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VANGELO di GESU' anno C

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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Lun Mar 04, 2019 8:47 am

Oggi, Marco ci parla dell'insegnamento di Gesù riguardo le ricchezze, insegnamento che segue il noto episodio del giovane ricco, invitato a superare le esigenze del decalogo e a seguire Gesù che lo <amò>. La rinunzia dei bene che il discepolo deve affrontare è la via irrinunciabile per chi vuole seguire Gesù; si tratta tuttavia di <perdere> per <trovare> qualcosa che vale cento volte di più. La via per il regno di Dio passa attraverso la persona di Gesù: è in Gesù che l'uomo si incontra con Dio. Sapremo accogliere il suo invito radicale?
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty MARTEDI' della VIII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Mer Mar 06, 2019 8:37 am

Il Vangelo di oggi: Mc 10,28-31
“Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.”


In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

OMELIA
A Pietro e i suoi compagni hanno lasciato tutto per seguire Gesù. Egli promette loro la vita eterna e già in questo mondo cento volte tanto quanto hanno lasciato.
Pietro è stato colpito dall’incontro mancato del giovane che se n’è andato triste senza accogliere l’invito di Gesù a lasciare tutto. Attorno al fuoco, mentre mangiavano un boccone Pietro confidò al suo Maestro: «Che tristezza sul volto di quel tale che poco fa ha avuto paura di rispondere al tuo invito, troppo attaccato alle sue sicurezze! E ho ripensato a quando, in situazioni simili, io e i miei amici pescatori ci siamo fidati delle tue parole e del tuo sguardo e ci siamo messi in cammino con te. Abbandonavamo affetti sacrosanti, lavoro e casa, non certo per disprezzo, piuttosto perché ci avevi spalancato un orizzonte più ampio, verso cui puntiamo con una strada che si costruisce giorno per giorno. Non la si lascia, anche se si incontrano asperità, se non tutto è chiaro fin dall’inizio, e si va avanti con tenacia e fiducia nonostante le nostre debolezze. Se ci hai voluti con te, ci darai anche la forza di esserti fedeli, senza nostalgie per ciò che si lascia perché è più grande ciò che prometti». Gesù sorrise e pensò tra sé: «Povero Pietro un giorno mi rinnegherai per ben tre volte e al canto del gallo piangerai amaramente. Ma è proprio per questo che ti voglio bene e che fonderò su di te la mia Chiesa».
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty TEMPO DI QUARESIMA LE CENERI

Messaggio  annaxel il Mer Mar 06, 2019 8:42 am


VANGELO  
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà".

Parola del Signore.

OMELIA
Incomincia oggi il cammino di Quaresima. Un tempo favorevole, propizio che dura quaranta giorni. La sua mèta è la Pasqua: un memoriale che rinnova la grazia della passione e della morte del Signore. E' un tempo di penitenza, che vuole dire conversione e combattimento contro lo spirito del male. E' anche un tempo che invita a ritornare al Signore con tutto il cuore, con digiuni e preghiere. Ecco, il tempo della salvezza, ovvero della riconciliazione con Dio, è giunto. Il Vangelo odierno ci indica quale deve essere il nostro atteggiamento e insiste sulla rettitudine interiore, dandoci anche il mezzo per crescere in questa purificazione di intenzioni: l'intimità con il Padre. Il Vangelo è davvero bellissimo e dovremmo leggerlo spesso perché ci dice anche qual'era l'orientamento stesso del Signore Gesù, che "non faceva niente per essere ammirato dagli uomini ma viveva nell'intimità del Padre suo. L'evangelista Matteo ci presenta tre esempi: dell'elemosina, della preghiera, del digiuno e mette in evidenzia in tutti e tre una tentazione comune, direi normale. Quando facciamo qualcosa di bene, subito nasce in noi il desiderio di essere stimati per questa buona azione, di essere ammirati: di avere cioè la ricompensa, una ricompensa falsa però perché è la gloria umana, la nostra soddisfazione, il nostro piacere. E questo ci rinchiude in noi stessi, mentre contemporaneamente ci porta fuori di noi, perché viviamo proiettati verso quello che gli altri pensano di noi, lodano, ammìrano in noi. Il Signore ci chiede di fare il bene perché è Bene e perché Dio è Dio e ci dà anche il modo per vivere così: vivere in rapporto col Padre. Per fare il bene noi abbiamo bisogno di vivere nell'amore di qualcuno. Se viviamo nell'amore del Padre, nel segreto, con il Padre, il bene lo faremo in modo perfetto. Il nostro atteggiamento in questa Quaresima sia dunque di vivere nel segreto, dove solo il Padre ci vede, ci ama, ci aspetta. Certo, le cose esteriori sono importanti ma dobbiamo sempre sceglierle e vivere alla presenza di Dio. Se possiamo fare poco, facciamo nella preghiera, nella mortificazione, nella carità fraterna quel poco che possiamo fare, umilmente, sinceramente davanti a Dio; così saremo degni della ricompensa che il Signore Gesù ci ha promesso da parte del Padre suo e Padre nostro. (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty I DOMENICA DI QUARESIMA anno C

Messaggio  annaxel il Lun Mar 11, 2019 9:11 am

Il Vangelo di oggi: Lc 4,1-13
“Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo”


gesù-tentato-nel-desertoIn quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

OMELIA
La pagina delle tentazioni nel Vangelo di Luca segue una escalation diversa rispetto a quella di Matteo, invertendo la seconda e la terza; l’opera del diavolo si conclude a Gerusalemme come l’opera di Gesù, che secondo Luca, si conclude nella città santa, obiettivo del lungo viaggio e punto di partenza dell’opera della chiesa negli Atti degli apostoli. Dicevamo un graduale paesaggio, un percorso anche nelle tentazioni; dal deserto, in cui Gesù è stato condotto dallo Spirito (nominato per ben due volte) a immagine del popolo di Israele nell’Esodo, a tutto il mondo, come regalità che deve giungere non dal dominio e dalla gloria, ma dall’obbedienza a Dio che si manifesta in tutta la sua evidenza proprio a Gerusalemme. In questo brano il diavolo esaurisce “ogni tentazione”; quella della soddisfazione dei beni materiali, ottenuti non importa come; quella del potere, ottenuto adorando il male; quella della affermazione di sé e riconoscimento di fronte al mondo, che è ancora una volta l’idolatria di Adamo e, quasi certamente, la tentazione del Getsemani dove Gesù viene ancora una volta messo alla prova nella sua decisione di scegliere l’innalzamento della croce piuttosto che l’innalzamento del sé. Il Vangelo di oggi ci insegna che Gesù ha conosciuto l’umana debolezza che così spesso piega la volontà e offusca la capacità di discernere. E proprio nella sua debolezza ha vinto il Maligno, nel deserto e sulla croce, indicando la via della salvezza. Come lui, dobbiamo conservare nel cuore la Parola di Dio facendola diventare norma della nostra vita, lampada ai nostri passi.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty LUNEDI' della I SETTIMANA DI QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Lun Mar 11, 2019 9:16 am

Il Vangelo di oggi: Mt 25,31-46
”Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”


essere misericordiosiIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

OMELIA
Rivolgiamo il nostro cuore al Signore per formarci alla scuola della sua sapienza perché, come recita la colletta della Santa Messa del giorno, “l’impegno quaresimale lasci una traccia profonda nella nostra vita”. La Parola di Dio oggi ci invita ad avere una particolare attenzione nei confronti del prossimo, perché il nostro agire sia impastato di misericordia, di carità e di ospitalità. Ecco ora il momento favorevole per la salvezza di tanti nostri fratelli affamati e assetati di giustizia, stranieri, nudi, malati e carcerati. Un vecchio adagio narra che un monaco volesse dipingere il vero volto di Gesù. L’abate accolse questo santo proposito; il monaco lasciò il monastero e percorse interi villaggi, consumò i propri sandali attraversando pianure e vallate ma non trovò in nessun luogo un volto che assomigliasse a quello di Gesù. Tornò sconsolato dal suo abate il quale gli suggerì: “Tu hai guardato a un solo volto che non può esprimere da solo la dolcezza e la misericordia di Dio.” Il monaco ritornò sui suoi passi e rivisitò i luoghi che aveva già visto nelle precedenti settimane. Incontrò un povero lebbroso e subito prese la tela e con il suo pennello tratteggiò le piaghe purulenti di quel povero malato. Passando oltre sentì lo stupendo canto liturgico che usciva da una cattedrale; entrato fu abbagliato dalla luce e dalla solennità di quel pontificale. Subito prese il pennello e velò con i caldi colori della luce il volto che stava cominciando a prendere forma. Ai bordi di una strada scorse una povera prostituta: fu colpito dalla profonda solitudine dei suoi occhi. Prese il pennello e tratteggiò quella solitudine negli occhi del suo Gesù. Passando vicino a una casa vide una mamma che cullava dolcemente il suo piccolo bambino. Dipinse la dolcezza di quel volto sulle labbra del suo Gesù. Infine passando vicino a un cimitero scorse un uomo che piangeva la perdita di un suo figliuolo; subito prese il pennello e tratteggiò delle calde lacrime che scorrevano sulle guance del suo Gesù. Tornato in convento lo mostrò all’abate che abbracciandolo gli disse: “ Bravo hai dipinto il vero volto di nostro Signore Gesù Cristo”.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty MARTEDI' della I SETTIMANA DI QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Mar Mar 12, 2019 9:05 am

VANGELO
Voi dunque pregate così.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore.

OMELIA
L'umile, il povero, l'indigente, colui che nutre viva fiducia, spontaneamente implora aiuto. Chi è grato intona inni di lode e di ringraziamento al benefattore. Chi sa entrare nel mondo dello spirito, varca i confini angusti del mondo e della materia per elevarsi in più spirabil aere. Chi è puro di cuore vede Dio e lo riconosce, lo ascolta e l'invoca come Padre. Sono questi i presupposti perché l'essere umano si apra alla preghiera autentica. Non è quindi questione di parole o di formalismi esteriori. Il nostro Dio e Padre sa di quali cose abbiamo bisogno. Essendo egli bontà infinità, non deve essere convinto da noi a piegarsi alla nostra volontà. La prima cosa da chiedere, convinti che il volere divino è ispirato solo ed elusivamente a bontà e sapienza infinite, è che si compia quella volontà in perfetta armonia tra cielo e terra. Così affermiamo il primato di Dio nel mondo e, allo stesso tempo, la mèta finale a cui tutta la nostra esistenza deve tendere. Implicitamente chiediamo anche di conoscere, per quanto ci è possibile quella divina volontà, per poter poi conformare ad essa la nostra vita. Esaudite ed implorate le urgenze primarie dello spirito, chiediamo a Dio Padre il pane quotidiano. Diciamo il «nostro» pane per affermare l'impegno a condividere con i fratelli quel pane, affinché come quello che viene consacrato sugli altari, divenga strumento di carità e di comunione fraterna. È in questo spirito e con questo impegno di fraternità vissuta che chiediamo infine la remissione dei nostri peccati. Manifestiamo così la nostra vera ed estrema povertà e quell'anelito di perdono e di riconciliazione che ci restituisce la vera dignità di figli e ci consente di poter pregare Dio e chiamarlo con il dolce nome di padre. È importante riflettere sugli effetti delle nostre eventuali chiusure nei confronti del prossimo: «Se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty MERCOLEDI' della I SETTIMANA DI QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Mer Mar 13, 2019 9:06 am

VANGELO
A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.
+ Dal Vangelo secondo Luca 11,29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore.

OMELIA
Verranno da oriente e da occidente e ci passeranno avanti nel regno dei cieli... Già per la generazione di Gesù la salvezza è perenne, ma tanti non la vogliono riconoscere. Ed egli ha un nome proprio per loro: "generazione perversa e malvagia" che non coglie i veri segni della manifestazione di Dio pur così chiari. È Cristo stesso il segno per eccellenza del Padre, con la sua vita, la sua passione e la sua risurrezione. La cecità dinanzi alle manifestazioni di Dio è resa ancora più evidente dal fatto che i "lontani" invece sanno riconoscere la grandezza di quei segni i vicini invece no. L'evangelista Luca ci dimostra le grandi mancanze del popolo di Israele. È un popolo cieco, sordo, muto..., un popolo che sta camminando nelle tenebre, nel buoi. Guarda ma non vede, sente ma non ascolta, parla ma non dice, chiede ma non sa che cosa... Sembra rappresentare una vera confusione, un disordine. Chiede un ulteriore segno, vuole portare Gesù a livello dei maghi per, un'altra volta, illudersi e non per fidarsi, non per credere. Tanti oggi cercano questa illusione. E spesso la trovano. Nella ricchezza pongono lo scopo della loro vita. Nella droga tanti giovani si fidano... L'alcool e il sesso diventino i segni chiari di ricerca ma sbagliata, di illusione, di non vita ma di morte. Dio ha dato ad ogni uomo un segno di vita indelebile, un soffio di vita. Con questo dono l'uomo è chiamato a collaborare, a lavorare, a costruire il regno di Dio, a portare la buona notizia ovunque per salvare le anime lontane o smarrite. Dio non vuole la morte dell'uomo ma ch'egli si converta e viva. Il rifiuto, la fuga, la disobbedienza, l'egoismo, la chiusura di Giona, della prima lettura di oggi, è stato trasformato dalla misericordia del Padre al suo perdono. "Dio vide le loro opere che cioè si erano convertiti e si impietosì". La Quaresima è il tempo favorevole, il tempo di conversione, della confessione. E' il momento di lasciarsi interpellare da Dio, che spesso trova in noi una risposta indifferente, mediocre, dinanzi alla grandezza del suo amore. È il tempo di cogliere appieno "il segno di Giona", cioè il passaggio di Dio, misericordioso, che vuole trasformare la nostra vita e portarla definitivamente verso la strada della santità e della piena realizzazione.
(Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Mer Mar 13, 2019 9:24 am

Ancora una volta viene chiesto a Gesù un segno. In questo brano di Luca, vediamo che Gesù si serve degli esempi della visita della regina di Saba al re Salomone e della conversione di Ninive alle parole del profeta Giona. Non servono altri esempi: l'ambiguità, infatti, non sta tanto nelle azioni o nelle parole di Gesù, quanto nella cecità di chi non vuole vedere quel segno che c'è già, e che è Gesù stesso: egli è la lucerna che però non tutti vogliono vedere.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty GIOVEDI' della I DI QUARESIMA anno C

Messaggio  annaxel il Ven Mar 15, 2019 9:54 am

IlL Vangelo di oggi: Mt 7,7-12
”Chiunque chiede, riceve”


Porte AperteIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».


OMELIA
Il cuore di Dio è sensibile alla preghiera dell’uomo, più di un padre nei confronti del figlio. Ma bisogna chiedere con fiducia e perseveranza, sapendo che Dio nostro padre non può rifiutarci di dare “cose buone” conformi alla sua volontà.
Il Maestro Gesù ci parla con chiarezza indicandoci il modo di pregare il Padre: noi siamo figli e come tali ci rivolgiamo al Padre delle misericordie con la fiducia orante di chi sa che non potrà essere deluso. Impariamo a chiedere per poter ottenere; immettiamoci nella via della preghiera, in un cammino di ricerca che non conosce stanchezze o scoraggiamenti. La via della preghiera a volte si fa oscura perché non sappiamo come né cosa chiedere. Eppure siamo invitati a bussare alla porta del cuore di Dio, bisognosi di tutto. Ciò che la preghiera troverà, allora, sarà abbondanza di misericordia, tempo di grazia e un rinnovato incontro con volto misericordioso del Padre.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty VENERDI' della I DI QUARESIMA anno C

Messaggio  annaxel il Ven Mar 15, 2019 9:57 am

VANGELO  
Va' prima a riconciliarti con il tuo fratello.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».
Parola del Signore.

OMELIA
L'odierna Liturgia della Parola ci suggerisce il tema della conversione, del cambiamento possibile. Siamo ancora in cammino, abbiamo ancora tempo per cambiare: non siamo ancora davanti al Giudice per essere giudicati. Siamo ancora lungo la strada, in viaggio e possiamo metterci d'accordo con il nostro "avversario". Il profeta Ezechiele, nella prima lettura ci rivela chi è il nostro avversario. È il fratello con il quale non siamo d'accordo. La grande tentazione di oggi, così largamente estesa, e che proviene dallo spirito del male, è che è inutile tentare di cambiare, "tanto non è possibile cambiare!". Invece Dio proclama che cambiare è possibile, che lui stesso ci spinge a cambiare. Il grande desiderio di Dio è di vederci cambiati, trasformati, santi. Certo, il cambiamento, cioè la conversione costa... Ma Dio diminuisce le difficoltà. Per questo oggi ci promette che il peccatore non morirà, ma vivrà, se si convertirà. "Va' a riconciliarsi con il tuo fratello", ci dice. Gesù afferma che per fare parte della vera e nuova giustizia è necessario trascendere quella degli scribi e dei farisei. È la condizione senza la quale non è possibile accostarsi all'altare. Cristo esige la conversione perché l'uomo è tempio dell'amore di Dio e dello Spirito Santo. La conversione è un ripartire, un ritorno alla sorgente della Vita. Gesù chiama i peccatori e anche ciascuno di noi, per il suo regno, regno di giustizia e di amore, di pace e di perdono. Domandiamo dunque al Signore il dono della speranza nella buona, completa conversione, nostra e altrui, per poter diventare migliori, con la grazia del Signore.
(Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Ven Mar 15, 2019 10:16 am

La nuova giustizia è superiore all'antica, ma la perfezione non sta nell'osservanza di precetti più elevati, né nel seguire un ideale etico; si tratta piuttosto di imparare a vivere il dono dell'essere figli di Dio, di imitare il comportamento stesso di Dio con gli uomini.
La fraternità è lo stile del discepolo di Cristo: oltre i rapporti formali, accettare sempre l'altro come fratello.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty DOMENICA II DI QUARESIMA anno C

Messaggio  annaxel il Lun Mar 18, 2019 11:08 am

Il Vangelo di oggi: Lc 9,28b-36
“Mentre Gesù pregava il suo volto cambio d’aspetto”



In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che
stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo! ». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

OMELIA
Gesù si trasfigura, apre per un attimo il mistero della sua identità e della sua gloria, mentre è in preghiera. Gesù è proclamato Figlio di Dio, colui che si deve ascoltare, poiché Parola e rivelatore del Padre. Chi ascolta Gesù, diventa come lui. La sua Parola chiama,fa esistere, guarisce, cambia il cuore.
“La nube che li avvolge non li copre di umidità ma di fede, perché credano che Gesù è il Figlio di Dio”. (Sant’Ambrogio)
Gesù sale sul monte a pregare. Contemplando il volto di Gesù che cambia d’aspetto mentre prega, chiediamoci quanto incide in noi la preghiera quotidiana e se è realmente possibile essere trasfigurati da essa. Gesù, mentre prega entra in dialogo con Mosè ed Elia che rappresentano le scritture: è importante entrare in dialogo con la Parola di Dio e soprattutto attuare la nostra capacità di ascolto di colui che vuole fare alleanza con noi. E’ vero anche che la parola a volte ci raggiunge nella nostra umanità stanca, appesantita dalla fatica quotidiana. Chiediamo allora la grazia di diventare persone capaci di ascoltare, di rimanere ai piedi del maestro e lasciarci trasformare dal suo sguardo.
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Messaggio  annaxel il Lun Mar 18, 2019 11:14 am

VANGELO
Perdonate e sarete perdonati.
+ Dal Vangelo secondo Luca 6,36-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Parola del Signore.

OMELIA

La Quaresima, come insegna il vangelo di oggi, è un forte richiamo a disporre il nostro cuore in modo nuovo. Esercitare la misericordia, non giudicare, non condannare e dare senza misura sono i contrassegni del cristiano autentico, ciò che lo deve distinguere dagli altri. La prima lettura ci parla del pentimento. Il libro di Daniele ci presenta il cambiamento di Israele dopo una grande sconfitta: quando il popolo è vinto dai nemici, il tempio e la città distrutti, allora ci si rende conto della sua colpa e si prega il Signore confessando i propri peccati. Il profeta sottolinea il sincero pentimento del popolo e nello stesso tempo la fiducia nel Signore: "A noi conviene la vergogna sul volto, a te la giustizia, la misericordia, il perdono... Noi siamo stati ribelli, non abbiamo ascoltato la tua parola, abbiamo peccato". Noi cristiani, solo nell'atteggiamento di grande umiltà possiamo ricevere tutte le grazie del Signore e capire l'immensità del suo amore per noi. Pensiamo a sant'Agostino, un santo pieno di amore per il Signore, perché aveva coscienza che molti grandi peccati gli erano stati perdonati. Lodava, e ringraziava il Signore con cuore umile e sincero per il perdono ricevuto e per essere stato preservato da altri peccati. Anche in san Paolo troviamo la confessione e riconoscenza dell'amore e della misericordia del Padre: "Dio ha dimostrato il suo amore per noi perché, mentre eravamo peccatori, ha dato il suo Figlio per noi". I nostri confessori ci insegnano che la grazia di essere perdonati è sorgente di generosità e di amore, di umiltà e di tante grazie per noi e per gli altri. La vera generosità nostra viene dall'umiltà. Un cristiano che è stato perdonato da Dio, quando dà qualcosa agli altri, lo fa senza orgoglio o mormorazione, senza spirito di superbia o di arroganza. Si sente invece solo un servo inutile o strumento della misericordia di Dio. Beata Madre Teresa di Calcutta diceva: "La mia vita è carità e perdono per i poveri". "Date e vi sarà dato...". Cristo ci ha dato ciò che è prezioso e sacro, ci ha offerto il suo corpo e suo sangue per la remissione dei nostri peccati. Questo gesto diventa per noi un nuovo comandamento: "Fate questo in memoria di me". Cristo è modello e sorgente di amore. Dio è infinitamente più generoso di noi. Per questo non dobbiamo esitare di dare il massimo di noi stessi, di dare tutto. Lui è fedele alle promesse e premierà ognuno secondo le proprie opere, ispirate dall'amore.
(Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Lun Mar 18, 2019 2:30 pm

“Esercitare la misericordia, non giudicare, non condannare ma perdonare e dare senza misura; sono i contrassegni del cristiano autentico, ciò che lo distingue dagli altri.”
Luca ci invita ad essere misericordiosi come è misericordioso il Padre che è nei cieli. La perfezione di Dio è la sua misericordia. Ne deriva che se vogliamo essere perfetti dobbiamo essere misericordiosi.  La forma più alta dell'amore è l'essere presenti nel momento del bisogno, alla piena partecipazione alla vita degli altri dimostrando un amore disinteressato e gratuito, un “essere buoni” non porterà a nulla se non facciamo nostre le parole di Gesù: < essere misericordiosi com'è misericordioso il padre vostro>.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty SAN GIUSEPPE SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA

Messaggio  annaxel il Mar Mar 19, 2019 10:48 am

VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Images?q=tbn:ANd9GcQhiagSxDJkdANmbEW-AtvYH6ZNetO1TCKjIeBisSKW8rSuci4nVANGELO  
Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 1,16.18-21.24a
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.
Parola del Signore.

OMELIA

Il papa Paolo VI, il 19 marzo 1965, nell'omelia rivolta ai fedeli durante la sua visita alla parrocchia di San Giuseppe al Trionfale a Roma, parlando ai presenti si espresse così: "Che cosa di più umile, di più semplice, di più silenzioso, di più nascosto ci poteva offrire il Vangelo da mettere accanto a Maria e Gesù?". Troviamo che la figura di san Giuseppe è delineata dai tratti della modestia, la più popolare, la più comune, la più - si direbbe, usando il metro dei valori umani - insignificante, giacché non troviamo in lui alcun aspetto che ci possa dare ragione della reale grandezza e della straordinaria missione che la provvidenza gli ha affidato. Guardandolo nello specchio del racconto evangelico, san Giuseppe si presenta con i tratti più salienti dell'estrema umiltà: un modesto, un povero, un piccolo, un semplice operaio che nulla ha di speciale, che non lascia, nel Vangelo stesso, nessuno accento della sua voce. Oggi la Santa Chiesa ci invita a contemplare questa figura di sposo della Vergine Maria. Uno invito che ci può aiutare molto ad accogliere alcuni doni, virtù e qualità giuste per la nostra missione che ci è stata affidata da Dio e dalla Chiesa. L'evangelista Matteo nel tessere l'elogio di Giuseppe, lo esaurisce sbrigativamente con una frase: "Giuseppe era giusto", perché si è impegnato ad eseguire la volontà di Dio; non ha mai avanzato la pretesa di rivendicare uno scampo di autonomia personale per attendere a qualcosa di suo. Davvero era un'anima di preghiera, che non si stancava mai di contemplare con meraviglie il grande mistero che viveva ogni giorno nel suo umile lavoro. Davvero Dio si nasconde nelle "cose" piccole del mondo per distogliere l'uomo dalla tentazione della grandezza. Gli evangelisti ci dicono che Maria: "custodiva tutte queste cose nel suo cuore": Indubbiamente san Giuseppe stava nella stessa dimensione. L'evangelista Matteo ci presenta Giuseppe, "uomo giusto" che amava e stimava Maria, ma che poi si trovò dinanzi a una situazione molto dolorosa e difficile, che non riusciva, non poteva capire. D'altra parte, vedeva in Maria il segno della maternità, l'attesa di un figlio. Dunque, ha la consapevolezza di trovarsi a tu per tu con un evento misterioso umanamente inspiegabile. L'uomo giusto si abbandonò fiduciosamente al mistero di Dio, e manifestò la sua totale disponibilità. La lettera ai Romani che abbiamo letto è sulla linea del Vangelo. Il Vangelo dice che Giuseppe era un uomo "giusto", cioè cercava sinceramente la volontà di Dio, non il proprio interesse; la lettera ai Romani osserva che la giustizia viene dalla fede. Chiediamo la stessa fede, la stessa fiducia, la stessa docilità, la stessa generosità e purezza di amore, per noi e per tutti coloro che hanno responsabilità nella Chiesa, affinché le meraviglie di Dio si attuino anche nel nostro tempo.
(Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty DOMENICA III DI QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Lun Mar 25, 2019 10:48 am

Vangelo Lc13,1-9:
“ Se non vi convertite perirete tutti allo stesso modo”.


In quel tempo, si presentarono a Gesù alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”. Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”.

OMELIA

Senza conversione si perisce. La parabola è una fotografia della situazione di tanti uomini: tante foglie, troppe foglie ma nessun frutto. Se guardiamo in fondo a noi stessi, notiamo talvolta l’amarezza di una vita senza frutto. Gesù è la Parola che quando viene accolta fa cambiare vita e immediatamente riepire l’albero di frutti. E Dio non usa tante parole.

Questo brano richiama la parabola dei vignaioli omicidi di Venerdì scorso e va collocato nella stessa linea interpretativa in cui Israele era definito: non solo la vigna di Dio, ma anche il fico o il campo. E qui si misura anche tutta la differenza tra il Vangelo di Matteo, a cui apparteneva il brano precedente, e quello di Luca. Prima che il padrone del terreno intervenga con soluzioni radicali, aspettiamo ancora, proviamoci un’altra volta, aspettiamo ancora un anno per i suoi frutti. La misericordia del Padre traspare anche qui, nonostante le minacce e la consapevolezza che l’infedeltà ed il peccato dovranno, in un certo momento trovare una loro collocazione in un piano di giustizia e di amore. Chi ha ragione quindi, Matteo o Luca? Sicuramente entrambi! Ma ciò che Gesù tiene a dire è che non bisogna trovare una correlazione tra le possibili disgrazie che affliggono la nostra limitata umanità ed il peccato o la volontà di Dio. Il Signore vuole il bene dell’uomo e se ciò che viviamo invece spesso ci umilia e ci addolora, questo è il frutto non del peccato del singolo, ma dalla realtà di allontanamento da Dio che con il suo peccato l’uomo ha a lungo costruito. Il singolo non può essere giudicato unicamente in base ai suoi frutti momentanei. Altrimenti: chi di noi potrebbe salvarsi? (dal Sito non di solo pane)

 
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty LUNEDI' della III SETTIMANA di QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Lun Mar 25, 2019 10:51 am

VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Images?q=tbn:ANd9GcSGU28HnKL4NEAgZuzTwVtnnseLMCrzsytRyoLVFktY58uVf_6qig
VANGELO  
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
+ Dal Vangelo secondo Luca 1,26-38

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.

OMELIA
Il Vangelo odierno ci suggerisce una bellissima meditazione. Luca ci offre un incontro irripetibile, una esperienza unica tra il Creatore e la creatura, tra l'Essere e il nulla, tra il Padre e la figlia. Lo scopo è di cambiare la storia e la situazione umana. L'iniziativa della novità parte da Dio. "Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te". Non è un saluto o augurio qualsiasi, ma è un invito gioioso e fiducioso. Un invito che esprime una novità assoluta, una garanzia, una elezione. Ci ricorda la consacrazione della Vergine, Ella è destinata per una missione altissima, una missione universale. Con questo saluto Maria trova un dono, una grazia, un mistero. Dio ha guardato l'umiltà della sua povera creatura. La grazia che Eva ci tolse ci è stata ridata in Maria. Di fronte al mistero la Vergine concepisce nel suo grembo il Verbo del Padre, il Figlio si fa uomo e così l'Eterno entra nel tempo, l'immenso si racchiude in un piccolo e fragile corpo umano, l'invisibile diventa visibile, il Creatore si fa creatura, il Padrone del cielo e della terra diventa un povero. Dopo la certezza dell'angelo, la Vergine senza paura, si apre a Dio, si consegna a lui, si fida di lui e dice: "Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". Maria manifesta totalmente la sua disponibilità, presenta il suo "sì" con entusiasmo, con convinzione ma anche con trepidazione. Maria si umilia, si abbassa, diventa serva. La Vergine è felicissima di prendere l'ultimo posto per fare nascere e servire la nuova umanità. Nella sua umiltà diventa la Madre di Cristo, Madre della Chiesa. Tutta l'esistenza di Maria, è un itinerario di libertà donata, un perseverare nell'abbandono a Dio lasciandosi docilmente plasmare e guidare da lui. Nell'eccomi di Maria pensiamo alla nostra vocazione cristiana o religiosa. Nel giorno in cui abbiamo risposto "sì" al Signore che ci ha chiamato nella sua vigna, ci siamo impegnati a fare di quel "sì" l'unica parola della nostra vita. Purtroppo la nostra esperienza ci dice che accanto ai "sì" ci sono stati anche dei "no". Il Signore però non ci abbandona. Egli è fedele alla sua chiamata e per questo ogni giorno, in mille modi, ci rivolge nuovamente il suo invito: "Seguimi", e attende da noi una rinnovata risposta. Rispondere ogni giorno e in ogni situazione il nostro "sì" al Signore, il "sì" della libertà e dell'amore, significa lasciarlo libero di agire in noi!
(Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty MARTEDI' della III SETTIMANA DI QUARESIMA anno C

Messaggio  annaxel il Mer Mar 27, 2019 8:54 am

Il Vangelo di oggi: Mt 18,21-35:
”Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà


In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

OMELIA
Dio, come il padrone della parabola, è sempre pronto a condonarci il debito, a condizione che anche noi facciamo altrettanto con i nostri fratelli. Il castigo riservato al servo malvagio è minacciato anche a noi se non perdoniamo di cuore al nostro fratello.
Abbondanza di misericordia e di compassione! Come il figlio prodigo, anche questo servo riceve dal suo padrone il condono di un debito impagabile: ora, anch’egli può guardare al suo furturo e a quello della sua famiglia con fiducia e speranza. Peccato, però che egli non abbia fatto altrettanto verso un altro servitore indebitato nei suoi confronti, donandogli la stessa misericordia e la stessa compassione ricevuta gratuitamente dal padrone. Incapace di riconoscere l’abbondanza di grazia ricevuta, prigioniero di se stesso e della propria giustizia non si commuove dinnanzi a colui che gli chiede aiuto, ma diventa inflessibile e duro. Il condono ricevuto dal padrone non ha toccato minimamente, il suo cuore e la sua mente sono rimasti prigionieri delle tenebre. (Dal sito NON DI SOLO PANE)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty MERCOLEDI' della III SETTIMANA di QUARESIMA anno C

Messaggio  annaxel il Mer Mar 27, 2019 8:58 am

VANGELO
Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore.

OMELIA
"Benedetto il Signore, gloria del suo popolo"; è una preghiera di ringraziamento che sgorga dal cuore di un pellegrino liberato dalla schiavitù o dalla morte. Uno dei suoi desideri più profondi è la libertà, un desiderio che corrisponde alla dignità e alla vocazione di ogni cristiano e di ogni uomo. Non è una libertà che esprime l'autonomia o l'individualismo. Gesù ha promesso la libertà ai suoi: "Se rimanete fedeli alla mia parola, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". Gesù vuole darci la libertà vera che consiste nel vivere nell'amore, liberi dal male, liberi da ogni errore. Ora, per vivere nell'amore bisogna imparare l'obbedienza, in essa si trova la verità dell'amore e la vera libertà. Per questo Cristo insiste nel dire che non è venuto ad abolire la legge di Mosè, ma a portarla a compimento. La vera libertà non si raggiunge sottraendosi alla legge, ma scendendo nel profondo di essa. La settimana Santa è vicina, tempo nel quale Cristo "imparò l'obbedienza dalle cose che patì", diviene l'uomo perfetto che fa liberamente la volontà di Dio e porta a compimento la legge attraverso il voto dell'obbedienza fino alla morte di croce. Il Cristo vuole la nuova legge in noi, se noi ci apriamo al suo dono dello Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel battesimo. Lo Spirito di Cristo è pienezza della legge. Ci ha salvati e ci ha fatto passare da una vita ad una altra. Uno Spirito che ci conduce a compiere la volontà del Padre, ci nutre del cibo succulento e ci rinvigorisce la vita. Dio vuole ricordarci che l'amore deve essere dimostrato nelle cose piccole, nelle cose ordinarie, che sono misura di quelle grandi e straordinarie. Questo Spirito di Cristo ci dona una grande dignità in quanto siamo capaci di donarci liberamente al suo amore: questa è la strada della vera libertà cristiana. (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty GIOVEDI' della III SETTIMANA DI QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Ven Mar 29, 2019 9:18 am

Il Vangelo di oggi: Lc 11,14-23:
“Chi non è con me è contro di me”


il maleIn quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».

OMELIA
Neppure i miracoli, quando manca la disponibilità del cuore, riescono a suscitare la fede. Gesù scaccia i demòni e tuttavia viene considerato loro complice e socio. Questa ostinazione esclude dalla comunione con lui. Occorre scegliere se stare con Gesù o schierarsi contro di lui.
Una persona è stata liberata dal male e restituita alla sua dignità. Il frutto più bello del Regno di Dio, nascosto nelle pieghe della storia e del quotidiano, si esprime anche nella guarigione che Gesù compie in coloro che hanno fede. Davanti alla sua persona è lecito chiedersi: “Chi è mai costui?”. La risposta a questo interrogativo, però, non è esclusivamente frutto di processi razionali, ma di umile apertura a Dio che ama rivelarsi ai semplici. Solo i piccoli e i poveri lo sanno riconoscere e accogliere perché, consapevoli del proprio bisogno e della propria fragilità, sono maggiormente disponibili a raccogliere il dono della salvezza. Chiediamo al Signore la grazia di spalancare la nostra esistenza al suo amore che vuole compiere prodigi anche in noi.

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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty VENERDI' della III SETTIMANA DI QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Ven Mar 29, 2019 9:20 am

VANGELO
Il Signore nostro Dio è l'unico Signore: lo amerai.
+ Dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore.

OMELIA
E' una grande gioia meditare questo Vangelo che ci parla del "primo di tutti i comandamenti", dell'amare. "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Questo è appena l'inizio della "professione di fede" d'Israele. E' uno dei brani più importanti, più conosciuti e più cari al cuore del popolo eletto. Il pio israelita lo ripete più volte al giorno, in casa, al lavoro, o nella sinagoga, ovunque si trova. Inizia con l'invito all'ascolto rivolto all'intera comunità ebraica, perché questa è qualificata come "popolo dell'ascolto", come assemblea in perenne atteggiamento di ascolto. San Benedetto all'inizio della sua Regala invita i monaci all'ascolto, cioè ad amare e servire Dio conformandosi alla sua santissima volontà. Questo comandamento esprime anche la vocazione di ogni uomo, di ogni cristiano. Ed è una grande felicità aver trovato chi amare e come amare. Marco vuole inserire nel cuore dell'uomo il dono della fede e dell'amore. Ci offre tre precisazioni in merito all'esercizio concreto dell'amore: "con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". La triplice ripetizione ci mette sull'avviso che qui si sta parlando della radicalità dell'amore: non si ama con una certa misura, non si ama poco, né con scadenza di calendario. Si ama con totale dedizione, in pienezza e per sempre. "La misura dell'amore insegna san Bernardo, è di amare senza misura". Dio unico esclude ogni altro idolo; e la dipendenza da lui è sorgente e garanzia di unità per l'uomo. Il comandamento dell'amore sarebbe impossibile per noi se fossimo soli, soltanto con il nostro povero cuore. Ma Dio ci ha dato il suo Figlio e nel suo Figlio ci ha dato un cuore nuovo. Perché possiamo amarlo con tutto il nostro cuore, con la nostra intelligenza, la nostra anima e amare con lo stesso amore il nostro prossimo. Abbiamo il cuore di Gesù, che è il nostro grande tesoro. Ringraziamo con gioia Dio Padre, che ci ha amato per primo e ci ha dato in Gesù la possibilità di rispondere al suo amore. (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Ven Mar 29, 2019 9:38 am

La domanda proposta a Gesù da uno scriba, relativa al <primo dei precetti>, nasce dalla questione, allora molto sentita nel giudaismo del tempo, su quale, cioè, dei molti precetti della Legge ( i maestri ne contavano 613) fosse il più importante; Gesù associa i testi di Dt6,4-5 e Lv19,18 facendone un unico comandamento, il cuore dlla Legge:<Amerai il Signore tuo Dio>, rendendolo visibile nell'amare il nostro prossimo.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty DOMENICA IV DI QUATESIMA anno C

Messaggio  annaxel il Gio Apr 04, 2019 1:01 pm

Il Vangelo di oggi: Lc 15,1-3.11-32:
”Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita”


figliol prodigoIn quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.


OMELIA
on illusa fantasia il figlio parte da casa. Il punto di arrivo è la fame e la vergogna. Allora ritorna la memoria perduta e inizia il cammino del ritorno. Qui non trova un meritato castigo, ma un amore paterno che non ha mai dimenticato e non ha cessato di aspettare il figlio perduto per poterlo reinserire nell’abbraccio di padre.
E’ l’inizio di una vera e propria risurrezione quella che sperimenta il giovane della parabola: la fame, la sete, il freddo e la solitudine hanno il potere di metterlo in movimento! La prospettiva di ritornare a casa, dove anche i servi hanno cibo e un giaciglio su cui riposarsi, risveglia nel giovane energie nuove e gli dona il coraggio di osare tanto. Accontentandosi di essere accolto come uno dei tanti dipendenti di suo padre, si mette in cammino verso la strada di casa, consapevole delle tante malefatte compiute. Qualcuno, però, che lo attende sulla soglia di casa, intravedendolo all’orizzonte gli corre incontro, abbracciandolo e baciandolo con calde lacrime. Quanto segue è oltre ogni aspettativa e supera abbondantemente ogni suo progetto.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty LUNEDI' della IV SETTIMANA DI QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Gio Apr 04, 2019 2:47 pm

Il Vangelo di oggi: Gv 4,43-54:
”Va’ tuo figlio vive”
[
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fede_paroleIn quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa. Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

OMELIA
Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: “ Tuo figlio vive”, e credette lui con tutta la sua famiglia.
E’ l’ora della fede, il momento in cui fidarsi e affidarsi a Dio, gettando le reti della propria vita sulla parola del maestro. L’atto di fede è quanto mai audace, ma necessario al compiersi della promessa. L’ora della salvezza già si rende visibile, colmando di gioia incontenibile; i frutti non si fanno attendere: tutti i membri della famiglia accolgono con entusiasmo il vangelo! Per la fede di uno solo, per di più pagano, la salvezza entra in quella casa. Per la fede di uno solo, tutti sono costituiti giusti! Quell’ora diviene tempo di grazia in cui aderire al vangelo. Nei campi si intravedono le spighe di grano, quasi giunte a maturazione: il tempo del raccolto di avvicina! Nuove spighe maturano al sole e già si mette mano alla falce. (dal sito NON DI SOLO PANE)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 5 Empty MARTEDI' della IV SETTIMANA DI QUARESIMA

Messaggio  annaxel il Gio Apr 04, 2019 2:51 pm

Il Vangelo di oggi: Gv 5,1-16:
“All’istante quell’uomo guarì”


gesu guarisceRicorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

OMELIA
“Vuoi guarire? “L’uomo malato da tanti anni si alza e cammina: è di sabato il giorno della memoria dei grandi benefici di Dio nella creazione. Gesù guarendo di sabato imita la condotta del Padre, il quale opera continuamente. La guarigione manifesta l’opera di salvezza del Padre, attraverso la grazia del perdono.
Si! Signore, lo voglio.
L’alternativa è continuare a sopravvivere ai margini del mio quotidiano, sognando uno pseudo salvatore che mi possa aiutare, rassegnato alla mia triste sorte e incapace di desiderare un futuro diverso. La tua domanda, Signore, risveglia in me la fame di vita piena e l’anelito sincero ad accogliere il tuo dono. Perciò acconsento e mi apro grato e riconoscente all’irrompere della tua grazia che fa di me una creatura nuova. Si! Voglio guarire, Signore, e mi rendo disponibile a collaborare con te affinchè ciò si realizzi: tu non compi prodigi senza il mio assenso, senza la mia fattiva adesione. Tu riplasmi il cuore umano con la tua potenza creatrice, come il giorno della creazione. E allora trovo la forza e la gioia di rialzarmi e di rimettermi in cammino. (dal sito NON DI SOLO PANE)
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