Mt 13,31-32

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Mt 13,31-32

Messaggio  chiarotta91 il Lun Lug 27, 2009 3:34 pm

La pagina del Vangelo di oggi è presa da Matteo, l'evangelista che Gesù chiamo a sè mentre era seduto al suo banco per la riscossione dei tributi. Era un pubblicano , una categoria di persone odiose e odiate perchè speculavano sui poveri ebrei e facevano la cresta sulle imposte decise dai colonizzatori romani. Si chiamava Levi ma dopo l'incontro con Cristo divenne una persona "nuova ", anche nel nome.
Ci parla oggi del Regno di Dio, del Regno cioè proclamato dal rabbì di Nazareth. Non è un regno visibile e per spiegare cosa sia usa diverse similitudini . A me piace questa:

«Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami»(Mt 13,31-32)

Credere in Cristo è alimentare un piccolo seme che lasciato crescere diventa la radice della nostra esistenza. Forse la parte spirituale di noi stessi non è che una delle nostre componenti, può darsi neanche quella per cui siamo apprezzati e stimati. Eppure se fatta crescere diventa l'albero al quale possiamo attaccare ogni nostra ragione di essere. E tra questi rami frondosi, i nostri cari, come uccelli , vi faranno il nido.
Lasciamo dunque crescere questo seme perchè la nostra esistenza possa radicarsi in Cristo e diventare il luogo privilegiato per noi ed i nostri cari.
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chiarotta91

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