Ama il tuo nemico

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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  chiarotta91 il Ven Mar 20, 2009 12:10 pm

Maria R, così ti accontento ed evito d ripetere che è una norma di etichette ad imporre l'uso del termine. Del resto leggo diversi interventi insieme e poi ricordo il contenuto e non l'autore. Volevi sapere il brano di Vangelo a cui mi riferisco. Si tratta dell'episodio in casa di Simone il lebbroso, presso il quale Gesù si reca. Mentre è a tavola entra una donna , una prostituta perchè alle altre era fatto divieto di partecipare ai banchetti con gli uomini. Si doveva trattare di una prostituta " di alto bordo" come si dice oggi dal momento che possiede un profumo molto prezioso. Le prostitute ne portavano sempre con loro perchè veniva utilizzato per gli incontri d'amore. Invece questa donna ne versa sul Capo di Cristo una quantità che fa scandalizzare la sala, gremita forse di abituali clienti della donna. C'è poi il fariseismo di facciata che spinge a commentare il gesto in chiave di mancanza di rispetto per i poveri. Ma Gesù non ha mezze misure. Ella ha compiuto un gesto buono verso di Lui. Perchè infastidite questa donna? Dice loro ed aggiunge affermando che ovunque sarà proclamato il Suo Vangelo questa donna riceverà rispetto e si dirà di lei anche ciò che ella ha fatto. Per una lettura personale Mt 26,6-13 oppure Mc 14, 3-9. Ma anche la vicenda della Maddalena affronta le stesse tematiche.
Per la domanda e l'offerta, credo che il cristiano debba fare il primo passo e quindi non chiedere . Un cristiano (anche senza essere economista ) sa che chiedere e farlo con insistenza produce l'ottenimento della cosa chiesta. Peccato che in questo caso si tratti di prestazioni a sessuali a pagamento.
Comunque la mia era una riflessione che partiva dall'analisi di un fenomeno. Non voglio valutare le opinioni altrui.
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chiarotta91

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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  Maria R. il Ven Mar 20, 2009 9:49 am

(Chiedo cortesemente a Chiarotta di citare il nome dell’utente a cui fa riferimento nei propri interventi, io mi chiamo Maria R. e non utente)

Premetto che non ricordo nel dettaglio l’episodio della prostituta, ma sono portata a pensare che Gesù non condannò la prostituta solo perché si era pentita, ammonì invece gli uomini che cercavano le prostitute perchè si ravvedessero. Devo anche dire che Gesù non ha respinto le prostitute perchè non respinge nessuno, Gesù chiama a sè soprattutto i peccatori, prostitute e non.
La prostituzione in strada esiste non solo perché c’è richiesta ma anche perché c’è l’offerta. Mi chiedo perché una donna, invece di andare a lavare i piatti in qualche ristorante, sceglie di prostituirsi? Non sempre prostituirsi rappresenta una scelta forzata da fattori esterni, molto spesso,invece, rappresenta una scelta personale dettata dal facile guadagno. Infatti Chiarotta tu parli di una legge di mercato, ma il mercato è fatta di offerta e richiesta.
Nemmeno io sono d’accordo riguardo ai medici che dovrebbero denunciare i clandestini, ma è pur vero che bisognerebbe controllare le frontiere e registrare coloro che entrano nel paese. E coloro che entrano nel paese clandestinamente devono essere assistiti e aiutati a trovare un’occupazione. Non è neanche un comportamento cristiano lasciarli allo sbando e allo scippo e alla delinquenza.


Che Dio ci benedica!

Maria R.

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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  chiarotta91 il Gio Mar 19, 2009 4:16 pm

Amare è un verbo che deve essere coniugato in azioni tangibili, in manifestazioni di apertura all'altro. Certo che chi si riconosce cattolico praticante non ha difficoltà a vedere nell'altro l'immagine di Dio e il fratello in Cristo. Eppure la società, questa nostra società è quella che chiede l'allontanamento dei diversi, la loro ghettizzazione. Il Signore mi ha dato da vivere in questo contesto storico ed in questo momento . Ed è qui e ora che devo manifestare la mia fede. Un utente dice di stupirsi . Come può una società che si definisce a larga maggioranza cattolica essere d'accordo a che i medici denuncino i loro pazienti se sono irregolari e privi di permesso di soggiorno??Come può arrivare ad identificare un gruppo umano socialmente pericoloro tanto da chiederne l'espulsione ed il loro censimento? Qui ed ora devo testimoniare la mia fede. Quella fede in Gesù Cristo, profugo fin dalla nascita, perseguitato fin dalla più tenera età. Come posso non accogliere lo straniero se Gesù stesso ha patito per non esserlo stato e contemplando i misteri della Sua vita ne condivido la sofferenza?
Se Gesù non ha respinto le prostitute del suo tempo ma ha ammonito gli uomini che approfittavano di questa istituzione per togliere dignità a queste donne ,perchè non dare oggi la stessa letttura del fenomeno?
Se c'è la prostituzione in strada è perchè c'è richiesta di sesso a pagamento. E la stessa legge di mercato . Aumenta l'offerta se aumenta la richiesta. Allora perchè non cominciare dai maschi, bianchi , occidentali e cattolici
a risolvere il problema della prostituzione.?? Come ci ha insegnato Gesù la prostitutta è la vittima ma chi approfitta di lei è degno di biasimo.
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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  Maria R. il Gio Mar 19, 2009 10:19 am

Siamo tutti qui, in questo forum, a parlare di fede, di Dio, di Gesù, ma……ma….. rimango disorientata nel leggere gli interventi sul perdono!
Mi chiedo perché amare chi non si conosce diventa difficile? Allora vuol dire che non abbiamo fede! Come ha già detto Papa Benedetto, la fede non è un fai da te, ma è riconoscersi fratelli in Cristo Gesù! Chi ha una vera fede guarda gli altri con gli occhi di Cristo, e se non siamo capaci di guardare gli altri come Gesù ci ha insegnato, allora vuol dire che la fede non c’è! Cristo ci guarda sempre con gli occhi dell’Amore, è sempre disposto a perdonare qualsiasi peccato, solo un peccato non è perdonato dalla Santissima Trinità “la bestemmia contro Dio”. E ricordiamoci che gli altri siamo noi! Perché avere paura dello straniero? Perché non amare un extracomunitario, uno zingaro, un omosessuale? Questa affermazione, secondo me, genera solo odio! Mi chiedo come potrei accostarmi alla Santa comunione, ricevere il corpo e il sangue di Cristo versato per i peccati del mondo, se non riuscissi ad amare anche i peccatori!
Amare chi ci ama non comporta alcun merito, amare coloro che ci fanno del male ci eleva al Paradiso! Non cè bisogno di andare dallo psicanalista per amare una persona solo per il fatto che è una persona, perché nelle persone dobbiamo vedere il volto di Cristo e questo solo Gesù ce lo insegna! Altrimenti significa che non abbiamo fede. Io, come italiana, ma è più esatto dire come figlia di Dio, non mi riconosco nella sindrome collettiva della paura per gli stranieri, quindi non è giusto parlare di collettività.

Che Dio ci benedica

Maria R.

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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  chiarotta91 il Mer Mar 18, 2009 1:41 pm

La pagina di Vangelo di ieri esortava a perdonare sempre. Alla richiesta di quantificare la nostra disposizione al perdono il Signore risponde citando un'espressione numerica che significa sempre.Il perdono non crea superficialità di fronte al male. Al contrario coscientizza, crea in noi un forte senso di responsabilità verso l'errore commesso. In questa Quaresima si rafforzi in noi il bisogno di perdono. Sperimentando la presenza amorevole e misericordiosa del Signore dobbiamo avere verso i nostri simili gli stessi sentimenti di Cristo.
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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  Anna Giacomina il Mar Feb 17, 2009 9:50 am

Non so quale psicologo possa aiutare gli italiani a liberarsi da questa paura. Non e' che forse e' stata anche ingigantita dai media? Io credo ci ci siano milioni di famiglie/aziende in Italia che impiegano uno straniero (sia per es. come badante, o bracciante o muratore) e tutti si trovano bene e non hanno problemi. E' solo una minoranza che commette dei crimini e, purtroppo per noi, i nostri giudici non danno delle sentenze giuste e commisurate alla gravita' del crimine. Questo e' quello che fomenta l'odio, non lo straniero per se'.

Io sono straniera in questa terra e so quanto sia difficile integrarsi ma non posso dire di aver incontrato odio. Ho incontrato i soliti stereotipi, le solite battute,tipo che tutti gli italiani sono camerieri e latin lovers......

Personalmente non ho problemi con lo straniero (se li avessi avuti non sarei venuta qua come emigrante. E poi a Londra ormai sono piu' gli stranieri che gli inglesi...), non ho problemi con l'omosessuale o lo zingaro, fintanto che si comportano da persone perbene. Se commettono dei crimini voglio che paghino, come del resto voglio questo anche per un italiano o un inglese che uccidono, stuprano o rapinano.

Personalmente credo che richieda molto piu' impegno e sforzo perdonare il padre, marito, moglie, fratello, figlio ecc che invece ti rovinano la vita infliggendoti ferite enormi che solo lo Spirito Santo puo' guarire e non certo uno psichiatra o un assistente sociale.
Grazie a Dio non e' il mio caso, ma ho visto questo nella vita di persone che conosco e so quanto sia distruttivo e come la ferita non si rimargini praticamente mai e quanto costi il cercare di amare e perdonare. E' uno sforzo continuo e solo con l'aiuto e la forza che viene dal Signore uno ce la puo' fare a vivere una vita, si fa per dire, normale.
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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  chiarotta91 il Mar Feb 17, 2009 12:25 am

Contro il male Il Signore ci aiuta con ogni mezzo. Sappiamo dalle sue parole che non ci tenta mai oltre quanto siamo in grado di sopportare. Spesso ci offfre aiuti concreti nelle persone che abbiamo attorno. Allora entrano in gioco figure che ben conosciamo: assistenti sociali, istituzioni, psicologi, amici, sacerdoti. Contro questo nemico che conosciamo ,al quale diamo un nome , abbiamo armi a sufficienza. Certo il dolore non permette facilmente di trasformare "il lutto in danza ", di perdonare e sanare le ferite. E' contro il nemico che non conosciamo, verso il quale proviamo paura irrazionale proprio perchè non siamo riusciti a determianre la sua effettiva capacità di farci del male che ci chiaudiamo a riccio . Amare chi non si conosce, diventa difficile. Quasi impossibile amare un nemico che ci siamo costruiti con le nostre paure, dal quale vogliamo essere difesi. Posso liberarmi della paura del marito violento con una buona psicoterapia , con solidi rapporti umani, con una vita spesa per gli altri. Ma dalla paura dello straniero come mi libero?? Come riesco a vedere nell'altro ( extracomunitario, zingaro, omosessuale...)una persona da amare per il fatto che è una persona? Quale psicologo può aiutare gli italiani afflitti da questa sindrome da paura collettiva????
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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  silvia il Mar Feb 17, 2009 12:23 am

Amate i vostri nemici e fate del bene a coloro che vi odiano.
D'accordo con Anna Giacomina: è duro fare del bene a coloro che mi odiano.
Perdonare, qualcuno che personalmente mi ha fatto e mi fa del male. Del danno. Morale e affettivo e economico...e ancora mi distrugge e mi ferisce.
Difficile da comprendere se non ti è capitato di soffrirlo.
Perdonare, amare lo straniero che viene e magari delinque nel nostro paese, certo non è così immediato.E' qualcosa che personalmente posso fare, e che mi impegna anche socialmente, politicamente...Ho fatto parte come socio fondatore - con mio marito ed altri -di una assoc. di accoglienza per immigrati: presenza nella casa, provvedere ai controlli sanitari presso la struttura pubblica, dialogo e ascolto, pratiche burocratiche, raccolta fondi... ma è molto meno coinvolgente del perdonare un figlio.Che ti estorce, ti aggredisce-perchè lui stesso soffre ed è aggredito-.
E continuare ad occuparti di lui. Devi difenderti, per difenderlo.
E "amarlo" facendo scelte dolorose....magari allontanandolo.
E' molto più difficile "perdonare", "amare", la madre dei tuoi nipoti che ti impedisce di "avere" quei nipoti.
Lo straniero immigrato, forse mi danneggia, ma non mi odia personalmente. O comunque, il suo sentire non mi ferisce così come quello dei figli che ho generato e per i quali ho speso la vita.
Solo chiedendo aiuto a Gesu', cercando e amando Lui e dando a Lui la nostra volonta', di modo che sia in linea con la Sua, possiamo farcela ad amarli e perdonarli.


Ultima modifica di silvia il Mar Feb 17, 2009 12:34 am, modificato 1 volta
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Re: Ama il tuo nemico

Messaggio  Anna Giacomina il Lun Feb 16, 2009 11:26 pm

Il comandamento di Gesu' di amare i nostri nemici e' senz'altro uno dei piu' difficili se non il piu' difficile. Ma il nemico non e' soltanto lo straniero che viene nel nostro paese; il nemico a volte lo abbiamo in casa, in famiglia. Questo e' il nemico a cui e' piu' difficile perdonare, che e' piu' difficile amare.
Perche' nessuno ci ferisce cosi' tanto e ci fa cosi' tanto male come coloro che ci sono piu' vicini e a volte queste ferite "vanno in suppurazione" e si trasformano in odio.
Credo ci voglia veramente l'aiuto di Dio per amare e perdonare un padre ubriacone che ti violenta o un marito che ti riempie di botte o un figlio che per procurarsi i soldi per la droga ti deruba e ti picchia. Sono i nostri cari ma sono al tempo stesso i nostri nemici, coloro che ci rendono la vita impossibile, che ci distruggono lentamente, giorno dopo giorno.
Solo Dio ci puo' aiutare ad amarli con quell'amore sacrificale con cui Lui ci ha amato. Come nel racconto della Ten Boom, e' solo chiedendo aiuto a Gesu' e dando a Lui la nostra volonta', di modo che sia in linea con la Sua, che possiamo farcela ad amarli e perdonarli.
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Messaggio  chiarotta91 il Lun Feb 16, 2009 8:26 pm

Questa frase oggi suona difficile per molti. Anche cattolici praticanti. Il nemico è lo straniero che viene illegalmente nel nostro paese, che si attenda presso le nostre case,che vive di espedienti. Oggi il nemico è principalmente lo straniero. Ed ha tutte le caratteristiche del nemico. Va allontanato perchè sottrae il nostro spazio vitale, occupa i nostri posti di lavoro, inquina la nostra fede. E' nemico perchè introduce cibi che fanno concorrenza ai nostri , perchè apre attività più redditizie delle nostre. E' nemico perchè rallenta il ritmo di apprendimento dei nostri figli, perchè per lui la nostra sanità spende denaro che potrebbe destinare ad altri.
Allora si capisce quanto sia difficile quello che Gesù ci chiede. Un forte coraggio per andare controcorrente, per pensare che prima di un nemico o di uno straniero , è un uomo che mostra la sua alterità.
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Messaggio  Anna Giacomina il Ven Feb 13, 2009 10:39 pm

Ama il tuo nemico

di Corrie Ten Boom

Lo avevo incontrato in una chiesa di Monaco: un uomo tarchiato, con un soprabito grigio, i capelli radi e un cappello di feltro marrone stretto fra le mani. La gente stava uscendo dal seminterrato dove avevo appena finito di parlare, spostandosi lungo le file di seggiole verso la porta posteriore. Si era nel 1947, ed ero venuta dall'Olanda nella Germania disfatta con il messaggio di un Dio che perdona.

Era la verità che più avevano bisogno di sentire in quel Paese amaro, distrutto dalle bombe, e io, nel corso della conferenza, avevo presentato loro una mia immagine preferita. Forse perché il mare non è mai lontano dalla mente di un olandese, amavo pensare che proprio lì venissero gettati i peccati perdonati. "Quando confessiamo i nostri peccati," avevo detto, "Dio li getta nel più profondo degli oceani, e spariscono per sempre. E sebbene io non riesca a trovare nella Scrittura un verso che lo affermi, credo che Dio ponga sulle rive un cartello che dice: Vietato pescare."

Volti solenni mi fissavano, senza osare credermi del tutto. Dopo un qualunque discorso fatto nella Germania del 1947, non c'erano mai domande. La gente si alzava in silenzio, in silenzio raccoglieva i soprabiti, in silenzio lasciava la stanza.

E fu lì che io lo vidi, mentre si apriva una strada fra gli altri. Per un momento lo vidi col soprabito e il cappello marrone; ma un momento dopo lo rividi in una uniforme azzurra, col berretto a visiera e l'insegna del teschio con le ossa incrociate. Rividi di colpo il grandissimo locale con le sue luci violente che piovevano dall'alto; il patetico mucchio di vestiti e scarpe al centro del pavimento; la vergogna di passare nuda davanti a quest'uomo. Potevo vedere davanti a me la fragile figura di mia sorella, con le costole che sporgevano sotto la pelle incartapecorita. Betsie, come eri magra!

Il luogo era Ravensbruck, e l'uomo che ora si apriva la strada era un guardiano, uno dei guardiani più crudeli.

Ora stava davanti a me e mi porgeva la mano: "Un bellissimo messaggio, Fräulein! Come è bello sapere che, come lei dice, tutti i nostri peccati sono nel fondo del mare!"

E io, io che avevo parlato così teneramente di perdono, piuttosto che stringere quella mano frugai nella mia borsetta. Certamente non poteva ricordarsi di me; come poteva ricordare una prigioniera fra quelle migliaia di donne?

Ma io lo ricordavo bene e ricordavo la frusta di cuoio appesa alla sua cintura. Mi trovavo faccia a faccia con uno dei miei aguzzini e il mio sangue sembrava raggelarsi.

"Nel suo discorso ha citato Ravensbruck," stava dicendo. "Io vi sono stato come guardiano." No, non si ricordava di me.

"Ma dopo," proseguì, "sono diventato cristiano. So che Dio mi ha perdonato le cose crudeli che feci allora, ma vorrei udirlo anche dalle sue labbra. Fräulein," e di nuovo mi tese la mano, "mi può perdonare?"

E io stavo lì; io, i cui peccati devono essere continuamente perdonati, e non potevo perdonare. Betsie era morta in quel posto; poteva egli cancellare la sua lenta terribile agonia soltanto chiedendolo?

Non potevano essere stati molti i secondi in cui egli stette lì con la mano tesa, ma a me sembrarono ore mentre lottavo con la cosa più difficile che mai avessi dovuto fare.

Perché dovevo farlo, lo sapevo. Il messaggio secondo il quale Dio perdona ha una condizione preventiva: che noi perdoniamo coloro che ci hanno offeso. "Se non perdoni agli uomini i loro falli," dice Gesù, "neanche il tuo Padre Celeste perdonerà i tuoi."

Conoscevo ciò non soltanto quale comandamento di Dio, ma anche come esperienza quotidiana. Dopo la fine della guerra avevo aperto una casa in Olanda per le vittime della brutalità nazista. Quelli che erano in grado di perdonare i loro antichi nemici erano anche capaci di ritornare nel mondo e ricostruire la loro esistenza, quali che fossero le cicatrici fisiche. Quelli invece che alimentavano la loro amarezza rimanevano invalidi. Era una cosa così semplice e così terribile.

Ed io stavo ancora lì, col freddo che mi stringeva il cuore. Ma il perdono non è un'emozione, sapevo anche quello. Il perdono è un atto di volontà, e la volontà può funzionare indipendentemente dalla temperatura del cuore. "Gesù, aiutami!" pregai silenziosamente. "Posso alzare la mia mano. Questo posso ancora farlo. Tu fammi avere il sentimento."

E così, in modo legnoso, meccanico, posi la mia mano in quella tesa verso di me. E quando lo feci avvenne una cosa incredibile. Una corrente parti dalla mia spalla, scese lungo il braccio e balzò nelle nostre mani congiunte. E quindi questo calore risanante sembrò scorrere attraverso tutto il mio essere, facendo sgorgare le lacrime nei miei occhi.

"Ti perdono, fratello!" gridai. "Con tutto il mio cuore!"

Per un lungo istante ci stringemmo le mani, l'ex guardiano e l'ex prigioniera. Non avevo mai conosciuto l'amore di Dio in modo così intenso come allora. Ma anche così mi rendevo conto che non era il mio amore. Avevo tentato e non avevo avuto la forza. Era la forza dello Spirito Santo, come è riportato in Romani 5:5: "…perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci è stato dato."

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Tratto dal libro "Vagabonda per il Signore" di Corrie Ten Boom
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