STORIA DELL'ORDINE FRANCESCANO

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"UNITA' DELL'OFS"

Messaggio  Francesco il Mar Gen 13, 2009 8:41 pm

Finalmente la Chiesa ha dato una risposta definitiva alla vicenda unitaria dell’OFS.
Per la gioia dei francescani che hanno sempre creduto e lavorato per l’unità
dell’Ordine Francescano Secolare.

Risposta del Santo Padre…

"Gentile Sig.ra M C e firmatari tutti,
a seguito della petizione da Voi inoltrata al Santo Padre Benedetto XVI con data 13 luglio 2008,
il Sommo Pontefice, nell'udienza concessami il 17 novembre 2008, mi ha affidato il compito di rispondere
alla vostra richiesta, manifestandovi chiaramente la Sua volontà.
Benedetto XVI ha seguito con attenzione e paterna preoccupazione gli eventi che hanno segnato
il cammino di unificazione dell'Ordine Francescano Secolare in Italia. Ora Egli conferma quanto hanno
già deciso e approvato i Suoi Predecessori, i Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II, di venerata memoria:
che l'Ordine Francescano Secolare debba essere uno ed unico, strutturato in maniera unitaria e centralizzata.

Non può, pertanto, esistere un "Terz'Ordine Francescano" diverso e separato da quello canonicamente riconosciuto
e confermato dalla Chiesa; perciò il Santo Padre non ritiene opportuno concedere quanto richiesto.
Benedetto XVI vi esorta a riprendere definitivamente il vostro posto nell'unico Ordine Francescano Secolare,
al quale, del resto, non avete mai smesso di appartenere, in virtù dell'incorporazione prodotta dalla Professione.
Sappiamo che i Fratelli e le Sorelle che già camminano nell'unità vi attendono con gioia.
È doveroso ricordarvi che il persistere nel non riconoscervi nell'unico Ordine Francescano Secolare
equivarrebbe a decidere di non appartenervi.

Prefetto della Congregazione S. Eminenza Franc Card. Rodè "…

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Re: STORIA DELL'ORDINE FRANCESCANO

Messaggio  chiarotta91 il Lun Gen 05, 2009 1:34 pm

Grazie per aver collegato la figura di Francesco al dramma in medioriente. San Francesco fu un mediatore di pace. Al tempo delle Crociate, in cui tutti si armavano contro gli arabi, lui volle incontrare il Sultano per portargli la pace del Signore. Forse gli avrà detto "pax et bonum", le parole che sono diventate il motto francescano. Comunque fu un gesto di grande apertura , che fece prevalere la cultura del dialogo su quella delle armi.E' bello ricordare che provare a dialogare si può, perchè la pace è un dono del Signore , prima che una realtà umana.
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chiarotta91

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PREGHIERA

Messaggio  ZOVETTI PAOLO il Lun Gen 05, 2009 12:34 pm

Preghiamo Francesco per la Pace in Terra Santa PAOLO ZOVETTI(Milano)

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"VII CENTENARIO DELLA BEATA ANGELA DA FOLIGNO"

Messaggio  Francesco il Dom Gen 04, 2009 2:39 pm

LETTERA PER IL VII CENTENARIO
DELLA MORTE DELLA BEATA ANGELA DA FOLIGNO
TERZIARIA FRANCESCANA

A tutte le sorelle e i fratelli della Famiglia francescana,
e specialmente
alle sorelle e ai fratelli del Terzo Ordine Francescano,
Secolare e Regolare

"Che nessuno porti la scusa di non avere e non poter
trovare la divina grazia,
poiché Dio la dà a tutti quelli che la cercano e la desiderano”

Il 4 gennaio 2009 si apre il settimo Centenario della morte della Beata Angela da Foligno , terziaria francescana,
definita da Pio XII «la più grande mistica francescana». Per vivere questa ricorrenza con maggiore partecipazione
ci faremo guidare dalla preghiera composta per lei dal Papa Giovanni Paolo II, che le si rivolse con queste parole:
“Illuminata dalla predicazione della Parola, purificata dal Sacramento della Penitenza, tu sei diventata fulgido esempio
di virtù evangeliche, maestra sapiente di discernimento cristiano, guida sicura nel cammino della perfezione”.

Esempio di virtù evangeliche.
La nostra Angela non appartiene alla schiera privilegiata di quelle anime che, fin dall’infanzia o dalla prima giovinezza,
hanno sentito con forza la vocazione alla santità, impegnandosi subito in una vita sintonizzata sul Vangelo e sostenuta
da un profondo spirito di preghiera. Angela è una convertita, una penitente nel senso letterale della parola.
Lei stessa ne parla diffusamente nei suoi scritti, dai quali emerge il ritratto di una donna la cui vita giovanile è stata profondamente segnata dall’esperienza del peccato e da un’alienante lontananza da Dio.
Anche la sua conversione non fu dovuta a un evento fulminante, ma si sviluppò lungo un cammino travagliato e doloroso, durato ben sette anni e descritto nei “trenta passi” del Memoriale dettato da Angela stessa a frate Arnaldo, suo confessore e direttore spirituale.

Sotto l’influsso di alcuni eventi drammatici verificatisi nella sua città, della efficace predicazione dei frati minori e di altri religiosi, dell’esempio trainante dei primi “fratelli e sorelle della penitenza”, ella comincia ad avvertire una sorta di insofferenza e di disgusto per la sua vita vuota e dissipata. Intraprende un cammino tutto in salita, perché quanto è viva la consapevolezza del suo stato di peccato tanto è grande la vergogna nel confessarlo. Angela riesce a superarla solo dopo aver invocato l’aiuto di S. Francesco. Viene esaudita e da quella confessione piena e liberatrice prende inizio il rinnovamento interiore e il capovolgimento radicale della sua vita. E’ il 1285 e Angela aveva già 37 anni.

Era ricca. Aveva un marito, dei figli, e una madre che l’aveva sempre assecondata (o forse spinta) nella sua vita frivola e dispersiva. Tutto questo rappresenta un ostacolo non facile da superare per adottare un nuovo stile di vita. Ma nel Vangelo Gesù ha affermato che, dinanzi alla chiamata di Dio, gli altri doveri ed affetti debbono cedere: soltanto Dio può chiedere all’uomo un affetto esclusivo. Perciò gli ostacoli, che in famiglia si fanno sempre più aspri, non valgono a distogliere dai suoi propositi Angela, che invoca da Dio l’aiuto per poter vivere solo per Lui e osservare la perpetua castità. Il Signore le risponde in modo misterioso e sorprendente: “In quel periodo, morì mia madre, che era per me un grande impedimento, e dopo, in brevissimo tempo, morirono mio marito e tutti i miei figli”. Angela intese queste separazioni come la realizzazione di un preciso disegno di Dio nei suoi riguardi. Ma non per questo è stato minore lo strazio.

Lei stessa ha detto che la morte dei figli la ha fatta soffrire come se le avessero strappato le viscere e questa espressione fa giustizia di strambe interpretazioni di certa agiografia, che presentava Angela come la donna che aveva pregato la morte dei propri figli per essere libera di realizzare la propria vocazione alla sequela di Cristo.
Rimasta sola, le è possibile distaccarsi anche dai beni materiali, ricordando il consiglio evangelico: “Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che possiedi e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi” (Mt. 19,21). Il Signore l’aiuta a superare le ultime esitazioni e resistenze e le dona la fermezza indispensabile per rinunciare a tutte le sue proprietà, finanche un podere e una villa che le erano particolarmente cari e che aveva tenuti per ultimi. Come Francesco e i suoi primi compagni, distribuisce ai poveri della città l’intero ricavato della vendita dei suoi beni.
Libera dai legami familiari e dai beni terreni, Angela può spiccare il volo verso mete più alte, come figlia legittima del Padre celeste: “Sono figli legittimi quelli che si studiano di conformarsi in tutte le cose al loro Maestro, sottoposto per loro alla Passione, cioè nella povertà, nel dolore e nel disprezzo, le quali tre cose sii certo che sono il fondamento e il compimento di ogni perfezione”(Quarta lettera).

E accanto allo sforzo di affinamento spirituale Angela si esercita in quello che, con un linguaggio attuale, chiameremmo il “servizio agli ultimi”. Lo testimoniano gli episodi collegati al servizio che Angela e la sua fedele compagna prestavano nell’ospedale dei lebbrosi: quando Angela vendette anche il velo che portava in testa per acquistare dei pesci da offrire come pasto agli infermi, e l’altro episodio, ancora più famoso, del lavacro di quei malati nell’acqua che poi Angela e la compagna hanno bevuto provandone “tanta soave tranquillità come se si fossero da poco comunicate”. E’ un gesto che alla nostra sensibilità moderna appare a dir poco ripugnante e assurdo, ma che si affianca a quello di Francesco che mangia nella stessa ciotola nella quale un lebbroso aveva intinto il moncherino purulento.

Maestra di discernimento cristiano.
Rimasta sola, e finalmente a suo agio nel crescente anelito e amore alla povertà e alla perfezione evangelica, si potrebbe pensare che Angela viva serenamente la sua nuova vita. Ma non è stato così. L’impatto con i passi della penitenza le fu estremamente arduo e doloroso. Nella luce nuova, si scopre sempre più responsabile del male commesso. Il ricordo delle sue manchevolezze torna ad affliggerla con martellante insistenza, soprattutto contemplando la Croce; sente di essere rea della morte di Cristo e degna dell’inferno. Ma ogni volta chiede al cielo chiarezza e soluzione dei suoi dubbi e Dio stesso la rianima e la illumina.

Finalmente, sei anni dopo la sua conversione, Angela si sente pronta a vivere pienamente l’ideale di S. Francesco e, compiuto l’anno di prova, nell’estate del 1291 viene ammessa alla Professione nel Terz’Ordine Francescano. Nello stesso anno, approssimandosi la festa del Serafico Padre si recò ad Assisi per quel pellegrinaggio che resterà celebre nella storia della Beata. Strada facendo, e durante tutto il soggiorno assisano, ricevette il dono altissimo di sperimentare in sé la presenza della SS. Trinità. Questo singolare fenomeno di grazia si verificò mentre meditava, tutta assorta, la preghiera che aveva rivolto a Dio tramite S. Francesco: poter sentire vivamente Cristo, poter osservare perfettamente la Regola professata, poter morire da vera povera. Quando lo straordinario evento mistico cessò, ella si abbandonò a una scena di autentica disperazione, con grida e parole incomprensibili, che turbarono e quasi scandalizzarono i presenti. C’era fra questi anche fr. Arnaldo, che in un primo momento vietò ad Angela di farsi mai più vedere in Assisi, ma poi cercò di capire meglio cosa fosse accaduto e, convintosi che si trattava di grandiose esperienze mistiche, cominciò a mettere per iscritto quanto Angela gli riferiva. Nacque così l’Autobiografia spirituale della Beata Angela, o Memoriale di fr. Arnaldo.

L’ascesa di Angela proseguì fra un alternarsi ininterrotto di sofferenze, visioni e preghiere estatiche, dubbi atroci e sospetti di tranelli del demonio, penitenze, digiuni, prove fisiche e morali a non finire. In tutto questo travaglio, Angela non si ferma nella sua ricerca e, in una Lettera ai discepoli, dichiara: “Cosa conta ogni rivelazione, ogni visione, ogni sentimento, ogni dolcezza? Cosa conta ogni sapienza, ogni elevazione, ogni contemplazione, se l’uomo non ha la vera conoscenza di Dio
e di sé?” (Seconda Lettera).

Guida nel cammino della perfezione.
In un secolo di grandi conflitti civili, politici e religiosi, Angela esercita sul suo ambiente un’influenza vasta e profonda, e intorno a lei si forma una numerosa schiera di anime, fra le quali troviamo anche un personaggio di spicco quale fr. Ubertino da Casale. A tutti, come guida esperta di perfezione, impartisce i suoi ispirati consigli. La sua opera moderatrice e saggia si rivela anche nel dibattito arroventato sull’osservanza della povertà tra i francescani. La “Poverella di Foligno” sapeva far opera di conciliazione e persuasione, dominando da maestra le tendenze svianti: severa con i falsi “religiosi” non meno che con i “lassisti”, richiamava tutti all’autentica spiritualità del Vangelo, per la quale non si è veramente poveri se non si è umili.
Si attribuisce ad Angela la fondazione e la direzione di un vero “cenacolo” religioso, ma non meno notevoli sono le istruzioni che Angela dava per corrispondenza a tanti che le inviavano domande e suppliche per avere un aiuto, una parola di chiarimento, di sprone, di conforto nei loro problemi, difficoltà, dubbi, incertezze. Nei loro confronti, Angela ha vissuto pienamente la maternità spirituale. Lei stessa dichiara: ”Dio mi ha dato altri figli al posto di quelli che ho perduto”.

Francesco, suo maestro e modello, nel Testamento parla dei “fratelli” che Dio gli ha donato. Per Angela, come espressione della sua femminilità, il dono di Dio sono i “figli” spirituali. E le espressioni con cui si rivolge loro nelle sue lettere sono di toccante tenerezza: “O carissimi dell’anima mia – miei intimi – miei carissimi…”. E sempre: “figlio carissimo”, “figliolini miei”…
A questi figli dell’anima sua Angela fa parte della sua esperienza spirituale esortandoli, ammonendoli, sostenendoli, incoraggiandoli in un cammino di perfezione spirituale che lei stessa stava percorrendo per giungere alla “pienezza del Dio increato”.
Vivendo ogni giorno di preghiera, la Beata Angela ne è sicura maestra. L’addita come mezzo imprescindibile per l’acquisto del “divin lume” e della salvezza: “Senza luce divina nessun uomo si salva…Se tu vuoi incominciare ad aver quel lume, prega…; se vuoi aumentare in te tal lume, prega; se vuoi la fede, prega; se vuoi la speranza, prega; se vuoi la carità, prega; se vuoi la povertà, prega; se vuoi l’obbedienza vera, prega; se vuoi la castità, prega…; se vuoi una qualunque virtù, prega.
E prega in questo modo: leggendo nel libro della Vita, cioè nella vita del Dio e uomo, Gesù Cristo” (Instructio II, righe 229 ss.).
Angela è, dunque, pienamente madre: madre dei figli nati dal suo grembo e precocemente perduti; madre dei diseredati, per i quali ha venduto ogni suo bene terreno; madre dei figli spirituali, che le rimangono accanto fino all’ultimo.

La morte di Angela
E’ toccante la lettera-testamento, densa di pensieri e di valore intramontabile! Conosciuta, per divina rivelazione, la sua prossima fine, si apre ai discepoli che lascerà orfani, lasciando loro, con materno affetto, un’ ultima raccomandazione: “Figli miei, fate ogni sforzo per avere amore nei riguardi di ogni uomo…Fate di tutto per avere un tale amore che non è più della terra, ma del cielo”.
Altrettanto commovente e altamente edificante il suo “transito” al cielo. I discepoli accorrono riverenti al capezzale della Beata agonizzante a Foligno, per ascoltarne gli estremi moniti e riceverne la benedizione. Benedice “di tutto cuore…
presenti e assenti” e prega con le parole di Cristo in croce. Era il 4 gennaio 1309.

Con questa lettera, indirizzata a tutti i francescani e in particolare agli appartenenti al Terzo Ordine Francescano, secolare
e regolare, abbiamo inteso rievocare brevemente la figura della Beata, per approfondire la conoscenza della sua vicenda umana e spirituale, nell’auspicio che i membri della Famiglia Francescana accolgano il suo invito a vivere la dimensione mistico-spirituale di unione ineffabile dell’anima con Dio per mezzo dell’amore.

Roma, 1 novembre 2008
Festivita di tutti i Santi

Encarnación del Pozo
Ministra Generale OFS

Buona Domenica!
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L'O.F.S.

Messaggio  Tiziana il Mer Mar 12, 2008 2:57 pm

L'Ordine Francescano Secolare è costituito da cristiani che, per una vocazione specifica, mediante una Professione solenne, si impegnano a vivere il Vangelo alla maniera di S. Francesco, nel proprio stato secolare, osservando una Regola specifica approvata dalla Chiesa. L’Ofs -come già spiegato nella mia precedente- è una delle tre componenti fondamentali della grande Famiglia Francescana che è costituita dai tre Ordini costituiti da San Francesco: il Primo Ordine (i frati), il Secondo Ordine (le religiose contemplative) e il Terzo ordine (i secolari e numerose forme di religiosi e religiose impegnati in attività apostoliche – TOR – che si sono formate dal filone principale dei secolari)
E' proprio la vocazione quella che distingue, dal punto di vista della motivazione, l'appartenenza al Ofs rispetto ad altre associazioni pie.
I francescani secolari, emettendo, dopo un periodo di formazione e di approfondimento spirituale e culturale, una vera e propria " professione", si impegnano a vivere questa vocazione in ogni situazione in cui si trovano sul piano famigliare e lavorativo.
I fratelli e le sorelle dell'Ordine Francescano Secolare cercano la persona vivente e operante di Cristo negli altri Fratelli, nella Chiesa, nella Parola di Dio, nella Liturgia
Annunciano Cristo con la Vita e la Parola; testimoniano nella vita quotidiana i beni futuri: nell'amore della povertà nell'ubbidienza nella purezza di cuore
I Francescani Secolari si impegnano a costruire un mondo più giusto, più evangelico e fraterno accogliendo tutti gli uomini come dono di Dio, lieti di stare alla pari con i più deboli, promuovendo la giustizia. Vivono lo Spirito di San Francesco nel lavoro e nella loro famiglia, in un gioioso cammino di maturazione umana e cristiana con i loro figli.
Portatori di pace sono fiduciosi nell'uomo e gli recano il messaggio della letizia e della speranza.

Nella foto sottostante: momento del rito celebrato durante la S. Messa in cui emetto la Promessa di Vita Evangelica (o Professione) nell'O.F.S (17 Novembre 2000)






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Personaggi noti ,santi ,beati e servi di Dio appartenenti all'OFS

Messaggio  Tiziana il Dom Mar 09, 2008 4:57 pm

Alacoque Margherita Maria (Santa)
Alessandro Volta (Fisico e inventore)
Alighieri Dante (Letterato e poeta)
Ampere Andrè M. (Fisico)
Angela da Foligno (Beata)
Bello Antonio (Vescovo di Molfetta)
Beretta Molla Giovanna (Beata)
Boccaccio Giovanni (Letterato e poeta)
Bonadonna (Beata, Moglie di Lucchese)
Borromeo Carlo (Santo)
Bosco Giovanni (Santo)
Brigida di Svezia (Santa)
Buonarroti Michelangelo(Pittore e cultore)
Cabrini Francesca Saveria (Santa)
Cafasso Giuseppe (Santo)
Calabria Giovanni (Beato)
Calasanzio Giuseppe (Santo)
Carlo V (Imperatore)
Carretto Carlo (Consacrato)
Caterina da Genova (Santa)
Colombo Cristoforo (Navigatore)
Cottolengo Giuseppe Benedetto (Santo)
D’Arco Giovanna (Santa)
De Foucauld Charles (Servo di Dio)
De Gasperi Alcide (Statista- Servo di Dio)
De Lellis Camillo (Santo)
De Paoli Vincenzo (Santo)
Dehon Leone (Servo di Dio)
Del Bufalo Gaspare (Santo)
Francesco di Paola (Santo)
Francesco di Sales (Santo)
Galilei Galileo (Scienziato)
Gattorno Anna Rosa (Venerabile)
Giotto di Bondone (Pittore)
Giovanni di Dio (Santo)
Giovanni XXIII (Papa - Beato)
Gounod Charles (Musicista)
Guanella Luigi (Beato)
Ignazio di Loyola (Santo)
Jorgensen Giovanni (Letterato)
La Pira Giorgio(Sociologo - Servo di Dio)
Labre Benedetto Giuseppe (Santo)
Lazzati Giovanni (Uomo politico)
Leone XIII (Papa)
Longo Bartolo (Beato)
Lucchese da Poggibonsi(Beato, primo terziario)
Luigi IX (Re di Francia, Santo)
Manzoni Alessandro (Letterato)
Marconi Guglielmo (Fisico)
Moro Tommaso (Santo)
Moscati Giuseppe (Medico, Santo)
Neri Filippo (Santo)
Orione Luigi (Beato)
Ozanam Federico (Beato)
Paisiello Giovanni (Musicista)
Pallotti Vincenzo (Santo)
Pampuri Riccardo (Santo)
Paolo VI (Papa - Servo di Dio)
Papini Giovanni (Scrittore)
Pasteur Louis (Biologo e chimico)
Petrarca Francesco (Poeta e umanista)
Pio IX (Papa - Beato)
Pio X (Papa - Santo)
Pio XII (Papa)
Rosa da Viterbo (Santa)
Sanzio Raffaello (Pittore)
Soubirus Bernadette Marie (Santa)
Tasso Torquato (Poeta e scrittore)
Vespucci Amerigo (Navigatore)
Vianney Giovanni Maria (Santo curato D’Ars)




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STORIA DELL'ORDINE FRANCESCANO

Messaggio  Tiziana il Dom Mar 09, 2008 4:29 pm





Francesco d'Assisi fondò tre Ordini, riconosciuti dalla Chiesa cattolica, esistenti tutt'oggi ed aventi Costituzioni proprie.
Viene chiamata Famiglia francescana, quindi, l'insieme dei gruppi cattolici di cui fanno parte persone (consacrate o laici) che seguono una delle Regole del Poverello assisiate.
Utile sottolineare che ciascuno dei tre Ordini ha la loro propria organizzazione e struttura legale, ma tutti hanno in comune Francesco come loro "padre" e fondatore.




Il Primo Ordine è quello dei FRATI MINORI.

La loro vita è ancora oggi ispirata dalla Regola bollata, approvata da papa Onorio III nel 1223.
In seguito ad ottocento anni di una storia molto complessa e travagliata, attualmente l'originario "Ordo Minorum" si divide in tre rami principali:
- i Frati Minori (originati dagli Osservanti ed altre riforme, ma che comunque mantengono il sigillo dell'OFM);
- i Frati Minori Conventuali;
- i Frati Minori Cappuccini (detti un tempo Frati Minori della vita eremitica).

Oltre a questi tre diramazione storiche, vi sono oggi altre fondazioni minori, che si ispirano a S. Francesco d'Assisi e alla sua Regola.

***

Il Secondo Ordine è quello delle CLARISSE, fondato da Chiara d'Assisi, la quale ha redatto una Regola propria.
Esso è costituito da suore di clausura ed attualmente è presente in tutto il mondo.

Analogamente al Primo Ordine, anche le discepole di S. Chiara hanno subito un percorso storico piuttosto articolato, e oggi i monasteri clariani sono raccolti in diverse "obbedienze".

***

Il Terzo Ordine nacque per i LAICI, o meglio per i SECOLARI, cioè coloro che, pur non entrando in convento, vivono nelle loro famiglie la spiritualità francescana.
Oggi è chiamato Ordine Francescano Secolare (OFS).
Parte integrante di esso è la Gioventù Francescana (Gi.Fra.): una associazione riconosciuta dalla Chiesa (o, come si definiscono, «fraternità») di giovani cattolici, i quali condividono e vivono il Vangelo e il loro essere francescani nel mondo di oggi, sul posto di lavoro o nello studio.

Oltre agli anzidetti, si ha anche il Terzo Ordine Regolare (T.O.R.), costituito - appunto - da "REGOLARI", ossia RELIGIOSI, i quali, nel corso della storia, sono divenuti tali a partire da fraternità di laici intenzionati a condurre una vita di consacrazione totale.
Mentre nei primi secoli l'Ordine è fortemente caratterizzato da una incidenza della fraternità, nei secoli successivi sarà più la testimonianza di singoli importanti personaggi ad esprimere il valore del vivere la penitenza nel secolo. Questo non significa che l’incidenza sia minore; ne è la prova il fatto che ogni regime oppressivo, fino ad oggi, ha visto sempre con grande preoccupazione questa sorta di Ordine "religioso" presente nel mondo.
Basti pensare anche a tempi vicini a noi, alla soppressione delle Fraternità del Terzo Ordine Francescano operata da Napoleone, alla proibizione durante il regime nazista di riunirsi in Fraternità, simile a quella vigente fino a pochi anni fa in tutti i paesi dell'Est.

Per interpretare le intenzioni di S. Francesco e di adattare il suo ideale alle mutevoli realtà dei tempi, a partire dal Duecento la Chiesa ha continuamente emesso "documenti" relativi alla vite della fraternità francescana.
Questo, in particoalre, ad opera dei pontefici: Onorio III, Gregorio IX, Innocenzo IV, Alessandro IV, Urbano IV, Clemente IV, Martino IV, Onorio IV, Niccolò IV, Celestino IV, Bonifacio VIII, Leone XIII, Paolo VI (questi approvò l'ultima regola dell'OFS.
Promulgazione della Regola approvata nel Giugno del 2002 da Papa Giovanni Paolo II).


***


[font=Comic Sans Ms][size=12][color=darkred]Riassumendo, l'attuale Famiglia Francescana è costituita, quindi, da TRE ORDINI fondati dallo stesso Francesco d'Assisi:

Primo Ordine
Frati Minori
Frati Minori Conventuali
Frati Minori Cappuccini

Secondo Ordine
Clarisse

Terzo Ordine
Ordine Francescano Secolare (OFS)
Gioventu' Francescana (GI.FRA)
Terzo Ordine Regolare di S. Francesco (T.O.R.)











Ultima modifica di Tiziana il Mer Mar 12, 2008 3:37 pm, modificato 1 volta
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Re: STORIA DELL'ORDINE FRANCESCANO

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