Le catechesi di don Luciano

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Un amore antiaderente

Messaggio  Andrea il Dom Lug 27, 2014 6:34 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 376

Un amore antiaderente (1 Pietro 4, Cool

Io non so voi, ma quando si tratta di lavare i piatti e ti arrivanocerte padelle con del cibo attaccato e bruciacchiato sopra che nonviene mai via - a volte mi verrebbe voglia di usare il trapano con laspazzola di ferro per pulirle. Non occorre essere un mago dei fornelliper capire che è molto meglio cucinare su una padella fatta con unmateriale anti-aderente dove il cibo non si attacca - perché è comese scivolasse via. Molte comunità... molti gruppi... molte famiglie... molti ambienti dilavoro dovrebbero usare più spesso materiale antiaderente, non tisembra? Sto parlando di persone che non permettono che il negativo siattacchi a loro - lasciano che scivoli via. Spero che tu sia uno diloro - o che voglia diventarlo! L'apostolo Pietro parla proprio di questo tipo di persone e di comevivono le loro relazioni in 1 Pietro 4,8. Lo dice con grandesemplicità: «Soprattutto conservate tra voi una grande carità,perché la carità copre una moltitudine di peccati». Pietro staparlando a della gente che è sotto pressione e sta soffrendo a causadella loro fede in Gesù. L'ultima cosa di cui hanno bisogno è farsidel male l'uno con l'altro! Così raccomanda che ci siano tra lorodelle relazioni del tipo antiaderente - amare le persone quel tantoche basta da essere in grado di guardare oltre i loro errori. Un amore che sa guardare oltre - questo è l'amore antiaderente! Ilcontrario è "attaccaticcio e bruciacchiato" - una mancanza di amoreche tiene conto di tutti gli sbagli... che se la lega al dito per ognioffesa o ferita... che cova risentimento e non dimentica mai un torto.Se sei una persona che vive questo tipo di relazioni, allora quandoqualcuno ti attraversa la strada, non lo lasci più andare - diventi"attaccaticcio e bruciacchiato". Una padella così rovina ogni ciboche cucina. Invece lo stile di amore di Gesù è completamente diverso. Se amicome Lui ti ha insegnato, allora ti rifiuti semplicemente diconservare sentimenti o pensieri negativi sugli altri o contro glialtri. Sei antiaderente, e il negativo non ti si attacca addosso.Scivola via. In questo periodo stai permettendo che dei sentimenti negativi versoqualcuno stiano crescendo in te? Hai permesso che del risentimento,della rabbia, della freddezza si siano attaccate alla tua anima controqualcuno della tua famiglia - forse persino il tuo coniuge o uno deituoi figli o dei tuoi genitori? O forse stai diventando duro versoqualcuno della tua comunità parrocchiale... o dove lavori? La Bibbiachiama questa durezza «radice velenosa» e dice cosa capiterà se lepermetti di svilupparsi - «molti ne saranno infettati» (Ebrei 12,15). Faresti il lavoro del diavolo. Se c'è qualche mancanza di perdono in cuore, ascolta che cosa ti diceDio - «[vivete] sopportandovi a vicenda e perdonandoviscambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardidegli altri». Magari pensi: "Sì, ma non hai visto come mi hannotrattato?". Dio demolisce i tuoi "sì... ma..." con la frasesuccessiva - «Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi»(Colossesi 3,13). Tu non tratti le persone come loro hanno trattato te- tu le tratti come Gesù sta trattando te! Allora chiedi con costanza al Signore nella preghiera quella dose delSuo amore quotidiano che ti fa guardare oltre al male che gli altri tifanno. Un amore che copre non solo qualche loro peccato, ma unamoltitudine di peccati. Il negativo non si attacca a coloro che hannol'amore antiaderente di Dio - scivola via!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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INCONTRI CON LA PAROLANo. 377

Messaggio  Andrea il Mar Ago 05, 2014 8:49 am

INCONTRI CON LA PAROLANo. 377 -

Inutili affanni (Matteo 6, 25)

Il cammino di Santiago de Compostela inizia nel momento in cui si desidera partire. A chi non lo ha fatto è impossibile spiegarlo, perchi lo ha fatto è inutile parlarne. Uno dei fattori fondamentali è lo zaino - il cammino dipende da cosa ci metti dentro. Chi si preoccupa molto per se stesso e lo riempie di "cose-utili-che possono-servire" difficilmente arriverà a Santiago. Basta la prima tappa del cammino francese da St.-Jean-Pied-de-Port a Roncisvalle a farti cambiare idea. Scavalcare i Pirenei carichi di"cose-che-sono-indispensabili" vi stronca. In tutti gli ostelli,appena entri, c'è un tavolo con un cartello dove c'è scritto "Prendete quello che vi serve". È pieno di"cose-che-sono-indispensabili" lasciate dai pellegrini dei giorniprecedenti: sacchi a pelo, materassini, magliette di marca,asciugamani tecnici, cuscini gonfiabili... E i pellegrini invece diprendere... lasciano a loro volta! Incredibile. C'è gente che vuole camminare preoccupata per le scortedi vestiti, le riserve di cibo... Lungo il cammino trovi tutto - tu devi solo cercare il sentiero - e avanti! Aspettate un attimo... tutto questo mi richiama alla mente una cosa fin troppo familiare. Gesù, nel vangelo di Matteo 6, 25 e seguenti, parla proprio di questo eccessivo preoccuparsi e affannarsi per cose che sembrano apparentemente delle priorità - e che poi alla fine ti schiacciano.Gesù dice: «Non preoccupatevi per la vostra vita». Nel versetto 28,Gesù chiede: «Perché vi affannate?». Nel versetto 31, ci comanda:«Non preoccupatevi». Poi Lui descrive il cammino dei pellegrini "insensati e preoccupati per se stessi", che si caricano di mille affanni - come molti di noi. E alla fine ci ordina quel «cercate per prima cosa» che ci libera da ogni ansia. Parlando della preoccupazione di non avere ogni giorno il necessarioper vivere, Gesù dice: «Di tutte queste cose si preoccupano quelliche non credono in Dio; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta». In altre parole,Gesù sta dicendo che il tuo livello di ansietà, l'equilibrio dellatua vita, dipende da quello che stai cercando, quello di cui seiveramente innamorato. Se sono cose terrene, allora benvenuto nellaTerra delle Preoccupazioni e dello Stress. Se sono invece le cose che Dio considera priorità, quelle che durano per sempre, benvenutoallora nel Regno che Vola Al di Sopra dell'Insanità della Vita edelle sue Banalità. Se appartieni a Gesù, sono sicuro che tu sei convinto che lepriorità di Dio siano più importanti delle cose terrene. Ma i tuoi problemi quotidiani, le tue urgenze ti possono suggerire invece che èvero il contrario. Può darsi che ti sia lasciato invischiare nellacorsa per avere "tante-cose-che-sono-indispensabili"... nell'avere una"sicurezza economica"... nel cercare continuamente l'approvazionedegli uomini e le loro gratificazioni. Così ti ritrovi a camminare insalita con lo zaino pieno di affanni inutili. Oh sì, fai un mucchio di fatica, ma avanzi di poco. La differenza tra una persona piena di serenità e una piena direoccupazioni sta tutta nelle priorità che si sono date - qualeregno stai mettendo al primo posto? Se le priorità di Dio - il tuotempo con Lui, il tuo servire Lui, il mantenere l'intimità con Lui -se queste cose sono state messi ai margini da altre, allora seiintrappolato in un sentiero in salita dove non conoscerai mai pace. Invece oggi puoi «cercare per prima cosa il regno di Dio e la suagiustizia». Dio è tuo Padre e conosce i tuoi bisogni - allora liberalo zaino da affanni inutili, perché il Padre vuole che tu abbandoni aLui il tuo oggi e il tuo domani. «Getta sul Signore il tuo affanno, ed egli ti darà sostegno» (Salmo 54, 23). Se cerchi Dio e ti abbandoni con fiducia in Lui, ogni altra cosa ti sarà data inaggiunta - fidati di Lui e delle Sue promesse! Come dice la Bibbia,«cercate le cose di lassù» - e così puoi scavalcare le montagnesenza le ansie che ti consumano e le preoccupazioni che ti tolgono la pace.

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mar Ago 26, 2014 8:35 am

INCONTRI CON LA PAROLA No. 379

Zona pericolosa(1 Tessalonicesi 5, 9)

Non è mai piacevole sentire suonare un allarme ma, ammettiamolo,molti campanelli di allarme ci sono amici. La suoneria della sveglia al mattino - se non ci fosse perderesti il lavoro. L'allarmeanti-incendio quando c'è del fumo o del gas in una stanza. Nessuno di noi di solito va in giro con suonerie di allarme addosso. Ma in alcune case di riposo hanno escogitato un sistema. A volte ospitano anziani afflitti da una grave perdita di memoria e totale disorientamento.Così se per caso trovano una porta aperta escono dall'edificio egirovagano per la città, non sapendo né chi sono né dove stanno andando - comprese le strade trafficate! A queste persone la casa diriposo fa loro indossare uno speciale braccialetto che fa scattare un allarme quando stanno varcando la porta di uscita dell'edificio - in questo modo il personale li blocca prima che possano cadere nei pericoli. Quell'allarme può salvare le loro vite. Quando ti muovi in un'area pericolosa di solito non te ne accorgi,allora è bene avere con se qualche allarme che scatta. Ed è mportante prestare ascolto agli allarmi. Il Signore ti ha dotato diun sistema di allarme che si chiama Spirito Santo. Ti è stato donato- e chi te l'ha pagato è stato il sangue di Gesù. Gesù dice che loSpirito Santo «convincerà il mondo quanto al peccato» (Gv 16, Cool.Allora, una delle attività dello Spirito è quella di far scattarel'allarme quando entri in un'area spiritualmente a rischio. Unpericolo che magari neanche avverti, ma che ti può danneggiaregravemente. Dio ti dice una cosa molto importante in 1 Tessalonicesi 5, 19.Quattro parole: «Non spegnete lo Spirito». E continua dicendo:«Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono». Quando lo SpiritoSanto parla alla tua coscienza, non ignorarlo. Non spegnere la suafiamma dentro di te. Non ignorare il suo campanello di allarme che tiavvisa che stai oltrepassando la porta. Lo Spirito Santo è in azione dentro il tuo cuore, la tua mente e latua coscienza lungo tutto l'arco della tua giornata, facendotipercepire cosa Dio pensa a riguardo delle cose che stai dicendo, diquelle che stai guardando, di ciò che stai ascoltando, su come staitrattando il Suo tempio (il tuo corpo), di quello che stai pensando,su quanto stai fantasticando, sulle ragioni che stanno alla base delletue azioni. E quando stai oltrepassando i limiti, Lui mette in azionel'allarme - ti fa aprire gli occhi su quanto stai facendo, o magari tifa sentire il rimorso per quanto hai fatto. Il quieto allarme di Dioche ti dice: "Stai oltrepassando la porta. Non te ne rendi conto, mastai entrando in un'area pericolosa". Vedi, lo Spirito Santo sa molto bene dove ti porteranno le scelte che stai facendo. Come gli anziani disorientati, il posto dove vuoi andaresembra bello e senza pericoli. Ma Dio sa bene che ti porterà invecesu una strada molto trafficata e pericolosa - ma quando finisci peraccorgertene, probabilmente non sei più capace di uscirne. Nessunpeccato rimane isolato. Il primo compromesso magari è difficile, mararamente ci si ferma lì. Il prossimo peccato sarà sempre un po'più facile, fino al giorno in cui ti troverai a fare quello che nonavresti mai pensato di poter fare, di essere diventato quello che nonavresti immaginato di diventare. Forse recentemente hai smesso di sentire il campanello di allarme diDio, che ti mette in guardia dal vivere nella menzogna. O che ti fasentire pieno di vergogna e a disagio su ciò che stai guardando o ascoltando. Forse ti sta mettendo in guardia su certi comportamenti che recentemente stai avendo in famiglia. Magari il campanello diallarme dello Spirito Santo sta cercando di farti uscire da quellarelazione sbagliata, quel rapporto pericoloso, da quella rabbia e amarezza che sta crescendo in te. L'allarme di Dio è chiaro - non spegnere lo Spirito. Ascolta il Suo campanello di allarme. Tu non sai i pericoli che ci sono davanti a te.Lui sì. Non oltrepassare quella porta e torna indietro. Ti porterà dove non vorresti mai trovarti. Stai entrando in una zona pericolosa.

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INCONTRI CON LA PAROLANo. 381

Messaggio  Andrea il Lun Set 22, 2014 6:32 pm

INCONTRI CON LA PAROLA No. 381

Decontaminazione indispensabile(Esodo 3, 5)

Ho percorso innumerevoli volte la strada che da Cagayan de Oro porta aMalaybalay - la città più importante della provincia di Bukidnon,nelle Filippine. Quando l'autobus entrava nella provincia di Bukidnon,si fermava a un centro di disinfestazione e tutti i passeggeri dovevano scendere. In quella regione ci sono i maggiori allevamenti dibestiame delle Filippine, e come misura di prevenzione dovevamo passare su dei tappetini imbevuti di una sostanza disinfettante che inumidiva la suola delle scarpe ed era efficace contro il virus dell'afta epizootica. Era necessario disinfettarsi dai virus prima dientrare in un territorio che doveva rimanere sempre "pulito". Mentre i miei piedi calpestavano il tappetino disinfettante, la mia mente riandava alla scena di decontaminazione che sta scritta nella Parola di Dio.
Tutti ricordiamo molto bene l'ordine che Dio ha dato a Mosè quando gli ha parlato dal roveto ardente. Sta scritto in Esodo3,5: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai iedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». A Giosuè fu dato un ordine simile quando incontrò il Signore a Gerico: «Rispose il capo dell'esercito del Signore a Giosuè:"Togliti i sandali dai tuoi piedi, perché il luogo sul quale tu stai è santo"» (Giosuè 5,15). C'è un importante simbolismo in questo comando del Signore a due dei Suoi più grandi servitori. Le tue scarpe sono probabilmente la parte più sporca e contaminata della tua persona, e portano in giro tutto lo sporco che hai raccolto da una parte o dall'altra. E Dio ti dice: "Non arrivare alla Mia Presenza con materiale infetto. Tira via tutto lo sporco che hai prima di venirmi vicino!" Il che è qualcosa che troppo spesso ci dimentichiamo di fare. In un certo senso, pretendiamo di avvicinarci tranquillamente al Dio che è purezza assoluta con le nostre scarpe sporche - piene di immondizia. A Bukidnon non volevano che entrassi con le scarpe infette - e nemmeno Dio vuole che tu vada da Lui con tutta la sporcizia che hai accumulato. Andresti mai a trovare qualcuno che ti sta a cuore carico di sporcizia? Questa potrebbe essere stata - o potrebbe ancora essere una ragioneper cui le tue preghiere non sono ascoltate. Il Salmo 65,18 dice: «Senel mio cuore avessi cercato il male,  il Signore non mi avrebbe ascoltato».

Per questo è importante che tu ti confronti regolarmente col tuo peccato, chiedendo perdono a Dio e lavando ancora una volta le tue colpe col sangue di Gesù. Se sei sporco non aspetti una settimana prima di farti la doccia - e ti lavi regolarmente per togliere losporco dal tuo corpo. Cosa aspetti allora a incontrare la misericordiadi Dio attraverso una confessione ben fatta? Forse sei contaminato dalla durezza di cuore verso qualche persona, da risentimenti, dalla lussuria, dalla rabbia, da cose che non avresti mai dovuto permetterti di sentire o vedere. Ascolta che cosa Dio tidice in 2 Corinzi 7,1: «Purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la nostra santificazione, nel timore di Dio». Non portare lo sporco dove non bisogna - davanti al tuo Signore che è morto perché tu non abbia più da vivere come prima. Lascia le tue infezioni sul tappetino disinfettante cosparso col sangue di Gesù - e lascia che Lui ti purifichi dentro.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Lun Ago 10, 2015 2:42 pm

INCONTRI CON LA PAROLA

No. 375 - Tagli indispensabili (Giudici 7, 2)

Ormai sono diventate espressioni di tutti i giorni - sentiamo sempre
più spesso quelle parole - «riduzione»... «ridimensionamento»...
«tagli». Li fanno tutte le imprese, ma li fanno soprattutto le
famiglie, adesso che circolano pochi soldi. Per aumentare (o perlomeno
mantenere) gli utili bisogna fare dei tagli. Altrimenti è lo sfascio.
Così si taglia... per avere la possibilità di poter andare avanti
con successo.

Anche Dio crede nei tagli, nelle riduzioni - perché è la Sua strana
maniera di fare le cose grandi. Magari è quello che sta facendo con
la tua vita in questo periodo.

Di sicuro è quello che ha fatto con Gedeone - sta scritto nel libro
dei Giudici, capitolo 7, a partire dal versetto 2. C'era questa
situazione - i Madianiti invadevano Israele anno dopo anno durante il
tempo del raccolto e se lo portavano via, senza che nessuno fosse in
grado di fermarli. Dio chiama Gedeone a farlo - sebbene Gedeone
risponda di essere la persona meno qualificata per portare a
compimento un compito del genere. Ovvio, questa obiezione la sentiamo
molto spesso nella Bibbia - e anche oggigiorno.

Gedeone comanda un esercito di 32mila uomini - per combattere l'armata
madianita che ne 132mila! E «il Signore disse a Gedeone: "La gente
che è con te è troppo numerosa, perché io metta Madian nelle sue
mani"». Sono sicuro che Gedeone non si è messo a ridere. Inferiori
al nemico di 4 a 1, e Dio li considera troppo numerosi? Così Dio gli
ordina di lasciar tornare a casa chiunque ha paura di combattere - e
improvvisamente Gedeone si ritrova con 22mila uomini in meno. Ora gli
Israeliti sono inferiori al nemico di 6 a 1. Ma Dio vuole fare
ulteriori tagli, una drastica riduzione delle forze, e Gedeone finisce
per ritrovarsi con un esercito di 300 uomini. Ora sono inferiori di 40
a 1! Ma, miracolosamente, quella «forza» vince la battaglia, e i
Madianiti non metteranno più piede in Israele!

Perché Dio segue strade così strane per vincere - riducendo,
tagliando, portando via, rendendo le cose piccole e deboli? Dio lo
spiega a Gedeone: «Israele potrebbe vantarsi dinanzi a me e dire: La
mia mano mi ha salvato». E' una costante in tutta la Bibbia - Dio ama
vincere grandi battaglie con forze inadeguate. Permette che ci siano
contrattempi e situazioni impossibili in modo che possiamo vedere con
chiarezza quanto Lui è grande e che solo a Lui va la gloria!

Dio sa che noi abbiamo problemi col nostro orgoglio... che tendiamo a
controllare le persone... che ci fidiamo dei metodi che ci danno
sicurezza. Così Lui permette situazioni dove, come Gedeone, non ci
rimane altro da dire - "Se qui c'è una vittoria, questa non è certo
per merito mio!" Quindi se ora stai attraversando un periodo in cui ti
ritrovi fuori posto, senza munizioni, con zero risorse - se ti sembra
che Dio ti abbia lasciato da solo e pieno di problemi - sappi che
spesso questo prelude a una vittoria sorprendente!

Dio sta compiendo quella meravigliosa addizione e sottrazione che Gli
è tipica - Giovanni il Battezzatore la mette in questo modo: «Lui
deve crescere e io diminuire». Così Dio sottrae la quantità di te
che c'è, per aumentare la quantità di Lui che c'è in quella
situazione. Sta riducendo te in modo che ci possa essere più Lui - in
modo da poterti mostrare una vittoria ben più grande di quella che ti
saresti persino aspettato. Dio non sta facendo dei tagli per farti
perdere - ti sta ridimensionando per una vittoria così grande che
alla fine la si può attribuire solo a Lui!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano
Giudici 7, 2)

Ormai sono diventate espressioni di tutti i giorni - sentiamo sempre
più spesso quelle parole - «riduzione»... «ridimensionamento»...
«tagli». Li fanno tutte le imprese, ma li fanno soprattutto le
famiglie, adesso che circolano pochi soldi. Per aumentare (o perlomeno
mantenere) gli utili bisogna fare dei tagli. Altrimenti è lo sfascio.
Così si taglia... per avere la possibilità di poter andare avanti
con successo.

Anche Dio crede nei tagli, nelle riduzioni - perché è la Sua strana
maniera di fare le cose grandi. Magari è quello che sta facendo con
la tua vita in questo periodo.

Di sicuro è quello che ha fatto con Gedeone - sta scritto nel libro
dei Giudici, capitolo 7, a partire dal versetto 2. C'era questa
situazione - i Madianiti invadevano Israele anno dopo anno durante il
tempo del raccolto e se lo portavano via, senza che nessuno fosse in
grado di fermarli. Dio chiama Gedeone a farlo - sebbene Gedeone
risponda di essere la persona meno qualificata per portare a
compimento un compito del genere. Ovvio, questa obiezione la sentiamo
molto spesso nella Bibbia - e anche oggigiorno.

Gedeone comanda un esercito di 32mila uomini - per combattere l'armata
madianita che ne 132mila! E «il Signore disse a Gedeone: "La gente
che è con te è troppo numerosa, perché io metta Madian nelle sue
mani"». Sono sicuro che Gedeone non si è messo a ridere. Inferiori
al nemico di 4 a 1, e Dio li considera troppo numerosi? Così Dio gli
ordina di lasciar tornare a casa chiunque ha paura di combattere - e
improvvisamente Gedeone si ritrova con 22mila uomini in meno. Ora gli
Israeliti sono inferiori al nemico di 6 a 1. Ma Dio vuole fare
ulteriori tagli, una drastica riduzione delle forze, e Gedeone finisce
per ritrovarsi con un esercito di 300 uomini. Ora sono inferiori di 40
a 1! Ma, miracolosamente, quella «forza» vince la battaglia, e i
Madianiti non metteranno più piede in Israele!

Perché Dio segue strade così strane per vincere - riducendo,
tagliando, portando via, rendendo le cose piccole e deboli? Dio lo
spiega a Gedeone: «Israele potrebbe vantarsi dinanzi a me e dire: La
mia mano mi ha salvato». E' una costante in tutta la Bibbia - Dio ama
vincere grandi battaglie con forze inadeguate. Permette che ci siano
contrattempi e situazioni impossibili in modo che possiamo vedere con
chiarezza quanto Lui è grande e che solo a Lui va la gloria!

Dio sa che noi abbiamo problemi col nostro orgoglio... che tendiamo a
controllare le persone... che ci fidiamo dei metodi che ci danno
sicurezza. Così Lui permette situazioni dove, come Gedeone, non ci
rimane altro da dire - "Se qui c'è una vittoria, questa non è certo
per merito mio!" Quindi se ora stai attraversando un periodo in cui ti
ritrovi fuori posto, senza munizioni, con zero risorse - se ti sembra
che Dio ti abbia lasciato da solo e pieno di problemi - sappi che
spesso questo prelude a una vittoria sorprendente!

Dio sta compiendo quella meravigliosa addizione e sottrazione che Gli
è tipica - Giovanni il Battezzatore la mette in questo modo: «Lui
deve crescere e io diminuire». Così Dio sottrae la quantità di te
che c'è, per aumentare la quantità di Lui che c'è in quella
situazione. Sta riducendo te in modo che ci possa essere più Lui - in
modo da poterti mostrare una vittoria ben più grande di quella che ti
saresti persino aspettato. Dio non sta facendo dei tagli per farti
perdere - ti sta ridimensionando per una vittoria così grande che
alla fine la si può attribuire solo a Lui!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Lun Dic 28, 2015 6:57 pm

Ma non trovo le ultime di don Luciano inserite da me, fino a due settimane fa.
Dove posso trovarle?
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 30, 2015 3:46 pm

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 387 - L'orbita giusta
(Esodo 20, 3)

Probabilmente non avete mai sentito parlare di Silvio Corradi
(1890-1970) e dopo questa email non ne sentirete parlare mai più. Era
un contadino genialoide e originale che ha fatto alcune invenzioni
interessanti ma, soprattutto, ha scritto nel 1952 un libro singolare,
intitolato: «La terra non gira intorno al sole. Guardiamo il cielo e
potremo capire il vero moto della terra e degli astri». Corradi
appartiene alla schiera di quelli che sostengono che Copernico si è
sbagliato, che il sole non è al centro del nostro sistema solare e
che quindi tutti i pianeti, inclusa questa piccola scheggia che
chiamiamo terra, ruotano intorno al sole. A dire il vero siamo tutti
un po' confusi come Corradi - come quando diciamo: "Non è un
bellissimo tramonto?" Il sole non sta tramontando, ossia andando da
un'altra parte - siamo noi quelli che si stanno muovendo. Il problema
di Corradi è che ha fatto diventare un pianeta il sole!

Quindi c'è un po' di confusione sul fatto che i pianeti girano
intorno al sole, e non il sole intorno ai pianeti. Questo non è solo
un problema astronomico - è anche un problema spirituale. Perché
molti di noi hanno dimenticato chi dovrebbe essere il "sole" al centro
della nostra vita - e magari ci abbiamo messo uno dei tanti "pianeti"
- e, di fatto, ogni cosa poi gira intorno a questo pianeta.

La Bibbia usa un nome per questo tipo di errori devastanti - lo chiama
«idolo». Un falso Dio, che non da salvezza. Il primo dei 10
comandamenti è chiaro a riguardo: «Non avrai altri dèi di fronte a
me...Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io,
il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso» (Esodo 20,3-5).

Uno potrebbe pensare di non avere idoli. Rispondo che l'apostolo Paolo
chiama l'avarizia idolatria in Colossesi 3,5. In altre parole, il tuo
"dio" non è ciò in cui dici di credere - è ciò attorno a cui ruota
la tua vita - quello che occupa i tuoi pensieri, ciò per cui spendi
tempo e soldi, ciò che sta alla base delle tue scelte di vita. Ovvio,
noi siamo chiamati ad amare «il Signore tuo Dio con tutto il cuore,
con tutta l'anima e con tutte le forze» (Deuteronomio 6,5). Lui è il
sole nell'universo di ogni vita - qualsiasi altra persona o cosa è un
pianeta che dovrebbe girare attorno a Dio. Questo è quello che noi
diciamo di credere. È la nostra vita di tutti i giorni che è il
problema. Magari, in questo periodo della tua vita, stai di fatto
girando attorno a uno dei tuoi pianeti - e stai trattando il Signore
come se anche Lui dovesse fare lo stesso.

Forse il vero "sole" del tuo universo personale sono i figli - e
sacrifichi tutto a essi; i figli devono essere importanti, ma non
possono essere il centro della tua vita. Forse è il tuo forte
desiderio di sposarti - lo hai messo al centro. Il tuo lavoro o la tua
carriera possono diventare un idolo... una relazione... le tue cose...
i tuoi programmi... il cellulare, che non puoi viverci senza...
persino il tuo servizio in parrocchia può diventare un idolo - hai
cominciato a servire il servizio invece che servire il Signore.

A volte capita di fare come Corradi - mettere la stella polare al
centro del proprio universo. Ma se il sole smettesse di essere al
centro del nostro sistema solare, salterebbe tutto. Quando hai messo
al centro quello che non è altro che un "pianeta" della tua vita, le
cose smettono di funzionare, o non girano per il verso giusto. Forse
in questo periodo Gesù non è il sole attorno al quale sta orbitando
ogni altra cosa della tua vita - e il risultato è confusione,
insoddisfazione e cadute. Scriveva san Giovanni Calabria: «Il mondo
corre a gran passi alla vita pagana, il sole si oscura».

Allora Dio oggi ti sta facendo una chiamata - quella di ritornare a
mettere il sole, Gesù, al centro di ogni tua cosa. Ricordati il
comandamento di Dio: «Non avrai altri dèi di fronte a me». Ti è
stato donato proprio per questo un Giubileo, «grazie alla bontà
misericordiosa del nostro Dio, | per cui verrà a visitarci dall'alto
un sole che sorge» (Luca 1,78).

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

P.S.: Canto molto conosciuto del Gen Verde. Al centro c'è la stella
polare, quella che indica la via... ma nosiamo eliocentrici. Quindi
al posto della stella polare ci mettiamo il sole.

TE AL CENTRO DEL MIO CUORE - STELLA POLARE

Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore di trovare Te di stare insieme
a Te

( Mi è arrivato g. 13 / 12/ 2915 e sperando sia gradito lo inserisco )i
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 30, 2015 3:56 pm

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 386 - «Alzati e va con loro senza paura, perché li ho mandati io
da te»
(Atti degli Apostoli 10, 20)

Quando cerchi un lavoro e presenti il tuo curriculum, se sei fortunato
ti chiamano a un colloquio di lavoro. Il datore di lavoro vuole capire
se valga la pena assumerti. La regola numero uno che deve avere in
mente chi è a caccia di un lavoro è: "Adattati a ciò che ti viene
offerto!", ossia meglio questo lavoro che essere disoccupato. E la
regola numero due è: "Quando lavori non sei tu che scegli in quale
reparto lavorerai e le persone che saranno nel tuo reparto. Lo decide
chi ti paga". Amen.

Perché una cosa del genere è successa anche negli Atti degli
Apostoli, al capitolo 10, quando l'apostolo Pietro viene incaricato
dal suo Datore di Lavoro di fare un lavoro che proprio non voleva
fare. Pietro finora aveva sempre predicato il vangelo agli ebrei, che
conoscevano le Scritture e seguivano la legge Dio scritta nell'Antico
Testamento. Ora invece Dio vuole che Pietro entri in casa di Cornelio,
un ufficiale dell'esercito romano che comandava un reparto di soldati
italiani. Significava entrare nella casa di un pagano. Fino a quel
momento della sua vita, l'atteggiamento di Pietro verso i pagani
poteva sintetizzarsi in una frase: "Signore, chiedimi tutto ma non
chiedermi questo!" Adoravano gli dei, erano gli occupanti di Israele,
non conoscevano la Bibbia, mangiavano cibi che per gli ebrei erano
considerati impuri... insomma erano al di fuori della legge di Dio.
Bene, Dio allora con una visione prepara Pietro a fare il lavoro che
non voleva fare. È la visione di una specie di tovaglia grande piena
di animali che Pietro, come ebreo, considerava impuri da mangiare.

Leggiamo negli Atti degli Apostoli, capitolo 10, dal versetto 13:
«Allora risuonò una voce che gli diceva: "Alzati, Pietro, uccidi e
mangia!". Ma Pietro rispose: "No davvero, Signore, poiché io non ho
mai mangiato nulla di profano e di immondo". E la voce di nuovo a lui:
"Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano". Questo
accadde per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu risollevato al
cielo». Appena è finita questa visione Pietro sente che degli uomini
bussano alla sua porta: sono venuti a invitarlo a casa di Cornelio, il
pagano. Dio dice a Pietro: «Alzati e va con loro senza paura, perché
li ho mandati io da te». E il giorno seguente Pietro è già a casa
di Cornelio.

Dio ha dato a Pietro un compito sgradevole, che non voleva fare. Ma
Pietro sapeva chi era il Datore di Lavoro, e che era Lui quello che
paga e che decide sia il lavoro sia con chi si lavora. Pietro ha
obbedito e ciò ha portato a un risultato sorprendente - leggetevi il
capitolo 10 degli Atti. Ora può darsi che Dio ti abbia affidato una
missione sgradevole, dei compagni ancora peggio, e tu sei lì
tentennante e con l'impegno al minimo sindacale.

Magari non ti accorgi che Dio ti ha mandato a essere amico di una
persona che non è molto piacevole... piena di pretese o brontolona.
Dio ti dice: «Alzati e va con loro senza paura, perché li ho mandati
io da te». O magari Dio ti ha mandato a servire un gruppo di persone
che tu trovi irritanti o che persino ti fanno ribrezzo, o a lavorare
insieme con qualcuno che non è esattamente il tuo tipo. Qualunque sia
il lavoro o le persone con cui non ti trovi, presenta come Pietro le
tue obiezioni al Signore. Poi alzati e fa quella cosa a qualunque
costo - come Pietro. E, come Pietro, probabilmente avrai dei risultati
sorprendenti - in ciò che la tua presenza è significata per loro e
per come tu sarai cresciuto.

Sono decisamente contento che Gesù non si sia limitato a frequentare
persone che erano il Suo tipo. Io e te saremmo stati tagliati fuori.
No, Lui sa pagarti generosamente quando fai lavori che non ti
piacciono, quelli che ti fanno soffrire, quelli che chiedono il
massimo di te. Allora, se il tuo Signore ti chiede di fare un lavoro
che non vuoi o di stare con delle persone che non ti piacciono - ti
fidi di più del tuo giudizio o del Suo? «Alzati e va con loro senza
paura, perché li ho mandati io da te». Comincia subito da adesso,
senza esitazioni. È il compito che Gesù ha preparato per te fin da
prima che tu nascessi. Abbi fiducia, il tuo Datore di Lavoro paga da
Dio!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 30, 2015 4:00 pm

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 385 - Il segreto per far sbocciare la bellezza
(Efesini 4, 15-16)

Ho un caro amico che possiede un piccolo giardino, ma che è una
autentica meraviglia. L'anno scorso aveva appena cambiato casa, e quel
giardino era soltanto un brutto fazzoletto di terra incolta. "Come hai
fatto a fare questo miracolo?" Mi ha risposto: "Il segreto è irrigare
ogni giorno, anche d'estate!". "E quando vai in ferie?" "L'impianto di
irrigazione. Io ne ho uno programmabile, che funziona autonomamente
all’ora che voglio". Ha fatto lo scavo, interrato il tubo, seminato
l'erba e piantato i fiori. E quelle gocce d'acqua costanti hanno fatto
esplodere quell'area nuda in un radiante, coloratissimo pezzo di
terra!

Quel piccolo angolo di paradiso sembrava a prima vista solo un
fazzoletto di terra nuda, qualcosa di piuttosto ordinario e anche un
po' bruttino. Ma il segreto è che in quella terra esisteva già tutto
quel potenziale di bellezza. Ovvio, non ci sarà mai tutta quella
bellezza se qualcuno non continua a innaffiare! Lo stesso succede
anche con le persone. Comprese quelle che in questo momento fanno
parte del tuo mondo. Apparentemente sembra che non ci sia troppo da
aspettarsi da qualcuno di loro - ma dentro sono carichi di un grande
potenziale di bellezza... se qualcuno annaffia i semi che Dio ha
piantato dentro.

Dio ci da delle indicazioni su come far fiorire le persone in Efesini
4,15-16. Dio dice: «Vivendo secondo la verità nella carità,
cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo,
Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante
la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni
membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella
carità».

L'acqua per far sbocciare le persone è dire «la verità nella
carità» e, con le persone che ci stanno accanto, fare e dire tutto
ciò che fa «crescere in ogni cosa verso di Lui». Se coltiviamo il
bello e il positivo che le persone hanno, se le amiamo dicendo loro
chi è per noi Gesù e come sta cambiando le nostre vite - li stiamo
aiutando a diventare come Lui, a far fiorire le loro ricchezze
spirituali.

Il problema è che non riusciamo a vedere in loro altro che terra nuda
e incolta. Guardiamo al nostro coniuge, a nostro figlio o figlia, a
nostro padre o nostra madre, al nostro parrocchiano o collega di
lavoro - e tutto quello che riusciamo a vedere sono i loro difetti e
le loro debolezze... le cose che loro dovrebbero cambiare. Siamo
esperti nell'individuare i difetti e le aree di miglioramento degli
altri.

Ma gli occhi di Gesù non vedono quello che una persona è - vedono
quello che potrebbe essere - se qualcuno innaffia il loro potenziale
con un po' di incoraggiamento, apprezzandoli e credendo in loro. Gesù
a detto a Simone: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la
mia chiesa» (Matteo 16,18). Ha visto quello che Simone avrebbe potuto
essere - e che, di fatto, sarebbe stato nel meraviglioso giardino di
Gesù: la Roccia.

Quindi, cresce solo quello che innaffi. Le persone diventeranno il
nome con cui tu li chiami. E le persone della tua famiglia, della tua
parrocchia, del tuo posto di lavoro hanno tantissima bellezza piantata
in loro dal nostro Creatore. Ma bisogna che qualcuno creda in ciò che
possono essere. Quindi costruiscili - invece di demolirli. Rafforza la
loro confidenza in se stessi, invece di buttarla giù. Innaffiali con
la lode - le tue parole negative non li fanno crescere. Sarai il primo
a meravigliarti di come può trasformarsi il giardino delle vite di
chi ti sta intorno quando innaffi la loro bellezza segreta. Per usare
le parole di quel mio amico: "Il segreto è irrigare ogni giorno,
anche d'estate!".

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

P.S.: Mi piace molto questa poesia «religiosa» di Bertolt Brecht,
dove il giardiniere ha cura e passione non solo per le piante belle o
produttive ma anche per le erbacce; il giardiniere non le estirpa...
innaffia pure quelle. E annaffia persino la terra nuda, quella che non
produce niente. Perché la poggia della grazia è per tutti. E l'acqua
che il gardiniere usa è più del necessario: «dài più che basti».
Inondati di grazia - tutti!

DELL'INNAFFIARE IL GIARDINO

Oh bello innaffiare il giardino, per far coraggio al verde!
Dar acqua agli alberi assetati! Dài più che basti e
non dimenticare i cespugli delle siepi, perfino
quelli che non dàn frutto, quelli esausti
e avari. E non perdermi di vista,
in mezzo ai fiori, le male erbe, che hanno
sete anche loro. Non bagnare solo
il prato fresco o solo quello arido:
anche la terra nuda tu rinfrescala.

Da: Bertolt Brecht, «Poesie e canzoni», a cura di Ruth Leiser e
Franco Fortini, Einaudi, Torino 1981(11a ediz.).
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 30, 2015 4:01 pm

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 384 - Il tir fuori controllo
(Proverbi 12, 18)

È successo qualche tempo fa sull'autostrada A15 tra i caselli di
Berceto (Parma) e Pontremoli (Massa Carrara). L'autista per un'avaria
aveva fermato il suo tir in discesa, sulla corsia di emergenza,
infilandosi sotto il tir per tentare di trovare il guasto.
Improvvisamente il camion ha ripreso la marcia schiacciando con le
ruote il conducente. Nella sua folle corsa in discesa il tir ha perso
anche il carico di grano e si è poi schiantato contro il guardrail,
che ha retto all'urto. L'autostrada La Spezia - Parma è rimasta
bloccata per alcune ore.

Un camion impazzito può fare un mucchio di danni. È successo per
un'imprudenza del conducente: il tir carico in discesa, niente zeppe a
bloccare le ruote... e qualcuno è rimasto schiacciato. Tu guidi un
mezzo di trasporto ancora più pericoloso... il tir della tua lingua,
carica di parole.

Senti cosa ti dice Dio in Proverbi 12, 18: «V'è chi parla senza
riflettere: trafigge come una spada; | ma la lingua dei saggi
risana». Molte delle nostre parole fanno l'effetto o di guarire o di
ferire. Immondizie o medicinali. Purtroppo lasciamo troppo spesso che
il tir della nostra lingua abbia il carico sbagliato - critiche,
parole negative, commenti maliziosi - e lasciamo dietro di noi una
scia di morti, feriti, relazioni rovinate - di cui forse nemmeno ce ne
rendiamo conto. Spesso diciamo delle cose che a sera nemmeno più
ricordiamo di aver detto, mentre la persona che le ha sentite se le
ricorderà per anni.

Per questo motivo in Proverbi 15,4 Dio ti dice: «Una lingua dolce è
un albero di vita, | quella malevola è una ferita al cuore». Sei hai
la tendenza ad avere una «lingua malevola», allora hai già causato
molte ferite. Per molti di noi, pensare una cosa e dirla è immediato
- senza considerare i danni che può causare - alla reputazione di
qualcuno, al suo buon nome, alla sua dignità, alle relazioni,
all'unità... a Gesù stesso: «Ogni volta che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me»
(Matteo 25,40).

Non so se noi capiamo davvero il peso delle nostre parole. Non
calcoliamo quanto in profondità scendono... quanto le persone se le
ricordano... quanto altri le ripetono... quanto stiamo ferendo. Per
quel che ci riguarda, noi ci limitiamo a scaricare i nostri sentimenti
o le nostre opinioni, e poi ce ne andiamo. Ma le nostre parole
lasciano una traccia, e spesso è una scia di lacrime o risentimento.

È appunto per questo che un uomo come Davide ha pregato quanto
scritto nel Salmo 140,3. Ricorda, Davide era un uomo secondo il cuore
di Dio, che desiderava piacere al suo Signore. Riconoscendo il potere
delle sue parole, ha detto: «Poni, Signore, una custodia alla mia
bocca, | sorveglia la porta delle mie labbra». Questa è la preghiera
che molti di noi dovrebbero dire ogni giorno, magari attaccarsela con
un foglietto sul muro o su uno specchio da qualche parte... in modo da
ricordarsela spesso. "Signore, dammi lo Spirito Santo che mi aiuti a
pensare a quello che sto per dire... aiutami a sorvegliare ciò che
esce dalla mia bocca... aiutami a capire l'effetto che avranno negli
altri le mie parole - e a misurare quello che dico".

Ovvio, il pensiero di un tir che anche solo una volta all'anno corre
in discesa senza autista mette paura - all'idea di quanti morti e
feriti può causare. Ma il tir della tua lingua è molto più
micidiale e molto più comune. Tantissimi danni e ferite possono
essere evitati - se solo trattieni il tir della tua lingua dal correre
per conto suo, e la sottometti a Gesù.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano


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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 30, 2015 4:04 pm

silvia ha scritto:Ma non trovo le ultime di don Luciano inserite da me, fino a due settimane fa.
Dove posso trovarle?

Silvia io credo di averle tutte se mi dici quale ti mancano le inserisco, ho inserito le ultime, spero che siano quelle giuste
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Mer Dic 30, 2015 10:14 pm

Grazie, ma sono sicura di averle già trascritte, proprio queste....
Grazie comunque.
Come stai, carissima? io come sempre, con qualche anno in più e qualche acciacco in più e i figli che chiedono sempre...andiamo avanti con pace e con, per Amore!
Auguri a te, e a tutti...
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  cassarà palma il Mer Dic 30, 2015 10:23 pm

Silvia auguri e piacere di averti sentita. Io cerco di difendermi dagli acciacchi che mi colpiscono e.....pazienza. Non mi dilungo e ti auguro un mondo di bene. io giro poco tra i siti e purtroppo non sono molto capace ad inserire qualcosa. Un abbraccio affettuoso . Palmina santa Smile
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  Andrea il Mer Gen 13, 2016 9:41 am


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INCONTRI CON LA PAROLA
No. 388 - Questa tua stagione ha un perché
(Deuteronomio 4, 34-35)


Invecchiando ho imparato che il miglior meteorologo è il mio corpo e
l'umore della gente intorno a me. Quando il tempo cambia me lo sento
addosso e me lo vedo intorno. Sta per arrivare la pioggia e le mie
ossa me lo dicono, perché aumenta l'umidità dell'aria. Inoltre
alcune persone con cui vivo diventano più facilmente nervose e
irritabili. E questo vale anche per le fasi lunari. E per il
succedersi delle stagioni... sole... cielo coperto... temporale... che
si voglia o no le stagioni influiscono su di noi!

Quando il tempo cambia cambiano anche gli umori, e a volte non in
meglio - questo vale anche per le stagioni della vita. Forse stai
entrando in una nuova stagione della tua vita, completamente o
parzialmente - è c'è di tutto tranne che serenità. Le cose stanno
cambiando, e tu magari non sai come gestire questo periodo.

Quello che vedi succedere nelle stagioni della natura è l'immagine
del tuo viaggio nella vita - è la storia di stagioni che vengono e
vanno. La Parola di Dio ti dice nel libro del Qoelet che «per ogni
cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il
cielo»... e che Dio «ha fatto bella ogni cosa a suo tempo» (Qoelet
3,1.11). Dio ha detto chiaramente nel libro della Genesi che «finché
durerà la terra, seme e messe, freddo e caldo, estate e inverno,
giorno e notte non cesseranno» (Gen 8,22). Quindi ogni stagione
appartiene a Dio.

Forse in questo periodo della tua vita sei nella stagione dello
scoraggiamento... oppure nella stagione del successo... o nella
stagione della sofferenza. Ma questa potrebbe diventare anche la
stagione dell'impossibile che si realizza... la stagione in cui il tuo
cuore si dilata... la stagione dell'incertezza superata. Nel piano di
amore che Dio ha per noi c'è bisogno di ogni stagione - compresa
quella dei temporali, che non è mai molto piacevole. La pioggia
stimola la crescita... elimina la siccità. Il vento impetuoso spazza
via tutto l'inquinamento che si era accumulato.

Qualunque sia la stagione in cui Dio ha permesso tu ti trovi, forse
può interessarti sapere perché ci sei dentro. Deuteronomio 4,34-35
ti da una risposta molto chiara. Queste parole del Deuteronomio furono
date al popolo di Dio durante una stagione di enormi cambiamenti - il
loro capo Mosè era morente e stava per essere rimpiazzato da una
persona molto più giovane... dovevano affrontare una nuova
organizzazione sociale e grandi battaglie militari... e stavano per
passare dalla precarietà di 40 anni nel deserto all'abbondanza della
Terra Promessa. Un mucchio di cambiamenti, e tutti insieme - forse
come nella tua vita ora.

Questo è quello che la Parola di Dio dice a chi sta affrontando il
cambio di stagione: «Ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una
nazione in mezzo a un'altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con
mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il
Signore vostro Dio in Egitto, sotto i vostri occhi? Tu sei diventato
spettatore di queste cose, perché tu sappia che il Signore è Dio e
che non ve n'è altri fuori di lui». In altre parole - ogni stagione
della tua vita ti è data per sperimentare Dio come mai hai fatto
prima! Ogni stagione è lì per mostrarti che il Signore è il tuo
Dio!

Così la preghiera di Mosè in Esodo 33,18 - pregata quando Dio lo
stava conducendo in una nuova inquietante stagione - è la preghiera
di tutte le stagioni: «Mostrami la tua Gloria!». E quindi puoi dire
anche tu - "Signore, in tutto quello che questa stagione sta portando
nella mia vita, mostrami la tua Gloria - nella maniera che mai mi
sarebbe possibile sperimentare se non ci fosse questa stagione". Tutte
le stagioni sono le stagioni di Dio - compresa questa che stai
vivendo!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luuciano

PER VIVERE IL GIUBILEO
«Il perdono dei peccati sperimentato per la prima volta nel Battesimo
è un bisogno ricorrente nella vita di ogni cristiano. Far rinascere
un adeguato senso del peccato è il primo passo da compiere per
affrontare in modo decisivo la grave crisi spirituale che incombe
attualmente su uomini e donne, una crisi che possiamo ben descrivere
come "un'eclissi della coscienza"».
(San Giovanni Paolo II)

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Cari amici,
le vostre email sono sempre numerose, e non sono in grado di
rispondere a tutti! Ma di tutte raccolgo le intenzioni e le faccio mie
nella preghiera. Quindi, il silenzio delle email non vuol dire
silenzio del cuore: al contrario, sentitemi vicinissimo!
Che Dio vi benedica! --don Luciano

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Dom Gen 17, 2016 12:45 am

Caro Andrea,
mi fa piacere che anche tu apprezzi quanto ogni tanto invia don Luciano.
Sarebbe bello se talvolta cercassimo non solo di leggere e trascrivere, ma condividere qualche commento.
Questa dei mali di stagione, a me sta proprio bene: sorvolando sui fatti fisici, la stagione dell'anima ora è davvero una brutta stagione.
Don L. dice che anche questa è una stagione di Dio.
Ci vuole solo fede, per viverla. La fede cieca.

"..ogni stagione
della tua vita ti è data per sperimentare Dio come mai hai fatto
prima! Ogni stagione è lì per mostrarti che il Signore è il tuo
Dio!"
Signore, aumenta la mia fede!
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Incontri 389

Messaggio  silvia il Ven Gen 22, 2016 6:24 pm

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 389 - Viaggiare sicuri
(Giovanni 10, 3-4)

Qualche giorno fa mentre guidavo avevo davanti a me uno di quegli autobus che coprono le linee provinciali. Non lo potevo sorpassare a causa del traffico proveniente dalla corsia opposta e mi stavo spazientendo. Poi mi è balenato un ricordo di quand'ero in Kenya. Era pomeriggio e volevo arrivare in automobile in un certo posto prima del buio. Il Kenya non è un paese ricco di indicazioni stradali, anzi. A un certo punto mi sono fermato e ho chiesto a una persona le indicazioni per arrivare a destinazione. L'uomo ha puntato un dito e ha indicato un autobus che mi aveva appena sorpassato: «Vedi quell'autobus? Segui quello!» Devo dire che quell'autista conosceva bene la strada - accelerava quando poteva farlo e rallentava nei punti a rischio. Stavo viaggiando per strade sconosciute - ma avevo trovato il modo di viaggiare sicuro. Dovevo solo non perdere mai di vista l'autobus. Se lui frenava, io frenavo, se lui girava io giravo. Un viaggio che poteva essere complicato e confuso era invece diventato a tratti persino rilassante. Non dovevo cercarmi la strada da solo. Ho avuto un viaggio semplice perché c'era una cosa che governava le mie scelte - seguire l'autista che conosceva la strada.

La Parola di Dio ti dice la stessa cosa nel vangelo di Giovanni, capitolo 10, versetti 3 e 4: «Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro» Quanto è stata vera quest'ultima frase per la mia vita, mentre il Signore mi muoveva per strade non familiari o difficili! Gesù, il Buon Pastore, ci sta guidando per la meta che Lui ha in cuore, e sta facendo la stessa strada davanti a noi. E Lui sa bene dove sta andando.

Cosa fa la pecora intelligente? Cerca di trovare per conto suo dove ci sono i pascoli con l'erba più buona... o cerca lei da sola qual è la strada sicura e quella pericolosa... o si dirige verso quello che lei pensa sia il posto giusto? No. Lei fa quello che ho fatto io quel pomeriggio in mezzo alle montagne kenyane. Smette di cercare lei da sola e segue Colui che conosce ogni metro di quella strada. Il versetto infatti finisce con questa affermazione: «E le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce»

Forse in questo periodo stai cercando di sistemare tu le cose... di controllarle... persino manipolarle. Che via straordinaria per perderti e finire nella confusione - e non andare da nessuna parte! Il comando più importante che il Signore ci ha dato è stato
semplicemente: «Seguimi». Lo stai facendo? Perché si tratta di andare ben al di là di andare in chiesa o alle riunioni in parrocchia... di credere a determinate cose... di fare dei servizi o obbedire a dei precetti. Si tratta invece di capire ciò che determina le tue decisioni in tutte le aree che tu consideri importanti per la tua vita.

Magari pensi: "Seguire un autobus è una cosa ma come faccio a seguire Gesù? Come faccio a sapere per quale strada devo andare?". Buona domanda. L'ottima risposta la trovi nel Salmo 118, versetto 105:
«Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino».
Lui ti mostra ogni giorno qual è il prossimo passo che devi fare nel Suo Libro, la Bibbia, se gli chiedi: "Signore, cosa devo fare oggi?
Che Parola hai per me?"

La Sua risposta può consistere nel portare la tua attenzione su un versetto della Scrittura di cui quel giorno tu e la tua vita ne avete uno specifico bisogno. Qualsiasi sia il versetto che Lui ti illumina, tu formula il proposito fermo di mettere in pratica quel compito che Lui ti ha assegnato. Applica quel versetto a qualcosa che dovrai vivere o affrontare quel giorno. Attraverso l'accumulo di quelle piccole obbedienze quotidiane, lo Spirito Santo ti guiderà sulla strada più ampia della volontà di Dio. A fare le scelte giuste.

Lo Spirito Santo usa quei versetti vissuti della Parola per guidare ogni figlio di Dio a fare la volontà del Padre. Quindi il tuo compito è come quello che avevo io quando cercavo quel posto sconosciuto - stare bene attaccato al tuo Pastore e andare dove Lui ti porta.
Accelera quando Lui accelera. Rallenta quando Lui rallenta. Gira quando Lui gira.

Tu non puoi nemmeno immaginare che libertà e sollievo sperimenti quando decidi di lasciare che sia Lui a farti da navigatore. Seguire Gesù è semplificare il tuo viaggio - con la garanzia che arrivi certo a destinazione.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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e ti protegga.
Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio.
Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace.» (Numeri 6,24-26)
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Incontri 390

Messaggio  silvia il Mer Gen 27, 2016 7:22 pm

INCONTRI CON LA PAROLA
No. 390
- Dio sa come far volare le mongolfiere
(2 Corinzi 12, 7-9)


Il Masai Mara, in Kenya, è uno dei più bei parchi naturali del mondo. Naturalmente il parco si può visitare in tanti modi, tranne che a piedi. I ricchi, per esempio, lo sorvolano in mongolfiera - quelle coloratissime bolle d'aria calda che trasportano persone dentro a un cesto. Me le vedo ancora adesso fluttuare nello splendido cielo africano. Il grande pericolo delle mongolfiere sono le correnti d'aria, imprevedibili e forti. Allora caricano nel cesto dei sacchetti pieni di sabbia - la cosiddetta "zavorra". Quel peso extra mantiene la mongolfiera in quota e soprattutto rende stabile il cesto, impedendo di rovesciarsi. Le mongolfiere hanno bisogno di zavorra. E così pure le persone.

Lo dice Dio per bocca del grande apostolo Paolo. Dopo la Madonna e san Giuseppe, io credo che Paolo sia stato l'uomo che più è penetrato nell'intimità con Dio. Lui stesso, in alcuni versetti autobiografici della seconda lettera ai cristiani di Corinto, accenna ad un'altissima esperienza mistica che ha avuto. Poi aggiunge: «E perché io non avessi a insuperbire per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca» (2 Corinzi 12, 7).

Cosa sia stata per Paolo quella «spina nella carne» non è chiaro neanche agli studiosi della Bibbia. Forse erano dei problemi di salute che lo hanno tormentato fino alla fine. Comunque era qualcosa di molto doloroso e difficile per lui da gestire. Per te, quella spina nella carne potrebbe essere una grande frustrazione che hai ricevuto nella tua vita, oppure qualcosa che ti sta limitando, tormentando, e buttandoti giù. Perché? Nel caso di Paolo, per usare le sue parole, «perché io non avessi a insuperbire». In altre parole, se non fosse stato per quella spina, forse saresti stato trasportato via dal vento dei tuoi progetti, delle tue forze.

Siccome Dio ti ama, ha permesso qualche sacchetto di sabbia nella tua vita. Quando Dio lavora nella tua vita e dentro la tua vita, hai bisogno di zavorra per mantenere il cesto stabile in equilibrio. Il Signore ha sempre le Sue pialle - circostanze difficili, critiche che ci vengono mosse, fallimenti personali, problemi di salute, qualcuno che ti ama abbastanza da dirti la dura verità, difficoltà economiche. Le zavorre di Dio non sono molto piacevoli, ma davvero ne abbiamo bisogno.

Il sistema delle zavorre è un metodo che Dio impiega costantemente nella Bibbia quando Lui vuole usare una persona. Elia, tanto per fare un esempio. Il profeta Elia vince una strepitosa battaglia spirituale sul monte Carmelo contro i profeti del dio pagano Baal - e improvvisamente la regina vuole la sua testa, deve fuggire via braccato e va in depressione. Senza zavorra, meravigliosi uomini e donne di Dio cominciano a pensare troppo alla loro bravura, dimenticando invece quanto è bravo il loro Dio. La zavorra non è lì per farli fracassare al suolo. È lì per impedire loro che tutto finisca in un disastro.

Magari in questo periodo senti il peso di uno dei sacchetti di sabbia che Dio ha permesso, e pensi: «Deve esserci qualcosa di sbagliato».
Non necessariamente. Tutto, infatti, potrebbe invece stare andando per il verso giusto. Questo peso potrebbe essere una zavorra che Dio sta permettendo nella tua vita perché tu mantenga la quota giusta... la direzione giusta... o ti sta stabilizzando contro un vento che sta per arrivare. Dio non vuole che tu voli per conto tuo.

La spina nella carne, la zavorra, ha come finalità quello che Paolo ha detto essere stata per lui - un costante ricordo di quanto tu hai bisogno del Signore. Paolo ha fatto pace con la sua spina. La sua conclusione è stata: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza» (v. 9). Dio lo ha amato - Dio ti ama... ti ama troppo per rimuovere quel peso che tu vorresti che ti rimuovesse.

Spero che tu, come Paolo, possa imparare a ringraziare il Signore per quell'equilibrio - quell'intimità con Lui - che ti ha dato tramite i Suoi sacchetti di sabbia. Sono pesanti, ma impediscono che tu ti allontani dal Signore... che è l'Unico che ti possa fare davvero volare.

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Incontri 391

Messaggio  silvia il Ven Feb 05, 2016 11:43 pm

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INCONTRI CON LA PAROLA
No. 391
-
Sconfiggere il sovrappeso
(2 Corinzi 10, 3-5)


Avrò perso 5 chili per lo meno cinque volte - almeno credo, visto che per pesarmi non uso la bilancia ma il buco nella cinta dei pantaloni.
Il buco più lontano dalla fibbia so che è il mio peso forma, e ogni buco in più che avanzo verso la fibbia significa che sono almeno 5 chili in più di ciccia. Tutti sanno che mettere su chili è facilissimo, ma poi perderli è una battaglia. E, soprattutto, è difficile mantenere il peso forma una volta acquisito. Non vi dico attualmente in quale buco della cinta è posizionata la mia pancia - ma ho capito che bisogna invertire immediatamente di giri il motore. E ho capito pure che è difficile combattere 5 chili alla volta. Molto meglio combattere contro un chilo alla volta... perché è una battaglia che si può vincere facilmente.

La Parola di Dio ci da spesso istruzioni per il combattimento spirituale in cui ognuno di noi è coinvolto. E la strategia per vincere i tuoi nemici spirituali è stranamente molto simile a quella per vincere il sovrappeso.

Dio ti dice in 2 Corinzi 10, 3-4: «Le armi della nostra battaglia non sono carnali, ma hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze».
Caspita, che bella notizia! Dio può darti la forza soprannaturale di distruggere le fortezze del peccato che il nemico della tua anima usa per influenzare la tua vita. Dio ti dice anche la strategia per vincere questa battaglia spirituale. E la cosa sorprendente è che quando la Bibbia parla della fortezza del nemico che influenza o controlla la tua vita non parla di pornografia o comportamenti immorali o rabbia o cattive abitudini. No - Dio dice che la fortezza che il nemico usa sono i tuoi pensieri.

Il versetto 5 dice: «distruggendo i ragionamenti e ogni baluardo che si leva contro la conoscenza di Dio, e rendendo ogni intelligenza soggetta all'obbedienza al Cristo». Qui viene suggerita la fantastica prospettiva di vagliare ogni pensiero, ogni ragionamento, e di sottometterlo a Gesù - facendolo diventare ciò che Lui vuole esso sia. Quando vuoi combattere il sovrappeso, lo devi fare fin dall'inizio, in quei primi mezzi chili che ti stanno già appesantendo. Bene, lo stesso succede quando vuoi combattere quel determinato peccato che ti ha già sconfitto molte volte. Devi combatterlo fin dai suoi inizi, quando è allo stadio di pensiero peccaminoso, ma che ti sta già orientando nella direzione sbagliata.

Dice la Bibbia: «Vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare» (1 Pietro 5, 8 ) . La tua mente è una una savana o una giungla. Animali selvaggi vi si aggirano dentro in continuazione - pensieri di vendetta, lussuria, orgoglio, autoaffermazione, amarezza, rabbia, frustrazione, risentimento. E troppo spesso noi non cominciamo a combattere fino a quando quel sentimento - l'animale selvaggio - non è diventato azione. Ma è già troppo tardi. Il combattimento spirituale che ha successo non aspetta che il peccato diventi un'azione o un comportamento o un'abitudine. Il combattimento spirituale che ha successo è quello che è combattuto e vinto già nella giungla della tua mente. È molto più facile vincere il tuo peccato quando è allo stato embrionale, nei tuoi pensieri - che quando lo hai trasformato in azione. Il nostro sistema di allarme deve scattare appena quel pensiero peccaminoso entra nella nostra giungla mentale.

Quel pensiero sbagliato deve essere catturato e non gli deve essere mai più permesso di circolare liberamente. La strategia vittoriosa di Dio per il tuo combattimento spirituale è che tu quotidianamente catturi i tuoi pensieri sbagliati appena appaiono. Immediatamente e coscientemente dici: "Aiutami Gesù. Mi passa per la testa quella spazzatura spirituale per la quale tu sei morto per salvarmi. In questo momento ti chiedo Vergine Maria di bloccare quel pensiero e di consegnarlo a Gesù". Vincere quel pensiero sbagliato è più facile se lo consegni subito a Gesù fin che la cosa è ancora a quel livello. E fai poi quello che Gesù ha fatto quando è stato tentato - affronta il nemico e contrattaccalo ripetendoti potenti versetti della Scrittura, oppure il Padre Nostro... meglio ancora se ad alta voce.
Invoca ripetutamente lo Spirito Santo.

Il peccato, con l'aiuto di Dio, è vincibile - non aspettare che la situazione ti scappi di mano. Catturalo fin che è allo stadio di pensiero. Non aspettare di aggiungere 5 o 10 chili al tuo corpo. Puoi essere sempre in forma se impari a combattere il sovrappeso fin che è piccolo.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

PER VIVERE IL GIUBILEO
«L'uomo ha un profondo bisogno di incontrare la misericordia di Dio, oggi più che mai. Per sentirsi compreso nella sua essenza, nella fragilità della sua natura ferita, e soprattutto per fare l'esperienza spirituale di quell'amore che accoglie, ravviva e resuscita alla nuova vita».
(San Giovanni Paolo II)

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Lun Feb 08, 2016 1:12 am

"Il peccato, con l'aiuto di Dio, è vincibile".
Mi fermo su questa affermazione.
Mi trovo da tempo in sempre maggiori difficoltà
Non dipendenti dalla mia volontà.
Ma il peccato è sempre li, e mi sento responsabile per non sapere come, cosa fare.
Il padre Nostro.
L'invocazione allo Spirito Santo.
Un versetto della Bibbia...
Mi resta sempre la necessità di decidere, io, che cosa fare.
A me sta bene di "... vagliare ogni pensiero, ogni ragionamento, e di sottometterlo a Gesù - facendolo diventare ciò che Lui vuole esso sia."
In pratica, Lui sa che può fare della mia vita- di ogni pensiero e non solo- ciò che vuole essa sia.Ciò nonostante, mi trovo a fare continuamente scelte...vorrei che fosse Lui a dirmi chiaro che cosa fare, ma alla fine devo decidere io.

Signore, donami luce e forza. Sono stanca.
Vorrei fermarmi...
Ti prego.
Amen.
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Incontri 392

Messaggio  silvia il Lun Feb 15, 2016 4:26 pm

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INCONTRI CON LA PAROLA
No. 392
- «Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore» (Salmo
17,3)
(2 Corinzi 6, 4-5)


Un bel po' di anni fa un parroco di uno dei paesini delle Cinque Terre, in Liguria, ci aveva offerto per qualche settimana la canonica, e noi eravamo andati con un gruppetto di ragazzi a fare un camposcuola. Amavo camminare lungo quelle rocce e quelle scogliere che si infilano dentro al mare. Un giorno s'era annuvolato, il mare era decisamente mosso e le onde sbattevano violente sulle rocce. Quando vedi quelle onde alzarsi con forza contro la roccia, ti viene in mente il classico duello tra l'irresistibile forza (il mare) e la fortezza immobile (le rocce). Bene, tutti sanno che l'acqua ha una forza che travolge tutto. Ma potevo stare tranquillo sulla sommità del promontorio e guardare giù l'immenso potere del mare - perché il vincitore è sempre lo stesso. Le onde si infrangono violente. La roccia rimane.

Anche la Parola di Dio parla di onde che arrivano fragorose - e fa una lista di alcune di quelle onde violente che sbattono addosso alla tua vita. In 2 Corinzi 6, 4-5, l'apostolo Paolo dice: «In ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni».

Paolo qui sta parlando del "triplete", o se volete della triade di onde enormi che sommergono molte persone. La prima terna della triade sono le tribolazioni, le necessità, le angosce - insomma le situazioni in cui sei imbottigliato e non sai come uscirne. La seconda terna sono le percosse (fisiche o morali), le prigioni (di ogni tipo, in cui gli altri ti hanno messo), i tumulti (tutte le volte che ogni cosa sembra volgerti contro). E infine nell'ultima terna Paolo indica le fatiche, le veglie, i digiuni. Tre terne... tombola!

Ti sta capitando addosso una di quelle nove onde? Bene, adesso guarda come l'apostolo Paolo ti dice di affrontarla - è un grande incoraggiamento. Lui comincia quella lista martellante di problemi con queste parole: «con molta fermezza». Ossia perseveranza, solidità.
Infatti la radice della parola greca che Paolo usa significa «stare dove ti trovi». Paolo sta dicendo: "Non mi smuovo. Ho preso la mia decisione e nessuno mi farà cambiare idea". Sta dicendo che è possibile essere colpiti dalle onde violente e nonostante questo essere la roccia che non si sposta.

Se sei un discepolo di Gesù, hai in Lui la forza di essere quella persona «solida, rocciosa» come lo è stato Paolo. Ricorda, è la roccia che infrange le onde... e non le onde che infrangono la roccia!
Se ti appoggi a Gesù sei tu che hai il coltello dalla parte del manico. Paolo lo ha fatto - e puoi farlo anche tu - se attingi dalla sua stessa fonte di energia.

Senti cosa dice in 2Corinzi 1, 8-9 «Non vogliamo infatti che ignoriate, fratelli, come la tribolazione che ci è capitata in Asia ci ha colpiti oltre misura, al di là delle nostre forze, sì da dubitare anche della vita. Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte per imparare a non riporre fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti». Eccolo qui il segreto della fermezza quando tutto intorno traballa - affidarsi a Dio e confidare in Lui.
Questo significa avere con Lui dei momenti quotidiani di intimità per fare il pieno ogni giorno della Sua forza, attingendola dalla preghiera e dalla Parola di Dio.

Questo non ti da alcuna garanzia che tu non sarai mai più colpito dalle onde violente - o che persino queste onde ti facciano del male.
Ma fino a quando attingerai forza dal contatto quotidiano con Dio, imbevendoti profondamente di Lui, non sarai mai scosso dal mare in tempesta. Sta arrivando l'alta marea? Si addensano nubi nere sul mare?
Bene, ce la farai! Perché «tutto posso in colui che mi dà la forza» (Filippesi 4, 13)

Dopo che le onde hanno sfogato la loro violenza e l'alta marea è scesa, tu sarai ancora lì - più forte di prima. In Cristo, tu sei una roccia - e la roccia infrange sempre le onde!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

P.S.: Vi consiglio di pregare con il Salmo 123, quello che comincia con «Se il Signore non fosse stato con noi...»

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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  annaxel il Mer Feb 17, 2016 5:38 pm

Gesù è la nostra casa costruita sulla roccia, nulla potrà annientarla…. queste parole dovrebbero infondere sicurezza, un abbandono alle avversità della vita, questa dovrebbe essere la nostra fede; ma quando le onde sono troppo violente e lambiscono le pareti della nostra anima, allora ci sentiamo come i pescatori di Gennesaret, paurosi davanti alla forza della natura, e come loro meritiamo le parole di Gesù: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Signore! Aiutaci e accresci la nostra fede.
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Re: Le catechesi di don Luciano

Messaggio  silvia il Sab Mar 12, 2016 1:13 am

Ricevo le catechesi di don Luciano.
Quando vengono inviate.
So che anche Andrea le riceve e, credo Annaxel. Le riceve Palmina.
Le trascrivo qui, se interessano a qualcun altro, altrimenti mi sembra tempo sprecato.
Interessano forse a qualcuno di passaggio e poichè forse è sempre bene dare di più che di meno, continuo?

Se mi lasciate un vostro parere, grazie!
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don Luciano

Messaggio  Andrea il Sab Mar 12, 2016 2:10 pm

Carissima Silvia,

Dirti "grazie" è ben poco per lo sforzo che fai per aiutare questo NOSTRO sito.
Purtroppo non ricevo regolarmente questa bellissime catechesi di don Luciano. proverò a rinnovare la richiesta.

Grazie di cuore! - UNP Pace e bene!

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Andrea
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Incontri 393

Messaggio  silvia il Mar Mar 15, 2016 12:11 am

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INCONTRI CON LA PAROLA
No. 393
- I bravi ragazzi sono quelli coi guanti (Filippesi 3, 10)

Qualche tempo fa è venuta a trovarmi una giovane mamma mostrandomi orgogliosa il suo ultimo nato. Davvero quel bambino è una benedizione. Tuttavia il bel volto del bambino aveva alcuni graffi. La mamma mi ha risposto che, a causa di un problema fisico, continuava a graffiarsi la faccia. Mi era venuto da dirle: "Mettigli i guanti" - poi sono stato zitto perché forse non è un consiglio da gran pediatra. Poi mi è venuto in mente che è bene che i bambini piccoli abbiano le mani scoperte, perché ho letto da qualche parte che quando un neonato può sentire e toccare le cose, questo fa crescere le cellule del suo cervello!

Effettivamente la crescita viene dal sentire e dal toccare - e questo vale non solo per i neonati. Spesso è proprio questo che fa la differenza tra un cristiano adulto e un cristiano infantile (il «bravo ragazzo»!). Perché ci sono alcuni di noi (i «bravi
ragazzi») che indossano i "guanti" nel rapporto con Dio - e non crescono molto come discepoli di Cristo perché non stanno "sentendo"
e "toccando" le cose spiritualmente. Magari ti stai arricchendo di un mucchio di belle informazioni spirituali - ma queste non ti stanno trasformando. Tipico dei «bravi ragazzi».

In Filippesi 3, 10 l'apostolo Paolo esprime la passione che guida la sua vita in quattro piccole parole - parole che possono cambiare il modo con cui vivi la fede. Paolo dice: «Io possa conoscere Lui» - eccole quelle parole - e poi dice come questo succede... «e la potenza della sua risurrezione, e la partecipazione alle sue sofferenze»

Però fai attenzione, Paolo non si accontenta di conoscere Cristo - perché è difficile immaginare qualcuno che dopo la Madonna abbia conosciuto Cristo meglio di Paolo. Ma dopo trent'anni di incredibile lavoro per il Signore, Paolo è ancora desideroso di «conoscere Cristo» - conoscerlo meglio. La sua teologia di Gesù, le cose che sa su di lui non soddisferanno mai il desiderio del suo cuore...
spendersi per Gesù non gli basterà mai... è soltanto conoscendo Gesù, in maniera sempre più profonda, che avrai il senso di quello che Gesù può fare nella tua vita se glielo concedi... che ti darà tutto quello che Dio vuole darti.

E come fai ad avere questa conoscenza di Cristo che ti porta a una così grande intimità con lui? Facendo esperienza di lui, non soltanto sapendo cose su di lui. Nel Nuovo Testamento «conoscere» vuol dire «fare esperienza». Come avviene questa conoscenza-esperienza? Attraverso quelle situazioni nella quali sei così morto, così senza forze che la tua unica speranza è una risurrezione - una risurrezione che ti cambia dentro. E in quei momenti estremi tocchi e senti la Sua presenza e la Sua forza come non ti è mai successo prima. Allora conosci davvero Gesù attraverso «la partecipazione alle sue sofferenze» - passando attraverso quelle valli oscure e quei deserti, attraverso quelle sofferenze che ti fanno sentire il bisogno di Gesù come mai hai avuto bisogno prima. È spesso vero che non conosci Gesù finché non arrivano quei periodi nei quali hai davvero bisogno di Gesù.

Quindi il fattore determinante della crescita spirituale è sentire e toccare Gesù nelle diverse esperienze della tua vita. Come pregare come se Dio solo potesse fare tutte le cose, confidare in Lui in tutte quelle cose che solo Lui può fare. Come chiedergli i suoi suggerimenti interiori per fare le cose che Lui vuole che tu faccia durante la giornata - e obbedendogli docilmente quando ti spinge a fare qualcosa. Tu senti e tocchi il Signore quando gli consegni una specifica area di te, della tua vita, perché Lui la possa toccare quel giorno... o quando lasci la tua "area di sicurezza" per far sentire gli altri amati, specialmente quelli che sembrano specialiste nell'infliggere ferite.

È molto di più che andare a incontri in parrocchia, o frequentare gruppi, o imparare dei contenuti - devi arrivare a sentire Gesù e a toccare Gesù per poter crescere in Gesù. Mi pare che finora tu abbia imparato un mucchio di cose su di Lui - adesso togliti i guanti e concentrati nel fare esperienza di Lui nelle cose concrete di tutti i giorni.

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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«Nessun peccato umano può cancellare la misericordia di Dio, o impedirle di liberare tutto il suo potere trionfante, se solo la invochiamo».
(San Giovanni Paolo II)

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Re: Le catechesi di don Luciano

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