Vangelo di Gesu' - Anno C

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Ven Gen 08, 2016 2:11 pm

L’episodio della prima moltiplicazione dei pani, ricorda episodi dell’Antico Testamento, come il dono della manna (Es 16 Nm11). Gesù è superiore ai profeti, a Mosè stesso, che nel deserto ricevette il dono della manna per sfamare Israele. A partire da questo episodio, i discepoli pur avendo visto, non comprendono chi è Gesù, perché non avevano compreso <il segno dei pani>. Il pane offerto alle folle richiama la parola di Dio e Gesù stesso diviene il pane eucaristico, segno della futura Eucaristia
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Andrea il Sab Gen 09, 2016 8:00 am

Sabato dellA II  settimana di Natale

VANGELO (Mc 6,45-52)

Videro Gesù camminare sul mare.

+ Dal Vangelo secondo Marco
Dopo che i cinquemila uomini furono saziati, Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, a Betsaida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: "È un fantasma!", e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!". E salì sulla barca con loro e il vento cessò.
E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.
Parola del Signore.

OMELIA

Nella traversata della vita capita frequentemente di dover affrontare le tempeste, suscitate dalla suscettibilità, dalle incomprensioni, da contrasti della vita, da sventure... che ci fanno tremare e ci agitano come succedeva ai discepoli mentre traversavano il lago. Per loro buona fortuna, quando sono ormai sfiniti e quasi vinti dalla fatica, interviene Gesù... Al loro primitivo turbamento e spavento, subentra la meraviglia... quasi incredula. E' il Maestro buono che viene in loro soccorso invitandoli a non aver paura... E una volta accolto sulla barca, il vento cessa, le acque si calmano... Rimane in loro lo stupore che l'evangelista tenta di giustificare "perché non avevano capito il fatto dei pani...". Volesse il cielo che nelle nostre tempeste personali, familiari, comunitarie ci rifugiassimo nel Signore Gesù, lo accogliessimo nella barca della nostra povera vita! Il Padre celeste non si lascerà invocare invano... anzi, come ci dice Giovanni, vuole rimanere in noi, dimorare e vivere in noi, manifestandoci tutto il suo amore nella donazione del suo Figlio come Salvatore. Egli è amore! Vivere nell'amore di Dio e del prossimo costituisce la garanzia più valida di vittoria nelle prove, nelle tentazioni, nelle tempeste dalle quali nessun uomo sarà risparmiato come non sono stati risparmiati Gesù, Maria, Giuseppe, i profeti... e tutti i santi. Giovanni ci ripete: "Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amor perfetto scaccia il timore...". Abbandonarci alla volontà del Signore come un bambino si abbandona fra le braccia della mamma costituisce motivo di pace e di serenità in qualsiasi situazione della vita. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE


«Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro… e si mise a insegnare… Prese i cinque pani e i due pesci… perché li distribuissero a loro…». Nei Vangeli troviamo diversi testi, oltre al nostro, che parlano dello sguardo del cuore di Gesù, con particolare riferimento alla sequenza verbale vedere-avere compassione. Pensiamo al lebbroso (Mc 1,40-42), all’unico figlio della vedova di Nain (Lc 7,12), al samaritano (Lc 10,33), al padre del figliol prodigo (Lc 15,20). Vedere e avere compassione rivela lo sguardo del cuore capace di “vedere oltre la vista”, per scorgere i bisogni dell’altro e farsene carico. E così Gesù interviene per guarire le malattie, insegnare la verità di Dio, spezzare il pane. Vedere e avere compassione ci restituisce un cuore che ascolta, vede e prende a cuore il cuore dell’altro, povero, ammalato, smarrito, assetato di verità e di senso, affamato di affetto e accoglienza. Certo, spesso le povertà ci mettono in difficoltà, come accade agli apostoli di fronte alla grande folla affamata di verità e di pane. Rimaniamo chiusi in noi stessi, scaricando sugli altri le responsabilità. Avere compassione: il verbo greco splagghnizomai indica il “ribollire delle viscere”, il lasciarsi afferrare dalla “tenerezza” per l’altro facendo propria la sua situazione. Si tratta di un’esperienza intensa, che apre lo sguardo del cuore sul cuore dell’altro, riaccende la luce della speranza e spalanca le braccia d’accogliente amore. Perché Dio ama come solo una madre sa amare, con un amore irradiante tenerezza! «Voi stessi date loro da mangiare»: questo comando contrasta con i parametri del buon senso, della logica umana e dell’efficienza che a volte pervadono anche la Chiesa. Troppo spesso cadiamo nella logica dei calcoli umani, seguiamo la logica dell’efficienza e non troviamo tempo per i poveri. Questo significa tradire il mistero dell’Eucaristia, perché Gesù ci insegna che proprio la povertà, che i discepoli vedono come ostacolo, per Lui è lo spazio del dono, è il segno della misericordia del Signore, che vuole la fraternità e la comunione fra tutti servendosi del poco che si ha, del poco che abbiamo: cinque pani e due pesci.

PREGHIERA

Signore Gesù, fammi dono del tuo sguardo del cuore per vedere e amare come te. Dammi la gioia di essere pane di compassione e abbraccio di consolazione per quanti incontro Meditazione


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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Gen 09, 2016 1:09 pm

Gesù dice ai suoi discepoli di prendere il largo per congedare la folla, e una volta congedata salì su un monte a pregare. Vedendoli in difficoltà perchè il vento era contrario, camminò sul mare verso di loro e loro spaventati credettero di vedere un fantasma, ma lui li tranquillizzò dicendo di non avere paura e una volta salito sulla barca il vento smise di soffiare. I discepoli erano meravigliati sia perchè Gesù aveva camminato sulle acque e sia per la moltiplicazione dei pani, non avevano compreso che lui aveva compiuto quel miracolo per dimostrare che il vero pane era Lui.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Sab Gen 09, 2016 2:32 pm

L’evangelista Marco, dopo la moltiplicazione dei pani, riferisce un altro fatto eccezionale, un ulteriore rivelazione della sua identità divina. Nel versetto 50, Gesù tranquillizza i discepoli dicendo: < sono io>,( lo stesso Dio si presentò a Mosè dicendo: <Io sono>) ma vedendolo camminare sulle acque si spaventano, credendolo un fantasma e per la durezza del loro cuore continuano a non comprendere quello che stavano vivendo. Gesù, va in soccorso ai discepoli in difficoltà, come oggi egli viene in soccorso a ciascuno di noi, specialmente quando siamo in piena tempesta, non chiede molto, solo aver fede in Lui.
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Domenica Battesimo del Signore

Messaggio  Andrea il Dom Gen 10, 2016 8:14 am

Domenica  Battesimo del Signore

VANGELO (Lc 3,15-16.21-22)


Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: "Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco".
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Parola del Signore.

OMELIA

"Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio". Nel tempo di Natale abbiamo ascoltato ripetutamente queste parole tratte dal Prologo del Vangelo di Giovanni. Siamo diventati in Cristo Figli di Dio per questo possiamo rivolgerci al Signore Dio Onnipotente e, come Gesù ci ha insegnato, chiamarlo Padre; per questo, animati dalla stessa fede, in Lui e per Lui ci chiamiamo, ci riteniamo e siamo realmente fratelli. Noi abbiamo avuto la piena garanzia di questi doni dal giorno del nostro Battesimo, doni che ci sono stati rafforzati con la discesa dello Spirito Santo con il sacramento della Confermazione. Oggi è Gesù che riceve il Battesimo di Giovanni nelle acque del Giordano. Il racconto di San Luca è estremamente essenziale: "Mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto". Giovanni Battista già aveva additato Gesù alla folla definendolo "L'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo", ora è la voce del Padre e la presenza dello Spirito Santo in forma di colomba a rispondere alla preghiera e all'umile gesto di Gesù, che certo non aveva bisogno di essere battezzato. Gesù è il Figlio di Dio, l'eletto e prediletto del Padre in cui ha riposto le sue compiacenze. Questo è un messaggio indubitabile che non solo alimenta, testimonia e certifica la nostra fede nel Verbo incarnato, ma ci rende consapevoli anche della nostra nuova dignità recuperata e riacquistata dalla missione salvifica di Gesù. È del grande Atanasio di Alessandria, metà del IV secolo, l'espressione : «Dio si è fatto uomo perché l'uomo diventi Dio». C'è un misterioso scambio, un discendere e un ascendere: la nostra natura umana viene ricondotta nella sfera del divino con una nuova incarnazione nel Verbo per mezzo della Vergine Immacolata. Il Verbo, la Parola scandita e promessa dal Padre celeste sin dal principio, trova la sua attualizzazione nella risposta del Figlio, nella Sua discesa tra noi, nell'incarnazione in Lui della nostra natura. Nelle acque del Giordano il mistero ulteriormente si svela dopo l'attesa, dopo il grande lungo, umile silenzio. Oggi siamo invitati a contemplare le meraviglie che il Signore ha operato per noi con il suo Natale dandoci la piena riconciliazione con Dio e la sublime dignità di "figli". Dobbiamo doverosamente rinnovare i nostri impegni battesimali per non deturpare con i diversi pericolosi inquinamenti la nostra splendida immagine, la nostra sublime dignità; dobbiamo dare lode a Dio, al suo Figlio Gesù Cristo, all'Amore eterno per quanto hanno operato e operano per noi. Così possiamo sperimentare la migliore consolazione; quella che ci trasferisce dai bassifondi del peccato all'amore vero. alla gloria di Dio, alla bellezza della grazia. La grazia che, come ci ricorda san Paolo: "Porta la salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani". Impariamo a salire verso Dio, lasciamo condurre da Lui! (Padri Silestrini)

MEDOITYAZIONE

Gesù, dopo essersi raccolto in preghiera, riceve il battesimo da Giovanni Battista e «il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo». Solo nella preghiera si svela la missione di Gesù, «il figlio mio, l’amato». Ma perché Gesù si fa battezzare? Egli non ha bisogno di conversione né di essere perdonato da Dio, eppure si mette in fila con gli altri, si fa solidale con il suo popolo. Mostra, così, il senso della sua missione. Gesù si lascia battezzare perché assume il peccato. In Lui si realizza il vero incontro fra l’umanità peccatrice e Dio. Il racconto ci presenta poi lo Spirito in forma di colomba che scende dall’alto: viene da Dio e non dall’uomo. Se nell’annunciazione a Maria l’unzione dello Spirito è avvenuta nel segreto del grembo, al battesimo di Gesù l’unzione è palese e manifesta: Gesù libererà e salverà l’uomo dal peccato e da ogni male. Dal giorno del battesimo lo Spirito Santo sarà l’inseparabile compagno di Gesù. La “voce” è di Dio Padre e si rivolge ai presenti parlando di Gesù. È come se il Padre si compiacesse pubblicamente del Figlio, perché questi ha fatto la scelta di immergersi tra i fratelli peccatori. Due volte i Vangeli ci fanno ascoltare la voce del Padre: qui al Giordano e sul Tabor. Nel resto del Vangelo il Padre non dirà più niente, neanche quando Gesù sarà crocifisso. Il battesimo di Gesù al Giordano anticipa l’evento del Calvario, quando il Figlio si immergerà nella morte come qui si immerge nell’acqua. Sul Calvario si squarcerà il velo del tempio, qui si squarcia il cielo. Sul Calvario Gesù consegnerà a tutti lo Spirito, qui riceve lo Spirito. Sul Calvario si rivolgerà a Dio chiamandolo “Padre”, qui è il Padre che lo chiama “Figlio”. Tutto lo svelamento di Gesù, come Parola incarnata del Padre, sta tra questi due momenti: il Giordano e il Calvario. Il battesimo è il seme che cresce e sul Calvario diventerà l’albero della Croce, perché nel Figlio amato Dio si consegna per sempre a noi come Padre d’amore.


PREGHIERA


Signore Gesù, grazie perché ti sei fatto peccato per me, grazie perché mi insegni che, nel farmi “uno” con gli altri, posso ancora sperimentare il cielo di Dio aperto nella mia anima, per vivere il mio battesimo nel calvario di ogni giorno.

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Gen 10, 2016 10:35 am

Oggi si commemora il Battesimo di Gesù. E' un avvenimento importante perchè Gesù facendosi battezzare da Giovanni inizia sia il Suo Divino Ministero ma anche perchè Dio Padre lo riconosce come il Figlio Suo su cui si è compiaciuto mandandogli lo Spirito Santo sotto forma di una colomba. Tutto il popolo credeva che fosse Giovanni il Cristo ma lui diceva sempre che verrà dopo di lui, uno ancora più forte che li battezzerà nel fuoco dello Spirito Santo, e Gesù facendosi battezzare ha adempiuto le parole di Giovanni.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Dom Gen 10, 2016 2:12 pm

La scena del battesimo di Gesù, che Luca ci descrive è concentrata sulla discesa dello Spirito Santo, (sotto forma di Colomba corporea) che illustra l’apertura dei cieli, chiusi a causa del peccato degli uomini. L’intero ministero di Gesù va letto attraverso quest’evento fondamentale, che costituisce ogni azione di Gesù, che mosso dalla forza dello Spirito Santo accompagnerà Gesù, vero Dio e vero uomo nella sua missione terrena. Con Gesù Dio torna ad abbracciare nella comunione la terra degli uomini ed è per questo che Gesù, assumendo tutti i peccati del mondo sceglie di ricevere il medesimo battesimo di penitenza dei suoi fratelli peccatori. Luca, riporta anche la voce di Dio, che conferma Gesù come figlio: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». Sarà il Figlio prediletto che istituirà il sacramento del Bsttesimo che ci renderà figli di Dio.

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Lunedi dopo l' Epifania

Messaggio  Andrea il Lun Gen 11, 2016 8:00 am

Lunedi dopo l' Epifania

VANGELO (Mc 1,14-20
)


Convertitevi e credete al vangelo.

+ Dal Vangelo secondo Marco
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.

OMELIA

Signore Gesù, perché sei venuto così tardi nella storia dell'umanità? Quanti miliardi di esseri umani sono esistiti prima di sapere ciò che tu vieni a insegnare agli uomini, prima di sapere che sono amati? È un insegnamento costante della Chiesa il dire che ogni essere umano è chiamato alla salvezza e ad essere divinizzato. Ma, sapendo che ogni uomo può ottenere questa salvezza per mezzo della fedeltà alla sua retta coscienza, ci si può ancora chiedere che cosa aggiunga l'annuncio missionario. Ciò che esso porta di unico è il far sapere a ciascuno di noi che siamo amati, che siamo tutti amati dal Padre. Siamo davvero consapevoli che Gesù, quando, nel Vangelo, dice a uomini semplici che incontra sul suo cammino: "Venite e seguitemi!", si rivolge a ogni credente, e non semplicemente a chi è chiamato a una vocazione eccezionale di sacerdote o di consacrato? Ogni credente è chiamato da Gesù perché sia con lui il portatore della Buona Novella; tutto il suo modo di essere grida: "Tu sei amato, noi tutti siamo amati". È questo il dovere assegnato dal Signore a ciascun credente, perché ogni credente è apostolo e inviato per comunicare la gioia della Buona Novella. Ed è spesso questa gioia che permette a ognuno di continuare il suo cammino con più speranza, attraverso le lacrime e le sofferenze, incomprensibili e a volte ripugnanti, della sua esistenza.

MEDITAZIONE

Il programma di Gesù suona come uno slogan in quattro battute: «Il tempo è compiuto. Il regno di Dio è vicino. Convertitevi. Credete nel Vangelo». Il tempo è compiuto: in greco, kairòs. È il tempo di Dio nel tempo dell’uomo. È il tempo della grazia! Senza Gesù non c’è futuro e il passato non ha senso. Il regno di Dio è vicino: il progetto di Dio è una vicinanza già realizzata e perdurante. Ma chiede accoglienza da parte dell’uomo per giungere a compimento. Convertitevi: è la follia d’amore di chi è consapevole che scegliere il Vangelo di Gesù significa uscire fuori da ogni compromesso, andare “oltre” le ragioni della ragione… Credete nel Vangelo: occorre credere non solo al Vangelo, ma fondandosi sul Vangelo, che è Cristo Gesù. Ma cosa significa concretamente cambiare mentalità e credere nel Vangelo? Marco lo spiega con ciò che è capitato a quattro pescatori: «mentre gettavano le reti…». Gesù cammina sulle strade della tua vita, passa proprio in mezzo alle tue fatiche e ti vede! Il suo vedere è anche un conoscere “dentro”. Gesù vede Andrea e Simone che si affaticano e li chiama ad andare dietro di Lui: non a seguire un ideale astratto, ma Lui. Sequela è ricalcare le orme di Gesù, è camminare insieme, ma con Gesù avanti a tracciare la strada e noi dietro a mettere i piedi sulle sue orme. «Vi farò diventare pescatori di uomini»: non si tratta di cambiare mestiere, ma di capire che si può pescare anche altro: non pesci, ma uomini. E così abbandonano il loro modo abituale di vita: lavoro, famiglia, compagni, ambiente… per andare dietro a Gesù, subito! È un’adesione senza compromessi. Chi segue Gesù deve cambiare radicalmente e giudicare ogni cosa nella prospettiva del Vangelo. L’aspetto più importante del discepolato non è la dottrina, ma la persona di Gesù e il suo progetto di vita, rivolto non a singole persone ma a due coppie di fratelli, perché per Gesù è importante seguirlo in atteggiamento e dimensione di fraternità. Nessuno può seguire il Signore per conto suo! Si va dietro a Cristo come fratelli, insieme. L’appello di Gesù è già un’opera di Chiesa, una comunione di fraternità.

PREGHIERA


Signore Gesù, dammi la grazia di una vera, radicale conversione, dammi di credere nel Vangelo senza compromessi, dammi la forza di dirti sì ricalcando le tue orme, perché in te il mio niente sia per gli altri pane d’amore.

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Lun Gen 11, 2016 2:06 pm

Gesù, annunzia la <Lieta notizia>, proclamando che <il tempo è compiuto>, ovvero è finito, per Israele e per gli uomini l’attesa della salvezza. Perché dichiara ciò? Perché il <Regno di Dio è vicino> e proprio in virtù della presenza di Gesù che la salvezza è offerta a tutti gli uomini. Ma per raggiungere la salvezza è necessaria la conversione, cioè cambiare mentalità e credere al Vangelo. Marco, in questo brano, inserisce la figura dei discepoli, presentandoci la figura di coloro che hanno creduto alla <lieta notizia> e <subito> hanno lasciato tutto per seguirlo. Sarà il primo passo di un cammino di conversione, verso la missione per cui sono stati chiamati.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Gen 11, 2016 5:46 pm

Gesù chiama i suoi primi discepoli, prima Simone e Andrea a cui promette di diventare pescatori di uomini, più in là chiama anche Giovanni e Giacomo che subito lasciano le reti del padre Zebedeo, per un Padre ancora più grande. Essi ancora non sanno che sono stati chiamati per una missione grandissima, cioè servire Dio attraverso il Figlio di Dio ma l'incontro con Gesù cambia sempre la vita di chi è chiamato a farne parte.
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Martedi dopo l' Epifania

Messaggio  Andrea il Mar Gen 12, 2016 7:51 am

Martedi dopo l' Epifania

VANGELO (Mc 1,21b-28)


Gesù insegnava come uno che ha autorità.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga a Cafàrnao, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Parola del Signore.

OMELIA  

L'insegnamento di Gesù non solo è vero, ma è la Verità; s'identifica cioè con perfezione della sua stessa persona umano-divina. Se ne accorgono in qualche modo gli ascoltatori, i quali rimangono stupiti del suo insegnamento, che viene dato appunto con autorità. Non possono non notare la differenza con quello degli scribi e dei farisei, dai quali lo stesso Gesù in un altro brano mette in guardia i suoi seguaci, affermando: "Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno". Se ne accorge anche un indemoniato, un povero uomo invasato da uno spirito immondo, che grida il suo sdegno contro Gesù, ma che non può fare a meno di dichiararne la divinità. Il Signore non accetta quella testimonianza, non vuole che si creda in lui per un'affermazione di satana, definito il menzognero; la fede autentica non può e non deve sgorgare dal demonio anche se, suo malgrado, è costretto talvolta a dire la verità su Cristo. Impone quindi il silenzio al demonio e lo scaccia da quell'uomo. Egli chiederà ai suoi: "anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre". Quindi è dall'essere del Cristo che emana l'autorità e la verità: egli è Dio e per la volontà del Padre si è incarnato e quello che dice e fa tutto è orientato all'adempimento della sua volontà santissima: "le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza". Noi diamo autorità a Cristo quando il nostro ascolto è docile e accogliamo il seme della sua parola in un terreno buono e fecondo. La nostra testimonianza diventa efficace quando viviamo in coerenza di quella parola. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Il Vangelo di Marco è un’iniziazione al mistero cristiano, un Vangelo per i catecumeni, cioè per coloro che già hanno sentito il primo annuncio (kerigma), ma ora devono giungere a una più profonda comprensione “esistenziale” del mistero di Gesù. Per questo, Marco nel suo Vangelo vuole rispondere a due domande. La prima è centrale e l’altra conseguentemente a essa legata: chi è Gesù? Chi è il discepolo? Sono due facce del medesimo mistero: la via di Gesù è la via del discepolo. Il Vangelo di Marco è un viaggio dall’oscurità alla fede, per scoprire lentamente l’autorevole misteriosa figura di Gesù. Lui insegna con autorità e guarisce un uomo posseduto dal demonio: è il primo scontro con le forze del male e Gesù ne esce vincitore perché ha l’autorità di Dio! Due volte nel nostro testo si parla dell’insegnamento di Gesù fatto con autorità, ma non si riporta il contenuto di questo insegnamento. La gente, comunque, più che dalla dottrina in sé, è «presa da timore» per il modo di insegnare di Gesù. Gli scribi, infatti, per rafforzare il loro insegnamento citavano riconosciute “autorità”. Gesù non fa riferimento ad alcuno e si appoggia soltanto sulla forza della Parola che Lui è. Il nostro vocabolo “autorità” viene dal latino auctoritas, che deriva dal verbo augere, che significa aumentare, far maturare, far crescere. L’autorità è la forza che serve a sostenere, incrementare e far crescere le persone attraverso una relazione di servizio e di carità intellettuale-educativa. L’autorità aiuta a diventare “liberi”; esiste solo in relazione ad una verità da accogliere e portare a compimento nella libertà. Proprio per questo Gesù libera un uomo dallo «spirito impuro» che lo schiavizza e impone a questo spirito del male di tacere: è il segreto messianico, cioè il silenzio che Gesù chiede, per esserci senza apparire, agire senza clamore. Anche quando compie miracoli Gesù non vuole “spettacolo”; rigetta la religione del clamore. Perché il suo Vangelo è come un seme nascosto, un seme che muore, e agisce nel nascondimento dentro la storia, come lievito e sale, come luce che illumina. Proprio per questo «la sua fama si diffuse subito ovunque».

PREGHIERA

Signore Gesù, libera il mio cuore da ogni oppressione, da tutte le zavorre che appesantiscono la vita, da tutte le attese e le pretese non “pure”. E fa’ che non cerchi mai di apparire ma di servire per essere in te seme nascosto di Vangelo.

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Gen 12, 2016 9:24 am

Gesù insegna ad una sinagoga di Cafarnao, e tutti i presenti sono stupiti dal suo insegnamento molto diverso da quello degli scribi. Ad un certo punto un uomo posseduto da un demonio gli dice sotto la sua influenza che è venuto a rovinare tutti gli spiriti impuri come lui, e di sapere chi era: il Santo di Dio. Gesù allora scacciò il demonio da quell'uomo imponendogli di tacere, e dopo questo episodio la sua fama si diffuse in tutta la Galilea.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Mar Gen 12, 2016 6:41 pm

 La giornata di Gesù inizia nella sinagoga, durante la preghiera del sabato. E’ un sabato particolare perché avviene la guarigione di un indemoniato. Tutto avviene sotto gli occhi meravigliati della gente che, di fronte alle azioni compiute da Gesù, si domanda: «Che è mai questo? Ed è stupita dall’autorità con il quale Gesù parla…… Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La forza dell’attività di Gesù è il rapporto con il Padre, espresso dalla preghiera che guida  la sua giornata dal mattino fino a sera confidando nel Padre che tutto  può.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Andrea il Mer Gen 13, 2016 8:05 am

Mercoledi dopo l' Epifania

VANGELO (Mc 1,29-39) .


Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.

+ Dal Vangelo secondo Marco.
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore

OMELIA

Gesù passava spesso le notti in preghiera. Le sue giornate erano spese in lunghi viaggi, con soste nei villaggi e nelle città dove si radunavano grandi folle, desiderose di ascoltarlo e dove incontrava l'umanità più povera e bisognosa delle sue guarigioni fisiche e spirituali. Nel vangelo di oggi, dopo l'episodio dell'indemoniato, l'evangelista Marco ci narra di Gesù che entra nella casa di Simone, che era quasi accorpata alla sinagoga. Il primo atto di Gesù è ancora una guarigione: ad essere risanata è la suocera di Pietro. Gesù si accosta, la prende per mano, la solleva e la guarisce all'istante. Bello e significativo questo gesto del Signore di prendere per mano e sollevare. Quante volte con accenti diversi abbiamo desiderato e gli abbiamo chiesto la stessa cosa per noi. È sera, ma la giornata di Gesù non è ancora terminata: "dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni". Così egli adempie alla sua missione, così si manifesta al mondo: Gesù è colui che guarisce e che salva, colui che si cala dentro la nostra storia per redimerla. Questa città riunita dinanzi alla porta della Casa di Pietro ci fa pensare a quella parte di umanità, che pur non essendo dentro la chiesa, da essa si attende gesti concreti di salvezza, per la potenza del suo fondatore, Cristo Gesù. Anche ai nostri giorni molti rimangono ai margini della nostra chiesa, magari la contestano per le sue umane debolezze, ma non smettono di sperare un aiuto, un soccorso, un orientamento dal vangelo, da Cristo stesso, dai suoi testimoni, da ciascuno di noi. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

La giornata di Gesù comincia con un miracolo “banale”: la guarigione dalla febbre della suocera di Pietro. Gesù si fa prossimo e l’aiuta a “risorgere” prendendola per mano. La conseguenza viene espressa dal verbo diakonein. La donna guarita celebra il rendimento di grazie a Gesù attraverso la diaconia a Lui e alla sua comunità. Ecco, noi dobbiamo sapere “abitare” le case delle famiglie, dei poveri, dei malati, perché la vera casa non è il tempio, ma la vita ordinaria degli uomini e delle donne. Perché la Chiesa si edifica dal basso, cioè a partire dalla strada e dalle case. Per aiutare la gente a “risorgere”, a ritrovare la speranza, a ritrovare il gusto e il senso del vivere. Tutto questo accade se noi abbiamo il coraggio di annullare le distanze, farci prossimo, toccare con mano. La suocera di Pietro rappresenta l’umanità, spesso divorata dalla febbre della debolezza e della fragilità, che ci chiede la carità della prossimità, fino a prenderla per mano aiutandola a rialzarsi, per rinascere alla logica dell’amore nel servizio. Poi, «al mattino si alzò quand’era ancora buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava»; si noti il passaggio dall’aoristo all’imperfetto: si alzò, si ritirò, pregava, cioè un’azione continuata, quasi un modo abituale d’essere di Gesù. La sua carità è prossimità, ascolto, coraggio di risollevare gli altri, assunzione dei gemiti del popolo. Ma è anche preghiera prolungata, “riposata”, dalla quale nasce il bisogno di evangelizzare, di “raccontare” Dio, di vivere una “pastorale della strada”: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là». È sempre così: la preghiera, se è vera e profonda, ci spinge alla prossimità nella carità e nell’evangelizzazione, naturale “germoglio” della contemplazione. La preghiera è ritrovarsi nella solitudine del cuore. La solitudine non è “solitarietà”, ma ingresso nella profondità di sé in compagnia di Dio. La solitudine è il momento in cui faccio tacere ogni suono e ogni rumore e lì, dentro la mia anima a volte trafitta dal non senso e dalla stanchezza, scopro ancora la mano di Dio che sostiene la mia. In questa solitudine contemplativa ritrovo la forza di rialzarmi, di farmi prossimo agli altri, di sostenere la loro mano, per amarli come li ama Dio

PREGHIERA

Signore Gesù, dammi la grazia di vivere la mia giornata al ritmo di Parola e Preghiera per danzare la vita fra prossimità e carità, solitudine e solidarietà.

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Gen 13, 2016 10:04 am

La missione di Gesù comincia con la guarigione della suocera di Simone, verso il tramonto gli portavano tutti i malati nel corpo e quelli che avevano in corpo il demonio a cui impediva di parlare perchè sapevano che Lui era il Figlio di Dio. La mattina presto, in un luogo isolato pregava, e mentre i suoi discepoli trovatolo gli dissero che tutti lo cercavano, egli disse di andare altrove nei villaggi limitrofi perchè Lui era venuto per portare la Parola di Dio a tutti, e la sua fama si diffuse per tutta la Galilea perchè predicava in tutte le loro sinagoghe e scacciando indemoniati.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Mer Gen 13, 2016 5:35 pm

Marco,  riporta nel suo vangelo un piccolo episodio che potrebbe essere considerato banale: la guarigione della suocera di Simone. Con questo episodio, Marco ci presenta una giornata tipo di Gesù …. Accompagnato dai suoi discepoli, entra in casa di Pietro,  chissà quante volte, dopo la preghiera in sinagoga, andavano in casa di Pietro, dove la suocera li serviva,  ma in questo racconto leggiamo che la suocera, era malata, allora egli, si accosta e prendendoli una mano, la febbre la lasciò.  Marco, sottolinea che Gesù la <rialzò>, poi  <li serviva> semplici  gesti, che evidenzino l’umanità di Gesù che offre la salvezza di Dio verso gli uomini
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Giovedi dopo l' Epifania

Messaggio  Andrea il Gio Gen 14, 2016 8:07 am

Giovedi dopo l' Epifania

VANGELO (Mc 1,40-45)

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.


+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore.

OMELIA

Sperare oltre ogni speranza. È un sentimento umano che sgorga solo quando siamo animati da una fede in qualcosa o qualcuno che supera le ordinarie possibilità. La speranza del povero lebbroso, prostrato ai piedi di Gesù, in atteggiamento di supplica, è davvero ben riposta. Non sappiamo se egli abbia udito dal Maestro la solenne affermazione con la quale si proclamava medico e portatore di misericordia: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori", sicuramente però, in qualche modo, è sgorgata in lui la fede, la speranza e la certezza di potersi accostare a Gesù senza incorrere in un rifiuto e in un allentamento per la sua lebbra, malattia, considerata da tutti, immonda. Gesù infatti lo accoglie, lo tocca e lo guarisce. Gli impone il silenzio, "ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte". Capita di non poter tacere la gioia di una vita recuperata. È più che perdonabile la disobbedienza del lebbroso guarito: si sente rinato e deve dire a tutti chi è stato l'autore della sua prodigiosa rinascita. Dovremmo anche noi essere i cantori della bontà e della misericordia divina, ogni volta che siamo liberati dalla lebbra del nostro peccato. Dopo ogni nostra confessione ben fatta. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

Gesù, creando scandalo attorno a sé, si lascia avvicinare dal lebbroso. Perché… non è venuto a salvare se stesso, ma a cercare e a salvare ciò che era perduto. L’Evangelista illustra l’agire di Gesù con quattro verbi: ne ebbe compassione, stese la mano, lo toccò, gli disse. La prima reazione di Gesù dinanzi a quest’uomo è avere compassione, un verbo tipicamente femminile e materno. Prima di essere Parola, Dio è compassione; prima di agire e guarire, sente battere il suo cuore e ribollire le sue viscere. Perché Dio è compassione, o semplicemente non è. Ciascuno di noi è venuto al mondo grazie all’amore di una madre, quindi la nostra vocazione di uomini e donne è quello di essere “madri” e saper generare la vita negli altri attraverso il fremito del cuore, il ribollire delle viscere, quella lama d’amore che trafigge anche la nostra carne. Nessuno può essere davvero se stesso se non in questa maternità d’amore che si fa dono. Gesù ha compassione, tocca e abbraccia con la tenerezza di una madre, perché una madre non ha paura di abbracciare il suo figlio ammalato, fosse anche coperto di piaghe nauseanti. Ogni creatura per Dio è figlio e, come la madre abbraccia e serve amorevolmente i suoi figli, così Gesù è venuto a testimoniarci la compassione di Dio, il chinarsi con tenerezza di Dio verso di noi. L’Amore si è incarnato per annullare le distanze dall’umanità e restituire l’amore alla sua purezza. Superare le distanze significa trovare il coraggio, ogni giorno, di “toccare l’altro”, di fargli sentire la nostra presenza, il nostro esserci, il nostro amore. E nessuno di noi può ritenersi esente dal sentirsi amato. Gesù sa quale sarà il prezzo del suo stendere la mano; scribi e farisei sono sempre lì a giudicarlo, a cercare ogni occasione per decretare la sua morte. Ma a Gesù non importa, a Lui interessa annullare la distanza da quell’uomo, fargli superare il senso di solitudine e di emarginazione, creare un legame di vita. Non gli basta stendere la mano, lo vuole “toccare”. Quel “tocco” ha, per il lebbroso, l’ebbrezza della carezza di Dio.


PREGHIERA


Eccomi davanti a te, Signore, nella mia lebbra e nelle ferite del cuore. A te tremante tendo la mano per toccare la trafittura del tuo costato e attingere balsamo per le mie piaghe. E ora accarezza tu l’anima mia perché consolazione per me sia.


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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Gen 14, 2016 9:50 am

Gesù ha sempre compassione di chi confida in Lui. Anche questo lebbroso che si fida di lui e gli chiede che se vuole può purificarlo lui avendone compassione lo guarisce, e dopo averlo guarito lo ammonì severamente di non dirlo a nessuno ma di osservare la Legge di Mosè, perchè Gesù non ama farsi pubblicità, il bene che Lui fa vuole che sia un atto di generosità nel Nome del Padre Suo. Questo ex lebbroso invece di fare come aveva detto Gesù, divulgò la sua guarigione a tutti, tant'è che Lui non poteva entrare in una città, preferiva i luoghi deserti e anche lì venivano da ogni parte.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Andrea il Ven Gen 15, 2016 7:59 am

Venerdi della I settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mc 2,1-12)

Il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

+ Dal Vangelo secondo Marco
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
Parola del Signore.

OMELIA

Fa parte della missione della Chiesa e di ogni cristiano farsi portatore delle altrui infermità. Tale dovere deriva dalla esperienza che felicemente ci è toccata, quando Cristo, il figlio di Dio, si è caricato, Lui per primo dei nostri peccati, pagando il nostro debito a prezzo della vita. C'è sempre sulla nostra strada qualcuno malconcio che implora il nostro aiuto. Noi stessi potremmo aver bisogno di un buon samaritano che si prenda cura selle nostre ferite o ci conduca dove e da chi poter recuperare la salute. Questo dovere e questa missione sembrerebbe sia in crisi ai nostri giorni, visto il comportamento di certi pirati della strada e non solo loro. Capita troppo spesso di fare del male agli altri e poi abbandonarli stremati a se stessi. La carità, quando è vera e disinteressata, costa sacrificio: i quattro del vangelo di oggi debbono superare non poche difficoltà per calare dal tetto il povero paralitico. La loro fede viene però abbondantemente premiata: "Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». È quindi la fede dei portatori che ottiene prima il perdono dei peccati e poi la guarigione al paralitico dal suo male fisico. Gesù ribadisce così alcune importanti verità: la paralisi dello spirito è più grave di quello che immobilizza il corpo. Egli è il figlio di Dio e ha il potere non solo di guarire, ma anche di rimettere i peccati, checché ne dicano gli scribi. La finale dell'episodio risuona come un inno di lode e di ringraziamento: "tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE

L’afflusso della gente chiude lo spazio della Parola di Gesù e impedisce l’accesso a Lui dall’esterno. «Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone […] scoperchiarono il tetto»: per trasportare il paralitico vicino a Gesù, quattro amici aprono in senso verticale la casa bloccata. Solo quando l’uomo uscirà guarito, la casa si aprirà in senso orizzontale. La chiusura della casa è rotta così sui due assi dello spazio che si uniscono e si invertono nelle posizioni del paralitico, il quale entra dall’alto in basso ma orizzontalmente steso; esce in senso orizzontale, ma verticalmente in piedi. La casa è aperta prima dall’alto e poi di lato. Il passaggio dall’interno all’esterno è finalmente libero: «“Prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua”. Quello si alzò […] sotto gli occhi di tutti se ne andò». Le due trasformazioni del paralitico perdonato («Ti sono perdonati i peccati») e poi guarito («Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina») sono legate a quelle della casa e causate dalla Parola di Gesù. Gli specialisti del sapere religioso si ergono a guardiani di un cielo chiuso e denunciano la bestemmia quale violazione della frontiera che separa uomo e Dio. Ma grazie a Cristo Gesù la comunicazione fra cielo e terra è stabilita. La trasformazione della casa non è un semplice cambiamento di arredo: essa tocca in profondità il rapporto fra remissione dei peccati e guarigione dalla paralisi. La paralisi della malattia impedisce la comunicazione “orizzontale”, cioè con gli altri; la paralisi del peccato impedisce la comunicazione “verticale”, cioè con Dio. La duplice liberazione ricrea un uomo capace di camminare da solo in piedi attraversando lo spazio orizzontale «davanti a tutti» e provocando, perciò, l’estasi della lode a Dio: «Non abbiamo mai visto nulla di simile». La casa-Chiesa è ormai aperta dall’alto e dall’interno: dal cielo e verso la città, grazie alla fede di quattro amici, ai quali nessuno, nemmeno il paralitico guarito, esprime gratitudine. In silenzio e sostenendo una grande fatica erano arrivati, in silenzio se ne vanno.

PREGHIERA

Signore Gesù, Amico, sempre pronto all’ascolto e al risanamento del cuore. Amico di libertà e infinito respiro, carezza di solidarietà e melodiosa sinfonia d’eterna appassionata compagnia.

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Gen 15, 2016 9:28 am

Gesù torna a Cafarnao e lì si raduna una folla immensa che lo vuole vedere e ascoltare, ci sono quattro uomini che per fargli vedere un paralitico entrano dal tetto e Gesù gli dice che gli sono perdonati i peccati. Alcuni scribi lo sentono e dice che bestemmia perchè solo Dio può perdonare i peccati, allora Gesù conoscendo i loro pensieri dice loro che è più facile rimettere i peccati o dire a quel paralitico di camminare? E per dimostrare che il Figlio dell'Uomo può guarire sia lo spirito che le malattie dice al paralitico di alzarsi e camminare, e lui lo fa sotto gli occhi di tutti i presenti, che visto il miracolo lodavano Dio.
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Ven Gen 15, 2016 3:16 pm

Il paralitico perdonato e guarito, ci porta ad analizzare la controversia con gli scribi, nata intorno al tema del perdonare dei peccati che Gesù dichiara di avere e che spetta solo a Dio. Emerge con chiarezza il problema dell’identità di Gesù. Farsi Dio era una bestemmia punibile con la morte, ma Gesù conoscendo i loro pensieri li pone davanti ad una sola realtà….. la fede dimostrata da coloro che accompagnano il paralitico è così grande che Gesù esaudisce la richiesta del paralitico dicendo: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». ….. àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua»
La grandezza dell’identità di Gesù <Cristo Figlio di Dio e dell’uomo>, il cui mistero porterà sempre l’uomo a domandarsi: <Chi è mai costui?>
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Sabato della I settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Sab Gen 16, 2016 8:16 am

Sabato della I settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Mc 2,13-17)

Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Parola del Signore.

OMELIA

L'evangelista Luca, con il suo linguaggio semplice, essenziale, pittorico, pone oggi sotto i nostri occhi una scena viva e significativa: Levi, seduto al banco, intento al suo lavoro di chiedere, riscuotere e magari estorcere le imposte ai passanti. Un mestiere ingrato e che forse produce ricchezza, ma che genera sempre tante antipatie, come tutti quelli, che per ragioni diverse, hanno il compito di esigere tasse, multe, dazi e denaro in genere. Chi ci tocca il portafoglio, a torto o a ragione, non ci è mai simpatico. Proprio questo personaggio, con questo mestiere, con queste credenziali, non tra le migliori, suscita invece l'interesse e la simpatia di Gesù. Gli dice semplicemente: "sèguimi!". Egli evidentemente, quando assume il suo ruolo di salvatore dell'uomo, stravolge le nostre stime e i nostri giudizi: egli comincia dagli ultimi, dai più lontani, dai più bisognosi. Si rivolge in modo preferenziale a coloro che, pur immersi nel male o invischiati nelle cose del mondo, o sedotti dal dio denaro, anelano a qualcosa di diverso e di migliore, anche se non sono ancora in grado di vedere da dove, da che cosa, da chi potranno ricevere quel qualcosa. Quell'anelito e l'embrione della fede, che il Signore Gesù sapientemente riesce a far crescere. Così fa con Levi, cosa fa ancora con tanti del nostro tempo. Sfida poi i suoi nemici, ipercritici e puritani, andando a mensa a casa di Levi, ritenuto da tutti un pubblicano e un peccatore. È in quella famosa cena che Gesù proferirà una delle sue affermazioni più solenni e scultoree, dicendo ai convitati di allora, ma a tutti noi: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa verità è destinata a restare immutabile nei secoli: è una delle prerogative principali del Cristo e dei suoi ministri, dovrebbe essere una dote sempre viva ed attuale della sua chiesa e una ferma ed irremovibile convinzione di ogni cristiano, di ognuno di noi. (Padri Silvestrini).

MEDITAZIONE

Levi, figlio di Alfeo, viene intercettato da Gesù mentre è «seduto al banco delle imposte» di Cafàrnao. La fame di denaro lo aveva fatto sistemare lì a riscuotere le tasse per conto dei romani, gli oppressori. Per questo mestiere “malfamato”, egli era ritenuto un impuro e il suo nome era stato cancellato dal registro del tempio. Gesù, invece, lo vede: per Lui non è un “lontano” da evitare ma un malato da guarire, un “morto” da risuscitare. E dopo aver ascoltato quel «Seguimi», Levi «si alzò»: è il verbo tipico per indicare la risurrezione e il “risveglio” dal sonno della coscienza e della morte. Da schiavo di un’inquieta avidità, Levi diventa un uomo “nuovo”, un discepolo. Un uomo, solo, seduto al banco delle imposte, scomunicato e senza Dio, uno sguardo che incrocia il suo, una parola: “Seguimi”. Levi-Matteo naufraga in quegli occhi; il contabile abbandona la logica dell’avere e se ne va dietro a Gesù senza calcolare più nulla, senza neppure domandarsi dove sia diretto. Segui me: questa parola senza perché, questa mancanza di ragioni è la vera ragione del discepolo. È Gesù il nome del coraggio che fa partire. Levi-Matteo si è convertito a Cristo, perché ha visto Cristo convertirsi a lui, fermarsi e girare lo sguardo dalla sua parte. Dalla strada alla casa, insieme alla mensa dell’amicizia. Gesù vuole condividere la vita di coloro che chiama a seguirlo. L’amicizia con Lui ci allontana dal peccato, dall’ipocrisia, dall’infedeltà. C’è sempre qualcuno che si ritiene giusto e va a dire a Gesù quello che deve fare. Ma quelli che si ritengono duri e puri non si salvano, perché contano solo sulla forza dell’osservanza rituale; il loro cuore è lontano da Dio. È presbite Dio! Vede meglio i lontani che i vicini: «Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Qual è il merito dei peccatori? Nessuno. Ma scoprono un Dio più grande del loro cuore. Perché Dio non si merita, si accoglie! L’Amore si svela proprio nell’amare chi amabile non è. Il Dio che vuole la misericordia più che il sacrificio è il Dio che accorda un primato all’uomo e si fa carico delle sue debolezze e dei suoi fallimenti.

PREGHIERA

Signore Gesù, dammi la grazia di intercettare il tuo sguardo, apri la conchiglia del mio cuore perché ascolti e accolga la tua Parola, e fa’ che sperimenti la gioia della tua amicizia per rimanere alla mensa della tua misericordia.

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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Gen 16, 2016 10:01 am

Gesù chiama a sè un pubblicano di nome Levi e lo invita a seguirlo, a Lui non importa il suo ruolo nella società ma solo il fatto che è un peccatore da convertire. Quando si mette a tavola con altri pubblicani e peccatori, gli scribi si chiedono perchè un "presunto" uomo di Dio si mette a tavola con gente da evitare, ma Gesù risponde che non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati, e che lui è venuto per convertire i peccatori perchè tutti gli uomini siano partecipi dell'Amore di Dio.
I love you
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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

Messaggio  annaxel il Sab Gen 16, 2016 2:49 pm

Levi, è quel discepolo che conosciamo come Matteo. Cosa è accaduto nella vita di Levi? La risposta è semplice: ha incontrato Gesù. Levi, era un esattore delle tasse, lavorava per i romani, e solo questo lo rendeva non gradito al popolo, in quanto considerato un peccatore. La misericordia di Dio verso i peccatori, che Gesù è venuto a rivelare, non ha limiti, Gesù guarda il cuore delle persone e la sua missione è guarire dal peccato ogni uomo. I farisei e gli scribi, ancora una volta discutano sul comportamento di Gesù, perché era seduto a tavola con pubblicani e peccatori, la risposta di Gesù è chiara: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Bastano poche parole per seguire Gesù, a Levi, una sola :
< Seguimi >, ed egli lasciò tutto e lo seguì.
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Domenica della II settimana del Tempo Ordinario

Messaggio  Andrea il Dom Gen 17, 2016 8:05 am

Domenica della II settimana del Tempo Ordinario

VANGELO (Gv 2,1-11)

Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le anfore»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Parola del Signore.

OMELIA  

Questo vangelo è commuovente quando lo si considera come un semplice episodio della vita pubblica di Gesù, un intervento di bontà e di potenza per togliere dall'imbarazzo delle persone che non erano state capaci di prevedere bene tutto. «Non hanno più vino»: Gesù, che sua madre Maria ha messo al corrente, interviene con un dono sovrabbondante. Dobbiamo capire però, come ci dice bene san Giovanni, che questo episodio ci presenta un segno, anzi, l'inizio stesso dei segni, non si tratta cioè di un semplice fatterello, felice racconto, ma della rivelazione del piano divino, del progetto di Dio. Dal racconto di Cana si può dire quello che scrive san Paolo dell'unione dell'uomo e della donna: «Questo mistero è grande, lo dico in rapporto a Cristo e alla Chiesa». L'episodio di Cana è grande perché è il segno del mistero di Gesù e della Chiesa, ci dice che l'intenzione divina è sempre una intenzione d'amore. Gesù è venuto fra noi per trasmetterci l'amore, per suscitare l'amore. E' venuto a stabilire la sua alleanza tra e con noi. E l'episodio di Cana annuncia in modo misterioso questa nuova alleanza. Gesù celebrerà le vere nozze tra Dio e l'umanità, darà il vino necessario perché la festa nuziale non sia interrotta, ma arrivi al compimento. E questo vino non sarà semplicemente l'acqua mutata in vino, sarà la trasformazione della natura umana di Gesù. Egli verserà il suo sangue come vino delle nozze, cioè giungerà all'estremo dell'amore accettando una morte violenta e trasformandola in mezzo di unione definitiva tra lui e gli uomini, tra gli uomini e Dio. Il mistero di Cana, inizio dei segni, deve, come è stato per i discepoli, stimolarci a credere pienamente in Gesù e, nello stesso tempo, deve darci una fiducia filiale in Maria, sua e nostra madre, che ci guida, ci incoraggia, ci aiuta potentemente. (Padri Silvestrini)

MEDITAZIONE



In greco il Vangelo odierno si apre così: «Il terzo giorno vi fu una festa di nozze»: con questa indicazione cronologica, il Vangelo ci richiama i grandi eventi della storia sacra che si verificano proprio il terzo giorno. Pensiamo al sacrificio di Isacco (Gen 22,4), alla teofania del Sinai (Es 19,11.16) con la consegna delle “dieci Parole”, alla risurrezione di Gesù… Siamo dunque dinanzi alla celebrazione di un patto nuziale! «E c’era la madre di Gesù»: nel quarto Vangelo Maria non è chiamata mai con il suo nome, ma sempre la madre. E compare solo in questo racconto nuziale e sotto la croce (Gv 19,25-27). Venuto a mancare il vino dice la madre di Gesù rivolta proprio a lui: “Vino non hanno”: Maria pone l’accento sulle persone e non sulla situazione in sé, e non chiede il miracolo, ma si limita alla constatazione di un caso disperato che induce Gesù a prendere l’iniziativa del miracolo. Maria non chiede e non domanda niente a Gesù, esprime la sua preoccupazione nei riguardi di persone in difficoltà e non vede una via d’uscita. E Gesù prende l’iniziativa di una soluzione inattesa. E proprio perché Gesù lascia capire che certamente interverrà, la Madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». A Cana, nozze e vino indicano i tempi messianici che si attuano ora nella persona di Gesù. In Lui si celebra il nuovo e definitivo patto nuziale fra Dio-Sposo in Gesù e l’umanità-sposa, simbolicamente rappresentata da Maria. A Cana, Maria si immedesima in quella situazione come fosse sua, perché si fa “uno” con quelle persone. E si mostra donna di coraggio: dalle parole di Gesù comprende che qualcosa succederà e allora si dà da fare. Maria ci aiuta a capire che anche nelle situazioni difficili c’è sempre qualcosa da fare... a cominciare dall’ascoltare (e dall’obbedire) con serietà la Parola del Signore! È il suo sguardo contemplativo, è la virtù dell’attenzione alle persone che lei in questo racconto ci consegna. Il racconto delle nozze di Cana assurge così a “prototipo”, a simbolo della nuova e definitiva alleanza fra Dio e il suo popolo in Cristo Gesù, fino all’Apocalisse, con il suo dialogo nuziale fra Gesù-Sposo e la Chiesa-Maria-Sposa.

PREGHIERA

Maria Santissima, Sposa di Dio e Madre della Chiesa, accendi nel mio cuore la speranza e la fiamma d’amore, perché di Gesù sia sempre testimone nella gioia della fedeltà e nella passione per l’unità.


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Re: Vangelo di Gesu' - Anno C

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