Marco, capitolo 6

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Rflessione: Mc. 6,45-52

Messaggio  annaxel il Dom Mag 25, 2008 3:34 pm

E' evidente, che Marco vuole farci capire l'aspetto divino di Gesù, così, Gesù che cammina sulle acque
è motivo per una nuova rivelazione della divinità di Gesù.
....vedendo i discepoli affaticati per l'ostilità del vento, va, loro in aiuto.
Camminando sulle acque, raggiunge la barca, ma i discepoli, spaventati credono Gesù un fantasma.
I loro occhi non vedono, perchè il loro cuore era chiuso alla Verità, come non avevano compreso l'episodio dei pani.
Marco, nel v.50 ci porta ancora a riflettere sulla identità divina di Gesù.
< v.50 Coraggio, sono io, non temete!>
<IO-SONO> è come si presenta, parlando di se stesso il Dio di Israele.
Infatti i testi dell'Antico Testamento come Es. 3,14; Is. 41, 4; 43,10-13,
ci fanno comprendere il senso della sua persona e della sua missione.
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Marco, capitolo 6, 45-56

Messaggio  Andrea il Lun Mag 19, 2008 5:50 am

Gesù cammina sulle acque del lago

L’evangelista Marco non dice nulla della reazione della folla di fronte al miracolo dei pani. Ma la partenza affrettata dei discepoli e la brusca partenza di Gesù dalla folla lasciano intravedere qualcosa nel retroscena. La gente interpreta il miracolo dei pani in chiave messianico-politica e vuol proclamare Gesù capo del movimento di liberazione.
Anche se è difficile stabilire la successione storica degli avvenimenti, è certo che nella descrizione di Marco, l’episodio di Gesù che cammina sulle acque del lago è un prolungamento del miracolo dei pani. Esaminando il dialogo centrale Gesù-discepoli appare l’incapacità dei discepoli di penetrare nel progetto di Gesù, che vuole rivelarsi a loro con la sua vera identità. Questo avviene anche nell’ episodio notturno, quando Gesù in corrispondenza circa delle 3 – 6 del mattino appare ai suoi discepoli camminando sul mare.Questo richiama l’immagine di Dio che cammina sui flutti del mare.Ai discepoli che gridano per la paura, Gesù si rivolge con le stessa parole con le quali Dio si manifasta nell’ Antico Testamento come colui che è vicino e pronto ad intervenire dicendo “coraggio sono io”. Il contrasto tra l’apparizione di Gesù e la paura dei discepoli ha analogia con la situa-zione della tempesta sul lago e le apparizioni pasquali. In questa esperienza Marco vede indicata la strada per l’ esperienza di fede.Non è possibile capire il vero signficato dei gesti e delle rivelazioni di Gesù fino a quando non si è compreso chi è Gesù. Non solo i compaesani ed i parenti ma anche i discepoli, testimoni più vicini di Gesù non compren-dono.

Guarigioni a Genèsaret

L’arrivo della barca a Genèsaret, piccola pianura a sud di Cafarnao; ciò che emerge un’altra volta nel racconto di Marco è la gente che accorre per fare guarire gli ammalati, guarigioni,che avvengono mediante il contatto fisico con le frangie della sua veste.

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Rflessione: Mc. 6, 30-44

Messaggio  annaxel il Sab Mag 17, 2008 2:51 pm

Nel vers. 30, che apre questo brano, si nota, che per la prima e unica volta, Marco chiama i Dodici con il nome di apostoli.....
è un cammino progressivo verso la conoscenza di Gesù per farci capire chi sono veramente i veri discepoli;
<V. 30 gli apostoli si riunirono attorno a Gesù> sono coloro che stanno con Lui.
La narrazione della moltiplicazione dei pani ricorda episodi dell'Antico Testamento, come il dono della manna (Es, 16 e Nm, 11),
il miracolo di Eliseo (2Re 4,42 -44), però Gesù si rivela superiore agli stessi profeti.
I discepoli pur essendo testimoni dei segni che Gesù compie, non comprendono chi è veramente, solo dopo la risurrezione, capiranno
questo episodio: è figura di quello che sarà il futuro <Pane Eucaristico>, cioè Gesù stesso.
Si noti il linguaggio che Gesù usa: prendere, benedire, spezzare, dare, è un linguaggio di carattere liturgico che viene ripetuto nella liturgia Eucaristica, parte seconda della Santa Messa.
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Marco capitolo 6, 30 - 44

Messaggio  Andrea il Mar Mag 13, 2008 4:50 am

Prima moltiplicazione del Pane

A questo punto inizia la grande sezione chiamata del pane, perché il termine qui è orcheestrato attorno al termine pane. Le notizie che seguono sono poco chiare nei particolari ed è difficile seguire il movimento del gruppo Gesù – discepoli – folla. Si può riassumere così, Gesù è circondato dalla folla, Marco dice, non avevano tempo di man-giare, poi Gesù e i discepoli in barca si portano in un luogo solitario, ma qui ritrovano la gente che è accorsa da ogni parte precedendoli. Una folla numerosa è raccolta in un luogo solitario, senza possibilità di procurarsi il cibo. Nel racconto che segue, i discepoli sono di nuovo associati al compito di Gesù: insegnare e nutrire il popolo.
È chiaro che per Marco il miracolo dei pani non è semplicemente un trucco da circo per far saltar fuori pani e pesci per cinquemila persone da una piccola provista privata.Per questo, fin dall inizio, cioè agli occhi dei testimoni, il gesto prodigioso di Gesù è apparso in chiave religiosa: è l’attuazione del banchetto messianico promesso per gli ultimi tempi; cosi esso rivela l’identità profonda di Gesù. Questa interpretazione si noterà in modo più accentuato quando l’ episodio, sarà inserito nella catechesi eucaristica. A questo livello il pane prodigioso, spezzato e distribuito nel deserto, diventerà segno anticipatore del banchetto eucaristico. Al centro di queste due interpretazioni domina quella del Cristo pastore, che prende cura amorosa del popolo.
Nella tradizione biblica, il pastore è il Signore, che guida il suo popolo nel deserto per riunire il suo popolo disperso e abandonato. Ora questo pastore, guida e leader salvifi-co, è Gesù che ammaestra il popolo e gli dà il pane nel deserto. Si tratta di pane gratuito, abbondante come quello dato un tempo da Dio per mezzo di Mosè al popolo in marcia. Gesù appare come un nuovo Mosè atteso per gli ultimi tempi. A Marco, e alla sua comunità la folla numerosa appare come l’antico popolo di Dio diviso in gruppi ordinati. Ma dopo l’ultimo banchetto con il quale Gesù interpreta la sua morte violenta, anche il pasto, in comune nel deserto con il popolo, assume un nuovo significato. Nel deserto Gesù alza gli occhi al cielo per la recita della benedizione e spezza il pane come si racconta nella ultima cena.

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Rflessione: Mc. 6,1-13

Messaggio  annaxel il Lun Mag 12, 2008 2:57 pm

Ancora una volta l'identità di Gesù è al centro di questo capitolo:< Chi è dunque costui?>.
Marco propone alla nostra meditazione una progressiva rivelazione che Gesù fa di se stesso.
Dopo il rifiuto di accettare Gesù come Messia da parte dei suoi concittadini, Marco, narra la missione dei Dodici.
Investiti dello stesso potere di Gesù, vengono inviati in missione nel suo nome.....
anticipando quello che sarà la missione della Chiesa dopo la risurrezione, e non a caso, Marco, in questo episodio
pone davanti la prospettiva del rifiuto (croce).
Come per Gesù, così sarà per il discepolo, che solo davanti alla croce avrà la rivelazione dell'identità di Gesù.
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Marco, capitolo 6

Messaggio  Andrea il Ven Mag 09, 2008 6:17 am

Marco 6, 14 - 29

La morte di Giovanni Battista

Tra la partenza ed il ritorno dei Dodici inviati in missione mentre la scena attorno a Gesù rimane vuota, Marco ne approffitta per fare una carellata su gli altri perdonaggi della vicenda: il Giudizio su Gesù da parte di Erode e della gente e la fine di Giovanni Batttista. Al centro dello scritto di Marco domina l’ interrogativo circa l’ identità di Gesù: chi è Gesù per i parenti, i compaesani, per l’ autorità pubblica e per la gente ? Un profeta, il Battista risuscitato ? Utilizzando alcune notizie conservate dalla tradizione circa la fine di Giovanni Battista, Marco riprende il parallelo Gesù – Battista per annunciare il destino che aspetta Gesù. Come Giovanni, anche Gesù va verso la fine violenta. Ma la morte non è la conclu-sione del suo destino. L’ evangelista Marco dà ampio spazio al racconto della morte di Giovanni, ricostruisce la passione del Battista, l’ arresto, l’ esecuzione e la sepoltura.Il ruolo principale in questo dramma, lo ha una donna: Erodiade, attuale moglie di Erode e moglie del fratellastro. Il motivo dell’ arresto di Giovanni è precisamente la denuncia fatta da Giovanni,di questo matrimonio illegale.Il Battista. uomo giusto e santo, messo a morte per la sua libertà di parola, fà pre-sentire l’ arresto e la condanna ingiusta di Gesù. La vicenda di Giovanni si conclude con la sua sepoltura, la sua resurezione non è altro che una diceria popolare: mentre la vicenda di Gesù non termina con la morte e sepoltura,ma continua nell’annuncio gioioso della sua risurrezione.


Ultima modifica di Andrea il Mar Mag 13, 2008 4:51 am, modificato 1 volta

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Marco, capitolo 6

Messaggio  Andrea il Dom Mag 04, 2008 5:51 am

Marco 6, 1- 13


Gesù a Nazaret.

Gesù torna a casa... torna dai suoi... Ed è quella fase della missione di Cristo dove troviamo constatiamo un contrasto espresso dai concittagini di Gesù. Dà una parte l' ammirazione per il modo che Gesù si esprime, mentre dall' altra l' incomprensione ed il rifiuto di accettarlo per quello che veramente è! Da qui le parole di Gesù: " Un profeta nono è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti ed in casa sua°...

La missione dei dodici deve preparare la missione di Gesù stesso: il loro compito si riduce a preparare con alcuni gesti la liberazione degli indemoniati, l’atteggiamento di conversione. Sono mandati due a due in equipe missionaria. Dove devono andare, che cosa devono fare e dire non viene precisato da Marco. L’istruzione si sofferma sui requisiti essenziali dell’ inviato: deve esserre un uomo libero e totalmente disponibile per il suo compito. Gesù ordinò loro di non prendere altro che un bastone: non pane, non bisaccia, non denaro nella cintura, non si tratta del normale missionario, di ciò che è permesso portare o comprare o vestire, sono tanto poco importanti le singole personificazioni che i Santi Vangeli sinottici riportano prescrizioni diverse e contraddittorie. Come Gesù l’ inviato deve mettere in conto lo scacco ed il rifiuto. In questo caso non è in discussione il buon nome della ditta, ma il destino di coloro che rifiutano il messaggio e la testimanianza. Il gesto dei Giudei che scuotevano la polvere dai sandali, quando rientravano in Palestina, dal territoro pagano, esprimeva molto bene la serietà della missione. Accettare o rifiutare l’ inviato è la condizione per stabilire o rompere la nuova solidarietà salvifica. Gli inviati partono annunciando la conversione come Gesù e attuando gli stessi gesti di liberazione, segno della vittoria di Dio sul male.


Ultima modifica di Andrea il Sab Lug 18, 2009 3:03 pm, modificato 2 volte

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Re: Marco, capitolo 6

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