Mc 7, 32-33

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Mc 7, 32-33

Messaggio  chiarotta91 il Sab Set 05, 2009 4:33 pm

Questa domenica il Signore ci incontra nel Vangelo di Marco, al capitolo 7 . Vi è narrata la guarigione di un sordomuto. Tante volte siamo colpiti dalla capacità di Gesù di guarire nel corpo, di liberare dalla sofferenza e dall'emarginazione in cui i disabili vivevano nella società del suo tempo. Ci attrae questo Rabbì che sana, ridà la vita, guarisce menomazioni, che presi dal fatto ci dimentichiamo di meditare sul contesto. Così ho scelto un versetto che potrebbe apparire di secondaria importanza e che invece ha preso il mio cuore e la mia mente trascinandoli in una contemplazione dolcissima .

"Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!».

L'incontro decisivo con il Rabbì di Nazareth avviene nel territorio della Decapoli, una regione pagana. Interessante: il miracolo avviene per una persona che avrebbe dovuto essere esclusa, o comunque passare inosservata. Invece no. Il maestro Gesù non tiene conto di privilegi, di appartenenze, di precedenze. Il suo dono è gratis. Per tutti. Nessuno escluso.
Il sordomuto è accompagnato da Gesù e qualcuno che conosce la potenza della Sua Parola lo prega di guarirlo. Vorrei sottolineare un aspetto : "Lo prese in disparte, lontano dalla folla." Mi piace tantissimo questo dettaglio: Gesù lo trascina lontano dalla folla, dalla confusione, dai curiosi. Gesù cerca un incontro personale vero, non una dimostrazione in piazza. E' così! Per incontrare il Signore Gesù bisogna avere il coraggio di sottrarsi alla folla e tra le mille attività della giornata ritagliarsi uno spazio dove lasciarsi incontrare, farsi raggiungere nell'intimità . Non parlo di fughe in monastero o misticismi. Basta un angolo della casa con un' icona o un Vangelo, una candela, il cellulare spento e un po' di tempo (ogni giorno!) per lasciarsi nutrire dalla Parola e rinnovare il desiderio d'essere guarito.
"Effatà", dice Gesù. Il Signore lo sa che le nostre orecchie devono essere aperte per ascoltare la Parola e la nostra lingua deve essere sciolta dal nodo che impedisce l'annuncio di salvezza. Il maestro Gesù deve fare i conti con tutte le nostre durezze e le nostre chiusure. Ma qualcuno ci ha portato da Lui. I nostri fratelli nella fede, i nostri sacerdoti che pregano incessantemente per noi perchè il Signore ci guarisca.
"Apriti", dice Gesù.
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chiarotta91

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Re: Mc 7, 32-33

Messaggio  Andrea il Dom Set 06, 2009 6:47 am

Il bellissimo brano dei questa domenica ci ricorda anche il nostro battesimo. Quando in sacerdote con l' olio santo ci benedice le orecchie e la bocca, affinque anche a noi siano aperte le orecchie alla sua Parola, ma nello stesso tempo diventiamo anche noi annunciatori del suo messaggio!

Pace e bene

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Andrea
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Andrea
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Re: Mc 7, 32-33

Messaggio  silvia il Dom Set 06, 2009 2:23 pm

" Basta un angolo della casa con un' icona o un Vangelo, una candela, il cellulare spento e un po' di tempo (ogni giorno!) per lasciarsi nutrire dalla Parola e rinnovare il desiderio d'essere guarito."

Può bastare, talvolta mi deve bastare, anche entrare nel castello interiore, dove sempre Lui vive e sempre posso incontrarLo ed ascoltarLo.
Talvolta, il silenzio interiore può e deve vivere nel frastuono della vita esteriore,nel rumore assordante del tunnel in cui ti trovi per fare una RMN...
L'Icona, il Vangelo,la candela, il tempo...sono già mezzi e ricchezza che non è data a tutti i poveri...
Anche icona, Parola,tempo,e altri segni possono-devono? - essere una "dimensione" interiore -non per questo meno reale, anzi- che rendere la vita una Unità effettiva!
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silvia

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Re: Mc 7, 32-33

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