Lc 6, 9

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Lc 6, 9

Messaggio  chiarotta91 il Lun Set 07, 2009 6:43 pm

Il Vangelo di oggi propone una meditazione sul senso della legge e la libertà dell'Amore. E' un tema importante che ha fatto riflettere anche poeti, artisti ,filosofi. Sofocle già nel 442 a.C. metteva in scena una tragedia, Antigone , in cui si poneva il problema se si dovesse obbedire ad una legge che andava contro la propria convinzione morale. In sostanza Antigone avrebbe dovuto obbedire ad una legge scritta dal sovrano che obbligava a lasciare senza sepoltura chi avesse tramato contro la città. Ma Antigone vuole a tutti i costi dare sepoltura al fratello ,anche se traditore della patria, perchè questo è scritto nel suo cuore, in quella legge naturale per cui il legame di sangue è più forte di qualsiasi vincolo legale. Così Antigone affronta la morte ma obbedisce alla "legge morale , voluta dagli Dei " che è scritta nel cuore di ogni essere umano.
Il Vangelo di Luca ripropone lo stesso interrogativo:

Poi Gesù disse loro: "Domando a voi:In giorno di sabato ,è lecito fare del bene o fare del male ,salvare una vita o sopprimerla?"

E' doveroso rispettare la legge degli uomini ( il Sabato ) e trasgredire la legge di Dio ( fare il bene, salvare una vita )? Luca è sicuramente il più colto dei sinottici. Il suo greco è fluido, armonico, ricco nel lessico. Sicuramente ha letto le" Vite parallele" di Plutarco , visto che comincia il suo Vangelo mettendo a confronto due " vite illustri", Giovanni Battista e Gesù di Nazareth. Il racconto comincia mettendo in parallelo proprio le due nascite: uno schema letterario che aveva conosciuto dalle sue letture. Riprende quindi il tema centrale dell'obbedienza ad una legge ingiusta o moralmete illecita. Riprende Sofocle ma lo legge alla luce di Cristo.
La risposta che ognuno di noi dà alla domanda posta da Gesù è ovvia. Per nessuno "è lecito fare del male o sopprimere una vita ". I medici obiettori di coscienza che si rifiutano di praticare aborti ne sono una testimonianza, i farmacisti che non vendono pillole abortive sono un altro esempio. Ma oggi ci è chiesto in modo ancora più diretto: "é lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla"?
I medici devono denunciare i malati che sono anche clandestini? E la donna che senza permesso di soggiorno partorisce in ospedale va soccorsa o mandata al CIE (Centro di identificazione ed espulsione ) ? E i figli degli immigrati vanno accolti nelle nostre scuole o messi nelle classi-ponte che hanno tutto il sapore di nuovi ghetti?
Il nostro comportamente deve sequire il modello-Cristo: tutto il bene che siamo in grado di fare va fatto sempre, anche se la legge scritta dagli uomini orienta diversamente.
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chiarotta91

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