Riflessioni sulla liturgia della 29^ Domenica del T.O.

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Messaggio  cassarà palma il Sab Ott 24, 2009 4:04 pm

25 ottobre 2009
XXX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)
Ger 31,7-9 / Sal 125 / Eb 5,1-6 / Mc 10,46-52

Accecato dal buio, non smetto di gridare!

Eravamo in parecchi, chierici al Sacro Convento in Assisi, tanto
tempo fa! S'era giovani. Tanti ideali e molto zelo! Ogni
settimana: prove di canto! Anche se prese molto alla leggera. Gli
stonati non mancavano di certo, ed anche i presuntuosi! Un
confratello napoletano a me caro, p. Giovanni Raia, che saluto di
cuore dovunque ora egli si trovi, e che di musica s'intendeva,
c'insegnava a cantare modulando la voce. Tentativi! A lui debbo
la passione per i quartetti d'Opera. Tra i canti imparati, uno in
particolare mi piaceva ascoltare e con le lacrime agli occhi
meditare, ancora oggi! E che ben s'addice al Vangelo di questa
domenica: Tendo la mano mendicante di …

A tentoni mi muovo tutto il giorno
la notte veglio e non ho pace.
Le mie mani s'agitano nell'aria
per scansare pericoli e ripararmi il volto.

Sui bordi della strada mendico
emarginato grido senza mai stancarmi
ma chi m'ascolta, se ognuno
ha da pensare al suo gravame e t'ignora?!

Ti cerco Signore per ottenere luce,
e finalmente riuscire un po' a vedere,
dopo tanta angoscia per non comprendere.
Imploro un po' di fede e starti dietro!

Gesù è in cammino con i Dodici. Diretti a Gerusalemme, per la
festa! Sono in corso i preparativi per l'ingresso trionfale.
Leciti perciò sono il clamore, le fronde e l'urla di osanna!
Niente disgrazie, sofferenze e angustie, per carità, solo
tripudio. Uscendo da Gerico, ultima tappa del viaggio verso la
capitale, incontra il figlio di Timeo, cieco, che sul margine
della strada mendica, rassegnato, consegnato agli altri per
sopravvivere, e non solo. Così è per chi non vede, per chi non
ha e non possiede, per chi non sa cosa gli accade intorno. E
paralizzato, liberamente non si muove. Soltanto sentendo
comprende quello che succede.

Che strazio! Ricordo i bambini d'un ricovero in Assisi. Non
vedevano, non sentivano, non parlavano!
Si orientavano toccando i muri ai bordi della strada, per
scorrere la via! Era per loro il gioco!

E Bartimeo, ascoltando il vocio, incuriosito s'informa. E poi
comincia a supplicare aiuto. Ai margini della via non vuol più
rimanere! E dinnanzi a chi vuol far tacere la tragedia, perché
si proietta ed ha paura, o forse perché ostile al misero e
geloso, invoca con più forza, e con perseveranza grida e non
s'arrende! Figlio di Davide! Invoca chi s'aspettava: il Re
Messia! Un urlo che diventa già preghiera! Alla fine pure lui
ottiene. Gesù, che ha pietà, prima l'ascolta, si ferma e poi lo
chiama. Meno male! Il Cieco mendicante sente la voce del Maestro,
l'insegue, sobbalza, lasciando cadere il mantello delle sue
certezze, le mani abbassa, svelto corre, senza dignità, prima
d'esser bloccato dalla gente. Lo trova senza l'aiuto della folla,
che prima impediva E poi incoraggia acclamando: Coraggio, alzati
ti chiama! Senza paura manifesta il suo bisogno, non come
l'Emorroissa Rabbunì lo chiama, come Maria la Maddalena!
Coraggioso non teme. Guarito, condivide ora il percorso di chi
compatisce il misero che geme. Centrale dunque nella buona e
bella notizia di questa domenica, il tema della sequela o del
discepolato. Ed il cieco di Gerico, Bartimeo, il figlio di Timeo,
guarito, illuminato, ne diventa modello esemplare, sulla scia del
compaesano Zaccheo! Riacquista la vista, la luce, per la sua
fede, che lo incoraggia a seguire Gesù sulla via della Croce! E
dopo di lui, comprenderanno finalmente anche Pietro, Giacomo
Giovanni, che ancora al momento non intendono. Ciechi, immobili
perché abbagliati dalle manie di grandezza, come quel Tale
ricco, che mesto ora rimpiange! La fede cercata tra i suoi, viene
trovata dal Maestro tra i pagani! Il tempo matura, s'avvicina
l'evento, giungendo l'Ora, il momento. E dopo gli Osanna, s'avvia
il compimento!

PREGHIERA

Quanto buio nella mia vita! Chi mai potrà darmi un po' di luce
per poter vedere, se non tu Signore, e farmi balzare ravvivando
energie ed entusiasmi?! E più non mendicare affetto e
comprensione! E finalmente gettare il mantello con cui copro
tristezze e solitudini! Se non mi avessi chiamato?! Se la tua
voce non avessi ascoltato?! È la mia condizione umana che m'ha
permesso d'incontrarti. Abbi pietà Signore, di me cieco e
paralizzato dinanzi agli eventi tristi della vita. Comprendi la
mia angoscia per quanto fuori e dentro di me muore. Manifestami
compassione. Rinnovami fiducia, per poter condividere con te il
cammino, ancora. Grazie Gesù, perché di me ti interessi. E non
ti dai pace, prendendoti cura. E provvedi! Aiutami a credere che
sono tante le pagine da leggere. Concedimi luce per
interpretarle! Aiutami a credere che sono ancora tante le pagine
da scrivere! Regalami energie nuove per gridarti il mio bisogno,
e poi seguirti. Bartimeo, tu che ci vedevi eccome, al contrario
di tutti quanti gli altri, riconoscendo in Gesù: il Cristo,
sapendo a priori quello che per te poteva fare, tu che non ti sei
arreso dinanzi all'ostilità della gente, lasciando andare quel
poco che ancora ti rimaneva: il mantello, prega per me!

padre Mimmo Castiglione
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Messaggio  cassarà palma il Sab Ott 17, 2009 2:46 pm

18 ottobre 2009
XXIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)
Is 53,10-11 / Sal 32 / Eb 4,14-16 / Mc 10,35-45

Organigramma di regno e scatti di carriera!

S'avvia al compimento la tragedia! E sfuggono gli eventi.
Ed intanto si continua a non comprendere. Arrivismo! Prestigio.
Ma il Messia, non viene certo ad esercitare potere, o toglierlo.
Lui serve!
Umiliazione! Bisogna pagare! È necessario riscattare
a chi detiene il dominio con la morte. Al principe che opprime.
E non con la potenza! Piuttosto con il servizio e nella
debolezza
egli libera gli schiavi. Ma che contrasto! Gesù parla di
morte!
E intanto chi ha in mente d'avanzare, al suo destino dovrà
partecipare!

Diretti verso la capitale: Via della Croce!
Il Maestro deciso, avanti.
Precede, come sarà alla risurrezione.
Ed i discepoli paurosi dietro!

Dopo che Gesù predice per la terza volta la sua passione,
due fratelli sognatori, irascibili e focosi, chiedono di:
volere!

Volere che cosa?! La promozione! Fare carriera! Il primato!
Orgoglio!
Essere primo ministro alla destra, e ministro del tesoro alla
sinistra!
Non è gradito agli altri dieci!
Ed i Due son disposti ad aspettare! Quando avverrà il momento!
Che furbi! Prima impongono la promessa d'essere esauditi,
per poi chiarire i contenuti della richiesta. Che
intraprendenza!
Scavalcando gli altri. E che disinvoltura,
anche dopo nella risposta, quando Gesù domanderà loro
se son disposti ad associarsi alla sua sorte, condividendo il
suo destino,
bevendo allo stesso calice del vino, e della nuova alleanza nel
sangue,
immergendosi nello stesso mare: travolti dall'acque di morte,
come per il Signore è la Croce!
Che poi per noi trasforma in acque per la vita:
dal suo costato trafitto, un fiume d'amore: lo Spirito Santo.
E battezzati ci rigeneriamo!

Mi ascolto.Mi vien da pensare:
che cosa non si sacrifica per la carriera?!
Affetti, coerenza, dignità ed onore. E quanti rimpianti dopo!
Quanto spreco d'energie e di tempo,
e quante umiliazioni per raggiungere lo scopo.
E poi per che cosa? Per richiamare a sé attenzione ed ottenere
gratificazione,
per il grande bisogno di stima e di considerazione!

I due figli del tuono Giacomo e Giovanni,
esprimono sinceramente il loro desiderio:
vogliono essere nominati primi ministri di governo in terra e in
cielo.
Considerano ancora il Maestro un messia politico dai tratti
trionfalistici.
Non hanno ancora compreso bene che Gesù è un messia
religioso.
Impressiona quel: vogliamo!
È come dire: Sia fatta la nostra volontà!
Delirio d'onnipotenza! Pretendono di essere i suoi più stretti
collaboratori.
Reclamano prestigio, si arrogano diritti di privilegio.
Richiedono successo, esigono potere! Megalomani!
Non sanno proprio quello che dicono,
come quelli che dopo, durante l'Ora, non sapranno quello che
fanno!

Le tentazioni di Gesù nel deserto, rifanno qui la loro
comparsa!
Trionfo, potere, successo! Fare carriera! Ed essere al primo
posto!

Alla domanda del Maestro: se possono bere al calice amaro
e battezzati nei flutti dell'iniquità,
incauti riconfermano: Possiamo!
E sarà proprio l'incoscienza a salvarli.
Lo potranno sì, e noi con loro, in futuro e nel mistero.
Dopo esser stati battezzati a Pentecoste, partecipando al
sacramento!

E gli altri dieci hanno le stesse ambizioni?
Si sdegnano irritati perché son più onesti e puri,
o perché rammaricati, sono arrivati tardi a domandare?
Pensavano pure loro alla promozione e relativi scatti di
carriera?

Pare proprio di sì! Così è la condizione umana!
Orgoglio, auto-affermazione e vanagloria!

E Gesù ancora una volta si china curvo,
come farà alla lavanda dei piedi,
e come sempre educa, forma e convince i discepoli,
che non comprendono più gli eventi,
facendo intender loro (ed a tutti quanti!)
che si è grandi e primi quando si serve. Per esser
consistenti!
Sul suo esempio, umile schiavo: il Servo, dando la vita,
redimendo.

A destra ed a sinistra son preparati i seggi nel regno,
per quanti fanno la carità agli altri nel Figlio, benedetti!
Disponibilità dunque, e benevolenza, servendo quanti chiedono
assistenza,
condividendo la sorte di quanti sono nel bisogno.
E dal modo con cui si serve si diventa autorevoli,
che non è affatto dominio o abuso di potere!
Chi lo è veramente, non fa pesare agli altri il suo carico di
croce!

PREGHIERA

Benedetto Gesù,
perché non ti stanchi mai di educarmi ad esser generoso e
disponibile.
Indicami sempre la strada da percorrere.
Convinci sempre di più il mio cuore che per seguirti devo
servire,
gratuitamente e senza aspettative.

Pietà per tutte quelle volte che tradendo il mio senso, non ho
servito.
Pietà Maestro, per tutte quelle volte che ho desiderato e
preteso farmi servire.
Pietà Signore, per tutte le volte che mi sono servito degli
altri per avanzare.

Pietà Signore Gesù,
per tutte le volte che per la paura d'esser abbandonato,
mi sono lasciato sfruttare ed usare,
ritrovandomi poi peggio di prima! Sempre più solo!

padre Mimmo Castiglione

www.qumram2.net/parolenuove/
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Messaggio  silvia il Sab Ott 17, 2009 12:03 am

Dal sito di P.Claudio Traverso, Cantalleluia.net

Riflessioni sulla liturgia della
29° Domenica del T.O. B


Cristo dimostra il suo amore per noi donando se stesso.
La prima lettura riporta alcuni brani del quarto Canto del Servo. Le persecuzioni che egli sopporta sono intercessione ed espiazione per gli uomini. La vittoria finale sarà sua: discendenza, vita e luce.
Le allusioni a Gesù sono evidenti.
Giacomo e Giovanni, dice il Vangelo, vogliono avere un posto importante nel regno di Cristo, gli altri discepoli sono invidiosi di questa richiesta. Ma per Gesù la grandezza non è dominio, ma si identifica con il servizio, sull’esempio di Gesù stesso, il grande sacerdote di Dio (lettera agli Ebrei) venuto a servire fino al dono della vita per noi.
Gesù attacca il male, il peccato, alla radice, facendosi obbediente sino alla morte. “Per le sue piaghe siamo stati guariti” (Is 53,5).
Dio ha tanto amato gli uomini fino a mandare il suo Figlio nel mondo per riconciliarci con sé (2 Cor 5,19).
Gesù il primogenito di molti fratelli, santo, innocente e senza macchia, ha preso su di sé la morte. Così ha riparato agli occhi di Dio le offese e ha meritato che la grazia divina fosse di nuovo data all’umanità, restituendo una forte e invincibile speranza di salvezza.
Lui da solo ci ha salvati: noi riceviamo i frutti.
Ricordare ciò che Cristo ha fatto per tutti noi è affermare con forza che Cristo salva con il contributo del nostro personale sacrificio.
silvia
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