Marco capitolo 7

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Marco 7,31-37 Guarigione di un sordomuto

Messaggio  annaxel il Mer Giu 25, 2008 4:00 pm

Alla base di tutti i miracoli c'è una sola realtà: la fede.
Gesù chiede la fede, fede che lbera dal cuore indurito, per consentire all'uomo di accostarsi alla salvezza.
Anche in questo caso, sono dei pagani che chiedono a Gesù di operare un miracolo sull'uomo sordomuto,
e Gesù <pregato> realizza quello che per fede chiedevano.
Marco sottolinea l'autenticità dell'episodio con una parola che Gesù pronuncia in aramaico (lingua di Gesù),
<Effetà>, cioè: <apriti>.
Il messaggio di Gesù è aperto a tutti gli uomini, in questo caso, sono i pagani, ma possiamo leggerlo al presente:
tutti gli uomini che pur ritenendosi cristiani non si aprano al suo messaggio, ritenendo la fede in Lui, cose da ragazzi,
ignari che la salvezza avverrà solo per mezzo di Gesù.
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Re: Marco capitolo 7

Messaggio  Andrea il Sab Giu 21, 2008 5:29 am

Marco 7, 31 - 37

Guarigione di un sordomuto



Anche nella quarigione del sordomuto il tema dominante è ancora quello della chiamata dei pagani alla salvezza. Nel racconto, quello che sorprende sono gli strani gesti, un po’ da rituale magico, compiuti da Gesù, in contasto con il suo stile e il suo modo di essere. È evidente che si tratta solo di gesti simpolici al fine di sostituire, nel caso specifico, il dialogo con il malato; dialogo rivolto a suscitare il rapporto personale con Gesù a l’adesione di fede.
Il miracolo del sordomuto per la comunità cristiana di Marco è il compimento della promessa profetica che si realizza nel gesto di Gesù e nella communità dei convertiti pagani che ascoltano la parola del Vangelo e professano la loro fede.

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Rflessione: Mc. 7, 23-30 Guarigione della figlia di una Siro-fenicia

Messaggio  annaxel il Lun Giu 16, 2008 5:43 pm

L'episodio che Marco ci riporta, si svolge nel territorio di Tiro e Sidone (territorio pagano).
L'apparente durezza delle parole che Gesù rivolge alla donna pagana, mettono in luce, quello che poco dopo segue:
l'elogio della fede che la donna dimostra.
In essa è possibile guardare oltre, cioè l'apertura della missione ai pagani, sino ad allora considerati < cani>, essere impuri da evitare.
Il <pane> che la donna chiede di mangiare anticipa la seconda moltiplicazione dei pani rivolta proprio ai pagani.
Il miracolo che Gesù compie in terra pagana, richiama, con altri episodi (che seguono), l'apertura al messaggio di Gesù da parte dei pagani.
La fede in Gesù e la richiesta del <pane>, figura dell' Eucaristia; ci porteranno a capire chi è veramente Gesù, e il suo messaggio sarà rivolto a tutti gli uomini che cercano la salvezza in Dio.
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Re: Marco capitolo 7

Messaggio  Andrea il Dom Giu 15, 2008 6:23 am

Marco 7, 14-23

Insegnamento sul puro e sull’impuro

Vi è poi l’insegnamento da parte di Gesù in un primo momento alla folla, poi in privato ai discepoli,su ciò che è puro e ciò che è impuro.Egli ci dice che non sono le cose esterne, intriodotte cioè dall esterno, che possono contaminare l’uomo e renderlo impuro ossia inabile all’ incontro con Dio, ma è il rapporto che l’ uomo stabilisce con le cose che definisce la sua posizione davanti a Dio. Sono le cose che escono dall’uomo che lo rendono inabile alla communione con Dio. Sono i vizi che maturano nel cuore, i progetti malvaggi che originano dal nucleo della nostra individualità e si manifestano in atteggiamenti e comportamenti, che inquinano la comunione vitale con Dio. Se nelle cose non c’è malvagità, l’uomo viene automaticamente liberato da ogni falso tabù e restituito alla sua integrità: la sua salvezza viene decisa dall’ interno, dal cuore; la libertà e la responsabilità.
Non sono una concessione ma un compito fondamentale per l’uomo.

Pace e bene

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Riflessione Mc,. 7, 14-23 Insegnamento sul puro e sull'impuro

Messaggio  annaxel il Mer Giu 11, 2008 3:35 pm

L'evangelista Marco, riporta in questi versetti un insegnamento di Gesù su ciò che veramente rende l'uomo impuro.
Tutte le osservanze che il popolo metteva in pratica affimchè nulla d'impuro li contaminasse, vengono annullate dalle parole di Gesù, il quale
dichiara, che la vera contaminazione proviene dal cuore e non dagli alimenti, ne dalle cose esterne che ci circondano.
E' dal cuore che nascono tutte le cose cattive, le quali contaminano l'uomo allontanandolo da Dio......
e per rendere chiaro cosa voleva dire, aggiunge una lunga fila di tutto ciò che rende l'uomo agli occhi di Dio, impuro:
fornicazione, furti, omicidi, adulteri, cupidige, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calugna, superbia, stoltezza...
...sono triste nel constatare che dopo 2000anni, nulla è cambiato.
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Re: Marco capitolo 7

Messaggio  Andrea il Mar Giu 10, 2008 5:01 am

Marco 7, 24 - 30


Guarigione della figlia di una Siro-fenicia

Nel racconto che segue, Gesù entra in territorio pagano. Come già espresso prima, se è dal cuore che nasce il vero rapporto con Dio, anche una donna pagana considrata impura dai Tabù della mentalità giudaica può partecipare alla salvezza. Il punto focale del brano lo troviamo nel dialogo di Gesù con la donna che Marco si prende cura di presentare: è una greca, pagana di religione e siro-fenicia di nazionalità: condizione questa dalla quale emerge il tono scandaloso e duro della risposta di Gesù alla domanda di salvezza della donna, tono che comunque viene attenuato da quel ”Lascia che prima siano saziati i figli” 27 ,cioè i fedeli giudei. Il pane dei fedeli nòn puo essere gettato ai “cagnolini”, cioè ai infedeli pagani. Si ha, in un primo momento, l’impressione edi razzismo religlioso, ma la chiave di lettura per la giusta sentenza è celata nel seguito del racconto.
Nella risposta della donna infatti in quel “Si, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli”28 , per la prima ed unica volta l’evangelistabil titolo di “Signore” rivolto a Gesù. È il modo von il quale la communità cristiana implorerà il Risorto. E non siamo più solo di fronte ad una madre pagana che cerca di strappare un miracolo al taumaturgo giudeo che ha sconfinato, ma è la rappresentanza della comunità dei pagani che si convertono alla fede. Per questo Gesù guarisce la figlia, fa cioè dono di salvezza per mezzo della fede.Gesù ha compiuto con questo gesto la prima missione ai pagani che sono cosi ammessi al banchetto salvifico il quale, nella communità cristiana,viene rinnovato nella messa eucasristica.
Marco ha posto in evidenza questo episodio che dava una soluzione autorevole ad un problema scottante: la posizione dei pagani nella storia della salvezza. La fede sincera è la “conditio sine qua non” per essere ammessi alla cominità salvifica. La fede è la possibilità offerta ad ogni uomo, di vivere in libertà e davanti a Dio.

Pace e bene

attenzione!

Per un errore di testo scelto, il commento andrebbe letto dopo quello dell'
Insegnamento su ciò che è puro e impuro (Marco 7, 14-23) che è stato inserito quest' oggi.Ringrazio annaxel per la segnalazione! e chiedo scusa per la confusione...


Ultima modifica di Andrea il Dom Giu 15, 2008 6:27 am, modificato 3 volte

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Rflessione: Mc. 7, 1-13

Messaggio  annaxel il Gio Giu 05, 2008 5:57 pm

... "tendenze tradizionaliste" mi riferivo alla comunità cristiana primitiva..

(i farisei si preoccupavano delle situazioni particolari non previste dalla legge per determinare quando e come si doveva agire in conformità delle norme della tradizione.
Perciò la casuistica diventò un elemento essenziale del loro insegnamento e, nello sforzo di precisare le norme della legge, sono a volte condotti al di là del testo; di qui l'importanza da loro assegnata alla tradizione come complemento necessario della legge....
Queste tradizioni finirono, più tardi, per essere codificate in scritti tuttora di alto valore nel giudaismo, la Misnah e il Talmud...) (dal dizionario di Teologia Biblica pag. 699 b. Farisei)
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Re: Marco capitolo 7

Messaggio  Andrea il Mer Giu 04, 2008 5:15 am

annaxel ha scritto:

La polemica antifarisaica è pertanto diretta anche contro le tendenze legalistice e tradizionaliste ancora presenti nella comunità cristiana
alla quale Marco si rivolge.
Mi chiedo che cosa veramente intendi con l' espressione "tendenze tradizionaliste" Ma tutta la nostra religione inizia con Gesù e arriva ai nostri giorni, la nostra messa , le nostre funzioni, le nostre preghiere non formano una tradizione?

Pace e bene

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Rflessione: Mc. 7, 1-13

Messaggio  annaxel il Mar Giu 03, 2008 6:29 pm

Ancora una volta, Marco, ci presenta una controversia che porta Gesù ad accusare i farisei di mettere le prorie usanze e tradizioni al disopra della volontà di Dio, riducendo la fede ad atti esteriori.
Citando il profeta Isaia, Gesù, chiama gli scrbi e i farisei ipocriti, perchè amano Dio con le labbra, quando i loro cuori sono lontano da lui,
trascurando i veri comandamenti di Dio.
Per capire il senso di questa controversia e il perchè Gesù li chiama < ipocriti>, bisogna pensare alla vita religiosa dei farisei accentrata sulle meditazioni e sulla pratica della legge; è chiaro che le accuse di Gesù sono rivolte ai loro atteggiamenti non alla categoria che essi rappresentano.
La polemica antifarisaica è pertanto diretta anche contro le tendenze legalistice e tradizionaliste ancora presenti nella comunità cristiana
alla quale Marco si rivolge.
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Re: Marco capitolo 7

Messaggio  Andrea il Dom Giu 01, 2008 6:16 am

Marco 7, 14 - 23

Insegnamento sul puro e sull’impuro

Vi è poi l’insegnamento da parte di Gesù in un primo momento alla folla, poi in privato ai discepoli,su ciò che è puro e ciò che è impuro.Egli ci dice che non sono le cose esterne, intriodotte cioè dall esterno, che possono contaminare l’uomo e renderlo impuro ossia inabile all’ incontro con Dio, ma è il rapporto che l’ uomo stabilisce con le cose che definisce la sua posizione davanti a Dio. Sono le cose che escono dall’uomo che lo rendono inabile alla communione con Dio. Sono i vizi che maturano nel cuore, i progetti malvaggi che originano dal nucleo della nostra individualità e si manifestano in atteggia-menti e comportamenti, che inquinano la comunione vitale con Dio. Se nelle cose non c’è malvagità, l’uomo viene automaticamente liberatoda ogni falso tabù e restituito alla sua integrità: la sua salvezza viene decisa dall’ interno, dal cuore; la libertà e la responsabilità
Non sono una concessione ma un compito fondamentale per l’uomo.

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Marco capitolo 7

Messaggio  Andrea il Sab Mag 24, 2008 5:07 am

Marco 7, 1-13

La tradizione degli antichi

Si nota in questo brano la particolare situazione che viene via via generandosi: non più il popolo che accorre a Gesù da ogni parte della regione,.ma un altro tipo di gente venuta appositamente da Gersalemme con scopi ben precisi: sono i farisei e gli scribi che vengono per controllaregesù e i suoi discepoli. Si torna quindi in un clima di disputa nel cui contesto, però, si delinea in modo netto quello che rasppresenta il punto centrale che Gesù tiene a presentare un nuovo modo di comprendere la volontà do Dio e il significato ed il valore delle norme rituali attraverso le quali si apre la via della salvezza; questa è per tutti senza preclusioni o privilegi di casta.
La controversia origina da una concreta constatazione: perché i discepoli non osservano le norme relative alle aspersioni prima dei pasti? Gesù risponde in modo indiretto non affrontando la dimensione circa la purità rituale, quando le vera questione di fondo: il rapporto fra tradizione nuova e volontà di Dio.
Gesù intende contrapporre il sincero abbandono alla volontà di Dio con il falso conformismo: il primo origina dal cuore che è il centro dell’umana individualità sopratutto per ciò che concerne la compiutezza delle scelte, nella loro libertà e presa di coscienza; il secondo, invece, proviene da quella compagine di modelli sociali che spingono a scelte stereotipe ed impersonali sfruttando, per l’appunto, la paura dell’ individuo nei confronti di tutto ciò che esuli dal pragmatico. Ne deriva un comportamento impregnato di una sottile e pericolosa ipocrisia: quella generata dall’ equivoco, e dalla manipolazione religiosa che fa passare un modello sociale per volontà di Dio. Ne risulta così che la volontà e l’autorità di Dio vengano stumentalizzate, rigettate, e non ammesse come una qualsiasi legge o norma umana verso cui si debba cercare il giusto escamotage.
In tal senso Gesù ci presenta un esempio molto efficace: la legge divina circa i genitorie lo strattagemma del “Korbàn” (Qorbân) (consacrazione per voto dei propri beni a Dio che esonerava il figlio dall’obbligo di assistere materialmente i propri genirori, perché le cose offerte a Dio sarano sacre ed intoccabili). Il modo, il più elegamte e scaltro per fare dell’uomo modello di totale chiusura alle esigenze della volontà di Dio.

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