Le catechesi di don Luciano

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INCONTRI CON LA PAROLANo. 347 -

Messaggio  Andrea il Dom Nov 18, 2012 4:32 pm

INCONTRI CON LA PAROLANo. 347 -

Ordini fattibili(1 Tessalonicesi 5, 24)

Chi è dentro al mondo della scuola mi capirà al volo. Tutti hanno un sacco di aspettative nei confronti della scuola: le famiglie, gli studenti, lo stato - e essere insegnati diventa sempre più complicato. Qualche tempo fa, parlando con un'insegnante, mi diceva dalle quali emergeva tutta la sua frustrazione: "Continuano a tagliare il personale, ma il ministero è sempre più esigente sui programmi, sulle attività da fare e sulle ore extra che dobbiamo rimanere a scuola - ma senza sborsare un soldo. Decidono cosa dobbiamo fare, ma senza darci i soldi per farle". Incarichi importanti senza risorse per adempierli - è davvero frustrante. Ma grazie a Dio, Lui non ci da mai un incarico senza provvederci nello stesso tempo anche le risorse per compierlo! Questo è davvero importante per te - specialmente se hai l'impressione che Dio ti stia guidando in situazioni dove sembra impossibile che ci sia un qualche aiuto. In tutti questi anni di ministero ho cercato di tenere fisso nella mente e nel cuore 1Tessalonicesi 5, 24, e Dio non mi ha mai deluso. Dio ti fa questa questa promessa: «Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!» Per dirla più semplicemente, Dio non ti abbandonerà mai nel mezzo di qualcosa che Lui ti ha chiesto di fare o di vivere. Magari in questo momento il Signore ti sta conducendo in qualche territorio inesplorato. Forse hai una responsabilità di cui devi farti carico, un peso, o una sfida e non sai se sarai capace di affrontarla. Ottimo. Queste sono le situazioni ideali in cui ci vuole un po' di te e molto di Dio. La promessa che hai è che se Lui ti sta chiamando a fare qualcosa, Lui la farà - attraverso di te. La tua parte di lavoro è mantenerti puro davanti a Lui, e darti da fare! Dio non ti porterà mai dove la Sua grazia non potrà sostenerti. Magari non riesci a vedere da dove spunteranno i soldi per fare quello che Dio ti chiede - ma la Parola ci insegna che se Dio chiede, Dio paga! O come diceva qualcuno: "Tu fai la Sua volontà, e al resto Dio provvederà". Forse ti senti inadeguato per quello che Dio ti sta chiedendo. Ottimo. Perché questo sta a dimostrare che tu non sei capace e che tutto il bene che ne verrà è solo a merito e gloria di Dio. L'apostolo Paolo lo ha espresso così: «Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio» (2Corinzi 3,5). Dio è glorificato quando persone che valgono poco - «zero e miseria, ottime condizioni!» direbbe san Giovanni Calabria - si fidano di Lui; sono questi quelli che Dio usa per fare miracoli. Dio vuole impossessarsi di te, riempirti con la Sua forza, le Sue idee, la Sua sapienza, il Suo amore. Lui provvederà tutte le risorse spirituali di cui hai bisogno, tutti i mezzi umani, e anche quelli economici. Ricordati, la promessa è che «il mio Dio colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù» (Filippesi 4,19). Non in base alle tue misere risorse ma in base alle Sue infinite risorse! Così questo è tutto quello che hai bisogno di sapere quando stai affrontando un problema che è più grande delle tue capacità - o quando stai pensando di abbandonare una chiamata o un compito che viene da Dio. Quello che ti serve sapere è che mai Dio ti abbandona in quello che Lui ti ha chiesto di fare. Se Dio ti chiede, anche ti equipaggia! Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Nov 26, 2012 9:20 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 348

Obbedisco(Luca 7, 2)

Non lo disse, ma lo scrisse, ho visto il telegramma autografo. Il 9 agosto 1866 Garibaldi si trovava nel piccolo centro trentino di Bezzecca dove, tre settimane prima, aveva respinto un contrattacco austriaco guadagnando l'unica grande vittoria italiana nella Terza guerra d'Indipendenza. Con i suoi "Cacciatori delle Alpi", il generale si preparava a entrare nella regione (allora parte dell'impero austro-ungarico) per liberare Trento. A fermarlo fu la notizia dell'ormai prossimo armistizio tra Italia e Austria, giunta quel giorno assieme all'ordine del generale La Marmora di sgomberare il Trentino entro 24 ore. Allora Garibaldi impugnò la penna e, in risposta, scrisse la famosa frase: "Ho ricevuto il dispaccio n. 1073. Obbedisco. G. Garibaldi". I militari sanno che con gli ordini non si scherza - esiste un'autorità e va obbedita. Anche nella nostra vita, pur non essendo militari, c'è un'autorità a cui far riferimento in ogni situazione che è al di fuori della nostra portata - magari una di quelle che stai vivendo adesso. E non c'è discussione su chi ha il comando. In Luca 7, a partire dal versetto 2 c'è un racconto che ce lo dice molto chiaramente. «Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insistenza: "Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano, perché ama il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sinagoga". Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: "Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto"». E il suo messaggio continua così: «"Ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito. Anch'io infatti sono uomo sottoposto a un'autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all'uno: Va' ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fa' questo, ed egli lo fa". All'udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: "Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!". E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito». Se ricordo bene, questa è l'unica volta che nel vangelo di Luca Gesù è sorpreso in positivo dalla fede di qualcuno. E mentre da un lato rimprovera i suoi discepoli per la loro «poca fede», d'altro lato elogia questo militare pagano per «una fede così grande». Perchè? Se riusciamo a capire che cosa ha impressionato Gesù nella fede di quest'uomo, possiamo cercare di imitarla e sperimentare così miracoli sorprendenti. Questo pagano ha capito il legame tra fede e autorità. Anche se ha speso molta parte della sua vita comandando, ora si trova a vivere una situazione al di là del suo comando - la malattia di un servo che gli era caro. Magari anche tu stai vivendo in questo periodo una situazione al di fuori del tuo controllo. Ma quest'uomo ha capito che Gesù aveva il completo controllo della situazione - così come lui aveva il completo controllo dei suoi subalterni. Così: "Gesù, se tu vuoi questa malattia può guarire. Se invece tu dici a questa malattia: 'Fai il tuo corso', lei lo farà!" La «fede così grande» confida totalmente nella completa autorità di Gesù su quello che è assolutamente al di là delle mie possibilità. Io non so cosa tu stia affrontando in questo periodo, ma so chi ha autorità su di esso. Se Gesù dice: "Vai" o "Vieni" o "Fai questo" a una cosa che ti sembra impossibile - tu obbedisci. Non sono le persone con cui stai insieme che decidono il risultato finale - è Gesù. Non è la situazione in cui adesso ti trovi che decide come finirà - è Gesù. Non è la situazione economica a decidere... o la persona che si frappone... o le tue capacità - chi decide è Gesù! Allora prega intensamente, preoccupati di meno, riposa un po' di più, e vai avanti con coraggio e fiducia. Prega e agisci come se Gesù fosse al comando - lo è davvero! Lui parlerà alla tua tempesta, alla tua situazione o alla tua difficoltà e dirà, essenzialmente: "Fa' questo!". E così sarà!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Dic 03, 2012 4:33 pm

INCONTRI CON LA PAROLANo. 349 -

La tua moviola (Efesini 4, 29)

Non è un segreto che mi piaccia lo sport. E se devo scegliere un programma da guardare in televisione scelgo quelli sportivi, tanto ormai la cultura la fanno a mezzanotte e i telegiornali sono inguardabili. Quando ci sono i campionati di pattinaggio artistico o di ginnastica artistica è davvero un piacere ammirare l'eleganza e la grazia con la quale questi sportivi compiono esercizi difficilissimi e molto belli. Finito l'esercizio, la regia ne ritrasmette alcuni passaggi, al rallentatore. La maggior parte delle immagini non sono sugli esercizi che l'atleta ha compiuto bene. La regia insiste invece nel trasmettere due o tre volte quelli che ha compiuto male, gli sbagli. "Guardate tutti bene questo - non importa se ha fatto 9 difficilissimi movimenti perfetti - questo qui l'ha sbagliato!" E questo mi rode. C'è nella Parola di Dio un versetto meraviglioso che fa proprio al nostro caso. E' un versetto che andrebbe imparato a memoria perché è una chiave che apre la porta alla relazione con Gesù, una relazione fatta di amore. Spesso è un versetto difficile da vivere. E' Efesini 4,29: «Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano». Dio dice: "Smettila di fare quei discorsi che demoliscono gli altri... comincia invece a dire cose che costruiscano verso di loro stima e benevolenza". Sarebbe interessante trasmettere la registrazione delle tue conversazione degli ultimi due giorni - quello che hai detto ai tuoi figli, al tuo coniuge, forse ai tuoi genitori, ai tuoi colleghi o ai tuoi amici. Le ricerche condotte in proposito, mostrano che per una idea negativa che riceviamo su una cosa, ce ne vogliono sette di positive per riportare l'equilibrio a zero. Sette a uno - la "par condicio" tra il parlar bene degli altri e il parlar male degli altri. Se trasmettiamo la registrazione delle tue conversazioni, che percentuale ci sarebbe? Troppo spesso noi siamo come certe regie dei programmi sportivi - continuiamo a ripetere non ciò che gli altri hanno di positivo e fanno bene, ma i loro errori... i loro difetti... le loro confusioni. Quei ginnasti o quelle pattinatrici hanno fatto almeno il 95% delle cose bene, ma regia e telecronisti insistono nel commentare quello che hanno sbagliato. Sei anche tu uno di quelli? Sei di quelli che feriscono coloro che ami... o uno che li incoraggia? Dio dice che non dovremmo lasciar uscire dalla nostra bocca «nessuna parola cattiva». In alcune case, sul portone, c'è un cartello dove c'è scritto "Attenti al cane". Cosa c'è scritto sulle tue labbra? Mi domando cosa pensano di te quelli che ti conoscono quando ti sentono parlare. Magari la maggior parte delle tue conversazioni è sul mettere in evidenza il negativo degli altri. Allora chi ti conosce ti appiccica addosso (ma non te lo dicono) un cartello con la scritta: "Qui si sputa veleno". Forse è arrivato il momento di dare una ripulita alle tue conversazioni. Non da parolacce o discorsi sporchi - spero proprio che non ci siano. Ma da commenti negativi, dalle parole che demoliscono, da frasi che distruggono la gioia e la confidenza delle persone di cui parli. Forse sono anche persone che stimi e che ami. Essi hanno bisogno che tu parli bene di loro... che dica le cose che fanno giuste... del positivo che tu vorresti che facessero ancora di più. Innaffia ciò che vorresti veder sbocciare. Se vedi qualcosa migliorare in loro o almeno il loro sforzo, diglielo. Cercheranno di fare ancora meglio. Il mondo è pieno di gente che continua a divulgare gli errori degli altri. Ma i discepoli di Gesù sono chiamati a qualcosa di meglio, a esaminare ogni loro conversazione alla luce di questa domanda: "Quello che ora dico costruirà o demolirà quella persona?" Così, quando ti troverai a dover sottolineare qualche loro sbaglio, essi sapranno che viene davvero da qualcuno che li apprezza e vuole il loro bene. Puoi cambiare in meglio la giornata di qualcuno oggi... forse anche la sua vita, se scegli di trasmettere le cose belle che sa fare. Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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INCONTRI CON LA PAROLA No. 350

Messaggio  Andrea il Lun Dic 10, 2012 7:49 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 350

La sorgente che non si vede(Giovanni 7, 37-39)

Visitando un amico in Kenya, commentavo il fatto che il suo terreno fosse piuttosto arido. Mi rispose: - "Sì, non piove da tempo, ma ti mostro il guaio peggiore". Mi portò nei campi e mi mostrò un infossamento nel terreno, non molto profondo e largo alcuni metri. "Questa è una sorgente sotterranea. Col passare delle settimane si è sviluppato questo infossamento sempre più profondo perché la sorgente si è seccata. Le piante in superficie sono tutte morte - e se non piove, la sorgente non si riempirà e sarà un disastro". Quando cominciano ad aprirsi dei buchi sul terreno, forse è perché si è seccata la sorgente sotterranea. Magari è quello che sta capitando anche a te. Sta scritto in Giovanni 7, 37-39: «Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: "Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno" Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui». E lo ricevettero il giorno di Pentecoste, e da allora in poi lo Spirito Santo è sempre stato il regalo del Padre a tutti i suoi figli - quando aprono il loro cuore a Gesù. Gesù ha detto di aver posto la sorgente di acqua viva DENTRO a ogni credente. E finché questa corrente di Spirito Santo scorre forte nelle vene, sei spiritualmente in salute. Ma ci sono un mucchio di voragini spirituali che si sviluppano nella vita delle persone. Magari conosciamo anche qualcuno che si è allontanato da Gesù girandogli le spalle in malo modo - ma questo qualcuno possiamo esserlo pure noi se ci dimentichiamo della sorgente sotterranea. Le voragini generalmente non si aprono in modo repentino, tanto nel terreno quanto nella vita. C'è un progressivo inaridimento della "sorgente spirituale" dentro di te e il conseguente abbassamento del terreno. Il terreno in superficie si inaridisce un po' alla volta - e poi un giorno - ci si accorge che in quel terreno non c'è più vita e si è creata una voragine. Che significa? Che bisogna mantenere continuamente fresca quella sorgente di acqua viva dello Spirito! Non ci sono scorciatoie per avere in noi la forza dello Spirito. Essa è il risultato di un perseverante, giorno dopo giorno, contatto con Gesù. Quella forza ti viene quando apri la sua Parola... quando ti inginocchi in un confessionale e chiedi perdono dei tuoi peccati... quando nella preghiera chiedi di fare la Sua volontà... quando lo lodi, lo benedici, lo ringrazi... quando gli apri le porte della tua mente perché Lui guidi i tuoi pensieri e le tue relazioni. Ma noi siamo o pigri o impegnati in altre cose. Cerchiamo di riempire le vene invece che di Spirito Santo, di acqua frizzante che non è quella della sorgente - magari ascoltando alla radio programmi religiosi, guardandoli in TV, andando in parrocchia, frequentando i gruppi. Ma non basta, non possono sostituire la sorgente d'acqua viva. Fai scorrere in te lo Spirito Santo ogni volta che spendi il tuo tempo col tuo Signore... in caso contrario la sorgente si inaridisce. Perché è l'energia che accumuli dentro nelle ore che passi col Signore che ti fa andare avanti. Non ci sono scorciatoie per accelerare il processo di crescita spirituale - ma solo il contatto giornaliero, a tu per tu, con il Signore. E' possibile che ti stia inaridendo dentro senza che tu te ne accorga. Ci sono stati forse sin troppi giorni nei quali hai trascurato quella fonte d'acqua viva che Lui ti ha messo dentro. Non puoi più recuperare quei giorni persi, ma puoi sempre cominciare ad attingere a partire da oggi. Hai bisogno di non lasciar inaridire quell'acqua che sostiene la tua anima. Se non lo fai, si apriranno in te le voragini. Non sono le cose che fai per il Signore che ti tengono in piedi - sono quei momenti di intimità con Lui, dove tu Gli parli e Lui ti parla. E' quello che non si vede che ti tiene in vita!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Dic 26, 2012 10:39 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 351

Storia di Natale(Galati 2, 20)

Ogni anno il numero di Natale di Incontri con la Parola contiene una storia. Questa è realmente accaduta. Era l'avvenimento più importante dell'anno di quel piccolo paese - la recita della notte di Natale, il presepio vivente. Dal momento che circa 50 anni fa da quelle parti non c'erano supermercati e la città era lontana, tutto il paese si riversava alla recita. La attendevano soprattutto i bambini del catechismo, perché il paese era piccolo, non c'erano molti bambini, e ognuno poteva avere una parte.

Ma quell'anno si era iscritto al catechismo anche Franco. Franco ci teneva tantissimo a quella recita, ma era un bambino un po' speciale... sì, era buono e semplice... un po' più lento mentalmente dei suoi coetanei - per la gente era "ritardato". La catechista era in un grosso dilemma. Da un lato lei sapeva quanto Franco ci tenesse a quella recita, ma era anche preoccupata che rovinasse tutto - in fin dei conti era la notte in cui c'era in chiesa tutto il paese. Finalmente si decise, e assegnò a Franco la parte dell'albergatore - quello che mandava via Giuseppe e Maria la notte in cui sarebbe nato Gesù.

Aveva solo una semplicissima frase da dire: "Mi dispiace, tutte le stanze sono occupate". La notte di Natale tutto il paese era in chiesa, come al solito prima della Messa di mezzanotte, per assistere alla recita. Quell'anno avevano fatto le cose in grande, e avevano dipinto un bellissimo fondale con le case di Betlemme. C'era persino la porta dell'albergo da cui si sarebbe affacciato Franco - per mandare via la giovane coppia dei genitori di Gesù. Dietro le quinte, gli angeli intanto facevano il tiro a segno con la loro aureola cercando di infilarla nel manico di una scopa, i pastori si annodavano le stringhe dei loro stivali e la catechista ripeteva a Franco per l'ennesima volta la parte: "Allora ricordati bene, Franco, quando san Giuseppe ti chiede 'Cerchiamo una stanza per stanotte' tu rispondi... cosa rispondi?" Esitante, Franco disse: "Mi dispiace, tutte le stanze sono occupate". La catechista tirò un grosso respiro che era per insieme speranza e sollievo. Aveva fatto tutto quello che aveva potuto. La recita andava proprio bene - gli angeli cantarono, Giuseppe prese l'asinello, cominciò il viaggio a Betlemme con Maria incinta - insomma, la storia la sapete bene. Finalmente Giuseppe e Maria arrivano alle porte dell'albergo di Betlemme, apparendo decisamente stanchi, e Maria avvisò il marito che il bambino sarebbe nato con tutta probabilità quella notte. Giuseppe bussò alla porta dell'albergo. Dietro le quinte, la catechista diede un colpetto sulla spalla a Franco: "Mi raccomando!". Lui uscì e Giuseppe gli chiese: "Cerchiamo una stanza per stanotte". Franco vide tutta la gente, e gelò. Da dietro le quinte, la catechista sussurrò: "Mi dispiace, tutte le stanze sono occupate". E Franco boffonchiò: "Mi dispiace, tutte le stanze sono occupate". Si girò e chiuse la porta.

La catechista tirò un sospiro di sollievo e cominciò a occuparsi del gruppetto di ragazzi che impersonavano i pastorelli. Maria e Giuseppe si stavano allontanando lentamente verso il buio, quando improvvisamente si riaprì la porta dell'albergo. Franco era ritornato in scena! E disse qualcosa che la gente non dimenticò più. Franco raggiunse la giovane coppia, dicendo: "Aspettate! Aspettate! Vi posso dare camera mia!" Io credo che Franco quella notte ha capito il Natale più di tutti i presenti. Come puoi lasciare fuori Gesù? Devi dargli un posto - da te. E' quello che Lui ti chiede questo Natale. Cosa farai con questo Figlio di Dio che è venuto qui in terra per cercarti? Quest'Uomo che ha buttato via un trono in cielo per una mangiatoia, la lode degli angeli per gli scherni di chi lo crocifiggeva, questo Creatore che si è lasciato inchiodare per te in una Croce?

La Bibbia ci ha dato l'unica risposta possibile in Galati 2,20: «Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me». Pensa a quello che Lui ha fatto, e ripeti quelle parole -- «per me». Gesù è arrivato da te questo Natale. Forse sta bussando già da molto tempo alla tua porta. Tutta la tua vita - persino gli eventi degli ultimi mesi - sono serviti a prepararti per questo incontro con il tuo Salvatore, per questo tempo santo. Non lasciarLo più fuori dalla porta. Questa Natale, fallo entrare. "Gesù, non voglio più lasciarti fuori. Vieni dentro. Ti do la mia stanza... la mia vita". SANTO NATALE a tutti voi!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Dom Dic 30, 2012 5:26 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 352

Pregare sodo, lavorare sodo(Colossesi 4, 12-13)

Ho un'età che mi ha consentito di assistere al passaggio dal mondo rurale a quello industriale. Mio nonno faceva il contadino, e ricordo che il tempo della semina non era uno scherzo - con il bue e l'aratro c'era da rivoltare la terra. Il vomere entrava nella terra, scavava solchi e increspava il campo di zolle, e il campo pareva un mare pieno di onde scure. Poi c'era la semina... e poi bisognava aspettare. A quel punto entrava in scena Dio, toccava a lui lavorare - la pioggia,il sole, il vento, le stagioni. Quando finalmente il grano era maturo,mio nonno si metteva in moto per raccogliere quanto Dio e lui avevano fatto crescere.

Era una meravigliosa armonia di quello che può fare l'uomo e quello che solo Dio può fare. Èpafra è stato uno dei giganti spirituali degli inizi della Chiesa di Colosse. Alcuni studiosi della Bibbia pensano che sia stato lui a iniziare quella comunità cristiana, a cui Paolo scrive una lettera,conosciuta come lettera ai Colossesi. Quando Paolo la scrisse, Èpafra stava viaggiando con lui per aiutarlo nell'evangelizzazione. E come un buon contadino spirituale, Èpafra era esperto in quel meraviglioso equilibrio tra il lavoro di Dio e il lavoro dell'uomo. In Colossesi 4,12-13 sta scritto: «Vi saluta Èpafra, servo di Cristo Gesù, che è dei vostri, il quale non cessa di lottare per voi nelle sue preghiere, perché siate saldi, perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio. Gli rendo testimonianza che si impegna a fondo per voi».

Ecco qui un uomo che ha messo in pratica la sinergia, ossia ilmettere insieme le forze - pregare sodo, lavorare sodo. Quando Paolo dice che Èpafra «non cessa di lottare per voi nelle sue preghiere», usa la parola greca «agonizzare», che letteralmentevuol dire «lottare». Quando Èpafra pregava per le persone che amava, non era un semplice: "Mio Dio, ti prego di benedirli e aiutarli". Era invece un lottatore, uno che usava tutte le energie cheaveva per vincere la battaglia in favore della sua gente, pregando conintensità totale, con passione - agonizzando in preghiera per loro.Ci moriva sopra, insomma. Cercava l'aiuto di Dio per le cose che solo Dio può fare - come donare lo Spirito Santo o crescere nella fede. Come mio nonno, che si affidava completamente a Dio perché il seme piantato crescesse. Ma Èpafra credeva anche di dover lavorare sodo per le persone che amava. Come mio nonno contadino - lui sapeva bene che mentre Dio faceva la sua parte, anche lui doveva fare la sua. E Paolo dice di Èpafra - «gli rendo testimonianza che si impegna a fondo per voi». Èpafra lavorava sodo nella parte che toccava a lui. Nel terreno spirituale che stai coltivando - la tua famiglia, il tuo gruppo, le persone che hai intorno - è importante che tu faccia entrambe le cose- pregare sodo per quello che solo Dio può fare, e lavorare sodo in quello che Lui vuole che tu faccia.

Molti di noi tendono per natura a gravitare attorno a uno di questi poli, trascurando l'altro. Lavoriamo sodo, ma preghiamo poco. O preghiamo tanto, ma ci impegniamo poco. Mio nonno non poteva farcrescere il grano - confidava in Dio, era la parte di Dio. Ma Dio non arava i campi, non seminava, non sarchiava. Questo era quello che Dio si aspettava che mio nonno facesse. Molti dei miracoli della Bibbia sono una cooperazione di forze: alle nozze di Cana sono i servi che riempiono le giare di acqua, ma solo Gesù è colui che le cambia invino. I discepoli trovano 5 pani e 2 pesci e fanno sedere la gente, masolo Gesù fa bastare quelle poche cose per tutti - sempre quel meraviglioso equilibrio tra le mani di Dio e le tue mani.

Qual è la parte che Dio si aspetta che tu faccia? Se non lo sai,glieLo devi chiedere! Ma non metterti a fare qualcosa tanto perché tu devi far funzionare le cose. Non decidere quello che sei chiamato a fare basato sull'urgenza o sul buon senso. Chiedi a Dio che sia Lui a guidarti nel compito che Lui vuole che tu faccia. Non saranno i tuoi sforzi che producono risultato - sarà l'agire di Dio. Ma i tuoi sforzi - uniti a quello che Lui vuole da te - produrranno il raccolto. Quindi, prega sodo. Lavora sodo. Queste sono le condizioni per un meraviglioso raccolto. Per dirla con un frase ben conosciuta: "Prega come se tutto dipendesse da Dio, lavora come se tutto dipendesse da te".

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano[


Ultima modifica di Andrea il Mar Mar 26, 2013 12:35 pm, modificato 1 volta

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Ven Gen 11, 2013 9:04 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 351 -

Storia di Natale(Galati 2, 20)

Ogni anno il numero di Natale di Incontri con la Parola contiene una storia. Questa è realmente accaduta. Era l'avvenimento più importante dell'anno di quel piccolo paese - la recita della notte di Natale, il presepio vivente. Dal momento che circa 50 anni fa da quelle parti non c'erano supermercati e la città era lontana, tutto il paese si riversava alla recita. La attendevano soprattutto i bambini del catechismo, perché il paese era piccolo, non c'erano molti bambini, e ognuno poteva avere una parte.

Ma quell'anno si era iscritto al catechismo anche Franco. Franco ci teneva tantissimo a quella recita, ma era un bambino un po' speciale... sì, era buono e semplice... un po' più lento mentalmente dei suoi coetanei - per la gente era "ritardato". La catechista era in un grosso dilemma. Da un lato lei sapeva quanto Franco ci tenesse a quella recita, ma era anche preoccupata che rovinasse tutto - in fin dei conti era la notte in cui c'era in chiesa tutto il paese. Finalmente si decise, e assegnò a Franco la parte dell'albergatore - quello che mandava via Giuseppe e Maria la notte in cui sarebbe nato Gesù. Aveva solo una semplicissima frase da dire: "Mi dispiace, tutte le stanze sono occupate". La notte di Natale tutto il paese era in chiesa, come al solito prima della Messa di mezzanotte, per assistere alla recita. Quell'anno avevano fatto le cose in grande, e avevano dipinto un bellissimo fondale con le case di Betlemme. C'era persino la porta dell'albergo da cui si sarebbe affacciato Franco - per mandare via la giovane coppia dei genitori di Gesù. Dietro le quinte, gli angeli intanto facevano il tiro a segno con la loro aureola cercando di infilarla nel manico di una scopa, i pastori si annodavano le stringhe dei loro stivali e la catechista ripeteva a Franco per l'ennesima volta la parte: "Allora ricordati bene, Franco, quando san Giuseppe ti chiede '

Cerchiamo una stanza per stanotte' tu rispondi... cosa rispondi?" Esitante, Franco disse: "Mi dispiace, tutte le stanze sono occupate". La catechista tirò un grosso respiro che era per insieme speranza e sollievo. Aveva fatto tutto quello che aveva potuto. La recita andava proprio bene - gli angeli cantarono, Giuseppe prese l'asinello, cominciò il viaggio a Betlemme con Maria incinta - insomma, la storia la sapete bene. Finalmente Giuseppe e Maria arrivano alle porte dell'albergo di Betlemme, apparendo decisamente stanchi, e Maria avvisò il marito che il bambino sarebbe nato con tutta probabilità quella notte. Giuseppe bussò alla porta dell'albergo. Dietro le quinte, la catechista diede un colpetto sulla spalla a Franco: "Mi raccomando!". Lui uscì e Giuseppe gli chiese: "Cerchiamo una stanza per stanotte". Franco vide tutta la gente, e gelò. Da dietro le quinte, la catechista sussurrò: "Mi dispiace, tutte le stanze sono occupate". E Franco boffonchiò: "Mi dispiace, tutte le stanze sono occupate". Si girò e chiuse la porta. La catechista tirò un sospiro di sollievo e cominciò a occuparsi del gruppetto di ragazzi che impersonavano i pastorelli. Maria e Giuseppe si stavano allontanando lentamente verso il buio, quando improvvisamente si riaprì la porta dell'albergo. Franco era ritornato in scena! E disse qualcosa che la gente non dimenticò più. Franco raggiunse la giovane coppia, dicendo: "Aspettate! Aspettate! Vi posso dare camera mia!" Io credo che Franco quella notte ha capito il Natale più di tutti i presenti. Come puoi lasciare fuori Gesù? Devi dargli un posto - da te.

E' quello che Lui ti chiede questo Natale. Cosa farai con questo Figlio di Dio che è venuto qui in terra per cercarti? Quest'Uomo che ha buttato via un trono in cielo per una mangiatoia, la lode degli angeli per gli scherni di chi lo crocifiggeva, questo Creatore che si è lasciato inchiodare per te in una Croce? La Bibbia ci ha dato l'unica risposta possibile in Galati 2,20: «Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me». Pensa a quello che Lui ha fatto, e ripeti quelle parole -- «per me». Gesù è arrivato da te questo Natale. Forse sta bussando già da molto tempo alla tua porta. Tutta la tua vita - persino gli eventi degli ultimi mesi - sono serviti a prepararti per questo incontro con il tuo Salvatore, per questo tempo santo. Non lasciarLo più fuori dalla porta. Questa Natale, fallo entrare. "Gesù, non voglio più lasciarti fuori. Vieni dentro. Ti do la mia stanza... la mia vita". SANTO NATALE a tutti voi!

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INCONTRI CON LA PAROA No. 353

Messaggio  Andrea il Mer Gen 23, 2013 9:02 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 353

L'arredamento della vita

(1 Giovanni 2, 15-17)

Un amico che di recente ha fatto trasloco, mi raccontava che man manoche sistemavano i mobili del soggiorno nella nuova abitazione, la lorofiglia più piccola abbracciava ogni mobile e poi diceva: "Bellodivano... bella sedia". Non credeva che sua figlia fosse cosìattaccata a quelle cose. Commentava l'amico che era bello vedere la figlia attaccata a quellecose - perché i mobili vecchi in una casa nuova le davano un senso disicurezza. Ora io e te siamo adulti, non siamo come quella piccolabambina, ma forse ci siamo decisamente attaccati a qualche arredodella nostra vita - e questo non è bello. Dio ha qualcosa da dirci a questo riguardo in 1Giovanni 2,15-17 «Nonamate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo,l'amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nelmondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e lasuperbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.

E il mondopassa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane ineterno!» Ed ecco qui il messaggio di Dio: non attaccarti troppo alle cose diquesto mondo - possono perderti. Questo è quello che è successo aDema, uno degli aiutanti di Paolo nell'evangelizzazione. In 2Timoteo4,10 leggiamo: «Dema mi ha abbandonato avendo preferito il secolopresente ed è partito per Tessalonica». Dema ha abbandonato GesùCristo e il Vangelo perché delle cose terrene gli occupavano il cuorepiù di Gesù stesso. La nostra missione è amare il Signore... godere dei doni che Lui ciha affidato... ma sempre pronti a lasciarli. Mi chiedo se Dio inquesto periodo ti sta chiamando ad abbandonare qualcosa per Lui, e tustai rispondendo: "Mi piace quell'oggetto... quei programmi... quelposto... quella relazione".

E te li stai tenendo strettamente. Tiimpediscono di muoverti, anche se il Signore ti sta chiedendo dilasciarli. Le grandi storie di Dio spesso cominciano con qualcuno che lasciaqualcosa che per lui è prezioso. Abramo che lascia la sua terra e lasua gente per un posto sconosciuto... Pietro che lascia la sua barca ele sue reti, il suo lavoro... Matteo che lascia il redditizio impiegostatale... Gesù che lascia la gloria dei Cieli. Non potrebbe essere che anche il Signore ti stia chiamando a farequalcosa per Lui che comporta un sacrificio simile al loro? Che tichieda se sei disposto a lasciare qualcosa che stai trattenendo troppostretto? Qualcosa che per te è diventato indiscutibile - un "bisognache ci sia". Quando qualcosa o qualcuno diventa un ostacolo alla tua obbedienza aDio, è diventato un idolo.

E questo è contro il primo comandamento -non avrai altro Dio all'infuori di me. Forse non solo non vuoilasciare quello che Dio ti chiede... ma sei anche disposto a fare ditutto pur di non perdere il tuo idolo - anche a scendere a compromessicon la tua fede pur di stare con il tuo idoletto. E' tempo di verificare i tuoi valori. C'è qualcosa o qualcuno che hapreso il posto di Gesù che è morto per te? Per favore - scegli chiti ama di più. Scegli onestamente, e non ci sarà che Gesù Cristo.Quando il Signore ti chiede di lasciare qualcosa o qualcuno, o dicambiare, o di rischiare - non perdere l'occasione di andare dove Luivuol portarti, perché non capiti anche a te di considerare il Signoredella vita meno importante degli arredamenti della vita.

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INCONTRI CON LA PAROLA No. 354

Messaggio  Andrea il Lun Gen 28, 2013 10:53 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 354

Finire la gara (2Timoteo 4,5-Cool

Messico, 1968. Il solitario maratoneta tanzaniano John Stephen Akhwari sbucò dalle tenebre. Il sole era già tramontato sullo stadio e ilvincitore della maratona olimpica era arrivato un'ora prima. Nellostadio erano rimasti un migliaio di spettatori, per la premiazioneappena terminata dei maratoneti. Rimasero sorpresi dalle sirene delleauto della polizia e dal trillo dei fischietti delle guardie. Fuallora che lo videro entrare - l'ultimo maratoneta che stavacompletando la sua gara. Aveva la gamba fasciata e sanguinante, si eraseriamente distorto il ginocchio in una caduta, ogni passo era unasmorfia di dolore - e aveva davanti a sé gli ultimi 400 metri dellapista. Gli spettatori si alzarono in piedi e lo applaudirono come sefosse il vincitore della gara.

A fine corsa un giornalista siavvicinò allo stremato maratoneta e chiese come mai non si fosseritirato, dal momento che non aveva nessuna possibilità di vincere.Akhwari rispose: "Il mio paese non mi ha mandato a 5,000 miglia didistanza per iniziare la corsa. Mi ha mandato a 5.000 miglia didistanza per finirla". (1) Quando Dio ha voluto darci un'immagine della nostra vita e del nostroservizio a Lui, si è servito di un'immagine delle Olimpiadi - lacorsa della maratona. E tu hai corso il tracciato che Lui ti hapreparato - ma sei rimasto ferito... stai correndo nel dolore... seirimasto deluso... sanguini e sei pieno di bende e cerotti. E forse seitentato di abbandonare la gara. Ma non sei ancora arrivato alla lineadel traguardo.

Il grande apostolo Paolo deve essersi sentito in quelle condizioniparecchie volte. Ma abbiamo queste parole dette da lui quando erasulla linea del traguardo - sono scritte in 2Timoteo 4,5-8. Sonoparole rivolte al responsabile della nuova generazione di cristiani,Timoteo, che sta incontrando molte difficoltà, è scoraggiato e stapensando di abbandonare l'evangelizzazione. «Tu vigila attentamente,sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore delvangelo, adempi il tuo ministero. Quanto a me, il mio sangue sta peressere sparso in libagione...». Pensa a un maratoneta olimpico, checrolla esausto appena ha tagliato la linea del traguardo, perché hadato alla gara anche l'ultimo briciolo di se stesso. «Ho combattutola buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giustogiudice, mi consegnerà in quel giorno». Il problema di molti di noi è che abbiamo corso per un po' mettendocitutte le forze - ma stiamo pensando di abbandonare la corsa primadella fine - quando invece Gesù ci ha chiamato a essere quelsolitario atleta che sa che è stato messo in quel posto per finire lagara, non importa quando doloroso ciò possa essere.

Forse sei uno diquegli esausti corridori della Squadra di Gesù che dice: "Senti, ioho dato il mio contributo... ho lavorato sodo per la causa... adessomi tiro da parte e che siano altri a correre". Mi dispiace - quando silavora per Gesù Cristo non esiste il pensionamento anticipato! Dio tipuò cambiare il lavoro, ma non ti lascerà mai disoccupato fino algiorno in cui non Lo vedrai faccia a faccia! Forse in questo periodo sei tentato di abbandonare il compito che Dioti ha affidato - e Lui ti sta dicendo: "Finisci la corsa". Corri contutti i mezzi che hai, non di malavoglia. Ricordati, Lui ha dato tuttoquello che aveva nella gara per salvarti - e anche se è statopicchiato ed era ricoperto di sangue e di sputi, Gesù non haabbandonato la corsa fino a quando non ha attraversato la lineafinale. Corri tutta la tua corsa - Lui sarà là ad abbracciarti nonappena arrivi al traguardo per Lui.

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San Tommaso d'Aquino Sacerdote e dottore della Chiesa

Messaggio  Andrea il Lun Gen 28, 2013 11:09 am

INCONTRI CON LA PAROLANo. 355

La lenta erosione(Salmo 1, 1-3)

Ricordo che un parroco nelle Filippine, durante un incontro dei sacerdoti della diocesi in cui lavoravo, mi diceva che la sua parrocchia possedeva da tanto tempo cinque ettari di terreno. Il titolo di proprietà dichiarava cinque ettari. Le tasse da pagare erano sull'estensione dei cinque ettari. Ma ne possedeva solo quattro.Col passare degli anni la parrocchia aveva donato del terreno ai contadini che lavoravano quella terra e ci vivevano con le loro famiglie. La proprietà era stata lentamente erosa anche dal passaggio della nuova strada statale... poi c'erano stati i vicini che avevano sconfinato e avevano costruito le loro capanne - erano poveri e la parrocchia aveva finito col lasciare che vivessero lì. L'ettaro diterreno non era stato ingoiato di colpo - era stato più che altro unessere divorato a pezzettini.

E il parroco mi diceva che se ci fosse stata un'altra invasione del terreno da parte dei vicini nessuno avrebbe avuto il coraggio di fermarli. Diceva sconsolato: "E'un'erosione lenta e costante di un bene che la parrocchia possiede". Quando cominci a perdere gradualmente terreno può succedere che nemmeno te ne accorgi - fino a quando poi è troppo tardi perrecuperare quello che hai perso. Specialmente se il terreno che stai perdendo è quello spirituale - la tua fede... la tua integrità... i tuoi impegni con Dio e con gli altri. Questo processo di erosione spirituale è descritto nella Parola di Dio, nel Salmo 1,1-3: «Beato l’uomo che non entra nel consiglio deimalvagi, | non resta nella via dei peccatori | e non siede incompagnia degli arroganti, ! ma nella legge del Signore trova la sua gioia, | la sua legge medita giorno e notte. | È come albero piantato lungo corsi d’acqua, | che dà frutto a suo tempo: | le sue foglie non appassiscono | e tutto quello che fa, riesce bene». Io voglio essere come quella persona, e tu? «Piantato» - stabile,solido... «dà frutto» - la tua vita sta veramente facendo la differenza... «tutto quello che fa, riesce bene» - sei benedetto e sei una benedizione in tutte le cose che fai.

Ma per vivere così,devi prima prendere posizione contro le insidiose erosioni del peccato nella tua vita. E io posso garantirti che in questo periodo che ci sono alcune aree a rischio nella tua vita spirituale - o forse hai già perso quel terreno. Il Salmo 1 ha una progressione di verbi. Dice che per prima cosa uno«entra» nell'area del compromesso - e magari ci stai girando intorno. Perché poi finisce inevitabilmente che uno ci «resta» - ti sei fermato in quella zona e stai consciamente o inconsciamente flirtando con qualche peccato - solo "un pochetto", ovviamente. Ma così finisce che uno «siede» in quel peccato - hai messo radicinella cosa sbagliata, e stai probabilmente razionalizzando e scusandoogni ulteriore passo in quella strada.

Non sono io che ho tracciato questo ritratto. E' Dio che lo ha descritto. Hai cominciato col scendere a compromessi - nel tuo lavoro,nella tua sessualità, nelle priorità della tua famiglia, nel tuo dire la verità, in un'abitudine, in ciò che guardi o ascolti, forse nel tuo tempo di intimità con Gesù. L'erosione è avvenuta così impercettibilmente che a malapena ti sei accorto del terreno perduto.Ma giorno dopo giorno, ne stai perdendo sempre di più - e non poipiù permettertelo. Il diavolo generalmente non distrugge una vita attraverso l'esplosione del peccato - la distrugge attraverso l'erosione del peccato. Ti staipermettendo cose che non dovresti permetterti, e che magari mai tisaresti permesso uno o due anni fa. Ti stai anestetizzando, hai persola sensibilità su cose che feriscono il tuo Signore e te stesso. Il tuo radar è spento... le tue difese sono basse... l'erosione del peccato sta lentamente portando via quello che Gesù ti ha donato. E' arrivato il tempo, come dice la Bibbia, di «resistere alle insidie del diavolo» (Efesini 6,11). Guarda al terreno che hai perso -probabilmente a causa di negligenza o di imprudenza. E comincia a «rivestirti dell'armatura di Dio» (Efesini 6,11) - perché, se no nlo fai, rischi davvero di perdere troppo.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Feb 12, 2013 8:24 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 356

Come diventare le persone più potenti del mondo(Matteo 20, 25-28)

Essere Vicepresidenti è uno dei compiti più importanti e piùdelicati che ci siano in una grande azienda. Spesso essi giocano unruolo fondamentale nelle scelte strategiche di una società. Ci vuoleabilità e competenza per gestire la vicepresidenza; l'azienda idealeè quella nella quale il Presidente delega molti dei suoi poteri eresponsabilità al Vicepresidente - perché sa che non aspira arubargli la posizione. Una volta uno ha detto che il Vicepresidenteideale dovrebbe essere vicino alla pensione, e possibilmente conqualche problema serio di salute - così non ha molte ambizioni.Perché sono posizioni in cui è determinante il fattore ambizione, ilfattore gelosia, il fattore invidia - allora se a uno non gliinteressa il potere, significa che glielo si può daretranquillamente. A essere onesto non so quanti siano i vicepresidenti che non aspirinoa salire al gradino più alto del podio. Ma spesso succede una cosastrana.

In un certo senso, quanto meno uno aspira al potere tanto piùegli si trova potente, influente. Questo succede quando sei uno diquelli che Gesù chiama «servi». L'ex Segretario Generale delleNazioni Unite, Perez de Cuellar, definì una volta Madre Teresa diCalcutta "la donna più potente del mondo". Quando non ti curi dellatua posizione... quando non sei interessato a farti strada o ad averegli altri al tuo servizio - bene, gli altri abbassano le loro difese eallora tu puoi fare la differenza nella loro vita. Chiaro che Gesù era specialista nel fare questo. In Matteo 20,25-28Gesù risponde all'ambizione dei suoi discepoli che volevano occuparei primi posti nel Suo regno, e dice: «I capi delle nazioni, voi losapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse ilpotere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventaregrande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere ilprimo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figliodell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e darela sua vita in riscatto per molti». La sorprendente strada per avere una forte influenza sulla vitapersone è essere al loro servizio - mettendo via le tue ambizioni, ituoi bisogni, la tua comodità, la tua posizione.

Quando fai questo,la gente ti apre la sua vita - perché vede che sei lì per loro, enon per fare i tuoi interessi. Loro si rilassano perché capiscono chenon sei lì per usarli o per metterli sotto o per farli fuori - seilì per servirli. E tanto più il mondo usa le persone, quanto piùmeraviglia e fa la differenza chi serve gli altri. Hai questo potere che deriva dal servizio nella vita della tuafamiglia? Ti vedono come quello che è completamente dedito al lorobene... ai loro bisogni? I tuoi colleghi si sentono a loro agio con teperché sanno che sei interessato al loro successo... e non solamenteal tuo? Se è così puoi scommettere che si confideranno con te. E chedire della comunità, del gruppo o delle attività parrocchiali in cuisei impegnato? Fai sentire loro che sei importante o li fai sentireimportanti? Li usi per far andare avanti i tuoi programmi - o sonoloro il tuo programma? Servire è la maniera più potente per costruire un ponte tra te e chiti sta a cuore.

Anche nel parlare di Gesù. Gli altri alzano lebarricate se percepiscono che li vuoi convertire o portare dalla tuaparte - ma non possono resistere a uno che continuamente mostra chegli sta a cuore il loro bene - oggi, e per sempre. Uno stile di vitadi servizio può guarire un matrimonio, riguadagnare un figlio,abbattere muri che sembravano indistruttibili, o aprire i cuori piùinduriti. Se non ti interessa il potere ma il servizio, allora seisulla buona strada per diventare una delle persone più potenti delmondo!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Mar 19, 2013 5:12 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 357

Rotta di collisione (Luca 10, 38-42)

È il piú conosciuto e celebrato naufragio della storia dellamarineria. Il Titanic rappresentava la massima espressione dellatecnologia navale dell'epoca, ed era il piú grande, veloce e lussuosotransatlantico del mondo. Durante il suo viaggio inaugurale (daSouthampton a New York), entrò in collisione con un iceberg alle23:40 di domenica 14 aprile 1912. L'impatto provocò l'apertura dialcune falle lungo la fiancata del transatlantico, che affondò dueore e 40 minuti piú tardi spezzandosi in due tronconi. Nellasciagura, una delle piú grandi tragedie nella storia dellanavigazione civile, persero la vita 1523 dei 2223 passeggeri imbarcaticompresi gli 800 uomini dell'equipaggio. Una cosa è chiara - ilcomandante del Titanic non voleva la morte dei suoi passeggeri; maalcune sue disattenzioni - soprattutto la fretta di arrivare a NewYork a tempo di record - hanno causato una tragedia. (*) Può darsi che in questo periodo molte cose si stiano muovendorapidamente nella tua vita - tu compreso. Forse stai cercando diraggiungere i tuoi obiettivi - nel tuo lavoro, nei tuoi impegni, nelservizio che sei chiamato a fare. Ma come il Titanic, magari ti staimuovendo cosí in fretta e cosí incautamente nella nebbia che finiscicon lo sbattere contro le persone. Forse persino con le persone cheami.

È quello che è successo anche a Marta. Luca 10, 38-42 ci raccontache Gesú era andato a visitare le due sorelle e «Maria sedutasi aipiedi di Gesú, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presadai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: "Signore, non ticuri che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque chemi aiuti"». Marta si muoveva cosí velocemente che è entrata inrotta di collisione con sua sorella - e in ultima analisi con Gesústesso, tanto da rimproverarlo. Gesú allora fa notare a Marta condelicatezza che è piú importante l'ospite che non le cose da fare -e che scegliendo di stare con Lui «Maria si è scelta la partemigliore». È un brano del vangelo che non è mai troppo confortevole da leggere,almeno per me... perché c'è tanto di Marta in me. Forse anche in te.Bisogna sbrigarsi... ci sono un mucchio di cose da fare... e, come ilTitanic, senza cattiva intenzione, finiamo con lo sbattere contro lepersone e le affondiamo. Se i tuoi traguardi e le tue mete si stanno lasciando dietro una sciadi naufraghi o di persone trascurate, allora il prezzo che staipagando è troppo alto. Puà darsi che tu non abbia piú tempo distare con le persone con cui dovresti... con quelle che ami... con cuilavori... con quelli che hanno davvero bisogno della tua presenza edella tua attenzione. Può darsi che tutto il tuo gran daffare tiabbia reso piú negativo, piú critico, o piú duro - e tu ti staimuovendo cosí spedito che nemmeno ti accorgi di ciò che staidiventando o di ciò che stai causando alle persone che ti sonovicine. O forse in questo periodo hai tempo solo per le persone"importanti". Ovvio, agli occhi di Gesú non ci sono persone"importanti". O, per dirla in altro modo, le persone "poco importanti"sono sempre state "importanti" ai Suoi occhi. E ai tuoi? Forse, qualcuno che ami in questo periodo è stato accantonato dallatua vita perché tu hai un obiettivo da scalare o stai andando drittoper la tua strada. Questo è sbagliato, anche se fai le cose per ilSignore. O magari hai un figlio o una figlia che avevano in passato ilmassimo del tuo tempo e della tua attenzione - ma ora non piú. Sonostati messi da parte da tutte quelle cose "importanti" che devi fare.Eppure non c'è niente di piú importante di loro. È tempo di tornare a vivere uno stile di vita modellato su Gesú. Ilvangelo di Marco ci ricorda che Lui ha detto: «Chi vuol essere ilprimo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo infatti nonè venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita inriscatto per molti» (Marco 10,44-45). Non procedere tanto in frettanella tua rotta da rischiare di sbattere e affondare quelli che tistanno intorno.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Mar 25, 2013 10:34 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 358

Il sole sorge ancora( Esodo 12,11)

Alcuni tra i più bei ricordi della mia vita sono le camminate in montagna, a notte fonda, per poter arrivare in vetta e assistere alsorgere del sole. E' un'esperienza meravigliosa. A est la nottecomincia a schiarirsi, e un po' alla volta le ombre si macchiano di striature rosa e giallo. A volte il sole ci mette un po' a sorgere -nel senso che bisogna aspettare circa un'ora prima di vedere il cielo perfettamente luminoso e sentire i raggi del sole che cominciano a scaldarti. Ma anche se si deve aspettare, ne vale sempre la pena.Quando il sole è lì che ha conquistato il cielo è tutta un'altracosa. Tutto riprende vita, il colore delle vallate là sotto, le striature dei licheni sulla roccia, le chiazze di neve sù per ilpendio.

E' incredibile vedere come Dio comincia il giorno! Abbiamo molto da imparare su come Dio agisce nelle nostre vite anche solo guardando a come Dio comincia ogni nuovo giorno. E questo è importante soprattutto se stai attraversando un periodo buio. La notte è davvero lunga, è da tanto tempo che stai sperando che ci sia unpo' di luce. Ma ricordati di come Dio agisce - una lunga camminata dinotte, e poi ancora un periodo di attesa nel buio... forse qualche spiraglio di luce qua e là... e poi c'è l'irruzione del giorno. Questo modo di fare di Dio è vividamente rappresentato nella sua Parola, in Esodo 12, 11 e seguenti. L'antico popolo di Dio era inattesa che Lui mantenesse le sue promesse di liberarli dallaschiavitù d'Egitto. Ma le cose, invece di migliorare, peggioravano.La richiesta che avevano fatto al Faraone di poter avere un momento di tregua per poter pregare aveva invece prodotto l'inasprimento dei lavori forzati. Allora si susseguono una serie di dieci piaghe, nove delle quali sembrano non produrre alcun risultato significativo sulla volontà del Faraone.

La notte sembra essere davvero senza fine. Forse proprio come te, anche loro stavano aspettando un'alba che sembrava impossibile. Poi viene la notte della prima Pasqua, la notte in cui Dio ha cambiato
il cuore del Faraone con l'ultima piaga. Queste sono le istruzioni cheDio ha dato al suo popolo per celebrare la Pasqua: «Ecco in qual modo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone inmano; lo mangerete [l'agnello] in fretta. È la pasqua del Signore!» Dopo tutta questa lunga attesa, Dio dice: "Sii pronto a cominciare a camminare appena ti do l'ordine". Ecco che cosa è successo: «Il faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: "Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate a servire il Signore come avete detto. Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite!"» (Esodo 12,31-32). Il Faraone e il suo popolo stannoletteralmente costringendo la loro manovalanza gratuita, gli ebrei, a lasciare l'Egitto! E c'è scritto anche che gli egiziani diedero agli israeliti argento, oro e vestiti - hanno finanziato l'Esodo! E' stata una lunga attesa - e poi improvvisamente è sorta l'alba...qualcosa di completamente diverso. Dio forse ha permesso che tu titrovi nel mezzo di un miracolo imminente. Però tutto ora sembra che sia solo buio senza fine. Ma non permettere che sia la lunghezza della notte a farti perdere la luce dell'alba. Non pensare mai che sia scaduto il tempo per la risposta. Hai mai assistito a un'alba? Ne vedrai anche tu una nella tua vita quando Dio ha terminato i preparativi. E quando arriva, sarà rapidamente - e il sole cambierà ogni cosa. Vale davvero la pena aspettare sul picco della montagna!

BUONA E SANTA PASQUA!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Apr 09, 2013 1:09 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 359

Anche se colpiti corriamo spediti (2 Corinzi 4,16)

Pur essendo primavera, il freddo e la pioggia fanno pensare all'inverno. Qualche settimana fa è venuto a trovarmi un vecchio amico. La sua automobile aveva una vistosa botta sulla fiancata posteriore. Mi ha raccontato che mentre stava uscendo dal parcheggio l'automobile che sopraggiungeva, pur frenando, a causa del fondo stradale bagnato dalla pioggia (e forse un po' gelato), ha battuto contro la fiancata del suo veicolo.

L'ammaccatura è vistosa, ma non ha per nulla intaccato l'efficienza e le prestazioni dell'automobile del mio amico. Quanti autoveicoli si vedono in giro tutti ammaccati ma col motore perfettamente funzionante! La stessa cosa è possibile anche a me e a te - sbattuti a volte duramente e colpiti all'esterno, ma col motore che pompa vigorosamente dentro. Una botta sulla carrozzeria non vuol dire un danno al motore -ed è lui quello che ti fa andare avanti. Questo fenomeno del "colpiti ma corriamo spediti" è spiegato molto bene dalla Parola di Dio. In 2 Corinzi 4, dal versetto 16 in poi,Paolo dice: «Non ci scoraggiamo». E questo è molto significativo se consideriamo che nei versetti precedenti Paolo, parlando di se stesso,dice: «Siamo infatti tribolati da ogni parte... siamo sconvolti...perseguitati... colpiti». Ma nonostante tutte queste botte, Paolo non si sente «schiacciato» né «disperato» né «abbandonato» o«ucciso». Se ultimamente ti sei preso qualche botta, forse ti potrebbe interessare sapere come Paolo ha fatto a tenere ben funzionante il suo motore.

Lo ha scritto in 2Corinzi 4,16-17 - «Per questo non ci scoraggiamo,ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo,leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d'un momento, quelle invisibili sono eterne». Per il fatto che tu sia ammaccato per di fuori non significa che tu debba smettere di funzionare per di dentro. Se la carrozzeria perde i pezzi questo nonsignifica che dentro tu sia messo nelle stesse condizioni. Se il tuo corpo è malato non significa che anche il tuo spirito debba esserenelle stesse condizioni. Nella vita si possono perdere molte cose,alcune delle quali anche importanti - ma non per questo devi perderti d'animo! Questa è una scelta che solo tu puoi fare!

Paolo ha sperimentato che il suo Signore è Colui che fa nuove tutte le cose - Colui che ricarica e ridona energia ogni giorno al suospirito. Ricordati, Dio ha promesso a quelli che sono stanchi e sfiduciati ma confidano in lui che saranno quelli che «riacquistano la loro forza» e «mettono ali come aquile» (Isaia 40,31).

Come può succedere questo? Primo, devi fornirti della prospettiva di Dio. Questa prospettiva distingue quello che in una situazione è "temporaneo" e quello che invece è "eterno". Possiamo dire di ogni problema quello che diceva mia nonna: "Mah! Passerà anche questo!" Questo modo di vedere le cose le rende più vivibili. Sono pesanti... fanno male... ma non sarà sempre così. Secondo, devi avere in mente il grande quadro, il progetto finale. Paolo rifiuta di restare incollato ai problemi che stava vivendo -sono temporanei. Lui si concentrava invece sulla «quantità smisurata ed eterna di gloria» che è stata preparata a chi ha saputo guardarei problemi con la prospettiva giusta. Ti dice di non fissare «lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili
sono d'un momento, quelle invisibili sono eterne». Se guardi le cosein questo modo, i tuoi problemi sono il «momentaneo, leggero pesodella nostra tribolazione», come dice Paolo. Un'automobile può ricevere urti e essere ammaccata, ma questo non pregiudica assolutamente il suo funzionamento. Quello che conta sonole condizioni del motore. Puoi essere colpito e ammaccato, ma questonon influisce sul tuo modo di essere. Quello che conta sono lecondizioni del tuo spirito. E Dio è pronto a rinnovarti il vigore elo spirito ogni nuovo giorno - se ti concentri sul tuo Signore inveceche sul tuo problema.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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INCONTRI CON LA PAROLA No. 360

Il segreto di una buona salute (2 Corinzi 6, 16)

Tutti cerchiamo, per quanto possibile, di mantenerci in buona salute.Domanda: - Qual è la più semplice, elementare, indispensabile normaigienica per evitare di ammalarsi - e che invece spesso trascuriamo?Qualsiasi dottore vi dirà che la prima cosa da fare per evitare diammalarsi è lavarsi spesso le mani. Perché siamo circondati da germi24 ore al giorno. Così piccoli che non si vedono se non almicroscopio, ma alcuni di loro possono essere letali. Allora il minimoche si possa fare è lavarsi regolarmente le mani con un buon sapone. La verità è che viviamo in un mondo dove siamo circondati 24 ore algiorno da germi spirituali. E il segreto di una buona salutespirituale è lo stesso che vale per la salute fisica - lavarsispesso. Non mi riferisco al lavaggio delle mani ma a quello del cuore! La Parola di Dio ci dice molto chiaramente quanto sia importanteessere spiritualmente disinfettati. E dovrebbe risvegliare chi tra dinoi è diventato negligente a riguardo della sua igiene interiore. In2 Corinzi 6, a partire dal versetto 16, Paolo ci ricorda che «noisiamo il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: "Abiteròin mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essisaranno il mio popolo. Perciò ... non toccate nulla d'impuro. E io viaccoglierò, e sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figlie figlie, dice il Signore onnipotente"». Hai una dignità straordinaria se decidi di appartenere a GesùCristo! Dio vive in te... tu sei «il Suo popolo»... sei un principeo una principessa, il figlio o la figlia del Re! Allora devi vivereall'altezza di quella dignità. E 2 Corinzi 7,1 ti dice come fare: -«In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci daogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento lanostra santificazione, nel timore di Dio». Lava il tuo cuore,mantieni pulita la tua mente da ogni cosa che ti possa infettare - tusei il Suo tempio, ricordalo! Così abbiamo bisogno di fermarci regolarmente e di lavare via ognicomportamento infetto o discorsi o pensieri o azioni che abbiamoraccattato durante la giornata. Se non hai detto la verità, correggiquell'errore immediatamente prima che si trasformi in una infezione.Se hai pronunciato parole dure, chiedi subito perdono - non lasciareche contagino il tuo cuore o il cuore di chi le ha sentite. Se haipermesso che un pensiero sensuale si insediasse comodo nella tuamente, non lasciare che metta radici - confessa a Dio la tua debolezzae sostituiscilo immediatamente con il pensiero della misericordia diDio. Se ti scopri a pensare con orgoglio a qualcosa che hai fatto,scaccia immediatamente quell'infezione e dà a Dio la gloria, pertutto quello che hai e che sei. Se stai ascoltando o guardandoqualcosa che sai che dispiace a Dio, smetti immediatamente. L'alternativa è l'infezione spirituale. E' la mancanza di cura perl'igiene fisica che ti può far ammalare - e lo stesso vale per quellaspirituale. E noi diventiamo negligenti quando ci dimentichiamo cosasiamo e chi siamo - il tempio dello Spirito Santo, il popolo di Dio,il figlio o la figlia di Dio. Lui ti ha detto: «Non toccare nullad'impuro». Ricordati della tua dignità. La vita si gode molto meglio quando si è in buona salute. E godrai diun'ottima salute spirituale se compi frequenti lavaggi del cuore -rimuovendo i germi che si sono attaccati. Non sarebbe allora il casodi fare una buona confessione?

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Ultima modifica di Andrea il Mer Apr 24, 2013 5:21 pm, modificato 1 volta

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Apr 24, 2013 9:14 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 361

Il Percorso della Fiducia (Isaia 48, 17)

E' un gioco ma anche una dinamica di gruppo - il Percorso dellaFiducia. Si creano delle coppie, uno dei due viene bendato e ilcompagno lo conduce dove gli pare e come gli pare per cinque minuti.Poi si scambiano i ruoli e chi prima guidava ora si lascia guidareciecamente. Se si vuole fare una bella dinamica di gruppo l'ideale èfilmare ogni singola coppia - e poi mostrare loro la meta che ciascunoha scelto per l'altro e come hanno interagito. Qualcuno guida ilcompagno prendendolo per il braccio, qualcuno mettendogli una manosulla spalla, qualcun altro dirigendolo con la propria voce. C'è chiguida l'altro con molta attenzione e precisione - dicendogliesattamente dove mettere i piedi... dove c'è un gradino... un ostacolo. Ma c'è anche chi non resiste alla tentazione diavvantaggiarsi della situazione e fare uno scherzo al compagno. Mi ricordo di uno che lo ha guidato dentro a una piccola vasca dei pesci fonda poco più di un gradino. Dovreste sentire poi la condivisione che le coppie fanno su come si sono sentiti quando si sono lasciati ciecamente guidare... e cosa provavano a riguardo di chi li guidava! Quelli a cui è capitata una "buona guida" spesso dicono che chi liconduceva ha fatto in modo che evitassero gli ostacoli, non inciampassero in nulla e non si facessero del male. Allora per me è il momento buono per dire la ragione della dinamica - ossia l'invitodi Gesù Cristo espresso in quell'unica parola - «Seguimi». Perché Lui ti sta chiedendo che ti lasci guidare per un Percorso della Fiducia che dura per tutto il resto della tua vita.

In Isaia 48,17 Dio ti ha fatto una promessa. «Dice il Signore tuo redentore, | il Santo di Israele: | "Io sono il Signore tuo Dio | che ti insegno per il tuo bene, | che ti guido per la strada su cui deviandare"». Questa è davvero una grande promessa, degna di essere imparata a memoria! La verità è che noi non sappiamo cos'è davveroil meglio per noi - abbiamo assolutamente bisogno della guida di un Padre che vede l'insieme della fotografia, e non solo un dettaglio. Quasi certamente sappiamo dove ci piacerebbe andare, ma non è detto che sia la strada su cui dovremmo andare. Abbiamo bisogno come guida di Uno che ci ama. E la cosa più bella nel lasciarsi guidare da Gesù è che Lui non ti guiderà mai su strade dove tu ti possa fare del male. Le sue vie, c'è scritto in Romani 12,2 sono «buone, a lui gradite e perfette».Il problema è che forse in questo periodo stai seguendo la guida diqualcun altro - e anche lui è bendato! O magari pensi che la miglior via da seguire è fare quello che hai in mente - ma anche tu sei bendato! L'Unico che può vedere quello che ti sta di fronte è Gesù. Una delle cose che emerge spesso nella condivisione del Percorso della Fiducia è che quando ci si affida a un altro ci si sente come se sifosse perso il controllo della propria vita. Magari è proprio questa perdita di controllo che ti impedisce di fare esperienza di dove Gesùvuole guidarti. Ti rifiuti di lasciare il volante, anche se chi te lo chiede è Dio. Con il risultato che continui a sbattere su persone esituazioni e ti complichi la vita da solo. E, per dirsela tutta,quando mai nella nostra vita abbiamo le situazioni sotto controllo? La maggior parte delle cose della nostra vita sono al di là del nostro controllo!

Quello che cerchiamo di proteggere di fatto non è altro che l'illusione di avere la situazione sotto controllo. Forse stai combattendo Dio per non andare su luoghi dove invece Lui sta cercando di portarti. Ma è una battaglia che non puoi vincere. E' come se tu volessi progettare inutili cicatrici e persino anni sciupati. E' ora che tu prenda la Sua mano e lasci che sia Lui a guidarti nei migliori posti possibili per te. Devi abbandonarti a Lui- Lui di solito ti lascia conoscere al massimo il prossimo passo, nonl'intera strada. Ma è tutto quello che ti basta sapere. E non c'è proprio nulla da temere in questo Percorso della Fiducia con Gesù.Chiunque ti ama così tanto da dare la vita per te non potrà maifarti del male!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Apr 29, 2013 5:39 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 362

Abbà( 2 Corinzi 1,3)

Biberonaio e rimpiazzatore di pannolini - questa è probabilmente laprima idea che i bambini si fanno del proprio papà. Che a voltecontende a mamma il privilegio di fargli il bagnetto. Poi compagno digiochi... e tifoso della stessa squadra di pallone. Senza contare igiri in bicicletta fatti insieme, gli abbracci vigorosi eaffettuosi... ovvio, lui è anche il primo incoraggiatore versol'autonomia e la libertà... e colui che guadagna il cibo quotidiano -in tutti i modi, dalle vacanze insieme al costo dei libri per lesuperiori e le tasse dell'università. Ma sempre, in ogni tempo, il Papà..

Molte volte mi è capitato di dire ai miei bambini e alle mie bambinedelle Filippine e del Kenya che quando incontrano Gesù, incontranofinalmente il Papà che non hanno mai avuto, quello che non ti piantamai in asso. E tutti quelli che scelgono di stare dalla parte di Gesùhanno l'incredibile privilegio di avere come Papà colui che ha creatoe sostiene l'universo con la sua provvidenza. E' stato Gesù stesso adirci di chiamarlo Papà quando ci ha insegnato a pregare. La parola "Papà" vuol dire tante, davvero tante cose - come imparanoun po' alla volta i bambini quando crescono. Quando cominci ad avereun rapporto di intimità con il Signore, un po' alla volta la vita timostra i diversi volti del tuo incredibile Padre che sta nei cieli.Magari la cosa che ti sta scombussolando la vita in questo periodo èproprio una di quelle occasioni che Lui sta usando. C'è un esempio molto chiaro nella Parola di Dio di come Lui usi lecose che ci succedono per mostrarci i Suoi differenti volti di Padre.In 2Corinzi 1, 3 e seguenti, Paolo benedice Dio come il «Padremisericordioso e Dio di ogni consolazione».

Come ha fatto a scoprirePaolo che Dio è il Papà che conforta il Suo bambino ferito? Paolodice di aver scoperto Dio come colui che «ci consola in ogni nostratribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che sitrovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cuisiamo consolati noi stessi da Dio». Ma come ha fatto Paolo a scoprire che il suo Papà è il«Consolatore»? Lo ha scoperto perché è passato attraverso unaquantità incredibile di problemi! Pochi versetti più avanti Paolodescrive quei problemi come la stagione della grande «tribolazioneche ci è capitata in Asia e che ci ha colpiti oltre misura, al di làdelle nostre forze, sì da dubitare anche della vita. Abbiamoaddirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte». Ma poi continuadicendo che questa quasi insopportabile notte oscura è avvenuta «perimparare a non riporre fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscitai morti». Ha dovuto passare attraverso un periodo nel quale sisentiva morto dentro (e quasi anche fuori) perché questo gli ha fattofare l'esperienza che il suo Papà è capace persino di risuscitare imorti! Com'è che un figlio può imparare tutte le diverse cose che un padrepuò essere per lui? Solo passando attraverso una serie di esperienzeche gli mostrano chi è il padre. Come fai a conoscere tutto quelloche Dio tuo Papà può essere per te? Attraverso una serie diesperienze di vita che ti mostrano chi Lui è... che ti mettono incondizione di desiderare che Lui abbia quella particolare qualità dicui adesso hai bisogno. In un certo senso, Dio permette che ticapitino alcune esperienze di vita - compresa quella che stai vivendoin questo momento - per mostrarti un'altro volto di Sé. E' un grande aiuto alla propria preghiera personale poter chiamare Diocon quel particolare nome con il quale desideri che Lui ti siapresente in uno specifico momento della tua vita. Così puoi chiamarLola tua Roccia, quando sembra che ti manchino i punti fermi... o il tuoConsolatore quando la tua ferita non può essere curata dagliuomini... il tuo Sostegno... il tuo Datore dei Doni... la tua Forza,quando la tua è finita... il tuo Amico, quando nessun altro ti puòcapire. Lui è tutte quelle cose - e molto di più. E quanto ti sta capitando in questo periodo non è appena frutto delcaso... è una occasione che sta usando il tuo Papà per mostrarti unodei Suoi tanti volti d'amore.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Mag 07, 2013 8:44 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 363

I criceti (Giovanni 21, 15-19)

I criceti sono animali che i bambini amano molto, sono divertenti - e estremamente prevedibili. Almeno lo era quello che aveva un miocompagno di classe. Aveva piazzato la gabbia all'entrata di casa, eogni volta che andavo dal mio amico, il suo criceto stava quasi semprefacendo la stessa cosa - correre sulla ruota girevole. Era là, suquella ruota cigolante, che sgambettava felice. Tornavi nel pomeriggio- ed era ancora su quella ruota girevole. A consumare un mucchio dienergie senza andare da nessuna parte! Anche tra chi crede in Dio c'è una categoria speciale di persone - icristiani super-impegnati. Molti dei quali sono, a loro insaputa, deicriceti spirituali - sgambettano veloci sulla loro ruota, ma spessonon concludendo nulla. Perché stanno facendo un mucchio di cosegiuste ...per un mucchio di motivi sbagliati. Nella Bibbia c'è scritto a chiare lettere l'unico vero motivo per cuisi dovrebbe servire Dio. E' in quel passo del Vangelo dove Gesù fa aPietro probabilmente la domanda più importante che abbia mai fatto.Dopo che Pietro lo ha tradito tre volte, Gesù risorto lo chiama daparte per un confronto da uomo a uomo. Sta scritto in Giovanni 21, a partire dal versetto 15.

Ecco qui la domanda. «Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone diGiovanni, mi ami tu più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore,tu lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse dinuovo: "Simone di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tulo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci le mie pecorelle". Gli disse perla terza volta: "Simone di Giovanni, mi ami?". Pietro rimaseaddolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse:"Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo". Gli rispose Gesù: «Pascile mie pecorelle». Gesù non gli ha chiesto: "Perché mi hai tradito?", e neanche: "Miservirai fino all'esaurimento?". Tutto quello che ha voluto sapere èstato - «Mi ami?» e questo è tutto quello che vuole sapere da te -Lo ami? Nota bene come la missione che gli affida: «Pasci le miepecorelle», viene solo dopo che Gesù è sicuro - e anche Pietro èsicuro - che lo sta facendo per amore. Il che porta a una inevitabile domanda a riguardo del tuo servizio alSignore - per che ragioni lo fai? Risposta: Ovvio per amore!

Domanda:Allora perché ti trovi esaurito e disilluso? Di fatto ci sono almeno tre ragioni per cui facciamo tante belle cosecristiane - senso del dovere... gratificazione... o amore. Le primedue non contano nulla. Forse stai servendo il Signore per senso deldovere - educazione ricevuta, o il sentirti a posto dentro, o tuttoquello che ti pare. Così alla fine ti ritrovi facilmente frustrato,spesso vuoto, e magari anche stressato. Non ti pare di essere uncriceto spirituale? Sei come Marta, fedelissimo nelle tueresponsabilità, ma stai trascurando la tua relazione con il Signore.E il rapporto con Gesù è l'unica maniera per far fronte alle proprieresponsabilità. O forse fai tante belle cose per gratificarti. Criceto spirituale?Parlano bene di te, ti stimano, ti senti considerato. Stai rubando lagloria - usando quello che dovrebbe dar gloria a Dio per dirottarla sudi te. Servire il Signore per senso del dovere o per gratificazione tifarà inevitabilmente sentire vuoto, insoddisfatto, stanco, frustrato.Invece sei chiamato a farlo perché straripi di amore per Gesù. Forse in passato lo facevi, traboccavi davvero di amore per Lui. Maora invece quello che dovrebbe essere per te una gioia sta diventandola ruota del criceto.

Forse è tempo che tu ti dica: "Gesù, ti chiedoperdono per fare le cose giuste con le motivazione sbagliate. Vogliousare il tempo che ho ancora davanti a me per crescere in intimitàcon Te e per innamorarmi ancora una volta di Te". Se ti re-innamori diGesù, anche il tuo servizio a Lui diventa amabile. E la gente se neaccorge. Tutto per Lui, e solo per Lui! E non importa che risultati siottengono... se gli altri se ne accorgono a no - perché ti bastapiacere a Lui. Più una cosa la fai per te stesso, più diventa miserabile. Più la fai per Lui, più diventa amabile!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Mag 13, 2013 4:23 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 364

La schiacciata(Luca 3, 7)

Io penso che le partite di pallavolo piacciano a tutti (bè... a quasitutti). Al contrario di molti altri sport, nella pallavolo un erroreanche minimo, costa un punto alla propria squadra. E poi è un giocomolto veloce - con azioni spettacolari. Come quando un giocatoreschiaccia la palla nella metà campo avversario e questa schizza sulterreno prima ancora che gli altri possano persino vederla. Oppure la appoggia maliziosamente in una zona del campo sprovvista di avversari.Ma spesso c'è un'azione importante che precede ogni schiacciata -quando l'alzatore mette la palla in perfetta posizione perché possaessere schiacciata dal compagno. E lo schema è sempre lo stesso -prima si alza la palla al giocatore, e poi questa viene schiacciataprima che gli avversari possano andare a muro. Una vera martellata. Anche il diavolo guadagna punti alla stessa maniera della pallavolo.Prima prepara le cose al punto giusto, e poi è facilissimo per luifare la schiacciata.

Forse sta preparando anche per te un'azione che magari ti porterà a una sconfitta che neanche ti immagini. Ma se gli permetti di imbastire la sua azione senza mettergli contro la barriera del muro, è solo questione di tempo - finisci per perdere. C'è un esempio di come il diavolo costruisce la sua azione di gioco nel vangelo di Luca, al capitolo 3, dal versetto 7 in poi. La Bibbia dice che si era radunata una gran folla a sentire la predicazione di Giovanni il Battezzatore. «Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: "Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente? Fate dunque opere degne della conversione"». Giovanni sta richiamando la gente a cambiare vita, aimpegnarsi seriamente nella propria conversione. Ma c'era un gruppo di persone che pensavano di essere al di sopra diquesto, che credevano di non aver bisogno di cambiare. Giovanni li apostrofa direttamente: «"E non cominciate a dire in voi stessi:Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre. ...

Ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco"». Alcune delle persone che avevano ascoltato il richiamo allaconversione di Giovanni il Battezzatore pensavano: "Io in fondo non faccio un gran male... vado sempre a Messa... lavoro in parrocchia...non rubo. Queste parole di Giovanni servono soprattutto agli altri...non ho poi così grandi cambiamenti da fare!" Giovanni dice che lagente con questa mentalità è come un albero che ha già la scurepronta ad abbatterlo. Avere dei titoli di merito - questa è l'azione che il diavolo usa per imbastire la schiacciata di peccato dentro la tua vita. Ti senti in"dovere" di avere un po' di sollievo... un po' di piacere... un po' di affetto... di essere risentito e sarcastico... un piccolo compromesso col male. Una persona mi diceva: "Se faccio questo peccatuccio, poi ne evito di peggiori!" Si è regalato dei meriti per poter peccare - e il diavolo li sta usando per lasciare dietro a lui una scia di ferite che difficilmente saranno rimarginate. Stai attento - l'azione della schiacciata è imbastita in modo sottile, col sentimento di "è solo un piccolo sfogo". Di solito
emerge in idee come queste - "Dopo tutto quello che ho passato, cosa vuoi che sia questa piccola cosa", oppure "Che male vuoi che faccia?"... "Ne ho bisogno - devo pensare anche un po' a me stesso", o anche"Se lo fanno anche gli altri - che male c'è?"

Se ti vengono in testa idee come queste allora è tempo che suonino gli allarmi. Alza il muro, perché sta arrivando la schiacciata! Ti troverai in situazioni che nemmeno pensavi si potessero creare - o a fare cose che nonvorresti mai aver fatto. Il diavolo usa pretesti molto sottili perdare alla gente un'opportunità per l'adulterio, invischiarsi con la pornografia, impegolarsi in una relazione sbagliata, una sessualità malsana, per covare rancori. Tutte cose che Dio detesta. Tutte coseper le quali Lui è morto per tirarti fuori. Ricordati: «Egli portò i nostri peccati nel suo corpo | sul legno della croce, | perché, non vivendo più per il peccato, | vivessimo per la giustizia» (1Pietro2,24) Non c'è niente che ti dia delle prerogative per sporcare il tempio dello Spirito Santo... per disprezzare il vangelo... per ignorare la morte di Gesù per te. Non regalarti dei meriti per poter peccare -sono l'azione che il diavolo sta preparando per schiacciare qualcosadi devastante nella tua vita.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Dom Mag 26, 2013 5:46 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 365

Lo spreco dei confetti (2 Corinzi 9, 6)

Gli sposalizi erano una delle cose che mi facevano sempre felice da bambino piccolo - avevo quattro... cinque anni. Nel nostro paeselloera usanza che sposi, mentre andavano al pranzo di nozze, buttassero dei sacchettini di confetti alla gente lungo la strada. Le spose lo facevano di preferenza ai bambini piccoli, probabilmente come augurio per una loro prossima maternità. Così quando sentivo che si avvicinava il corteo strombazzante delle automobili, mi piazzavo ai bordi della strada, e regolarmente dalla macchina degli sposi qualcuno mi rappresen-tarLo: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo 10,Cool. Nella Parola di Dio, l'apostolo Paolo descrive noi discepoli come coloro che dovrebbero donare in abbondanza a chiunque ci sta vicino.In 2 Corinzi 9,6 Paolo enuncia questo principio: «Tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con arghezza, con larghezza raccoglierà». Quindi se non stai ricevendo troppo incoraggiamento, forse è perché non ne hai dato abbastanza.Se non stai avendo economicamente, forse è perché non sei statotroppo generoso. Se non sei abbastanza aiutato, magari è perché sei stato avaro di aiuto.

Paolo poi continua dicendo che «Dio ama chi dona con gioia». Dio ama la gente che da via (e si da via) con gioia. Mi ricordo bene dellafelicità degli sposi nel buttare via generosamente i loro confetti.Però com'è che riesci a dare in continuazione? Non si esauriscono lerisorse? 2 Corinzi 9,8: «Dio ha potere di far abbondare in voi ognigrazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiatecompiere generosamente tutte le opere di bene». Puoi continuare adare agli altri perché Dio ti restituisce più di quello che haidonato. Tu spali buttando fuori... e Dio spala buttando dentro... maDio ha il badile più grande del tuo. Di fatto, cos'è quello che dai via? E' grazia. Qualcosa che uno nonsi merita, che non è dovuto - proprio come tutto ciò che riceviamoda Dio. Chi ha ricevuto grazia è sottinteso che distribuisca grazia!Il che significa che non tratti le persone come loro hanno trattato teo come meriterebbero di essere trattate - è forse così che Dio stafacendo con te? Tu tratti loro nella stessa maniera con cui Gesù tista trattando! Spreco di grazia. Come gli sposi di quand'ero bambino,tu stai felicemente, indiscriminatamente sprecando grazia -perdonando... passando sopra alle offese... incoraggiando...pazientando con le persone... cercando di essere dolce con loro. Chi sperimenta quotidianamente di andare avanti solo per grazia diDio, sparge quella grazia a chiunque gli sta intorno - sei generoso con il tuo tempo, con i tuoi soldi, con il tuo ascolto, con la tuapazienza, con il tuo perdono. E magari c'è qualcuno - proprio traquelli che ti stanno vicino - che ha disperatamente bisogno di un po'della tua grazia... forse qualcuno a cui gliela stai negando da tempo.Ma come fai a non dargliela - proprio tu che Dio ti ricolma di grazieogni giorno? Ogni giorno fai il pieno di grazie di Dio. E allora sperimenta anchela gioia di far piovere sulla gente che incontri i "confetti" che Dio generosamente ti lancia.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Dom Giu 02, 2013 3:46 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 366

Tutta questa pioggia sarà un bene!(Romani 8, 28-29)

Ultimamente sembra che il sole abbia deciso di prendersi una vacanza.Recentemente, c'è stato uno di quei periodi nei quali per parecchigiorni di fila non lo abbiamo quasi mai visto. Pioggia e basta. Pioggia a intisichire le giornate e a inzuppare terra e uomini. Con un confratello più avanti negli anni commentavo queste interminabili giornate di pioggia e nuvole scure, ma lui vedeva il quadro nella sua interezza - mentre io mi ero perso nel dettaglio. Ricordando la siccità dell'anno scorso, mi ha detto: "Più avanti, tutta questa pioggia sarà un bene per noi!" Forse stai attraversando una stagione della tua vita dove la "pioggia"sembra non finire mai.

La pioggia dello stress, delle cattive notizie,della lotta stancante - forse delle delusioni, del lutto, della confu-sione. Prima o poi tutti affrontiamo quelle stagioni in cui ci svegliamo immersi in un altro giorno di pioggia. C'è una Parola di Dio che, da 2.000 anni, è un raggio di sole che squarcia i giorni cupi. E' quel versetto ben conosciuto (come... nonl o hai ancora imparato a memoria?) di Romani 8,28 - che ha aiutato milioni di credenti a vedere il quadro nella sua interezza quando sembra che la pioggia non finisca mai. Leggi con attenzione cosa Dio ti dice - «Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro cheamano Dio, niente di più grande che Dio possa fare nella tua vita che sviluppare in te il modo che Gesù ha di amare... la maniera con cui Gesù tratta le persone... la pazienza che ha Gesù con le persone...la capacità di comprensione e di empatia che ha Gesù con chi ha una ferita dolorosa... il legame che Gesù ha con il Padre.

E magari a Dio servono parecchi giorni di pioggia prima che tu diventi quell'uomo o quella donna che Lui vuole che tu sia. Probabilmente ti sta rendendo più forte... o più dolce... purificando il tuo modo di fare le cose... dirigendoti verso nuove e migliori priorità...rendendoti più sensibile verso persone che hai ferito o stai trascurando... spingendoti a bruciare ponti che non devi mai più attraversare... o a curare vecchie ferite. Quello che ti deve far vivere con serenità queste giornate di pioggia è la certezza che «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio»... che tutto questo, alla fine, mi renderà migliore. Allora vuol dire che sarai contento delle giornate di pioggia? Non necessariamente. Ma di sicuro le vivrai meglio se hai in mente il quadro completo e non il dettaglio. Dio sta usando questa pioggia per renderti migliore. Così se questa mattina ti sei svegliato e hai trovato che anche oggi piove, ripassati Romani 8,28 - e dì a te stesso con tutta la fiducia che viene dal sapere che sei nelle mani di Dio - "Più avanti, tutta questa pioggia sarà un bene per noi!"

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Giu 11, 2013 1:29 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 367

«Io sono il Signore, colui che ti guarisce!» (Esodo 15,26)(Isaia 61, 1-3)

Qualche giorno fa, entrando nell'ambulatorio di un ospedale, ho visto una mamma che teneva in braccio la sua bambina. Il volto della ragazzina era coperto da una specie di maschera che le proteggeva la faccia, permet-tendole di vedere. Bastava un'occhiata per capire che il volto della bambina doveva essere stato sfigurato dalle bruciature.Indossava una maglietta con le maniche lunghe, e un camicione -probabilmente anche altre parti del corpo avevano subito delle scottature. Ho sentito veramente pena per quella bambina e per la mamma. Entrambe facevano tutto quanto era alla loro portata per guarire.

E' tragico essere vittima delle bruciature - comprese quellespirituali. In un certo senso, quelle spirituali sono ancora più tragiche. Le bruciature fisiche ti intaccano l'esterno, e spesso possono essere curate dalla medicina. Ma quando sei spiritualmente bruciato, le cicatrici sono interiori - e sono difficili da raggiungere e curare. Ci si può bruciare interiormente in molti modi. Spesso sei ferito da persone che si dicono cristiane e vanno sempre in chiesa... o hai avuto una brutta esperienza con un prete o qualcuno della parrocchia.E che sia vero o no quanto successo, sta di fatto che molte persone interrompono il rapporto con Gesù perché si sentono scottate. Forseanche tu sei stato ferito o deluso... forse ti sei allontanato da Gesù e dalla Chiesa... o sei riluttante a impegnarti più a fondo nelle cose di Dio... o stai solo cercando di proteggerti indurendo il tuo cuore... o forse stai usando l'ipocrisia di altre persone come giustificazione dell'atteggiamento sbagliato che hai. In ogni caso,sei un cristiano "bruciato". E' ora di finirla di parlare delle tue scottature - bisogna parlare piuttosto di come puoi guarire.

Dio, nel libro del profeta Isaia, al capitolo 61, dal versetto 1 in poi - ha prescritto la cura per una guarigione completa. In questo passo di Isaia che descrive la missione del Messia, il Signore dice: «Lo spirito del Signore Dio è su di me | ... mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, | a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, | a proclamare la libertà degli schiavi, | la scarcerazione dei prigionieri, | a promulgare l'anno di misericordia del Signore, | ... per consolare tutti gli afflitti | per allietare gli afflitti di Sion, | per dare loro una corona invece della cenere,| olio di letizia invece dell'abito da lutto, | canto di lode invece di un cuore mesto». Questo è quello che Dio vuole fare con te - se tu glieLo permetti. Il programma di Dio per le tue bruciature e per la chirurgia plastica della tua anima prevede diverse azioni che tu devi compiere. Non sono cose facili da fare, ma sono la strada per la guarigione. Tutto comincia quando TI CONCENTRI SU CRISTO E NON SUI CRISTIANI. Gesù non ti ha bruciato - e il cuore della fede è un semplice comando di Gesù- «Seguimi!» Poi segue l'altro passo - devi APRIRTI ALLA GUARIGIONE.Hai coltivato e rimuginato le tue ferite già da troppo tempo - adesso è arrivato il momento di smetterla di pensare alle ferite e a chi le ha causate, e di concentrarti invece sulla cosa più importante - la guarigione. Chi continua a brontolare sulle vecchie ferite è comedice il libro del Siracide - «la pianta del male si è radicata in lui» (Siracide 3,27); la lamentela è una copertura per non volercambiare. Hai bisogno dunque di RICONOSCERE LE TUE COLPE. Tutti siamo stati feriti - ma tutti siamo anche feritori. Tu e io abbiamo lenostre bruciature causate da altri - ma siamo altrettanto colpevoli di aver ferito altre persone. Non sarebbe allora il caso di fare una bella confessione? «Egli perdona tutte le tue colpe, | guarisce tutte le tue malattie» (Salmo 102,3). Il sacramento della riconciliazione rende più leggero il prossimopasso - FARLA FINITA COL RISENTIMENTO. La rabbia che ti porti dentroè un cancro spirituale che avvelena la tua vita. Chiedi lungamente aDio, in preghiera, di farti guarire dal tuo risentimento - «Io sono il Signore, colui che ti guarisce!» (Esodo 15,26). Poi, PERDONA CHITI HA FATTO DEL MALE - come sta scritto in Colossesi 3,13: «Come ilSignore vi ha perdonato, così fate anche voi». E come ultima cosa -RITORNA A FREQUENTARE LA COMUNITA' CRISTIANA, perché adesso seidiventato un guaritore, uno che capisce l'intensità del male e sacome curarlo. Tu sai quello che ferisce le persone - usa quellaconoscenza e quell'esperienza per fare della Chiesa il luogo che dovrebbe essere. Passi difficili da fare... passi importanti... gradini verso laguarigione. La Parola di Dio dice che il Padre «risana i cuori affranti | e fascia le loro ferite» (Salmo 146,3). Non solo, ma sostituisce i nostri lamenti con la gioia, le nostre ceneri con tantabellezza, la nostra disperazione con la lode. LasciaLo compiere questo miracolo di guarigione in te!

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INCONTRI CON LA PAROLA No. 366

Messaggio  Andrea il Gio Ott 03, 2013 4:02 pm

INCONTRI CON LA PAROLA  No. 366 -

[i]Tutta questa pioggia sarà un bene (Romani 8, 28-29)i]
Ultimamente sembra che il sole abbia deciso di prendersi una vacanza.Recentemente, c'è stato uno di quei periodi nei quali per parecchigiorni di fila non lo abbiamo quasi mai visto. Pioggia e basta.Pioggia a intisichire le giornate e a inzuppare terra e uomini. Con unconfratello più avanti negli anni commentavo queste interminabiligiornate di pioggia e nuvole scure, ma lui vedeva il quadro nella suainterezza - mentre io mi ero perso nel dettaglio. Ricordando lasiccità dell'anno scorso, mi ha detto: "Più avanti, tutta questapioggia sarà un bene per noi!" Forse stai attraversando una stagione della tua vita dove la "pioggia"sembra non finire mai. La pioggia dello stress, delle cattive notizie,della lotta stancante - forse delle delusioni, del lutto, dellaconfusione. Prima o poi tutti affrontiamo quelle stagioni in cui cisvegliamo immersi in un altro giorno di pioggia. C'è una Parola di Dio che, da 2.000 anni, è un raggio di sole chesquarcia i giorni cupi. E' quel versetto ben conosciuto (come... nonlo hai ancora imparato a memoria?) di Romani 8,28 - che ha aiutatomilioni di credenti a vedere il quadro nella sua interezza quandosembra che la pioggia non finisca mai. Leggi con attenzione cosa Dioti dice - «Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro cheamano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno». Qualcuno ha definito Romani 8,28 come "un soffice cuscino per lelunghe notti". Spero lo sia anche per te. Perché ti dal'assicurazione di Dio che c'è un senso a tutto quello che staiattraversando... c'è un santo disegno di Dio che ha permesso chesuccedessero queste cose. Quasi mai capiamo la ragione del negativo cista capitando, ma Dio sa ricavare il bene anche da questo. No, ilversetto di Romani 8,28 non dice che tutto quello che ci capita èbene - dice invece che Dio saprà ricavarne un bene più grande delmale che stiamo vivendo. Un bene per te, per la tua vita - se sei tra«coloro che amano Dio». Scriveva san Giovanni Calabria - "Ricordiamoci che la divinaProvvidenza è una tenera Madre che tutto ordina per il nostro bene,anzi per il nostro maggior bene; dobbiamo sentirci portati dalle suematerne mani; è vero, molte volte dobbiamo soffrire, e la natura puòprovarne talvolta quasi sgomento; non meravigliamoci; anche Gesùconobbe la tristezza, il tedio e la paura, giungendo a pregare ilPadre di allontanare da Lui l'amaro calice, soggiungendo però che sirimetteva alla sua paterna Volontà. Adesso noi vediamo solol'orditura del lavoro e il rovescio del ricamo, potrà sembrare chetutto sia confusione, ma quando potremo vedere il lavoro finito e ildiritto del ricamo, allora essi ci appariranno in tutta la loromagnifica e meravigliosa fattura". Così non importa da quanti giorni stia piovendo - anche tu puoi dire:"Più avanti, tutta questa pioggia sarà un bene per noi!" Dio nonavrebbe mai permesso che queste cose ti succedessero se Egli nonsapesse usarle per il tuo bene. Il versetto successivo, Romani 8,29,dice che il bene che Dio vuole ricavare da quella situazione negativaè di renderti «conforme all'immagine del Figlio suo» - ossiarenderti più simile a Gesù. Dio permette nella tua vita solo queglieventi che meglio sviluppano in te l'immagine di Suo Figlio Gesù. Nonc'è niente di più grande che Dio possa fare nella tua vita chesviluppare in te il modo che Gesù ha di amare... la maniera con cuiGesù tratta le persone... la pazienza che ha Gesù con le persone...la capacità di comprensione e di empatia che ha Gesù con chi ha unaferita dolorosa... il legame che Gesù ha con il Padre. E magari a Dio servono parecchi giorni di pioggia prima che tu diventiquell'uomo o quella donna che Lui vuole che tu sia. Probabilmente tista rendendo più forte... o più dolce... purificando il tuo modo difare le cose... dirigendoti verso nuove e migliori priorità...rendendoti più sensibile verso persone che hai ferito o staitrascurando... spingendoti a bruciare ponti che non devi mai piùattraversare... o a curare vecchie ferite. Quello che ti deve farvivere con serenità queste giornate di pioggia è la certezza che«tutto concorre al bene di coloro che amano Dio»... che tuttoquesto, alla fine, mi renderà migliore. Allora vuol dire che sarai contento delle giornate di pioggia? Nonnecessariamente. Ma di sicuro le vivrai meglio se hai in mente ilquadro completo e non il dettaglio. Dio sta usando questa pioggia perrenderti migliore. Così se questa mattina ti sei svegliato e haitrovato che anche oggi piove, ripassati Romani 8,28 - e dì a testesso con tutta la fiducia che viene dal sapere che sei nelle mani diDio - "Più avanti, tutta questa pioggia sarà un bene per noi!"  
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INCONTRI CON LA PAROLA No. 369 -

Messaggio  Andrea il Gio Ott 03, 2013 4:14 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 369 -

[b]«...lavorava di fronte alla sua casa»(Neemia 3, 23)b]

A volte mi capita di passare per strade secondarie, piccole veneasfaltate che attraversano la nostra bella campagna, tra filari divigneti e campi di granoturco fiancheggiati da alberi e fossi di rovi- dove i fagiani possono ancora fare nido e lepri la tana. Ma semprepiù spesso quei fossi sono trasformati in discariche. Gente che vigetta il sacchetto delle immondizie, la sedia di plastica rotta,persino il frigorifero vecchio. Dovremmo imparare (almeno questo)dagli americani. Hanno anche loro lo stesso problema - e come lo hannorisolto? Chiedendo a gruppi, associazioni, parrocchie, volontari, boyscout, scuole - di mantenere pulito un miglio di strada vicino a loro.Capita a volte anche nei telefilm di vedere il cartello lungo lastatale: "Questo miglio è mantenuto dal Club Tal dei Tali". Nessunodi quei gruppi può anche lontanamente pensare di mantenere pulitatutta la strada, ma possono farlo per un miglio. E se ogni gruppogarantisce che il suo miglio è coperto, alla fine l'intera area èdecisamente più bella e pulita. Se anche noi cominciassimo ad avere la mentalità di pulirci il nostrochilometro di strada sarebbe già una grande cosa. Ma è ancora nullain confronto al compito che ci ha lasciato Gesù - «Andate in tuttoil mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura» (Marco 16,15). Inaltre parole, tu sei responsabile della salvezza degli altri. Ma comepossiamo raggiungere tutte le persone del mondo? Nella stessa manierain cui gli americani puliscono le statali - ognuno si fa carico delsuo miglio di strada. Neemia, uno dei capi del popolo di Israele, ha chiamato la sua gente aricostruire le mura di Gerusalemme - un'impresa gigantesca - propriocome lo è annunciare Gesù a quelli che ti stanno intorno. E per dipiù erano circondati da persone ostili e contrarie all'impresa -proprio come succede oggi. Ma nel libro di Neemia c'è scritto comehanno portato a termine l'impresa. Neemia 3,23 e seguenti: - «Oltre aloro, Beniamino e Cassùb lavoravano di fronte alla loro casa. Oltre aloro Azaria... lavorava presso la sua casa. Oltre a lui, Binnui...restaurò un'altra parte delle mura, dalla casa di Azaria fino allasvolta, cioè all'angolo... I sacerdoti lavoravano alle riparazionisopra la porta dei Cavalli, ciascuno di fronte alla sua casa. Oltre aloro Zadòk... lavorava di fronte alla sua casa». Capito il sistema?L'intera cinta muraria di Gerusalemme è stata ricostruita perchéognuno si prendeva cura dell'area intorno a casa sua. Questo ci porta diritti alla missione che Gesù ha affidato a ciascunodi noi. C'è un motivo se vivi in quel determinato posto. Gesù ti haassegnato a quell'area, a quei vicini, a quel condominio... per essereil Suo rappresentante nel luogo in cui vivi. La ragione per cui lavoriin quel tal posto... vai a scuola in quella determinata scuola... seiin quella zona e non in un'altra, è perché Gesù vuole che tu sia iltramite tra quelle persone e Lui. Per dirla con le paroledell'apostolo Paolo: - «Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, comese Dio esortasse per mezzo nostro» (2Corinzi 5,20). Allora, come stai lavorando sul tuo pezzo di strada? Gesù ha dato laSua vita per quelle persone che ti ha affidate... e ti ha lasciato laresponsabilità di farglielo capire. E mentre pensi che magari Luiavrebbe potuto trovarne uno migliore, Lui ha deciso che tu sei lapersona più indicata. Perché ascoltano più volentieri uno checammina tutti i giorni per le loro vie, vive i loro problemi e va allestesse riunioni di condominio - uno come te - che non un espertopredicatore che fa belle prediche in chiesa (dove la maggior parte diloro non ci va). Allora consegna il tuo condominio alla signoria di Gesù... consegnail tuo gruppo... le persone della tua famiglia... quelle del tuoufficio e del tuo posto di lavoro... i tuoi compagni di scuola.Comincia a pregare per ciascuno di loro. Prega per le famiglie del tuovicinato. Unisciti a qualche gruppo di preghiera, e falli pregare per il tuo"miglio di strada". Inizia un gruppo del Rosario e invita qualcuno deivicini che sai disponibile... un gruppo di ascolto della Parola...trova dei modi di amare e servire chi ti sta intorno, in maniera taleche tu diventi significativo per loro. Chiedi loro se hanno qualcheintenzione per la quale hanno piacere che tu preghi. E tu stesso pregaperché si venga a creare l'occasione per poter parlare loro di Gesù. Immagina solo cosa succederebbe se ogni cristiano dicesse: "Signore,mi impegno tutti i giorni a pregare e ad agire perchè quelli del miocondominio o del mio vicinato ti possano conoscere e amare!" Bene, eadesso che farai con quelli del tuo "miglio"? Gesù ha messo nelle tuemani quelle persone per Lui così importanti!  

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Ultimo arri a me in data 02/07/213, spertando di fare cosa gradita, lo inserisco

Messaggio  cassarà palma il Ven Ott 18, 2013 9:35 am

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 369 - «...lavorava di fronte alla sua casa»
(Neemia 3, 23)

A volte mi capita di passare per strade secondarie, piccole vene
asfaltate che attraversano la nostra bella campagna, tra filari di
vigneti e campi di granoturco fiancheggiati da alberi e fossi di rovi
- dove i fagiani possono ancora fare nido e lepri la tana. Ma sempre
più spesso quei fossi sono trasformati in discariche. Gente che vi
getta il sacchetto delle immondizie, la sedia di plastica rotta,
persino il frigorifero vecchio. Dovremmo imparare (almeno questo)
dagli americani. Hanno anche loro lo stesso problema - e come lo hanno
risolto? Chiedendo a gruppi, associazioni, parrocchie, volontari, boy
scout, scuole - di mantenere pulito un miglio di strada vicino a loro.
Capita a volte anche nei telefilm di vedere il cartello lungo la
statale: "Questo miglio è mantenuto dal Club Tal dei Tali". Nessuno
di quei gruppi può anche lontanamente pensare di mantenere pulita
tutta la strada, ma possono farlo per un miglio. E se ogni gruppo
garantisce che il suo miglio è coperto, alla fine l'intera area è
decisamente più bella e pulita.

Se anche noi cominciassimo ad avere la mentalità di pulirci il nostro
chilometro di strada sarebbe già una grande cosa. Ma è ancora nulla
in confronto al compito che ci ha lasciato Gesù - «Andate in tutto
il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura» (Marco 16,15). In
altre parole, tu sei responsabile della salvezza degli altri. Ma come
possiamo raggiungere tutte le persone del mondo? Nella stessa maniera
in cui gli americani puliscono le statali - ognuno si fa carico del
suo miglio di strada.

Neemia, uno dei capi del popolo di Israele, ha chiamato la sua gente a
ricostruire le mura di Gerusalemme - un'impresa gigantesca - proprio
come lo è annunciare Gesù a quelli che ti stanno intorno. E per di
più erano circondati da persone ostili e contrarie all'impresa -
proprio come succede oggi. Ma nel libro di Neemia c'è scritto come
hanno portato a termine l'impresa. Neemia 3,23 e seguenti: - «Oltre a
loro, Beniamino e Cassùb lavoravano di fronte alla loro casa. Oltre a
loro Azaria... lavorava presso la sua casa. Oltre a lui, Binnui...
restaurò un'altra parte delle mura, dalla casa di Azaria fino alla
svolta, cioè all'angolo... I sacerdoti lavoravano alle riparazioni
sopra la porta dei Cavalli, ciascuno di fronte alla sua casa. Oltre a
loro Zadòk... lavorava di fronte alla sua casa». Capito il sistema?
L'intera cinta muraria di Gerusalemme è stata ricostruita perché
ognuno si prendeva cura dell'area intorno a casa sua.

Questo ci porta diritti alla missione che Gesù ha affidato a ciascuno
di noi. C'è un motivo se vivi in quel determinato posto. Gesù ti ha
assegnato a quell'area, a quei vicini, a quel condominio... per essere
il Suo rappresentante nel luogo in cui vivi. La ragione per cui lavori
in quel tal posto... vai a scuola in quella determinata scuola... sei
in quella zona e non in un'altra, è perché Gesù vuole che tu sia il
tramite tra quelle persone e Lui. Per dirla con le parole
dell'apostolo Paolo: - «Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come
se Dio esortasse per mezzo nostro» (2Corinzi 5,20).

Allora, come stai lavorando sul tuo pezzo di strada? Gesù ha dato la
Sua vita per quelle persone che ti ha affidate... e ti ha lasciato la
responsabilità di farglielo capire. E mentre pensi che magari Lui
avrebbe potuto trovarne uno migliore, Lui ha deciso che tu sei la
persona più indicata. Perché ascoltano più volentieri uno che
cammina tutti i giorni per le loro vie, vive i loro problemi e va alle
stesse riunioni di condominio - uno come te - che non un esperto
predicatore che fa belle prediche in chiesa (dove la maggior parte di
loro non ci va).

Allora consegna il tuo condominio alla signoria di Gesù... consegna
il tuo gruppo... le persone della tua famiglia... quelle del tuo
ufficio e del tuo posto di lavoro... i tuoi compagni di scuola.
Comincia a pregare per ciascuno di loro. Prega per le famiglie del tuo
vicinato.

Unisciti a qualche gruppo di preghiera, e falli pregare per il tuo
"miglio di strada". Inizia un gruppo del Rosario e invita qualcuno dei
vicini che sai disponibile... un gruppo di ascolto della Parola...
trova dei modi di amare e servire chi ti sta intorno, in maniera tale
che tu diventi significativo per loro. Chiedi loro se hanno qualche
intenzione per la quale hanno piacere che tu preghi. E tu stesso prega
perché si venga a creare l'occasione per poter parlare loro di Gesù.

Immagina solo cosa succederebbe se ogni cristiano dicesse: "Signore,
mi impegno tutti i giorni a pregare e ad agire perchè quelli del mio
condominio o del mio vicinato ti possano conoscere e amare!" Bene, e
adesso che farai con quelli del tuo "miglio"? Gesù ha messo nelle tue
mani quelle persone per Lui così importanti!

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Sab Ott 19, 2013 8:09 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 370    

giravolta"(1 Samuele 15, 13)[/

Credo sia una delle nuove professioni, anzi un lavoro altamentespecialistico. Il "giravolta". Il "giravolta" è una delle figureprofessionali più necessarie ai politici. Appena filtra una notiziache può danneggiare il politico in questione, qualcuno dei suoistipendiati (il giravolta) indice una conferenza stampa o rilasciainterviste per "rigirare" in maniera positiva o comunque non dannosaquella notizia che invece è politicamente devastante. Più diventipotente più hai bisogno di un "giravolta" capace. E a seconda diquanto è abile il "giravolta", un mucchio di gente finisce percredere più al "giravolta" che alla verità! Oggigiorno l'immagine che riesci a vendere di te stesso è spesso piùimportante della realtà. Tranne che per Dio. Quando si tratta dipeccato puoi usare tutti i "giravolta" che vuoi, ma con Dio nonfunziona proprio. Prendi per esempio il re Saul. Dio gli avevacomandato di fare una chirurgia spirituale al popolo pagano degliAmaleciti - che avevano apertamente sfidato Dio e avvelenatomoralmente molti Israeliti. La Bibbia va capita dentro al suo contestostorico - comunque Dio aveva mandato Saul a estirpare definitivamentequell'infezione morale per Israele che erano gli Amaleciti. Sauldoveva distruggere tutto - uomini e bestiame - e non tenersi niente diquanto avrebbe conquistato in battaglia. Saul non fece tutto quelloche Dio gli aveva chiesto ma, proprio come noi, ha cercato digiustificare in bel modo il suo peccato. Ha tentato il giravolta. In 1Samuele 15, a partire dal versetto 13, quando il re Saul vedeavvicinarsi Samuele, uomo di Dio, dice: - «"Ho eseguito gli ordinidel Signore". Rispose Samuele: "Ma che è questo belar di pecore, chemi giunge all'orecchio, e questi muggiti d'armento che odo?"» Saul e i suoi uomini avevano portato nell'accampamento una parte dellericchezze (gli animali) che avrebbero invece dovuto essere distrutte.Ma Saul ha forse ammesso di aver disobbedito al Signore? No. Se ne èuscito invece con una motivazione molto bella, molto spirituale! -«Saul insisté con Samuele: "Ma io ho obbedito alla parola delSignore, ho fatto la spedizione che il Signore mi ha ordinato"».Santo subito! Ha fatto il giravolta... La verità è che lui non haobbedito al Signore - ha obbedito per quel tanto che gli interessava;poi ha cercato di coprire la sua disobbedienza con bellissime parolemolto spirituali. C'è chi sa dire le cose giuste nei posti giusti...in parrocchia... nei gruppi... con la gente - sa dare unatestimonianza cristiana impressionante, ma Dio sa bene che stacoprendo con belle parole il marcio della sua disobbedienza. E quando Samuele mette a galla l'evidenza del peccato di Saul, questireplica: - «"Gli animali li hanno condotti qui dagli Amaleciti, comeil meglio del bestiame grosso e minuto... Il resto l'abbiamo votatoallo sterminio"». Parole molto spirituali... Infatti dice che Diodovrebbe stare più attento ai peccati che fanno gli altri... altrihanno condotto qui gli animali, mica io. Parliamo dei loro errori,così evito di guardare i miei. Scarichiamo le nostre colpe suglialtri - come ha fatto Adamo con Eva: è stata lei! "Non è mica colpamia... sono stati loro a incominciare... questo non sarebbe successose lui non avesse detto o fatto questo..." Ma Dio non lo incanti con ibei discorsi spirituali. Poi Saul fa l'ultimo tentativo di giravolta: - «Saul insisté conSamuele: "Ma io ho obbedito alla parola del Signore, ho fatto laspedizione che il Signore mi ha ordinato, ho condotto Agag re diAmalek e ho sterminato gli Amaleciti. Il popolo poi ha preso dalbottino pecore e armenti, primizie di ciò che è votato allosterminio per sacrificare al Signore tuo Dio al santuario diGàlgala"». Hai fatto una porcheria e la incarti come roba moltospirituale: "Ti ho fatto queste confidenze su quella persona [cioéhai sparlato, hai mormorato] perché tu ti sappia regolare con lui".Sembra che tu abbia fatto un atto di carità e invece stai coprendo iltuo peccato con una splendida giravolta. Ma a Dio non piacciono i tuoi peccati e tantomeno le tue giravolte: -«Samuele esclamò: "Ecco, obbedire è meglio del sacrificio...Perché hai rigettato la parola del Signore, Egli ti ha rigettato comere"». Il messaggio di Dio è chiaro. E' inutile che tu spenda tantebelle parole spirituali... è inutile che tu cerchi di discolpartiscaricando la responsabilità sugli altri... non c'è giravoltaspirituale che possa coprire i peccati di cui non sei pentito. Lo Spirito Santo, che è luce dei cuori, ci fa conoscere i nostripeccati. Forse, vivendo in un'epoca in cui un buon giravolta ti puòsalvare da una spiacevole verità, speri che questo possa funzionareanche con Dio. Non ha funzionato con il re Saul... non funzionerànemmeno con te. E' tempo che tu ammetta la verità su te stesso... e scarichi tutti ituoi peccati nel sacramento della Riconciliazione. I tuoi beigiravolta spirituali non incantano Dio... invece ingannano te,facendoti pensare di essere a posto con te stesso e con Dio. Valedavvero la pena di continuare a farsi autogol? Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

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