La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Mar Mar 31, 2009 5:48 pm

prof.ssa Emanuela Marinelli
tenuta ad Atene (Aprile 2004)


Una tela di lino che provoca ancora oggi discussioni a non finire. E` una tela che porta con sè la storia della fine del periodo che Cristo Gesù, mandato da Dio, è venuto su questa terra per rivelarci, illuminarci e salvarci dal peccato e dalla perdita del Suo ParadisoQuesta tela è stata accompagnata da una interminabile serie di avvenimenti e di avventure che, molte volte, hanno fatto temere la sua perdita. Ma è arrivata dopo quasi 2000 anni ad essere la testimonianza più valida, più sicura, e più veritiera della Passione e morte del Nostro Signore Gesù Cristo.

Questa tela è stata accompagnata da una interminabile serie di avvenimenti e di avventure che, molte volte, hanno fatto temere la sua perdita. Ma è arrivata dopo quasi 2000 anni ad essere la testimonianza più valida, più sicura, e più veritiera della Passione e morte del Nostro Signore Gesù Cristo.

Questo avvenimento storico inizia con la morte di Gesù il Nazzareno che, prima della sepoltura, viene avvolto in un telo candido di lino. Il terzo giorno Cristo è risorto: Gio-vanni ci racconta come Maria di Magdala vide la pietra che chiudeva la tomba, rimossa e corse subito a Pietro: ecco le parole di Giovanni (Gv 20, 5-7)

“Si chinò a guardare le bende che erano in terra...e entrò nella tomba, guardò le bende in terra e il lenzuolo che prima copriva la testa. Questo non era in terra con le bende , ma stava da una parte piegato” Pare che cosi piegato fu conservato dai discepoli.

Nel primo periodo pare che la Sindone fù nascosta nel Medio Oriente., poi passò da Gerusalemme ad Edessa (ora Urfa,oggiin Turchia) poi passando (probabilmente) da Atene (dopo il saccheggio di Costantinopoli), da Lirey (Francia), da Chambery (Francia) per finire a Torino (Italia).

Sulla tela si notano varie macchie di acqua le quali indicano che probabilmente fu conservata in una giara sempre piegata e un pò d’ acqua fu raccolta nella parte inferiore della giara.

Altri segni sulla Sindone sono linee carbonizzate dovute all’ incendio del 1532 ed il rammendo fatto dalle suore Clarisse di Chambéry.

Nei primissimi anni della Chiesa, Gesù Cristo veniva rappresentato, simbolicamente da un pesce, ripreso dall’ acronimio in greco di “Gesù Cristo Figlio di Dio Salavtore” IXTHYS (ΙΧΘΥΣ). Le prime rappresentanze umane, nelle catacombe, sono di Gesù taumaturgo, e il Buon Pastore, simbolici: è un periodo che ancora la Sindone veniva tenuta nascosta.

Un’ altra vecchia tradizione e quella della Veronica che ha asciugato il volto del Signore durante il cammino verso il Calvario.

Un fatto storico è che ad Edessa (oggi Urfa), durante il II° secolo è venerata una speciale immagine del volto di Gesù, che si trova su un panno. Ci sono validi motivi per pensare che si tratta della Sindone piegata in modo che appare solo il volto del Signore.

Piu` tardi, nel 544, sempre ad Edessa un’ immagine di Cristo viene scoperta in una nicchia delle mura e libera la città dall’ assedio persiano di re Chosroes I. Secondo altri nel 525 durante i lavori di restauro della chiesa di S. Sofia, sempre ad Edessa, viene riscoperta su un panno l’ immagine di Gesù αχειροποίητος” (non fatta da mani) che è chiamata “Mandylion”. Molte descrizioni la mettono in relazione con la Sindone. E’ da notare che c’ è una forte somiglianza tra il volto della Sindone e le copie del Mandylion; difatti si possono trovare più di 100 punti di congruenza (questi sono i punti in cui due figure sono sovrapponibili; sulla base del criterio legale americano, 60 punti sono sufficienti per affermare che due immagini appartengono alla stessa persona).

Dal VI secolo , il volto di Edessa è stato copiato. Cosi troviamo un volto di Cristo (sempre nel VI secolo) su un vaso d’ argento proveniente da Emesa (Homs) in Siria, ora conservato nel museo di Louvre a Parigi, Un altro volto di Cristo, VI secolo, su un reliquiario d’ argento provenient da Chersonesus, penisola di Crimea in Ucraina, ora conservato nel museo Ermitage di San Pietroburgo. Russia.

Segni della passione di Cristo derivati dalla Sindone sono anche evidenti sull’ affresco del volto di Cristo, del X° secolo, chiesa di s. Angelo in Formis, Capua, Italia. Si può notare la goccia di sangue nel sopracciglio. Poi in un altro volto di Cristo, del VIII secolo, catacombe di S. Ponziano, Roma, Italia, si nota il segno di un bastone che ha gonfiato la guancia destra e la fronte gonfia.


Ultima modifica di Andrea il Dom Apr 19, 2009 10:32 am, modificato 1 volta

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Mer Apr 08, 2009 10:41 am

Altri volti che presentano queste congruenze:

- Il volto di Cristo del XI secolo nella chiesa bizantina di Daphnì, Atene, Grecia.

- Il volto della Sindone ed il volto di Cristo del VI secolo, nel monastero di S. Caterina, Sinai, Se sovrapposti. ci sono più di 100 punti di congruenza. .

- Il volto di Edessa dal VII secolo: e` stato riprodotto sulle monete bizantine.Volto della Sindone e volto di Cristo, VII secolo, solidus d’ oro, una moneta del imperatore bizantino Giustiniano II. Se sovrappposti, si trovano piu` di 100 punti di congruenza. Si trovano poi come riproduzioni oppure come Mandylion in vari luoghi della odierna Turchia, ma anche nel monastero Docheiariou, Monte Athos.

Nel 944, in giugno, i bizantini assediarono Edessa e hanno costretto le autorità islamiche di questo sultanato arabo, a consegnare il Mandylion.Il 15 agosto la teca giunge a Costantinopoli e viene riposta per la prima venerazione nella chiesa di S. Maria delle Blacherne (o Vlacherne). Il giorno successivo con una solenne processione la teca viene portata per le vie di Costantinopoli fino a S. Sofia. Da qui la teca è stata portata al Palazzo imperiale (il Bukoleon) e riposta nella cappella di S. Maria del Faro insieme ad altre reliquie della Passione.Testimonianze dei questo arrivo del Mandylion a Costanti-nopoli se ne trovano:
- Nell’ omelia attribuita a Costantino VII Porfirogenito, (Imperatore dal 912 al 915) In un manoscritto al Monastero Iveron del Monte Athos descrive l’ immagine di Edessa come il corpo completo di Cristo ed il suo sangue.
- Nel resoconto di Gregorio Referendario (X secolo) che descrive il Mandylion riferendosi anche alla ferita del costato.


Nel Codex Vossianus (X secolo) viene descritta l’immagine di Edessa come l’intero corpo di Cristo.

D’ altra parte una configurazione collegata con il Mandylion ci viene data dalla Imago pietatis (Uomo dei dolori): rappresentazione del Cristo morto ispirata dalla Sindone. Una, del XV secolo, si trova all’ Abbazia di s. Antonio.


A Ranverso (Italia) Un’ altra del XIII secolo si puo` vedere alla Basilica dei Santi Quattro Coronati, a Roma dove si puo` notare il corpo di Cristo flagellato e gli angeli che mostrano il la Sindone.


Ultima modifica di Andrea il Sab Apr 18, 2009 3:34 pm, modificato 1 volta

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Sab Apr 18, 2009 3:33 pm

Dei particolari ispirati alla Sindone, si possono trovare nel manoscritto di Pray di Budapest, che risale al 1192 – 1195. Cristo appare molto simile all’ immagine della Sindone con le mani incrociate sull’ addome aventi i pollici ripiegati verso la palma. In questo stesso manoscritto l’ angelo mostra la Sindone alle pie donne. Un particolare interessante da notare, è il rivolo di sangue sulla fronte, visibile sulla sindone e riprodotta sul manoscritto medesimo. E anche, interessante notare la somiglianza di quattro segni di bruciatura sulla Sindone e quattro piccoli cerchietti sul manoscritto.

L’ immagine del corpo di Cristo è riprodotta su molti affreschi bizantini sui quali si notano molti particolari ispirati alla Sindone.

Epitaphios - monastero Stavronikita - Monte Athos

Notevole è questo epitàphios. Drappo liturgico del Venerdi Santo ortodosso, conservato nel monastero di Stav-ronikita, Monte Athos. Si nota la tessitura diagonale della Sindone. Ogni divina Liturgia (Messa), nel rito ortodosso, è celebrata su un corporale con un’ immagine di Gesù giacente nella Sindone.

Interessante è anche il particolare dell’ epitaphiosconservato nel Museo di Salonicco - Grecia.

U
na assimetria degli arti inferiori che si osserva sulla Sindone, (la gamba sinistra è più flessa) ha fatto nascere la leggenda del Cristo zoppo ed è riprodotta dalla cosidetta “curva bizantina” e con il poggiapiedi della croce inclinato

In seguito fino alla conquista di Costantinopoli dai Crociati, la Sindone veniva esposta ogni venerdi nella Chiesa di S. Maria in Blachernae.

Periodo dopo l’ assedio fi Costantinopoli.

G
ran parte dei sindolologi si dichiarano certi che la Sindone è giunta in Francia direttamente da Costantinopoli. Nel XIII secolo. E si basano sul brano di Robert de Clary su un vecchio manoscrtto, conservato nella Biblioteca Reale di Copenhagen, dove si certifica che dopo l’ assedio di Costantinopoli da parte dei Franchi e dei Veneziani, la Sacra Sindone è scomparsa dal monastero di s. Maria di Blachernae.

D’ altra parte però in un altro manoscritto del 1208 che contiene la relazione della donazione da parte di Ponzio de la Roche, all’ arcivescovo di Besançon, Amedeo di Tramelai, della Santa Sindone che suo figlio, Otto de la Roche, duca di Atene. gli aveva inviato da Costantinopoli, fa però supporre che la Sindone è passata anche da Atene.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  chiarotta91 il Mar Mag 05, 2009 5:52 pm

Riporto queste parole a commento del testo.

«La Sindone è provocazione all'intelligenza.
Essa richiede innanzitutto l'impegno di ogni
uomo, in particolare del ricercatore, per
cogliere con umiltà il messaggio profondo
inviato alla sua ragione ed alla sua vita.
Il fascino misterioso esercitato dalla Sindone
spinge a formulare domande sul rapporto tra il
sacro Lino e la vicenda storica di Gesù».

Giovanni Paolo II, discorso del 1998 davanti
alla Sindone a Torino.
avatar
chiarotta91

Numero di messaggi : 488
Età : 58
Località : Roma
Data d'iscrizione : 15.12.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Mar Mag 12, 2009 6:08 am

Questo stesso brano scritto da giovanni Paolo II, si trova alla fine del II capitolo di questo libretto che riporto...Piano piano ci arriveremo...

Pace e bene.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Mar Mag 12, 2009 6:13 am

Come scrive Alessandro Piana, “Esistono tre elementi che dimostrano la presenza della Sindone ad Atene a partire dall’ estate del 1205. In primo luogo vi e` la lettera che, il 1” agosto 1205 Teodoro Angelo Comneno, nipote di Isacco II imperatore di Bisanzio, invia a papa Innocenzo III. In questa missiva Teodoro implora il Santo Padre che siano ritrovate al più presto le preziose reliquie disperse più di un anno prima e segnala la presenza del Sacro Lenzuolo ad Atene. In aggiunta abbiamo anche la testimonianza del legato papale Benedetto di Santa Susanna che nell’ estate de 1205 si trovava ad Atene per partecipare ad un colloquio intereligioso. Infine possiamo contare sulla testimonianza di Nicola d’ Otranto, abate di Casola, il quale nell’ anno 1207, scrive sulle reliquie saccheggiate nel 1204 e cita i tessuti impiegati nella sepoltura che afferma di aver visto in un secondo tempo con i propri occhi. Nicola d’ Otranto era effettivamente stato nel 1206 ad Atene e quindi non può che essere in questa città che ha visto il Lenzuolo”.

A questo punto c’ è un periodo di circa 150 anni, che non si hanno notizie della Sindone. Si sono trovate però delle copie importanti del “Chartularium Culisanense” . questo sarebbe il Codice Diplomatico dell` Ordine Costantiniano Angelico Originario, sotto il titolo della Santa Sapienza (Santa Sofia) istituito a Giànnina dal Despota di Epiro, Niceforo I Angelo-Comneno. L’ originale di questo documento presso l’Archivio di Stato di Napoli è andato distrutto per i eventi bellici.
Il “Chartularium” però venne esposto nel 1910 alla biblioteca Nazionale di Palermo e benchè pochi si sono interessati di un documento, di grande importanza per la sindonologia, il quale non è altro che una supplica che a Roma stessa porse al Papa nel 1205 Teodoro Angelo-Comneno fratello del primo Despota di Epiro, Michele, e nipote di Isacco II Angelo-Comneno, imperatore di Bisanzio, (come gia` esposto precedentemente da Ales-sandro Piana), quando la città venne saccheggiata dai Latini.
In questa supplica veniva chiesto al Papa di intervenire presso il Duca di Atene per la restituzione della Sindone.Si può pensare che il timore della scomunica esistente per i ladri di reliquie può avere provocato l’ occultismo. Cosi la rivendicazione della Sindone non ebbe seguito e il Sacro Lenzuolo scomparve, per anni.
Nel 1208 Pons de la Roche dona ad Amadeus de Trame-lay, Arcivescovo di Besançon (Francia) la Sindone che suo figlio Othon de la Roche, duca di Atene, gli aveva inviato.
Il 6 marzo del 1349 durante l’incendio della cattedrale di Besançon, scompare la Sindone.
Nel 1314, I Templari, ordine cavalleresco crociato, sono condannati al rogo come eretici, accusati anche di un culto segreto “alla testa di un uomo”. Uno di essi si chiama Geoffroy de Charny, come il crociato che per primo ha esposto la Sindone quaranta anni dopo, proprio in Francia. Alcuni indizi suggeriscono, o meglio suppongono che la Sindone è stata portata in Europa e costodita per un secolo e mezzo proprio dai Templari.

(segue)

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Gio Mag 21, 2009 6:22 am

Questo volto della precedente pagina è stato trovato a Templecombe (Inghilterra). Corrisponde a quello della Sindone in 125 punti. Era il misterioso volto venerato dai templari.
Nel 1356 Geoffroy de Charny, cavaliere crociato omonimo del precedente suo parente consegna la Sindone ai canonici di Lirey, presso Troyes, in Francia. Il prezioso telo era in suo possesso da almeno tre anni. Sua moglie, Jeanne di Vergy, è una pronipote di Othon de la Roche.
Nel 1357 per un pellegrinaggio della Sindone esibita a Lirey è stato emmesso un medaglione che porta impressi



la Sindone e gli scudi di Geoffroy de Charny e di sua moglie Jeanne de Vergy.
Nel 1389 il vescovo di Troyes, proibisce l’ ostensione della Sindone senza il suo permesso. Questa era sempre custodita da Geoffroy II de Charny. L’anno dopo, Clemente VII, antipapa di Avignone, tratta della Sindone in Bolle e due lettere.
Nel 1453 Margherite de Charny, figlia di Geoffroy II, consegna il lenzuolo ad Anna di Lusignano, moglie del duca Ludovico di Savoia che lo custodisce a Chambery. Viene custodita in una Sainte Chapelle appositamente costruita per conservare la Sindone.
Più tardi nel 1506 Papa Giulio II approva la Messa e l’ Ufficio della Sindone, permettendo il culto pubblico.
Ma le avventure della Sacra Sindone, non finiscono ancora, Nella notte fra il 3 ed il 4 dicembre del 1532 un incendio divampato nella Sainte-Chappelle del Castello di Savoia danneggia il Telo. Qualche anno dopo, nel 1534 dopo un esame delle condizioni della reliquia, le Clarisse cucirono dei rattoppi e la tela d’ Olanda come fodera.
Un altro fatto interessante e` che nel 14 settembre del 1578 la Sindone viene trasferita a Torino, per facilitare ed abbreviare il viaggio di S. Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano desideroso di venerare la Sacra Sindone per sciogliere un voto.
In seguito il 1° giugno 1694, avviene la sistemazione definitiva della Sindone nella Cappella dell’ architetto Guarino Guarini annessa al Duomo di Torino. La Sindone viene conservata sull’ altare arrotolata in un reliquiario posto dietro una grata.

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Sab Giu 06, 2009 3:49 pm

A Torino le ostensioni si susseguono per speciali celebrazioni della Famiglia Savoia oppure per i Giubilei.

Tra il 25 ed il 28 maggio del 1898 l’ avvocato Secondo Pia, eseguì la prima fotografia, mentre nel 1931 viene fotografata ancora da Giuseppe Ernie, fotografo pro-fessionista.
Le negative di queste foto provocarono una grandissima emozione in quanto rivelarono con incredibile precisione le sembianze dell’ Uomo della Sindone, dando inzio a studi e ricerche, sopratutto medico-legali.
Nel 1931 c’ è un ostensione per il matrimonio di Umberto di Savoia. Un altra ostensione di tiene nel 1933, per commemorare il XIX centenario della Redenzione.

<<<<<O>>>>>

Durante la seconda Guerra Mondiale la Sindone venne nascosta nel Santuario di Montevergine (Avellino) dal 23 settembre 1939 al 28 ottobre 1946.
Più tardi nel 1969 avviene una ricognizione della reliquia da parte di una commissione di studio, nominata dal cardinale Michele Pellegrino. Durante questa ricognizione fù fatta anche la prima fotografia a colori, eseguita da Giovanni Battista Judica Cordiglia.
Il 23 novembre 1973 la Sindone viene vista per la prima volta in Televisione durante una trasmissione in diretta. Viene effettuata anche una ricognizione della reliquia. Max Frei ed altri scienziati eseguono prelievi dalla Sindone.
In occasione del IV Centenario del trasferimento della sindone da Chambéry a Torino, ha luogo un congresso Internazionale ed una ostensione dal 26 agosto al 8 ottobre 1978. Arrivano quattro milioni di pellegrini.
Alla fine dell’ ostensione, dal 8 al 14 ottobre 1978, nume-rosi scienziati, prevalentemente statunitensi e apparte-nenti alla STURP (Shroud of Turin Research Project. Progetto di ricerca sulla sindone di Torino), effettuano misure ed analisi sulla reliquia per 120 ore consecutive al fine di compiere un’ indagine scientifica multidisciplinare. Durante la visita a Torino, il Papa Giovanni Paolo II ha modo di venerare la sindone nel corso di una ostensione privata.


Il 18 marzo 1983 muore Umberto II di Savoia; per sua disposizione la Sindone è donata al Papa.
Il 21 aprile 1988 dalla Sindone viene prelevato un campione di tessuto per essere sottoposto alla datazione con il metodo di Carbonio 14. In base a questa discutibile analisi la Sindone risalirebbe al medioevo, ad un periodo compreso tra il 1260 e il 1390 d.C. in seguito il 13 Ottobre 1988 il Card. Anastasio Ballestrero, a quellà epoca Arcivescovo di Torino e Custode della Sindone, ha dato annuncio ai risultati. Gli scienziati che hanno fatto la prova affermarono che non avrebbero tenuto una conferenza stampa.
Al.contrario, colpo di scena! Il giorno dopo a Londra gli stessi scienziati tengono una conferenza stampa con un ironico punto esclamativo; ma molti altri scienziati riten-gono che il metodo impiegato per prelevare il campione e la affidabilità della radiodatazione non siano soddisfa-centi, cosiderando un materiale come la Sindone che ha sofferto molte vicissitudini.
Però il modo con il quale è stata eseguita questa indagine lascia molte perplessità in quanto ci sono dei fatti come:
Eliminazione di alcuni laboratori. Esclusione di uno dei due metodi di datazione con C14. Rifiuto di collaborazione con altri scienziati. Ma sopratutto errata scelta del sito di campionamento da un unico punto che probabilmente è molto inquinato. ecc.
Sono molti i particolari fisicochimici da prendere in considerazione per avvalorare la non affidabilità degli esami del 1978, che non possono essere esporti in questo contesto. In ogni modo si puo\ nominare una delle ultime indagini eseguita da Raes dimostra che le fibrille dei campioni usati per la datazione radiocarbonica non sono rappresentativi della Sindone. E molto probabilmente appartengono a quella serie di interventi per la riparazione della Sindone, dopo gli incendi del 1349 e del 1532.

<<<<<O>>>>>


Continuando il racconto della Storia della Sindone, arriviamo ai nostri giorni:
Nel 1993 il reliquiario contenente la Sindone è trasferito temporaneamente dietro l’ altare maggiore del Duomo di Torino, e questo per consentire i lavori di restauro della Cappella del Guarini. La Sindone viene posta in una teca di vetro spesso 39mm.
Nel 1997, la notte tra l’ 11 ed il 12 aprile un nuovo incendio rischia di devastare la Sindone. I Vigili del Fuoco riescono di rompere il vetro e salvare la Reliquia. Cosi la Sindone fu salvata.
Dal 18 aprile al 14 giugno 1998 si è tenuta una ostensione pubblica per celebrare il centenario della prima fotografia scattata dall’ avv. Secondo Pia. Per l’ ostensione la Sin-done è stata posta in una nuova teca.
Tra il 20 giugno ed il 23 luglio del 2002, la Sindone ha subìto un notevole intervento che ha comportato la rimozione del precedente restauro fatto dalle clarisse nel 1534. Tutte le toppe sono state rimosse e tutti i bordi carbonizzati dei fori sono stati raschiati via.
Una reliquia insolita e misteriosa, singolarissimo testimone ‘ se accettiamo gli argomenti degli svienziati ‘ della Pasqua, della Passione, della Morte e della Risurrezione. Testimone muto, ma nello stesso tempo sorprendentemente eloquente! (Giovanni Paolo II - 13 aprile 1980)

<<<<<O>>>>>

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Sab Giu 06, 2009 3:49 pm

A Torino le ostensioni si susseguono per speciali celebrazioni della Famiglia Savoia oppure per i Giubilei.

Tra il 25 ed il 28 maggio del 1898 l’ avvocato Secondo Pia, eseguì la prima fotografia, mentre nel 1931 viene fotografata ancora da Giuseppe Ernie, fotografo pro-fessionista.
Le negative di queste foto provocarono una grandissima emozione in quanto rivelarono con incredibile precisione le sembianze dell’ Uomo della Sindone, dando inzio a studi e ricerche, sopratutto medico-legali.
Nel 1931 c’ è un ostensione per il matrimonio di Umberto di Savoia. Un altra ostensione di tiene nel 1933, per commemorare il XIX centenario della Redenzione.

<<<<<O>>>>>

Durante la seconda Guerra Mondiale la Sindone venne nascosta nel Santuario di Montevergine (Avellino) dal 23 settembre 1939 al 28 ottobre 1946.
Più tardi nel 1969 avviene una ricognizione della reliquia da parte di una commissione di studio, nominata dal cardinale Michele Pellegrino. Durante questa ricognizione fù fatta anche la prima fotografia a colori, eseguita da Giovanni Battista Judica Cordiglia.
Il 23 novembre 1973 la Sindone viene vista per la prima volta in Televisione durante una trasmissione in diretta. Viene effettuata anche una ricognizione della reliquia. Max Frei ed altri scienziati eseguono prelievi dalla Sindone.
In occasione del IV Centenario del trasferimento della sindone da Chambéry a Torino, ha luogo un congresso Internazionale ed una ostensione dal 26 agosto al 8 ottobre 1978. Arrivano quattro milioni di pellegrini.
Alla fine dell’ ostensione, dal 8 al 14 ottobre 1978, nume-rosi scienziati, prevalentemente statunitensi e apparte-nenti alla STURP (Shroud of Turin Research Project. Progetto di ricerca sulla sindone di Torino), effettuano misure ed analisi sulla reliquia per 120 ore consecutive al fine di compiere un’ indagine scientifica multidisciplinare. Durante la visita a Torino, il Papa Giovanni Paolo II ha modo di venerare la sindone nel corso di una ostensione privata.


Il 18 marzo 1983 muore Umberto II di Savoia; per sua disposizione la Sindone è donata al Papa.
Il 21 aprile 1988 dalla Sindone viene prelevato un campione di tessuto per essere sottoposto alla datazione con il metodo di Carbonio 14. In base a questa discutibile analisi la Sindone risalirebbe al medioevo, ad un periodo compreso tra il 1260 e il 1390 d.C. in seguito il 13 Ottobre 1988 il Card. Anastasio Ballestrero, a quellà epoca Arcivescovo di Torino e Custode della Sindone, ha dato annuncio ai risultati. Gli scienziati che hanno fatto la prova affermarono che non avrebbero tenuto una conferenza stampa.
Al.contrario, colpo di scena! Il giorno dopo a Londra gli stessi scienziati tengono una conferenza stampa con un ironico punto esclamativo; ma molti altri scienziati riten-gono che il metodo impiegato per prelevare il campione e la affidabilità della radiodatazione non siano soddisfa-centi, cosiderando un materiale come la Sindone che ha sofferto molte vicissitudini.
Però il modo con il quale è stata eseguita questa indagine lascia molte perplessità in quanto ci sono dei fatti come:
Eliminazione di alcuni laboratori. Esclusione di uno dei due metodi di datazione con C14. Rifiuto di collaborazione con altri scienziati. Ma sopratutto errata scelta del sito di campionamento da un unico punto che probabilmente è molto inquinato. ecc.
Sono molti i particolari fisicochimici da prendere in considerazione per avvalorare la non affidabilità degli esami del 1978, che non possono essere esporti in questo contesto. In ogni modo si puo\ nominare una delle ultime indagini eseguita da Raes dimostra che le fibrille dei campioni usati per la datazione radiocarbonica non sono rappresentativi della Sindone. E molto probabilmente appartengono a quella serie di interventi per la riparazione della Sindone, dopo gli incendi del 1349 e del 1532.

<<<<<O>>>>>


Continuando il racconto della Storia della Sindone, arriviamo ai nostri giorni:
Nel 1993 il reliquiario contenente la Sindone è trasferito temporaneamente dietro l’ altare maggiore del Duomo di Torino, e questo per consentire i lavori di restauro della Cappella del Guarini. La Sindone viene posta in una teca di vetro spesso 39mm.
Nel 1997, la notte tra l’ 11 ed il 12 aprile un nuovo incendio rischia di devastare la Sindone. I Vigili del Fuoco riescono di rompere il vetro e salvare la Reliquia. Cosi la Sindone fu salvata.
Dal 18 aprile al 14 giugno 1998 si è tenuta una ostensione pubblica per celebrare il centenario della prima fotografia scattata dall’ avv. Secondo Pia. Per l’ ostensione la Sin-done è stata posta in una nuova teca.
Tra il 20 giugno ed il 23 luglio del 2002, la Sindone ha subìto un notevole intervento che ha comportato la rimozione del precedente restauro fatto dalle clarisse nel 1534. Tutte le toppe sono state rimosse e tutti i bordi carbonizzati dei fori sono stati raschiati via.
Una reliquia insolita e misteriosa, singolarissimo testimone ‘ se accettiamo gli argomenti degli svienziati ‘ della Pasqua, della Passione, della Morte e della Risurrezione. Testimone muto, ma nello stesso tempo sorprendentemente eloquente! (Giovanni Paolo II - 13 aprile 1980)

<<<<<O>>>>>

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  silvia il Lun Apr 12, 2010 2:49 pm

Ho trovato un testo di Antonio Socci, sull'argomento.Non aggiunge nulla di nuovo, a ciò che già sappiamo, ma mi pare chiaro, aggiornato e sintetico e può essere utile.

Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci

Sindone: le prove della resurrezionene
Posted: 11 Apr 2010 01:56 PM PDT
“Tutta la terra desidera il tuo volto”. In questa frase della liturgia sta
il segreto della Sindone che continua ad attrarre milioni di persone. E’
l’attrazione per colui che la Bibbia definiva “il più bello tra i figli
dell’uomo”. E che qui è “fotografato” come un uomo macellato con ferocia.
La Sindone non è solo “una” notizia oggi, perché inizia la sua ostensione.
E’ “la” notizia sempre. Perché documenta – direi scientificamente – la sola
notizia che – dalla notte dei tempi alla fine del mondo – sia veramente
importante: la morte del Figlio di Dio e la sua resurrezione cioè la
sconfitta della morte stessa.
Sì, avete letto bene. Perché la sindone non illustra soltanto la feroce
macellazione che Gesù subì, quel 7 aprile dell’anno 30, con tutti i minimi
dettagli perfettamente coincidenti con il resoconto dei vangeli, ma
documenta anche la sua resurrezione: il fatto storico più importante di
tutti i tempi, avvenuta la mattina del 9 aprile dell’anno 30 in quel
sepolcro appena fuori le mura di Gerusalemme.
Che Gesù sia veramente vivo lo si può sperimentare – da duemila anni –
nell’esperienza cristiana. Attraverso mille segni e una vita nuova. Ma la
sindone porta traccia proprio dell’evento della sua resurrezione.
Ce lo dicono la medicina legale e le scoperte scientifiche fatte con lo
studio dettagliato del lenzuolo per mezzo di sofisticate apparecchiature.
Cosicché questo misterioso lino diventa una speciale “lettera” inviata
soprattutto agli uomini della nostra generazione, perché è per la prima
volta oggi, grazie alla moderna tecnologia, che è possibile scoprire le
prove di tutto questo.
Cosa hanno potuto appurare infatti gli specialisti? In sintesi tre cose.
Primo. Che questo lenzuolo – la cui fattura rimanda al Medio oriente del I
secolo e in particolare a tessitori ebrei (perché non c’è commistione del
lino con tessuti di origine animale, secondo i dettami del Deuteronomio) –
ha sicuramente avvolto il corpo di un trentenne ucciso (morto tramite il
supplizio della crocifissione con un supplemento di tormenti che è
documentato solo per Gesù di Nazaret).
Che ha avvolto un cadavere ce lo dicono con certezza il “rigor mortis” del
corpo, le tracce di sangue del costato (sangue di morto) e la ferita stessa
del costato che ha aperto il cuore.
Secondo. Sappiamo con eguale certezza che questo corpo morto non è stato
avvolto nel lenzuolo per più di 36-40 ore perché, al microscopio, non
risulta vi sia, sulla sindone, alcuna traccia di putrefazione (la quale
comincia appunto dopo quel termine): in effetti Gesù – secondo i Vangeli – è
rimasto nel sepolcro dalle 18 circa del venerdì, all’aurora della domenica.
Circa 35 ore.
Terza acquisizione certa, la più impressionante. Quel corpo – dopo quelle 36
ore – si è sottratto alla fasciatura della sindone, ma questo è avvenuto
senza alcun movimento fisico del corpo stesso, che non è stato mosso da
alcuno né si è mosso: è come se fosse letteralmente passato attraverso il
lenzuolo.
Come fa la sindone a provare questo? Semplice. Lo dice l’osservazione al
microscopio dei coaguli di sangue.
Scrive Barbara Frale in un suo libro recente: “enormi fiotti di sangue erano
penetrati nelle fibre del lino in vari punti, formando tanti grossi coaguli,
e una volta secchi tutti questi coaguli erano diventati grossi grumi di un
materiale duro, ma anche molto fragile, che incollava la carne al tessuto
proprio come farebbero dei sigilli di ceralacca. Nessuno di questi coaguli
risulta spezzato e la loro forma è integra proprio come se la carne
incollata al lino fosse rimasta esattamente al suo posto”.
Lo studio dei coaguli al microscopio rivela che quel corpo si è sottratto al
lenzuolo senza alcun movimento, come passandogli attraverso. Ma questa non è
una qualità fisica dei corpi naturali: corrisponde alle caratteristiche
fisiche di un solo caso storico, ancora una volta quello documentato nei
Vangeli.
In essi infatti si riferisce che il corpo di Gesù che appare dopo la
resurrezione è il suo stesso corpo, che ha ancora le ferite delle mani e dei
piedi, è un corpo di carne tanto che Gesù, per convincere i suoi che non è
un fantasma, mangia con loro del pesce, solo che il suo corpo ha acquisito
qualità fisiche nuove, non più definite dal tempo e dallo spazio.
Può apparire e scomparire quando e dove vuole, può passare attraverso i
muri: è il corpo glorificato, come saranno anche i nostri corpi divinizzati
dopo la resurrezione.
Si tratta quindi di un caso molto diverso dalla resurrezione di Lazzaro che
Gesù semplicemente riportò in vita. La resurrezione di Gesù – com’è riferita
dai Vangeli e documentata dalla sindone – è la glorificazione della carne
non più sottoposta ai limiti fisici delle tre dimensioni, l’inizio di “cieli
nuovi e terra nuova”.
La “prova” sperimentale di questa presenza misteriosa di Gesù è propriamente
l’esperienza cristiana: Gesù continua a manifestare la sua presenza fra i
suoi continuando a compiere i prodigi che compiva duemila anni fa e
facendone pure di più grandi.
Ma la sindone documenta in modo scientificamente accertabile l’unico caso di
morto che – anziché andare in putrefazione – torna in vita sottraendosi alla
fasciatura senza movimento, grazie all’acquisizione di qualità fisiche nuove
e misteriose, che gli permettono di smaterializzarsi improvvisamente e
oltrepassare le barriere fisiche (come quella del lenzuolo stesso).
E’ esattamente ciò che si riferisce nel vangelo di Giovanni: quando Pietro e
Giovanni entrano nel sepolcro dove erano corsi per le notizie arrivate dalle
donne, si rendono conto che è accaduto qualcosa di enorme proprio perché
trovano il lenzuolo esattamente com’era, legato attorno al corpo, ma come
afflosciato su di sé perché il corpo dentro non c’era più.
Più tardi, aprendo quel lenzuolo, scopriranno un’altra cosa misteriosa:
quell’immagine. Ancora oggi, dopo duemila anni, la scienza e la tecnica non
sanno dirci come abbia potuto formarsi. E non sanno riprodurla.
Infatti non c’è traccia di colore o pigmento, è la bruciatura superficiale
del lino, ma sembra derivare dallo sprigionarsi istantaneo di una
formidabile e sconosciuta fonte di luce proveniente dal corpo stesso, in
ortogonale rispetto al lenzuolo (fatto anch’esso inspiegabile).
La “non direzionalità” dell’immagine esclude che si siano applicate sostanze
con pennelli o altro che implichi un gesto direzionale. E ci svela che
l’irradiazione è stata trasmessa da tutto il corpo (tuttavia il volto ha
valori più alti di luminanza, come se avesse sprigionato più energia o più
luce).
Quello che è successo non è un fenomeno naturale e non è riproducibile. Non
deriva dal contatto perché altrimenti non sarebbe tridimensionale e non si
sarebbe formata l’immagine anche in zone del corpo che sicuramente non erano
in contatto col telo (come la zona fra la guancia e il naso).
Oggi poi i computer hanno permesso di rintracciare altri dettagli racchiusi
nella sindone che tutti portano a lui: Gesù di Nazaret.
Dai 77 pollini, alcuni dei quali tipici dell’area di Gerusalemme (quello
dello Zygophillum dumosum, si trova esclusivamente nei dintorni di
Gerusalemme e al Sinai), alle tracce (sul ginocchio, il calcagno e il naso)
di un terriccio tipico anch’esso di Gerusalemme. Ai segni di aloe e mirra
usate dagli ebrei per le sepolture.
Infine le tracce di scritte in greco, latino ed ebraico impresse per
sovrapposizione sul lenzuolo.
Barbara Frale ha dedicato un libro al loro studio, “La sindone di Gesù
Nazareno”. Da quelle lettere emerge il nome di Gesù, la parola Nazareno,
l’espressione latina “innecem” relativa ai condannati a morte e pure il mese
in cui il corpo poteva essere restituito alla famiglia.
La Frale, dopo accuratissimi esami, mostra che doveva trattarsi dei
documenti burocratici dell’esecuzione e della sepoltura di Gesù di Nazaret.
Un fatto storico. Un avvenimento accaduto che ha cambiato tutto.

Antonio Socci
da “Libero”, 11 aprile 2010
avatar
silvia

Numero di messaggi : 783
Età : 77
Località : Padova
Data d'iscrizione : 16.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Andrea il Mar Apr 13, 2010 5:33 am

Grazie Silvia per questo contributo!

Pace e bene

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5564
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: La Sindone: La Storia, Segno e Realtà

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum