IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Set 29, 2015 9:09 am

Oggi è la Festa dei tre Arcangeli: Michele , Gabriele e Raffaele. Gesù viene servito da loro nei momenti più importanti della sua vita dall'Annunciazione a Maria, alla Nascita, durante l'agonia nell'orto e sicuramente anche nella Resurrezione. E alle parole di Natanaele che lo proclama Figlio di Dio e futuro Re d'Israele, lui risponde che vedrà cose ancora più grandi dell'averlo visto sotto l'albero di fichi. Chi crederà in Lui vedrà il cielo aprirsi e gli angeli salire e scendere sopra di Lui.
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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mar Set 29, 2015 3:05 pm

Il brano che l’evangelista Giovanni ci pone è connesso alla chiamata dei discepoli di Gesù, ma viene proposto oggi perché si ricorda i santi : Michele, Gabriele e Raffaele arcangeli. Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».
Gli angeli e gli Arcangeli fanno parte della vita di Gesù, in casi eccezionali vengono in aiuto: ricordiamo l’annuncio a Maria della nascita di Gesù, da parte di Gabriele, un angelo viene in soccorso a Giuseppe affinché creda nell’intervento divino nella nascita di Gesù. un angelo appare in sogno a Giuseppe riguardo la fuga in Egitto per salvare il piccolo Gesù da Erode…ancora un angelo, avverte Giuseppe di fare ritorno nel paese di Israele perché chi voleva uccidere il Bambino era morto… le troviamo, anche nelle <Tentazioni di Gesù>, dopo che fu tentato invano dal diavolo,….” ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.(Mt.4,11)…ancora < Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria...> (Mt. 25,31)….
Questi sono una piccola parte degli episodi in cui si parla degli angeli e arcangeli, messaggeri che Dio invia in aiuto degli uomini.

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Mercoledi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Set 30, 2015 11:48 am

Mercoledi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 9,57-62)

Ti seguirò dovunque tu vada.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore.

OMELIA

Nel nostro mondo, chi si mette sotto la protezione di un potente, è certo di trarne vantaggi di ogni genere, chi segue un "capo" sa o prevede di trarne dei profitti; non è così nel caso di Cristo. Egli al discepolo che esprime il desiderio convinto di seguirlo dice: "le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo". Egli vuole dire al suo interlocutore che per mettersi alla sua sequela bisogna essere disposti a lasciare tutto per mettersi in piena libertà a seguire strade completamente diverse da quelle che il mondo offre e propone. Ricordiamo che in un episodio simile a questo il giovane ricco non ha la forza e il coraggio di staccarsi dalle ricchezze che possedeva e desiste di conseguenza dal seguire Gesù. Egli stesso a tutti i suoi seguaci ricorda di dover passare per la "porta stretta" e arriva a dire che "chi ama suo padre o sua madre più di Me non è degno di Me". Il Signore non accetta di averci a mezzo servizio, la nostra adesione a Lui deve essere piena ed incondizionata. Forse proprio da tale esigenza divina di radicale distacco e completa dedizione, deriva la crisi odierna di vocazioni sacerdotali e religiose. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


Tre tipologie differenti sono messe dinanzi a ogni discepolo, perché possa verificare la serietà della sua risposta alla chiamata del Signore. Nel primo caso, l’entusiasmo generoso e incondizionato di chi si fa avanti e si propone come discepolo è smorzato dalla scelta di estrema povertà formulata da Gesù con chiarezza: «il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». Nessuna certezza umana, nessuna garanzia o protezione di alcun tipo per lui e per chi lo segue! Il secondo caso poi rimanda alle legittime esigenze degli affetti familiari, che possono trasformarsi in ostacolo grave quando impediscono la scelta di una sequela coraggiosa e assoluta: «va’ e annuncia il regno di Dio». Gesù rappresenta il bene sommo, per il quale ogni altro diventa secondario: è il tesoro nascosto, la perla preziosa! C’è, infine, un terzo caso, presentato con sottile ma fortissima determinazione, che descrive la diffusa tentazione dell’incertezza di chi cammina guardando avanti e allo stesso tempo volgendosi continuamente indietro. È la nostalgia che tante volte prende il sopravvento, il rammarico per ciò che si è lasciato, il ripensamento riguardo al mondo che ci si butta alle spalle ma che con forza riemerge come un’affascinante seduzione. Anche qui Gesù è chiaro e non ammette decisioni a metà. Bisogna smascherare ogni subdolo inganno. Le esigenze del Regno di Dio sono così forti ed evidenti che non è possibile tergiversare, fermarsi a discutere e distinguere con sottigliezza farisaica. Occorre continuare il cammino con fiducia, seguendo il Cristo che porta la croce e che riempie di speranza la nostra vita: siamo amati da Dio e sostenuti nel cammino che ci porta alla pienezza della vita vera!

PREGHIERA

Grazie, Signore Gesù, per il dono della chiamata a essere tuoi discepoli. Ti preghiamo per tutti i battezzati, perché possano essere sempre più consapevoli della vocazione alla santità e disposti a seguirti con gioia sulla via della croce. Aiutaci nelle prove di ogni giorno e rafforza la nostra volontà, in modo da poter testimoniare sempre la novità del tuo Regno che ci riempie di gioia!

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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mer Set 30, 2015 2:43 pm

In questo brano, Luca, ricorda con tre episodi le esigenze della chiamata. Il racconto di Luca è molto generico e vale dunque per ogni tipo di discepolo. Chi vuole seguire Gesù deve, abbandonare progetti umani, il Signore invita ad entrare in una prospettiva tutta nuova. Le esigenze della sequela di Gesù sono molto impegnative: la radicalità della scelta del vangelo porta coloro che vogliano seguirlo a rinunciare. Gesù, mette davanti a coloro che dichiarano di seguirlo tutte le varie rinunce, solo la croce che porta Gesù potrà essere la loro meta, in libertà potranno scegliere, ma Gesù dirà:  “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,18-24)
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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Set 30, 2015 3:09 pm

Tre incontri e tre risposte diverse da parte di Gesù. Il primo sconosciuto gli dice che lo seguirà ovunque vada e Gesù risponde che anche gli animali hanno una casa ma non il Figlio di Dio che deve portare il suo Divino Annuncio a tutto il mondo. Ad un altro gli dice di seguirlo, e questi risponde di permettergli di seppellire degnamente suo padre, e Gesù risponde di lasciare che i morti, cioè le persone che non credono nel Vangelo, seppelliscano i loro morti e di andare invece ad annunciare il Regno di Dio. Infine un altro gli dice che lo seguirà dopo però aver salutato i suoi parenti, e Gesù a quest'altro risponde che chi incontra Lui però pensa ancora al passato non è adatto per il Regno di Dio.
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Giovedi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Gio Ott 01, 2015 7:58 am

Giovedi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 10,1-12)

La vostra pace scenderà su di lui.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai per la sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!" Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio". Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: "Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino". Io vi dico che, in quel giorno, Sodoma sarà trattata meno duramente di quella città".
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù allarga la schiera dei suoi seguaci. È ancora Lui a chiamarli. Affida loro il compito, già svolto dal Battista, di preparargli la strada nei luoghi dove intendeva recarsi a dare il suo annuncio di salvezza. Il mondo da evangelizzare è una messe abbondante, ma gli operai sono pochi. Il loro primo compito è quello di pregare il padrone della messe, il buon Dio, affinché mandi operai in numero adeguato alla vastità della messe. Gesù invita a chiedere il dono della chiamata, della vocazione speciale a consacrare in modo elusivo, la propria vita all'evangelizzazione. È un'intenzione di preghiera, suggerita dallo stesso Cristo, perciò è un sacrosanto dovere di tutta la Chiesa, di ogni fedele, impetrare questo dono per tanti giovani. Il fatto che Gesù invii i suoi come pecore in mezzo ai lupi potrebbe sembrare temerario e crudele. Noi sappiamo però, tutta la storia lo conferma, che sorretti dallo Spirito Santo, i suoi testimoni saranno sempre vincitori. Non hanno infatti verità proprie da annunciare o ideologie umane da sostenere e difendere. Essi portano un annuncio di liberazione e di amore e di pace universale, il messaggio stesso di Cristo, che ha potuto loro garantire, che insieme e persecuzioni, avranno un premio eterno. Alla sua Chiesa poi ha dato una garanzia di vittoria: �E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa�. Le norme che poi Gesù detta ai suoi �missionari� riguardano, oltre quello primario di annunciare il Regno di Dio, la loro fiducia da riporre soltanto nella provvidenza divina, l'interiore libertà da umane preoccupazioni, l'umiltà nell'accettare eventuali rifiuti senza sgomentarsi per questo e la convinzione che l'avvento dell'umana ed universale liberazione è ormai imminente. Sarà il frutto della Croce e della risurrezione, ma si espanderà ancora per l'opera si tanti inviati, che sulla scia dei dodici e dei primi settantadue discepoli, andranno, sparsi per il mondo, che Dio ha liberato il suo popolo. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


Gesù chiama tutti ad annunciare il Vangelo. L’Evangelista insiste sul motivo dell’invio di “altri settantadue”: la penuria di operai. Insiste poi, su due esigenze del discepolo: l’assenza di preoccupazione per il suo avvenire e il comportamento con coloro che lo ospitano. Le consegne di Gesù sono esplicite: mitezza, povertà, pace, interesse per i bisognosi e sapersi accontentare. Il Maestro, tuttavia, vuole infondere nei discepoli l’audacia che scaturiva dall’assoluta certezza di essere stati mandati da Dio. Una buona partenza è sempre importante, perché determina il percorso successivo. Gesù è presente nella vita del discepolo e nella sua missione. Dio vuole dei collaboratori che possano fare le stesse cose che ha fatto lui, anzi lui le fa con loro. È questo il mistero coinvolgente dell’incarnazione. Il missionario non può portare niente con sé. Deve evitare tutto ciò che può facilitare la sedentarizzazione e tutto ciò che impedisce la parresia. Non contrarre dipendenze o servitù, né edulcorare le parole per non mettere a disagio le persone e scendere a compromessi. I discepoli sanno che il cammino discepolare è una vicenda di lotta, è un andare incontro a un possibile rifiuto. È questa una quotidiana esperienza che non deve sorprendere. L’annuncio che porta il discepolo non è marginale, opinabile, ma è decisivo. Chiede l’adesione della vita. È una proposta dentro la vita della gente, non è una verniciatura. L’annuncio del Regno è fortemente scomodo, pone la persona innanzi a una scelta decisiva che anticipa il giudizio escatologico. Non è un “secondo me”. È una roccia, una pietra sulla quale la persona ricostruisce la propria vita oppure, con il rifiuto, si infrange.

PREGHIERA

«Mio Dio! Trinità Beata, desidero amarti e farti amare, lavorare per la glorificazione della Chiesa Santa salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che soffrono nel purgatorio. Desidero compiere perfettamente la tua volontà e arrivare al grado di gloria che mi hai preparato nel tuo regno» (TERESA DI LISIEUX, Storia di un’anima).


Ultima modifica di Andrea il Ven Ott 02, 2015 8:05 am, modificato 1 volta

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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Ott 01, 2015 9:52 am

Gesù chiama settantadue discepoli a sè e dà loro istruzioni di come annunciare il Regno di Dio, dice loro che non gli mancherà niente e di portare con sè solo il necessario perchè Dio provvederà a loro. Quando entreranno in una casa diranno: "Pace a voi!", e se in quella casa li accoglieranno la pace scenderà su di loro, altrimenti ritornerà a loro. Dice inoltre Gesù di guarire gli infermi e di annunciare il Regno di Dio ad ogni città che li accoglieranno, e se qualche città rifiuta il Divino Annuncio, dice di scuotere la polvere dai loro piedi come atto di ripudio, e che nel giorno del giudizio Sodoma sarà trattata meno duramente di quella città, perchè essa non ha avuto divini missionari mentre quella città li ha avuti e sono stati rifiutati, e chi rifiuta i discepoli del Maestro è come se rifiuta Lui.
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Venerdi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Ott 02, 2015 8:03 am

Venerdi della XXVI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mt 18,1-5.10)

I loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: "Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?".
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: "In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli".
Parola del Signore.

OMELIA
Sì, esistono gli angeli custodi, eccome! Come per gli arcangeli, togliere gli angeli dalla Scrittura, purificarla da tutte quelle pagine che a noi uomini maturi e smaliziati fanno sorridere significherebbe tradire pesantemente la logica di Dio. Come già vi ho detto, ribadisco: non ho nessun problema al credere che esista una dimensione nello spirito che mi supera e che non riesco a capire o contenere. Esistono e ci sono messi accanto per proteggerci, aiutarci, stimolarci, scuoterci. Amo pensare agli angeli custodi come a spiriti con personalità e caratteri diversi e - spero - meno zuccherosi delle improbabili rappresentazioni di fine '800. Il problema di fondo è che restano disoccupati, il più delle volte perché non solo non rivolgiamo mai loro la parola, ma neppure ci passa per la testa di prestare loro attenzione... Scherzo sempre quando incontro qualche parrocchiano scampato ad un incidente e gli dico: "So che il tuo angelo custode è in ospedale in prognosi riservata!"
Vi svelo un segreto da prete: quando devo incontrare delle persone o affrontare situazioni difficili do un colpo al mio angelo che si metta in contatto con l'angelo della persona che sto per incontrare; funziona; garantito: provateci!
Gli angeli, tuoi amici, ci sono dati Signore per camminare sulle strade del Regno con maggiore sicurezza. Converti i nostri cuori alla loro e alla tua presenza, Signore, e aiutaci a non ostacolare la loro opera in noi! (Paolo Curtaz)

MEDITAZIONE


Gesù comincia a parlare dopo aver posto al centro un bambino. È un gesto determinante e indicativo. È già una riposta chiara alla domanda dei discepoli. Non solo il gesto è indicativo ma la parola stessa “bambino”, che ricorre quattro volte, è usata per descrivere il discepolo. La risposta riguarda tutti coloro che decidono di seguire il Signore. I discepoli vengono invitati a “convertirsi”, che vuol dire “diventare come bambini”. Nel Vangelo di Matteo, scritto per le comunità provenienti dal Giudaismo, il bambino rappresenta chi si mette al seguito di Gesù. Ai “piccoli appartiene il regno dei cieli” (cfr. Mt 19,14). Al contrario dei sapienti e degli intelligenti, essi non rivendicano alcun diritto ma, appartenendo alla categoria dei poveri, sono raggiunti dalla rivelazione del Padre (cfr. Mt 11,25). Nel Regno la vera grandezza si raggiunge soltanto attraverso un processo esattamente opposto a quello che conduce alla gloria umana. Si tratta di un movimento di abbassamento (Mt 23,12) che nasce dalla coscienza di ciò che si è in realtà. Gesù sostiene che ogni aspirazione alla preminenza e agli onori costituisce un ostacolo insormontabile per l’accesso al regno messianico. La comunità che il discorso lascia intravvedere non è ideale: arrivismi, preoccupazioni di grandezza e di potere, cattivi esempi, trascuranza di fratelli più umili o dei peccatori, persino rivalità, risentimenti, odi, si riscontrano anche tra i seguaci di Cristo. La Parola di ogni giorno suggerisce sempre l’opportuno rimedio, facendoci rinunciare anche al nostro ragionamento, come i fanciulli. L’accoglienza, in termini concreti, è evitare di fare del male a qualcuno dei più deboli, di porre ostacoli e intralci alla loro fede, dando cattivo esempio e allontanandoli così da Cristo.


PREGHIERA


«O uomo, dal precetto impara che cosa tu devi avere, dal rimprovero impara che quello che non hai è colpa tua; dalla preghiera impara da dove tu puoi ricevere ciò che puoi avere» (Agostino, De correptione et gratia, 3,5).

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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Ott 02, 2015 8:36 am

I discepoli chiedono a Gesù chi è il più grande nel regno dei Cieli, e lui risponde, con un bambino tra le braccia che chi è come loro entrerà nel Regno dei Cieli cioè con semplicità e purezza. Inoltre raccomanda i suoi discepoli di non trattare mai male i bambini perchè sono custoditi da angeli inviati dal Padre Suo che è nei Cieli.
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Sabato della XXVI settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Ott 03, 2015 7:57 am

Sabato della XXVI settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 10,17-24)

Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: "Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome".
Egli disse loro: "Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli".
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: "Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo".
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono".
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù affidando la sua missione agli apostoli e ai loro successori li dota di poteri speciali, garantisce loro la sua assistenza e la sua presenza perenne, scaccia da loro ogni paura, li rende pronti ad ogni evenienza, anche all'insuccesso e alle persecuzioni. Li manda come agnelli in mezzo ai lupi, ma profetizza per loro una vittoria finale certa: "non prevarranno". Comprendiamo in questo contesto la gioia, quasi esplosiva dei discepoli che, al ritorno da una missione, hanno potuto costatare, quasi toccare con mano, la verità delle promesse di Cristo. Essi hanno sperimentato che la potenza del Signore si è trasferita in ciascuno di loro: "anche i demoni si sottomettono nel tuo nome". Gesù condivide la loro gioia, esulta nello Spirito Santo, rende grazie al Padre per aver rivelato ai "piccoli" i misteri del suo Regno e ribadisce le sue promesse esplicitandole ulteriormente. Oggi ben comprendiamo cosa significhi nella realtà storica "camminare sopra i serpenti e i scorpioni e sopra ogni potenza del nemico"; quel "sopra" ci indica l'oggetto della nostra fede e la dimensione umana ed escatologica della missione che Cristo ha affidato a tutti noi credenti. Ci ricorda anche che i criteri di giudizio per valutare l'efficacia del nostro operare per Lui sono anch'essi al disopra dei raziocini umani. Egli ha voluto però donarci di una speciale promessa, insita nella natura stessa della missione e del mandato e che sarà il motivo più profondo della nostra gioia: "rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti in cielo". (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

La missione compiuta nel nome di Gesù ha degli immancabili effetti. I discepoli partecipano della stessa sua autorità: scacciano i demoni. Nel ministero di Gesù e in quello della Chiesa le potenze del male vengono attaccate e sconfitte. Il serpente e lo scorpione erano non soltanto ben noti come causa di mali fisici nella vita palestinese, ma anche simboli dell’AT di ogni genere di mali. Nel Libro degli Atti degli Apostoli, san Luca narra di frequente come il Signore Gesù liberava i suoi missionari dalle forze di distruzione (At 28,1-6). L’Evangelista tempera l’entusiasmo per il successo missionario con l’insistenza su un dono più duraturo: avere il proprio nome scritto nell’elenco dei cittadini del cielo. La confessione di Gesù rivela come il potere carismatico abbia potuto essere sperimentato ed esercitato dagli inviati. Gesù racconta la sua visione della caduta di satana (cfr. Is 14,12) che egli ha sempre viva davanti agli occhi. Il verbo greco fa riferimento a uno sguardo intenso e permanente. Dobbiamo immaginare la caduta di satana come accadimento unico, “fulmineo” e improvviso, precedente alla cacciata dei demoni. La caduta “dal cielo” conduce a quell’esautorazione del principe di questo mondo (cfr. Gv 12,31) che a sua volta ha reso possibile le cacciate dei demoni. Nell’accadimento epocale, va scorta l’azione di Dio. Ciò non significa però che a satana sia stata sottratta la pericolosa capacità di insidiare e tentare in terra. L’accoglienza ha permesso ai discepoli di vedere cose che non avevano potuto vedere né i re e né i profeti. Il mistero sta proprio in questa decisione di Dio di rivelarsi a coloro che avevano fatto “vuoto” dentro di sé. Solo chi è piccolo può crescere, ma chi si sente già cresciuto, e magari cresciuto al di sopra di tutti, non ha più questa possibilità.

PREGHIERA

Donami, Signore, il potere meraviglioso che nasce dalla pura e perfetta donazione a te, dal dono della mia volontà, dei miei pensieri, della totalità del mio essere, di tutte le sue facoltà, di tutte le sue azioni, di tutte le sue speranze e attese. Domani il potere che nasce dal dono!

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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Ott 03, 2015 9:50 am

I settantadue discepoli che Gesù aveva mandato come "pecore in mezzo ai lupi", ora ritornano pieni di gioia perchè nel nome santo di Gesù hanno vinto le forze del male, cioè: gli spiriti impuri e Gesù per dar soddisfazione al loro entusiasmo dice che vide Satana cadere dal cielo come una folgore per via del loro operato e che per questo motivo i loro nomi saranno scritti nei Cieli, e questo li darà ancora più soddisfazione che scacciare i demoni. Gesù poi esulta nello Spirito Santo glorificando il Padre ringraziandolo per aver rivelato le cose di cui sono partecipi i suoi discepoli e tutti coloro che credono in Lui, cioè: a persone umili, e le ha nascoste ai sapienti e ai re. Poi dice che nessuno può credere nel Padre se non nel Figlio e che Lui può rivelare le cose eterne solo a chi crede fermamente nel Figlio.
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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Sab Ott 03, 2015 3:05 pm

La scena che descrive il ritorno gioioso dei discepoli, mette in luce e sottolinea come il successo della missione non stia in mano ai discepoli, ma soltanto al Signore. La preghiera di Gesù fatta < nello Spirito Santo> prolunga la atmosfera di gioia: è la lode di chi riconosce il compimento del progetto di salvezza del Padre, rivelazione che è concessa non ai <dotti>, alle classi colte cui Israele riservava l’accesso alla legge, ma ai <piccoli>, a quel popolo semplice e senza cultura al quale appartenevano i Dodici. Con Gesù, un nuovo tempo si affaccia al mondo, perché non si tratterrà più di imparare una dottrina, bensì di acquisire una nuova relazione con il Padre.
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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Andrea il Dom Ott 04, 2015 8:42 am

Domenica della XXVII settimana del Tempo Ordinario


VANGELO (Mc 10,2-16)

L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto
.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: "Che cosa vi ha ordinato Mosè?". Dissero: "Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla".
Gesù disse loro: "Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto".
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: "Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio".
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso". E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

Parola del Signore.

OMELIA

Il vangelo odierno si inserisce esattamente agli inizi del percorso compiuto da Gesù nel territorio della Giudea verso Gerusalemme, e cioè verso l'ora della sua passione e morte. Le discussioni, come quella di oggi sul divorzio e poi sulla sua autorità, il tributo a Cesare, la risurrezione dei morti ed il primo comandamento, segnano un crescendo, che prepara l'esplosione finale dell'ostilità contro di lui, con la decisione di metterlo a morte. Qui, Gesù richiama il valore del matrimonio mettendone in luce l'origine divina all'inizio della creazione, e la prerogativa da Dio stesso iscritta nel matrimonio, cioè l'indissolubilità. Il divorzio è una decadenza, una tolleranza, che in ogni caso non è ammessa per un discepolo di Cristo Gesù. Forse alla radice di tanti penosi fallimenti c'è la debolezza e la presunzione umana: l'esperienza dell'amore, se vissuto secondo gli insegnamenti del Signore, a Lui riconduce, a Lui deve essere affidato in custodia, con Lui va vissuto. Ai nostri giorni troppi si affidano a se stessi, e si fidano di se stessi e, privandosi dell'aiuto divino, sperimentano l'incapacità di restare fedeli agli impegni assunti. E' una verità incontestabile che ogni progetto di origine divina può essere realizzato solo con l'umile implorazione dell'aiuto di Dio. Soltanto riportando la preghiera nella famiglia questa potrà riacquistare l'unità. (Padri Silvestrini).

MEDITAZIONE

La domanda non può non colpire il lettore dal momento che anche Mosè aveva dato una chiara risposta (v. 4); nel Giudaismo la disputa verteva unicamente sulle motivazioni che giustificavano la separazione. In tutta la discussione c’è un sottofondo di malizia. Spesso, anche oggi ci si accosta a tali questioni con atteggiamenti non giusti, pregiudiziali e prevenuti. È importante che le persone facciano un cammino di fede e conversione personale che non può poi non andare a toccare tutte le dimensioni della vita. Senza un cammino di fede precedente e fondante non c’è una piattaforma sulla quale confrontarsi e dalla quale partire per elevarsi al di sopra della mentalità corrente, anche oggi pagana ed egoista. Spesso, soprattutto nelle questioni etiche, la menzogna la fa da padrona. Ciò che più colpisce nella riposta di Gesù sta nel fatto che egli chiami continuamente precetto quello di Mosè, mentre i suoi interlocutori parlano di permissione. A dimostrazione che la proibizione del divorzio è biblica Gesù cita Gen 1,27; 2,24. Secondo il piano originario di Dio le persone sposate costituiscono una sola carne e quindi il divorzio è proibito. La legge sul divorzio (Dt 24,1-11) era diretta a salvaguardare i diritti della donna; i farisei invece si interessavano soltanto dell’aspetto a loro favorevole e la interpretavano non come una norma transitoria ma come la concessione di un diritto irrinunciabile. Per la durezza del loro cuore erano incapaci di comprendere le originarie esigenze del culto verso Dio. Il richiamo di Gesù è impegnativo anche per la Chiesa di oggi, per noi. Non possiamo propendere per interpretazioni che indulgano all’egoismo umano, ma non possiamo limitarci neppure a una visione puramente giuridica di problemi che lacerano la vita delle persone. Ci vuole misericordia anche nel parlare: «Chi infatti intreccia in tutto il suo discorso argomenti troppo severi si rende molesto all’ascoltatore, e costringe spesso alla ribellione l’anima che non sopporta il peso di ciò che viene detto» (san Giovanni Crisostomo, De virginitate, XXVII,3).

PREGHIERA

«Mi assista il Signore affinché possa spiegare a parole ciò che Egli si è degnato di farmi vedere con la mente» (sant’Agostino, Esposizione sul Salmo 70,19).

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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Ott 04, 2015 11:41 am

I farisei sempre con la solita ipocrisia, mettono alla prova Gesù chiedendogli se è lecito ripudiare la propria moglie. Gesù allora fa loro ricordare cosa ha detto Mosè in Nome di Dio su questo argomento, e loro rispondono che è permesso ripudiare la propria moglie, e Gesù fa subito notare la loro cattiveria dicendo che per la durezza del loro cuore Mosè mise questa norma. Per Dio e per Gesù questa norma non esiste, perchè all'inizio del mondo Dio Padre l'uomo e la donna li aveva creati per stare insieme e non divisi, perciò quando si sposano essi non saranno divisi ma una carne sola, e nessuno deve dividere ciò che Dio ha unito tramite il matrimonio. In seguito i suoi discepoli gli chiedono spiegazioni su questo argomento e Gesù dice che chi lascia la propria moglie o il proprio marito per risposarsi, commette adulterio, perchè per Dio il sacramento del matrimonio è sacro. Dopo queste parole gli presentarono a Lui dei bambini perchè li toccasse, ma i discepoli non volevano, ma Gesù sempre così buono con gli umili, disse loro di lasciare che i bambini venissero a Lui perchè chi è come loro entrerà nel Regno di Dio, e prendendogli tra le braccia li benediceva.
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Lunedi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Lun Ott 05, 2015 7:48 am

Lunedi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 10,25-37)

Chi è il mio prossimo?

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: �Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?�. Gesù gli disse: �Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?�. Costui rispose: �Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso�. Gli disse: �Hai risposto bene; fa' questo e vivrai�.
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: �E chi è mio prossimo?�. Gesù riprese: �Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di co! lui che è caduto nelle mani dei briganti?�. Quello rispose: �Chi ha avuto compassione di lui�. Gesù gli disse: �Va' e anche tu fa' così�.

Parola del Signore

OMELIA

Gesù scandisce di nuovo per tutti noi l'essenza della legge nuova e la via sicura per accedere al suo Regno. Dobbiamo porre Dio al primo posto ed amarlo con tutte le nostre forze, dobbiamo riconoscerlo come nostro Padre e Padre di tutti. Con questa fede e con questo amore possiamo intraprendere un viaggio di discesa dalle nostre sicurezze e dal nostro egoismo verso il prossimo, che attende amore e soccorso. Scendere da Gerusalemme, immettersi nel cammino del povero, è un sacrosanto dovere per ogni credente; significa concretamente tradurre in opere caritative la nostra fede, se non vogliamo che rimanga sterile; significa caricarsi sulle nostre spalle l'altrui sofferenza ed essere pronti a pagare di persona. Non possiamo perciò bearci del nostro benessere, rinchiuderci entro le mura della nostra Gerusalemme, illudendoci di una religiosità personale, intimistica e protetta. È ricorrente la tentazione, dinanzi al malcapitato che bussa alle porte del nostro cuore o della nostra casa o incontriamo sulla nostra strada, di passare oltre e lasciare ad altri l'incarico di prestargli aiuto. Dobbiamo fare un attenta verifica dei percorsi della nostra fede e della nostra religiosità fino a domandarci se per caso le nostre chiese non diventino talvolta le tane dove nascondiamo il nostro egoismo per paura di macchiarci delle altrui impurità. (Padri Silvestrini)


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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Ott 05, 2015 9:04 am

Un dottore della Legge mette alla prova Gesù chiedendogli cosa deve fare per avere la vita eterna e Gesù risponde con la parabola del Buon Samaritano, che viene prima di ogni legge scritta. Un uomo stava viaggiando quando fu assalito dai briganti che lo derubarono e lo picchiarono e lo lasciarono mezzo morto. Un sacerdote e un levita lo videro e passarono oltre, mentre un Samaritano si prese cura di lui portandolo in albergo, e partendo disse all'albergatore che se avesse speso qualcosa in più per quel povero viaggiatore lo avrebbe saldato al suo ritorno. Gesù allora chiede: chi è stato il prossimo di quell'uomo? E il dottore della Legge: chi ha avuto compassione di lui, e Gesù dice di fare questo e vivrà in eterno. Per Gesù non basta semplicemente amare Dio in apparenza anche se con tutte le forze e con tutta la mente, Dio si fa prossimo anche nelle persone più umili e bisogna amare tutti indistintamente per avere in eredità: la vita eterna.
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Martedi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mar Ott 06, 2015 7:53 am

Martedi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 10,38-42)

Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore.

OMELIA

Marta e Maria, le due sorelle, in modi diversi, ma sicuramente con amore, accolgono Gesù nella loro casa. Marta è tutta intenta a prestare i servizi per rendere onore all'ospite divino. Maria siede ai suoi piedi affascinata dall'ascolto della sua Parola. Atteggiamenti diversi, che mirano però all'unico intento di prestare la migliore accoglienza al Signore. Il lamento di Marta, che si sente sola a servire il Signore è l'eco della storia di tanti filantropi e operatori di bene che stentano a capire che nella casa del Padre ci sono malte mansioni e diversi sono i doni e i carismi che ci vengono dati per operare nella sua messe. Non tutti, ancora oggi sono in grado di valutare il ruolo di tante anime, che, come Maria, sono ai piedi di Gesù, in una continua preghiera: ancora è frequente il lamento di molti affaccendati del mondo, che in modo più o meno palese, si lamentano e contestano i consacrati e le consacrate, che nel silenzio dei loro monasteri o conventi, spendono tutta la loro vita, intenti in modo esclusivo, alla contemplazione e alla preghiera. Gesù ancora una volta direbbe che costoro si sono scelto "la parte migliore", affermando concretamente il primato della preghiera. Molti motori dello spirito si muovono di fatto per quella divina energia che sgorga, per la preghiera di tante Marie, dal cuore stesso di Dio ed è la forza più potente ed efficace che smuove il mondo nella giusta direzione. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Gesù vuole dichiarare il primato dell’intelligenza spirituale sull’impegno esteriore. Prima di agire si deve ben capire per motivarsi meglio, altrimenti ci si disperde in una serie di gesti affannosi, che generano, come nella donna indaffarata, stanchezza, gelosia e proteste. La comunità del soccorso alle necessità fisiche, quale spesso appare nel Nuovo Testamento (Atti 6,1-7) e che è da sempre caratteristica del cristianesimo, non deve soffocare con le sue urgenze quella della istruzione, della meditazione, della preghiera, dell’educazione personale. Gesù stesso lo mostra nel suo sforzo di distanziarsi dalle folle e dai loro pressanti problemi. Quante attività, scelte pastorali e personali sarebbero più sensate se invece di puntare subito sul “fare” si pensasse prima all’“essere” e a formarci come “uditori”. Questo testo, che pone l’accento sull’ascolto, sembra un complemento della parabola precedente: agisce con semplicità, umiltà, rettitudine e gioia chi è stato illuminato dalla Parola e si abbevera continuamente alla sua fonte, a cui deve tornare sempre la comunità missionaria e benefica. Quante persone, mamme e papà che lavorano durante la settimana, affermano di non poter frequentare l’Eucaristia domenicale perché non hanno tempo. La domenica si deve recuperare il lavoro di casa tralasciato durante la settimana. E quando si recupera l’ascolto mancato della Parola? Dopo aver sentito tante chiacchiere inutili, al lavoro, nei talk show. In fondo siamo anche ciò che ascoltiamo, ciò che vediamo. Paradossalmente, più abbiamo da fare e più dovremmo pregare, invece cadiamo nella tentazione inversa del super-impegno che ci debilita, ci innervosisce, ci fa smarrire, ci disorienta. Il Kyrios viene anche nella nostra vita, nella nostra casa, noi non possiamo contrapporre comportamenti migliori e meno buoni. All’ascolto della Parola del Signore non si può comparare nessuna alternativa valida, dal momento che è in gioco la vita eterna (10,25; 10,28). La “parte buona” è la registrazione in cielo del proprio nome (10,20). L’ascolto di Gesù è vita, la sua parola è forza e luce.

PREGHIERA

«Siano le tue Scritture, le mie caste delizie; ch’io non mi inganni su di esse; né inganni gli altri con esse» (Agostino, Confessioni, XI, 2,3).

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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Ott 06, 2015 9:06 am

Una donna di nome Marta ospita Gesù nella sua casa, per lei è un grande onore ed è per questo che è indaffarata: vuole per lui il meglio dalla sua ospitalità. La sorella Maria invece preferisce stare ai piedi del Maestro e ascoltare la sua Parola, sembra che non gli interessa dello zelo che ha invece Marta, e se ne sta seduta apparentemente senza fare niente. E' per questo motivo che ad un certo punto Marta non ne può più della noncuranza della sorella e dice a Gesù di venirla ad aiutare nelle faccende domestiche. La risposta di Gesù è un dolce rimprovero per Marta, dice Gesù che lei si occupa materialmente di Lui mentre Maria si occupa spiritualmente della sua presenza in casa, ed è per questo che le dice che Maria ha scelto il ruolo migliore che non le sarà tolto.
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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mar Ott 06, 2015 2:07 pm

Marta e Maria, due sorelle, protagoniste di questo episodio che solo Luca ci trasmette. Marta è una donna che ha scelto di servire il Signore materialmente, ma subito dopo scopriamo che Maria con coraggio  si appropria di un ruolo riservato agli uomini: ascoltare la sua parola. La vita attiva e la vita contemplativa non si devono contrapporre, perché l’uno non debba escludere l’altro, ma l’ascolto della parola del Signore è la sola cosa di cui abbiamo davvero bisogno. Diveniamo Maria, affinché tutte le azioni che svolgiamo nella vita di ogni giorno siano tutte in nome di Gesù Salvatore.
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Mercoledi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Mer Ott 07, 2015 8:02 am

Mercoledi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 11,1-4)

Signore, insegnaci a pregare.

+ Dal Vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».

Parola del Signore.

OMELIA

In modo forse non del tutto consapevole, i discepoli di Gesù, tante volte testimoni delle notti insonni che il loro maestro passava in preghiera, gli rivolgono a loro volta una semplice invocazione, una vera preghiera: «insegnaci a pregare». La risposta di Gesù è il Padre nostro. Ci saremmo aspettato una lunga dissertazione sulla preghiera, un vero e proprio trattato, una scuola di preghiera, come si deve pregare... Il Signore invece scandisce, semplicemente e senza preamboli, un modello di preghiera da cui tutti gli oranti del mondo hanno attinto la primaria ispirazione per rivolgersi a Dio nel modo più semplice ed efficace. Potremmo, ancora oggi sperimentare che ogni essere umano, che sia animato da una certa fede e da un minimo di religiosità, volentieri reciterebbe con noi la preghiera di Gesù. Ciò che invece forse sfugge anche a noi cattolici è il saper cogliere da quella preghiera i frutti di un essenziale programma di vita. Affermiamo infatti il primato di Dio nella nostra vita e lo riconosciamo come Padre di tutti proclamando la santità del suo nome. Ci impegniamo di conseguenza a vivere la fraternità perché il Regno di Dio si espanda ovunque e in tutti. Professiamo poi la fede nella divina provvidenza che non ci lascia mancare il necessario per vivere e ci nutre di pane e di grazia. Consapevoli delle nostre umane debolezze e delle ricorrenti tentazioni che vorrebbero indurci al male, ci affidiamo alla sua misericordia e dichiariamo la nostra disponibilità ad usarla a nostra volta verso il nostro prossimo. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

«Maria viene raggiunta dall’annuncio dell’angelo, mentre si trova in un profondo silenzio contemplativo. Da lei escono poche ed essenziali parole che manifestano un proposito saldo di verginità, un profondo rispetto del mistero di Dio, uno stare come “ancella” alla sua presenza. Maria nell’ascolto contemplativo si lascia raggiungere dal mistero del Padre attraverso la Parola del Figlio per celebrare l’Incontro nella grazia e nella forza dello Spirito Santo. In Maria vergine dell’annunciazione, si manifesta la struttura trinitaria dell’autocomunicazione divina: dal silenzio, attraverso la Parola, verso l’Incontro. L’accoglienza verginale dell’autocomunicazione di Dio indica la dimensione contemplativa che sta alla radice del comunicare» (Card. Martini, Effatà-apriti). Dentro di noi spesso ci sono contraddizioni, confusione. C’è una fatica di vivere che ci impedisce una limpida comunicazione tra pensiero e cuore, tra desideri e azioni. Pensiamo che non ci sia rimedio alla “piccola nevrosi” che ogni essere umano deve sopportare. Anche nei social network si avverte questo disagio: spesso essi sono “cassa di risonanza” di tanti conflitti che attanagliano le persone. Viviamo in un’epoca in cui vige l’“imperialismo della soggettività”: è l’epoca del trionfo del narcisismo. Il nostro io è la misura di tutto. Eppure anche oggi Dio vuole entrare in comunione con noi come ha fatto con Maria. La nostra comunicazione con Dio e con gli altri deve essere restaurata e rilanciata secondo dimensioni e potenzialità divine Nella comunione trinitaria, il dialogo tra le Persone divine è incessante e profondo. Ognuno è chiamato a far pare di questo flusso comunicativo, con meno parole e più Parola.

PREGHIERA

«Rallegrati, o dimora di Dio, che hai contenuto nel tuo seno colui che non può essere contenuto in nessuna dimora. Le tue mani tengono colui che ha in mano tutte le cose. E ciò che si è detto non può essere compreso e, anche se fosse compreso, non potrebbe essere espresso» (Teodoro Studita, Omelia sulla natività della Madre di Dio, 7).


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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Ott 07, 2015 8:33 am

Gesù prega sempre il Padre, e allora uno dei suoi discepoli gli chiede di insegnare anche loro a pregare, e lui risponde che quando pregano devono invocare Dio come Padre loro che è nei cieli, di santificare il suo Nome Santo e di invocare il suo Regno sempre presente in Gesù e chi crede in Lui. Di accettare sempre la Sua volontà come in Cielo così in Terra, di dare sempre il pane quotidiano sia quello materiale che quello spirituale e di perdonare sempre i nostri peccati come noi dobbiamo perdonarci gli uni e gli altri.
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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  annaxel il Mer Ott 07, 2015 1:50 pm

Si noti che il Padre Nostro nella versione di Luca che oggi viene proposto nella liturgia del giorno è ben diverso da quello, cui siamo abituati a recitarlo, anche se la sostanza non cambia, quello di Luca è particolarmente significativo: la preghiera nasce dalla preghiera; infatti i discepoli chiedono a Gesù che insegni loro a pregare dopo aver visto Lui in preghiera. E’ una preghiera di grande, affidamento al Padre, ed esprime prima di tutto il desiderio che il progetto di Dio si realizzi, poi l’invocazione per le cose fondamentali della vita dell’uomo: il pane, il perdono, la liberazione dalla tentazione. Il Padre, sa cosa sia buono per noi, non c’è bisogno di molte parole, il Padre Nostro recitato con fede completa la nostra vita e sale prontamente al cielo.
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Giovedi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Gio Ott 08, 2015 8:21 am

Giovedi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 11,5-13)

Chiedete e vi sarà dato.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore.

OMELIA

Molti cristiani, che non hanno un concetto esatto delle finalità della preghiera, finiscono per credere che troppo spesso il nostro Dio è sordo o, come afferma un salmista, "muto e inerte". Alcuni pensatori oggi sono arrivati a proclamare il silenzio e l'assenza di Dio dalle vicende del mondo. Quando poi la nostra storia assume connotati di più intensa tragicità, di particolare violenza e di conclamate ingiustizie, il grido verso Dio giunge fino a diventare orrenda bestemmia: lo si accusa di essere Lui il responsabile delle umane atrocità e ciò perché non ci sarebbero da parte sua quelle risposte, che a noi sembrerebbero così logiche e soprattutto così urgenti. Ancora una volta il processo a cui vorremmo sottoporre il buon Dio è guidato da considerazioni e razionalità solo umane e non dalla luce della fede. È allarmante che tutto ciò accada anche nell'ambito della preghiera cristiana. Dio ascolta, con amore di Padre, le nostre suppliche, interviene nella nostra storia personale e sociale, ma essenzialmente egli si erge a difensore della nostra libertà ed esige giustamente che la nostra preghiera miri prima di tutto a compiere in noi e nel mondo la sua santissima volontà. Richiede la perseveranza nella preghiera perché questa ci mette in sintonia con Lui e ci rende capaci di vedere, alla luce della fede e del mistero della croce, le "verità" su ciò che ci accade e sui misteriosi, ma reali interventi che egli opera, anche e soprattutto, nel trarre il bene migliore anche dalle vicende più assurde e atroci della nostra storia, di cui noi siamo gli unici responsabili. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Il Signore ci esorta a chiedere e desidera concederci ciò che gli chiediamo. A volte siamo pigri anche nel chiedere. Ha maggiore desiderio Lui di dare che noi di ricevere. Quali sono le domande di ogni uomo? «Svegliamoci e prestiamo fede a chi ci esorta, facciamo il volere di chi promette e rallegriamoci di colui che dà. Poiché non è venuto forse una volta anche da noi un amico da un viaggio e non abbiamo trovato nulla da mettergli in tavola e ci siamo trovati in necessità e siamo stati costretti a procurarci qualcosa per noi e per lui? Effettivamente è impossibile che uno non si sia sentito rivolgere da un amico delle domande alle quali non sia stato capace di rispondere, e allora si è trovato a non aver nulla quando era in dovere di dare. Ti giunge un amico da un viaggio, cioè dalla vita di questo mondo, in cui tutti passano come forestieri e nessuno vi resta come proprietario, ma a ciascuno vien detto: Ti sei ristorato, esci di qui; continua il tuo viaggio; cedi il posto a un altro che dovrà venire (Sir 29,33). Oppure ti giunge forse da un viaggio cattivo, cioè da una vita cattiva un non so quale tuo amico, stanco, che non trova la verità; l’ascolto e la comprensione di essa potrebbe renderlo felice; ma egli, spossato com’è da tutte le passioni e miserie del mondo, viene da te come a un seguace di Cristo e ti dice: “Rendimi ragione della fede, fa’ di me un cristiano”. Egli t’interroga su ciò che forse tu, nella semplicità della tua fede, non sai; allora non hai di che saziare la sua fame; indotto da ciò a riflettere, scopri la tua indigenza e, mentre vorresti insegnare, sei costretto a imparare e, per la vergogna che provi davanti all’amico per non aver saputo dare la risposta alle sue domande, sei costretto a cercarla per meritare di trovarla. E dove cercherai? Dove, se non nelle Sacre Scritture?» (Agostino, Discorso 105, 2.2; 2.3).

PREGHIERA

«O Dio, creatore dell’universo, concedimi prima di tutto che io ti preghi bene, quindi che mi renda degno di essere esaudito, e infine di ottenere da te la redenzione» (Agostino, Soliloquia, 1,2).

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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Ott 08, 2015 11:38 am

Gesù con l'esempio dell'amico invadente dice che bisogna essere generosi sempre e comunque. Bisogna essere generosi come il Padre Celeste lo è con tutti coloro che chiedono lo Spirito Santo che è il mezzo con la quale raggiungere la perfezione che ci consentirà di essere perfetti.
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Venerdi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Ven Ott 09, 2015 7:51 am

Venerdi della XXVII settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Lc 11,15-26)

Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio, alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall'uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: "Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito". Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima».
Parola del Signore.

OMELIA

Gesù è l'unico salvatore del mondo; lo ha dimostrato durante la sua vita terrena mettendosi al servizio dell'uomo con la potenza del suo amore e accettando l'umiliazione della morte per la sua salvezza. Liberarci dal male, da ogni forma di male è la sua missione. Per questo compie miracoli e segni a favore dei malati nel corpo e nello spirito. Scaccia da loro i demoni perché non vuole che i suoi fratelli siano invasi dal maligno. Ci conferma così non solo del male che noi deliberatamente possiamo compiere, ma anche del male che viene dalle seduzioni diaboliche, dalle tentazioni che il maligno trama contro di noi per cercare di vanificare l'opera redentrice del Cristo. Prima di satana sono però i suoi avversari che cercano di rovesciare il significato dei segni che egli pone a favore dell'uomo per suscitare una fede autentica sulla sua persona e sul significato e sulle finalità della sua missione. Gesù evidenzia la stridente contraddizione in cui incappano i suoi nemici e dichiara che egli scaccia i demoni con il dito di Dio, su mandato di Dio. La conseguenza che deriva da tale azione salvifica è che il Regno mette le sue radici nel mondo e nel cuore degli uomini, il male è sconfitto, scacciato, strappato dal cuore dell'uomo e la redenzione è già in atto. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Gesù ha appena cacciato un demonio nel deserto. La ricerca da parte di questi di tornare “in casa” ci consente di capire come il “male” non solo ha la tendenza a danneggiare gli uomini servendosi dello “spirito del tempo” e di un ambiente potente, ma anche a insediarsi in istituzioni e strutture, così da renderle malvagie. Non possiamo non pensare ai tanti episodi di corruzione, di malaffare, di ingiustizia. Se le persone buone irritano i cattivi, ciò vale molto di più per lo spirito cattivo. Nei confronti del buono, lo spirito malvagio è aggressivo. L’Evangelista pensa ai singoli battezzati purificati con il sacramento. Gesù scaccia i demoni per virtù di Dio. Essi lo rifiutano per la durezza del loro cuore, non c’è per essi possibilità di conversione. Anzi, essi tentano il Signore. La descrizione plastica della casa ben ordinata e adorna ha lo scopo di illustrare come l’uomo guarito, e, oltre a ciò, pieno di Spirito Santo, costituisca sempre una provocazione per satana. La rinnovata possessione diabolica, il rinnovato “insediamento”, in colui che è stato un tempo esorcizzato viene descritta come iniziativa presa col ricorso alla massima potenza (sette). Per colui che è “riposseduto” in questa maniera, di fatto si deve parlare non soltanto di “ricaduta” in senso morale, ma pure di “defezione” dalla fede, anzi, di persona che è stata derubata della grazia. La preghiera quotidiana di Gesù, che Luca qui può aver presente, faceva già chiedere la protezione dal pericolo di una simile defezione. Viene da citare a questo riguardo il giudizio su coloro che un tempo avevano «conosciuto la parola buona e le forze del mondo futuro» (Eb 6,4s). Si potrebbe cadere in una nuova schiavitù particolarmente grave, alla quale però Gesù potrebbe sempre far fronte.

PREGHIERA

Nessuno, o Signore, può salvarsi dalle mani del massacratore, se non per la tua grazia. Nessuno, può liberare noi, i venduti a causa del peccato, dalle catene dell’oppressore, se non con il tuo aiuto, o Redentore!


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Re: IL TESTO EVANGELICO DEL GIORNO

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