VANGELO di GESU' anno C

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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty DOMENICA della II SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Lun Gen 21, 2019 9:58 am

Il Vangelo di oggi: Gv 2,1-11
“Qualsiasi cosa vi dica, fatela”


In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela ».Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora ».Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

OMELIA

Commento al Vangelo del giorno:
L’evangelista Giovanni ci porta ai primi passi della vita pubblica di Gesù e alla sua manifestazione miracolosa nel paesino di Cana, in Galilea. Lì ha un ruolo particolare Maria, sua madre e madre nostra. La presenza di Gesù Cristo è il compimento di quello sposalizio, tra Dio e il suo popolo, a cui faceva riferimento il profeta Isaia, e vera benedizione dell’unione tra l’uomo e la donna. Tale unione si realizza per mezzo dello Spirito Santo, che San Paolo annuncia con gioia ai Corinzi.
Ecco qua, semplice e chiaro. Come aiutare? Come servire? Ascoltando Gesù, facendo ciò che dice. Questo presuppone un rapporto quotidiano, vigile e attento con lui, con la sua parola, perché la festa non finisca. La festa dei due sposi di Cana, infatti, non era ancora a un punto morto. Di Maria ci colpisce la vigilanza, l’attenzione che fa muovere un momento prima, che non aspetta una richiesta, ma si accorge e discretamente interviene: un’attenzione squisitamente materna. I due sposi non si saranno resi conto di nulla e così gli invitati alle nozze; soltanto di un miglioramento, un incremento di bontà, bellezza, gioia. Tutto qui. Insegnami il tuo stile, Maria, l’attenzione, la discrezione nell’aiuto e che io non dimentichi di ascoltare ogni giorno la parola, come servo in attesa degli ordini del suo re. (dal sito NON DI SOLO PANE)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty LUNEDI' della II SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Lun Gen 21, 2019 10:01 am

VANGELO
Lo sposo è con loro.
+ Dal Vangelo secondo Marco 2,18-22

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: "Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?". Gesù disse loro: "Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce una pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!".
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù come ogni sacerdote è costituito tale per iniziativa di Dio. Egli infatti è sacerdote in quanto "Figlio" e "messia" o re, proclamato dalla parola di Dio. In secondo luogo Gesù, a differenza dei sacerdoti umani, peccatori e limitati, non ha bisogno di offrire sacrifici per se stesso. Anzi Gesù non presenta a Dio cose, né compie riti simbolici, ma offre se stesso a Dio in una relazione di fedeltà filiale, attuata nella condizione estrema: la sofferenza della morte. Ogni essere umano, sfidato dalla sofferenza e dalla morte, è chiamato a vivere questa liturgia della vita. Gesù è il segno benevolo di Dio per noi. Egli è anche l'uomo che si schiera dalla parte di Dio, a costo della sua vita. È il segno supremo della fedeltà di noi uomini a Dio. Egli è il grande sacerdote che presenta al Padre il dono della sua e della nostra vita. Gesù con la sua missione storica inaugura l'epoca messianica, tempo di gioia e di esultanza spirituale. Egli però sarà riconosciuto messia solo attraverso il dramma della sua morte violenta. Allora la comunità dei discepoli, dopo la Pasqua, ricorderà la separazione dolorosa dal suo Signore, lo sposo, con la pratica del digiuno. L'annuncio gioioso fatto da Gesù: il regno di Dio si è fatto vicino; come la fede nella sua resurrezione da morte costituisce il fatto nuovo che non può essere racchiuso nei vecchi schemi della religiosità rituale e legalista. In tale prospettiva anche le pratiche religiose tradizionali devono essere ripensate e vissute nello spirito della gioia e speranza evangelica. (Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Lun Gen 21, 2019 2:09 pm

La questione relativa al digiuno che Marco ci presenta è utilizzata per introdurre un detto di Gesù che riguarda la novità del Vangelo, il <vino nuovo>, che non può essere contenuto negli otri vecchi dell'interpretazione legalistica che i farisei danno della Legge. Questo detto di Gesù, rivela la continuità e la rottura del Signore con l'Antico Testamento, perchè il Vangelo è davvero qualcosa di nuovo, è una fonte di gioia.
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Messaggio  annaxel il Gio Gen 24, 2019 5:46 pm

VANGELO
Gli spiriti immondi gridavano: Tu sei il Figlio di Dio! Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
+ Dal Vangelo secondo Marco 3,7-12

In quel tempo, Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per
toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Parola del Signore.

OMELIA
L'originalità del sacerdozio di Cristo è radicata nella sua persona: è santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; e si manifesta nell'efficacia della sua mediazione salvifica: non ha bisogno di offrire sacrifici per i propri peccati e ha offerto se stesso per noi una volta per sempre nella sua morte ed ora, trasfigurato nella sua umanità, vive presso Dio. Perciò è in grado di intercedere per noi, suoi fratelli. A questo punto si innesta la parte centrale della mediazione sul modo di attuazione del sacerdozio di Gesù. Esso si svolge come mediazione di salvezza universale e piena nel santuario celeste, quello della sua umanità gloriosa. Il tempio o la tenda con la relativa liturgia terrena del popolo ebraico erano solo un'anticipazione profetica di questa nuova e definitiva liturgia celeste, attuata da Gesù, sacerdote per eccellenza. Gesù ha vissuto per fare la volontà di Dio: morire a ciò che è disumano e far crescere l'umanità in noi come Dio l'ha creata. Diventare uomini comporta questo morire, opponendosi a ciò che è disumano. Dio non chiede di rinunciare ad essere uomini, ma di esserlo veramente, vivendo come Gesù, uomo perfetto. (Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Gio Gen 24, 2019 6:11 pm

L'attività di Gesù ha provocato entusiasmo in ogni parte di Israele:si tratta di vera fede? Il ritirarsi di Gesù dalle folle e la sua proibizione rivolta ai demoni perché non parlino fanno riflettere: a Gesù non serve il facile entusiasmo delle masse, né la divulgazione equivoca che gli viene dagli spiriti impuri,ma vuole che la nostra vita si fortifichi nel fare proprie le sue parole, lasciando che esse penetrino nel profondo del nostro cuore, perché solo lui ha parole di vita eterna.


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Messaggio  annaxel il Ven Gen 25, 2019 8:49 am

VANGELO
Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo.
+ Dal Vangelo secondo Marco 16,15-18

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù aveva iniziato la sua predicazione con un messaggio semplice, essenziale: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo». Egli parlava del tempo "compiuto", dalla realizzazione cioè delle promesse antiche con la sua venuta tra noi, parlava dell'avvento del Regno, ormai prossimo a stabilirsi definitivamente nel mondo, parlava di fede
ed infine esortava tutti alla conversione. Oggi festeggiamo proprio una grande conversione, quella di Paolo di Tarso. Da persecutore di Cristo, folgorato dalla grazia sulla via di Damasco, diventa l'apostolo delle genti. Una conversione, quella di Paolo, che egli stesso racconta con accenti di commozione e di gratitudine e che ha segnato come una corsia preferenziale, sulla quale si sono immessi dopo di lui, una schiera innumerevole di persone che, come lui, con esperienze di vita, prima lontane da Dio e talvolta nemici dichiarati di Lui, hanno poi ritrovato la strada del ritorno. La conversione è un rinnegamento degli errori passati, una inversione di rotta rispetto ai percorsi del male, un sincero pentimento degli errori commessi e il conseguente innamoramento di un bene nuovo, vero, autentico. Coinvolge l'uomo in tutta la sua esistenza, ma è sempre frutto della grazia divina: è Dio che agisce. Spesso il Signore, dopo la chiamata, sollecita ad un impegno e ad una missione speciale. Anche Paolo, come gli altri apostoli, sentirà imperioso il comando del Signore ad andare in tutto il mondo a predicare il vangelo ad ogni creatura. Egli diventerà, insieme a Pietro, la colonna portante dell'edificio della Chiesa. Coronerà la sua missione, dopo fatiche e persecuzioni di ogni genere, con la palma del martirio. Come fedeli in Cristo e convertiti dal paganesimo, dobbiamo immensa gratitudine a questo Apostolo: lui per primo ci ha annunciato la vera fede e con i suoi scritti ha reso perenne quell'annuncio. La conversione, in quanto costante ed indefessa tensione a Dio, è dovere di ogni cristiano ed è un impegno che non dobbiamo mai smettere. (Padri Silvestrini) [/size]
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Messaggio  annaxel il Sab Gen 26, 2019 9:06 am

VANGELO
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
+ Dal Vangelo secondo Luca 10,1-9

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».
Parola del Signore.

OMELIA
Sono due gli atteggiamenti cristiani messi in luce dalla Parola di oggi e dalla vita dei santi Timoteo e Tito: testimoniare e servire. Paolo ci invita al coraggio della testimonianza da rendere al Signore e al vangelo, con una vita animata dallo spirito ricevuto nel battesimo, confermata nella cresima, ravvivata nella partecipazione all'eucaristia. Una vita cristiana coerente è la testimonianza che il mondo si attende dal cristiano, anche se a volte ci si espone alla derisione e, in alcune situazioni, anche alla persecuzione. Ma è Gesù stesso che nel vangelo si propone come colui che serve la nostra vita, donandoci se stesso. Il suo esempio di umiltà ci indica la strada da percorrere e la promessa del regno sostiene la perseveranza nelle prove che dobbiamo affrontare per essere fedeli al dono ricevuto.
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Messaggio  annaxel il Sab Gen 26, 2019 11:35 am

La missione dei settantadue discepoli è un racconto proprio di Luca. I settantadue è il numero dei popoli del mondo elencato in Gen.10, secondo la traduzione greca. Con questo numero, Luca vuole ricordare che la missione è per tutti i popoli, per il mondo intero. Luca, in questo brano vuole evidenziare lo stile povero della missione che ogni discepolo deve avere, ricordando che saranno oggetto di persecuzione e dell'insuccesso, ma, l'urgenza dell'appello alla conversione sarà la caratteristica del messaggio, che con Gesù saranno in cammino verso la passione.
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Messaggio  annaxel il Dom Gen 27, 2019 9:36 am

VANGELO
Oggi si è compiuta questa Scrittura.
+ Dal Vangelo secondo Luca 1,1-4; 4,14-21

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch'io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l'anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Parola del Signore.

OMELIA

Senza esagerare possiamo affermare che oggi le chiacchiere degli uomini pervadono l'universo. Quando l'umanità godeva di un migliore silenzio la voce di Dio, trasmessa per mezzo dei profeti, trovava una migliore accoglienza e sortiva i suoi benefici effetti. Quando un intero popolo si accorge di aver smarrito e disatteso per lungo tempo il libro della legge prorompe in un pianto di pentimento e poi compresa la lettura del sacerdote Esdra, esplode la gioia del Signore che diventa la sua forza. Anche Gesù entrato nella sinagoga, legge nel rotolo del profeta Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e proclamare l'anno di grazia del Signore». Egli applica a sè quell'annunzio profetico. Diventa il testimone vivente della fedeltà di Dio. Rivela la sua missione intesa come adempimento di promesse antiche. È un annuncio solenne dell'avvento dei tempi messianici. È anche indirettamente l'esplicita rivelazione della sua natura divina, del mandato ricevuto dal Padre, della sua unzione sacerdotale, regale e profetica, della sua consacrazione ed infine del suo compito di redentore. Egli viene a proclamare la liberazione totale dei prigionieri dai vincoli del peccato e della morte, viene per ridare la vista ai ciechi, per annunziare il tempo della grazia e della riconciliazione. Così Gesù diventa maestro per tutti noi che vogliamo leggere la Parola di Dio in modo veramente sapienziale. C'è una attualizzazione continua di quella Parola, che sgorga dalla stessa eternità di Dio e si cala nel nostro tempo senza perdere il valore della perennità. Ci fa comprendere che quella parola è sempre viva ed attuale, conserva integra la forza che da Dio stesso proviene e come tale va accolta. Si attua in ciascuno di noi quando la incarniamo nella nostra vita. Potremmo anche noi costatare che quella parola si adempie in noi quando è vissuta nella fedeltà. Diventa la lampada ai nostri passi, luce sul nostro cammino, nutrimento di verità per tutta la nostra esistenza. Uno dei doni grandi del Concilio Vaticano II è stata proprio la riscoperta della Parola di Dio come motivo di unione a Dio, come riscoperta delle verità ultime. (Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Lun Gen 28, 2019 1:27 pm

VANGELO  
Satana è finito.
+ Dal Vangelo secondo Marco 3,22-30

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Parola del Signore.

OMELIA
Sono ancora in scena gli scribi, rappresentanti del potere religioso del tempo, che malignano pesantemente su Gesù, definendolo posseduto dal prìncipe dei demòni e come colui che nel nome di Beelzebùl, scaccia i demòni. Viene da pensare come sia tristemente facile per chi si lascia guidare da preconcetti, confondere lo Spirito di Dio con quello del maligno. Qui si ravvisano tutti gli estremi di quel terribile peccato contro lo Spirito Santo, che lo steso Gesù definisce imperdonabile. Si stravolge il significato, il valore e lo scopo dei miracoli attribuendo a satana ciò che è opera di Dio e del suo Spirito. È una forma di cecità spirituale provocata dall'invidia, accresciuta dalla bramosia del potere e confermata da una falsa religiosità: una malattia dell'anima che ancora miete vittime ai nostri giorni specie dove l'integralismo religioso degenera in violenza. È una gravissima bestemmia che vorrebbe negare l'amore in Dio, privandolo della sue stessa essenza e riducendolo a un demiurgo, ad un dio cattivo. La logica stringente a cui ricorre Gesù per convincerli del loro errore, lascia intendere che Egli è disposto anche a farci percorrere la via della razionalità quando la fede è accecata dal male. Pare però che neanche dinanzi all'assurdo della ragione quei scribi vogliano trovare la via per un cambiamento di mentalità e di comportamenti. Abbiamo l'impressione che il demone peggiore sia proprio dentro di loro e che abbia preso in essi una stabile dimora. Noi credenti, contrariamente a quanto insinuano malignamente gli scribi, abbiamo imparato a fare tutto nel nome di Dio; ogni giorno ci segniamo ripetutamente con il segno della croce affidandoci alla santissima Trinità; tutte le invocazioni iniziano e terminano nel nome del nostro Signore Gesù Cristo. In quel nome riponiamo tutta la nostra forza, memori di quanto Gesù stesso ci ha detto: "Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò". (Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Lun Gen 28, 2019 1:53 pm

In questo brano, Marco, introduce il tema del peccato contro lo Spirito Santo.La bestemmia imperdonabile consiste nel giudicare Gesù posseduto da uno spirito immondo, invece che dallo spirito di Dio. E’ l’accecamento totale del cuore di chi non comprende il significato della cacciata dei demòni da parte di Gesù. Gesù è per loro un indemoniato, posseduto da Beelzebul, capo dei demoni.Sono ancora in scena gli scribi, rappresentanti del potere religioso del tempo, che malignano pesantemente su Gesù, il loro rifiuto ostinato della salvezza offerta da Gesù, vedano in Esso il <male>, ciò che invece è frutto dello Spirito.
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Messaggio  annaxel il Gio Gen 31, 2019 10:18 am

Il Vangelo di oggi: Mc 3, 31-35
“Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”


In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

OMELIA
“Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.” Il legame con Gesù si stabilisce mediante il compimento della volontà di Dio: la relazione fondata sulla parentela non conta. Vale invece l’ordine della grazia, della fede, cioè della nascita secondo lo Spirito.
Le scritture ci rivelano oggi una delle più belle possibilità che la rivelazione di Gesù prospetta ai suoi discepoli: essere madre e fratelli di Cristo. Ma come? E’ l’apostolo Paolo a suggerirci la modalità citando le parole stesse di Gesù: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato”. Se nella nostra vita ci lasciamo plasmare piano piano dalla forza dello Spirito, non coltivando in noi solo la memoria dei nostri peccati, ma facendo piuttosto memoria di essere stati santificati una volta per tutte, allora saremo capaci di generare Cristo nelle nostre scelte concrete, e potremo diventare suoi fratelli portandolo ad ogni persona che incontriamo sul nostro cammino. ( DAL sito NON DI SOLO PANE)
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Messaggio  annaxel il Gio Gen 31, 2019 10:25 am

lL Vangelo di oggi: Mc 4, 1-20
“Il seminatore uscì a seminare “


parabola seminatore[…] Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato ». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

OMELIA

La parabola del seminatore trova una spiegazione immediata da parte di Gesù stesso, che prospetta diverse reazioni di fronte alla parola di Dio. Occorre essere attenti all’ascolto, docili nell’accogliere, impegnati a portare frutti di opere buone. Il seminatore può sembrare sventato: semina qua e là, non importa dove.
L’importante per lui è continuare a seminare con fiducia: il seme germoglierà. Come un genitore, un buon educatore: gettare semi senza scoraggiarsi perché sa che ognuno ha bisogno di tempo, di buio, di caldo, fino a che un giorno, improvvisamente, darà il suo frutto. Noi siamo terreno del buon Dio, non sempre disponibile all’accoglienza, a volte con il cuore chiuso, duro e secco, a volte pieni di spine, ma Lui non se ne cura: Dio ha fede in noi e nel nostro desiderio di bene. Questa stessa fiducia dovrebbe sempre muovere le nostre scelte e i nostri pensieri, il nostro seminare ed il nostro accogliere il seme. Perché la fede che fa spostare le montagne, così saprà far crescere bellissimi fiori nel deserto.
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Messaggio  annaxel il Gio Gen 31, 2019 10:28 am


Il Vangelo di oggi: Mc 4, 21-25
“La lampada viene per essere messa sul candelabro. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi”


In quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti! ». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

OMELIA
“La lampada viene per essere messa sul candelabro. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. “ Ricorrendo a un linguaggio di tipo sapienziale, Gesù afferma che il suo Vangelo dev’essere annunziato, brillare e diffondersi come una lampada e far luce; occorre accogliere la Parola di Dio e fare frutti, mediante l’ascolto concreto, volenteroso, che mette in pratica la parola udita: allora grande sarà il premio.
Passare dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo, questo suggerisce Frate Francesco per risplendere come lampada nel mondo. Ma una lampada che fa? Brilla ed illumina con la luce del suo modo di essere. Oggi Gesù ci raccomanda di brillare senza nasconderci, anzi di farlo con larghezza, di utilizzare le categorie evangeliche in ogni situazione della vita in modo particolare nell’accostarci al prossimo. Metro di giudizio sia sempre la misericordia perché quanto più largheggiamo in questo, tanto più ne riceveremo da Dio e dagli uomini. Quando il nostro tempo sarà terminato e saremo di fronte a Dio, la nostra vita sarà il metro di noi stessi: fin d’ora costruiamo il nostro giudizio futuro. Viviamo con misericordia ogni situazione, largheggiamo in amore, perché saremo giudicati sull’amore. Amando noi diventiamo luce che illumina le tenebre della cattiveria e la lampada che guida i passi incerti di chi ci sta accanto. ( dal sito NON DI SOLO PANE)
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Messaggio  annaxel il Gio Gen 31, 2019 2:23 pm

La similitudine della lampada, identificata nella tradizione biblica con la parola di Dio, in Marco, il vangelo si riferisce all'annuncio missionario della parola. Con la morte e resurrezione di Gesù è iniziato il tempo della proclamazione pubblica e universale del mistero del regno di Dio, affidato ai discepoli storici di Gesù. La lampada che ha illuminato la nostra vita, sia per noi il dovere di continuare ad essere destinatari della parola che salva e l'impegno a trasmetterla con fiducia e libertà, affinché mai si spenga la luce della sua parola.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty VENERDI' della III SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Ven Feb 01, 2019 9:44 am

VANGELO
L'uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.
+ Dal Vangelo secondo Marco 4,26-34

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Parola del Signore.

OMELIA
Il testo della Lettera agli Ebrei della prima lettura di oggi, lascia trasparire per un momento la situazione vitale della comunità in cui si radicano le esortazioni alla fiduciosa ed attiva perseveranza. L'autore, infatti, richiama la serie di prove e tribolazioni alle quali è stata esposta la comunità al suo inizio, dopo l'illuminazione battesimale. Non si tratta di una vera e propria persecuzione, ma di una serie di vessazioni e maltrattamenti provocati da un ambiente ostile e intollerante. Il caldo appello alla costanza fa leva sulla fedeltà di Dio, che porta a compimento la sua promessa. In tale prospettiva viene riletto il testo del profeta che parla della venuta del Signore. Chi ha pagato o sta pagando il prezzo della sua fedeltà, è in grado di stimare l'importanza di questa promessa che sta alla base della sua perseveranza. La nostra fede subisce il logorio dei giorni. Monotonia, dissapori, sofferenze finiscono per toglierci l'entusiasmo di credere in Dio e di sentirci partecipi della lotta di Gesù per il regno di Dio. È il momento di affidarci a Dio, confidare in lui, non rassegnarci alla mediocrità. È importante nella situazione attuale stare vicino a Gesù come discepoli per essere introdotti nel mistero del regno di Dio, proclamato nella parola del vangelo.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty SABATO della III SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Sab Feb 02, 2019 5:58 pm

VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 ZVANGELO  
I miei occhi hanno visto la tua salvezza.
+ Dal Vangelo secondo Luca 2,22-40

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.

OMELIA
L'incontro con il Signore Gesù è sempre un incontro decisivo per tutti: grazie a lui, conosciamo l'amore di Dio per noi, comprendiamo il significato più vero della nostra vita e dell'intera storia umana, e veniamo resi capaci di agire con potenzialità nuove, nella gratitudine per i doni ricevuti, nell'imitazione di colui che ci ha amato per primo. Se condividiamo questa esperienza dell'incontro con il Signore Gesù, senza dubbio ci aiuteremo insieme a comprendere come tale incontro può cambiare le nostre vita, e ci sostenteremo vicendevolmente nella missione di testimoniare agli altri la grandezza e la potenza del suo amore. Purtroppo, sovente ci sono incontri non riusciti. Gesù ci insegna che la forza di un incontro riuscito sta nella gratuità, nella condivisione e nel sevizio. Così il Signore Gesù ci viene incontro, e tale è il progetto divino, motivo che deve suscitare gioia e gratitudine come ad esempio di Maria, Giuseppe, Anna, e il vecchio Simeone. Un vero incontro esige un atteggiamento di apertura e di accoglienza. L'incontro con il Signore, non può attuarsi senza che in noi avvenga una profonda purificazione, l'offerta della nostra vita.
(Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty Re: VANGELO di GESU' anno C

Messaggio  annaxel il Sab Feb 02, 2019 6:24 pm

Oggi, Luca, ci racconta una scena che si svolge all'interno del tempio di Gerusalemme. Il Bambino Gesù è portato al tempio per adempiere la legge di Mosè relativa alla purificazione della madre dopo il parto e all'offerta a Dio del figlio primogenito. Ma le profezie di due vecchi Simeone e Anna rendono il momento speciale:la lunga attesa sotto il regime mosaico è finita per il popolo di Israele, qualcosa di nuovo è iniziato. I due anziani, riconoscono in Gesù Cristo il Messia atteso da Israele. Un inno di ringraziamento sgorga da Simeone per l'attesa che è stata esaudita. Nel Bambino Gesù preso in braccio da Simeone è già presente la salvezza per tutti i popoli, a noi accoglierlo nel nostro cuore.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty DOMENICA della IV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Lun Feb 04, 2019 3:41 pm

Il Vangelo di oggi: Lc 4,21-30
Gesù come Elia ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei


In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

OMELIA
Quando manca la fede, Gesù non riesce a operare miracoli. Così succede nella sua patria, dove i compaesani guardano con scetticismo “il Figlio di Giuseppe” e chiudono il cuore al mistero di Cristo, il cui messaggio di salvezza è riservato a tutti i popoli.
Il Vangelo di Luca ci informa riguardo a un fatto molto chiaro: nemmeno Gesù, con la sua predicazione è riuscito a convertire tutti coloro che lo ascoltavano. Anzi, il rifiuto più clamoroso è stato quello che gli ha riservato proprio il suo paese natale dove il Figlio di Dio ha vissuto con la sua famiglia. La gente non soltanto non gli ha creduto ma addirittura ha avuto una reazione così violenta da cacciarlo dal suo paese natale. Non dobbiamo meravigliarci perché anche noi spesso siamo proprio come gli abitanti di Nazareth; il Vangelo lo abbiamo ascoltato fin dalla nostra infanzia, ci è stato raccontato dai nostri genitori, annunziato dai nostri sacerdoti e catechisti; siamo cresciuti in sua compagnia, ci è familiare, potremmo proprio dire che è uno di noi e fa parte di noi. Eppure, proprio per questa familiarità, lo diamo per scontato, lo ascoltiamo con superficialità, diventa come la pioggia che invece di penetrare in un terreno coltivato scivola via come sulle rocce scoscese del monte. In alcuni casi quando la voce di Gesù ci invita a delle scelte radicali la releghiamo in un angolo, la soffochiamo mettendola nel cassetto più recondito della nostra esistenza. Ma la Parola di Dio ha le sue vie e i suoi mezzi, assolutamente misteriosi che, nonostante i rifiuti, le permettono di germogliare e di portare frutto nella nostra vita, in modo del tutto sorprendente. ( dal sito NON DI SOLO PANE)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty LUNEDI' della IV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Lun Feb 04, 2019 3:45 pm

VANGELO  
Esci, spirito impuro, da quest'uomo!
+ Dal Vangelo secondo Marco 5,1-20

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest'uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C'era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va' nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.
Parola del Signore.

OMELIA

L'episodio di Marco che leggiamo oggi non è di facile comprensione. Sicuramente però deve aver suscitato una profonda impressione nei primi cristiani. Il tutto si svolge in territorio pagano e questo sta a indicarci che nessuno è escluso dal messaggio di salvezza e dall'opera redentiva di Cristo. Quel mondo è tutto invasato dal male: non si tratta infatti di un singolo demonio, ma di una legione, un numero sterminato, che ha ridotto il malcapitato, che ne è posseduto, a vivere come un morto nei sepolcri. È interessante la dichiarazione che il demonio fa urlando, prostrato ai piedi di Gesù: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Ancora una volta i demoni lo riconoscono come Figlio del Dio altissimo. Chiedono poi in particolare di non essere scacciati da quella regione o almeno che possano trasferirsi in un branco di porci, che sono al pascolo in un monte vicino. Viene da pensare che esistano luoghi prediletti da satana, che abbia i suoi inferni anche nel mondo, lì dove il male dilaga, dove è accettato e vissuto come stile di vita, dove nessuno gli è contrario, dove può prendervi stabile dimora. Sono spiriti immondi e quindi l'abitare nei porci potrebbe essere loro di sollievo rispetto all'essere rilegati nel loro inferno. La loro presenza è sempre e comunque devastante anche nei confronti di quegli animali, infatti al loro arrivo nei porci, un enorme branco precipita nel mare. I mandriani avvertono i padroni dell'accaduto, ma questi più che considerare l'intervento salvifico e prodigioso operato da Gesù, calcolano il grave danno economico subito e lo invitano ad uscire dal loro territorio. Capita ancora che l'interesse per le cose di questo mondo, per quanto misere possano apparire, prevalgano su quello per lo stesso Cristo. Solo l'indemoniato guarito si mostra grato e desidererebbe addirittura diventare un seguace del Signore. Riceve però l'invito e l'incarico di essere un annunciatore in terra pagana di quanto ha ricevuto dalla misericordia del Signore. (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty MARTEDI' della IV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Mar Feb 05, 2019 8:47 am

VANGELO
Fanciulla, io ti dico, alzati!
+ Dal Vangelo secondo Marco 5,21-43

Essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: "Chi mi ha toccato?"». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù si presenta a noi come il prototipo della fedeltà, come fonte e fondamento della fede, come suo compimento e mèta finale: è Gesù l'autore e il perfezionatore della fede. Egli, infatti, ha affrontato, per restare fedele a Dio, la morte infame e dolorosa della croce, e ora è intronizzato alla sua destra. Nella sequela di Gesù, la prospettiva del martirio cristiano è la scelta di fedeltà estrema anche a costo della vita. È per una felicità grande che, come Gesù, accettiamo, la sofferenza per essere fedeli a Dio. Non cerchiamo la sofferenza per la sofferenza, ma affrontiamo quella che ci colpisce per il regno di Dio. Gesù ha ottenuto per noi la capacità di ripetere le sue gesta. Ora tocca a noi, come ci sprona il salmista, di diventare la gloria di Dio, affinché anche di noi si possa dire: ecco l'opera del Signore. Gesù annuncia per chi ha fede il superamento della morte e lo conferma con il suo gesto e le sue parole. Noi che ascoltiamo oggi questo vangelo della ragazza richiamata alla vita, siamo invitati a guardare in avanti, alla resurrezione di Gesù. Infatti senza questa piena vittoria sulla morte non si possono annunciare come vangelo, come "buona notizia", i gesti prodigiosi di Gesù.
(Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty MERCOLEDI' della IV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Sab Feb 09, 2019 3:03 pm

Il Vangelo di oggi: Mc 6,1 – 6
“Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria“


In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

OMELIA

E’ sempre l’incredulità il grande ostacolo alla salvezza. Nel rifiuto dei compaesani di Gesù è prefigurato lo scandalo dell’incarnazione. Essi non lo accolgono come profeta di Dio perché privo di prestigio e senza il segno di gloria. L’incredulità predilige un Dio disincarnato e lontano dalla vita concreta.
Il Vangelo di quest’oggi è lo stesso brano che abbiamo ascoltato domenica scorsa ma secondo la versione di Marco. Gli abitanti di Nazaret chiacchierano tra di loro come spesso accade nelle strade dei nostri paesi, e dicono: “Senti questo Gesù come parla bene, come commenta la scrittura: altro che i discorsi dei nostri scribi! E non solo parole, ma anche fatti: guarisce malati, scaccia gli spiriti maligni, risana persino i lebbrosi! Parla e agisce da Dio, solo che non può esserlo: lo conosciamo troppo bene, sappiamo tutti che vita ha fatto fino a poco tempo fa. L’abbiamo visto crescere come un ragazzo qualunque, ha dovuto guadagnarsi la vita lavorando sodo, come i suoi genitori: chi non lo ricorda nella bottega di Giuseppe, con la fronte sudata e le mani callose? No, Dio non può essere così: figurarsi che si abbassa al nostro livello, Lui che può tutto e può starsene tranquillo su in cielo!” Eppure quello che gli abitanti di Nazaret di ieri e di oggi non riescono a comprendere è la novità di Dio, la sua volontà di camminare in mezzo a noi, di diventare voce suadente che ci chiama a una costante conversione. Per farci capire quanto ci amava Dio è diventato uno di noi, è diventato il figlio di Maria e di Giuseppe, ha lavorato nella bottega del falegname con sudore e con mani callose, si è abbassato al nostro livello spogliandosi dei suoi abiti regali per indossare una tunica fatta da mani d’uomo. Questo è il prezzo dell’amore: abbassarsi, lasciare il cielo per percorrere le strade polverose dove camminano gli uomini. (dal Sito Non di Solo Pane)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 3 Empty GIOVEDI' della IV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Sab Feb 09, 2019 3:06 pm

Il Vangelo di oggi: Mc 6, 7-13
”E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura”


viaggio testimoniareIn quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

OMELIA

I dodici sono inviati da Gesù poveri, ma con il messaggio di grazia da annunziare. Predicano la conversione, vincono di dèmoni, guariscono gli infermi. Ma l’annunzio è anche un giudizio e una condanna per quelli che lo rigettano.
La liturgia del giorno ci presenta la missione dei dodici che è caratterizzata dalla povertà come scelta di totale dedizione a Cristo. Gesù invita anche noi all’essenzialità e alla sobrietà di una vita che si mette ogni giorno al servizio del suo annuncio di pace ai nostri fratelli; ci
chiede di avere un cuore libero da ogni forma di attaccamento alle cose o alle persone che possano impedirci di crescere nella fiducia in lui che ci dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Non sempre però il messaggio evangelico è accolto e, anche in questo caso, i discepoli, come noi, sono invitati a testimoniare la libertà e povertà di un cuore che sa accettare anche di non essere compreso o capito. Almeno per oggi proviamo a vivere così.
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Messaggio  annaxel il Sab Feb 09, 2019 3:10 pm

Il Vangelo di oggi: Mc 6, 14-29
“Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto”


testa giovanni battistaIn quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

OMELIA

“Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto.” Giovanni Battista, “uomo giusto e santo”, viene decapitato. Egli ha condannato con chiarezza e inflessibilità la condotta del re Erode Antipa. Giovanni prelude alla passione di Gesù del quale è il precursore.
Erode si comporta come un re: esercita il potere dispotico sui suoi sudditi e fa decapitare Giovanni Battista. Sembra un uomo sicuro di sé, un potente; invece è un debole. Non è un re, ma un tetrarca, cioè un capo fantoccio messo al potere dall’autorità romana; fa mettere in prigione Giovanni perché lo teme per la sua libertà di parola; si infatua della figlia di Erodiade e cade nella trappola che lei gli ha teso per liberarsi dal profeta e, ora, teme che Gesù sia il Battista redivivo che viene nuovamente ad accusarlo dei suoi delitti. Anche noi mostriamo spesso una falsa sicurezza giudicando gli altri e nascondiamo perfino a noi stessi le nostre paure e insicurezze. La parola di Gesù ce ne rende consapevoli non per accusarci, ma per liberarci. Non temiamolo: accogliamolo! (dal Sito Non di Solo Pane)
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Messaggio  annaxel il Sab Feb 09, 2019 3:13 pm

VANGELO  
Erano come pecore che non hanno pastore.
+ Dal Vangelo secondo Marco 6,30-34

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Parola del Signore.

OMELIA

La folla che seguiva Gesù, è presentata come pecore che ascoltano la voce del pastore. Da lui può attingere sicurezza perciò lo segue. E Gesù, commosso, si mise ad insegnare loro molte cose. Ancora oggi Gesù può commuoversi ed insegnare, ma forse manca in noi la stessa disponibilità, la stessa sete, perché non lo cerchiamo assiduamente e con tutte le nostre forze. Non gli stiamo dietro per sentire dalla sua bocca parole di salvezza, preferiamo invece altro, ad esempio la televisione, lo svago, ma non sentire lui! Se lo cerchiamo con assiduità, lui ci renderà perfetti con la sua parola onnipotente e creatrice, affinché possiamo compiere la sua volontà. Rischiamo anche di lasciarci sedurre da falsi pastori, che ci conducono, non a pascoli della vita e della grazia, ma in quelli inquinati del mondo e delle sue miserie.
(Padri Silvestrini)
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