XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO-ANNO B

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XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO-ANNO B

Messaggio  silvia il Ven Set 25, 2009 10:04 pm

Omelia per la XXV Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

Letture bibliche: Nm 11,25-29; Sal 18,8.10-14; Gc 5 ,1-6; Mc 9,38-43.45.47-48
Introduzione e Atto penitenziale.
Gesù è il dono del Padre per la nostra salvezza e ci offre la Parola e la sua vita, per guidarci verso il Cielo. Purtroppo non guardiamo a Gesù come Maestro da credere e come esempio da seguire. Chiediamo perdono di questo e di tutti gli altri peccati.

Sintesi dell’omelia.
Con la colletta preghiamo: O Dio, tu non privasti mai il tuo popolo del­la voce dei profeti; effondi il tuo Spirito sul nuovo Israele, perché ogni uomo sia ricco dei tuo dono, e a tutti i popoli della terra siano an­nunziate le meraviglie dei tuo amore. Per il nostro Signore Gesù... Il Vangelo ci presenta Gesù che da una parte è molto comprensivo verso quelli che operano invocando il suo nome, anche se non sono due discepoli, e dall’altra difende a spada tratta i suoi discepoli contro gli scandali. La prima lettura preannunzia la comprensione di Gesù verso i profeti “non istituzionali”, e la seconda è una parola energica contro i ricchi, che non usano i beni di questo mondo per venire incontro ai bisogni dei fratelli.

Omelia.
I – La colletta inizia: O Dio, tu non privasti mai il tuo popolo del­la voce dei profeti;

Dio ama il suo popolo e lo assiste con grande amore, sempre. Il suo popolo è fatto di uomini concreti che portano le conseguenze del peccato originale, che ha colpito l’intelligenza, rendendole difficile l’apprendimento della verità, ma anche la volontà, che zoppica molto nell’essere fedele alla verità conosciuta. Perciò Dio stesso, nella sua misericordia rivela direttamente la verità, dandoci sicurezza perché egli non si può ingannare in quanto è sapienza infinita e non ci vuole ingannare in quanto è bontà infinita.

a. Nell’AT offre al suo popolo eletto la sua parola anzitutto per mezzo di Mosè, col quale comunicava faccia a faccia; questi riceveva da Lui e trasmetteva agli altri la Parola di verità. Ma Mosè era solo e il popolo era numeroso e in seguito a una supplica di Mosè, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; in questo modo essi venivano abilitati a compiere la stessa missione di Mosè. Questi rappresentano il profetismo legato in modo stabile o passeggero all’istituzione: quando lo spirito si fu posato su di lo­ro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito (Nm 11,25). Ma vi può essere anche un profetiamo non legato all’istituzione: Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l'al­tro Medad. Ora avvenne un fuori programma: E lo spirito si posò su di loro; era­no fra gli iscritti, ma non erano usciti per anda­re alla tenda. Anch’essi profetizzano: Si misero a profetizzare nell'ac­campamento (Nm 11,26). Tale profetismo è vero e come tale è riconosciuto da Mosè; in effetti qualcuno avverte Mosè del fatto: Eldad e Medad profetizzano nell'ac­campamento (Nm 11,27); e Giosuè, figlio di Nun, servito­re di Mosè fin dalla sua adolescenza, che era convinto che solo il profetismo istituzionalizzato fosse quello vero, prese la parola per chiedere che fosse tolta a quelli la parola: Mosè, mio signore, impedi­scili! (Nm 11,28). Ma Mosè è di altro parere; a livello personale egli non si sente derubato o diminuito se altri hanno i suoi stessi doni: Sei tu geloso per me? E anzi il suo desiderio è che tutto il popolo fosse arricchito di tutti i doni di Dio e dello spirito profetico in specie: Fossero tutti profeti nel popolo dei Signo­re e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito! (Nm 11,29).

b. Mosè preannunciò la venuta di un altro profeta, al quale tutti dovevano piegarsi: Gesù. Egli porta la Parola definitiva di Dio, anzi è la Parola stessa di Dio, dopo la quale non bisogna aspettarsi nessun’altra nuova rivelazione. In effetti Gesù fu riconosciuto come profeta e come tale chiamato col nome di Rabbi. Già durante la sua vita pubblica Gesù partecipò la sua missione agli apostoli e ai settantadue discepoli, in specie quella di maestro e guaritore ed esorcista. Ma una volta Giovanni disse a Gesù che c’era qualcuno che esorcizzava senza essere discepolo, e perciò glielo proibirono: Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva (Mc 9,38). Ma Gesù, come e più di Mosè, conferma la necessità di evitare il monopolio del Figlio di Dio ed esorta a essere tolleranti verso coloro che vivono ai margini della comunità: Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio no­me e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi (Mc 9,39). Chiunque, anche non discepolo, infatti vi darà da bere un bic­chiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa (Mc 9,40).

Condividiamo la fede nella Parola di Dio, che ci viene attraverso la Bibbia e l’interpretazione che ne dà la Chiesa? Siamo aperti di cuore verso tutti, anche verso quelli che non sono nostri fratelli nella fede?

II – e supplichiamo: effondi il tuo Spirito sul nuovo Israele,

Lo Spirito, che aveva Mosè, fu dato ai 70 programmati e anche agli altri due. La venuta dello Spirito su tutti i credenti nei tempi messianici fu profetizzato da Gioele e realizzato nel giorno di Pentecoste. Lo Spirito è dato non solo agli Apostoli ma a tutti gli uomini e donne lì presenti, circa 120 persone; dopo la predicazione di Pietro viene comunicato anche ai tremila che vengono battezzati quello stesso giorno.

Nel battesimo abbiamo ricevuto lo Spirito Santo e ogni sacramento ci rinnova questo dono, che è il dono più importante della vita spirituale. Ma anche ogni volta che invochiamo la venuta dello Spirito e ogni opera buona che facciamo, Egli viene in noi e aumenta la sua presenza. Lasciamoci guidare da Lui nella vita spirituale, ma anche in tutto il resto.

III - e continuiamo: perché ogni uomo sia ricco dei tuo dono,

Lo Spirito Santo è il dono dei doni, è il tesoro dell’uomo, la sua ricchezza spirituale ed è sorgente di ogni bene. Ogni uomo può ricevere questo dono di Dio, purché lo voglia. Ma ci sono tante persone che hanno il cuore schiavo dei beni di questo mondo, la qual cosa è ostacolo alla venuta dello Spirito. A questi si rivolge Giacomo, minacciando: Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! (Gc 5,1). Si sono arricchiti sfruttando i lavoratori: Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non ave­te pagato, grida (Gc 5,4), e opprimendo i giusti: Avete condannato e uc­ciso il giusto ed egli non vi ha opposto resi­stenza (Gc 5,6). Le ricchezze vanno presto in rovina: Le vo­stre ricchezze sono marce, i vostri vestiti so­no mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vo­stro argento sono consumati dalla ruggine (Gc 5,2-3), e anche i loro possessori: la loro ruggine… divo­rerà le vostre carni come un fuoco e si alzerà ad accusarvi (Gc 5,3) davanti a Dio; in effetti le proteste dei mietitori non pagati o sottopagati sono giunte alle orecchie dei Signore onni­potente (Gc 5,4), il quale punisce le persone che non si pentono della vita sbagliata di questo mondo : Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage (Gc 5,5), cioè il giorno del rendiconto a Dio alla fine della vita: Avete ac­cumulato tesori per gli ultimi giorni! (Gc 5,3).

Lo Spirito viene nel nostro cuore se lo trova libero dalla di schiavitù del peccato e ci aiuta a liberarci da ogni forma di schiavitù se ci lasciamo guidare da Lui. Siamo docili ai suggerimenti dello Spirito, o preferiamo seguire le nostre strade, che ci conducono alla perdizione eterna?

IV – e conclude: e a tutti i popoli della terra siano an­nunziate le meraviglie dei tuo amore.

Dio ci ha pensati e ci ha amati da tutta l’eternità e nel tempo ci ha creati, ci conserva, ci dona il concorso, ci redime per mezzo di Gesù, ci santifica per mezzo dello Spirito Santo. Tutto questo è frutto della sua potenza, sapienza e bontà infinita; sommo è il suo amore per noi e risplende in tutte le sue opere. Questo amore, che noi abbiamo conosciuto per la fede e al quale partecipiamo per la carità, non possiamo tenercelo per noi ma dobbiamo comunicarlo agli altri perché tutti possano essere salvi. Ma purtroppo si possono anche mettere ostacoli alla salvezza e alla crescita spirituale del prossimo. In effetti avviene che qualcuno con cattivi suggerimenti o esempi è causa di cadute morali di discepoli di Gesù: Chi scandalizzerà uno so­lo di questi piccoli che credono in me, dovrebbe essere sprofondato nel mare: è mol­to meglio per lui che gli venga messa al col­lo una macina da mulino e sia gettato nel mare (Mc 9,42). E’ vero che è inevitabile per un uomo, a causa delle sue condizioni morali, dare o ricevere scandalo; Gesù tuttavia lancia la sua terribile condanna contro chi deliberatamente è causa di scandalo.

E anche con se stessi è necessario essere molto decisi; se una parte del nostro corpo ci è occasione di male, bisogna avere il coraggio di eliminarla, anche se fosse importante: Se la tua mano ti è motivo di scanda­lo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due ma­ni andare nella Geènna, nel fuoco inestin­guibile. Se il tuo piede ti è motivo di scan­dalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vi­ta con un piede solo, anziché con i due pie­di essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scanda­lo, gettalo via: è meglio per te entrare nel re­gno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, do­ve il loro verme non muore e il fuoco non si estingue (Mc 9,43-48). Le espressioni non vanno prese alla lettera, perché contengono una metafora e un’iperbole; anche perché non è l’organo che è occasione di male, ma la volontà che dirige lo sguardo o una parte del corpo verso ciò che è peccato. Gesù vuole che si rimuova ogni occasione di male, perché entrare nella vita (eterna) o entrare nel re­gno di Dio è la cosa più importante che ci sia per noi e per gli altri.

Siamo ancora capaci di lasciarci impressionare dalle parole molto forti di Gesù? Siamo decisi nel lottare contro il male dentro di noi e quello che può venire agli altri?

Pensiero eucaristico. Gesù continua a proporci le sue sorprese col suo insegnamento e col suo esempio e continua a rendere presente se stesso e il suo sacrificio per la nostra salvezza; continua a stare a nostra disposizione. Il suo insegnamento può sembrare duro, ma egli ci comunica anche la forza di metterlo in pratica. Preghiamo la Madonna e S. Giuseppe, gli Angeli e i Santi, perché ci ottengano di saper incontrare e accettare Gesù così come egli si offre a noi.


24.9.2009 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio (SA), tel. 081.951164; 3288136406 francescospaduzzi@virgilio.it www.bastamare.it MSN: francescoenricos@hotmail.it
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