Sulla Liturgia della XXXII Domenica t.o. anno B

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Sulla Liturgia della XXXII Domenica t.o. anno B Empty Re: Sulla Liturgia della XXXII Domenica t.o. anno B

Messaggio  cassarà palma il Ven Nov 20, 2009 9:04 am

22 novembre 2009
XXXIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) - Cristo Re
Dn 7,13-14 / Sal 92 / Ap 1,5-8 / Gv 18,33b-37

Guardie del corpo, lunghezze d’onda ed occasioni perse!

Interpellato è Pilato! S'attende risposta!
Presa di posizione. Personale, e non per sentito dire.
Cosa pensa? Da ciò che dice, dalla sua risposta
dipenderà la decisione. Dal suo giudizio, la liberazione! E
invece?!
Gesù non si difende. Ancora chiede e si consegna. Al vituperio,
al tradimento.
Regalità misteriosa! Non è di questo mondo! E le insegne?
Non è riconosciuto chi è arrivato: il Veniente!
Non ha sudditi. Niente riverenze. Nessuno si sottomette. Parenti
assenti.
Solo dal Padre riceve onore, omaggi. Legittimato, ancora.
È Re che ama, Lui sì sottomesso! Servendo verità, senza
interessi personali.
È la sua missione. Ed invita a fare altrettanto.
Non è da temere il Maestro, non spodesta, non è Messia
politico.
Possiede un regno sì, ma non viene dal mondo!
E non si capisce! Pilato lo comprende, ma non può far niente!
Impedito, impaurito di perder la poltrona, il posto, il ruolo!
Lui sa che è innocente ma non s'impone.
La sua è autorità in seconda!
E allora è necessario rivolgere lo sguardo altrove, in alto,
alla nube,
se si vuole cogliere un senso imperituro.
Guardare poi a chi trafigge il cuore! Al Testimone fedele.
Al contrario, in basso tutto è futile, precario e
superficiale!

Che pena non intendersi. Occasioni perse! E si rimane nella
solitudine.
A volte è come se si parlassero due lingue diverse.
A volte è come se si parlasse di cose diverse. Diverse
lunghezze d'onda!
Non capirsi, che sofferenza! Soprattutto quando è importante
ciò di cui si dice.
Come nel dialogo tra Gesù ed il Governatore.
Ma sarà poi vero che Pilato non intende?

Se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori …
Solo! Nessuna guardia a del corpo! Debole come sempre,
indifeso!
Abbandono, diserzione, ingratitudine, viltà!

Pilato s'aspettava d'incontrare un rivoluzionario pericoloso,
alla testa (calda!) di un gruppo di ribelli nazionalisti
antiromani.
Si trova invece innanzi un uomo riflessivo e silenzioso,
già sfinito per i patimenti subiti la notte prima.
Nulla in confronto a quanto deve ancora accadere!

Tradito da Giuda Iscariota (un suo discepolo),
abbandonato dalla sua gente (che avrebbe dovuto sostenerlo),
accusato dal sinedrio (collaborazionista con l'impero romano),
per essere condannato alla lapidazione (e non innalzato).

E quanto da fare per Pilato (proprio un gran da fare!),
che va e che viene (gesto delicato da parte sua. O chissà che
rabbia!)
fra l'esterno dove stanno i giudei (e l'odio e la falsità e la
corruzione),
e l'interno dove sta Gesù, mite e umile di cuore.
Ecco l'uomo! Ed è la pace.

Facile uscire e convivere col mondo!
E quanta fatica rientrare per ottenere quiete!

Per quattro volte il governatore romano esce dalla stanza dove
c'è Gesù.
E per tre volte vi rientra, ed è la calma.
Per tre volte Gesù parla di un suo regno (d'altro mondo!): il
dono di sé!
E per tre volte, Pilato lo proclamerà innocente.

Gesù non è pericoloso, non è re politico. È Re perché
serve.
Nulla da temere, dunque! Dev'essere innalzato e non lapidato!
Ma Pilato ha ugualmente timore, e la sua paura crescerà sempre
più.
E Gesù non farà nulla per evitare a Pilato la conclusione
delle sue contraddizioni.

Fuori è violenza, è odio! Il rifiuto del mondo si scaglia
forsennato.
Conniventi con la menzogna, ci si ricatta per non perdere.
Rivalità! Chi la vincerà?!
I giudei non riconosceranno Gesù.
Inutili gli espedienti di Pilato (l'indulto e la
flagellazione).
Ed i soldati romani, dopo averlo ridicolizzato,
creeranno le condizioni per riconoscerne la regalità.
Mettendo insieme per burla le insegne, che invece si riveleranno
vere!

C'è chi sparge sangue altrui per mantenere il proprio dominio!
E c'è chi versa il proprio sangue per costruire un regno senza
presunzione!

PREGHIERA

Pietà Gesù Messia e Maestro,
per tutte le volte che con il mio silenzio ho avallato la bugia
e l'ingiustizia.

Pietà Gesù Signore e Re,
per tutte le volte che ti ho consegnato all'empietà
non custodendo il povero e l'indifeso.

Pietà per tutte le volte che ho inteso difenderti, da suddito
zelante,
con la violenza delle armi, stravagante e battagliero.
E poi difendere chi? Chi s'è consegnato alla morte?
Tutelare me stesso sì! Preservando dall'oblio la mia sorte!

padre Mimmo Castiglione

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Messaggio  cassarà palma il Sab Nov 14, 2009 8:29 am

15 novembre 2009
XXXIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)
Dn 12,1-3 / Sal 15 / Eb 10,11-14.18 / Mc 13,24-32

Puntuali in tempo non databile!

Dorme la pianta! Letargo in inverno! Ma poi?
Emerge, dalla tristezza dei rami senza foglie, il fine verso cui
tende!
Che prima o poi si risveglia, avviando il suo compimento. Matura
il tempo.
Germogli e poi i frutti. Nutrienti zuccherosi. E buoni e dolci.

Proprio una buona e bella notizia quella di oggi! O no?!
Paura?
Certamente quello che ci viene descritto non appare affatto
rassicurante.
Al contrario, la situazione è evidentemente preoccupante:
scenografia davvero suggestiva con eclissi totale e caduta
d'astri.
Impressionante!
E alberi di fico, che tra tanti guai
(e che in alcuni momenti vengono persino maledetti!),
continuano a germogliare producendo fiori-frutto due volte
l'anno,
segno d'abbondanza della terra promessa.
Segnalano il tempo (breve) per riconoscere il passaggio (o
l'arrivo)!
Come la primavera in Israele,
che repentina segna la fine dell'inverno e l'inizio
dell'estate.
Il significato di tutto questo?
Essere sempre all'erta per accorgersi.
Di che cosa? Ma di quel che avviene!
Non è infatti scontato per l'uomo esserlo (accorto).
Non sempre succede.

E poi proprio nulla da dire. Nient'altro!
Tranne che viene Qualcuno che raduna. Il Veniente!
Finalmente! Ci voleva proprio! Tra tante divisioni?!
Ma per quanto riguarda il tempo, niente oroscopi,
nessun cartomante o lady o mago,
nessun calcolatore di tempi catastrofici o annunciatore di
sventure.
Niente previsioni su la fine. Al contrario.
Per quanto riguarda il fine invece sì!
Occorre essere sapienti e saggi per conoscere d'ogni cosa lo
scopo, il senso.

Non aspettiamo certo che finisca il mondo! E poi perché? Non
c'è motivo.
E sarebbe anche un peccato! Che gli astri rimangano al loro
posto!
Quando Gesù parla infatti usa dei modi di dire.
E ci stupiremo ancora, e meno male,
per i bei tramonti e le nottate stellate e l'albe!

Attendiamo invece che si realizzi la nostra speranza:
il compimento della nostra vita.
E sì, anche della storia e del mondo,
e di Gesù che torna, o di noi che andiamo!

Bisogna dunque stare attenti,
e non vivere paurosi, e distratti od incoscienti.
Vigili ai segni per riconoscere che qualcosa d'importante
accade.
Offerti già gli strumenti per interpretare gli indizi.
Bisogna solo verificare se sono stati accolti.

Svagati, sbadati e smemorati,
non avranno parte ai festeggiamenti di chi ritorna,
e non per cattiveria, ma perché forse si dorme!
E si è assenti, anche di mente!
Ma per quanti s'accorgeranno e accetteranno:
niente più affanni, sofferenze e morte.
Non più fame e guerre.
Terminati i patimenti per la fatica del vivere.
Cessate le tribolazioni per le pene d'ogni giorno.
Finite le angherie dei prepotenti, che danno distruzione.

Inutile chiedersi quando?! Nessuno lo sa!
E poco interessa. Non importa!
Rilevante è invece che prima o poi avvenga.
E finalmente godere pace e riposare.
Ma già da ora e non domani,
perché il Veniente arriva ogni momento.

PREGHIERA

Pietà o Dio se invece d'aspettarti attento e vigile ogni
giorno,
attendo impaurito ed alienato la fine del mondo!
Pietà se invece d' ascoltare i tuoi insegnamenti,
domando a maghi e cartomanti di esaurire l'incertezza del
futuro!

Davvero Gesù, le tue parole non passano,
esse rimangono per farci compagnia
e per sostenerci in attesa del tuo ritorno,
rimediando la solitudine per la tua assenza.
Potessi nutrirmene ogni momento senza mai dubitare,
invece di darmi allo scoraggiamento ed alla narcosi!
Potessi ricordarle solerte sempre,
per non ritrovarmi ansimante a boccheggiare!

Pietà Maestro, per la mia disattenzione
e per la mia incapacità di leggere gli eventi.
Pietà Signore per la mia curiosità
nel voler sapere inutilmente i tempi!

padre Mimmo Castiglione

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Messaggio  silvia il Dom Nov 08, 2009 6:31 pm

Grazie don Franco per questo semplice e chiaro commento. Assolutamente condivisibile.

Mi fermo su una parola del Vangelo,


venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


E su una riflessione dell'omelia:

In effetti ...questa vedova si fida di Dio e si affida a Lui completamente.
.......................................................................................................
E noi abbiamo questa fiducia così totale in Dio, considerando quante prove di amore ci ha dato e continua a darci?


Con Lui, non c'è altro che tutto.O niente.
Se Gli dici SI-e se Lo incontri e vuoi seguirLo, è impossibile dire no- è finita:
sei Suo in misura assoluta.Radicale. Fiducia totale.Perchè "senti" che Lui è Amore.
C'è Lui Solo:
ecco Signore,tutto ciò che ho e sono, è TUTTO tuo!
silvia
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