VII SETTIMA DOMENICA DI PASQUA (ANNO B) - ASCENSIONE DEL SIGNORE

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VII SETTIMA DOMENICA DI PASQUA (ANNO B) - ASCENSIONE DEL SIGNORE

Messaggio  Andrea il Gio Mag 21, 2009 3:51 pm

Omelia per la VII Domenica di Pasqua - Ascensione del Signore (Anno B)
Letture bibliche:At 1,1-11; Sal 46,2-3,6-9; Ef 4,1-13; Mc 16,15-20


Introduzione e Atto penitenziale.

L’ascensione di Gesù al Cielo è l’ultimo fare della sua glorificazione personale, che segue alla resurrezione ed è stata preceduta dall’umiliazione della passione e morte per la nostra salvezza. Gioiamo per la glorificazione di Cristo, chiediamo perdono per inostri peccati, che sono stati la causa della sua umiliazione.

Sintesi dell’omelia.

La colletta prega: Esulti di santa gioia la tua Chiesa,o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché neltuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, enoi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo,nostro capo, nella gloria. Egli è Dio… Il Vangelo ci offre le ultime paroledi Gesù ai discepoli prima di salire al cielo; la prima lettura ci raccontal’Ascensione al cielo con quello che immediatamente la precede; la secondalettura ci dice struttura e vita della Chiesa, come voluta da Gesù.

Omelia.

I – La Chiesa ci fa pregare così:
a. Esulti di santa gioia la tua Chiesa,
b. o Padre,
c. per il mistero che celebra in questa liturgia dilode…

a. La Chiesa prega di poter esultare di santa gioia. Questa dovrebbecaratterizzare la vita dei cristiani, perché Gesù li accompagna sempre: Nonvi lascerò orfani, ritornerò da voi (Gv 14,18); Ecco, io sono con voi tuttii giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20), gioia che già provarono ipresenti all’Ascensione: Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono aGerusalemme con grande gioia (Lc 14,52); e ci invita a confidare nella suacompagnia e assistenza fino al suo ritorno. La gioia di oggi è causata dallacelebrazione del mistero dell’Ascensione. Preghiamo di riviverlo con queisentimenti e affetti, con cui il Cuore di Maria visse questi momenti 20secoli fa.
b. La preghiera è rivolta al Padre, al quale Gesù torna. Egli venne dalPadre per riportargli gli uomini e renderli suoi figli; con la passione emorte ha compiuto la sua missione, come capo del corpo mistico; con laresurrezione e ascensione al Cielo il Padre lo esalta, confermando quindiche egli è il Cristo, dandogli la gloria che aveva prima di incarnarsi (Gv17,5). Ce lo ricorda Paolo: Colui che discese è lo stes­so che anche asceseal di sopra di tutti i cieli, per arricchire dei suoi doni le creature, peressere pienezza di tutte le cose (Ef 4,10), cioè affinché con la sua azionee con la sua influenza, ossia coi suoi doni e coi sui benefizi, riempissetutte le cose, l’universo e in modo speciale la Chiesa. Appunto: Per questoé detto: «Asceso in al­to, ha portato con sé prigionieri, ha distribuitodoni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima eradisceso quag­giù sulla terra? (Ef 4,8-9).
c. La Chiesa non celebra anniversari di Gesù ma i misteri della sua vita.Oggi celebra il mistero dell’Ascensione, cioè la glorificazione totale diGesù che comprende la resurrezione, l’ascensione, l’insediamento alla destradel Padre e la proclamazione a Re dell’universo. Nella celebrazione vienereso presente Gesù con le nature divina e umana, e con tutta la sua vita,particolarmente col suo mistero pasquale.

II – La colletta continua: a. poiché nel tuo Figlio asceso al cielo….
a. La prima lettura racconta che, dopo aver dato disposizioni agli apostoliche si era scelti per mezzo dello Spirito Santo (At 1,2), Gesù (At 1,1) fuassunto in cielo (At 1,2). Dalla resurrezione all’ascensione Egli si mostròa essi vivo, dopo la sua passione, con molte ­prove, durante quarantagiorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio (At1,2); così ebbero la certezza della resurrezione e la poterono testimoniareagli altri. Ma per abilitarli a far questo in un mondo avverso, Gesù ordinòloro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma ­di attendere l'adempimentodella promessa del Padre, quella - disse – che voi avete udito da me:Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, saretebattezzati in Spirito Santo (At 1,4-5). Alla domanda “fuori tema” degliApostoli: Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno perIsraele? (At 1,6), Gesù rispose che il regno di Dio lo ricostituiranno loro:riceverete la forza dallo Spirito Santo, che scenderà su di voi, e di mesarete testimoni a Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Sa­maria e fino aiconfini della terra (At 1,Cool. Allora, Detto questo, fu elevato in alto sotto (At 1,9); essi stavanofissando il cielo mentre egli se n’andava (At 1,10) e una nube lo sottrasseai loro occhi (At 1,9); essa è un segno che accompagna le teofanie, lemanifestazioni di Dio nell’AT e nel NT: essi fissano Gesù, Dio fatto uomo,finché non lo vedono più. A richiamarli alla realtà, ci pensano due uominiin bianche vesti, due angeli, che chiedono loro: Uomini di Galilea, perchéstate a guardare il cielo?; e avvisano: Questo Gesù, che di mezzo a voi èstato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andarein cielo (At 1,11), cioè su una nube, come il Dio dell’AT (Es 13,22; cfr Lc9,34-35). Così annunziano la sua seconda venuta come gloriosa, in cui tuttidovranno riconoscerne la divinità, a differenza dalla prima, che si realizzònella umiltà e nel nascondimento. b. Anche il Vangelo ricorda l’ascensione: Il Signore Gesù, dopo aver parlatocon loro, fu elevato in cielo e se­dette alla destra di Dio (Mc 16,19), e lamissione affidata agli Apostoli e ai loro successori e la permanenza el’azione di Gesù nella Chiesa: Allora essi partirono e predicaronodappertutto, mentre il Signore agi­va insieme con loro e confermava laParola con i segni che la accompagnavano (Mc 16,20).

III – La colletta aggiunge: la nostra umanità è innalzata accanto a te,…
Con l’ascensione di Gesù, la sua natura umana è elevata alla destra delPadre. E’ il Figlio di Dio fatto uomo, che giunto al culmine dell’umiliazione con la passione e morte, ora raggiunge il massimo della gloria con la resurrezione e ascensione. Ma la natura umana di Gesù è uguale alla nostra, perché egli ha assunto l’anima e il corpo come i nostri. Ora nella sua natura umana è stata collocata alla destra del Padre in qualche modo tutta la natura umana, elevata a dignità altissima. Il Figlio di Dio, già con l’incarnazione, conferì alla natura umana una grande elevazione; ora con l’ascensione la porta all’apice della glorificazione,facendole conseguire una sublimazione, che nessuno avrebbe potuto immaginare. Questo titolo di gloria tocca tutto il genere umano e da universale e generale diventerà prerogativa reale e concreta per i singoli quando entrano nella sfera della redenzione, entrata che si verificaspecialmente con i sacramenti.

IV – La colletta conclude: e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria. a. Prima di salire al Cielo, Gesù ha detto agli Apostoli: Andate in tutto ilmondo e pro­clamate il Vangelo a ogni creatura (Mc 16,15). Chi crede­rà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato (Mc 16,16), cioè ha affidato loro la diffusione del Regno di Dio, e ha indicato i segni miracolosi che avrebbero accompagnato la vita dei credenti: Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credo­no: nel mio nome scacceranno demoni, parle­ranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, seberranno qualche veleno, non re­cherà loro danno; imporranno le mani aimalati e questi guariranno (Mc 16,17-18). b. Ma nella Chiesa le membra del Corpo di Cristo sono molte e ognuno ha lasua vocazione. Paolo indica i principi, ai quali ispirarsi: io, prigionieroa motivo dei Signo­re, vi esorto (Ef 4,1). La Pasqua di Cristo (passione emorte, resurrezione e ascensione) ha fatto di tutti i cristiani un uomo solo(Ef 2,13-18) ed è fonte di grazia per tutti: A ciascuno di noi, tuttavia, èsta­ta data la grazia secondo la misura del dono di Cristo (Ef 4,7); se èvero che tutti abbiamo un solo Padre: Un solo Dio e Padre di tutti, che è aldi so­pra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è pre­sente in tutti (Ef4,6), professiamo la stessa fede in Cristo: un solo Signore, una sola fede,un solo battesimo (Ef 4,5), e siamo protesi nella speranza mediante lostesso Spirito: Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranzaalla qua­le siete stati chiamati, quella della vostra vo­cazione (Ef 4,4);se è vero che formiamo un solo corpo, la conseguenza logica è viveredegnamente la propria vocazione: comportatevi in maniera degna dellachiamata che avete ricevuto (Ef 4,1), e questo comporta la ricercadell’unità: avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo deivincolo della pace (Ef 4,3).
Per realizzarla il credente metterà come base alcune virtù: con ogni umiltà, dolcezza (o non violenza) e magnanimità,sopportan­dovi a vicenda nell'amore (Ef 4,2) ed eserciterà il ministero chegli è stato affidato. L’apostolo ricorda alcuni ministeri: egli ha dato ad alcuni di essere apo­stoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pasto­ri e maestri (Ef 4,11), ma è ovvio chela testimonianza cristiana deve rendere visibile il Cristo nella suatotalità e non solo come pastore, maestro, profeta. Questo è appunto l’impegno cristiano necessario per edificare il corpo di Cristo: perpreparare i fratelli a compie­re il ministero, allo scopo di edificare ilcorpo di Cristo (Ef 4,12), e per arrivare alla piena maturità di Cristo:finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza dei Figlio diDio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misu­ra della pienezza diCristo (Ef 4,13). c. Vivendo secondo questa Parola di Dio, ci prepariamo ad andare acondividere la gloria con Cristo, capo del Corpo Mistico, del quale facciamoparte.

Pensiero eucaristico.

Con l’Ascensione Gesù è salito al Cielo ma non halasciato orfani i suoi su questa terra; ci ha indicato tanti segni della suapresenza, del quale sicuramente il più intenso è l’Eucaristia, nel qualeegli ci parla da Maestro e si fa nostro cibo e nostra bevanda. Preghiamo la Madonna e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni, di ottenerci disapere valorizzare tutti i segni di presenza di Gesù per la salvezza nostrae dei nostri fratelli e per vivere nella gioia, pur in mezzo alle difficoltà.

20.5.2009 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio(SA), tel. 081.951164; 3288136406 francescospaduzzi@virgilio.itwww.bastamare.it <http://www.bastamare.it/> MSN:francescoenricos@hotmail.it

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