VANGELO di GESU' anno C

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Messaggio  annaxel il Lun Feb 11, 2019 8:40 am

VANGELO  
Quanti lo toccavano venivano salvati.
+ Dal Vangelo secondo Marco 6,53-56

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.
Parola del Signore.

OMELIA
La fede in Gesù salva! Ne hanno fatto esperienza gli uomini di cui si narra nel vangelo: lo toccavano e guarivano. Possiamo fare anche noi le stessa esperienza, abbiamo bisogno soltanto di fede che ci fa credere a Gesù, alle cose che Egli dice, e nelle sua persona divina e umana. Colui nel quale riponiamo la nostra fede, colui che abbiamo incontrato nel vangelo è anche colui che ha creato nella bontà l'universo e che vuole portare, giorno dopo giorno, tutto ciò che vive al compimento finale. Diciamo spesso col salmista: "quanto sono grandi, Signore le tue opere!". E, pensando alle nostre infermità fisiche, spirituali, ripetiamo la preghiera umile e fiduciosa dei malati del Vangelo: "Signore, Tu puoi guarirmi!". (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty MARTEDI' della V SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Mar Feb 12, 2019 5:05 pm

VANGELO
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.
+ Dal Vangelo secondo Marco 7,1-13

In quel tempo, si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte»..
Parola del Signore.

OMELIA

La fede che ci viene richiesta di professare in Gesù è una fede che deve avere strettissimo contatto con la vita quotidiana, anzi è la fede che fa agire, pensare, parlare in maniera degna delle vocazione che abbiamo ricevuto. Oggi Gesù richiama proprio quanti negano questi reali e imprescindibili legami tra fede e opere di ogni giorno. Per noi cristiani non ci può essere religione autentica senza azione, fede e amore. "La fede senza le opere è morta". Da qui si avrà che anche le azioni quotidiane potranno diventare culto interiore a Dio Padre e continuazione della nostra preghiera. Non può non essere così visto che l'uomo è stato creato a immagine di Dio, perciò Gesù ci richiama ad avere gli stessi pensieri di Dio, Padre e creatore, a percorrere le stesse vie.
(Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Mar Feb 12, 2019 5:20 pm

L'accusa mossa da Gesù ai farisei è il mettere le proprie usanze e tradizioni, anche se onorabili, al di sopra della volontà di Dio e il ridurre la fede a una somma di gesti e prescrizioni esteriori.
Marco prende l'occasione per riportare un insegnamento di Gesù su ciò che veramente rende impuro l'uomo, ossia quel che nasce dal cuore.
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Messaggio  annaxel il Mer Feb 13, 2019 9:20 am

VANGELO
Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo.
+ Dal Vangelo secondo Marco 7,14-23

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».
Parola del Signore.

OMELIA
I nostri pensieri sono sconvolti dalle parole che Gesù oggi ci rivolge. Comunemente crediamo che sono le cose e le persone intorno a noi che ci fanno peccare, di conseguenza il male non è in noi ma nelle cose e nelle persone. Ma questo modo di pensare è sconvolto da Gesù che dice: "non è nel fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo". Il male viene invece dal di dentro. Riflettiamo attentamente! Gesù ci dice questo perché chiamati a conversione e una volta ravveduti ritorniamo ad essere abitanti del giardino dell'Eden in cui furono messi Adamo ed Eva, e da cui furono cacciati i nostri progenitori. Accadrà questo se avremo accettato di seguire Gesù e di mettere in pratica la sua parola di vita. (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty GIOVEDI' della V SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Gio Feb 14, 2019 8:29 am

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VANGELO
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
+ Dal Vangelo secondo Luca 10,1-9

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».
Parola del Signore.

OMELIA
I due di turno, inviati come i primi per la messe del Signore, con la stessa missione, come annunciatori del vangelo di Gesù Cristo e della sua pace, sono i santi Cirillo monaco e Metodio vescovo. Fanno parte della schiera numerosissima dei missionari e degli apostoli della fede cristiana, ma la loro santità, che ulteriormente li affratella, è legata alla divina e umana sapienza con cui hanno espletato il loro ministero. Hanno compreso appieno che con la fede cristiana vanno coniugati altri valori di civiltà e di crescita, che mirabilmente concorrono ad elevare tutto l'uomo verso Dio. La sapienza cristiana, dono dello Spirito Santo, messa a servizio dell'uomo e di intere popolazioni, diventa motivo di crescita sia nel campo della fede, sia in tutto ciò che giova ad elevare la qualità della vita in tutti i suoi aspetti. Si diventa così, come è accaduto per due grandi, che oggi celebriamo, annunciatori della verità di Dio, costruttori di pace, animatori di un sano progresso. Gli strumenti sono quelli di sempre, quelli che, lo stesso Signore ha affidato ai suoi, cambia però il modo di porgerli e di realizzarli nella concretezza della storia, nel confronto con culture diverse, con tradizioni diverse, con lingue diverse. I popoli slavi, particolarmente hanno goduto della santità dei due eroi della fede, ma l'Europa intera, li venera e li ricorda con viva e perenne gratitudine. Per questo il Papa Giovanni Paolo II nel 1980 li ha proclamati patroni del nostro continente, additandoli ad esempio per tutti coloro che hanno il compito di promuovere la crescita degli uomini del nostro tempo, sia nell'ambito religioso, sia in quello civile ed umano.
(Padri Silvestrini).[/size]
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Messaggio  annaxel il Sab Feb 16, 2019 2:46 pm

Il Vangelo di oggi: Mc 7,31-37
«Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!»


In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

OMELIA
Il miracolo di Gesù, che fa udire i sordi e parlare i muti, è il segno proprio del Messia. Gesù si compiace di aprirci interiormente al dialogo con Dio e con gli altri.
Il signore fa udire i sordi e parlare i muti, restituisce integre le facoltà atrofizzate. L’uomo malato o ferito o limitato, se entra in contatto con lui recupera pienamente la sua umanità. Una persona sorda e muta è una persona isolata senza relazioni, condannata alla solitudine. Un autore russo americano Wladimir Nabokov affermava :”La solitudine è il campo da gioco di Satana”. Chi è senza legami scivola nell’isolamento e diventa schiavo dell’infelicità e della desolazione. Gesù ha compassione di quest’uomo, gli ridona l’udito e la facoltà di parlare cioè gli ridona la capacità di mettersi in relazioni con tutto ciò che lo circonda. E questa è l’esperienza non soltanto del sordomuto ma anche nostra. Anche noi, rivolgendoci al Signore nella preghiera, abbiamo finalmente “sentito” quale era la decisione da prendere o intuito la parola efficace da esprimere in una determinata circostanza. Il Signore ha sciolto anche i nostri “nodi”, a volte provocati in noi da situazioni di povertà interiore. Il Signore continui, nel frastuono delle nostre città, a farci sentire la sua voce liberante e ci doni la grazia di parlare a quanti ci stanno vicini, suscitando senza paura, anche in loro, parole nuove, incoraggianti, consolanti.Così vivremo davvero “l’effatà”! (Apriti) che ci è stato rivolto nel Battesimo, con la fiduciosa speranza di “fare bene” almeno qualcosa. (dal Sito NON DI SOLO PANE)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty SABATO Mdella V SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Sab Feb 16, 2019 2:49 pm

VANGELO
Mangiarono a sazietà.
+ Dal Vangelo secondo Marco 8,1-10

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò. Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.
Parola del Signore.

OMELIA
Un sentimento nobile di Gesù, pieno di umanità che significa prontezza al servizio ed alla donazione; una volontà a guardare l'altro come se stesso e rinunciare alla sua superiorità per servire l'altro. Un sentimento umano che Gesù mostra nel brano del vangelo di oggi. Il gesto lo rende partecipe dei nostri dolori e delle nostre sofferenze. È umano, nel senso più nobile e concreto del termine, nel riconoscere l'altro che mi sta di fronte come soggetto dell'amore e non come oggetto da sfruttare. È umano perché è la volontà di unire gli uomini in un nuovo legame di solidarietà. Ma è anche divino perché proviene da Dio, è divino perché Gesù rende grazie sui sette pani e sui pochi pesciolini, è divino perché Gesù opera il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, è divino perché ci induce a contemplare con maggior profondità il Mistero di Cristo. È la compassione divina che è il preannuncio della sua Passione. Dio sente le nostre passioni, e ci dona la sua Passione. La sua compassione ha questo doppio movimento. Da Dio all'uomo per assumere tutte le passioni umane e dall'uomo a Dio per partecipare alla Sua Passione. È qui, nella compassione umana-divina che troviamo il valore delle nostre celebrazioni eucaristiche che sono incontro tra Dio e l'uomo; un incontro di amore, di salvezza e di redenzione. Poniamo sull'altare la nostra vita perché possa essere benedetta da Gesù e inserita nel suo progetto di Amore. (Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Sab Feb 16, 2019 3:00 pm

La narrazione della seconda moltiplicazione dei pani non è una semplice ripetizione della prima; questa avviene infatti in territorio pagano , ed è un segno del pane che Gesù intende donare a tutti coloro che <sono venuti da lontano>. Gesù moltiplica il pane per la folla affamata, dividendolo fra i presenti: il suo gesto di spezzare il pane diventa profezia dell'Eucaristia.
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Messaggio  annaxel il Mer Feb 20, 2019 11:39 am


VANGELO
Il cieco fu guarito e vedeva chiaramente ogni cosa.
+ Dal Vangelo secondo Marco 8,22-26

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo. Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù compie un miracolo, ma è l'unica volta che lo compie per gradi. Ci possiamo chiedere il perché. La risposta sta nel fatto che Gesù non volle risanare il cieco tutto ad un tratto, sia per dimostrare che egli dispone a piacere dei propri doni, sia perché la sua potenza andò agendo nella misura in cui la fede del cieco crebbe, sino a diventare perfetta. Lo stesso sistema non di
rado viene usato da Dio a proposito della guarigione di malati dello spirito: egli procede un po' alla volta, alimentando nel contempo la fede dell'infermo, concedendo una pienezza di salute, quando ci saremo abbandonati completamente a lui, considerandolo nostro unico salvatore. Tutto ciò non può prescindere dalla nostra fede e non esclude la nostra personale collaborazione. Anzi, il Signore attende la nostra domanda: «Che cosa vuoi che io faccia per te? - Signore che io veda». Ecco la preghiera per la giornata di oggi: «Signore fa' che io "veda"». (Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Mer Feb 20, 2019 11:49 am

Marco pone la guarigione del cieco dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci seguita dall’incomprensione dei discepoli che ricadono nel loro “cuore indurito” per mancanza di fede. A Betsàida dove Gesù è arrivato con i suoi discepoli gli viene condotto un cieco pregandolo di toccarlo. Gesù però non compie il suo miracolo in mezzo alla folla ma prende per mano il cieco e si reca in un luogo appartato, fuori dal villaggio, lontano da sguardi indiscreti. Le grandi opere di Dio avvengono sempre lontano dai riflettori, hanno bisogno di discrezione ma soprattutto di silenzio. E’ nel contatto personale con la potenza di Gesù che il povero cieco riacquista la vista. E’ interessante notare come quest’uomo non riacquista subito il dono della vista ma per vedere in maniera nitida è necessario che il Signore gli imponga due volte le mani. Vedo in questa guarigione che avviene lentamente, con la pazienza di Gesù che non ha fretta di guarire immediatamente il cieco, il cammino della conversione cristiana ed il richiamo ad un’altra guarigione: quella del cuore. Anche noi infatti come il cieco abbiamo bisogno di essere presi per mano da Gesù, condotti in un luogo appartato affinchè egli ci possa aprire gli occhi: quelli del cuore. L’insegnamento di tutto il Vangelo è evidente: la fede è un essere “toccato da Gesù” che non lo fa però in modo magico. Coinvolge piuttosto tutto il nostro essere usando quella pazienza di cui solo Dio è capace. ( Dal sito NON DI SOLO PANE)
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Messaggio  annaxel il Ven Feb 22, 2019 11:29 am

Il Vangelo di oggi: Mc (8,27-33)
Tu sei il Cristo!


guardare dentro di seIn quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro seve- ramente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

OMELIA

Dice il povero Pietro: “ Non è da poco che stiamo con Gesù, da quando ci ha chiamati dalla riva del lago: abbiamo girato tutta la Galilea e siamo stati anche fuori confine. L’ho sentito parlare ho visto i segni che compie, ultimo quello di abetsaida, quando ha guarito il cieco: così, quando ci ha chiesto cosa pensassimo di lui, non ho avuto dubbi: Sei il Cristo, il Messia che tutti attendiamo! Gli ho detto convinto. Ed ero così fiero della mia affermazione che quando ci ha detto quello che gli sarebbe successo a Gerusalemme, mi sono sentito in dovere di intervenire, quasi fossi suo fratello maggio- re… Avete sentito come ha reagito: dichiarando che quello che pensavo e dicevo era diabolico. Insomma, brancolo nelle tenebre: dovrò lasciarmi guidare anch’io come il cieco dell’altro giorno, prima di vederci chiaro!” Anche noi da tanto tempo stiamo con Gesù, la sua parola ci ha circondato come una siepe cinge un campo coltivato, ci ha preso per mano e ci ha accompagnato nel cammino della nostra vita, più di Pietro lo abbiamo sentito nelle nostre liturgie fin da quando eravamo bambini. Eppure anche noi “andiamo a tentoni” siamo avvolti da una sorta di cecità quando la sua parola ci chiede di seguirlo verso le tante“Gerusalemme “ dove gli uomini soffrono sul Golgota dei nostri egoismi.
Si Pietro, hai ragione anche noi dobbiamo lasciarci guarire come il cieco del Vangelo prima di vederci chiaro nella verità di un Dio che si è fatto uomo. ( dal sito NON DI SOLO PANE)
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Messaggio  annaxel il Ven Feb 22, 2019 12:44 pm

VANGELO
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 16,13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Parola del Signore.

OMELIA
La liturgia odierna proclama la funzione dell'apostolo Pietro: roccia sulla quale Gesù ha edificato e costruisce sempre la Chiesa. "Sei Pietro (pietra, roccia); su questa roccia costruirò la mia Chiesa, e la potenza della morte non avrà il sopravvento su di essa". Pietro, attraverso i suoi successori, prosegue quella missione affidatagli fin dal suo primo incontro con Gesù. Anche se situata in tempo di Quaresima, la festa di oggi costituisce un invito ad esaminare il nostro modo di essere anche noi Chiesa, per rivedere il nostro rapporto con Cristo costruttore della comunità, la nostra fedeltà ai Pastori e la nostra collaborazione alla vita ecclesiale. L'affermazione profetica del Signore è espressa al futuro: "costruirò". La storia della Chiesa dimostra l'esistenza di tante circostanze nelle quali quella profezia è stata tradita da battezzati che hanno negletto l'obbligo di essere costruttori della Chiesa, corpo mistico del Signore. Ma l'assistenza dello Spirito Santo ha consolidato la fede e ha assicurato la continuità del valore infallibile del magistero di Pietro. "Ho pregato per te, che non venga meno la tua fede, e tu, quando ti sarai ravveduto, conferma i tuoi fratelli" (antifona d'inizio). Pietro ricorda che i pastori devono essere modelli del gregge. Ma l'unione con lo stesso apostolo, che possiede "le chiavi del regno dei cieli", è certezza di un cammino sicuro nella ricerca di Dio. La fedeltà nei confronti della Chiesa implica la fedeltà nei
riguardi dei pastori. La festa di oggi ci sia particolarmente di sprone per la preghiera per il Papa Benedetto e per il suo successore in questa situazione in cui la Chiesa s'è trovata. (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty SABATO della VI SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Sab Feb 23, 2019 10:19 am

VANGELO
Fu trasfigurato davanti a loro.
+ Dal Vangelo secondo Marco 9,2-13

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti. E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell'uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Io però vi dico che Elia è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».
Parola del Signore.

OMELIA
Nella trasfigurazione appare per un breve tempo la gloria del Signore, una gloria già esistente, ma celata, nella sua fragile carne. Dio Padre chiama Gesù teneramente: "Mio figlio prediletto" che deve essere ascoltato in ogni sua parola da noi, suoi discepoli. Quella temporanea trasfigurazione dovrà sorreggere la fede dei discepoli e convincerli che si possono affidare interamente alle sue mani, dal momento che in quell'uomo dall'apparenza normale, abita la pienezza della divinità. Egli va ascoltato anche se ci parlerà di un cammino difficile o anche della croce. La sofferenza accettata per amore divino diviene salvifica, grazie al sacrificio del Cristo. L'ascolto non risulta facile per noi se poniamo il nostro io al primo posto, se presumiamo di noi stessi, se ci lasciamo affascinare dal chiasso del mondo, se non siamo capaci di trovare tempo e silenzio da donare a Dio per poterlo ascoltare. Dio ci liberi dalle distrazioni e dalle superficialità della nostra vita di oggi. (Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Sab Feb 23, 2019 10:35 am

L'episodio della trasfigurazione diviene una conferma divina dell'identità di Gesù, un anticipo della risurrezione di Gesù, Figlio diletto,e, allo stesso tempo, un invito incalzante a seguirlo. Le domande dei discepoli su Elia, sono un richiamo al destino subito dal Battista ma anche un ritorno al tema principale, nonostante la trasfigurazione, il cammino verso Gerusalemme e la croce continuano...
E' chiaro, per entrare nel regno della luce è necessario ascoltare e mettere in pratica la parola di Gesù.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty DOMENICA della VII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Dom Feb 24, 2019 8:51 am

VANGELO
Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano
+ Dal Vangelo secondo Luca Lc 6, 27-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dá a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Parola del Signore.

OMELIA

Che audacia quella di Gesù! Ma conosce il mondo in cui viviamo? Chi non si difende viene ben presto schiacciato. E, inoltre, molto presto non lo si terrà più in considerazione. Sono i forti, quelli che sanno lottare, che vengono rispettati. "Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano". È posta qui la questione della potenza dell'amore. È l'odio più forte dell'amore? Sì, eccetto che nel mondo dei figli dell'Altissimo, poiché essi hanno in se stessi l'amore di Dio per poterne vivere e per poterne essere testimoni; è un dono che ci è stato fatto, che ci viene da Dio, ed è la presenza stessa dell'amore di Dio nel cuore dell'uomo, amore che dobbiamo lasciare crescere. Amare con il cuore di Dio: ecco quanto possono realizzare coloro che, tramite il battesimo, sono figli dell'Altissimo. Dio ama ogni uomo, Gesù ha amato anche coloro che lo condussero a morte. Tramite il battesimo, all'uomo "giustificato" viene dato l'amore stesso di Dio in tutta la sua potenza, la sua forza, la sua bontà. Ciò che Cristo domanda a noi, figli dell'Altissimo, non è al di sopra delle nostre forze: lasciare che il suo amore traspaia nella nostra vita. Allora il nostro mondo sarà il mondo dell'amore.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty LUNEDI' della VII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Lun Feb 25, 2019 9:05 am

VANGELO
Credo, Signore: aiuta la mia incredulità.
+ Dal Vangelo secondo Marco 9,14-29

In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
Parola del Signore.

OMELIA
"Tutta è possibile per chi crede": i discepoli non riescono a fare il miracolo perché la loro fede è fiacca è incerta, e perché mancano di preghiera, che è il segno della fede, ovvero della comunione con la forza divina. Nella fede è Dio stesso che infallibilmente agisce. La mancanza di fede è impotenza ed è l'unica cosa che va contro Gesù. D'altra parte, è sempre difficile avere fede forte; per questo è bene chiedere l'aiuto di Dio, come fa il padre del ragazzo indemoniato: "credo: aiutami nella mia incredulità". I discepoli di Cristo devono affidarsi sempre più alla Sua forza che sola libera da ogni male. La liturgia della Parola di Dio ci porta a paragonare il nostro mondo a questo ragazzo posseduto dallo spirito maligno. La vera risposta della guarigione scaturisca solo dalle parole del nostro Signore Gesù Cristo. E' lui che è l'Autore della creazione e della redenzione. Cristo con la sua parola cura, sana l'umanità incredula e peccatrice. Egli è a tu per tu con la malattia del ragazzo, sta di fronte alla debolezza umana, all'incapacità, l'impotenza dell'uomo. La forza di Cristo è la parola ma anche la preghiera. Il mondo odierno ha bisogno di un grande aiuto, di un grande sostegno spirituale, perché è sempre più immerso nella violenza, nella guerra, nel fuoco. Il Signore ci ha detto che siamo il sale della terra e la luce del mondo, dobbiamo dunque strapparlo dalla follia, dalle convulsioni. Come? Ci sentiamo così incapaci, così impotenti... Ma Gesù ci ha indicato i mezzi: la fede e la preghiera. Bisogna credere veramente, allora si può fare qualcosa anche nelle circostanze più difficili. E con la fede si può pregare in modo efficace. E' importante sottolineare anche la forza di trasformazione del padre. Nel brano di oggi, in contrapposizione agli scribi di Israele, che appaiono aggrappati alle loro sicurezze religiose e sociali, incontriamo questo padre che impara ad amare - credere ascoltando Gesù e mettendo la sua forza più profonda: fede e dedizione al servizio del figlio disabile. E' grande la fede di questo padre giudeo, che spezza il cerchio delle autorità normative del suo popolo e si prostra ai piedi di Gesù ottenendo così la guarigione del figlio. (Padri Silvestrini)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty MARTEDI' della VII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Mar Feb 26, 2019 9:06 am



VANGELO
Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
+ Dal Vangelo secondo Marco 9,30-37

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.

OMELIA
Spesso il vangelo ci riserva dei violenti contrasti. L'evangelista Marco li predilige e li sottolinea perché giustamente li ritiene particolarmente efficaci per la sua comunità fatta di gente proveniente dal paganesimo. Oggi ascoltiamo prima Gesù che per la seconda volta preannuncia la sua passione e morte e subito dopo la discussione degli apostoli su chi di loro fosse il più grande. Da parte del Figlio di Dio c'è la via dolorosa della estrema umiliazione dettata dall'amore che vuole redimerci pagando con il dono della vita, da parte degli Apostoli la ricerca di onori e di fatui primati. Gesù, il primo in assoluto, afferma: “Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti”. Egli infatti siederà prima sul trono della croce, umiliato, deriso e sfidato. Verrà calato in un sepolcro e dopo il terzo giorno apparirà glorioso e trionfante. Ora, il Primo e l'Ultimo, l'Alfa e l'Omega, siede alla destra del Padre nella pienezza della gloria. Entriamo così nel mistero e nello scandalo della croce. Entriamo nella verità ultima del vivere e del morire. Scopriamo, proprio dove si cela l'ingiustizia, l'odio, la morte i misteriosi percorsi del vero primato, che si esprime solo ed esclusivamente con la forza dell'amore. Essa sgorga da Dio stesso ed è già in se adorna di perfezione. Quanta miseria e quanta presunzione da parte dell'uomo: dopo quel primo peccato, quanti altri errori si sono accumulati. Quante schiavitù abbiamo sperimentato mentre cercavamo le nostre glorie e volevamo affermare i nostri primati!
(Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Mar Feb 26, 2019 9:26 am

In questo brano di Marco, viene riportato il secondo annunzio della passione, ma come altri episodi anch'esso è segnato dall'incompressione dei discepoli, accresciuta dall'episodio relativo alla discussione nata proprio su chi tra loro sia il <primo>. E' l'occasione di Gesù per una nuova catechesi rivolta ai discepoli:la logica del servizio, illustrata con l'esempio del bambino, che nel mondo antico è considerato del tutto privo di diritti, è contrapposta alla logica del primato, inseguita dai Dodici. La virtù dell'umiltà, quando è vera, non solo ci preserva di ambire i primi posti, ma ci spinge a servire gli altri, senza fare distinzioni di cultura.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty GIOVEDI' della VII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Gio Feb 28, 2019 2:02 pm

VANGELO  
È meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geenna.
+ Dal Vangelo secondo Marco 9,41-50

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».
Parola del Signore.

OMELIA
C'è una triste realtà nella vita di noi esseri umani: non solo siamo capaci di fare il male contro Dio e contro noi stessi, ma spesso, con accresciuta malvagità, coinvolgiamo gli altri nel nostro male, induciamo altri ad essere complici del nostro peccato. Ai nostri giorni assistiamo sgomenti a forme molto subdole di adescamento, che non risparmiano neanche i più piccoli e indifesi. Il Pontefice si è sentito personalmente confuso ed umiliato per gli scandali perpetrati anche da alcuni sacerdoti. Il Signore condanna severamente gli scandali e dice: «Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare». Poi passando al male che ognuno di noi può compiere con se stesso, usando gli organi del proprio corpo, afferma: «Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue». Vengono citati mani, occhio, piedi a mo' d'esempio, ma tutto il nostro corpo deve essere sempre considerato come tempio sacro dello Spirito in cui inibita la divinità. San Paolo esortava così i primi cristiani: «Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale». Troviamo in queste sacrosante verità ulteriori motivi per convincerci della sacralità del nostro corpo, fermo restando il primato indiscutibile della nostra anima, dotata di immortalità. Senza fare del facile e futile moralismo, sarebbe ora che
anche i mass-media facessero la dovuta pulizia, se non altro, per non svilire ciò che dono, vita, corpo, spirito. In buona misura dipende però anche da ciascuno di noi: pare sia vero che ad ogni popolo viene dato ciò che più desidera e risulta più facilmente appetibile. (Padri Silvestrini)
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Messaggio  annaxel il Gio Feb 28, 2019 2:20 pm

La catechesi di Gesù continua con una serie di insegnamenti relativi allo scandalo. Lo scandalo è l'ostacolo che ipedisce all'uomo di entrare in rapporto con Dio o che egli stesso pone, con il suo atteggiamento errato sulla via dei fratelli più deboli. Mediante immagini paradossali, si comprende tutta la gravità delle parole di Gesù che invita a eliminare tutto ciò che è di ostacolo per entrare nel Regno. Solo la pace deve caratterizzare la comunità dei discepoli affichè gli scandali non siano motivo di allonanarci dalla via che ci condurrà al Regno.
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty VENERDI' della VII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Ven Mar 01, 2019 10:19 am



VANGELO
L'uomo non divida ciò che Dio ha congiunto.
+ Dal Vangelo secondo Marco 10,1-12

In quel tempo, Gesù, partito da Cafarnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù, Verbo di Dio fatto carne, non ci insegna forse che egli è nel Padre e il Padre è in lui, e che pregherà il Padre di inviarci lo Spirito di verità? Non ha forse pregato nel Getsemani perché noi fossimo una cosa sola, come lui e il Padre sono una cosa sola? Gesù ci ricorda l'originaria analogia voluta da Dio: Dio che è comunione (uno e trino) crea l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo ha creato (uno benché due... ed anche tre poiché il Signore è la loro comunione). La dottrina di Gesù riguardante il matrimonio è quella delle origini: non c'è matrimonio senza comunione, comunione dei corpi, comunione degli spiriti e dei cuori; ma corpo più spirito più cuore è in ebraico
"Bachar", che significa carne. Quando si dice che il Verbo si è fatto carne, non significa soltanto che il Verbo si è rivestito del corpo di un uomo. No, significa anche che il Verbo ha assunto tutta la condizione del "Bachar", corpo, spirito e cuore. Ma tale "Bachar" non può vivere se non grazie allo spirito di Dio. Se se ne separa, come Adamo ed Eva, sceglie la morte. Comunione della carne, certo, ma essa è possibile solo dove sia presente lo Spirito di Dio. In questo senso Gesù dice: "È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla" (Gv 6,63). L'adulterio consiste nel ripudiare lo spirito per la carne. Ecco perché san Paolo scriverà ai cristiani di Corinto: "Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito" (1Cor 6,15-17). Ecco posti i principi. Per viverli abbiamo bisogno dello Spirito di Dio. Gesù allora ci dice: "Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono" (Lc 11,13). Chiedete allora lo Spirito al Padre prima della scelta dello sposo o della sposa, durante la decisione e dopo lo scambio delle promesse. In questo modo Cristo si farà carne in voi per sempre, in una comunione, ad immagine di Dio uno e trino
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Messaggio  annaxel il Ven Mar 01, 2019 10:46 am

Gesù continua la sua catechesi, questa volta relativa al matrimonio; l'invito a un amore fedele e indissolubile, secondo il progetto originario di Dio. Il matrimonio, fra un uomo e una donna, è mezzo di santificazione, solo se è benedetto da Dio, fedele e aperto alla vita. Il discepolo che vuole seguire Gesù lo potrà fare anche attraverso la via del matrimonio.<Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto>. 
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty SABATO della VII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Sab Mar 02, 2019 9:32 am

VANGELO
Chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà
in esso.
+ Dal Vangelo secondo Marco 10,13-16

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i
discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore.

OMELIA
Il toccare di Gesù. Le mani di Gesù, mani che fanno del fango con la saliva e con la terra per guarire i ciechi. Mani che risuscitano i morti: "Talità kum!" (Mc 5,41). Mani che scrivono sulla sabbia l'innocenza della donna sorpresa in flagrante adulterio! Mani che fanno scorrere il libro del profeta Isaia per leggervi l'investitura messianica. Mani che benedicono e moltiplicano i pani e i pesci. Mani che prendono la frusta per scacciare i mercanti dal tempio. Mani che raccolgono il grano nel giorno di sabato. Mani che accarezzano le teste dei bambini. Mani che prendono il pane e il vino nell'ultima Cena. Mani che accolgono i chiodi nella crocifissione. Sono sempre le stesse mani? Le madri indovinano che queste mani possono portare gioia e bene ai loro figli. Non sanno che Cristo è il Figlio del Dio vivente, ma lo ritengono un profeta. Così, come le sante donne dell'Antico Testamento, Sara, Rebecca, Lia e Rachele, queste donne presentano i loro bambini al Profeta, che porta la benedizione dei padri Abramo, Isacco e Giacobbe, perché egli la trasmetta ai loro bambini.
I discepoli sgridano i bambini e le madri. Non sono ancora pronti per la nuova via aperta loro da Cristo: ridiventare bambini per accogliere il regno di Dio. Nessuno è escluso dal regno di Dio, e in particolare non ne sono esclusi i bambini, poiché il regno appartiene a loro e a quelli che assomigliano a loro. Fare come i bambini: andare da Gesù perché ci tocchi e ci dia dei baci e la sua benedizione e perché riconosca in noi un cuore di bambini. Allora il regno ci apparterrà. Poiché Cristo ci dà il regno nonostante tutto ciò che ci impedisce di andare a lui: orgoglio, amore del denaro, amore dei sensi. Regno di Dio, tu sei nel nostro cuore: Dio ci renda simili ai bambini perché ti possiamo percepire.

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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty DOMENICA VIII del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Lun Mar 04, 2019 8:25 am

Il Vangelo di oggi: Lc 6,39-45
”La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda”


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

OMELIA

Siamo dei maestri quando si tratta di correggere gli altri; siamo dei giudici inflessibili quando sono in causa i difetti del prossimo. Gesù ci ammonisce di preoccuparci prima della nostra perfezione.
Non è certamente di legno la trave che c’è nel nostro occhio di cui parla Gesù; è di un materiale impalpabile, ma non per questo meno efficace nel distorgere la vista. Anzitutto è fatta di autocompiacimento, che rende indulgenti verso di sé e intolleranti verso gli altri, per cui si minimizzano i propri difetti e si ingrandiscono quelli altrui. Poi l’altro costituente è l’ipocrisia, desiderio di correggere il fratello senza prima farlo con se stessi: sarebbe tempo sprecato dal momento che si presume di non avere difetti….. Purtroppo per noi, Gesù ha portato il collirio che neutralizza gli effetti nocivi delle nostre travi: è la sua Parola che invita la conversione, è il dono dello spirito che fa riconoscere le mancanze e dà la forza di corregerle con carità, in sé e negli altri. (Dal sito NON DI SOLO PANE)
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VANGELO di GESU' anno C - Pagina 4 Empty LUNEDI' della VIII SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno C

Messaggio  annaxel il Lun Mar 04, 2019 8:28 am

VANGELO
Vendi quello che hai e vieni! Seguimi!
+ Dal Vangelo secondo Marco 10,17-27
[

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Parola del Signore.

OMELIA

"Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!", dice Gesù al giovane ricco che gli chiede la via da seguire per giungere alla vita eterna. È in grado di seguire Cristo solo l'uomo che ha capito che soltanto Dio è grande e che tutto il resto è piccolo ed effimero. Ma comprendere ciò è già una grazia e non dipende da noi. Gesù chiama tutti noi, chiama ogni uomo a seguirlo, si rivolge a tutti i credenti della terra, così come ci insegna la Chiesa. Ma non tutti sono chiamati a seguire Gesù allo stesso modo: non tutti devono rinunciare ad ogni loro bene, non tutti devono subire il martirio. Gesù dice al giovane che vorrebbe seguirlo: "Tu conosci i comandamenti". E, quando questi gli risponde di averli osservati fin dalla sua giovinezza, Gesù, "fissatolo, lo ama" e gli dice: "Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri... poi vieni e seguimi". Gesù lo fissa. Lo sguardo divino, pieno di grazia, si posa su colui che egli chiama. È interessante rileggere l'incontro di Pietro e di Gesù, così come è narrato nel Vangelo secondo Giovanni. "Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: ‘‘Tu sei Simone, il figlio di Giovanni...''" (Gv 1,42). Dio chiama gli eletti per nome, li conosce per mezzo del suo sguardo amoroso che tutto sa. Conosce gli uomini e gli uomini lo riconoscono. Gesù sa chi ha scelto e chiamato. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in occasione del suo pellegrinaggio a Monaco, rivolgendosi ai giovani, ha esclamato: "Siate aperti all'ascolto della voce di Cristo in voi. La vostra vita terrena è un'avventura e un rischio a senso unico: essa può diventare benedizione o maledizione".

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