Gli ultimi contatti con la chiesa ortodossa

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Gli ultimi contatti con la chiesa ortodossa

Messaggio  Andrea il Ven Feb 27, 2009 9:02 am

ZENIT

Il mondo visto da Roma


Servizio quotidiano - 26 febbraio 2009


Card. Kasper: il cammino ecumenico con gli ortodossi greci sarà lungo

Visita il nuovo Patriarca di Grecia, Hieronymos II

CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 26 febbraio 2009 (ZENIT.org).- Il Cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, si è detto soddisfatto della sua visita ad Atene, all'inizio di questa settimana, per conoscere il nuovo Patriarca greco-ortodosso, Hieronymos II, pur avendo riconosciuto che il dialogo ecumenico incontra “ancora una notevole resistenza” che non crede si risolverà immediatamente.
In alcune dichiarazioni alla “Radio Vaticana”, il porporato ha spiegato che la visita attuale è stata “di cortesia”, visto che non conosceva ancora personalmente il nuovo Patriarca. “Avevo desiderio di conoscerlo e volevo proseguire nel dialogo attualmente in corso”.
“E’ un uomo veramente umile e modesto e il nostro è stato veramente un bell’incontro, anche quello con i suoi collaboratori”, ha affermato.
Il Cardinale Kasper ha aggiunto che il dialogo con il Patriarca si è concentrato su questioni di ordine pratico di intesa tra le due Chiese, visto che il dialogo teologico si svolge congiuntamente con tutte le Chiese ortodosse.
“Ovunque, in Europa, è la stessa cosa, si presentano le stesse sfide, come quella dell’immigrazione che è molto forte. E anche in Grecia c’è la sfida dei problemi sociali dovuti alla crisi economica, c’è la disoccupazione in aumento… Penso che in questo ambito si possa collaborare. Loro sono molto interessati ad imparare anche dalle nostre esperienze, e questo è molto importante”, ha spiegato.
In particolare, il porporato ha alluso alla situazione della minoranza cattolica di rito latino e ai greco-cattolici, il cui numero è “in forte crescita” grazie all'immigrazione.
“Le conseguenze di ciò vengono ora prese in seria considerazione. Finora non era stato così da parte della Chiesa ortodossa: io ho chiesto loro di non ignorarle completamente e me lo hanno promesso”, ha aggiunto.
Circa il dialogo ecumenico in corso, il Cardinale ha riconosciuto che esiste ancora una grande resistenza con gli ortodossi greci: “La Chiesa di Grecia ha una lunga e ricca tradizione, ma conserva brutti ricordi del passato, in particolare per quanto riguarda le Crociate”.
Per il presidente del dicastero vaticano, il gesto di Giovanni Paolo II di chiedere perdono per gli abusi commessi dai crociati è stato “molto importante”, ma nonostante questo “esiste ancora una notevole resistenza riguardo a un riavvicinamento ecumenico e per questo i nostri passi devono essere prudenti”.
“Con il nuovo Arcivescovo e con i suoi collaboratori vogliamo continuare a compiere questi passi e sono molto soddisfatto di questa visita. Non avevo aspettative altissime: non sarebbe stato nemmeno pensabile risolvere tutti i problemi in un solo giorno, ma era importante stabilire il contatto personale”, ha aggiunto.
Hieronymos di Tebe è stato consacrato Patriarca di Atene e di tutta la Grecia il 16 febbraio 2008, succedendo a Christodoulos I, il Patriarca che ha ospitato Giovanni Paolo II nella sua storica visita in Grecia nel 2000.
Il Patriarca precedente, come ha riconosciuto lo stesso Benedetto XVI nel messaggio di condoglianze reso pubblico alla morte di Christodoulos, è stato l'artefice dell'apertura di “una nuova epoca di cordiale collaborazione” tra cattolici e ortodossi, atteggiamento in cui era sostenuto, tra gli altri presuli greco-ortodossi, dallo stesso Hieronymos.

N.B di Andrea: Hieronymos non e` Patriarca ma Arcivescovo di Atene e tutta la Grecia. (Ma ancge questo particolare nono e` giusto perche` una parte della grecia e` sotto la giurisdizione del Patiarca di Costantinopoli.)


Ultima modifica di Andrea il Sab Feb 28, 2009 6:11 am, modificato 1 volta

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Re: Gli ultimi contatti con la chiesa ortodossa

Messaggio  chiarotta91 il Ven Feb 27, 2009 2:19 pm

Andrea , hai il potere in breve di mettere a fuoco la questione!! Tutto il lungo articolo accenna a problematiche che risentono della political correctness. Dire e non dire, cordialità, ricordi per far capire che i rapporti non sono l'optimtum. Andrea invece ci dice brevemente qual è il problema più grosso nel dialogo con le Chiese sorelle delle corrispondentii Chiese cattoliche. Le Chiese ortodosse ( così loro si autodefiniscono ma questo termine non è accettato dalla Chiesa Cattolica) si originano per autocefalia. Diventa quindi molto difficile, se non impossibile ,dialogare con Chiese che tra loro non si riconoscono . Quella che Kasper ha svolto non può che essere " di cortesia" venendo a mancare il riconoscimento "ufficiale " del titolo di cui si fregia il visitato.Insomma se le Chiese autocefale non si riconoscono ma continuano a definirsi " scismatiche " le une con le altre, il dialogo con la Chiesa Cattolica non può avvenire che per un thè o magari un caffè ( quest'ultimo rispetto al resto dell'Europa ha un costo più elevato.........)
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Re: Gli ultimi contatti con la chiesa ortodossa

Messaggio  Andrea il Sab Feb 28, 2009 6:08 am

Il mio pensiero, e l'ho esposto varie volte ed in varie occasioni, anche su questo sito, parte per la parte ortodossa da una semplice constatazione: Mancanza di umilta`, e questo perche` il sitema stesso del cammino di queste chiese, (ma mi riferisco principalmente per la chiesa Ortodossa in Grecia) la quale si basa su un despotismo del vescovo (ogniuno per se) provoca un allontanamento piutosto che l'avvicinamento delle varie confessioni.
Cosa dovrei pensare quando mi sento dire:" Noi cristiani... invece voi...." Cosa dovrei pensare quando, malgrado la sospensione delle scomuniche del 1054 durante l'incontro di papa Paolo VI ed il Patriarca Athenagora I, i cattolici sono considarati da qualcuno, ancora, eretici. Cosa pensare quando entrando in una chiesa ortodossa e facendo il segno della Croce ti viene indicato che la croce nono sia fa` cosi. Cosa pensare quando malgrado il miglioramento dell' istruzione dei sacerdoti certi pensano ancora al Papa come un "dominatore" che vuole annientare le altre Chiese...Cosa dovrei pensare che qui in Grecia la chiesa cattolica nono e` ufficialmente riconosciuta. (Tanto per dire una: nelle feste ufficiali, le varie cerimonie dove sono invitati i vari rappresentanti delle altre confessioni, per i cattolici, non viene invitato il Vescovo ma il parocco della chiesa Cattedrale...)
e la fila sarebbe molto lunga.
Quando papa Giovanni Paolo II venne in Grecia, tutti avevamo sperato che le cose sarebbero migliorate, invece tutto e` rimasto come prima. Unico passo era che per la costruzione di una chiesa cattolica non ci vuole piu` il permesso del vescovo ortodosso.... Mi direte e` gia` qualcosa. Pero` davanti ad un Tribunale la chiesa Cattolica non puo` essere rappresentata...
Ma colpa di questa situazione e` anche l'ignoranza della storia, la quale, pare e` scritta secondo le convenienze....

Pace e bene

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Il vento di Francesco nelle vele dell’ecumenismo

Messaggio  Andrea il Ven Gen 24, 2014 4:26 pm

Il vento di Francesco nelle vele dell’ecumenismo

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che verrà chiusa domani sera dai Vespri presieduti dal Papa in San Paolo fuori le Mura, si colloca quest’anno all’interno di uno scenario che non è enfatico definire di nuova fioritura ecumenica.

L’elezione di Papa Bergoglio ha dato, infatti, un rinnovato impulso alle relazioni tra le diverse confessioni, perché Francesco ha profuso in questo campo quella particolare sensibilità che aveva già dimostrato da arcivescovo di Buenos Aires. Non è un caso che fin dal primo giorno si sia definito «Vescovo di Roma», attirandosi così le simpatie del mondo ortodosso (e forse ancor più di quello protestante), e aprendo la strada a un altro storico avvenimento: la partecipazione per la prima volta di un Patriarca di Costantinopoli alla Messa di inizio di un pontificato.

E risponde sempre a un rapporto di causa-effetto anche l’annunciato incontro di maggio in Terra Santa tra il Papa e lo stesso Patriarca Bartolomeo, a cinquant’anni dallo storico abbraccio tra Paolo VI e Atenagora.

Il 2014, dunque, potrebbe rivelarsi un anno chiave per il cammino verso la ricerca dell’unità dei cristiani, anche e soprattutto alla luce di questo importante evento. Non mancano, è vero, ostacoli e problemi (c’è una notevole differenza, ad esempio, tra i rapporti con Costantinopoli e quelli con Mosca, e c’è anche tensione interna tra i due centri più importanti dell’ortodossia). Ma la sensazione è che Francesco voglia impegnare nel dialogo ecumenico la stessa energia con cui ha finora affrontato altri problemi cari alla sua sensibilità e che mediaticamente hanno ottenuto più audience rispetto ai rapporti con le altre Chiese cristiane.

Dal Giornale AVVENIRE oggi

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