Mt 13,52

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Mt 13,52

Messaggio  chiarotta91 il Gio Lug 30, 2009 9:23 am

La festa liturgica di Santa Marta aveva ieri interrotto la lettura del Vangelo di Matteo. Oggi riprende con le similitudini del Regno dei Cieli. Per comprendere il significato di questa espressione occorre ricordare che Matteo è Levi, un ebreo convertito da Gesù. Agli ebrei è fatto divieto assoluto di pronunciare il nome "Dio ". Matteo è abituato ad usare perifrasi per non nominarlo . Così questa "Regno dei Cieli " significa in realtà Regno di Dio. Cos'è il Regno di Dio?? Via via scorrono similitudini dense di significato: un tesoro, una perla preziosa, una rete in cui c'è abbondanza di pesce. Tanto carica è questa rete che puoi scegliere , hai persino il lusso di gettare via il pesce "cattivo". Ma seguendo Dio, dice l'evangelista, si ha la certezza di una vita ricca, abbondante, piena .

Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Allora ogni saggio ,ogni persona che ha formato con cura le personali qualità intellettuali, che diviene discepolo ossia le mette al servizio di Dio è "simile ad un padrone di casa ". Padrone è colui che possiede qualcosa. Solo mettendo al servizio di Dio i doni da Lui ricevuti ,diventiamo padroni di noi stessi, abbiamo il possesso , siamo cooperatori di Dio. E la nostra vita sarà simile ad un forziere pieno di tesori dal quale tiriamo fuori in abbondanza doni spirituali e materiali . La quotidiana sorpresa di estrarre "cose nuove e cose antiche " è la relazione intima e personale con il Signore.
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