Domenica di Pasqua

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Domenica di Pasqua

Messaggio  Andrea il Dom Apr 04, 2010 6:41 am

DOMENICA Dl PASQUA (Veglia pasquale)

Omelia II. Abbiamo ascoltato tanta Parola di Dio, che ogni parola umana appare assolutamente scialba in confronto ad essa. Sintetizziamo le letture per vedere il piano di salvezza di Dio.

1. Dio è il creatore dell’universo e delle creature che lo popolano: piante, animali e uomini; nella veglia pasquale, Dio si rivela anche salvatore. Egli si mostra onnipotente perché riporta la vittoria sulle tenebre con la creazione della luce e perché domina le acque dell’abisso. Luce e acqua hanno grande importanza nella salvezza dell’uomo. Al vertice della creazione Dio mette l’uomo, creato a sua immagine e somiglianza. Non c’è posto quindi per gli dei e perciò solo l’unico vero Dio va onorato per mezzo del sabato. Purtroppo il peccato di Adamo ed Eva rovina il piano di Dio. Ma Dio non abbandona l’uomo e promette il Salvatore; per realizzare il suo piano di salvezza Dio guida gli avvenimenti della storia, che diventa storia della salvezza.

2. Dio sceglie Abramo. Di lui vediamo l’obbedienza eroica nella disponibilità a sacrificare il figlio Isacco su richiesta di Dio; e Dio gli promette una discendenza numerosa ad Abramo. Il dramma di Abramo ci fa pensare alla sofferenza e all’amore di Dio Padre, che sacrifica nella realtà il Figlio Gesù per la nostra salvezza e lo risuscita dopo morte per la nostra giustificazione, per renderci giusti, e così è Gesù che veramente merita la discendenza numerosa.

3. Per amore di Abramo Dio salva i suoi discendenti, che sono diventati schiavi in Egitto a causa della cattiveria dei faraoni, ma anche dei loro peccati. Gli Ebrei capiscono che già sono totalmente di Dio per la creazione e ora lo diventano ancora di più perché li ha redenti sotto la guida di Mosè; grazie all’alleanza Dio li proteggerà per sempre. Il passaggio attraverso il Mare dei Giunchi o Mar Rosso ci fa pensare al battesimo, che apre a ciascuno di noi la via della salvezza.

4. Dio benefica generosamente popolo ebreo come lo sposo con la sposa. Tante volte il Signore gli perdona le mancanze commesse contro l’alleanza, ma viene anche il momento in cui questa sposa infedele è castigata anche se per poco tempo e per amore. Dio nella sua misericordia promette alla sua sposa una nuova alleanza e di riportarla al suo antico splendore. Così qui il concetto di alleanza e perdono sono uniti perché è all’opera la misericordia di Dio. Cristo ci offre la nuova alleanza nel suo Sangue e la misericordia e perdono del Padre.

5. Gli Ebrei e noi dobbiamo lasciare il peccato, fidando nella misericordia di Dio e prendendo coscienza della nostra povertà. Gesù è la sorgente di ogni ricchezza che Dio mette a nostra disposizione: Attingeremo acqua con gioia alle sorgenti della salvezza (Is 12, 2-6).

6. Gli Ebrei diventarono sempre più poveri perché abbandonarono Dio, sorgente della sapienza. Ogni bene viene con la sapienza che concretamente consiste nell’osservanza della Legge di Dio; ogni male viene dalla mancanza di sapienza. In Gesù, Dio fatto uomo, noi troviamo la Sapienza Incarnata e la sorgente di ogni bene.

7. Il desiderio più vivo di ogni uomo è avere il perdono dei peccati commessi. Nella sua misericordia ed esclusivamente di propria iniziativa Dio ci rende puri e santi, purificandoci con l’acqua e dandoci lo Spirito Santo. Ciò viene promesso da Ezechiele e si realizza pienamente con la venuta e la passione e morte di Cristo.

8. S. Paolo ci dice come la salvezza operata da Cristo diventa nostra: siamo innestati in Cristo mediante la fede e il battesimo in modo da partecipare alla sua vita divina con l’inserimento nella vita trinitaria. S. Paolo esorta: Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.


VANGELO (Lc 24, 1-12)
Come ci ha ricordato S. Paolo, la vita nuova la dobbiamo alla morte e resurrezione di Gesù: è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione (Rm 4,25). Il Vangelo ci racconta la resurrezione del Signore con l’annuncio degli Angeli alle donne: Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno". Siamo nella gioia anche noi per questo. Le donne non furono credute, ma noi crediamo che Gesù è risuscitato. E che lo incontriamo vivo e vero nel sacramento della riconciliazione e nell’Eucaristia.

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