Marco capitolo 13

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Gesù annuncia la distruzione del tempio (13, 1 – 4)

Messaggio  Andrea il Sab Mar 28, 2009 2:41 pm

Gesù annuncia la distruzione del tempio (13, 1 – 4)



I primi quattro versetti sono l’ introduzione del grande discorso escatologico, anticipando i temi. Allontanandosi dal tempio, Gesù in risposta alle osserrvazioni dei discepoli, annuncia la distruzione del Tempio. Erode il Grande ha intrepreso il restauro e l’ ampliamento del Tempio, e questi lavori termeneranno pochi anni prima della guerra giudaica che si concluderà con la distruzione del Tempio, nel 70 d.C.

Intanto riprendendo il tema della tradizione profetica, Gesù annuncia la fine del tempio, come luogo di incontro fra Dio ed il suo popolo.

Ora nella tradizione evangelica, si trova la sentenza circa la distruzione, davanti al sinedrio, sntenza che gli verrà contestata proprio come accusa davanti questo medesimo sinedrio, e negli insulti sotto la croce. Secondo questa accusa,mGesù avrebbe minacciato la fine della istituzione templare ma anche la fondazione di u nuovo tempio. Marco identifica il tempo escatologico con la comunità cristiana.



Ma l’ annuncio della fine del Tempio è collegata con la tradizione profetica, in quanto essa si distingue delle serie di visioni, segni, voci e presaggi circa la distruzione della città. Ed è allora che i discepoli continuano con le loro domande, sia sulla distruzione del Tempio, sia sull’ intervento liberatore di Dio. A questo punto Marco fa capire che il discorso escatologico nono risponde al destino ed il futuro del mondo ma riguarda la vita della comunità dei credenti.

Pace e bene

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Marco capitolo 13

Messaggio  Andrea il Mer Mar 25, 2009 4:37 pm

Marco 13, 1 – 37


1) Annuncio e ammonimenti

2) Venuta del Figlio di Dio

3) Annuncio e ammonimenti

In questo capitolo del Vangelo di Marco abbiamo l’ occasione di riflettere sul discorso più lungo di tutto questo Vangelo. La suddivisione di cui sopra, ci indica che la parte centrale è la più importante mentre quella iniziale, come anche quella terminate sono disposte a forma assimentrica. Così il tema della venuta del Figlio ha un posto decisamente in risalto e dà il tono a tutto il discorso. Un discorso che ci guida non alla ricerca del tempo della fine, ma all' attesa din questa stessa fine.

Cosi questa attesa è ricihamata continuamente dagli inviti di stare attenti e vigilare.

Nella prima parte notiamo la prospettiva di questa °venuta° o °parousia° del figlio dell' Uomo, con la quale fonda le esortazioni alla perseveranza e alla fiducia in mezzo a tutti quegli avvenimenti negativi che, durante la storia, l’ umanità intera si sarebbe trovata, minacce di guerre, violenze, persecuzioni, tradimenti e seduzioni, che potrebbero mettere in crisi le comunità cristiane. E solo l’ attesa fiduciosa della venuta di Cristo. Che si evita la febbre apocalittica di gente fanatica, la quale prendendo spunto da alcune circonstanze, fanno circolare delle voci sulla fine imminente.

Nella seconda parte della venuta di Cristo le esortazioni di vigilare senza cedere alle tentazioni della impazienza e dell' irresponsabilità. A questo punto viene da chiedersi se si tratta di un discorso di Gesù, oppure sono delle conclusioni create da Marco per rispondere agli interrogativi della sua comunità cristiana.

La stuttura letteraria, fa pensare ad una, e ancora di più dal testo greco, opera redazionale di Marco. Questi, pare abbia usato del materiale preesistente che è stato conservato dalla chiesa primitiva. Marco, pare, abbia usato maretiale di piccole parabole di Crisato di vari detti, adattandoli alla sua comunità.

Non è escluso che Marco abbia elaborato il discorso di Cristo prendendo come base alcune sue parole e ispirandosi a modelli di tradizione biblica e giudaica (p.es. Libro di Daniele). Cosi le parole di Cristo sono rese attuali nella comunità cristiana per suggerire la giusta interpretazione delle vicente umane e sostenere la speranza e perseveranza in mezzo a tribolazioni dei fedeli. E questa esperienza del male, delle guerre, oppressioni, cataclismi, suscita la speranza e l’ attesa di un mondo nuovo.

E questo ascoltando la Parola di Gesù che annuncia la sua venuta come figlio dell’ Uomo e ci porta all’ attesa di un futuro di libertà e di giustizia.

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