunque.

Ti suona familiare? Cosa dovrebbe allora fare un genitore? Deuteronomio 6, 4-7: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai». Per prima cosa Dio ti dice che devi dare ai tuoi figli una relazione - e non un insieme di regole morali - una relazione di amore con Gesù. «Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto». Forse i nostri figli a volte hanno l'impressione che la nostra fede sia un insieme di regole da rispettare, dogmi da credere - invece che vedere mamma e papà semplicemente innamorati di Gesù. La fede non la si impara al catechismo, la si impara dall'esempio dei genitori. Per questo sono stato contento quando i miei bambini mi hanno detto: "Pregheremo per te" - perché il mio più grande desiderio è che abbiamo un relazione meravigliosa con una Persona meravigliosa, una Persona che è interessata a ogni aspetto della nostra vita. Come seconda cosa, Dio dice ai genitori di mostrare ai figli questa relazione di amore con Gesù nella vita di tutti i giorni. E' bene che in tutte le famiglie si legga per quanto possibile la Bibbia insieme e ognuno condivida.

E' importante che la famiglia si ritrovi insieme a pregare, in modo semplice e creativo. Ma è ancora più importante è che Gesù ti senta parlare di Lui «quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai». La relazione di amore che i genitori hanno con Gesù è comunicata nella maniera più efficace quando i figli sentono che a Gesù vengono presentate in preghiera le cose di tutti i giorni - un esame di matematica, un problema con i soldi, un ricovero in ospedale, un problema che si è creato in famiglia, quando si prega per un viaggio da fare e per gli amici e per la figlia che si è innamorata e per gli insegnanti e per le persone che ci fanno soffrire. Questo è il tipo di Gesù che viene con noi in pizzeria, alla partita, in spiaggia, in luoghi poco sicuri, nelle stanze degli ospedali, negli autobus, al lavoro. Questa è la vera e sana vita spirituale! E per vivere in un mondo che è moralmente pericoloso, i nostri figli hanno bisogno di sperimentare Gesù come una Persona reale, che è con loro anche quando nessuno li vede, che va con loro anche dove i genitori non possono andare.

Mi porto nel cuore quella semplice frase che i miei bambini mi hanno detto: "Pregheremo Gesù per te, e anche per il tuo viaggio", perché è un Gesù reale, che si prende cura delle cose della mia vita di tutti i giorni - compreso il mio viaggio. C'è un canto che amo molto: "Questa famiglia Ti benedice | Ti benedice Signore. | Questa famiglia Ti benedice | Ti benedice Signore. | Ti benedice perché ci hai fatto incontrare | perché hai dato amore e gioia per vivere insieme | perché ci hai dato uno scopo per continuare! | Questa famiglia Ti benedice. | Ti benedice perché ci doni pazienza | e nel dolore ci dai la forza di sperare | perché lavoro e pane non ci fai mancare! | Questa famiglia Ti benedice". Perché dovrebbe essere più di un canto - è esattamente come noi viviamo ogni giorno nella nostra famiglia!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Mar Mag 18, 2010 12:37 am

Al Gesù reale, che si prende cura delle cose della mia vita di tutti i giorni .

Aiutami a pregare, credere, sperare.
A restare e ....fai qualcosa!
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Mag 26, 2010 4:26 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 301 - La tattica vittoriosa del nemico(Efesini 6, 11-12)

Mi è recentemente capitato di leggere in una rivista la trama di un film fantasy. "Lord Evil tenta di invadere la Regione delle Terre Alte, divisa in tanti regni sempre in lotta tra loro. Uno alla volta, i regni delle Terre Alte cadono sotto il dominio di Lord Evil, ma non si rendono conto del pericolo - appoggiando invece Lord Evil contro il regno avversario. Lord Evil diventa inarrestabile. La reggia di Ymeru, il regno più grande e potente delle Terre Alte viene devastata, la regina uccisa e il re riesce a salvare a stento la sua vita. Altri regni tentano di opporsi a Lord Evil ma i loro eserciti vengono sconfitti. I re delle Terre Alte si accorgono che hanno un comune nemico - che non è più il regno confinante. Così si alleano e cominciano a lavorare insieme per combattere il comune nemico, e sotto la guida del re di Ymeru ci riescono". Non ho visto il film, ma è una storia con una sua morale - bisogna unirsi per combattere un nemico più forte che ci minaccia, un nemico che da soli non saremo mai capaci di vincere.

Non è fantasy - è realtà. La Scrittura, in 1 Pietro 5, 8, ci ricorda chi è il nostro comune nemico: «Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare». Il nostro nemico - il nemico di ogni cristiano, di ogni comunità parrocchiale, di ogni famiglia - molto spesso l'ha facilmente vinta. Non perché egli sia eccessivamente forte. Ma perché sfrutta la nostra tendenza a combatterci l'un l'altro e a dimenticarci che abbiamo invece un nemico comune. Una volta ho letto questa frase: "I cristiani sono gli unici soldati che schierano il loro esercito mettendolo in cerchio". E purtroppo è vero. Ci siamo sparati addosso fin troppo, sprecando munizioni che dovrebbero essere usate invece in una sola direzione - contro Satana e le sue forze. La Parola di Dio te lo dice chiaramente in Efesini 6, 11-12, che è un richiamo a serrare i ranghi contro il nemico: «Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne...». Fermiamoci qui. Voglio che adesso tu pensi a qualcuno con cui sei in conflitto dentro la tua famiglia o cerchia di parenti. Qualcuno che nella tua parrocchia o nel lavoro ti fa arrabbiare. Metti il loro nome dentro a questo versetto. "La mia battaglia non è contro _____". O metti in quello spazio bianco un gruppo o qualsiasi altra entità formata da persone con cui sei in profondo disaccordo. La tua battaglia non è contro di loro! «...ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti». E' contro di questi che devi sparare. E colui che sta cercando di fomentare la divisione tra te e le altre persone della tua famiglia o colleghi è nientemeno che il signore delle tenebre. Ma lui vuole che tu pensi che solo loro il problema. Invece è LUI il problema! E noi cadiamo facilmente nelle sue imboscate quando continuamo a focalizzare l'attenzione sulle nostre differenze... o sui nostri sentimenti feriti... o sui torti che ci hanno fatto... o sulle nostre frustrazioni. Ossia facciamo l'opposto di quello che due capitoli prima l'apostolo Paolo ci aveva calorosamente invitato a non fare mai: «non date occasione al diavolo» (Efesini 4, 27).

Ho l'impressione che in questo momento il tuo nemico si stia servendo di qualcosa che ti è capitato nella tua vita, per cercare di dividerti da qualche altra persona - in modo che egli possa dividere e conquistare. Stai cadendo nella sua trappola? Gli antichi romani avevano costruito un impero basandosi sul principio del "divide et impera" - ossia dividi e conquista. Anche in quel film, fino a quando i re delle Terre Alte non si sono accorti di avere un nemico comune, hanno continuato a combattersi - e sono stati facilmente conquistati. Dio ti sta chiedendo di combattere non le altre persone ma il nemico di tutti... di fermare la strategia che satana usa per annentarti... di attaccarlo con tutte le armi che Dio ti ha messo a disposizione e contro cui il diavolo non può resistere: «Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace.

Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l'elmo dellasalvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi [=cristiani]» (Efesini 6, 13- 18). Ci siamo sparati addosso fin troppo a lungo. E' tempo che ci mettiamo assieme per vincere, puntando le armi sull'unico nostro vero nemico.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Giu 16, 2010 4:13 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 302 - Le dieci indimenticabili parole(Romani 8, 31)

Siamo nel pieno dei campionati del mondo di calcio. Tiferò ovviamente per la nazionale italiana e per tutte le squadre africane. Gli stadi sono riempiti da decine di migliaia di persone venute da tutte le parti del mondo e milioni di telespettatori sono incollati davanti allo schermo. Tra i tifosi - negli stadi e a casa - ci sono capi di stato, sceicchi, ricchi managers, magnati di potenti compagnie e persone prestigiose per fama, posizione sociale, cultura. Eppure, durante le partite quei potenti signori non contano proprio nulla. Il più potente di tutti è invece un uomo in pantaloncini corti e un fischietto in bocca, che corre da una parte all'altra del campo di calcio. Basta un fischio - questo sì che è potere! Chi è quell'uomo? L'arbitro. E' lui che ha in mano le sorti della partita, che può dare un rigore o annullare un gol. Quando fischia il gioco si ferma. Quando fischia il gioco riparte. Decide un'ammonizione o un'espulsione - e persino quanto debba durare la partita. Un uomo solo che ha potere su milioni di tifosi la maggior parte dei quali è probabilmente molto più potente di lui! Ma in una partita l'arbitro ha un potere sproporzionato. E Dio ti sta dicendo che la stessa cosa accade anche nella tua vita.

Anche se tu sei una nullità e devi affrontare problemi che ti sovrastano, Lui ti viene incontro con le consolanti parole di Giosuè 23,10: «Il Signore vostro Dio ha combattuto per voi». Lo ha promesso in passato a Israele - lo promette adesso a te. Ecco cosa Lui ti assicura quando affronti una difficoltà: «Il Signore vostro Dio le disperderà egli stesso dinanzi a voi e le scaccerà dinanzi a voi» (Giosuè, 23, 5). Ma a una condizione: «Siate forti nell'osservare ed eseguire quanto è scritto nel libro della legge di Mosè, senza deviare né a destra, né a sinistra, [...] ma restate fedeli al Signore vostro Dio, come avete fatto fino ad oggi» (Giosuè, 23, 6-Cool. Ossia, abbandònati fiducioso in Dio.

Immagina di essere un giornalista inviato su un campo di battaglia. Da un lato ci sono migliaia di persone e dall'altro un piccolo uomo solitario. Chi vincerà la battaglia? Se il Signore combatte a fianco di quell'uomo vedrai le migliaia disperdersi in ritirata. Questo si chiama potere sproporzionato. Un potere sproporzionato che apre possibilità impensabili per la tua vita, per la tua famiglia, per il servizio che fai in parrocchia, per la tua comunità. Continuamente, in tutta la Bibbia, Dio ci ripete lo sproporzionato potere che ha chi confida in Lui: «Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada» (Levitico, 26, Cool. Quando guardi alle difficoltà che devi affrontare - economiche, di capacità, di mezzi - e il compito che Dio ti ha dato, che sembra enormemente superiore alle tue risorse e ti chiedi: "Ma come farò?" - allora Dio ti ha dato "le 10 indimenticabili parole". Le 10 indimenticabiliparole sono un versetto della Scrittura che ti mostra come 5 che si abbandonano a Dio possono inseguirne 100 - perché chi fa la differenza è Dio. Le 10 indimenticabili e invincibili parole? Romani, 8, 31: «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» Magari in questo periodo devi affrontare problemi che ti sovrastano, o ostacoli, o bisogni. Essi sembrano enormi e tu molto piccolo.

Ma ecco che qui può compiersi il miracolo della matematica di Dio - tu più Dio uguale maggioranza. Ma se invece cerchi di anticipare i risultati basandoti sulla matematica terrena, probabilmente farai poca strada e ti perdi le meraviglie che Dio vuole compiere nella tua vita. Entrando nella Terra Promessa, gli esploratori del popolo di Israele hanno guardato alle enormi mura che fortificavano le città, all'imponente statura degli abitanti e sono tornati dicendo: «Ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro» (Numeri 13,33). E con la loro matematica terrena consigliavano di rinunciare alla Terra Promessa, alle benedizioni di Dio. Ma due tra quegli esploratori, Giosuè e Caleb, hanno guardato a quelle stesse mura e abitanti comparandoli con la forza di Dio piuttosto che con le loro forze - chiedendo a tutti un atto di fiducia in Dio.«Giosuè figlio di Nun e Caleb figlio di Iefunne, che erano fra coloro che avevano esplorato il paese, si stracciarono le vesti e parlarono così a tutta la comunità degli Israeliti: "Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese molto buono. Se il Signore ci è favorevole, ci introdurrà in quel paese e ce lo darà: è un paese dove scorre latte e miele. Soltanto, non vi ribellate al Signore e non abbiate paura del popolo del paese; è pane per noi e la loro difesa li ha abbandonati mentre il Signore è con noi; non ne abbiate paura"» (Numeri, 14, 6-9). Poi sappiamo che purtroppo ha prevalso la matematica terrena e le paure terrene, e così il popolo che avrebbe potuto godere da subito della Terra Promessa ha finito per vagabondare nel deserto per quarant'anni tra gli stenti. Quando devi decidere qualcosa, non dimenticarti mai del potere sproporzionato che ha chi si abbandona in Dio - e meno tu conti più Dio fa meraviglie. Vai avanti con fiducia, perché grandi vittorie ti aspettano!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Ven Giu 18, 2010 1:16 am

Grazie don Luciano.
Le tue parole, anche se possono sembrare scontate, per me sono conforto e speraza e anche la fede sembra riprendere coraggio.

«Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?»

Grazie Signore, per queste parole oggi!
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Giu 22, 2010 4:28 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 303 - "Frangar, non flectar" - mi spezzo ma non mi piego!?(Giacomo 4, 13-15)

Ho un paio di amici innamorati del Giappone. Ho detto loro che se devo fare un'associazione mentale, a me il Giappone richiama in mente subito due cose: tecnologia e terremoti. Di fatto, queste due cose vanno insieme. Mi è stato detto che in Giappone usano delle tecniche particolari di costruzione in modo da rendere le case "flessibili" durante i terremoti. In altre parole, quando la terra sotto trema e comincia a muoversi, la costruzione non rimane rigida - o si spezzerebbe. Invece è costruita in modo tale da "oscillare". Così un terremoto può scuoterla ma probabilmente non abbatterla. Il problema è lo stesso anche per te. Come reagisci quando tutto intorno a te sembra scuotersi? La risposta sta nella differenza tra lo spezzarsi sotto lo stress e la tensione dei problemi - oppure avere la serenità interiore di attraversarli.

C'è una sinergia tra i programmi che noi facciamo e quelli di Dio, che richiama le costruzioni "flessibili" del Giappone. Dio questo lo dice in Proverbi 16,9: «La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, | ma il Signore dirige i suoi passi». La Bibbia ci dice che dobbiamo fare i nostri programmi - «La mente dell'uomo pensa molto alla sua via». Il problema è se questi piani sono rigidi, se ci impuntiamo nel nostro modo di fare le cose. Quel «ma» che viene dopo le nostre vie, i nostri programmi, ci dice che Dio ha il diritto di cambiarli, svuotarli, ritardarli, far cambiar loro direzione - questo è il senso delle parole «ma il Signore». Spesso il Signore ci guida in una certa via, e poi ci sorprende con un'interruzione - o capiamo che Lui vuole che camminiamo sui Suoi sentieri, ma per una meta diversa da quella che ci aspettiamo.

L'esperienza mi ha insegnato che le idee di Dio sono sempre le migliori. Quello che a me sembra il Piano B magari per Dio è stato fin dall'inizio il Piano A. «Ma il Signore dirige i suoi passi». Le lettera di Giacomo di insegna in che modo dobbiamo fare i nostri programmi. Giacomo 4, 13-15: «E ora a voi, che dite: "Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni", mentre non sapete cosa sarà domani! Ma che è mai la vostra vita? Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare. Dovreste dire invece: "Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello"». Per natura sono uno che programma, lavoro sodo perché i progetti si realizzino, ci prego sopra e cerco la volontà di Dio. Ma una volta che il programma è fatto, sia che riguardi le prossime 6 ore o i prossimi 6 mesi, non mi piace cambiare. Invece i cambiamenti sono dentro alla natura stessa della vita e delle cose, e coloro che affrontano i cambiamenti con rigidità finiscono per frantumarsi come una struttura rigida durante un terremoto. Così sto provando a curarmi dalla "rigidofilìa"; è un recupero lento ma sto imparando a godermi le sorprese di Dio anche quando esse nonsembrano essere, a prima vista, delle piacevoli sorprese.

La mia Bibbia mi dice che ogni cosa deve essere vista alla luce di Dio: «Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno» (Romani 8, 28). Se Dio mi dice che Lui ha permesso quel problema, che Lui vuole essere amato da me anche in quel problema - chi sono io per decidere come il mio Dio vuole essere amato? Perché, invece di brontolare, non oscillo anch'io con il terremoto? I grattacieli in Giappone, anche se flessibili, non sono fatti di cartapesta. Hanno una struttura solida e così dovrebbe essere anche la tua vita e i tuoi giorni. Non ci sono scuse per chi è pigro o per chi non vuol fare programmi. Ma la Parola di Dio incoraggia coloro che vogliono avere tutto sotto controllo a essere un po' meno rigidi, ad allentare la presa e fare spazio a Dio perché Lui entri col Suo dinamismo. Solo coloro che sono flessibili sopravvivono agli scossoni.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Ven Giu 25, 2010 11:47 pm

Grazie, don Luciano.
Anche se non leggerai ciò che scrivo, Lui ti farà in qualche modo sentire...
Dici di accogliere con elasticità i cambiamenti che Dio porta ai progetti che la vita ci impone comunque di fare.
A me va bene, accetto tutto da Lui, ugualmente sono stremata, e disperata.
Ci sono altri che chiedono risposte e impongono sofferenze e ferite e ...
Tu, stai cercando di curarti dalla rigidofilia e imparare a godere le sorprese di Dio anche se fanno soffrire.
Ci sto provando da tempo. Nulla è sotto controllo, non posso allentare la presa , anche se la mia intenzione e volontà è lasciare a Lui tutto lo spazio e il tempo e ogni altra dimensione.
So che preghi per tutti.Anche per noi...
Sai che ti ricordo a Lui sempre.
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Dom Giu 27, 2010 6:27 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 304 - Andare dove non saresti capace(Salmo 17, 32-37)

Ho guardato, mi sono sfregato gli occhi, ho guardato meglio, e ancora non ero sicuro di aver visto bene. Ero sulla piazza di una piccola e nota cittadina pugliese, meta di numerosi pellegrinaggi, quando ho visto un Pendolino - sì il treno, in piazza. La stava percorrendo lentamente. Ma non c'erano rotaie in giro - il Pendolino correva su pneumatici. Hmmm... i treni usano le rotaie. Un Pendolino non fa il giro di una piccola piazza di montagna su pneumatici. Allora ho guardato meglio e ho capito. Era una corriera usata come trasporto cittadino ma con la carrozzeria modificata così bene da sembrare un perfetto Pendolino. Siccome era stata appositamente modificata, quella corriera poteva andare dove un Pendolino non sarebbe mai stato in grado di arrivare! Spesso nella vita devi andare incontro a cose che sembrano superiori alle tue forze, risolvere problemi che non ti senti in grado di affrontare. Anzi, sei sicuro che sono difficoltà più grandi di te. Magari si tratta di un problema che ti sta oberando da tempo o una scelta difficile o un compito che ti hanno dato o qualcosa che ti sta impaurendo o eccitando, magari le due cose insieme.

Bene, il Signore che ha permesso che tu fossi condotto in qualcosa che non puoi controllare, vuole darti anche il coraggio e la luce per affrontare questa situazione. Ha una parola per te, scritta nel Salmo 17, 32: «Infatti, chi è Dio, se non il Signore? | O chi è rupe, se non il nostro Dio?» Ora nota bene chi è il destinatario delle promesse dei versetti che seguono, e nota bene anche chi è Colui che realizza quanto i verbi dicono. «E' Dio che mi ha cinto di vigore | e ha reso integro il mio cammino» (17, 33). Tu dici: "Non so se ho la forza di affrontare questo nuovo problema". Dio dice: "No, tu non ce l'hai proprio. Ma Io ti coprirò con una forza come tu non hai mai avuto, perché prima d'ora non avevi bisogno di una forza così". Il Salmo 17 continua: «Mi ha dato agilità come di cerve» (17, 34a). Questo sembra strano, come dire a un Pendolino: "Ti farò correre per le vie cittadine e per le piazze". Se Dio ti manda in montagna ti da anche i piedi delle cerve. «Sulle alture mi ha fatto stare saldo» (17,34b). Stare saldo in situazioni al di là della tua portata, perché Lui ti equipaggerà per la missione che ti ha affidato. Il Salmo continua: «Ha addestrato le mie mani alla battaglia» (17,35). Tu dici: "Non so come fare". Dio dice: "Te lo mostrerò io". Poi viene detto: «Le mie braccia possono tendere l'arco di bronzo. Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza, | la tua destra mi ha sostenuto, | la tua bontà mi ha fatto crescere. | Hai spianato la via ai miei passi, | i miei piedi non hanno vacillato» (17, 35b-37).

Dio dice: "Io ti preparerò la strada, in modo che tu non possa inciamparvi". Dio si è personalmente impegnato a darti tutto quello di cui hai bisogno perché tu possa fare ciò che ti chiede. Coloro che non hanno mai rischiato di andare dove pensano sia impossibile andare, non potranno mai vedere Dio spiegare tutta la Sua potenza e i Suoi miracoli. Lui ti sta equipaggiando per la strada che devi percorrere, dandoti fiato per la scalata, e persino rimuovendo gli ostacoli che hai davanti. «Con te mi lancerò contro le schiere, | con il mio Dio scavalcherò le mura» (17, 30) - perché anche un Pendolino può correre in piazza, se Dio lo attrezza. Buon viaggio!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Lun Giu 28, 2010 9:31 pm

Grazie per la risposta: grazie a Dio, e a don Luciano.
Certamente don L. non ha letto il mio post, ma ugualmente il Signore ha voluto dirmi qualcosa.

Io ho scritto:
. Nulla è sotto controllo .

Ma Lui mi dice:. Bene, il Signore che ha permesso che tu fossi condotto in qualcosa che non puoi controllare, vuole darti anche il coraggio e la luce per affrontare questa situazione.

Sono grata al Signore per l'incoraggiamento e l'esortazione a credere ancora in Lui che è fedele e mai ci abbandona, se ci affidiamo a Lui senza riserve.
Credo che D.L. sia un Suo strumento prezioso e efficace. Un dono per tutti.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Lug 05, 2010 5:46 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 305 - Bombardamento preliminare (Giosuè 22)

Ho letto che alcuni anni fa gli Stati Uniti e l'URSS erano sull'orlo della guerra nucleare. Sembra la trama di un film. Si era nel tempo della guerra fredda, negli anni Settanta del secolo scorso. Gli Stati Uniti erano stati attaccati dalla Russia! I tracciati radar mostravano che si stavano avvicinando missili nucleari sovietici. I piloti americani erano già dentro i loro bombardieri B-52 carichi di testate nucleari, volando verso l'URSS. Poi non ci fu nessuna guerra, ma i bombardieri erano là, pronti a sconfinare nello spazio aereo sovietico. Tutto il problema era stato causato da un chip di un computer che aveva causato un errore nella trasmissione dei dati. Piuttosto inquietante, no?

Ci potrebbe essere stata una tragedia - un devastante lancio di bombe - causato da un errore di informazione. Grazie a Dio si evitò uno scambio di bombe atomiche. Ma la mia attenzione va non tanto ai rapporti tra nazioni quanto ai rapporti tra le persone, alle bombe verbali che spesso lanciamo addosso alle persone e alla loro reputazione. Quelle bombe le hai usate fin troppo. E spesso bombardiamo gli altri senza avere il quadro completo delle informazioni. Se lo abbiamo fatto, dobbiamo aspettarci la rappresaglia - le bombe che abbiamo lanciato ci torneranno indietro, con gli interessi.

La stessa cosa è accaduta agli israeliti, l'antico popolo di Dio, e sta scritta in Giosuè al capitolo 22, che vi consiglio di leggere per intero. Gli ebrei avevano appena iniziato a insediarsi nella Terra Promessa, e la maggior parte delle 12 tribù di Israele avevano occupato il lato a ovest del fiume Giordano. Ma a due tribù e mezzo (Giosuè 22,7) era stato assegnato il territorio nel lato est del Giordano. Ben presto le tribù dell'est si costruirono un luogo di culto - un altare - nel loro territorio. Però il luogo di culto ufficiale degli ebrei era sul lato ovest. Tutte le tribù dell'ovest pensavano che un luogo di culto alternativo a est fosse un atto di ribellione contro Dio. I B-52 erano in volo. Leggiamo a partire dal versetto 11: «Gli Israeliti udirono che si diceva: "Ecco i figli di Ruben, i figli di Gad e metà della tribù di Manàsse hanno costruito un altare di fronte al paese di Canaan ... Quando gli Israeliti seppero questo, tutta la loro comunità si riunì a Silo per muover loro guerra».

Al versetto 16 una delegazione delle tribù a ovest del Giordano chiede a quelli dell'est: «Dice tutta la comunità del Signore: Che è questa infedeltà, che avete commessa contro il Dio d'Israele, desistendo oggi dal seguire il Signore, costruendovi un altare per ribellarvi oggi al Signore?» Gli abitanti dell'est risposero che non era una secessione, ma un atto precauzionale - se mai fosse capitato che un giorno gli abitanti del lato ovest avessero impedito a quelli dell'est di celebrare al vero altare. Un atto di devozione in buona fede era stato travisato e interpretato malamente - era stato fatto diventare una secessione. Ma le tribù dell'ovest erano state sagge nel voler inviare una commissione a chiarire le cose prima che le bombe volassero! Erano così vicini alla guerra che il versetto 33 si chiude così: «La cosa piacque agli Israeliti, i quali benedissero Dio e non parlarono più di muover guerra ai figli di Ruben e di Gad, per devastare il paese che essi abitavano».

Proprio come quei B-52 che erano pronti a bombardare la Russia perché avevano le informazioni sbagliate - si era scampati alla tragedia per un pelo. C'è una lezione che dobbiamo imparare tanto dall'esempio dell'antico Israele quanto da quello dei B-52, a riguardo delle bombe che si era pronti a lanciare in modo prematuro. Se sei convinto di dover criticare o attaccare qualcuno, sei disposto a chiarirti prima con lui? Ti sei preso la briga di chieder loro perché stanno agendo in quella maniera, hai provato a metterti nei loro panni, cercando di capire le loro ragioni - o cominci subito a lanciare bombe? Hai cercato prima di ascoltare il loro cuore?

Forse stai travisando completamente le loro motivazioni, le loro azioni! A casa, in parrocchia, nel lavoro - siamo propensi prima a sparare e poi a chiedere "Chi è?" Questo modo di comportarsi ha distrutto matrimoni, rapporti tra genitori e figli, parrocchie, gruppi, amicizie. E non dovrebbe essere così. Ho conosciuto un confratello che tra le sue regole personali ce n'era una che diceva: "Voglio parlare delle persone come se mi stessero sempre davanti". Posso dire che c'è riuscito: nessuno l'hai mai sentito mormorare di qualcun altro. Dovremmo ricordare più spesso quello che Dio ci dice in 1 Corinzi, 4,5: «Non vogliate giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio». Ci sono troppe macerie, c'è così tanta gente mortalmente ferita dove qualcuno ha scagliato una bomba che non avrebbe mai dovuto essere lanciata. Possiamo evitare tragedie a noi e agli altri quando ci confrontiamo con l'interessato prima di far partire i nostri B-52.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Ven Lug 16, 2010 4:34 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 306 - Dietro a ogni croce c'è una benedizione(Salmo 29, 6)

Quando qualcuno ti offre da bere un amaro e poi scruta con un sorriso malizioso la tua faccia, la cosa dovrebbe insospettirti. Così andando a trovare un amico mi sono visto offrire dopo pranzo un "Amaro dei Frati", a base di erbe e secondo un'antica ricetta. Indicazioni un po' generiche, a dire il vero. Siccome non disdegno affatto un buon amaro dopo pranzo - visto che lo posso avere solo quando sono in Italia - l'ho bevuto tranquillamente.

I primi secondi sono stati orribili. "Cosa mi hai dato, veleno?" ho detto al mio amico. Dire che era amaro era poco, mi aveva come anestetizzato la bocca. Poi, come improvvisamente mi si era impastata la bocca di amaro, il gusto era cambiato - era diventato un gradevole, fin dolce sapore di erbe. Che, sono lieto di scriverlo, mi è durato in bocca molto più a lungo che non l'amaro.

Dio ti dice una cosa simile riguardo alla tua vita in un versetto del Salmo 29, 6; sono poche parole ma che dicono molto: «Alla sera sopraggiunge il pianto | e al mattino, ecco la gioia». Dio dice che ci saranno periodi amari, e magari ne stai vivendo uno proprio ora. Spesso quelle stagioni amare ci aggrediscono improvvisamente come il gusto di quel liquore dei frati - e non siamo preparati. Sentiamo solo la pesantezza della situazione. La meravigliosa promessa che Dio ti fa non è che i tempi amari non verranno, ma che non dureranno. Non avranno l'ultima parola, non sarà l'esito finale. No, per coloro che appartengono a Gesù «al mattino, ecco la gioia».

Ma per gustare il dolce sapore di erbe si deve prima sperimentare l'amaro in bocca. Se vuoi provare la gioia che Dio ha preparato per te, spesso devi prima sperimentare il lato amaro - fiducioso nel sapere che il gusto vincente non sarà certo quello sgradevole. Non so quale sia il carico che stai portando in questo periodo. Forse è il dolore per aver perso qualcuno che amavi, forse un serio problema di salute, un matrimonio che sta fallendo, un genitore o un figlio che ti fa soffrire.

Forse la stagione del pianto è stata causata da un problema economico, o un sogno infranto, o da un tunnel di esperienze negative. Ma Dio ti dice che il pianto dura una notte. Questa notte, persino questa lunghissima notte, non durerà per sempre. Alla fine di questa notte Dio ti ha preparato una gioia che ti è persino impossibile immaginare. Lui te lo ha garantito. Infatti il tempo della gioia che Dio ha in serbo per te si sta preparando proprio in questo periodo di amarezze - come la gioia per un bambino appena nato è stata preparata dal doloroso travaglio del parto.

Ma bisogna passare per la valle del pianto, senza abbandonare il tuo Dio e i Suoi piani. I tempi amari che Dio permette vanno considerati sotto una prospettiva spirituale. In ogni situazione, tu che sei figlio di Dio puoi essere certo di questi 4 indicatori di speranza:Tu stai vivendo questa situazione1) perché Dio ti ha chiamato a viverla2) sei sotto la Sua protezione3) in questo periodo Lui ti sta allenando per il tuo maggior bene4) tutto si compirà a Suo tempo. Dietro a ogni croce c'è sempre una benedizione. Ricordati, Dio ti ha garantito che non sarai provato oltre le tue forze: «Infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla» (1Corinzi, 10, 13).

Sicuramente non ti piace il gusto amaro di quello che stai vivendo in questo periodo - ma non pensare che quel gusto sarà quello definitivo. La gioia che Dio dona a coloro che sanno sopportare con pazienza ti sta aspettando dopo l'amarezza. E come un certo "Amaro dei Frati" che all'inizio sembra veleno, la dolcezza durerà molto più a lungo dell'amarezza.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Sab Lug 24, 2010 3:29 pm

Il Signore trova sempre un modo, una parola, un....per dirci che non ci ha abbandonati.
Sto da tempo bevendo un "amaro", sembra che ci sia solo quello.
Ora Lui mi dice che l'amarezza non durerà, verrà la gioia.

Devo credere, e pregare.

Signore, aumenta la mia fede!
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Ven Lug 30, 2010 6:29 am

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No. 307 - Fai silenzio, per ascoltare(1 Re 19, 11-13)

Un po' di anni fa sono stato invitato a una festa di compleanno. Era stata organizzata molto bene e gli invitati per la maggior parte erano giovani della parrocchia in cui lavoravo. Per l'occasione fu affittato un locale carino che aveva anche una stanza che fungeva da discoteca - luci, ambientazioni, musica. Il problema era la comunicazione. Non c'era modo di parlarsi, neanche gridando, tanto era alto il volume della musica. Potevi avere la notizia più importante del mondo da comunicare, ma anche urlandola non si poteva vincere il frastuono degli altoparlanti. Vedevi le labbra dell'altra persona muoversi ma non capivi - era come essere in un film muto. Per parlarsi bisognava uscire da quella stanza - e cercare un posto dove il frastuono della musica non arrivasse. Era il solo modo per potersi ascoltare!

Dio ha qualcosa da dirti riguardo al frastuono che avvolge la vita. Sta scritta in 1Re 19,11-13. Il profeta Elia si era speso per servire il Signore e dopo tanto sforzo era crollato in preda a una profonda confusione emotiva, fisica e spirituale. Si era alzata la nebbia sulla sua vita e sui suoi ideali. Aveva davvero bisogno di re-incontrarsi con il Signore. E il Signore gli viene incontro - ma non nel modo in cui Elia se lo sarebbe aspettato. «Gli fu detto [da Dio]: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore". Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.

Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: "Che fai qui, Elia?"». Quel giorno, in un silenzioso mormorio del vento leggero, Elia ha ricevuto dal Signore la parola e l'incoraggiamento di cui aveva bisogno. Dio spesso sussurra. E tu devi avere intorno a te il silenzio se vuoi ascoltare quello che ha da dire al tuo cuore. A noi piacciono le esperienze spirituali "forti" - il vento gagliardo, il terremoto, il fuoco. E a volte Dio ci parla anche attraverso queste esperienze spirituali speciali - un pellegrinaggio, un ritiro, un predicatore molto bravo.

Ma molto più spesso, quello di cui ha bisogno la nostra vita spirituale è il sussurro sommesso di Dio. E come quella sera in discoteca, riesci a parlare con l'altro solo se lasci il frastuono e cerchi un posto silenzioso. Ultimante forse è proprio questo che ti manca. Il che spiega come mai la tua vita spirituale si stia inaridendo e il tuo servizio impoverendo... perché ci sia confusione invece che sicurezza, debolezza invece di forza, frustrazione invece di serenità. Sei assordato da altre cose e fatichi a sentire il sussurro di Dio. Il messaggio che Dio vuole darti è: «Sta' in silenzio davanti al Signore e spera in lui» (Salmo 36,7), «Sto in silenzio, non apro bocca, | perché sei tu che agisci» (Salmo 38,10), «È bene aspettare in silenzio | la salvezza del Signore» (Lamentazioni 3,26), «Silenzio, alla presenza del Signore Dio» (Sofonia 1,7). Dio è molto educato, se altri parlano Lui sta in silenzio.

Dio ti dice di uscire dal frastuono delle attività, anche se belle e sante, per ascoltarLo: «Fermatevi e sappiate che io sono Dio, | eccelso tra le genti, eccelso sulla terra» (Salmo 45,11). Dio ti invita a riservare del tempo solo per Lui - ogni giorno, un tempo di quiete con Lui. Il sabato quotidiano che forse stai perdendo. Può anche darsi che Dio abbia recentemente permesso delle difficoltà nella tua vita perché tu possa capire che devi fermarti, uscire dal frastuono - in modo che tu Lo possa ascoltare. Dio si serve di molti strumenti per cercare di abbassare il volume - come un problema di salute, difficoltà col lavoro, debiti, una crisi in famiglia. Perché quando tu non vuoi o non sei capace di creare silenzio, lo fa il Padre che ci ama.

Se Dio in questo periodo ti sta tirando fuori dalla stanza del frastuono, non combatterLo... non brontolare. Apri il cuore al tuo Signore per ascoltare quello che non potresti mai sentire in mezzo a rumori assordanti. Nelle nostre vite rumorose, il tempo del silenzio è estremamente importante. Forse è l'unico tempo in cui puoi davvero ascoltare quello che Dio - e chi ti ama - ha da dirti.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Ven Lug 30, 2010 1:17 pm

Entrare nel Silenzio...
Li, nell'intimo mio, Ti trovo.
Entro nel Silenzio tutto intorno e dentro di me.
Fuori, le ondate del mare tumultuano...
in lontananza...le avverto appena.
Entrare nel Silenzio. Nell'Assoluto.
Nel desiderio che ti fa intuire ciò che è eterno.
Nel Silenzio, ascolto la Parola.
La Parola, è il Silenzio?
Cristo è il Silenzio divino,
nell'Assoluto che è in me...
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Dom Ago 08, 2010 6:49 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 308 - Sei roccia o plastilina?(Daniele 1, 5-16)

Mi è capitato di leggere un'intervista pubblicata da un noto settimanale italiano su un agente della polizia che agiva come infiltrato tra i narcotrafficanti e gli spacciatori. Grazie a lui erano stati fatti alcuni arresti eccellenti. Ovviamente nel suo ambiente di "lavoro" era circondato da cocaina. Il giornalista ha chiesto al poliziotto: "Ha mai dovuto usare cocaina per mantenere la sua copertura?"

Bella domanda. Dopotutto la sua vita dipendeva dall'efficacia della sua copertura. La risposta del poliziotto fu un secco: "No". Il giornalista incalzò con un'altra domanda: "Cosa ha fatto per evitare l'uso della cocaina?" Mi è piaciuta la risposta data dall'agente di polizia. Penso che ti possa persino aiutare quando senti aumentare la pressione intorno a te. Come si è comportato questo poliziotto infiltrato tra gli spacciatori per evitare di usare lui stesso cocaina? Ha risposto al giornalista: "Quando il primo spacciatore ha tentato di vendermela l'ho preso per il collo e l'ho alzato da terra. Ha capito che non doveva riprovarci". Ora non dico che devi fare lo stesso con coloro che cercano di compromettere la tua vita morale, ma mi piace come il poliziotto ha concluso la sua risposta: "Se sanno di che pasta sei fatto ti lasciano stare". Se gli altri sanno che sai dire "No" a quello che è moralmente sbagliato, non ci provano più. Questo solidità nel sapere dire di no ai compromessi ci è richiesta dalla Parola di Dio - in Daniele, al capitolo 1, versetti 5 e seguenti. Daniele faceva parte di un gruppo esclusivo di giovani ebrei che erano stati scelti dal re di Babilonia - la superpotenza dell'epoca - per essere preparati a servire il sovrano in persona. Considerando il fatto che gli ebrei erano prigionieri a Babilonia, era davvero un incredibile privilegio. Per Daniele voleva dire avere le porte spalancate per una carriera esclusiva - il vertice, insomma. Ma assieme all'occasione arriva anche la prova del compromesso. Dice la Bibbia: «Il re assegnò loro una razione giornaliera di vivande e di vino della sua tavola; dovevano esser educati per tre anni, al termine dei quali sarebbero entrati al servizio del re». Qui c'è la crisi di Daniele - per essere fedele a Dio non poteva mangiare del cibo che era proibito dalla legge di Mosè. Il versetto 8 dice: «Ma Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti». Ecco una persona capace di rimanere salda nei valori, soprattutto quando chi gli chiede un compromesso è la persona più potente del mondo.

La Bibbia continua dicendo che a Daniele e ai suoi amici ebrei viene concesso di mangiare solo verdure e bere acqua per dieci giorni, al termine dei quali vengono messi a confronto con gli altri giovani che mangiano i cibi voluti dal re. Allo scadere del decimo giorno «si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. D'allora in poi il sovrintendente fece togliere l'assegnazione delle vivande e del vino e diede loro soltanto legumi». Daniele ha scelto la fedeltà ai valori invece che il compromesso, così Dio lo benedisse e gli diede anche una splendida carriera. Daniele avrebbe potuto tranquillamente dire di sì a quel piccolo compromesso sui cibi per riservare il suo no a un compromesso ben più importante. Ma, come il poliziotto tra gli spacciatori, ha voluto che gli altri capissero subito che lui non era un tipo che si sporcava - e allora lo hanno lasciato in pace. Saper subito dire no anche di fronte a un piccolo compromesso ti aiuta sempre. Immediatamente. Ogni volta che dici sì è una sconfitta. Se cerchi di vivere secondo gli insegnamenti di Gesù, dovrai affrontare le pressioni del compromesso. Probabilmente le stai già sentendo - la pressione di scendere a compromessi con la verità o con la tua purezza o con il tuo appartenere a Gesù. Ogni volta che cedi al compromesso - anche se solo di poco - non fai altro che aprire la porta agli altri. Torneranno ancora, aspettandosi che tu dia loro ancora di più. Ma quando sei capace di dire di no, superare le loro pressioni, allora ti lasceranno in pace.

A cominciare da oggi, perché con le tue parole, chiaramente, gentilmente, non fai sapere in giro che non patteggi sui valori? Ben presto ti lasceranno stare e si aspetteranno che tu sia quello che dici di essere e vuoi essere. Quando sei morbido come la plastilina, ti premeranno da ogni lato. Quando sei solido come la roccia ben presto capiranno che, per quanto premano, non riusciranno a cambiarti.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Ago 17, 2010 6:39 am

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No. 309 - L'antivirus di Dio(Salmo 138, 23-24)


Ormai il computer è diventato parte della nostra vita. Molte delle nostre relazioni avvengono attraverso computer: e-mail, chat, social network. Nel computer teniamo i nostri dati più preziosi, dalla tesi di laurea ai documenti particolarmente importanti. Uno strumento così fondamentale non può non avere dei nemici. Quali? I virus - che infettano il sistema operativo del computer. Se uno di quei virus si insedia nel tuo computer, non solo puoi perdere tutti i tuoi dati - ma persino può danneggiarsi il sistema operativo stesso del tuo computer. Per fortuna esistono dei programmi speciali che si chiamano antivirus.

Quando accendo il computer, il programma antivirus fa la scansione dei files più importanti per controllare se uno di quei micidiali virus si è insediato nel computer, e mi avverte. Perché è proprio quello che voglio: cancellare il virus prima che infetti tutto il sistema. Lo sai bene, anche la tua anima può essere infettata dai virus. E se non li distruggi subito, possono spargersi ovunque e infettare tutto. Proprio per questo devi installare il programma antivirus di Dio.

La Parola di Dio te ne parla nel Salmo 138, 23-24. La Bibbia dice:
«Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, |
provami e conosci i miei pensieri: |
vedi se percorro una via di menzogna |
e guidami sulla via della vita».

Il salmista sa che il peccato entra nel cuore dell'uomo in maniera subdola e inavvertita. E conosce molto bene i danni che esso può causare. Così prega che se Dio trova nel suo cuore qualche virus spirituale, glielo faccia conoscere - proprio come il programma antivirus fa la scansione del mio computer e mi dice se un virus lo sta minacciando. Questa preghiera noi dovremmo farla almeno una volta al giorno. La nostra vita spirituale che fino a ieri era esente da virus, forse è stata infettata durante la giornata di oggi da qualcosa che può danneggiarla. Ogni nuovo giorno - ogni volta che accendi la tua vita spirituale - hai bisogno di chiedere a Dio che ti mostri se della spazzatura ha invaso la tua vita. Chiedi a Dio il dono dello Spirito Santo - Dio, che vive dentro di te, ti dice che cosa non è in ordine e ti dà anche le indicazioni per rimettere le cose a posto. Se permetti allo Spirito Santo di scrutare il tuo cuore, forse riuscirai a vedere che una cattiva abitudine sta prendendo piede nella tua vita, del risentimento, della gelosia, il continuo brontolare e lamentarsi, il portare a galla sempre le negatività. Ecco perché hai bisogno che lo Spirito Santo te lo faccia conoscere, in modo che tu possa pentirti e purificarti con una confessione ben fatta - e prendere quei provvedimenti necessari finché il problema è ancora piccolo e non sta facendo molti di danni. Per esempio, Dio ci dice di vigilare su noi stessi in modo che «non spunti né cresca alcuna radice velenosa in mezzo a voi e così molti ne siano infettati» (Ebrei 12,15). In altre parole, elimina la cattiva abitudine mentre è ancora agli inizi, prima che affondi le sue radici in te - perché dopo la pagherai cara.

L'antivirus di Dio - che è lo Spirito Santo - facendo la scansione della tua vita forse ti rivela che la tua lingua ultimamente si è infettata con dei discorsi da spazzatura - parole che hanno ferito le persone. Sentenze senza pietà e misericordia, il parlare alle spalle, parole arrabbiate, parole velenose, pettegolezzi. O lo Spirito Santo ti mostrerà forse che hai permesso che il tuo cuore e la tua mente fossero infettati da pensieri a sfondo sessuale poco puliti. Forse hai guardato qualcosa che non dovresti mai guardare, ascoltato qualcosa che non dovresti mai ascoltare, ti sei intrattenuto su qualcosa da cui avresti dovuto scappare, flirtato con qualcosa a cui avresti dovuto voltare le spalle. O forse lo Spirito Santo porterà a galla il fatto che recentemente hai detto alcune bugie o parlato di più o di meno di quello che avresti dovuto parlare. Dio vuole che tu ti confronti con te stesso, in modo che tu non cada nella menzogna a riguardo della tua vita. E' proprio per questo che hai bisogno di scoprire quali sono i tuoi peccati ed eliminarli immediatamente. Perché i peccati che non si conoscono sono i peccati che si ripetono - e continuano a ripetersi fino a quando non avvelenano ciò che amiamo di più. Invita quindi ogni giorno l'antivirus di Dio a fare la scansione della tua vita, in modo da sapere se hai permesso che dei virus si infiltrassero nel tuo cuore. I virus che vogliamo cancellare dal computer sono quelli che alla fine lo distruggono. I virus spirituali che non sono eliminati dalla tua vita sono quelli che ti distruggono.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Ago 23, 2010 6:45 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 310 - I momenti di Dio(Giovanni 9, 4)


Ho un amico che gira sempre con la macchina fotografica a portata di mano. Ha l'hobby della fotografia e quando non può usare la macchina professionale si infila in tasca una di quelle macchinette fotografiche digitali supercompatte ma quasi perfette. Io sono un camminatore piuttosto veloce e amo invece raggiungere subito la meta piuttosto che fermarmi per strada. Il mio amico invece è un vero fotografo. Il suo occhio sa cogliere quei momenti e quei particolari che sfuggono ai più - ma che fanno di una piccola cosa una grande fotografia. Una volta camminavamo insieme per un sentiero di montagna e lui ha intravisto una di quelle foto speciali. "Fermati un attimo!" E la mia fin troppo consueta risposta: "E quando mai arriveremo, se ti fermi ogni 5 minuti?". Il fatto è che quella fotografia non sarebbe stata più lì 5 minuti dopo. La ricordo bene. C'era un fiore con una sottilissima ragnatela che avvolgeva le foglie - e che aveva imprigionato alcune gocce di rugiada. C'era un fascio diluce che filtrava tra le foglie degli alberi, piovendo dall'alto.

Era qualcosa di mistico - che di sicuro non ci sarebbe stata 5 minuti dopo. E' sorprendente come per qualche istante ci si apra un finestra durante la quale si può catturare una scena unica e irripetibile - che dopo non ci sarà più. Anche nella Parola di Dio, Gesù ti dice che ci sono finestre che nella tua vita si aprono solo per qualche breve istante, opportunità che è facile perdere se non si è sempre attenti, delle occasioni che devi afferrare immediatamente fin che dura il momento. In Giovanni 9,4 Gesù dice: «Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare». Gesù sta parlando qui di quelli che io chiamo "i momenti di Dio" - brevi finestre spirituali nelle quali Dio apre per qualche istante una breccia su una difficile situazione, in modo che tu possa raggiungere un importante e desiderato obiettivo spirituale. Perché, come nella foto del mio amico, quel momento d'oro sarà perso per sempre se hai fretta e passi oltre. Nelle opere di Dio c'è sempre un momento speciale, e noi dobbiamo essere in grado di coglierlo immediatamente nelle nostre vite e anche in quelle degli altri - per rispondere subito e in maniera adeguata.

Quando Dio apre per qualche momento la porta, dobbiamo lasciare da parte ogni cosa e buttarci a capofitto in quello che Lui vuole da noi - e seguirLo nella strada in cui vuole portarci. Questi "momenti di Dio" possono essere, per esempio, un'opportunità che si apre improvvisamente nella vita di un tuo amico o di qualcuno della tua famiglia per poter parlare di Gesù. Di solito noi vogliamo parlare di Dio quando ce la sentiamo, invece Dio ti chiede di farLo quando Lui ti apre la porta. Può essere che qualcuno - che è stato a lungo refrattario a discorsi di fede - improvvisamente senta il bisogno di confidarsi con te. Bene, lascia da parte tutto quello che stai facendo, e afferra l'opportunità! Questi "momenti di Dio" non capitano solo nella vita delle persone. Capitano nella vita della Chiesa, della tua parrocchia. Capitano nel tuo ministero pastorale, nel tuo servizio in parrocchia, nella vita della tua famiglia. E' un'inattesa stagione di opportunità. Che tu ti senta pronto o no, afferra il momento finché è giorno. Se ti irrigidisci, se sei inflessibile, se non ti scolli dalle tue idee e dai progetti che hai in testa - finirai per perdere quell'occasione per sempre.Magari capisci che qualcuno dei tuoi amici, per un breve periodo di tempo, improvvisamente è diventato sensibile a Dio. Come prete posso dire che questo succede quasi sempre quando a una giovane coppia nasce un figlio. O forse è qualcuno con cui vivi o lavori. Forse è qualcuno della tua famiglia. Dio vuole servirsi di te per portarLi a Lui. Anche se non te l'aspettavi, non lasciare cadere l'opportunità.

Magari oggi stesso Dio ti darà l'opportunità di parlare a qualcuno di Gesù e del Suo amore. Un "contrattempo" nella tua vita probabilmente è l'opportunità che Dio ha creato perché tu potessi parlare di Lui a qualcuno che in quel momento ne aveva bisogno. Di fatto, la nostra missione è svegliarsi al mattino e cominciare a cercare "i momenti di Dio" di cui Lui ci riempie sempre la giornata. Quando Dio ti presenta un'opportunità spirituale non irrigidirti o tirare dritto per la tua strada. Cogli l'opportunità, anche se questo significa cambiare i tuoi piani. Lavora «finché è giorno; poi viene la notte». La fotografia che puoi scattare ora poi non potrai mai più farla - e la possibilità di scattarla non durerà a lungo. Afferra subito i momenti di Dio!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Ago 30, 2010 7:00 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 311 - Il Presidente Onorario(Luca 6, 46-49)

Ci sono un mucchio di organizzazioni che amano avere tra i loro membri persone importanti. Non è che queste persone servano effettivamente alla loro causa, ma sono "di facciata", e alla fine risultano utili per attrarre finanziamenti o semplicemente per darsi un po' di lustro. Di solito si affidano a queste persone cariche di effetto ma dal potere nullo: Presidente Onorario. Quando ti arriva una lettera sollecitando fondi che reca nell'intestazione un Nome Importante - ooh, fa veramente impressione, e sembra che se non versi qualche soldo a quella raccolta di fondi ti sentirai in colpa per il resto della tua vita. Ma non farti ingannare. Il Nome Importante non ha voce in capitolo in quella organizzazione. E' solo un Presidente Onorario. Ossia ha un titolo importante, senza disporre di una vera autorità.

Anche Dio ha qualcosa da dirti in proposito, e lo fa con le parole stesse di Gesù scritte in Luca 6,46 e seguenti. Gesù comincia con una domanda che spiazza: «Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?» Gesù dice: "Mi stai dicendo le parole giuste. Mi stai dando il titolo che mi spetta. Ma di fatto non ho alcun potere nella tua vita. Perché sei tu quello che comanda!" E Gesù continua con un esempio che mostra la differenza tra le persone che sanno quello che Gesù vuole da loro e quelle che non lo sanno. Gesù dice: «Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande» (Luca 6,47-49).

Ecco qui l'esempio di una persona che si sta dirigendo verso il fallimento. Perché ha permesso che Gesù diventasse il Presidente Onorario della sua vita. Ci sono un mucchio di cristiani che fanno lo stesso gioco - e forse sei anche tu tra quelli. Il nome di Gesù è nella carta intestata. Di sicuro stai continuando a darGli il titolo che Gli spetta - "Signore". Lui ha ancora la tua fedeltà. Ma sei proprio sicuro che Lui abbia una vera autorità - l'ultima parola - sulle scelte che fai ogni giorno? Se segui Gesù ricordati che è davvero facile che Lui diventi il tuo Presidente Onorario. Forse c'è stato un tempo in cui Lui era davvero tutto per te. Gli avevi consegnato la tua vita. Ma da allora molte cose sono cambiate. Ora hai delle sicurezze, molte più cose terrene, delle relazioni da mantenere, una famiglia, soldi da mettere da parte, una carriera, delle ferite, dei dubbi spirituali. E non sei più capace di fare in modo che Gesù sia al 100% il Signore della tua giornata e delle tue scelte.

Così ci sono molte aree della tua vita che non sono realmente sotto la signoria di Gesù. Forse ti sei impegnato in cose o servizi che in passato sentivi in maniera molto intensa e significativa - ma ora non più. Magari la tua vita è cambiata molto da quando avevi preso la decisione di amarLo e servirLo. Così, quello che una volta era una grande passione per Gesù ora è diventato qualcosa di professionale. Quello che una volta era vibrante e vivo ora è qualcosa di ufficiale. Se hai ridotto Gesù al rango di Presidente Onorario della tua vita, è tempo che tu ritorni all'altare del completo abbandono. Stavolta sarà più difficile, perché hai molte più cose da abbandonarGli. Ma Gesù è morto non per un titolo ma per avere il controllo reale della tua vita. Un'autorità che deve espandersi dandoGli ogni giorno sempre più spazio.

Accendi di nuovo il fuoco che una volta bruciava così intensamente in te - quel fuoco che si alimenta non quando Gesù è il tuo Presidente Onorario, ma quando Lui ha la parola finale su ogni scelta che fai! Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Set 08, 2010 6:13 am

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No 312 - Santo non è chi non cade mai, ma chi si rialza(Proverbi 24, 16)

Durante il mio ultimo viaggio in Italia sono andato a trovare una coppia di amici che ha avuto un bimbo. E tutto indicava che presto avrebbe imparato a camminare. Lo so - perché ne mostrava tutti i segni. Camminava spedito a quattro zampe. Si arrampicava sul divano, cercava di stare in piedi appoggiandosi al tavolo. E rideva tutto felice quando uno dei genitori lo teneva per mano facendolo stare ritto in piedi in modo che lui potesse fare un traballante passo dopo l'altro. Ho detto loro: "Uno di questi giorni cercherà di stare in piedi da solo, provando a camminare". E io so perfettamente come imparerà a camminare - nello stesso modo che ho imparato io, nella stessa maniera in cui anche tu hai imparato. Un passo - e poi giù per terra! E quando sarà caduto avrà un paio di scelte da fare.

Potrebbe starsene per terra e dirsi: "Lo sapevo! Ho provato a camminare ma ho fallito!" Te lo immagini? A 18 anni e ancora lì disteso per terra! Sua madre che fa le pulizie di casa e lui lì distesosul pavimento. I suoi amici che vanno e vengono e lui ancora lì per terra. Ma il figlio dei miei amici non farà così. Farà quello che tutti gli altri bambini hanno sempre fatto. Si alzerà in piedi. Farà un altro passo - e poi giù per terra! E poi farà un altro passo, un altro passo, un altro passo - e poi giù per terra! Presto imparerà a camminare, a condizione che si rialzi ogni volta che cade! Anche la Parola di Dio ha qualcosa da dirti sul fatto di cadere - e poi rialzarsi. Sta scritto in Proverbi 24,16: «Se il giusto cade sette volte, egli si rialza». Nota bene, la Bibbia non dice che il giusto non pecca mai. La Bibbia dice che anche se pecca non rimane per terra nel fango, nel suo peccato! Si rialza e continua a camminare.

Probabilmente è quello che Dio ti sta chiedendo in questo periodo. Forse stai tentando di progredire spiritualmente, ma continui a cadere. Quel vecchio peccato, quella tentazione di sempre, quella consueta debolezza ha rialzato di nuovo la sua terribile testa. Hai promesso a Dio e a te stesso di non caderci più, e invece sei rotolato di nuovo per terra. Ti sei proposto di cambiare, di progredire - ma sei tornato indietro di nuovo alla posizione di partenza. In qualche modo hai deluso Dio, hai deluso te stesso. E ti ritrovi scoraggiato. Se hai mai provato a fare una dieta e hai fallito, sai bene come sono andate le cose. Ti sei comportato benissimo per un paio di settimane. Solo crakers e acqua. Poi una notte non ce la fai più e ti fai 2 piatti di carbonara. E ti dici: "Oh no! Ho fallito tutto! In fin dei conti, a che serve?" E quando hai finito di pulire col pane il tegame della carbonara, ti mangi una fetta di torta seguita a ruota da una tazza di gelato.

Avresti potuto fermarti dopo la prima caduta, ma hai permesso che un errore aprisse la porta a molti altri. Il che è esattamente la tattica che il diavolo usa per tenerti nel fango quando cadi a terra spiritualmente. Ti dici: "Perché provarci? Ho cercato di camminare con Gesù, ma non ci sono riuscito. Questo peccato è più forte di me. Tanto vale lasciare perdere tutto". Quando pensi così non stai facendo la volontà di Dio. Stai facendo quella del diavolo. Dio invece ti dice: "Dimentica il tuo passato. Dimentica i tuoi errori di prima". Il diavolo ti dice: "Continua ad avere davanti agli occhi i tuoi fallimenti passati. Non ci sei riuscito allora, non ci riuscirai neanche adesso". Il suo obiettivo è fare in modo che un tuo errore ne apra la porta a molti altri. Ma questa tattica del diavolo funziona solo se tu glielo permetti. Dio dice che «se il giusto cade sette volte, egli si rialza».

Sì, hai provato a fare un passo - e poi giù per terra! Ma le uniche persone che non cadono sono quelle che non hanno mai provato a camminare. Non rimanere per terra! Domani è un giorno tutto nuovo, completamente diverso. «Le misericordie del Signore non sono finite, | non è esaurita la sua compassione; | esse son rinnovate ogni mattina, | grande è la sua fedeltà» (Lamentazioni 3,22-23). Non permettere che il tuo fallimento spirituale duri più di una giornata! Esiste il sacramento della riconciliazione, che ti rimette di nuovo in piedi. Mi diceva un caro amico sacerdote che quando andava a confessarsi da don Calabria il santo sacerdote gli diceva sempre: "Smettila di grattare la tua coscienza!". E poi, quando gli dava l'assoluzione, gli diceva: "E che sia la penultima volta!" Lascia perdere le tue cadute. Abbi invece sempre in mente la potente promessa che Dio ti ha fatto in Giuda 24. Lui è «Colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e nella letizia». Sei hai provato e camminare - e poi sei caduto a terra, fai quello che ha fatto ogni bambino che ha imparato a camminare. Alzati con una confessione ben fatta - e poi continua a camminare. Perché per Gesù nessuna caduta è quella finale! Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto don Luciano


Santo non è chi non cade mai, ma chi si rialza(Proverbi 24, 16) Durante il mio ultimo viaggio in Italia sono andato a trovare una coppia di amici che ha avuto un bimbo. E tutto indicava che presto avrebbe imparato a camminare. Lo so - perché ne mostrava tutti i segni. Camminava spedito a quattro zampe. Si arrampicava sul divano, cercava di stare in piedi appoggiandosi al tavolo. E rideva tutto felice quando uno dei genitori lo teneva per mano facendolo stare ritto in piedi in modo che lui potesse fare un traballante passo dopo l'altro. Ho detto loro: "Uno di questi giorni cercherà di stare in piedi da solo, provando a camminare". E io so perfettamente come imparerà a camminare - nello stesso modo che ho imparato io, nella stessa maniera in cui anche tu hai imparato. Un passo - e poi giù per terra! E quando sarà caduto avrà un paio di scelte da fare. Potrebbe starsene per terra e dirsi: "Lo sapevo! Ho provato a camminare ma ho fallito!" Te lo immagini? A 18 anni e ancora lì disteso per terra! Sua madre che fa le pulizie di casa e lui lì distesosul pavimento. I suoi amici che vanno e vengono e lui ancora lì per terra. Ma il figlio dei miei amici non farà così. Farà quello che tutti gli altri bambini hanno sempre fatto. Si alzerà in piedi. Farà un altro passo - e poi giù per terra! E poi farà un altro passo, un altro passo, un altro passo - e poi giù per terra! Presto imparerà a camminare, a condizione che si rialzi ogni volta che cade! Anche la Parola di Dio ha qualcosa da dirti sul fatto di cadere - e poi rialzarsi. Sta scritto in Proverbi 24,16: «Se il giusto cade sette volte, egli si rialza». Nota bene, la Bibbia non dice che il giusto non pecca mai. La Bibbia dice che anche se pecca non rimane per terra nel fango, nel suo peccato! Si rialza e continua a camminare. Probabilmente è quello che Dio ti sta chiedendo in questo periodo. Forse stai tentando di progredire spiritualmente, ma continui a cadere. Quel vecchio peccato, quella tentazione di sempre, quella consueta debolezza ha rialzato di nuovo la sua terribile testa. Hai promesso a Dio e a te stesso di non caderci più, e invece sei rotolato di nuovo per terra. Ti sei proposto di cambiare, di progredire - ma sei tornato indietro di nuovo alla posizione di partenza. In qualche modo hai deluso Dio, hai deluso te stesso. E ti ritrovi scoraggiato. Se hai mai provato a fare una dieta e hai fallito, sai bene come sono andate le cose. Ti sei comportato benissimo per un paio di settimane. Solo crakers e acqua. Poi una notte non ce la fai più e ti fai 2 piatti di carbonara. E ti dici: "Oh no! Ho fallito tutto! In fin dei conti, a che serve?" E quando hai finito di pulire col pane il tegame della carbonara, ti mangi una fetta di torta seguita a ruota da una tazza di gelato. Avresti potuto fermarti dopo la prima caduta, ma hai permesso che un errore aprisse la porta a molti altri. Il che è esattamente la tattica che il diavolo usa per tenerti nel fango quando cadi a terra spiritualmente. Ti dici: "Perché provarci? Ho cercato di camminare con Gesù, ma non ci sono riuscito. Questo peccato è più forte di me. Tanto vale lasciare perdere tutto". Quando pensi così non stai facendo la volontà di Dio. Stai facendo quella del diavolo. Dio invece ti dice: "Dimentica il tuo passato. Dimentica i tuoi errori di prima". Il diavolo ti dice: "Continua ad avere davanti agli occhi i tuoi fallimenti passati. Non ci sei riuscito allora, non ci riuscirai neanche adesso". Il suo obiettivo è fare in modo che un tuo errore ne apra la porta a molti altri. Ma questa tattica del diavolo funziona solo se tu glielo permetti. Dio dice che «se il giusto cade sette volte, egli si rialza». Sì, hai provato a fare un passo - e poi giù per terra! Ma le uniche persone che non cadono sono quelle che non hanno mai provato a camminare. Non rimanere per terra! Domani è un giorno tutto nuovo, completamente diverso. «Le misericordie del Signore non sono finite, | non è esaurita la sua compassione; | esse son rinnovate ogni mattina, | grande è la sua fedeltà» (Lamentazioni 3,22-23). Non permettere che il tuo fallimento spirituale duri più di una giornata! Esiste il sacramento della riconciliazione, che ti rimette di nuovo in piedi. Mi diceva un caro amico sacerdote che quando andava a confessarsi da don Calabria il santo sacerdote gli diceva sempre: "Smettila di grattare la tua coscienza!". E poi, quando gli dava l'assoluzione, gli diceva: "E che sia la penultima volta!" Lascia perdere le tue cadute. Abbi invece sempre in mente la potente promessa che Dio ti ha fatto in Giuda 24. Lui è «Colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e nella letizia». Sei hai provato e camminare - e poi sei caduto a terra, fai quello che ha fatto ogni bambino che ha imparato a camminare. Alzati con una confessione ben fatta - e poi continua a camminare. Perché per Gesù nessuna caduta è quella finale!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Dom Set 12, 2010 5:31 pm

Andrea ha scritto:INCONTRI CON LA PAROLA

No. 310 - I momenti di Dio(Giovanni 9, 4)


Ho un amico che gira sempre con la macchina fotografica a portata di mano. C'era un fiore con una sottilissima ragnatela che avvolgeva le foglie - e che aveva imprigionato alcune gocce di rugiada. C'era un fascio diluce che filtrava tra le foglie degli alberi, piovendo dall'alto.
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Era qualcosa di mistico - che di sicuro non ci sarebbe stata 5 minuti dopo.
E' sorprendente come per qualche istante ci si apra un finestra durante la quale si può catturare una scena unica e irripetibile - che dopo non ci sarà più.
Anche nella Parola di Dio, Gesù ti dice che ci sono finestre che nella tua vita si aprono solo per qualche breve istante, opportunità che è facile perdere se non si è sempre attenti, delle occasioni che devi afferrare immediatamente fin che dura il momento.
In Giovanni 9,4 Gesù dice: «Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare».
Gesù sta parlando qui di quelli che io chiamo "i momenti di Dio" - brevi finestre spirituali nelle quali Dio apre per qualche istante una breccia su una difficile situazione, Afferra subito i momenti di Dio!
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Poichè sto vivendo momenti duri, mai immaginato che potessereo capitare...che cosa vorrà da me Lui?

La situazione è difficile, e la "breccia" non sembra vedersi.
Forse, è proprio l'invito a vedere luce dove c'è buio?
Accettare e camminare dietro a Lui, così?

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Set 15, 2010 6:45 am

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No. 313 - Strada accidentata, destinazione meravigliosa(Genesi 45,5 e 50,20)

E' uno di quei tesori nascosti del Kenya che pochi valorizzano. Si chiama Ol-Moran. Ci abbiamo portato i nostri bambini e le nostre bambine a fare una settimana di camposcuola. Dopo che la corriera ha lasciato la strada asfaltata, ha imboccato una pista nella savana che era un cratere dopo l'altro. Non c'era possibilità di sbagliare qualcuna di quelle buche - ce le siamo prese tutte. "Speriamo che la corriera tenga fino a destinazione" pensavo fra me mentre sprofondavamo nella notte. Certo, non era bello essere partiti nel primo pomeriggio con la speranza di arrivare presto, e invece trovarsi a viaggiare in un posto sconosciuto, avvolti dal buio assoluto. I ragazzi erano stanchi e anche un po' nervosi, ma dovevamo perseverare. Perché ne è valsa davvero la pena.

Raggiungemmo Ol-Moran, una cena veloce e poi subito a letto. Ma il giorno dopo si aprì ai nostri occhi lo scenario selvaggio della savana, così piatta che si può vedere persino la curvatura della terra. Qualche capanna, e ledonne Pokot e Turkana fasciate nei loro mantelli sgargianti e con le collane color arcobaleno. Ti senti piccolo in mezzo alla savana, ti senti creatura. Ci siamo innamorati di Ol-Moran! E nonostante quella miserabile strada che ti ci porta, ci ritorneremo ancora. Ne vale la pena!

Magari, in questo periodo della tua vita, stai navigando in una strada accidentata. Suppongo che la cosa non ti diverta affatto. E anche se la tua corriera procede lentamente per assorbire i colpi delle buche, hai la tentazione di tornartene indietro. Ma Dio, nella Sua Parola, ti ricorda qualcosa che dimentichiamo facilmente quando la strada si fa difficile: c'è sempre qualcosa di bello - che ti ripaga della fatica - alla fine del tuo difficile viaggio. Poche persone nella Bibbia hanno percorso una strada accidentata pari a quella che ha dovuto percorrere Giuseppe. Era odiato dai suoi fratelli, al punto che lo hanno buttato dentro a una buca e lo hanno lasciato lì a morire. Poi invece se lo sono venduto per quattro soldi a dei mercanti di schiavi. In Egitto ha fatto lo schiavo e lo hanno messo pure in prigione per aver fatto la cosa giusta. Dio non gli ha detto dove lo avrebbe condotto la strada accidentata che gli stava facendo percorrere - come neanche dice a te dove ti sta portando la tua. Ma Giuseppe ha avuto una fede tale che è andato avanti nella notte anche quando era quasi impossibile immaginare un lieto fine.

Noi siamo privilegiati rispetto a Giuseppe, perché sappiamo che alla fine della nostra strada ci aspetta qualcosa di bello. Dio ha promosso Giuseppe al rango di alto funzionario del Faraone d'Egitto - una specie di primo ministro, il numero due nel regno più potente del mondo - in modo che avesse il potere di prepararel'Egitto ad affrontare una grande carestia e fornire il cibo che salverà le vite di quei suoi fratelli che lo avevano ferito così profondamente.

Sta scritto in Genesi 45,4 e seguenti: «Allora Giuseppe disse ai fratelli: "Avvicinatevi a me!". Si avvicinarono e disse loro: "Io sono Giuseppe, il vostro fratello, che voi avete venduto per l'Egitto. Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita. Perché già da due anni vi è la carestia nel paese e ancora per cinque anni non vi sarà né aratura né mietitura. Dio mi ha mandato qui prima di voi, per assicurare a voi la sopravvivenza nel paese e per salvare in voi la vita di molta gente. Dunque non siete stati voi a mandarmi qui, ma Dio ed Egli mi ha stabilito padre per il faraone, signore su tutta la sua casa e governatore di tutto il paese d'Egitto». Tutto quel dolore che Giuseppe ha vissuto è stato perché Dio voleva metterlo nella posizione di poter aiutare chi lo aveva rifiutato. La sua sofferenza ha salvato molte vite. In Genesi 50,20-21 Giuseppe dice ai suoi fratelli: «"Se voi avevatepensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso. Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini". Così li consolò e fece loro coraggio».

La strada di Giuseppe è stata piena di buche e ha dovuto viaggiare nell'oscurità della notte. Ma lo ha portato - come la nostra strada per Ol-Moran, in un posto bellissimo. Il Dio di Giuseppe è il tuo stesso Dio. E ti sta portando in un posto che non ti farà rimpiangere tutte le buche che adesso stai prendendo. Magari userà le tue sofferenze di adesso per trasformarti in uno che sa capire e guarire le ferite altrui. Forse Dio sta usando questa strada per far maturare la tua fede, in modo da abilitarti a compiere cose preziose per il Suo regno. Forse sta permettendo tutta questa confusione nella tua vita perché vuole farti un miracolo. Magari ti sta facendo viaggiare su questa strada accidentata più a lungo di quello che vorresti perché ti sta preparando per un progetto così grande che nemmeno ti immagini - anzi, sogni. Mi vengono in mente due frasi della Scritura: «Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono» (1Timoteo 4,10), e Ebrei 10,23: «Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso». Se fissi il tuo sguardo sul Dio della nostra speranza, sarai capace di affrontare qualsiasi buca, perché hai fede in Colui che usa strade accidentate per condurti in posti meravigliosi. Non smettere di andare avanti - perché ti innamorerai del luogo dove Lui ti sta conducendo.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Set 22, 2010 6:20 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 314 - I salvataggi di Tex (2 Timoteo 3, 11)

Da giovane sono stato un appassionato lettore di Tex Willer. Per coloro che non lo sapessero o non fossero appassionati di fumetti, Tex è probabilmente il più famoso e longevo fumetto seriale italiano, un western con geniali trame ideato dallo sceneggiatore Gian Luigi Bonelli. Ricordo che di mese in mese aspettavo che Tex uscisse in edicola, e ogni numero era da mozzafiato. L'albo finiva sempre sul più bello, lasciando Tex nel bel mezzo di un grande pericolo, nelle mani del suo peggior nemico Mefisto o pronto per essere ucciso da qualche spietato bandito. Dovevi aspettare altri 30 giorni e intanto rimanevi a pensare che Tex questa volta non ce l'avrebbe sicuramente fatta, non c'erano proprio vie di scampo. Invece ne spuntava sempre qualcuna. In qualche modo, per quanto impossibile sembrasse, Tex riusciva sempre a scamparla - miracolosamente.

C'era sempre una via d'uscita anche quando sembravano non essercene più. E questo può succedere anche a te, negli episodi della tua vita, se ti metti nelle mani dello Sceneggiatore giusto. Il grande missionario Paolo era una specie di Tex Willer spirituale, con la particolarità che gli episodi che ha vissuto gli sono tutti realmente accaduti! In 2 Timoteo 3,11 l'apostolo ci racconta di alcune esperienze in cui si è trovato tra la vita e la morte, «come quelle che incontrai ad Antiochia, a Icònio e a Listri. Tu sai bene quali persecuzioni ho sofferto. Eppure il Signore mi ha liberato da tutte». La stessa cosa puoi dirla anche tu, e posso dirla anch'io. Tutti ci siamo stati vicini. Basta che tu rivada con la memoria ad alcuni episodi passati. Il tempo in cui non c'erano più soldi, in cui le relazioni con gli amici o le persone della tua famiglia erano saltate, in cui ti sentivi giù perché ogni porta ti veniva sbattuta in faccia. I tempi in cui le cose o le persone di cui avevi bisogno non c'erano più. Quando ti sentivi senza speranza o sovraccaricato di responsabilità più grandi di te. Sì, quando ti sembrava di non farcela più, «eppure il Signore mi ha liberato da tutte».

E forse ora quei periodi sono tornati di nuovo. Situazioni pericolose o dolorose. Questa volta sembra proprio che non ci sia via d'uscita, impossibile svoltare a destra o a sinistra, e nessuno che ti dia una risposta. Ma era così anche negli altri episodi passati della tua vita, e adesso sei qui a raccontarli. Quelle montagne che allora sembravano insormontabili sono adesso dei monumenti che testimoniano che cosa Dio è capace di muovere. Quei problemi che allora sembravano insormontabili sono adesso lì a testimoniarti della fedeltà di Dio. Se ti dimentichi del Mare Rosso che hai attraversato ieri, non avrai la fede di affrontare i giganti di oggi. In 1 Corinzi 10,13 Dio ti ha fatto una promessa: «Nessuna tentazione [la parola in greco signica anche "prova"] vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla». Dio non permetterà mai che tu sia provato in qualcosa che tu non possa vincere senza la Sua forza. Ricordati, Gesù è il tuo Salvatore, ossia l'esperto in salvataggi. Lui ha già compiuto il salvataggio più difficile di tutti, liberandoti dal peccato e dalla morte. Di sicuro, se Dio ti ha salvato dalla cosa più difficile, ti può salvare anche da queste relativamente piccole difficoltà. Lui può cambiare la situazione o renderti forte per affrontarla, ma abbi fede che ti salverà! Lo ha sempre fatto. Il mio eroe d'infanzia Tex Willer era sempre in grande pericolo - e lo sei anche tu ora con la tua crisi. Ma qualcuno lo ha sempre salvato, e sarà così anche per te. Il tuo Dio che ti ha salvato in così tanti episodi della tua vita passata sta ancora scrivendo la sceneggiatura, nella quale non ti toglierà le difficoltà ma farà in modo che tu possa dire ancora una volta: «Eppure il Signore mi ha liberato da tutte!»

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Set 27, 2010 11:05 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 315 - Il regalo del Padre(Esodo 3,6)

I vecchi proverbi spesso nascondono una saggezza molto profonda. Come questo, per esempio: "Tale padre, tale figlio!" Vale tanto in positivo quanto in negativo. A dire il vero l'ho sempre sentito citare in negativo, per dire che se un figlio è un poco di buono è perché lo era anche suo padre. Un mio amico scherzando mi diceva: "Mia moglie mi incolpa che i miei figli hanno preso tutto da me. Mia figlia, per esempio, ha preso il naso da me. Secondo lei, il maggiore ha preso il mio senso dell'umorismo - il che è spaventoso. Adesso manca solo che mi dica che il più piccolo ha preso i capelli da me - che sono pelato!" Ovvio, lo diceva bonariamente. Tutti i papà sono orgogliosi se i figli gli rassomigliano. E io spero che i tuoi figli abbiano preso dal papà quello che più conta in assoluto.

Quello che tutti i figli dovrebbero prendere dal papà sta scritto in Esodo 3,6. Mosè è arrivato a una svolta della sua vita. Dio gli sta chiedendo di guidare il Suo popolo fuori dalla schiavitù d'Egitto - un incarico pazzesco. La Bibbia ci dice che Dio apparve a Mosè, anche se non ci dice chiaramente come. Dio indica a Mosè come deve calpestare il luogo sacro in cui Lui sta apparendo e poi, in un certo senso, Dio si presenta a Mosè, che è attonito. Ecco cosa dice la Bibbia: «E Dio disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe"». Ora, la parte finale della firma di Dio è un titolo che Egli ha usato molto spesso nell'Antico Testamento: «il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Ma quello che è peculiare è che Dio comincia la Sua firma dicendo a Mosè che Lui è il Dio di suo padre. Nascosto nell'intimità più profonda di Mosè c'era un tesoro che Dio riporta alla luce nella rivelazione del roveto ardente - il Dio di Mosè è lo stesso Dio di suo padre. Mosè era stato costretto a vivere circondato da pagani, nel deserto, ma dovunque andasse portava sempre con sé questo tesoro spirituale della fede. E chi glielo aveva trasmesso? Suo padre! E' dimostrato che gran parte del nostro atteggiamento verso Dio deriva dal tipo di padre che abbiamo avuto. In fin dei conti è Dio stesso che ha voluto che Lo chiamassimo Padre.

E Gesù, che non aveva certo preconcetti culturali verso le donne, ci ha detto: «Quando pregate, dite: "Padre, sia santificato il tuo nome" (Luca 11,2). Mi occupo di ragazzi di strada e di bambine violentate, quindi so molto bene che la figura del padre può evocare in qualcuno sentimenti dolorosi e negativi. Ma ricordo anche a loro che Dio non è come il padre che tu hai avuto qui in terra, ma è il Padre che hai sempre sognato di avere. Come papà hai dei compiti importantissimi - ma nessuno così assoluto, così eterno, come piantare Dio dentro la vita di tuo figlio o di tua figlia. Nella nostra cultura spesso c'è l'idea che le cose dello spirito sono più campo di azione delle mamme, ma è un'idea sbagliata. Dio non si è presentato come «il Dio di tua madre», anche se Mosè ha avuto una madre coraggiosa e piena di fede. In Efesini 6,4, quando Dio insegna in che maniera si debbano educare cristianamente i figli, Lui si rivolge ai padri! Il primo anello dell'educazione alla fede comincia col papà! Tuo figlio o tua figlia stanno imparando quanto Dio è importante dai tuoi insegnamenti, o quanto Egli sia inutile dai tuoi silenzi.

Essi stanno imparando a conoscere Dio dal modo in cui tu tratti loro. Se è un "Padre" che perdona o che è spietato; premuroso o indifferente, affezionato o freddo, puro o lussurioso, fedele o infedele, giusto o disonesto, presente quando hai bisogno oppure assente. Che cosa succederebbe se Dio apparisse a tuo figlio o a tua figlia nel loro peggior momento di crisi e dicesse: "Io sono il Dio di tuo padre"? A che tipo di Dio penserebbero?

C'era un bambino di cinque anni che stava morendo di leucemia in un ospedale. Un giorno, prima che suo padre lo lasciasse per andare al lavoro, il bambino gli chiese: "Papà, com'è Dio?" Il padre deglutì, si raschiò un paio di volte la gola e cominciò a borbottare una risposta. Il bambino, vedendo che suo padre era confuso, disse: "Papà, se Dio è come te, allora non ho paura". Papà, mostra ai tuoi figli un Dio come quello. E se non riesci a farlo perché nemmeno tu Lo conosci bene, allora è tempo che tu conosca tuo Padre avvicinandoti a Gesù Cristo. E fai in modo che ogni giorno tu possa donare ai tuoi figli la cosa più preziosa che un padre possa donare: Dio, che è il bene più grande di tutti!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Fernanda il Lun Set 27, 2010 3:39 pm

Interessante la riflessione, ma "Papà, se Dio è come te, allora non ho paura" è, come si suol dire, la ciliegina sulla torta, GRAZIE!!!

Fernanda

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Re: Le catechesi di don Luciano

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