Le catechesi di don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Gio Apr 21, 2011 1:30 am


Divagazioni su "incontri 331".
Ho capito che devo pregare sempre. Sempre, restare con Lui.
Anche se non Lo vedo, non Lo sento, Lo so sempre accanto.Presente.
Devo restare con Lui, anche nel buio.Nell’aridità.
Devo sempre avere ”il pieno”, non posso accontentarmi di non essere in riserva.
Non posso ”accorciare il tempo che dedico a Dio. Rischio di non combinare nulla senza il ”pieno spirituale”.
Sto con Lui prima di fare qualcosa per Lui: posso stare con Lui sempre, senza mai lasciarLo.
Solo così sono sicura di avere sempre il pieno della ”potenza dall’alto”.
E’ vero o è una illusione? Un alibi?
E’ reale stare con Lui, sempre?
E’ possibile, vivere sempre con Lui?
Prendermi tutto il tempo per stare con Lui?

La notte, è il momento privilegiato della pienezza dello stare con Lui.
Gesù si alza presto. Prega soprattutto di notte. Fa il pieno. E non è poi mai separato dal Padre. la Sua vita è indivisa.Una sola vita. La Sua preghiera, il rapporto con il Padre non si interrompe, non può interrompersi…
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Gio Apr 21, 2011 6:28 am

La profondità dei tuoi pensieri e della tua meditazione, carissima Silvia mi ha portato, anche me, a pensare e cercare di rispondere agli interrogativi che poni.
Penso però che le risposte, più che ovvie, sono difficili. forse, da applicare.
La prima cosa è il saper aspettare. Gesù ha consigliato i suoi discepoli di restare a Gerusalemme fino all' arrivo del Paraclito. E questa è la prima cosa vera, sicura, giusta e infallibile che Gesù ha messo a nostra disposizione. Gesù sà, che senza l'aiuto del Paraclito, siamo capaci di concludere poco... ma con l'aiuto dello spirito tutto diventa realizzabile, tutto diventa possibile, tutto si pò avverare!
Tutto questo inizia con l'amore a Cristo! se non lo amiamo con tutte le nostre forze, con tutta la nostra volontà, mettendo tutto il nostro impegno, poco possiamo concludere... ma con Lui, presente nella nostra mente, presente nei nostri pensieri, presente neìla nostra vita , in tutte le sue manifestazioni, allora SI' diventeremo anche noi come i veri discepoli che lui lasciò 2000 anni fà su questa terra, per diffondere la Via che lui ci ha indicato, le Verità che lui ha espresso ed presentato, la Vita che, tutti noi, dobbiamo seguire. E infine l' Amore, un amore che lo portò sulla Croce dove finì la sua missione.
Anche noi dobbiamo mettercela tutta, anche noi dobbiamo, essendo discepoli di Gesù, diffondere la sua verità; diffondere con l' Amore che ci ha ispirato, tutto il suo insegnamento; avvicinarsi al prossimo seguento il suo esempio. Solo così lo stare con Lui diventerà una realtà; una realtà che ci porterà, un giorno accanto a Lui!.

Pace e bene

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Mag 16, 2011 7:05 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 332 - «Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; | mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; | mio scudo e baluardo, mia potente salvezza» (Salmo 17,3)(Levitico 26, 12-13)

Durante la mia ultima visita in Italia sono stato a trovare un amico. Non ero mai stato prima a casa sua - quindi ha voluto mostrarmela. C'era anche la cameretta per il figlio di 4 anni. Era stata ricavata dall'unica camera per i ragazzi; la sorella di questo bimbo era diventata una signorina e allora i genitori avevano voluto separare le camere. Di fatto era una partizione in legno dentro all'unica stanza. Le due camere erano piccoline, ma ognuno dei due figli aveva il proprio spazio. Il mio amico mi ha raccontato che quando ha portato il figlio di 4 anni a vedere la stanza il bimbo si era rattristasto. Il padre non sapeva capacitarsi: gli aveva preparato qualcosa di bello e la risposta del figlio era la tristezza. Ne scoprì subito la ragione. Il ragazzo gli disse: "Papà - è questa la gabbia dove mi metterai quando sarò cattivo?" Povero bambino. Pensava che suo padre avesse costruito una gabbia per punirlo... e invece il papà stava costruendo qualcosa di speciale solo per lui.
Certo, puoi sorridere alla cattiva interpretazione del comportamento del padre fatta da un bambino di 4 anni - ma troppo spesso noi facciamo l'identico errore nell'interpretare il comportamento di Dio nostro Padre! Forse in questo periodo stai pensando che Dio è arrabbiato con te; magari ti sta castigando. Ma se pensi così è perché i tuoi sentimenti nei confronti di Dio sono troppo modellati sulle cattive esperienze che hai avuto con i tuoi genitori, o sulle persone che ti hanno ferito, o sui probemi immediati che adesso ti stanno opprimendo. Così finisci col perdere di vista l'amore che Dio tuo Padre sta in tutti i modi cercando di farti vedere. Ti aspetti il peggio da Dio - come quel bambino di 4 anni pensava che il papà gli avesse costruito una prigione per quando non si comportava bene. Invece il progetto che Dio ha sulla tua vita è quello di liberarti definitivamente da tutte le tue schiavitù, non quello di imprigionarti.
Le intenzioni di Dio sono espresse molto chiaramente in alcune parole rivolte al popolo dell'antica alleanza, Israele - ma se sei un discepolo di Gesù, fai parte del Suo nuovo popolo e quindi quelle parole sono anche per te. Nel libro del Levitico 26,12-13 sta scritto: «Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d'Egitto [ossia le catene e la schiavitù]; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta». Il tuo Signore si è impegnato a liberarti dalle tue vecchie abitudini, dal tuo vecchio stile di vita, dai soliti modi di pensare e di reagire che ti hanno imprigionato per tutto questo tempo. E si è impegnato a essere sempre con te e a permettere nella tua vita esperienze - alcune anche dolorose - che ti purifichino dal male che ti porti dentro, che cambino il tuo modo di vederLo, che cambino il tuo modo di vederti, e che ti equipaggino perché tu possa fare la differenza nella vita di altre persone. Il motivo per cui Dio ha ricordato a Israele che Lui li aveva liberati, e non imprigionati, era perché durante il cammino verso la terra promessa stavano incontrando malattie e il deserto.
Forse anche tu stai avendo la tua porzione di problemi e di deserto. Ma questo non è perché Dio non ti ama - ma è perché ti ama profondamente! Ti ama così tanto che ti sta portando attraverso il cammino che ti libererà e ti condurrà alla vita che Lui vuole che tu viva. Ti ha promesso che «...il Signore sarà la tua sicurezza, | preserverà il tuo piede dal laccio» (Proverbi 3,26). Quindi non lasciarti confondere dalla sofferenza e dal deserto. Il tuo Padre celeste ha un meraviglioso progetto d'amore su di te - e non sta certo costruendo una gabbia intorno alla tua vita. Dopo tutto tu sei Suo Figlio - pagato con il prezzo di Suo Figlio! Hai ancora qualche dubbio sul Suo amore? Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Mag 30, 2011 6:27 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 333 - Fuorigioco (Neemia 5, 14-15)

Il 70% degli italiani è tifoso di una squadra di calcio. Il tifo (sportivo) è senz'altro la malattia più diffusa tra maschi italiani, probabilmente attinge il 99% di loro. E non importa quante volte ormai tu abbia già visto la giocata, ma l'adrenalina ti sale quando la tua squadra parte in contropiede - quando un giocatore lancia il tuo attaccante con un passaggio che lo smarca oltre la linea di difesa della squadra avversaria, e il tuo bomber fa un bellissimo gol. Che sovente però viene annullato - perché il tuo attaccante era in fuori gioco, ossia oltre la linea di difesa degli avversari. Non importa quanto bello sia stato il gol che ha fatto - era oltre la linea di fuorigioco, e quel gol non vale proprio nulla. E succede che l'attaccante viene pure ammonito.

Ci sono delle linee che non si possono varcare - e non parlo solo del calcio... sto parlando di "integrità" - il rifiuto di oltrepassare i confini morali, costi quel che costi. Perché, per quanto riguarda Dio, non importa quanto bello sia stato il gol che hai fatto - eri in fuorigioco, e quello che hai raggiunto non vale nulla.

A meno che tu non sia vissuto in una caverna gli ultimi 12 mesi della tua vita, probabilmente hai dovuto affrontare tentazioni che hanno messo a repentaglio la tua integrità più di una volta. Dire la verità a metà... patteggiamenti morali... disonestà a livello finanziario... compromessi a livello sessuale... o guardare o ascoltare o ridere di cose a cui Gesù non avrebbe mai preso parte. Per tutti noi che sentiamo quell'impulso che ci fa andare oltre la linea del fuorigioco, cè un potente incoraggiamento nella vita di Neemia, l'uomo che Dio scelse per guidare il suo popolo nella straordinaria ricostruzione delle mura e delle porte di Gerusalemme.

Neemia è governatore di Gerusalemme. Ha la possibilità di usare la sua posizione a proprio vantaggio. Ma nonostante i suoi predecessori abbiamo usato la carica che avevano per farsi i loro interessi sfruttando la propria gente, Neemia risplende come un modello di integrità. In Neemia 5,14-15 sta scritto: «Da quando il re mi aveva stabilito loro governatore nel paese di Giuda, dal ventesimo anno fino al trentaduesimo anno del re Artaserse, durante dodici anni, né io né i miei fratelli mangiammo la provvista assegnata al governatore. I governatori che mi avevano preceduto, avevano gravato il popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli d'argento; perfino i loro servi angariavano il popolo, ma io non ho fatto così, poiché ho avuto timore di Dio.» Leggetevi anche il resto, per capire quanto integro fosse quest'uomo.

I predecessori di Neemia lo avevano fatto... molti di quelli che lui governava lo facevano... ma Neemia si è rifiutato di sfruttare la sua posizione. Si era dato dei confini invalicabili, anche quando ne avrebbe potuto trarre un grande beneficio, sarebbe bastato solo un piccolo compromesso.

Stiamo pensando di ristrutturare il Boys Ranch, e prima di farlo ci sono permessi da richiedere negli uffici municipali. La scorsa settimana entro in uno di questi uffici. Il signore dall'altra parte della scrivania può bloccare tutto, basta che non metta la firma su un documento. Mi dice: "Padre, costa 20. Le posso fare pagare 10, ma lei deve dare 5 a me". Risposta secca: "Preferisco pagare 20". Sto ancora aspettando la firma - ma Dio ci benedirà.

Scendere a compromessi può essere la cosa più normale per chi ti sta intorno - ma se metti Dio al primo posto, devi avere il coraggio di dire: "Non posso". Compromettendo la tua integrità morale forse andrai avanti, magari otterrai anche quello che vuoi - ma se ami Dio devi dire: "Non posso!".

Confini invalicabili - quando Dio trova il cuore di un uomo o di una donna su cui può fare affidamento, Lui lo benedice. Per quello che riguarda Dio, se ciò che vuoi non è dentro i Suoi confini, non vale assolutamente nulla - e ti farai del male.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Giu 06, 2011 5:52 am

NCONTRI CON LA PAROLA

No. 334 - Il titolo più grande che ci sia (2 Corinzi 15,18-20)

Una volta sono stato invitato a parlare in una conferenza in cui c'erano diversi relatori. Il coordinatore, prima di iniziare, chiese a ognuno dei relatori le loro referenze, in modo da presentarci poi al pubblico. C'era il tizio con il dottorato psicologia, quell'altro con un master su non-ricordo-più-che-cosa, un altro ancora era specialista in pedagogia dell'età evolutiva. Mi chiese: "E lei che titolo di studio ha?" "Dica che sono prete. Basta e avanza". "Ma non ha alcuna laurea?" chiese un po' deluso. "Dovrei laurearmi in vangelo vissuto, ma gli esami mi vanno quasi sempre male". I titoli valgono poco - vanno e vengono. Puoi essere "generale" (fuori caserma sei nessuno), "il miglior giocatore dell'anno", "monsignore", "Miss Italia" - bei titoli, ma che non hanno nessun significato duraturo. C'è solo un titolo che vale davvero... e ce l'hai già.

C'è un titolo che ti ha conferito Dio tuo Padre, e che ha un'incredibile valenza eterna: sei Suo figlio, Sua figlia. E siccome Dio è sempre generoso, ti ha dato pure un secondo titolo - che ti abilita a esercitare una professione divina. E' un titolo che per ottenerlo non occorre andare all'università, avere capacità, soldi, o amici altolocati. E' l'unico titolo che hanno anche gli analfabeti, gli ignoranti e tutti coloro che non avranno mai altro titolo in vita loro. Se appartieni a Gesù hai già ricevuto questo titolo che ti abilita alla professione più importante del mondo - e alla tremenda e affascinante responsabilità che lo accompagna.

Quando all'università conferiscono la laurea, fanno precedere la consegna da un breve annuncio, tipo: "In nome della Repubblica italiana, ecc." Anche Dio, nel conferirti questa importante posizione di lavoro, fa lo stesso. In 2 Corinzi 15,18-20 Dio dice: «Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.»

Ambasciatore - è il titolo che ti viene dato solo se hai una forte amicizia con Gesù. Durante le campagne elettorali c'è gente che dona ingenti somme di denaro, sperando poi di essere compensate con quel titolo. E' un grande onore essere incaricati dal governo del proprio paese a essere il volto e la voce del tuo popolo in qualche parte del mondo. Per definizione, l'ambasciatore è colui che è incaricato dalla più alta autorità dello stato per rappresentarlo in uno specifico posto. Ricordo che in un paese in cui sono stato missionario, una volta ci fu una petizione alla Farnesina (il ministero degli esteri) firmata dai missionari per cambiare l'ambasciatore italiano, per come viveva e come trattava le persone. Fu rimosso. L'impressione che le persone di un posto hanno del paese di provenienza dell'ambasciatore dipende da come vive l'ambasciatore. Un paese può essere capito o frainteso a seconda di come l'ambasciatore comunica con parole e azioni col paese ospite.

Tu sei "l'ambasciatore di Cristo"! Incaricato dalla più grande autorità dell'universo a rappresentarLo! Questo titolo fa scomparire tutti gli altri pezzi di carta. Per dirla con la Bibbia, «ha affidato a te il ministero della riconciliazione», ossia della sapienza della Croce. Lui conta su di te perché tu Lo rappresenti degnamente attraverso il tuo stile di vita e le tue parole. Lui conta su di te perché tu annunci chiaramente il significato della Sua morte e risurrezione. Lo stai facendo?

E ti ha anche incaricato di rappresentare Gesù in un posto specifico. Nel tuo quartiere, nella scuola che frequenti, nel posto dove lavori, nella squadra in cui giochi, nel negozio dove vai a fare la spesa. Sei l'ambasciatore di Cristo nel posto dove sei - in autobus, per strada, in pizzeria. Come l'ambasciatore di un paese rappresenta il proprio presidente in un'altra nazione, ti è stata assegnata una "cerchia di influenza" in cui devi rappresentare Gesù. In sostanza, devi essere cosciente dentro di te che "Gesù non è fisicamente presente qui in questo momento - ha mandato me a rappresentarLo".

Potrai essere un ambasciatore di Gesù efficiente o disastroso - ma sei l'ambasciatore di Gesù. Il paradiso di qualcuno può dipendere da che tipo di ambasciatore sei.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Giu 13, 2011 4:51 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 335 - Il navigatore(Numeri 9, 15)

Il mio senso di orientamento è praticamente nullo, una volta mi sono perso persino nel paesino dove sono nato. Purtroppo non sto scherzando. Così quando devo prendere l'automobile e andare in posti sconosciuti finisco che mi ritrovo spesso dalla parte opposta. Per fortuna il buon Dio, conoscendo con quanta facilità io mi perda, ha voluto che inventassero il navigatore satellitare. Io penso che dopo la ruota sia la più grande scoperta dell'umanità - almeno per uno come me. Basta inserire l'indirizzo e lui ti guida passo passo fino alla meta. Ti dice persino se ci sono dei rilevatori automatici di velocità, in modo che eviti anche le multe. Insomma, non hai più scuse per non sapere dove stai andando. Basta seguire le indicazioni del navigatore! Se appartieni a Gesù, allora ho una grande notizia per te - non ti perdi più quando devi scegliere in che direzione andare. Dio fornisce gratuitamente un navigatore a tutti i Suoi figli e figlie, in modo che essi possano conoscere ogni giorno in che direzione muoversi.

C'è uno straordinario esempio di questo, nel libro dei Numeri 9,15-23: «Nel giorno in cui la Dimora fu eretta, la nube coprì la Dimora, ossia la tenda della testimonianza; alla sera essa aveva sulla Dimora l'aspetto di un fuoco che durava fino alla mattina... Tutte le volte che la nube si alzava sopra la tenda, gli Israeliti si mettevano in cammino; dove la nuvola si fermava, in quel luogo gli Israeliti si accampavano.... Se la nube rimaneva ferma sulla Dimora due giorni o un mese o un anno, gli Israeliti rimanevano accampati e non partivano: ma quando si alzava, levavano il campo. Per ordine del Signore si accampavano e per ordine del Signore levavano il campo; osservavano le prescrizioni del Signore». La Parola dice ai figli di Dio di oggi due importanti criteri tratti dall'esempio di come Dio ha guidato i Suoi figli di ieri. PRIMO CRITERIO: Dio ci guida in maniera tale che non possiamo non vederLo. Lo possiamo perdere di vista se non Gli stiamo vicino, ma tuttavia possiamo sempre conoscere la direzione verso la quale Lui vuole che andiamo. Nell'esempio di prima c'era quella gigantesca nube che per Suoi figli era impossibile non vedere.

Quando è buio non si vedono bene le nubi, così Dio ha acceso un fuoco nella notte - di nuovo, non puoi non vederLo se ti muovi dove Lui si muove. In ogni caso, più si fa buio, più chiara si fa l'indicazione di Dio. Ma com'è che Dio ti guida oggi? Come poter vedere la colonna di fuoco? Dov'è il Suo navigatore? Ti suggerisco tre maniere che Dio oggi usa per dare indicazioni chiare a chi vuole fare la Sua volontà. In primo luogo la Parola. Quando preghi per sapere che direzione prendere, Dio ti illumina magari una versetto della Sua Parola che sembra sia stato scritto proprio per te, esattamente per la tua situazione. «Lampada per i miei passi è la tua parola, | luce sul mio cammino» (Salmo 118,105). La lampada di Dio non ti mostra tutto il cammino, di solito ti illumina solo il prossimo passo. In secondo luogo, Dio ti dirige attraverso determinate circostanze, come ha fatto con Paolo in Atti degli Apostoli al capitolo 16, quando lo Spirito Santo gli chiuse la porta di una missione per aprirne un'altra, quella dell'Europa. In terzo luogo, la «colonna» si presenta sotto forma di un impulso interiore - tipo quello di cui parla Paolo in Atti 20,22: «Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme senza sapere ciò che là mi accadrà». Non sapeva che cosa lo aspettava, ma la calamita di Dio lo stava attirando a Gerusalemme. Lo Spirito di Dio a volte ci guida con una forte pulsione interiore, che tuttavia nel nostro caso va verificata con un padre spirituale. Insomma, Dio ti guida in maniera tale che non puoi non vederLo. Ma c'è anche un SECONDO CRITERIO: il nostro compito è muoversi solo e sempre quando Lui si muove.

Come faceva il popolo d'Israele. Non importava quanto si fermasse la nube, essi non si facevano prendere dall'impazienza nei confronti della situazione di stallo - per correre davanti a Dio. Parimenti, non importava quanto velocemente o quanto spesso la nube si muovesse, essi non rimanevano accampati nella situazione in cui si trovavano - rifiutando di muoversi quando Dio camminava. Proprio oggi, Dio sta aspettando di mostrarti la strada attraverso la sua colonna di nube. Il tuo navigatore - lo Spirito santo - evita che tu prenda la direzione sbagliata. Ascolta la Sua promessa - «Io sono il Signore tuo Dio | che ti insegno per il tuo bene, | che ti guido per la strada su cui devi andare» (Isaia 48,17).

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Lun Giu 13, 2011 4:13 pm

INCONTRI 335.



E’ arrivato il giorno di Pentecoste.
Il Navigatore per la ns vita, è lo Spirito Santo.
Due criteri.
In ogni caso, restarGli vicino.

PRIMO CRITERIO
-La Parola.
-Le circostanze.
-L’impulso interiore. Ma confrontarsi con il D.S.

SECONDO CRITERIO.
-Muoversi, solo e se Lui si muove. Altrimenti aspetto.

Ti prego Signore: donami una Fede giusta, per vederTi e seguirTi.
Donami di credere e vivere di Fede anche se mi sembra di averla persa.
Anche se mi sembra che Tu non ci sia e che la mia vita sia senza di Te.
Anche se non prego.
Se sento solo rifiuto.Angoscia.Paura.
Fino alla morte.
Abbi pietà di noi.
Grazie Signore.
Non permettere che malgrado me stessa, io stia fuori di Te.
Non Ti chiedo resurrezione, premio , vita eterna..
Ti chiedo di non lasciarmi e che io non vada dove Tu non vuoi.
Proprio ora che non Ti so, non Ti vedo.Non Ti sento.
Che io Ti ami per amarTi,
Perchè io non sono se non Ti amo.
Amen.
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Giu 14, 2011 5:14 am

CArissima Silvia,

la tua preghiera è proprio bellissima, profonda,completa,rivolta a Colui che ha voluto darci TUTTO !

Pace e bene

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Giu 21, 2011 6:36 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 336 - Mostra e parla (Matteo 5, 16)


Ricordo che quand'ero alle elementari la maestra un giorno ci diede questo compito per casa: "Domani portate qui in classe qualcosa che avete a casa e che pensate possa essere di interesse per tutta la classe". Ci disse che ognuno di noi doveva mostrare a tutti i compagni quello che aveva portato da casa e spiegarlo. Così, se uno aveva un criceto non era sufficiente parlare del criceto - "A casa ho un animale piccolo, peloso, che vive in una gabbia e mangia verdura. Si chiama Tex e ha dei denti come un roditore". No, doveva anche mostrarlo. E nemmeno la maestra si sarebbe accontentata che uno stesse davanti agli altri, mostrasse a tutti il criceto, e non dicesse niente. Non era sufficiente mostrare il criceto - bisognava anche parlare di lui, di come uno lo accudiva, di quello che mangiava, delle sue abitudini.

Anche Dio vuole che i Suoi figli facciano lo stesso - mostra e parla -, specialmente quando si tratta di comunicare la Buona Notizia, ossia Gesù. La felicità delle persone che ami dipende dalla posizione che prendono su Gesù, e questa decisione il più delle volte dipende se vedono in te una prova vivente di Gesù. Quindi non basta che tu parli di Gesù alle persone che ti stanno intorno. Devi anche mostrare Gesù in una maniera che per loro sia significativa. Moltissime persone non crederanno mai in Gesù Cristo se prima non vedono qualcuno che vive in maniera credibile il Vangelo. In Matteo 5,16 Gesù ti dice: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli». Gesù ti sta dicendo che è la maniera in cui tu vivi che interessa le persone e fa vedere loro quanto Lui è importante nella tua vita. Ma come col criceto, non serve mostrare e basta quanto già hai - devi anche parlare di lui. Come possono gli altri conoscere il «Padre che è nei cieli» se nessuno gliene parla apertamente? Chi ti sta intorno ti può guardare anche per i prossimi 50 anni, ma forse non arriveranno mai a conoscere Gesù. E' improbabile che ti dicano: "Francesca, sei una persona meravigliosa...

Scommetto che Gesù mi ama ed è morto in croce per i miei peccati". No, non succederà! Devi parlare apertamente di Gesù e di quello che ha fatto nella tua vita. Dal mattino della risurrezione fino a oggi, il comando di Gesù è stato «Andate e annunziate» (Matteo 28,10). Il messaggio che Gesù ti ha affidato è un messaggio da cui dipende la vita o la morte degli altri. Non si arriva a conosce il Padre e il Suo amore - se non attraverso Gesù... e non conosceranno Gesù se tu non glielo annunci. Mostra e parla. E' per questo che Gesù ti ha messo nella vita di quelle persone, di chi ti sta intorno. Abbiamo parecchi ospiti che vengono qui in Kenya per passare del tempo con i nostri ragazzi di strada. A tutti loro viene fatta la proposta di incontrare Gesù attraverso la Parola.

Molti accettano, qualcuno rifiuta. Ma io sono convinto che se Gesù li ha fatto venire da noi è perché si possano incontrare con Lui. Io devo seminare. «Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere» (1Corinzi 3,6). Io spero che ci sia dentro di te questa santa passione - la determinazione di mostrare e parlare di Gesù. Dio ti ha messo in mezzo a persone per le quali Suo Figlio è morto in croce. Ma esse ancora non lo sanno o non lo capiscono - ma Gesù può fare davvero la differenza nelle loro vite. E probabilmente non si incontreranno mai con Gesù se qualcuno non si fa carico - questo qualcuno sei tu - di mostrare loro e dire loro che c'è Qualcuno che li ama.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Lug 12, 2011 5:32 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 337 - Specchio delle mie brame...(Giacomo 1, 22-25)

Ricordo che una volta, durante un incontro di gruppo costituito in prevalenza da donne, feci una battuta sul tempo che le donne perdono ogni mattina davanti allo specchio. Ovvio, per me è facile - sono calvo e ho la barbetta, il che riduce a un minuto al massimo il tempo che impiego davanti allo specchio. Al che una signora del gruppo mi disse molto seriamente: "Questa mattina, quando mi sono guardata allo specchio... non è stato uno spettacolo molto bello. I capelli mi erano esplosi in testa durante la notte... c'erano delle piccole rughe da far scomparire... e parecchi altri ritocchi da fare. E ogni volta mi chiedo: 'Ma come è possibile che bastino sei o sette ore di sonno a fare tutti questi danni?'"

Effettivamente, quello che lo specchio ti rimanda non è soltanto un'informazione (Caspita! Guarda che pelle! Guarda quei capelli bianchi!). No, no, no - quello che lo specchio ti rimanda è un invito alla trasformazione! Ti mostra quello che sei veramente - e su cui devi lavorarti! Anche Dio nella Sua Parola, usa delle analogie molto interessanti - è una lampada, è un lavacro (è come fare un bagno), è una spada a doppio taglio... ed è uno specchio! E quindi deve avere nelle nostre vite lo stesso effetto che ha lo specchio sulle nostre apparenze. Ecco cosa Dio ti dice in Giacomo 1,22-25: «Siate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi.

Perché se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena s'è osservato, se ne va, e subito dimentica com'era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.» E' un'immagine efficacissima! Tizio si guarda allo specchio, vede che ci sono delle cose da aggiustare, e dice: "Hmm - sono perfetto!", e se ne va mentendo a sé stesso e sempre uguale. Caio invece vede che ci sono delle cose da fare e comincia a rendersi presentabile.

E lo stesso capita a ciascuno di noi ogni volta che apriamo la Bibbia e leggiamo quello che Dio vuole dirci. La Bibbia va letta non per informarci ma per trasformarci. La cosa importante non è che tu legga la Bibbia - ma che tu lasci che la Bibbia legga TE! Se pensi che leggere la Bibbia basti - allora non hai capito proprio niente. Leggere la Parola di Dio è come guardarsi allo specchio. Perché dovresti guardarti allo specchio se non vuoi cambiare nulla? In alcune Bibbie c'è lo schema per leggere tutta la Bibbia in un anno, ed è una cosa lodevole. Ma ricordati, non è importante quanto leggi della Parola - ma quanto obbedisci alla Parola!

Se vuoi seguire seriamente Gesù, non c'è niente di più importante che prendere ordini direttamente da Lui ogni giorno attraverso la Sua Parola. Forse stai leggendo la Bibbia - ma stai lasciando che la Bibbia legga te? Prima di leggerla, chiedi allo Spirito santo che l'ha scritta, di fartela capire e di aiutarti ad applicarla a qualcosa di specifico che quel giorno devi affrontare. Quell'espressione che Giacomo usa «non come un ascoltatore smemorato» si riferisce a quello che quel giorno hai scoperto e vuoi mettere in pratica. E magari scrivitelo anche in un pezzetto di carta o mettilo come messaggio sullo schermo del cellulare...

Ricordati, vivi la Parola in cui ti sei specchiato, altrimenti stai ingannando te stesso. Questa è la strada della maturità spirituale, della crescita interiore, e che ti porta a sperimentare ogni giorno la presenza di Gesù. Guardati ogni giorno nello specchio spirituale di Dio - e metti in pratica quello che Dio ti mostra in quello specchio. Se lo fai, te lo garantisco, diventerai sempre più bello ogni giorno che passa!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Lug 18, 2011 7:38 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 338 - La montagna sulla valle(Salmo 138, 14)

In uno dei tanti campeggi in montagna disseminati durante la mia giovinezza, il cappellano si era mosso in ritardo e aveva dovuto affittare l'unico terreno rimasto. Avevamo messo le tende in una lunga, stretta valle delle Dolomiti - pensavo fosse uno uno dei posti peggiori mai capitatomi. Il sole penetrava in quella valle soltanto dopo le 10 di mattina e alle 4 del pomeriggio già spariva - così era umido per gran parte del giorno. Persino la piccola contrada di quella valle mi sembrava diroccata - uno di quei posti che ti mettono sentimenti di depressione. Ma un paio di giorni dopo il nostro arrivo facemmo la prima lunga camminata - su per la montagna che sovrastava la valle. E da lì ebbi la visione d'insieme. La valle era proprio bella - e persino quel pugno di case della contrada non era poi male!

Quando riesci a vedere la valle dall'alto, quella visione panoramica fa sembrare diversa ogni cosa. Devi tenerlo ben presente se in questo periodo della tua vita ti trovi a vivere dentro la valle. E c'è una semplice parola di quattro lettere che rappresenta quella visione panoramica che cambia l'aspetto di ogni cosa. E' scritta nel Salmo 138, al versetto 14: «Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; | sono stupende le tue opere, | tu mi conosci fino in fondo.» Indovinata qual è la parola che cambia l'aspetto delle cose? La lode - cioè concentrare la tua attenzione sulla grandezza del tuo Dio invece che sulla dimensione dei tuoi problemi, ricordando a te stesso le grandi cose che il Signore ha fatto nella tua vita, celebrando Colui che controlla davvero ogni avvenimento. «Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri» (Luca 12,6-7). La lode ha il potere di farti uscire dalla valle oscura.

Se la tua valle oscura è una tentazione sappi che nessuna tentazione resiste quando ti metti a lodare il tuo Signore: "Ti lodo e ti benedico Padre, perché sto sperimentando la mia debolezza. Quando sono debole è allora che sono forte, perché mi abbandono a Te. Lode a Te Maria, per avermi donato Gesù!" La lode ti toglie di dosso i sentimenti negativi e lo scoraggiamento su cui spesso il diavolo ama lavorare. Scoraggiamento e depressione sono spesso le due montagne che rinchiudono la valle. E il buio prolungato che esse provocano ostacolando il sole - spesso fanno emergere il tuo lato oscuro, la paralisi spirituale, oppure ti causano il lasciarti andare. Fino a quando non ti decidi a salire sulla montagna che ti porta più in alto - la Montagna della Lode. Forse non ti senti di lodare il Signore, anzi non ne hai proprio voglia - significa allora che ne hai davvero bisogno!

E' una scelta cosciente, deliberata quella di cominciare a cantare le lodi di Dio invece dei tuoi lamenti. Comincia celebrando i modi in cui Dio si è fatto presente nei mesi scorsi e negli anni passati. Guarda al progresso che hai fatto - da dove sei venuto, e non solo a quanta strada ti resta da fare. Ringrazia Dio per le cose che non sono successe e che avrebbero potuto capitare. LodaLo per come Lui si è fatto presente nelle ultime 24 ore, nonostante le tue difficoltà. Comincia a elencare le cose che ti piacciono del Tuo Dio, le Sue promesse sulle quali fai affidamento e sulle quali confidi per andare avanti. Quando sei dentro la valle e guardi a quello che ti sta intorno, ti senti sopraffatto e ti scoraggi. Ma se cominci a guardare la tua tua valle dalla Montagna della Lode, tutto cambia aspetto. E puoi avere quel rasserenante sguardo panoramico ogni volta che scegli di salire su quella Montagna.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Lun Lug 25, 2011 12:17 am

Mi trovo effettivamente nella valle oscura.
Non mi sentirei di lodare il Signore, anzi non ne ho proprio voglia.
Sento allora che ne ho davvero bisogno!
E’ una scelta cosciente, deliberata.
Devo cominciare a cantare le lodi di Dio invece dei miei lamenti.
Solo per la Fede asciutta della volontà.

”Ti lodo e ti benedico Padre, perché sto sperimentando la mia debolezza.
Quando sono debole è allora che sono forte,
perché mi abbandono a Te.
Lode a Te Maria, per avermi donato Gesù!”
Amen.
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Lug 25, 2011 6:07 am

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 339 - Il Datore dei doni(Salmo 102,1-2)

Durante una delle mie ultime visite in Italia ho avuto l'occasione di visitare una coppia di amici e il loro bimbo di tre anni. La sua cameretta era piena di regali - tra parenti, nonni, zii e zie, il posto straripava di giocattoli. Molti regali... tanti donatori. Ma la cosa che mi sorprese di più fu che il bambino, indicandomi i giocattoli, era in grado di dirmi senza esitare chi glielo aveva regalato. "Questo è di nonno Antonio... quello di zia Sandra...". Mi dissero i genitori: "Può indicarti uno ad uno tutti i giochi e dirti chi glieli ha regalati!"

Forse quel bimbo di tre anni aveva una memoria prodigiosa, ma aveva chiaro in mente che c'è qualcosa di più importante del dono che hai ricevuto - è chi te lo ha dato perché ti vuol bene. Più che il dono è importante il donatore. Quel giorno un bambino di tre anni mi ha dato una grande lezione - perché tu e io tendiamo a dimenticare tutti i doni che ci sono stati fatti. Ecco perché la Parola di Dio spesso te lo ricorda. Nel Salmo 102,1-2 sta scritto: «Benedici il Signore, anima mia, | quanto è in me benedica il suo santo nome. | Benedici il Signore, anima mia, | non dimenticare tanti suoi benefici.»Perché noi abbiamo la tendenza opposta -

Dio ci fa dei doni, noi li afferriamo, ce li godiamo, e immediatamente ci dimentichiamo di Chi ce li ha dati e perché. Così comincia tutta una serie di disastri spirituali. Il Salmo 77 racconta la triste storia dell'antico popolo di Dio, Israele, facendo l'elenco di tutti i prodigi che Dio ha fatto per loro - liberandoli dalla schiavitù degli Egiziani, dividendo il Mar Rosso, guidandoli con una colonna di nube e di fuoco, provvedendo per loro cibo dal cielo (la manna) e acqua dalla roccia. Ma al versetto 11 ci sono delle terribili parole: «Dimenticarono le sue opere, | le meraviglie che aveva loro mostrato.» E così «continuarono a peccare contro di lui, a ribellarsi all'Altissimo» (v. 17). Se avessero pensato di più a quello che Dio stava facendo, la loro gratitudine e la loro lode li avrebbe condotti su strade ben diverse dal tradimento. Il cuore di colui che ringrazia continuamente Dio per tutti i Suoi doni, è un cuore che vede le tentazioni e dice: "Io non posso fare questo a Chi ha fatto e sta facendo tanto per me".

Il cuore di colui che dimentica che i doni vengono dal Dio che li ama appassionatamente è un cuore chè facilmente tradisce... si indurisce... diventa freddo e ribelle. Forse hai fatto l'errore di pensare e agire come se quello che hai fosse il risultato delle tue capacità invece che un dono di Dio. In Deuteronomio 8,17-18 Dio ti dice: «Guardati dunque dal pensare: La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze.

Ricordati invece del Signore tuo Dio perché Egli ti dà la forza per acquistare ricchezze, al fine di mantenere, come fa oggi, l'alleanza che ha giurata ai tuoi padri.» Quando ti dimentichi da Chi vengono i doni, ti inorgoglisi e cominci a rubare la gloria che invece appartiene solo a Dio. Col risultato che i doni che Lui ti ha dato diventano un idolo, che si frappone fra te e il tuo Dio. Un bambino di tre anni mi ha mostrato come sia bello quando non afferro i doni di Dio e scappo, ma so ricordarmi di Chi mi ama così tanto da avermi dato il dono. Ricordati, «ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall'alto e discende dal Padre» (Giacomo 1,17). Tutto quello che hai lo devi a Lui.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Aggiornamento di don Luciano.

Messaggio  silvia il Dom Dic 11, 2011 3:25 pm

Il 7 Dicembre, vigilia della festa dell'Immacolata, don Luciano ha inviato in altro sito che alcuni di noi frequenta o ha frequentato, un aggiornamento:

Sono stati mesi di silenzio: non più Incontri con la Parola, non più email, non più aggiornamenti sul sito… Mesi di attività intense e di novità. I superiori mi hanno chiesto di rientrare in Italia, a servirLo in un’altra maniera, non più con i ragazzi. Sarò in Italia a fine dicembre, ma ”reperibile” solo a gennaio. Chissà, forse il nuovo servizio a cui mi chiama il Signore mi darà più tempo per Incontri con la Parola e per voi. Che tutto sia AD MAIOREM DEI GLORIAM!
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Mar Gen 17, 2012 4:45 pm

Carissimi amici e amiche di Incontri con la Parola, pace e bene a mani piene! Riprendo a scrivere dopo un lungo silenzio di parecchi mesi, dovuto alle tante cose da fare prima del mio rientro in Italia. Infatti dalla fine dello scorso dicembre ho lasciato il Kenya per svolgere altri incarichi qui in Italia. Nel frattempo ho continuato a ricevere numerose email da parte vostra (grazie!) che mi chiedevano ragione della sospensione di Incontri con la Parola. E, cosa singolare, gli iscritti a Incontri con la Parola sono continuati ad aumentare persino quando non usciva più! La spiegazione di questo è semplice: l'incaricata alle iscrizione di Incontri con la Parola è la Vergine Maria, quindi non c'è nulla da sorprendersi - a me, onestamente, pare una cosa normale.

UN REGALO PER GLI ISCRITTI A INCONTRI CON LA PAROLA!
Un piccolo regalo per farmi perdonare il lungo silenzio. A partire da questo numero di Incontri con la Parola troverete un link da dove potrete scaricare delle catechesi sulla S. Messa. Sono dei file audio (.mp3) della durata di 20 minuti circa. E' una spiegazione della S. Messa fatta, spero, in maniera semplice e comprensibile. Fatemi sapere il vostro parere, così posso correggere se c'è qualcosa da cambiare. No, non posso cambiare il mio accento veneto.
La prima catechesi è una introduzione generale alla S. Messa. Ecco il link:

http://www.incontriconlaparola.com/?spec=14#messa

-- don Luciano
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 340
- Aggiornamento
(Romani 12, 1-2)


Insomma, lo sanno tutti - io sono un dinosauro informatico. Così quando si parla di telefonini e computer io so appena come accenderli e spegnerli. Ma pur nella mia ignoranza riesco ad apprezzare alcune cose che la Provvidenza ha fatto in modo che io usi. Come il nuovo computer avuto in dono, per esempio, che lavora molto più velocemente di quello che avevo in precedenza. Così sono in grado di aggiornare anche il sistema operativo e alcuni programmi importanti. Adesso, grazie alla maggior potenza e memoria del computer, posso fare cose che prima non mi erano possibili. Il computer è una parte importante della tua vita, e un aggiornamento nella potenza e nei programmi ti può portare a un nuovo livello di produttività.

Ben molto prima dei computer, dei programmi e delle memorie, Dio si era già messo d'impegno per aggiornare il sistema operativo che muove la vita delle persone. Quel sistema operativo è la tua mente. Dio dice in Romani 12,1-2: «Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.»

Dio qui ti chiede ti abbandonare completamente te stesso a Colui che ha dato completamente sé stesso per te. Questo abbandono comporta un passo di marcia differente nella tua vita. Senza abbandono totale a Gesù ti conformi «alla mentalità di questo secolo», basando le tue scelte e i tuoi valori su quello che il mondo dice, su quello che la tua famiglia pensa, su quello che gli altri sostengono, o seguendo i tuoi impulsi. Ma Dio vuole "trasformarti", liberarti dalla schiavitù del burattino a cui il mondo o gli altri tirano i fili.

Non sto parlando di osservare qualche regola morale o di cercare una qualche trasformazione superficiale. Dio non ti ha creato perché tu sia un bruco ma perché ti trasformi in una farfalla - una trasformazione sostanziale non appena un cambio superficiale. Dio vuole aggiornare completamente il tuo sistema operativo in una operazione che Lui chiama «rinnovando la vostra mente».

In un certo senso è come aggiornare il tuo computer e i tuoi programmi. Se ti abbandoni a Dio, Lui installerà nuovi atteggiamenti nei confronti di te stesso, nei Suoi confronti, in ciò che vuoi essere e diventare. Perché tu Gli appartieni. Vuole darti la capacità di vedere la tua famiglia come Lui la vede, le persone problematiche della tua vita come Lui le vede, e quello che ti capita come Lui lo vede. Questo è il laborioso processo di passaggio dal tuo vecchio Io al diventare ciò che la Bibbia chiama «una nuova creatura», come sta scritto in 2 Corinzi 5,17: «Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.» Se collabori con Dio nell'aggiornamento di quel sistema operativo che è la tua mente, ti troverai a voler scegliere di fare ogni giorno la Sua volontà - il che ti fa essere figlio e figlia, ossia ciò per cui Lui ti ha creato.

Aggiornamento interessante, non è vero? E come succede? Immergendoti ogni giorno nel modo di pensare di Dio - si chiama Bibbia! Se vuoi rinnovare la tua mente, hai bisogno di confrontarti con la Sua Parola in ogni occasione possibile. Devi crearti dei momenti di confronto con la Sua Parola! E fai in modo che questi appuntamenti di aggiornamento siano non-negoziabili all'interno della tua agenda. Ogni nuovo giorno è una nuova sfida a vivere come Lui vuole che tu viva e a pensare come Lui vuole che tu pensi. Quindi hai bisogno ogni giorno di rinnovare i tuoi programmi installando i Suoi aggiornamenti, immergendo la tua mente e i tuoi progetti nei Suoi pensieri e nei Suoi progetti.

Impegnati in una aggressiva e nutriente meditazione della Parola di Dio. Esamina ogni situazione, ogni relazione che hai, ogni decisione - alla luce di quello che la Parola dice. Così, giorno dopo giorno, sperimenterai quel sorprendente miracolo che Dio descrive come «rinnovando la vostra mente».

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Gen 17, 2012 5:22 pm

Che gioia, carissimo don Luciano, averti nuovamente con noi! Dia sia lodato!

Pace e bene


Ultima modifica di Andrea il Gio Gen 19, 2012 5:24 pm, modificato 1 volta

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INCONTRI CON LA PAROLA No. 340 - Aggiornamento (Romani 12, 1-2)

Messaggio  annaxel il Gio Gen 19, 2012 11:16 am

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 340 - Aggiornamento
(Romani 12, 1-2)


Insomma, lo sanno tutti - io sono un dinosauro informatico. Così quando si
parla di telefonini e computer io so appena come accenderli e spegnerli.
Ma pur nella mia ignoranza riesco ad apprezzare alcune cose che la
Provvidenza ha fatto in modo che io usi. Come il nuovo computer avuto in
dono, per esempio, che lavora molto più velocemente di quello che avevo in
precedenza. Così sono in grado di aggiornare anche il sistema operativo e
alcuni programmi importanti. Adesso, grazie alla maggior potenza e memoria
del computer, posso fare cose che prima non mi erano possibili. Il
computer è una parte importante della tua vita, e un aggiornamento nella
potenza e nei programmi ti può portare a un nuovo livello di produttività.

Ben molto prima dei computer, dei programmi e delle memorie, Dio si era già
messo d'impegno per aggiornare il sistema operativo che muove la vita
delle persone. Quel sistema operativo è la tua mente. Dio dice in Romani
12,1-2: «Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad
offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è
questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di
questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter
discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.»

Dio qui ti chiede ti abbandonare completamente te stesso a Colui che ha
dato completamente sé stesso per te. Questo abbandono comporta un passo di
marcia differente nella tua vita. Senza abbandono totale a Gesù ti
conformi «alla mentalità di questo secolo», basando le tue scelte e i tuoi
valori su quello che il mondo dice, su quello che la tua famiglia pensa,
su quello che gli altri sostengono, o seguendo i tuoi impulsi. Ma Dio
vuole "trasformarti", liberarti dalla schiavitù del burattino a
cui il mondo o gli altri tirano i fili.

Non sto parlando di osservare qualche regola morale o di cercare una
qualche trasformazione superficiale. Dio non ti ha creato perché tu sia un
bruco ma perché ti trasformi in una farfalla - una trasformazione
sostanziale non appena un cambio superficiale. Dio vuole aggiornare
completamente il tuo sistema operativo in una operazione che Lui chiama
«rinnovando la vostra mente».

In un certo senso è come aggiornare il tuo computer e i tuoi programmi. Se
ti abbandoni a Dio, Lui installerà nuovi atteggiamenti nei confronti di te
stesso, nei Suoi confronti, in ciò che vuoi essere e diventare. Perché tu
Gli appartieni. Vuole darti la capacità di vedere la tua famiglia come Lui
la vede, le persone problematiche della tua vita come Lui le vede, e
quello che ti capita come Lui lo vede. Questo è il laborioso processo di
passaggio dal tuo vecchio Io al diventare ciò che la Bibbia chiama «una
nuova creatura», come sta scritto in 2 Corinzi 5,17: «Se uno è in Cristo,
è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di
nuove.» Se collabori con Dio nell'aggiornamento di quel sistema
operativo che è la tua mente, ti troverai a voler scegliere di fare ogni
giorno la Sua volontà - il che ti fa essere figlio e figlia, ossia ciò per
cui Lui ti ha creato.

Aggiornamento interessante, non è vero? E come succede? Immergendoti ogni
giorno nel modo di pensare di Dio - si chiama Bibbia! Se vuoi rinnovare la
tua mente, hai bisogno di confrontarti con la Sua Parola in ogni occasione
possibile. Devi crearti dei momenti di confronto con la Sua Parola! E fai
in modo che questi appuntamenti di aggiornamento siano non-negoziabili
all'interno della tua agenda. Ogni nuovo giorno è una nuova sfida a
vivere come Lui vuole che tu viva e a pensare come Lui vuole che tu pensi.
Quindi hai bisogno ogni giorno di rinnovare i tuoi programmi installando i
Suoi aggiornamenti, immergendo la tua mente e i tuoi progetti nei Suoi
pensieri e nei Suoi progetti.

Impegnati in una aggressiva e nutriente meditazione della Parola di Dio.
Esamina ogni situazione, ogni relazione che hai, ogni decisione - alla
luce di quello che la Parola dice. Così, giorno dopo giorno, sperimenterai
quel sorprendente miracolo che Dio descrive come «rinnovando la vostra
mente».

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Gio Gen 19, 2012 4:03 pm

Avendo ricevuto ”Incontri con la Parola”, dopo mesi di silenzio, ringrazio don Luciano e ringrazio il buon Dio.
Grazie a don Luciano anche per la Catechesi sulla S.Messa.(Vedi in proposito alla pagina precedente in cui è riportato il file e come scaricarlo).
Ho salvato il file mp3.
Spero di saperlo trasferire in CD, con la possibilità di aggiungere altri eventuali.
Qualcuno, sa come fare?

Ho riletto più volte il testo proposto, Incontri 140
Mi pare che il senso si possa trovare nella conclusione:

”Impegnati in una aggressiva e nutriente meditazione della Parola di Dio. Esamina ogni situazione, ogni relazione che hai, ogni decisione – alla luce di quello che la Parola dice. Così, giorno dopo giorno, sperimenterai quel sorprendente miracolo che Dio descrive come «rinnovando la vostra mente»”.

Meditare la Parola, in una meditazione aggressiva e nutriente.
Vivere la Parola – Gesù – in tutto, sempre.

La stanchezza.Le cadute. Il silenzio.
Fame e sete.
Solitudine.
Tutto.

Tu Signore, ci sei sempre:
Donami luce e forza per continuare.
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Mer Gen 25, 2012 1:54 am

La seconda catechesi sulla S. Messa: i riti d'inizio (parte I):
<http://www.incontriconlaparola.com/?spec=14#messa>





INCONTRI CON LA PAROLA
No. 341
- Sul ponte di comando
(Salmo 126,3)



La tragedia della nave "Costa Concordia" riempie purtroppo le prime pagine dei giornali e le notizie di testa dei telegiornali. In pochi minuti un enorme bastimento da crociera è stato squarciato da uno scoglio. Undici vittime, ventidue dispersi che già non si cercano più, una nave persa, una reputazione distrutta - quella del comandante della nave - e tutto a pochi chilometri dalla costa. Quella che doveva essere una crociera si è trasformata in una tragedia dai costi umani ed economici altissimi. Ma era una tragedia evitabilissima. Lo scoglio era lì da millenni, le rotte sicure erano tracciate nelle mappe, e c'era tutta la tecnologia più sofisticata a disposizione perché questo non succedesse. Ma il comandante della nave non era al suo posto quella notte. Più di mille vite dipendevano da lui, e lui non era dove doveva essere.

Le nostre famiglie non possono andare in giro alla stessa maniera della "Concordia". I nostri figli possono affondare con la stessa facilità di quella nave - se chi dovrebbe stare nella cabina di comando non è al suo posto.

Se sei un papà o una mamma, è importante che ti guardi allo specchio e ti chieda sinceramente: "Qual è il mio compito?" Dio ti ha dato il comando più importante di tutti - quello di custodire vite create a Sua immagine, ognuna di esse divinamente originale. E Lui confida nella tua capacità di amarle, di dar loro attenzione, direzione, e la guida spirituale di cui hanno bisogno perché diventino quello che Dio vuole che siano.

Ma ci sono un'infinità di pressioni che comprimono i genitori, un mucchio di urgenze che urlano mentre invece le voci dei figli solo sussurrano. Forse sta succedendo che ti stai occupando di cose meno importanti? Oggi come oggi, quasi tutto è sicuramente meno importante di coloro che la fiducia di Dio in te ti ha dato in custodia.

Il compito che Dio ti ha assegnato quando ti ha donato i tuoi figli è chiaramente delineato in un bellissimo versetto della Parola di Dio. Quando lo applichi su tuo figlio o tua figlia, diventa una splendida espressione del tuo compito. Il Salmo 126,3 dice: «Ecco, dono del Signore sono i figli, | è sua grazia il frutto del grembo». Qui c'è la più alta e la più santa missione che Dio può dare a una persona!

Tragicamente, molti genitori stanno lasciando la cabina di comando. Sono occupati da altre priorità. Stanno trascurando la direzione che i figli hanno bisogno di ricevere giorno dopo giorno - le lezioni di vita che solo i genitori possono dare basandosi sulle circostanze di quel giorno... il saper mettere amorevolmente ma fermamente delle barriere... l'ascolto quotidiano di cui hanno bisogno, perché stanno crescendo e cambiando... la tua preghiera per loro e per le situazioni che stanno vivendo. Lo stai facendo?

Ricordati, il capitano della "Concordia" aveva molte vite che dipendevano da lui - e lui non era dove doveva essere. I danni ora sono impagabili: chi restituirà alle famiglie la vita di quei morti? E la stessa tragedia può succedere a casa tua, nella tua famiglia.

Può darsi che tutte le pressioni e tutte le cose da fare ti abbiano cambiato le priorità. E' tempo allora, se sei una mamma o un papà, di ritornare sul ponte di comando e di pilotare la tua famiglia nella direzione giusta. Lo sai anche tu che basta abbandonare anche per poco il timone - e qualcuno che ami farà naufragio!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Mer Feb 01, 2012 10:14 pm

La terza catechesi sulla S. Messa: i riti d'inizio (parte II):
<http://www.incontriconlaparola.com/?spec=14#messa>

==========
INCONTRI CON LA PAROLA
No. 342
- Una relazione tutta da mostrare
(Atti degli Apostoli 16, 25-31)


In Africa c'è un certo pudore a mostrare i propri sentimenti, è una questione culturale. Ma se c'è una cosa che non ho mai avuto paura di fare con i miei bambini è stato mostrar loro che li amavo veramente, a fatti e a parole - e loro hanno capito e ricambiato. Ogni giorno, a uno a uno, non mancavo mai di dire loro: "Ti voglio bene!" E loro me lo ridicevano. Quotidianamente c'era per tutti un abbraccio, una carezza, un bacio. C'era una intensa relazione di affetto tra noi - e chiunque veniva la percepiva chiaramente!

Quei gesti e quelle parole di affetto tra me e i miei bambini non erano manifestati per impressionare. Esprimevano invece il rapporto che c'era tra noi, e questo toccava il cuore delle persone. C'è qualcosa di potente che si scatena quando mostriamo alle altre persone il rapporto che abbiamo con qualcuno. Specialmente quando si tratta della relazione piů importante della nostra vita - il tuo rapporto con Gesú. E' una relazione di cui hanno disperatamente bisogno molte persone che ti circondano. La loro vita dipende da quella relazione.

Anche la Parola di Dio ha qualcosa da dirti a questo riguardo. In Atti degli Apostoli 16,25 e seguenti, abbiamo un luminosissimo esempio di cosa succede quando mostriamo la nostra relazione con Gesú - altre persone vogliono anche loro conoscere Gesú. Dopo che Paolo e Sila sono stati picchiati e buttati in carcere per la loro testimonianza cristiana, sta scritto: «Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli». Poco dopo, quando arriva la crisi sotto forma di un violento terremoto, sta scritto: «Il carceriere si precipitò dentro [la cella] e tremando si gettò ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: "Signori, cosa devo fare per esser salvato?". Risposero: "Credi nel Signore Gesú e sarai salvato tu e la tua famiglia"». Li aveva sentiti cantare inni a Dio e pregare nella crisi della cella - ossia esprimere davanti a tutti la relazione che avevano con Gesú - e ha capito che doveva rivolgersi a quei due
testimoni quando è sopraggiunta la sua crisi.

In tutti questi anni ho visto gente poco vicina alla Chiesa reagire con gioia a una promessa che quelli "di Chiesa" considerano scontata - "Pregherò per te!". Se hai a cuore il bene di chi ti sta intorno allora sai anche capire quando arriva la loro crisi, il terremoto che scombussola la loro vita. Forse sono venuti a raccontarti la preoccupazione che hanno per una persona della loro famiglia, un problema di salute, una sconfitta, una ferita, un problema economico. Quello è per te il momento di promettere loro che parlerai a Dio del loro problema.

E se fortunatamente sei da solo con loro, chiedi se non vorrebbero che cominciaste subito a pregare Dio insieme. Si tratta solo di chiedere gentilmente: "Vi dispiace se comincio a pregare subito, mentre siamo insieme?" L'ho fatto molte volte con chi si riteneva "lontano" dalla Chiesa. Nessuno mi ha mai detto no. Anzi, succede spesso che mentre prego vedo i loro occhi bagnarsi di lacrime.

Quella persona con cui stai pregando probabilmente non ha mai sentito nessuno in vita sua pregare per lui. Non ha mai sentito il suo nome portato davanti a Dio in preghiera. E, come Paolo e Sila, quando stai portando in preghiera quel loro problema davanti a Dio - stai annunciandogli che è possibile avere una relazione con Gesů. Dio può persino accenderti il semaforo verde dello Spirito Santo, e ispirarti a dire le parole giuste per quel momento.

Quando le ferite sono scoperte e fanno male c'è molta piú gente disposta che si preghi per loro - che non noi a pregare per loro. A chiedere di pregare con loro non si perde niente, anche se l'altro ti risponde no. In ogni caso, tu hai mostrato che il loro problema ti sta a cuore. E inoltre hai testimoniato che hai una relazione di amore con Dio - quella stessa relazione che tu vorresti che abbia anche chi ami.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Dom Feb 12, 2012 12:42 pm

La quarta catechesi sulla S. Messa: i riti d'inizio (parte III):
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==========
INCONTRI CON LA PAROLA
No. 343
- «Chi accoglie voi accoglie me» (Matteo 10,40).
(1 Pietro 4, 8-9)


Se mai vi capitasse di entrare in una casa africana, fosse anche una capanna di fango con il tetto di lamiera arrugginita, vi accorgereste subito di quanta attenzione viene data al salotto. E' in assoluto la parte più importante della casa. Se ci sono dei mobili, i migliori sono in salotto. E' comune entrare in una baracca screpolata e trovarsi seduti in una comoda poltrona coperta da centrini, e di fronte un piccolo tavolino su cui ti servono il tè. Un mio confratello africano mi diceva: "Casa mia è piccola. C'è un buco come stanza per noi figli, un altro buco per i miei genitori - ma più di metà casa è per il salotto. E' lì che riceviamo gli ospiti, ci sediamo, parliamo, stiamo insieme. Per gli ospiti bisogna dare il meglio". E ha perfettamente ragione.

Quando entri in una famiglia africana ti fanno sentire a casa tua. E ogni volta penso: "Quando parlo o sto con qualcuno, quanto spesso lo faccio sentire a suo agio e bene accolto? Lo faccio sentire come a casa sua? E quante volte invece sono così occupato e preoccupato che lo faccio sentire un intruso?"

La Parola di Dio ha qualcosa da dirti a questo riguardo. In 1 Pietro 4,8-9 sta scritto: «Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare». L'ospitalità - notate come l'apostolo Pietro dice che è un modo molto pratico di mostrare a una persona che la si ama profondamente. E questo amore, che è la caratteristica dei discepoli di Cristo, è descritto come il «sopra tutto».

«Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio» (Romani 15,7). Ospitalità è ben di più che avere persone dentro casa - è uno spirito, un atteggiamento che fa sentire una persona accolta quando sta con te. Si sente importante e amata. Spesso ho sentito dire dai religiosi che hanno vissuto con san Giovanni Calabria che ognuno di loro si sentiva il suo privilegiato, il suo prediletto. Di fatto, la persona ospitale è colui che tratta ogni persona in maniera tale che li fa sentire amati da Dio.

Ho detto ogni persona. Il trattamento privilegiato non è selettivo, riservato per coloro che vogliamo impressionare... o per quelli che ci hanno impressionato... o per coloro che hanno qualcosa di cui abbiamo bisogno. Ospitalità vuol dire far sentire speciale ogni persona. Quando vivi così entri a far parte di quel gruppo di persone indimenticabili - quelle che quando uno è con te si sentono come se loro fossero l'unica persona al mondo, quella desiderata.

Diciamocelo chiaro - questo tipo di atteggiamento non è naturale - è soprannaturale. Diventi così quando vivi in intimità con Gesù. Fai sentire le persone accolte quando ti interessi di quello che a loro intessa... quando fai la seconda e anche la terza domanda, non solo quella d'obbligo: "Come stai?", e tutto muore là. E' quando ti metti davvero ad ascoltarli... quando ti accorgi che qualcosa è cambiato in loro... quando fai un complimento. In altre parole, quando dai a una persona tutta la tua attenzione. Quando fai di tutto per far sentire gli altri importanti - invece che mostrar loro quanto tu ti senta importante.

Mi chiedo come si sentono le persone quando stanno con te. Si sentono considerate o ignorate... apprezzate o tollerate... degne del tuo tempo o degli intrusi dentro ai tuoi impegni? Non ci vuole davvero molto a far sentire qualcuno importante e amato, ma l'altro deve essere al centro dei tuoi interessi. Quando fai così è Gesù stesso che accogli. Fai in modo che quando sei con qualcuno, si senta accolto e amato - tratta gli altri come Gesù sta trattando te!

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Ijcontri con la Parola, 344

Messaggio  silvia il Dom Ott 28, 2012 12:03 am

Carissimi amici e amiche di Incontri con la Parola,
pace e bene a mani piene!
Ritorna Incontri con la Parola. Sarebbe troppo lungo spiegarvi il perché dell'interruzione. Comunque, credo che sia l'unica newsletter nella quale le persone si iscrivono anche quando smette di uscire! Infatti in questo periodo i nostri iscritti sono continuati ad aumentare, grazie anche al silenzioso lavoro di qualche "missionario" tra di voi che ha fatto girare i "vecchi" numeri in suo possesso. Grazie dunque a loro, ma grazie soprattutto alla Madonna: è Lei che si occupa di far conoscere Incontri con la Parola a chi ne ha bisogno.
Presto spero di riprendere anche le catechesi sulla S. Messa.
Che Dio vi benedica!
--don Luciano


INCONTRI CON LA PAROLA
No. 344

- Sala parto
(Giovanni 16, 20-23)


Una mattina, appena acceso il cellulare, sento subito il "bip" che segnala l'arrivo di un sms. C'è scritto: "Buonasera don Luciano, le scrivo per farle sapere che c'è da aggiungere un nuovo membro alla lista della nostra famiglia. Sì, il Signore ci ha fatto dono di un bimbo! Anche se per il momento è poco più grande di un fagiolo, oggi ho visto il suo cuoricino battere!" Certo, un figlio è un dono immenso. Tutta la famiglia ne è benedetta, ma la futura mamma deve essere pronta a fare dei sacrifici per questo figlio. Ho conosciuto accanite fumatrici che una volta saputo di essere incinte hanno smesso di fumare. O non bere più niente che avesse appena un po' di alcool. O mamme che si sono fatte quasi tutta la gravidanza a letto. Ci sono gravidanze che sono insieme gioiose, laboriose, e dolorose. Ma nonostante la fatica e la difficoltà della gravidanza e del parto, la coppia cerca poi un altro figlio - perché il risultato finale è la cosa più bella che ci sia.

Ogni donna che ha avuto un bambino ha sperimentato una indimenticabile e concreta lezione del modo di agire di Dio. La maniera in cui veniamo al mondo ci dice tantissimo su come Dio lavora e rilavora nelle nostre vite - un processo doloroso che produce un bellissimo risultato.

Le ore immediatamente precedenti il suo arresto e la sua uccisione, Gesù le ha passate preparando i suoi discepoli a capire il senso di quello che sarebbe successo di lì a poco. E che esempio usa Gesù? Quello di una donna che aspetta un bambino!

Dice Giovanni 16, 20-23: «Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia».

Poco prima, Gesù aveva descritto il tempo della Sua assenza come «per un poco». Proprio come il travaglio. E' un processo doloroso. Ma è relativamente breve - rispetto a quello che produce. Proprio come la maniera che Dio ha per generare qualcosa di nuovo, qualcosa di bello, qualcosa che ti cambia la vita - Lui ti porta attraverso un processo doloroso, ma relativamente breve, per produrre qualcosa che sarà bello e duraturo.

E forse è quello che Dio sta tentando di dirti in questo periodo - magari perché sei incappato in uno di questi processi dolorosi. Tutto ti fa soffrire. Nota che Gesù dice, con assoluto realismo: «Voi sarete afflitti... la donna, quando partorisce, è afflitta». Se la gravidanza e il parto fossero solo sofferenza, senza produrre alcun figlio, chi mai rimarrebbe incinta? Ma è quello che nasce attraverso quel dolore che lo rende degno di viverlo! In un figlio di Dio, il tempo della sofferenza esiste perché porta sempre verso un bene più grande!

Quindi se in questo periodo sei in "travaglio", chiedi a Dio che ti aiuti a restare con gli occhi fissi sul meraviglioso risultato che Lui vuole far nascere. Forse sarà la rimozione di alcune tue abitudini o comportamenti che Gli impediscono di darti il Suo meglio... o una vicinanza e intimità con Dio che mai saresti riuscito a sperimentare se non passando attraverso questa sofferenza. Dopo essere passato attraverso un mare di prove, Giobbe ha esclamato: «Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono» (Giobbe 42,5).
Forse quello che stai passando sta aiutando qualcuno che tu ami a ritrovare Cristo, perché vedono la tua fede - o Lui ti farà sentire il Suo amore servendosi di qualche persona. O Dio sta usando questi momenti di travaglio per creare più unità nella tua famiglia o nel tuo gruppo o parrocchia.

Io non so le cose belle che Dio ha in mente - ma so che da tutte queste sofferenze Dio farà nascere qualcosa di meraviglioso. La tua vita è iniziata esattamente così! Fissa i tuoi occhi sulla nuova vita che Dio sta generando. Un giorno, anche tu come la madre dopo che il bimbo è nato, «non si ricorda più dell'afflizione... e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia!»

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Incontri 345

Messaggio  silvia il Lun Nov 05, 2012 10:04 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 345 -

Tornare in campo per vincere la partita
(Atti degli Apostoli 4, 36)


Credo che tutti abbiate visto in TV almeno una volta una partita di pallavolo... quelle belle, della nazionale - e allora conoscete la scena. La tua squadra perde un punto dopo l'altro, il muro non riesce, gli schiacciatori sbagliano, e il set sta per essere compromesso. L'allenatore si alza in piedi, con il gesto della mano chiede il time-out - e immediatamente comincia a lavorare sulla squadra. Qualcuno beve un sorso d'acqua, qualcuno si asciuga il sudore - ma tutti ascoltano attenti le parole dell'allenatore. Adesso, con i microfoni a bordo campo, è persino possibile sentire quello che dice. Poche volte corregge i giocatori - sono professionisti e sanno stare in campo. Il più delle volte li incoraggia, dice che la partita è ancora tutta da giocare. Sta di fatto che quelle semplici parole fanno effetto - quando tornano in campo la squadra si è trasformata!

Viviamo in un mondo dove tutti prima o dopo affondiamo sotto i colpi di qualche avversario - la salute, i soldi, un evento, una persona. E anche tu conosci un mucchio di gente che si sente sconfitta, battuta, pronta ad abbandonare la partita. Quello che li può tenere ancora in gioco è che trovino qualcuno che gli faccia fare un time-out e li rincuori per un altro set. Spero che quel qualcuno sia tu.

Abbiamo a questo proposito uno straordinario esempio nella Parola di Dio. In Atti degli Apostoli 4, 36 ci viene presentato «Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba, che significa "figlio dell'incoraggiamento"». C'era qualcosa in lui, nel suo modo di fare, che aveva fatto sì che gli apostoli appena lo vedevano pensavano all'esortazione positiva, all'incoraggiamento. Alla ricarica. Mi domando se è la stessa cosa che la gente pensa di te quando ti vede.

Ogni volta che compare negli Atti degli Apostoli, Barnaba ci mostra come agisce il figlio dell'incoraggiamento. In Atti 9, per esempio, quando nessuno dei discepoli voleva persino sentire nominare Saulo di Tarso, anche se si era convertito - avevano paura che fosse un trucco per dare la caccia ai cristiani - Barnaba è stato l'unico che ha creduto in lui, è andato a cercarselo, lo ha presentato alla comunità, e ha fatto in modo che vi fosse accolto. Chi fa come Barnaba crede nelle persone quando nessun altro ci crede più. Spero che anche tu sia così.

In Atti 11,22-24 ci viene detto che Dio aveva cominciato a lavorare tra i pagani e a convertirli. «La notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, la quale mandò Barnaba ad Antiochia. Quando questi giunse e vide la grazia del Signore, si rallegrò e, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede, esortava tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore. E una folla considerevole fu condotta al Signore». Ecco un'altro aspetto del figlio dell'incoraggiamento - è capace di vedere quello che Dio sta facendo nella vita degli altri e soffia sulla brace perché si infiammi.

Ora, se pensi che questa missione di figlio dell'incoraggiamento sia riservata solo a un gruppo scelto di persone come Barnaba, non dimenticarti quello che Dio dice a ciascuno di noi: «Incoraggiatevi a vicenda ogni giorno» (Ebrei 3,13). Allora, che aspetti? Stai guardando le cose giuste e belle che qualcuno sta facendo e lo stai ringraziando per questo? Stai davvero facendo sentire importante una persona quando sta insieme a te - o la senti piuttosto un ostacolo alle tue cose importanti che in quel momento avevi in mente di fare? Sai ascoltare il loro cuore - e non solo le loro parole? Sai guardare a quello che Dio sembra realizzare nelle loro vite e incoraggiarli a continuare? Guardi alle loro cose positive e glielo dici? In ogni caso, questo ministero dell'incoraggiamento è alla portata di tutti - e magari è proprio quello che ti serve per uscire dalla fossa del tuo vittimismo e del guardare sempre a te stesso. Questo ministero dell'incoraggiamento inizia in primo luogo con le
persone della tua famiglia. Sono loro quelli che ne hanno più bisogno.

Mi piace la parola "incoraggiare" - quando lo fai, metti letteralmente il coraggio dentro a quella persona. Qualcuno che forse è più bersagliato di te, più vicino a crollare di te, sull'orlo di perdere la partita più di quanto tu possa immaginare. Non saprai mai quanto il tuo incoraggiamento possa davvero fare la differenza nella vita di una persona. Quando sei a un passo dalla sconfitta, è solo quell'allenatore a bordo campo che può chiedere il time-out e farti tornare in campo trasformato.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Nov 06, 2012 7:23 pm

Carissimo don Luciano,

questa sera ho potuto finalmente incontrarmi con gli amici del mio PC in quanto ho potuto farlo riparare da un amico...
Per parecchio tempo,non potevo nè leggere nè rispondere a quanto mi veniva detto o richiesto...Ora tutto funziona molto bene!
Poi ho avuto quest sorpresa della tua presenza tramite la cara Silvia che non sentivo, anche lei, da parecchio tempo. ma mivoglio riferire specialmente a te caro padre per che la tua "ricomparsa" mi ha ricolmato quel vuovo che sentivo per tanto tempo! Cosi ho potuto leggere i testi dei tuoi incontri!
Non mi ricordo se, l'anno scorso, ti avevo informato circa la scomparsa di mia moglie... era stata colpita dall' Alzheimer, ed una notte ha avuto una emorragia cerebrale che l'ha tenuta 21 gg. in coma. Poi è arrivata la fine. Nel mio intimo, ho ringraziato il èignore per averla liberata da questa terribilr malattia. Poverina non si ricordava più nè cucinare, neè occuparsi della casa. La sua paura era che nono mi ammalassi io e mi diceva "Cosa farò senza di te?" Pare che il Signore e la Madonna che lei pregava ogni giorno hanno avuto pietà di lei....
Per il resto io stò bene....

Pace e bene

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Mer Nov 14, 2012 1:10 am

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 346
- La tattica del diavolo
(Luca 4, 1)



Una cara persona mi ha scritto dall'Australia. Quando penso all'Australia mi vengono subito in mente alcune cose: i canguri, gli aborigeni e il boomerang. Il boomerang è quello strumento solitamente di legno che gli aborigeni usavano per la caccia e la guerra. La forma ricurva gli conferisce proprietà aerodinamiche - mentre è in volo, il boomerang ruota su sé stesso; in questo modo le sue estremità possono colpire con violenza la testa dell'animale cacciato. Se lanciato correttamente, compie un'ellisse perfetta, tornando alla persona che l'ha scagliato. La parola "boomerang" viene spesso usata anche metaforicamente per indicare un'azione che si ritorce contro chi l'ha iniziata.

Bene, se cerchi di vivere per Gesù Cristo, ti posso garantire che il diavolo cercherà di scagliarti addosso tutto quello che ha a disposizione, pur di farti cadere. Magari proprio in questo periodo stai cercando di schivare qualcuno dei suoi missili, e ti senti sotto pressione. Ma c'è una buona notizia - quando il diavolo ti scaglia addosso il suo boomerang per buttarti giù, puoi prenderlo al volo e restituirglielo dritto in testa - facendogli desiderare di non avertelo mai scagliato addosso. Come? Con le cose che ti sta scagliando addosso!

E' Dio che ti dice comportarti così. In Luca 4, 1 e seguenti, la Bibbia dice: «Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane". Gesù gli rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo"».

Il diavolo scaglia addosso a Gesù tre boomerang - e ogni volta Gesù sceglie testardamente di obbedire a quello che la Parola dice invece di cadere in quello che satana propone. E nota bene il risultato finale - «Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato. Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione». Questo è straordinario - quelle tentazioni, che erano finalizzate a stendere Gesù al tappeto, lo hanno invece reso più forte e più pieno di Spirito Santo. E satana lì a dirsi: "Mi sono fregato da solo!" Colpito dal suo stesso boomerang. Che bello!

Questo è esattamente quello che succede quando il diavolo di scaglia addosso le sue tentazioni. Probabilmente lui ripete la stessa tattica che ha usato con Gesù nel deserto - aspetta che tu raggiunga il tuo «deserto», quando sei più vulnerabile. Tocca i tasti giusti dei tuoi bisogni più profondi - di essere amato, considerato, accettato, riconosciuto, non più ferito, un po' di piacere e soddisfazione anche per te... Il nemico della tua anima, ovvio, si aspetta che tu abbocchi all'esca che ti sta gettando - la usa per poi scoraggiarti... o farti scendere a dei compromessi... per fare in modo che tu pensi sempre a te stesso... per confondere le tue priorità... per deprimerti... per farti tornare indietro... o per farti abbandonare tutto.

Ma Dio ti dice - «Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi» (Giacomo 4,7). Per prima cosa devi riconoscere da dove vengono questi sentimenti, chi ti fa sentire quella pressione. Poi, devi fare una scelta cosciente e dire: «Io so chi sei tu, e cosa vuoi, ma non ci casco! Io "attingo forza nel Signore e nel vigore della sua potenza"!» (Efesini 6,10). E per finire, ti impunti testardamente su quello che il Signore dice e fai le tue scelte seguendo quello che dice la Parola di Dio e non la voce di satana o i tuoi sentimenti. Cosa fa allora il diavolo? Ti combatte? No - si allontana da te. Ogni volta che superi un esame di questi, diventi sempre più forte e più abbandonato a Gesù.

Le cose che erano messe lì per farti cadere ti hanno reso invece spiritualmente più forte di prima! E satana è lì a desiderare di non aver mai scagliato quel boomerang nella tua direzione - ha mancato te e ha colpito lui!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

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