La sindone - Scienza e Realtà

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Messaggio  Andrea il Ven Feb 13, 2009 11:48 am

La Sindone:


Scienza e Realtà


La Sindone è un lenzuolo di lino che ha avvolto il cadavere di un uomo che è stato flagellato, coronato di spine, crocifisso con chiodi e traspassato da una lancia al costato. Le tradizionali dimensioni erano riportate come 436 cm di lunghezza e 110 cm di larghezza, fino a tempi recenti. Dopo l’ intervento dell’ estate 2002, le nuove misure comunicate ufficialmente sono 442 cm per 113 cm. Possiamo distinguere le linee carbonizzate causate dall’ incendio del 1532: il lenzuolo ripiegato fu perforato in un punto da materiale rovente che proveniva dal reliquiario che stava fondendo: una volta che la sindone fu aperta. I fori della bruciatura erano ripetuti in molti punti. Possiamo anche distinguere gli aloni causati da acqua, come pure da riparazioni fatte dalle Clarisse di Chambéry nel 1534 (queste riparazioni sono state rimosse nel 2002). Lungo la impronta umana possiamo distinguere la ferita del piede destro, la ferita sul polso sinistro, la ferita nel costato, la ferita sulla fronte, ferite sulla testa dovute alla corona di spine, contusioni dovute al patibulum (la trave orizzontale della croce), colpi di flagello su tutto il corpo, il tallone la pianta del piede destro


Lastra negativa della fotografia eseguita da Secondo Pia


Prima fotografia della Sindone eseguita da Secondo Pia


Fra il 25 e il 28 maggio1898, un avvocato, Secondo Pia, realizzò la prima fotografia della Sindone. Egli scoprì che l’ immagine impressa sulla Sindone si comporta come un negativo fotografico del corpo che fu avvolto nel lenzuolo. Essa rivela nella lastra negativa come un positivo del corpo. Infatti, quando una persona fotografa la Sindone, non fotografa il corpo, perchè il corpo non è nella Sindone, ma fotografa un negativo del corpo, che il corpo stesso ha lasciato sulla Sindone.

L’ emozionante scoperta del negativo ha mostrato in modo molto preciso le caratteristiche dell’ Uomo della Sindone. Ciò fu l’ inizio degli studi e delle ricerche, in particolare nel campo medico-legale. La Sindone fu fotografata di nuovo nel 1969 e nel 1978, così molti particolari sono apparsi nel negativo.

Nel 1978, dal 8 al 14 ottobre molti scienziati, la maggior parte membri dello statunitense STURP (Shroud of Turin Research Project), hanno condotto misurazioni ed analisi della reliquia per 120 ore consecutive, per realizzare un’ indagine scientifica multidisciplinare.

I loro risultati hanno dimostrato che è un lenzuolo di lino, filato e tessuto nella regione del Medio Oriente. La manifattura rudimentale del materiale, la torcitura a Z in senso orario dei fili, la tessitura in diagonale 3 a 1, la presenza di tracce di cotone egizio antichissimo, l’ assenza di tracce di fibre animali (infatti gli ebrei tessevano la lana e il lino con telai separati). Sono tutti elementi che rendono verosimile


La tessitura della stoffa di lino

l’ origine del tessuto nell’ area siro-palestinese del primo secolo. Il tessuto a spina di pesce è di grande valore: quindi l’ uomo che è stato avvolto in questa Sindone deve essere stato un uomo di alto livello. Un ladrone doveva essere sepolto senza un lenzuolo in una tomba comune.


La cucitura laterale

Sulla Sindone c’ è una cucitura laterale identica a quelle esistenti su stoffe ebraiche del primo secolo trovate a Massada. Una traccia di cera indica dei riti antichi. . E’ stato preso materiale con nastri adesivi. Questo materiale successivamente è stato studiato in diversi laboratori. Sulla Sindone è stata trovata la presenza di cristalli di aragonite (un tipo di carborato di calcio) con impurezze simili a quelle dell’aragonite trovata nelle grotte di Gerusalemme; inoltre sono state trovate aloe e mirra, le spezie funebri profumate usate dagli Ebrei nel primo secolo; e anche una grande abbondanza di pollini del Medio Oriente che non esistono in Europa. Questi pollini appartenevano al genere Haplophyllum tuberculatum, una pianta desertica che cresce in Israele, ma non in Europa. Si sono poi trovati anche pollini di Althæa offiicinalis una pianta che cresce sia in Israele, sia in Europa.

Altri tipi di pollini ritrovati sono: del Zygophyllum dumosum una pianta desertica che cresce in Israele, in Giordania occidentale e sul Sinai, ma non in Europa; del Cistus Creticus pianta della zona mediterranea di Israele; del Gundelia Tournefortii pianta della steppa che cresce in Israele ma non in Europa. In totale sono stati trovati 77 tipi diversi di piante, tre quarti delle quali non crescono in Europa, mentre 13 sono tipiche ed esclusive del deserto vicino a Gerusalemme. Un botanico ebreo dell’Università di Gerusalemme, Avinoam Danin, usando un archivio di più di 90.000 siti di distribuzione delle piante, ha verificato che il luogo più adatto per tutte le specie di piante, i cui pollini sono stati identificati sulla Sindone, si trova in un raggio di 20 km. Intorno a Gerusalemme.

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Ultima modifica di Andrea il Sab Mag 22, 2010 6:44 am, modificato 8 volte

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Re: La sindone - Scienza e Realtà

Messaggio  chiarotta91 il Sab Feb 14, 2009 10:47 pm

Rileggo sempre con passione le notizie sulla Sindone. Queste poi così tecniche, direi "scientifiche" cercano di provare la realtà storica del Gesù ucciso a Gerusalemme .Per chi crede queste notizie hanno qualcosa di straordinario , è come il puzzle che prende corpo via via. I pollini delle piante che crescono in quella regione, il tessuto, le macchie, tutto insomma ti porta al dramma vissuto sul Calvario. La ragione trova una conferma alla fede.Lo so, non ce n'è bisogno e se anche la Sindone non si fosse salvata dall'incendio noi tutti credemmo ugualmente. Ma queste notizie nutrono la mente oltre che il cuore.
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Re: La sindone - Scienza e Realtà

Messaggio  Andrea il Mar Feb 17, 2009 6:26 am

Seconda parte

S
ul tessuto di lino della Sindone, sono inoltre presenti anche macchie di sangue e siero che non sono ripro-ducibili con mezzi artificiali. E’ sangue coagulatosi sulla pelle di un uomo ferito. Si è ridisciolto per fibrinolisi a contatto con la stoffa umida per circa 36 ore. La fine del contatto è avvenuta senza causare un movimento che avrebbe alterato i bordi delle tracce di sangue. In altre parole, rimane inesplicabile come sia finito il contatto fra il corpo ed il lenzuolo senza alterare i trasferimenti che avevano avuto luogo. La permanenza del cadavere nella Sindone per un periodo di tempo limitato può essere dedotta nono soltanto dall’ interruzone del processo fibri- nolitico ma anche dallò assenza di qualsiasi segno di decomposizione..

analizzando queste tracce di sangue è stato trovato che si tratta di sangue umano maschile ricco di bilirubina: ciò significa che appartiene ad una persona che ha sofferto un grande trauma. Il sangue è del gruppo AB. Questo è un gruppo sanguigno meno comune: soltanto il 5 % della popolazione appartiene a questo gruppo sanguigno.sulla Sindone è stato trovato anche un globulo rosso.

Un confronto interessante può essere fatto con i risultati della ricerca intrapresa sul miracolo di Lanciano (Italia). Qui, nel VIII° secolo , nella chiesa di San Legonziano, mentre era tra le mani di un monaco basiliano che dubitava della presenza reale di Cristo nelle specie eucaristiche, là ostia al momento della consacrazione, si è trasformata in carne ed il vino in sangue. I risultati della ricerca nel 1970 da Odorado Linoli, docente di anatomia ed istologia patologica e di chimica microscopica della Università di Siena (Italia), hanno mostrato che la carne è vero tessuto miocardico di cuore umano che si mantiene miracolosa-mente incorrotto e il sangue è autentico sangue umano del gruppo AB.

Il sangue è anche dello stesso tipo di quello riscontrato sul Sudarioconservato nella Cattedrale di Oviedo (Spagna), una tela di 83 X 52 cm. Che presenta numerose macchie di sanfue simmetriche , passate da una parte allà altra mentre era piegata in due. La tradizione la definisce Santo Sudario o Sagrado Rostro, cioè Sacro Volto. La,preziosa stoffa giunse ad Oviedo nel IX sexolo in un’ Arca Santa di legno con latre reliquie, provenienete dallà Africa settentrionale. Il sangue del Sudario è umano, appartiene al gruppo AB e il DNA presenta un profilo genetico simile a quello rivelato sulla Sindone.

T
orniamo però alla Sindone. Oltre al sangue su questo telo c’ è anche l’ immagine del corpo che vi fu avvolto. Questa immagine, dovuta a degradazione per disidratazione e ossidazione delle fibrille superficiali di lino, è paragonabile ad un negativo foto-grafico. E’ superficiale, dettagliata, termicamente e chmicamente stabile. E stabile anche all’ acqua.Non è composta di pigmenti è priva di direzionalità e non è stata provocata dal semplice contatto del corpo con il lenzuolo: con il contatto il telo o tocca o non tocca, non c’ è via di mezzo. Invece sulla Sindone c’ è im- magine anche dove sicuramente non c’ è contatto. I suoi chiaroscuri sono proprorzionati alle diverse distanze esistenti fra corpo e telo nei vari punti punti di drappeggio. Si può dunque ipo- tizzare un effetto a distanza di tipo radiante. Sotto le macchie non esiste immagine del corpo. Il sangue depositatosi per primo sulla tela, ha schermato la zona sottostante, mentre succesivamente , si formava l’ immagine. Come un cadavere abbia potuto imprimere sul lenzuolo l’ immagine fotografica di se stesso, è un fenomeno unico ed ancora inspiegabile.

Questa immagine nono è stataprodotta con mezzi artificiali. Non è un dipinto, né una stampa: sulla stoffa è assente qualsissi pigmento. Non è il risultato di una strinatura prodotta von un bas- sorilievo riscaldato: le impronte cosi ottenute passano da parte a parte, tendono a sparire, hanno diversa fluorescenza e nono hanno caratteristiche tridimensionali paragonabili a quelle della Sindone.

A questo punto bisogna osservare che l’ immagine esiste soltanto sulle fibrille superficiali del lino. Nessuna immagine è stata osservata sul retro della tela medesima.L’ assenza di pigmenti è stata confermata dalla fotografia in luce trasmessa. Sul retro è possibile vedere soltanto il sangue, non l’ immagine.


Ultima modifica di Andrea il Ven Feb 27, 2009 9:33 am, modificato 2 volte

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Re: La sindone - Scienza e Realtà

Messaggio  Andrea il Gio Feb 26, 2009 6:35 am

Impressione solo sulle fibrille superficiali


Fronte e retro della Sindone



Il chiaroscuro dell’ immagine può essere letto e riconosciuto da un computer e da un analizzatore VP’8 con un effetto tri-dimensionale. Una normale immagine piatta dovrebbe fornire un rilievo distorto; al contrario, in questo caso si ottiene un corpo tridimensionale ben proporzionato. Era alto 1m75 e aveva 30-40 anni.

Usando il computer è stato anche possibile ricostruire il volto con i capelli e la barba neri. Inoltre è stato possibile ricostruire il volto senza ferite. No si può dire di conoscere il meccanismo fisicochimico dell’ impronta, ma si può ipotizzare come un fiotto di radiazione non penetrante che si attenua con il passaggio nell’ aria e diminuisce con la distanza.Un esperimento interessante ma anche molto importante è stato eseguito da un medico statunitense m il dott. August Accetta, il quale ha condotto un esperimento su se stesso: ha iniettato nelle sue vene una soluzione di difosfato di metilene contenente tecnezio-99m, un isotopo radioattivo che decade rapidamente. Ogni atomo di tecnezio emette un unico raggio gamma che può essere registrato su una apposita apparecchiatura di rilevamento.Voleva cosi, realizzare un’ immagine provocata dalla radiazione emessa da un corpo umano. Nelle due foto si vedono:

Nella prima le mani del dott. Accetta e nella seconda le mani della Sindone.

Queste foto danno l’effetto tridimensionale delle mani e secondo il dott. Accetta l’immagine sulla Sindone potrebbe essere causata dall’ energia sprigionatasi del corpo di Cristo al momento della resurrezione. Le immagini ottenute da quasti ricercatore sono molto simili a quelle che si osservano sulla Sindone e davvero questo esperimento arriva fin alla soglia del mistero di quell’ impronta che ci richiama il mistero centrale della fede. La formazione dell’ immagine della sindone potrebbe essere spiegata da un effetto fotoradiante alla resurrezione.

Nel 1988 i laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, datarono la sindone. Il risultato era incredibile: la Sindone sarebbe stata fab-bricata fra il 1260 e il 1390 d. C. Ma i il limiti del metodo e la sua applicabilità alla Sindone sono evidenti. Il carbonio 14 ha origine dal bombardamento di atomi di azoto 14 da parte di neutroni- Il carbonio 14 è radioattivoe si disintegra ad un tasso conosciuto, ritrasformandosi in azoto 14. Il carbonio 14, come il carbonio 12, si combina facilmente con l’ ossigeno per formare anidride carbonica, che a sua volta viene assorbita dalle piante con la fotosintesi clorofilliana . Mangiando, gli animali assimilano il carbonio 14. Finchè le piante e gli animali sono vivi, c’ è un equilibrio al loro interno fra le quantità di carbonio 14 che decade a quella che è acquisita. Quando muoiono lo scambio con l’ ambiente cessa e l’ equilibrio si interrompe, il carbonio 14 inizia a diminuire irreversibilmente. Di conseguenza, più vecchio è là oggetto, meno carbonio 14 conterrà. Da quanto rimane in esso in un reperto, si può calcolare quanto tempo è passato dalla sua morte. Ma se c’ è una contaminazione da parte di carbonio 14 proveniente da altre fonti che nono può essere rimosso con il metodo di pulizia impiegato, anche questo carbonio 14 sarà misurato. Il campione risulterà essere più radioattivo e per la datazione sembrerà °più giovane°.

Per la datazione in questione dobbiamo far notare che ci sono alcune perplessità sulle procedure dell’ esame. Anzi tutto i pesi e le misure dei campioni della Sindone sono in disaccordo sulla base dei dati dichiarati, i campioni pesavano quasi il doppio di quanto avrebbero dovuto.

Per altro, il lenzuolo ha sofferto molte vicissitudini (incendi, restauri, acqua, esposizioni all’ ambiente esterno, al fumo delle candele, al respiro dei fedeli ecc.) e quidi è andato soggetto a molte alterazioni e contaminazioni. La scelta della zona da cui i campioni sono stati prelevati era errata: soltanto da un punto e da un angolo molto inquinato che à stato restaurato nel Medio Evo. Il chimico allan Adler della Western Conneticut State University di Danbury (USA), membro della commissione per la conservazione della Sindone, ha anlizzato 15 fibre estratte dal campione sindonico usato per la datazione radiocarbonica. Dopo un confronto con 19 fibre provenienti da varie altre zone della Sindone, ha riscontrato sul campione usato per la radiodatazione un grado di inquinamento tale da poter dichiarare che esso non è rappresentativo dell intero lenzuolo. A questo punto bisogna notare che durante le ostensioni della Sindone quel angolo era una delle parti più toccate del lenzuolo.

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Ultima modifica di Andrea il Lun Mar 02, 2009 4:55 pm, modificato 1 volta

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Re: La sindone - Scienza e Realtà

Messaggio  Andrea il Lun Mar 02, 2009 4:53 pm

Un ricercatore dell’ Istituto di microbiologia dell’ Università di San Antonio (Texas), Leoncio Garza Valdés, afferma di aver identificato, su un campione di Sindone fornitogli non ufficialmente da Giovanni Righi (la persona che ha tagliato il campione di Sindone per la riadiodatazione), la presenza di un complesso biologico, composto da funghi e batteri che ricopre come una patina i fili. La patina è spessa quanto i fili che ricopre e non è eliminabile con i consueti trattamenti di pulizia. Sono necessari speciali enzimi. Questo è un fattore che avrebbe falsato la dataziione radiocarbonica.

L’ alta temperatura raggiunta nel reliquiario durante l’ incendio di Chambéry nel 1532, in mancanza di ossigeno, ha provocato scambi di isotopi che hanno portato ad un arricchimento di carbonio radioattivo. La presenza d’ argento che ricopriva il re-liquiario ha favorito ulteriormente la reazione, facendo “più giovane” il tessuto.

Raymond N. Rogers, un chimico in pensione del Los Alamos Na-tional Laboratory, New Mexico, USA, ha trovato una strana giuntura con le estremità a contatto fra i fili della Sindone prove-nienti dalla zona del campione usato per l’ analisi radiocarbonica. Anna Maria Donadoni, sovrintendente del Museo egizio di Torino, gli ha mostrato come le lunghezze separate di filato venivano sovrapposte nella tessitura del panno principale della Sindone: la giuntura è completamente differente. E’ inoltre evidente che le due estremità della giuntura sono diverse: una è lanuginosa e bianca, l’ altra colorata e strettamente ritorta. Rogers ha affermato che un esame di datazione che misura nel lino la scomparsa graduale di un composto la vanillina, ha trovato che questa era presente nella zona analizzata nel 1988 ma non nella parte della sindone. Egli ha affermatoche anche le tele trovate con i rotoli del Mar Morto, che risalgono all’ epoca di Cristo, non mostrano vanillina. Ha valutato che la sindone potrebbe avere una qualsiasi età fra i 1300 e 3000 anni. Nel 1982 un filo della Sindone, proveniente dalla zona del campione usato per l’ analisi radiocarbonica , fu già datato con il metodo radiocarbonico in California. Metà filo appariva coperto di amido. Il filo fu diviso a metà: la parte non inamidata risultò del 200 d.C., mentre la parte inamidata fornì una data del 1200 d.C

Un altro particolare: Le fibre della Sindone provenienti dalla zona del campione usato per la analisi radiocarbonica, appaiono rivestite e impregnate da una sostanza amorfa giallo-bruna, il cui colore varia di intensità da una fibra all’ altra. Le fibre provenienti dal resto della Sindone non presentano rivestimento. Questo rivestimento è quasi certamente una gomma vegetale gialla, molto probabilmente gomma arabica, usata diffusamente in passato per applicazioni tessili. La differenza tra le fibrille della zona del campione usato per l’ analisi radiocarbonica e quelle del resto della Sindone, porta a ritenere che i campioni usati per la datazione non sono rappresentativi della Sindone. Anche un “rammendo invisibile” è stato probabilmente realizzato nel XVI secolo con grande perizia.

F



ra il 20 giugno e il 23 lyglio 2002 la Sacra Sindone è stata sottoposta ad un notevole intervento (molti scienziati si rifiutano di chiamarlo “restauro”) che ha comportato la rimozione del restauro operato dalle suore clarisse nel 1534. All’ epoca, per riparare i gravi danni di due anni prima, le suore apposero trenta rappezzi sui fori provocati dall’ incendio e una tela d’ Olanda sul retro della Sindone come fotera di sostegno. Ora tutti i rappezzi sono stati asportati e tutti i bordi carbonizzati dei fori sono stati raschiati via. I fori sono quindi diventati più grandi e sono stati lasciati scoperti. Suò retro della Sindone è stata cucita, con aghi ricurvi e filo di seta, una nuova tela che risale ad una cinquantina d’ anni fa.

Lo stress della manipolazione, fatta oltretutto a mani nude, è stato ulteriormente aggravato da più di un mese di esposizione alla luce di lampade a incandescenza. Fra gli strumenti usati è elencato un vaporizzatore a ultrasuoni. La mescolanza di materiale carbonizzato con altre particelle ha fatto perdere la possibilità di un altro studio separato. Intanto per distendere le pieghe sono stati applicati pesi di piombo; sono stati applicati alcuni prelievi di materiale.

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Re: La sindone - Scienza e Realtà

Messaggio  Andrea il Mar Mar 31, 2009 5:34 pm


F


ra il 20 giugno e il 23 lyglio 2002 la Sacra Sindone è stata sottoposta ad un notevole intervento (molti scienziati si rifiutano di chiamarlo “restauro”) che ha comportato la rimozione del restauro operato dalle suore clarisse nel 1534. All’ epoca, per riparare i gravi danni di due anni prima, le suore apposero trenta rappezzi sui fori provocati dall’ incendio e una tela d’ Olanda sul retro della Sindone come fotera di sostegno. Ora tutti i rappezzi sono stati asportati e tutti i bordi carbonizzati dei fori sono stati raschiati via. I fori sono quindi diventati più grandi e sono stati lasciati scoperti. Suò retro della Sindone è stata cucita, con aghi ricurvi e filo di seta, una nuova tela che risale ad una cinquantina d’ anni fa.

Lo stress della manipolazione, fatta oltretutto a mani nude, è stato ulteriormente aggravato da più di un mese di esposizione alla luce di lampade a incandescenza. Fra gli strumenti usati è elencato un vaporizzatore a ultrasuoni. La mescolanza di materiale carbonizzato con altre particelle ha fatto perdere la possibilità di un altro studio separato. Intanto per distendere le pieghe sono stati applicati pesi di piombo; sono stati applicati alcuni prelievi di materiale.

La rimozione del materiale carbonizzato e delle polveri ha comportato la perdita dell’ opportunità di studiarli al loro posto sul lenzuolo.E’ stata inoltre effettuata la scansione digitale completa sia sulla superficie dove è visibile l’ immagine dell’ Uomo della Sindone, sia sul retro che è tornato poi ad essere nascosto dalla nuova fodera. Infine è stata realizzata una documentazione fotografica completa.

Giovanni Paolo II disse: La Sindone è provocazione all’ intel- ligenza. Essa richiede inanzitutto là impegno di ogni uomo, in particolare del ricercatore, per cogliere con umiltà il messaggio profondo inviato alla sua ragione e alla sua vita. Il fascino misterioso della sindone spinge a formulare domande sul rap-porto tra il Sacro Lino e la vicenda storica di Gesù. La Chiesa af- fida agli scienziati il compito di continuare ad indagare.

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