Il commento sul Vangelo della Domenica

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Messaggio  Andrea il Mar Giu 07, 2011 4:42 pm

Domenica 7 Giugno 2011

Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo ed è la Persona divina che diffonde nel mondo la possibilità di imitare Cristo, dando Cristo al mondo e facendolo vivere in noi.
Nell’insegnamento e nell’opera di Cristo, nulla è più essenziale del perdono. Egli ha proclamato il regno futuro del Padre come regno dell’amore misericordioso. Sulla croce, col suo sacrificio perfetto, ha espiato i nostri peccati, facendo così trionfare la misericordia e l’amore mediante - e non contro - la giustizia e l’ordine. Nella sua vittoria pasquale, egli ha portato a compimento ogni cosa. Per questo il Padre si compiace di effondere, per mezzo del Figlio, lo Spirito di perdono. Nella Chiesa degli apostoli il perdono viene offerto attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione e nei gesti della vita cristiana.
Dio ha conferito al suo popolo una grande autorità stabilendo che la salvezza fosse concessa agli uomini per mezzo della Chiesa!
Ma questa autorità, per essere conforme al senso della Pentecoste, deve sempre essere esercitata con misericordiae con gioia, che sono le caratteristiche di Cristo, che ha sofferto ed è risorto, e che esulta eternamente nello Spirito Santo.

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Messaggio  Andrea il Mar Mag 31, 2011 4:30 am

Il Signore risorto è ritornato nella Galilea pagana. È qui che egli aveva cominciato ad annunciare la conversione e il Vangelo del Regno (cf. Mt 4,15.17.23). È qui, in questo luogo di frontiera, che egli aveva dato appuntamento ai suoi discepoli, che si erano dispersi quando egli, il pastore, era stato ferito (cf. Mt 28,8-10). È ritornato sui luoghi dell’inizio, per dare loro la pienezza: il Risorto è la luce decisiva che rischiara tutti coloro che camminano nelle tenebre e nell’ombra della morte.
Egli ha convocato i discepoli - in numero di undici - su una montagna, come all’inizio li aveva condotti sulla montagna, quando parlò loro per annunciare la via della felicità del regno dei cieli (cf. Mt 5,1). Dio ha anche convocato il popolo ai piedi del Sinai quando ha voluto fare di lui la sua “ekklesia” (cf. Es 19). Il Risorto è su questa montagna in Galilea, che simboleggia l’incontro tra il cielo e la terra, dichiarandosi, solennemente, come colui che ha ricevuto tutta l’autorità nei cieli e sulla terra (cf. Mt 28,18).
Da questa montagna egli invia i discepoli - e in loro, e con loro, noi tutti che li seguiamo lungo la storia - a convocare la Chiesa per riunirla dai quattro punti cardinali del mondo nel regno; nessuno è escluso dalla parola e dalla partecipazione alla vita della famiglia divina: la comunione del battesimo con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo (cf. Mt 28,19-20).
Oggi noi, come gli undici discepoli sulla montagna, lo adoriamo e riaffermiamo la nostra obbedienza al suo comando missionario. Egli sembra assente ma è in realtà sempre presente tra di noi (cf. Mt 28,20). È per questo che si è fatto uomo nel seno della Vergine Madre: per essere l’Emmanuele, il Dio con noi (cf. Mt 1,23), fino alla fine del mondo.

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Messaggio  Andrea il Lun Mag 23, 2011 6:04 am

L’uomo vive d’amore dal suo primo respiro fino all’ultimo. Amato, si sente protetto ed accettato. Amando, sente di appartenere e trova un senso ad offrirsi. Poiché l’amore non può restare chiuso nel suo cuore; esso pervade il quotidiano. L’amore che si porta all’uomo spinge ad impegnarsi. L’amore che si porta a Dio si manifesta nella considerazione che si ha dei suoi comandamenti. Si manifesta anche nella giustizia, nel rispetto della vita, nell’azione per la riconciliazione dei popoli e per la pace. Le conseguenze dell’amore che si porta a Dio possono prendere l’aspetto di un lavoro, perfino di una lotta.
Lavoro e lotta sembrano spesso esigere troppo dall’uomo e superare le sue forze. Egli vede le sue debolezze ed ha voglia di rinunciare, ma quando lavoro e lotta sono le conseguenze dell’amore, conferiscono all’esistenza un respiro profondo, mettono la vita in un contesto più vasto e la rendono importante tanto sulla terra quanto in cielo.
Cose apparentemente infime acquistano un significato quando sono il risultato dell’amore per Dio. Ogni buona azione, anche quella che facciamo senza pensare a Dio, è in relazione all’amore che gli portiamo.
Ogni atto di amore, anche quando sembra minimo - come quando si porge un bicchiere d’acqua a qualcuno che ha sete - assume un significato per l’eternità.
Noi ci chiediamo spesso: che cosa rimarrà del nostro mondo?
È vero che crediamo di poter vivere e risuscitare grazie all’amore di Dio, con tutto ciò che è esistito grazie a questo amore che non si è accontentato di restare sentimento: contatti, relazioni, avvenimenti, cose. Quando risusciteremo, tutto un mondo risusciterà con noi, un mondo fatto di amore responsabile. Sarà magnifico: una “terra nuova”, che abbiamo il diritto di chiamare anche un “cielo nuovo”.

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Messaggio  Andrea il Lun Mag 02, 2011 6:12 am

La scena di Emmaus è un capolavoro di catechesi liturgica e missionaria. Vi è descritto l’itinerario di due discepoli che lasciano Gerusalemme illusi e delusi e vi ritornano per ripartire gioiosi e fiduciosi verso la testimonianza, perché sono stati incontrati dal Crocifisso-Risorto, spiegazione di tutta la Scrittura e presenza perenne tra i suoi nel sacramento del “pane spezzato”.
L’inizio del cammino è un allontanarsi dal Crocifisso. La crisi della croce sembra aver seppellito ogni speranza. Colui che l’ha fatta nascere, l’ha portata con sé nella tomba. Non bastano voci di donne per farla rinascere. Gesù raggiunge i due subito a questo inizio e chiede di spartire con loro domande e scandalo.
Ecco la prima tappa, quella del problema posto ad ogni persona dall’evento Gesù, il Crocifisso.
L’appello di Cristo ci raggiunge sulla strada della nostra fede incompiuta e della sua domanda.
Gesù non arriva di faccia, ma da dietro, come dice il testo greco, e cammina a fianco, da forestiero.
Il passaggio al riconoscimento ha bisogno della spiegazione delle Scritture. Solo il Risorto ne è l’interprete adeguato.
Il cuore riscaldato e riaperto dal segno della Parola spiegata implora il viatico di un segno più intimo, quello del pane spezzato. Gesù, però, sparisce.
La Chiesa non può trattenere Gesù nella visibilità storica di prima. Deve sapere e credere che egli è vivo con lei e la vivifica nell’Eucaristia. I discepoli capiscono e tornano a Gerusalemme per condividere con gli apostoli la testimonianza.
Emmaus è un capolavoro di dialogo confortante. Emmaus assicura tutti che, quando ascoltano la Scrittura nella liturgia della Parola e partecipano allo spezzare del pane nella liturgia eucaristica, sono realmente incontrati da Cristo e ritrovano fede e speranza.


(La chiesa)

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Messaggio  Andrea il Lun Mar 28, 2011 6:35 am

La “luce” è uno dei simboli originali delle Sacre Scritture. Essa annuncia la salvezza di Dio. Non è senza motivo che la luce è stata la prima ad essere creata per mettere un termine alle tenebre del caos (Gen 1,3-5). Ecco la professione di fede dell’autore dei Salmi: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?” (Sal 28,1). E il profeta dice: “Alzati, Gerusalemme, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1). Non bisogna quindi stupirsi se il Vangelo di san Giovanni riferisce a Gesù il simbolo della luce. Già il suo prologo dice della Parola divina, del Logos: “In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” (Gv 1,4-5). La luce è ciò che rischiara l’oscurità, ciò che libera dalla paura c! he ispirano le tenebre, ciò che dà un orientamento e permette di riconoscere la meta e la via. Senza luce, non c’è vita.
Il racconto della guarigione del cieco è una “storia di segni” caratteristica di san Giovanni. Essa mette in evidenza che Gesù è “la luce del mondo” (v. 5, cf. 8, 12), che egli è la rivelazione in persona e la salvezza di Dio - offerte a tutti.

(La Chiesa)

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Messaggio  Andrea il Dom Mar 20, 2011 5:12 pm

La conversazione di Gesù con la Samaritana si svolge sul tema dell' "acqua viva". Quest\acqua , indispensabile alla vita, e non è sorprendente che, nelle regioni del Medio Oriente dove regna la siccità, essa sia semplicemente il simbolo della vita e, anche, della salvezza del'uomo in un senso più generale.
Questa vita, questa salvezza, si possono ricevere solo aprendosi per accogliere il dono di Dio. E' questa la convinzione dell' antico Israele come della giovane comunità cristiana. E l' autore dei Salmi parla così al suo Dio: E' in te la sorgente della vita. (Sal 036,10). Ecco la sua professione di fede: "Come la cerva anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio! (Sal 042,2). La salvezza che Dio porta viene espressa con l'immagine della sorgente che zampilla sotto l' entrata del tempio e diventa un grande fiume che trasforma in giardino il deserto della Giudea e fa del mar Morto un mare pieno di vita (Ez 47,1-12). Gesù vuole offrire a noi uomini questa salvezza e questa vita. Per calmare definitivamente la nostra sete di vita e di salvezza. "Io, sono venuto perchè abbiano la vita e l' abbiano in abbondanza" (Gv 10,10).

(La chiesa)

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Il commento sul Vangelo della Domenica Empty Riflessione di P. Livio

Messaggio  Francesco il Dom Feb 20, 2011 1:10 pm

Cari amici,

Gesù ci insegna l'odio del peccato e l'amore per i peccatori.
E' uno dei punti focali della rivoluzione cristiana.

Lui stesso è stato di una intransigenza assoluta verso il male, in tutte le
sue espressioni e pieno di carità e compassione verso i peccatori pentiti.

L'odio al peccato è l'unica forma di odio che è permessa al cristiano.
Il cristiano odia il peccato perchè è il male assoluto, che offende Dio
e devasta l'esistenza umana.

Il peccato e il suo infernale ispiratore sono gli unici nemici per i
quali non è possibile pregare.

Il peccato va smascherato e va combattuto, in primo luogo annunciando
il bene e la verità e testimoniando la santità

I peccatori vanno umilmente ammoniti, chiamati alla conversione,
affidati alla divina Misericordia nella preghiera.

I più grandi santi si ritenevano dei grandi peccatori e chiedevano
preghiere per la loro conversione.

Gesù, l'unico innocente, è stato messo in croce dai peccati di tutti,
nessuno escluso, salvo la Madonna.

Accogliamo l'invito della Santa Vergine, in tutte le sue apparzioni,
a pregare per la nostra conversione e la conversione dei peccatori.
(Padre Livio)

Buona Domenica!

Pace e Bene
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Messaggio  Andrea il Dom Feb 13, 2011 5:39 pm

COMMENTO SUL VANGELO DELLA VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù Cristo, Dio-con-noi e umanità nuova, insegna ai suoi discepoli il comandamento dell'amore, la nuova legge del Vangelo che sostituisce per sempre la legge pagana del vecchio uomo: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico.
Il nostro spirito trema sentendo le esigenze di questo nuovo comandamento. Non è forse più facile aggredire chi ci aggredisce e amare chi ci ama? Forse è a questo che ci spingerebbero i nostri sensi, E' questa la voce dell'anima umiliata non ancora raggiunta dalla luce del Dio di Gesù Cristo, del solo vero Dio. Ecco perchè l?amore di carità è un precetto insolito, che apre ad un nuovo orizzonte antropologico la civiltà antica e ogni civiltà umana possibile.
Visto da questo orizzonte, l'uomo, ogni uomo, appare creato a immagine e somiglianza di Dio e non più formato secondo una natura disuguale e arbitraria, come invece credevano i pagani. Liberato dai suoi peccati grazie all'azione redentrice di Cristo e rinnovato dall'azione dello Spirito, l'uomo, ogni uomo, è il tempio in cui risplende lo Spirito di Dio. Dio ama l'uomo per se stesso, a tal punto che consegna alla morte suo Figlio.
Dal momento che Dio ci ama in questo modo e ci ha fatti partecipi del suo amore, noi non possiamo che perdonare il nostro prossimo e aiutarlo perchè viva e si sviluppi.

(La Chiesa)

Pace e bene

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Il commento sul Vangelo della Domenica Empty Commento VI Domenica del tempo ordinario

Messaggio  annaxel il Dom Feb 13, 2011 3:53 pm

Mentre il sacerdote leggeva il Vangelo, ho pensato in che misura avessimo messo in atto i suoi precetti…
Nella libertà di scelta tra il bene e il male, quale via abbiamo scelto?
Basta leggere un quotidiano per renderci conto, quanto poco abbiamo fatto nostri i suoi comandamenti.
Omicidi, adulteri, offese verbali e corporali vengono consumati con tale facilità, da rendere l’atto
una cosa normale, ed è proprio questa normalità che deve farci riflettere.
Così nei rapporti con il prossimo, non possiamo dimenticarci che Gesù ha detto:”Ama il prossimo tuo come te stesso”….
“Egli conosce ogni azione degli uomini. Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato ha nessuno il permesso di peccare.” (Sir.15, 20).
Dio ci ha donato la capacità di scegliere, così da essere responsabili delle proprie azioni, e proprie per quelle che verremo giudicati


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Messaggio  silvia il Gio Feb 10, 2011 9:55 pm

Una parola breve e semplice: sale della terra, luce del mondo. Essere Cristiani, cioè essere Lui sempre e comunque.
Non è così facile. E' un Assoluto come vivere il SI continuato a Lui, in ogni attimo, ogni respiro, ovunque ti trovi , qualunque situazione vivi.
E quando le prove sembrano invincibili?
Come essere Testimoni credibili?

..." Quando i giganti ci fanno paura… ”Eccomi, sono la serva del Signore. Si compia in me secondo la tua Parola”.(don Luciano)
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Messaggio  Anna Giacomina il Dom Feb 06, 2011 6:42 pm

Riflettendo sul vangelo di oggi mi dicevo che Gesu' nel dire che siamo il sale della terra ci faceva un grande complimento.
Infatti il sale, ai tempi di Gesu' era ricchezza; le nazioni che erano ricche di sale erano nazioni potenti e ricche. Un po' come avere il petrolio oggi Smile
Quindi Gesu', tra le altre cose, ci voleva dire che noi siamo una ricchezza per il mondo e per la nostra Chiesa.
Pero' siamo una ricchezza solo se il nostro sapore non viene "diluito". Se anche noi ci lasciamo corrompere dai costumi del mondo, allora e' finita.
Solo restando vicino a Gesu' e alla Sua Parola, possiamo essere arricchire il mondo con cio' che e' buono e potremo cosi' cambiarlo in meglio, altrimenti saremo come tutti gli altri e non avremo nessun impatto su chi ci verra' in contatto con noi, anzi, loro corromperanno noi e ci trascineranno nelle tenebre.
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Messaggio  cassarà palma il Dom Feb 06, 2011 12:52 pm

Gesù ci invita a essere e condividere il sale (penso sia il Vangelo ) per dare sapore e speranza alla vita e ci dice di dare "luce" (Gesù stesso) a chi vive la notte della prova e che è nelle tenebre.
Non so quanto ne siamo capaci, ma penso che un buon cristiano si sforzi per vivere meglio la propria cristianità con amore disinteressato.
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Messaggio  Andrea il Dom Feb 06, 2011 6:20 am

Twisted Evil Se metto un grosso cucchiaio di sale nella zuppa, sarà immangiabile. Ce ne vuole solo un pizzico, che basta ad insaporirla. O, senza utilizzare un’immagine, anche se non ci sono che pochi uomini a sopportare con buon umore, bontà e indulgenza le debolezze del loro prossimo (e le loro, in più!), a non essere solo preoccupati di imporsi, di perseguire i propri scopi e i propri interessi, questo pugno di uomini ha la possibilità di cambiare il proprio ambiente, contribuendo a che il nostro mondo resti umano. Il nostro mondo sarebbe povero, inumano e freddo se non ci fossero uomini che danno prova di questa cordialità e di questa generosità spontanee.
Essere il sale della terra: siamo abbastanza fiduciosi per credere al carattere contagioso della bontà? O ci accontentiamo di temere il potere contagioso del male? Un pizzico di sale basta a dare gusto a tutto un piatto.
Ognuno di noi, anche se si sente isolato, ha la fortuna di poter cambiare il clima che lo circonda! Gesù ci crede capaci: voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo! Lo siamo?


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