LA REGOLA DELL'OFS

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LA REGOLA DELL'OFS

Messaggio  Francesco il Dom Mar 15, 2009 4:57 pm

IL BREVE “SERAPHICUS PATRIARCA”

Il Papa Paolo VI, il quale in diverse occasioni aveva manifestato il suo affetto all’Ofs, approvò la nuova Regola con il breve “Seraphicus Patriarca”, datato 24 giugno 1978. Il Papa dice nel breve d’approvazione: “Noi siamo lieti che il carisma francescano ancora vigoreggi per il bene della Chiesa e della comunità umana”. Questa nuova Regola si è resa necessaria: “sia per le mutate condizioni dei tempi, sia per le disposizioni date dal Concilio”.

Giovanni Paolo II confermò, in un suo discorso ai francescani convenuti a Roma in pellegrinaggio, il 27/09/1982, con queste parole: “Studiate, amate, vivete la Regola dell’ordine francescano secolare, approvata per voi dal nostro predecessore Paolo VI. Essa è un autentico tesoro nelle vostre mani, sintonizzata allo Spirito del Concilio Vaticano II e rispondente a quanto la Chiesa attende da voi”.

REGOLA - dell’Ordine Francescano Secolare

Capitolo I - L’ORDINE FRANCESCANO SECOLARE (OFS)

Art. 1
Tra le famiglie spirituali, suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa, quella Francescana riunisce tutti quei membri del Popolo di Dio, laici, religiosi e sacerdoti, che si riconoscono chiamati alla sequela di Cristo, sulle orme di S. Francesco d’Assisi.
In modi e forme diverse, ma in comunione vitale reciproca, essi intendono rendere presente il carisma del comune Serafico padre nella vita e nella missione della Chiesa.

Art. 2
In seno a detta famiglia, ha una sua specifica collocazione l’Ordine Francescano Secolare. Questo si configura come un’unione organica di tutte le fraternità cattoliche sparse nel mondo e aperte ad ogni ceto di fedeli, nelle quali i fratelli e le sorelle, spinti dallo Spirito a raggiungere la perfezione della carità nel proprio stato secolare, con la Professione si impegnano a vivere il Vangelo alla maniera di S. Francesco e mediante questa Regola autenticata dalla Chiesa.

Art. 3
La presente Regola, dopo il Memoriale propositi (1221) e dopo la Regole approvate dai Sommi Pontefici Nicolò IV e Leone XIII, adatta l’Ordine Francescano Secolare alle esigenze ed attese della santa Chiesa nelle mutate condizioni dei tempi. La sua interpretazione spetta alla Santa Sede e l’applicazione sarà fatta dalle Costituzioni Generali e da Statuti particolari.


Capitolo II - LA FORMA DI VITA

Art. 4
La regola e la vita dei francescani secolari è questa: osservare il vangelo di nostro Signore Gesù Cristo secondo l’esempio di S. Francesco d’Assisi, il quale del Cristo fece l’ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini. Cristo, dono dell’Amore del Padre, è la via a Lui, è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è venuto a dare in sovrabbondanza. I francescani secolari si impegnino, inoltre, ad una assidua lettura del Vangelo, passando dal vangelo alla vita e dalla vita al vangelo.

Art. 5
I francescani secolari, quindi, ricerchino la persona vivente e operante di Cristo nei fratelli, nella sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni liturgiche. La fede di S. Francesco che dettò queste parole: «Niente altro vedo corporalmente in questo mondo dello stesso altissimo Figlio di Dio se non il suo santissimo Corpo e il suo santissimo Sangue» sia per essi l’ispirazione e l’orientamento della loro vita eucaristica.

Art. 6
Sepolti e resuscitati con Cristo nel Battesimo che li rende membri vivi della Chiesa, e ad essa più fortemente vincolati per la Professione, si facciano testimoni e strumenti della sua missione tra gli uomini, annunciando Cristo con la vita e con la parola. Ispirati a S. Francesco e con lui chiamati a ricostruire la Chiesa, si impegnino a vivere in piena comunione con il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti in un fiducioso e aperto dialogo di creatività apostolica.

Art. 7
Quali «fratelli e sorelle della penitenza», in virtù della loro vocazione, sospinti dalla dinamica del Vangelo, conformino il loro modo di pensare e di agire a quello di Cristo mediante un radicale mutamento interiore che lo stesso Vangelo designa con il nome di «conversione», la quale, per la umana fragilità, deve essere attuata ogni giorno. In questo cammino di rinnovamento il sacramento della Riconciliazione è segno privilegiato della misericordia del Padre e sorgente di grazia.

Art. 8
Come Gesù fu il vero adoratore del Padre, così facciano della preghiera e della contemplazione l’anima del proprio essere e del proprio operare. Partecipino alla vita sacramentale della Chiesa soprattutto all’Eucaristia, e si associno alla preghiera liturgica in una delle forme della Chiesa stessa proposte, rivivendo così i misteri della vita di Cristo.

Art. 9
La Vergine Maria, umile serva del Signore, disponibile alla sua parola e a tutti i suoi appelli, fu circondata da Francesco di indicibile amore e fu designata Protettrice e Avvocata della sua famiglia. I francescani secolari testimonino a Lei il loro ardente amore, con l’imitazione della sua incondizionata disponibilità e nella effusione di una fiduciosa e cosciente preghiera.

Art. 10
Unendosi alla obbedienza redentrice di Gesù, che depose la sua volontà in quella del Padre, adempiamo fedelmente agli impegni propri della condizione di ciascuno nelle diverse circostanze della vita, e seguano Cristo, povero e crocifisso, testimoniandolo anche fra le difficoltà e le persecuzioni.

Art. 11
Cristo fiducioso nel Padre, scelse per Sè e per la Madre sua una vita povere e umile, pur nell’apprezzamento attento e amoroso delle realtà create; così, i francescani secolari cerchino nel distacco e nell’uso una giusta relazione ai beni terreni, semplificando le proprie materiali esigenze; siano consapevoli, poi, di essere, secondo il Vangelo, amministratori dei beni ricevuti a favore dei figli di Dio. Così, nello spirito delle «Beatitudini», s’adoperino a purificare il cuore da ogni tendenza e cupidigia di possesso e di dominio, quali «pellegrini e forestieri» in cammino verso la casa del Padre.

Art. 12
Testimoni dei beni futuri e impegnati nella vocazione abbracciata all’acquisto della purità di cuore, si renderanno così liberi all’amore di Dio e dei fratelli.

Art. 13
Come il Padre vede in ogni uomo i lineamenti del suo Figlio, Primogenito di una moltitudine di fratelli, i francescani secolari accolgano tutti gli uomini con animo umile e cortese, come dono del Signore e immagine di Cristo. Il senso di fraternità li renderà lieti di mettersi alla pari di tutti gli uomini, specialmente dei più piccoli, per i quali si sforzeranno di creare condizione di vita degne di creature redente da Cristo.

Art. 14
Chiamati, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, a costruire un mondo più fraterno ed evangelico per la realizzazione del Regno di Dio, consapevoli che «chiunque segue Cristo, Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo», esercitino con competenza le proprie responsabilità nello spirito cristiano di servizio.

Art. 15
Siano presenti con la testimonianza della propria vita umana ed anche con iniziative coraggiose tanto individuali che comunitarie, nella promozione della giustizia, ed in particolare nel campo della vita pubblica impegnandosi con scelte concrete e coerenti alla loro fede.

Art. 16
Reputino il lavoro come dono e come partecipazione alla creazione, redenzione e servizio della comunità umana.

Art. 17
Nella loro famiglia vivano lo spirito francescano di pace, fedeltà e rispetto della vita, sforzandosi di farne il segno di un mondo già rinnovato in Cristo. I coniugati in particolare, vivano le grazie del matrimonio, testimonino nel mondo l’amore di Cristo per la sua Chiesa. Con una educazione cristiana semplice e aperta, attenta alla vocazione di ciascuno, camminino gioiosamente con i propri figli nel loro itinerario umano e spirituale.

Art. 18
Abbiano inoltre rispetto per la altre creature, animate e inanimate, che «dell’Altissimo portano significazione», e si sforzino di passare dalla tentazione di sfruttamento al francescano concetto di fratellanza universale.

Art. 19
Quali portatori di pace e memori che essa va costruita continuamente, ricerchino le vie dell’unità e della fraterne intese, attraverso il dialogo, fiduciosi nella presenza del germe divino che è nell’uomo e nella potenza trasformatrice dell’amore e del perdono. Messaggeri di perfetta letizia, in ogni circostanza, si sforzino di portare agli altri la gioia e la speranza. Innestati alla Risurrezione di Cristo, la quale dà il vero significato a Sorella Morte, tendano con serenità all’incontro definitivo con il Padre.


Capitolo III - LA VITA IN FRATERNITÀ

Art. 20
L’ordine Francescano Secolare si articola in fraternità a vari livelli: locale, regionale, nazionale e internazionale. Esse hanno singolarmente la propria personalità morale nella Chiesa. Queste fraternità di vario livello sono tra di loro coordinale e collegate a norma di questa Regola e delle Costituzioni.

Art. 21
Nei diversi livelli, ogni fraternità è animata e guidata da un consiglio e un Ministro (o Presidente), che vengono eletti dai professi in base alle Costituzioni. Il loro servizio, che è temporaneo è impegno di disponibilità e di responsabilità verso i singoli e verso i gruppi. Le fraternità al loro interno si strutturano a norma delle Costituzioni, diversamente secondo i vari bisogni dei loro membri e delle loro regioni, sotto la guida del consiglio rispettivo.

Art. 22
La fraternità locale ha bisogno di essere canonicamente eretta, e così diventa la cellula prima di tutto L’Ordine e un segno visibile della Chiesa, comunità di amore. Essa deve essere l’ambiente privilegiato per sviluppare il senso ecclesiale e la vocazione francescana, nonché per animare la vita apostolica dei suoi membri.

Art. 23
Le domande di ammissione all’Ordine Francescano Secolare vengono presentate ad una fraternità locale, il cui Consiglio decide l’accettazione dei nuovi fratelli. L’inserimento si realizza mediante un tempo di iniziazione, un tempo di formazione di almeno un anno e la professione della Regola. A tale sequenza di sviluppi è impegnata tutta la fraternità anche nel suo modo di vivere. Riguardo all’età della Professione e al segno francescano distintivo, ci si regoli secondo gli Statuti. La Professione è di per sè un impegno perpetuo. I membri che si trovino in difficoltà particolari, cureranno di trattare i loro problemi con il Consiglio in fraterno dialogo. Il ritiro o la definitiva dimissione dall’Ordine, se proprio necessario, è atto di competenza del Consiglio di fraternità, a norma delle Costituzioni.

Art. 24
Per incrementare la comunione tra i membri, il Consiglio organizzi adunanze periodiche ed incontri frequenti, anche con altri gruppi francescani, specialmente giovanili, adottando i mezzi più appropriati per una crescita di vita francescana ed ecclesiale, stimolando ognuno alla vita fraterna. Una tale comunione prosegue con i fratelli defunti con l’offerta di suffragi per le loro anime.

Art. 25
Per le spese occorrenti alla vita della fraternità e per quelle necessarie alle opere di culto, di apostolato e di carità, tutti i fratelli e le sorelle offrano un contributo commisurato alle proprie possibilità. Sia poi cura delle fraternità locali di contribuire alle spese dei Consigli delle fraternità di grado superiore.

Art. 26
In segno concreto e di corresponsabilità, i Consigli ai diversi livelli, secondo le Costituzioni, chiederanno religiosi idonei e preparati per l’assistenza spirituale ai Superiori delle quattro Famiglie religiose francescane, alle quali da secoli è collegata la Fraternità Secolare. Per favorire la fedeltà al carisma e la osservanza della regola e per aver maggiori aiuti nella vita di fraternità il ministro o presidente, d’accordo con il Consiglio, sia sollecito nel chiedere periodicamente la visita pastorale ai competenti Superiori religiosi e la visita fraterna ai responsabili di livello superiore, secondo le Costituzioni.

«E chiunque osserverà queste cose sia ricolmo in cielo della benedizione dell’altissimo Padre e in terra sia ripieno della benedizione del Figlio suo diletto con il Santissimo Spirito Paraclito...»

Pace e Bene
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