Meditazioni sulla Passione di Gesł, di P.Claudio Traverso, Domenica delle Palme 2009 (B)

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Meditazioni sulla Passione di Gesł, di P.Claudio Traverso, Domenica delle Palme 2009 (B)

Messaggio  silvia il Lun Apr 06, 2009 12:59 am

MEDITAZIONE SULLA PASSIONE DI GESU'.

Tutto l'impegno quaresimale di penitenza e di conversione viene riassunto dall'evento cruciale del mistero di Cristo e della vita cristiana: la croce come obbedienza al Padre e solidarieta' con gli uomini. Cristo ha scelto la croce e lo svuotamento perche' essa fosse programma di vita di quanti nel tempo lo avrebbero seguito: "Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua (Mt 16,24).
Con Gesu'non siamo piu' soli !
Mettiti con semplicita'davanti a Lui, e dopo scoprirai il segreto della Sua dolce Presenza in te.
Fa spazio all'accoglienza integrale della tua esistenza cosi' come ti viene offerta, con tutte le sue prove, e dopo troverai il senso luminoso della fede: troverai nella tua vita mortale un varco alla Vita vera ed eterna.
Prima o poi, nella vita, si fa l'incontro personale con Cristo. Non avviene mai nello stesso modo, ne' nello stesso tempo, ma avviene.
Avviene per caso o tramite qualcuno; nel silenzio o nel rumore, nella gioia o nel dolore... ma avviene.
Il governatore Pilato lo incontra in un tardo pomeriggio quando ormai il fragore delle strade di Gerusalemme si affievolisce perche' si avvicina la sera. Pilato e' stanco e annoiato, ma nel momento in cui il suo sguardo si incrocia con quello del Maestro, egli sente un brivido scuoterlo.
E' uno sguardo, quello di Gesu', che non si puo' evitare.
Lungo la strada che porta al Calvario, Gesu' viene fermato da una donna, la Veronica, che fin da quando ha ascoltato il Maestro ha creduto in Lui. Ora lo vede passare e si fa avanti per tergere con amore quel volto coperto di sangue.
Conoscere Cristo e' riconoscerlo nel volto dei fratelli che soffrono nel dolore, nella solitudine, nella incomprensione, nella fame...
1) "Padre, perdonali, perche' non sanno quello che fanno !" (Lc 23,33-34)
La vittima e' diventata l'avvocato dei suoi assassini.
E' arrivato il giorno del grande perdono. Il perdono e' infatti la presa di coscienza del dono, il solo dono, il dono perfetto per il quale l'umanita' continua ad esistere. Questo dono e' la disponibilita' di perdono continuo.
Se si ritirasse un attimo questa disponibilita' da parte di Dio, il mondo crollerebbe poiche' la ricompensa del peccato e' la morte.
La guarigione si trova nelle piaghe di Cristo, nelle sue ferite. Il perdono procede dalla giustizia di Dio portata alla sua esasperazione, ma sempre unita ad amore e misericordia.
Gesu', le tue prime parole in croce mostrano chi sei, com'e' fatto il tuo cuore: Tu sei l'Amore !
Grazie, Maestro. Queste parole danno fiducia a tutto il mondo.
Gli uomini hanno tentato di uccidere l'Amore, ma l'Amore non puo' morire.
2) "In verita' ti dico, oggi sarai con me nel paradiso". (Lc 23,39-43)
La misericordia divina e' per noi troppo insondabile, dal momento che Dio e' stato considerato al pari dei malfattori.
Che ha fatto per meritare il cielo uno dei due ladroni, questo criminale cosi' comune al nostro genere umano ? Niente altro che accondiscendere alla misericordia.
Gesu, tutte le tue parole sono bonta' e carita'. Tu hai certamente perdonato anche al cattivo ladrone, infatti hai pregato per chi ti ha crocifisso.
Fa che io abbia comprensione e pazienza con chi mi tratta male, con chi non mi capisce, con chi non sa amare.
3) "Ecco la tua Madre" (Gv 19,25-27)
La Scrittura non dice - sua madre -, ma "la madre".
Madre di Gesu', ella regna nel suo cuore e diviene la Signora di colui che Egli ama tra gli uomini e diventa la Madre di tutti i fratelli di Giovanni e di tutti coloro che Dio ama di un amore di predilezione. Madre contro la quale nessuna potenza di morte prevarra' perche' ha dato la vita alla Vita.
Siamo stati consegnati a Maria.
La dolcissima Maria ci accoglie, ci accompagna, infonde fiducia ai nostri cuori. La sofferenza del cammino, la nostra interiore debolezza, le tentazioni che ci tormentano creano nella nostra anima un senso di smarrimento... Ma lo sguardo materno di Maria che ci segue con amore, ci apre l'animo ad un sentimento nuovo: la certezza del suo aiuto.
Grazie, Gesu'. E' un dono immenso quello che ci hai fatto, e l'hai fatto tra dolori indicibili. Aiuta anche noi ad essere sempre generosi nel donarci, anche quando costa, anche quando e' molto difficile.
4) "Mio Dio, mio Dio perche' mi hai abbandonato ?" (Mc 15,33-39)
Il Verbo tace per tre ore. La sua sofferenza si unisce silenziosamente alle sofferenze del Padre e all'agonia del mondo. Questo silenzio risuona di tutte le parole che il Padre ha proferito per bocca dei suoi servitori, i Profeti. E quando il Verbo aprira' la sua bocca ferita sara' per citare le Scritture perche' l'agonia l'ha unito nel modo piu' intimo possibile alla volonta' di Dio.
Non e' un grido di disperazione, ma la testimonianza abbagliante della dignita' umana restaurata e assunta dal Cristo nella piu' tragica delle sofferenze: Egli cita le Scritture e il grido di Gesu' e' sigillato dalla speranza espressa negli ultimi versetti:
"E io vivro' per lui,
la mia discendenza lo servira';
si parlera' del Signore alla generazione che viene;
annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascera' diranno: Ecco l'opera del Signore !
(Sal 21,30-32)
E la sua opera e' perfetta perche' il Figlio la porta a compimento:
Cristo mormora la sua preghiera, e' un grido rivolto al Padre, e' un grido che esprime il dolore di ogni uomo.
Sperimentare momenti di abbandono, chi non l'ha provato ?
Le parole del salmo affiorano sulle sue labbra per esprimere la sofferenza di chi a volte si sente trascurato, abbandonato, anche da Dio.
La preghiera che Gesu' ci invita a vivere e' una preghiera di intercessione per il mondo, ascolto del grido dell'uomo, accoglienza della risposta rassicurante di Cristo.
5) "Ho sete" (Gv 19,28-29)
Gesu' aveva gia' pronunciato queste parole nel dialogo con la donna samaritana (Gv 4), aveva evocato le Scritture e questa donna aveva compreso che il pozzo di Giacobbe, la roccia che ci salva si trovava sotto i suoi occhi.
L'acqua viva puo' chiedere da bere ?
La sorgente non prende niente, non trattiene niente, essa da' e da' sempre, fino a diventare fiume.
Ma ora la sete di Gesu' e' altro: e' quella del salmista che desidera il compimento totale (Salmo 41).
Signore la tua e' sete di amore, della risposta del nostro cuore a te che sei l'Amore.
6) "Tutto e' compiuto" (Gv 19,30)
La croce e' stata piantata e intorno ad essa ruotano il tempo e lo spazio. Non c'e' piu' un prima ne' un dopo: c'e' solo l'oggi divino.
Non c'e' piu' ne' cielo ne' terra perche' si sono riuniti; non c'e' piu' nulla altro che il miracolo dell'amore che si e' compiuto. Dio non e' piu' straniero su questa terra.
Tutto e' compiuto: e' consumata la vittima dell'amore misericordioso. Ha versato il suo sangue non per soddisfare la giustizia, ma per soddisfare l'amore.
L'ha donato come offerta del proprio cuore, ma e' stato Lui a consegnarlo.
"Tutto e' compiuto" si prolunga come un'eco che ci affianca dal tempo fino al compimento finale dei tempi. E la Chiesa con i suoi sette sacramenti ci conduce ai piedi della croce nell'ora del compimento finale.
Maestro, hai dato tutto. Ora la Redenzione e' compiuta. Comincia da questo momento la vita nuova in terra e in cielo.
La Redenzione e' attuata, si tratta solo di portarla a tutto il mondo, ma ora Tu hai vinto.
Gli uomini scuotono il capo pensando alla tua sconfitta. La tua sconfitta invece, e' vittoria senza fine, che congiunge ormai il Cielo alla terra, che restituisce la terra al Cielo e da' il Cielo alla terra.
Grazie, Signore Gesu' !
7) "Nelle tue mani consegno il mio spirito" (Lc 23,46)
Queste parole esprimono la preghiera di Gesu' che si affida al Padre. E' il dono totale di se', l'affidamento dei piccoli.
L'evangelista Luca ci fa entrare nel buio, dove il cuore percepisce una sola Luce, il Padre al quale affidarsi come Gesu', Servo simile agli uomini, obbediente fino all'offerta totale di se stesso.
L'affidamento totale da' pace al cuore.
Per chi si affida il Padre ha preparato il grande dono: "scelti ad essere santi e immacolati nell'amore". Gesu' Maestro dell'abbandono ci guida alla pienezza dell'amore.
Maestro, termini la tua vita con un grido di fiducia, forte, per esprimere qualcosa che le parole non possono piu' esprimere, parole piene di fede e piene di amore.
E' stata tutta la tua vita la fede, l'amore e' stato tutto il tuo messaggio al mondo, fino all'ultimo istante della tua esistenza... e poi lo hai ripreso con forza inesauribile dal momento della tua gloriosa Risurrezione, con la tua voce e attraverso la voce di tutti i tuoi testimoni sinceri fino alla fine dei tempi.
Grazie, Gesu', perche' ci doni la tua Presenza, e la tua presenza e' Amore.
Conclusione.
Nell'impatto con la croce la fede viene messa alla prova.
Il peso di una forca schiaccia il Giusto per eccellenza e sembra dar ragione alla potenza dell'ingiustizia, della violenza e della malvagita'.
Sale inquietante la domanda del perche' di questo cumulo insopportabile di sofferenza e di dolore che investe Gesu', il Crocifisso, e con lui tutti i crocifissi della storia.
Sulla croce muoiono tutte le false immagini di Dio che la mente umana ha partorito e che si continuano ad alimentare: dov'e' l'onnipotenza di Dio, la sua perfezione, la sua giustizia ?
Perche' Dio non interviene in certe situazioni intollerabili ?
Solo la fede e' capace di leggere l'onnipotenza di Dio nell'impotenza di una croce.
E' l'impotenza dell'Amore !
Gesu' ha tanto amato il Padre da accogliere liberamente il suo progetto "per noi uomini e per la nostra salvezza".
Gesu' non muore perche' lo uccidono, ma perche' Egli stesso "si consegna" (cf. Gal 2,20) con liberta' sovrana, per amore.
Questo amore supremo che Egli dona perdendo se stesso e diventando solidale con tutte le umiliazioni, i dolori, i rifiuti patiti dall'uomo, da' la misura dell'annientamento di Gesu' e manifesta il rovesciamento delle situazioni umane: la vera grandezza dell'uomo non sta nel potere, nella ricchezza, nella considerazione sociale, ma nell'amore che condivide, che e' solidale, che e' vicino ai fratelli, che si fa servizio.
Dio non vince il dolore e la morte non togliendoli dal cammino dell'uomo, ma assumendoli in se'.
Il Dio giusto si sottrae ai nostri schemi di giustizia, che reclamerebbero la vendetta immediata sui cattivi: la sua giustizia si rivela perdonando e togliendo all'omicida anche il peso del proprio peccato.
Il vinto che perdona il vincitore lo libera dalla sua aggressivita' mortale mostrandogli come l'amore vinca l'odio.
La spiritualita' della croce ha sempre uno spazio rilevante nel cuore del credente. Cristo stesso ha promesso con la sua parola infallibile: "Io quando saro' elevato da terra, attirero' tutti a me!" (Gv 12,32).
Egli ha mantenuto questa promessa lungo i secoli, perche' ha attratto a se' uomini di ogni generazione e li ha trasformati a sua immagine attraverso la potenza e l'esemplarita' della croce.
Questa esperienza rimarra' per sempre un elemento essenziale nel campo della santita'.
Qualunque forma la spiritualita' della croce possa assumere, ogni cristiano deve continuare a guardare a Cristo crocifisso, per arrivare a condividere la fedelta' e la carita' del Figlio incarnato di Dio, il quale ci "ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore" (Ef 5,2).
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