Vangelo di Gesù - Anno A

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Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Lun Nov 28, 2016 8:51 am

Vangelo di Gesù - Anno A

Domenica I dell' Avvento

VANGELO (Mt 24,37-44)


Vegliate, per essere pronti al suo arrivo
.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».

Parola del Signore
.


OMELIA


L'Avvento è attesa di un grande avvenimento che non può passare inosservato nella vita dell'umanità, come in quello di ogni uomo, specialmente se credente. E' come il sole che appare e fa notare la sua presenza anche se è coperto da oscure nubi. E' necessario quindi mettersi in movimento e cercare Lui, l'atteso delle genti e accorrere dove lo si può trovare, come ci suggerisce la prima lettura: occorre destarsi da un sonno che ci impedisce di vedere il sole che sorge e che illumina tutta la nostra vita, ci esorta San Paolo. E' necessario vegliare per riconoscere i segni del tempo, senza lasciarci sorprendere da eventi che possono sconvolgere tutta la nostra vita. Il messaggio per ognuno è chiaro: vivere la propria esistenza con impegno, serietà e costanza nell'attesa della venuta del Signore. Anche gli avvenimento della fede più forti possono lasciarci indifferenti. Presepi, natale, musica... son cose da bambini, si suole dire. Ma il vangelo ci ripete che se non diventate come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli. Se tu fratello, che sei pellegrino su questo mondo ti sei adagiato nelle tue realtà umane, come se durassero eternamente, scuotiti da questo ipnotismo che ti impedisce di vedere il succedersi degli interventi del Signore per la tua salvezza. Non a caso il brano del vangelo ci riporta al tempo di Noè, quando la gente mangiava, beveva, si divertiva senza darsi pena della tragedia che si avvicinava. Anche oggi molti delle nostra gente, anche credente, nonostante le tragedie che si susseguono su questo nostro pianeta: tsunami, inondazioni, terremoti, smottamenti, incidenti, stragi della discoteca, terrorismo, strage di gente innocente... vivono nella dimenticanza del giorno del Signore, nella superficialità e forse nel rifiuto di Dio senza nemmeno pensare che da un momento all'altro si potrebbe essere chiamati a comparire dinanzi a lui per rendere conto della propria vita. L'avvento ci sprona a fermarci un poco, a riflettere verso quale direzione è orientata la nostra vita, a mettere un po' di ordine nella nostra coscienza. Quindi preghiera personale e comunitaria, lettura della Parola di Dio, partecipazione alle iniziative parrocchiali o diocesane, sotto la protezione e la guida della Madonna, nel tempo liturgico che maggiormente le si addice. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE



Il capitolo 21 inizia con Gesù che osserva nel Tempio chi getta offerte nel tesoro e indica nella vedova povera chi «ha messo più di tutti»; e si conclude con l’annotazione: «Durante il giorno insegnava nel tempio… E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo». È il capitolo che contiene il lungo discorso di Gesù che prende spunto dalla ammirazione di alcuni per “le belle pietre del tempio e i doni votivi che lo adornavano”; di fronte ad essa Egli dice: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Si sviluppa a partire di qui l’insegnamento su cui già ci siamo soffermati sottolineando che non il “quando accadrà” interessa, ma come prepararsi a ciò che si profila all’orizzonte. Propongo alla riflessione un passo della Lumen fidei (8-10, passim) di papa Francesco: «La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia… Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. In questo modo la fede assume un carattere personale. Dio risulta il Dio di una persona, capace di entrare in contatto con l’uomo e di stabilire con lui un’alleanza. La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio, capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via».


PREGHIERA



È bella, Signore, la vita non perché sempre piacevole, ma perché una promessa fondata sulla risurrezione del tuo Figlio. Ogni giorno che spunta è un bene che nasce sul nostro orizzonte di uomini.


Ultima modifica di Andrea il Lun Nov 28, 2016 9:23 am, modificato 1 volta
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Lun Nov 28, 2016 9:14 am

Lunedi della I settimana dell' Avvento

VANGELO (Mt 8,5-11)


Dall'oriente e dall'occidente verranno nel regno dei cieli.


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».
Parola del Signore.

OMELIA


Il tempo di avvento, il tempo di attesa è un tempo di conversione, di riflessione, che si apre con la predicazione gioiosa del vangelo di Matteo, cioè una salvezza che viene offerta all'umanità intera, non soltanto agli Ebrei. Perciò il profeta Isaia invita tutto il popolo alla conversione totale, alla purificazione, alla riconciliazione per accogliere il dono di Dio che è un gesto d'amore infinito e di affetto. Con questo atto di libertà, l'evangelista Matteo ci mostra la grande misericordia di Cristo che è senza limite e senza barriere, cioè il Cristo non guarda la razza, la nazione, la lingua. Egli vede soltanto il cuore dell'uomo, la sua fede. Questo per dire che la sua visione di messia va al di là delle divisioni umane, politiche e religiose. Il Signore accoglie nel suo regno chiunque riconosce di aver bisogno di lui, e si affida totalmente alla sua parola. Preghiamo oggi per tutti coloro che sono in ricerca, non necessariamente battezzati come noi: possano anche loro, come il centurione romano del vangelo di oggi, riscoprire la bellezza della fede in Gesù che accoglie tutti e salva tutti. (Padri Silvestrini)

Meditazione


Il capitolo 21 inizia con Gesù che osserva nel Tempio chi getta offerte nel tesoro e indica nella vedova povera chi «ha messo più di tutti»; e si conclude con l’annotazione: «Durante il giorno insegnava nel tempio… E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo». È il capitolo che contiene il lungo discorso di Gesù che prende spunto dalla ammirazione di alcuni per “le belle pietre del tempio e i doni votivi che lo adornavano”; di fronte ad essa Egli dice: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Si sviluppa a partire di qui l’insegnamento su cui già ci siamo soffermati sottolineando che non il “quando accadrà” interessa, ma come prepararsi a ciò che si profila all’orizzonte. Propongo alla riflessione un passo della Lumen fidei (8-10, passim) di papa Francesco: «La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia… Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. In questo modo la fede assume un carattere personale. Dio risulta il Dio di una persona, capace di entrare in contatto con l’uomo e di stabilire con lui un’alleanza. La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio, capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via».

PREGHIERA


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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Nov 28, 2016 9:56 am

Un centurione dice a Gesù che un suo servo è malato, e Gesù si mette a disposizione di quest'uomo. Ma il centurione dice che lui non è degno di riceverlo nella sua casa ma che sarà sufficiente una sola parola perchè il suo servo guarisca. Gesù meravigliato dalle parole di quest'uomo dice che nemmeno in Israele ha trovato una fede così grande, e poi dice a tutti che verranno da oriente e occidente per sedere a mensa con i grandi patriarchi di Israele. Per Gesù la fede in Lui è la cosa più importante e la fede di questo centurione lo tocca profondamente, perchè lui non è uno d'Israele e Gesù dice che saranno proprio persone come a lui a sedere assieme ad Abramo, Isacco e Giacobbe.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Lun Nov 28, 2016 11:37 am

Alle porte di questo nuovo Avvento, la Chiesa ci pone dinanzi la figura di questo centurione, nel quale possiamo vedere ciascuno di noi.  Il centurione non rappresenta una fede magica; egli ha camminato dentro il dolore e l'angoscia e l'approdo a Gesù deriva dalla certezza di una fede adulta, tanto che Gesù, riconosce in questo centurione pagano un cuore umile e accetta di guarire il suo servo. Le parole che usciranno dalla bocca del centurione rimangano nella storia e verranno proclamate in ogni Santa Messa:"Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito": è cosciente della sua indegnità, non fa parte del Popolo eletto, ma riconosce in Gesù l'unico Salvatore....l'avvento è questo:”Aprite le porte a Cristo!!”come fece quel centurione.
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Martedi della I settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Mar Nov 29, 2016 8:34 am

Martedi della I settimana di Avvento

VANGELO (Lc 10,21-24)



Gesù esultò nello Spirito Santo.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Parola del Signore


OMELIA


L'autore della prima lettura ci orienta alla grande rivelazione messianica, cioè di una nascita prodigiosa nella stirpe di Davide, un uomo su cui lo Spirito Santo è fonte di potenza e di sapienza di Dio. Egli viene ad inaugurare la pace universale, a garantire l'amore fra gli uomini, a ristabilire il paradiso perduto, ciò che afferma anche il salmista, dicendo che viene il Signore come re di giustizia e di pace. L'evangelista Luca invece illustra questa rivelazione in chiave di dono, di grazia perfetta a coloro che sanno accogliere e ascoltare la parola del Signore. Questa accoglienza si rivela soltanto ai piccoli, agli umili e ai semplici di cuore, come gli apostoli e la Santa Vergine, che hanno riconosciuto la loro insufficienza dinanzi a Dio e si sono aperti alla Sua parola. Con tutto questo l'evangelista ci vuole significare un rapporto intimo di conoscenza amorosa che passa tra il Padre e il Figlio e viene partecipato anche ai piccoli e ai poveri. Oggi questo brano del vangelo non è riservato soltanto a loro, ma si rivolge anche a noi, cioè a tutti i cristiani al fine di porre una attenzione particolare all'ascolto della parola del Signore ed essere umili nei confronti di Dio e del prossimo.
(Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE


Il capitolo 21 inizia con Gesù che osserva nel Tempio chi getta offerte nel tesoro e indica nella vedova povera chi «ha messo più di tutti»; e si conclude con l’annotazione: «Durante il giorno insegnava nel tempio… E tutto il popolo di buon mattino andava da lui nel tempio per ascoltarlo». È il capitolo che contiene il lungo discorso di Gesù che prende spunto dalla ammirazione di alcuni per “le belle pietre del tempio e i doni votivi che lo adornavano”; di fronte ad essa Egli dice: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Si sviluppa a partire di qui l’insegnamento su cui già ci siamo soffermati sottolineando che non il “quando accadrà” interessa, ma come prepararsi a ciò che si profila all’orizzonte. Propongo alla riflessione un passo della Lumen fidei (8-10, passim) di papa Francesco: «La fede ci apre il cammino e accompagna i nostri passi nella storia… Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce. In questo modo la fede assume un carattere personale. Dio risulta il Dio di una persona, capace di entrare in contatto con l’uomo e di stabilire con lui un’alleanza. La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio, capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via».

PREGHIERA



È bella, Signore, la vita non perché sempre piacevole, ma perché una promessa fondata sulla risurrezione del tuo Figlio. Ogni giorno che spunta è un bene che nasce sul nostro orizzonte di uomini.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Nov 29, 2016 9:09 am

Gesù gioisce perchè tutti coloro che credono in Lui, credono anche nel Padre che l'ha mandato e che tutto ciò che viene dal Figlio lo ha dato il Padre, e che tutte le cose che volevano udire e sapere i dotti e i sapienti sono state rivelate a gente umile, che crede in Lui e di conseguenza in Dio Padre che è nei Cieli.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mar Nov 29, 2016 2:11 pm

La preghiera di Gesù fatta nello <Spirito Santo> è la lode di chi riconosce la realizzazione del progetto di salvezza del Padre, rivelazione che è concessa non hai <dotti>, alle classi colte con cui Israele era riservata l'accesso alla legge, ma ai <piccoli>, a quel popolo semplice e senza cultura ai quali appartengono i Dodici. La strada è aperta veramente per tutti, anche per gli adulti, gli anziani, i sapienti, i furbi, se sanno farsi piccoli, accantonando per un momento tutta la loro scienza ed esperienza di vita, per mettersi all'ascolto del Signore, e vivere la sua parola, perché non si tratta, di imparare una dottrina, bensì di comprendere che a Dio Padre potremmo giungere solo attraverso Gesù.
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Mercoledi della I settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Mer Nov 30, 2016 8:16 am

Mercoledi della I settimana di Avvento

VANGELO (Mt 4,18-22)


Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Parola del Signore.


OMELIA


È difficile per noi immaginare come un voce, un invito, un richiamo possa essere decisivo per la vita di una persona. Solo pensando al fascino che Gesù esercitava con tutta la sua persona, e con la sua divina autorità, riusciamo a comprendere come semplici e rozzi pescatori, abbiano potuto, senza esitazione, lasciate le reti, e con esse tutte le loro umane sicurezze, mettersi alla sua sequela. È evidente che l'eco di quanto il Maestro di Nazaret andava facendo e dicendo, fosse arrivato anche sulle spiagge del lago di Tiberiade, anche agli orecchi e al cuore dei due fratelli pescatori Pietro e Andrea. Resta comunque vero che per giungere alla determinazione di "lasciare tutto", cambiare completamente vita, occorre una grandissima fiducia in colui che chiama. A maggior ragione se si pensa che Gesù non fa promesse, non dà sicurezze, non offre compensi, anzi ad uno scriba che esprime il desiderio di volerlo seguire dice: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A Pietro e ad Andrea ha da scandire solo una proposta, non di immediata comprensione: "Vi farò pescatori di uomini". "Ed essi subito, lasciate le reti lo seguirono". Gesù non si ferma! "Andando oltre vide altri due fratelli". Davvero è andata oltre quella voce suadente: quanti e quante hanno sentito lo stesso invito di Andrea e con la stessa sollecitudine, hanno lasciato tutto per seguirlo. Questo ricordo degli apostoli ci sprona a rendere grazie per la chiamata e per tutte le chiamate. Ringraziamo perché sul fondamento degli apostoli poggia la nostra fede. Ringraziamo tutti coloro che in modi e momenti diversi offrono la stessa loro preziosa testimonianza. Ringraziamo il buon Dio se ciascuno di noi si sente concretamente impegnato a vivere ed annunciare la stessa fede trasmessa da Andrea a da tutti gli apostoli. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE



Quale esperienza Andrea e Giovanni avevano fatto e comunicato, pieni di entusiasmo, a Simone e Giacomo? Erano discepoli del Battista e si trovavano un giorno ad ascoltarlo. Egli «fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’Agnello di Dio!”». «Sentendolo parlare così, seguirono Gesù». È questo il primo incontro con Colui che «subito» avrebbero seguito quando Egli glielo chiese, sul mare di Galilea, mentre erano nella piena attività del loro lavoro. Lo avevano seguito già sulle rive del fiume, messi in moto dalle parole del maestro di allora: gli andarono dietro in silenzio; fu Gesù che, «si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì, dove dimori?». Ed egli disse: «Venite e vedrete». «Andarono dunque, e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio». «Che cercate?». Cristo va alla radice, al “cuore” dell’uomo, perché è fondamentale che cosa io cerco, a che cosa tende la mia vita… «Dove dimori?» Gli chiedono: la domanda è espressa con il verbo che in Giovanni ha una rilevanza altissima: menein, “abitare”, “rimanere”: il verbo con cui Gesù intesse tutto il suo discorso sulla vite e sui tralci; il verbo della comunione a cui si arriva attraverso un’esperienza di conoscenza, di colloquio, di apertura del cuore… Giovanni e Andrea, infatti, “andarono e videro e rimasero con lui”: fecero esperienza che senza di lui non potevano più vivere; tutta la vita, nel suo valore e nel suo significato, si illuminava in sua compagnia. Come un giorno anche Simon Pietro dirà a Gesù: “Da chi possiamo noi andare? Tu solo hai parole che danno la vita, e noi abbiamo creduto che tu sei il Figlio di Dio”. C’è da stupirsi che subito lo abbiano seguito?



PREGHIERA


Donaci, Signore, la grazia dell’esperienza delle “quattro del pomeriggio”, perché ti possiamo seguire con la maturata decisione dei “primi chiamati”. Tu sei la vite, noi i tralci; tu il corpo, noi le membra: vogliamo vivere con te quella amicizia “da cui tutto dipende”, quell’unità con te che ci introduce nel Cuore del Padre!


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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Nov 30, 2016 11:44 am

L'incontro con Gesù non lascia mai indifferenti, prima Simon Pietro e suo fratello Andrea e poi Giacomo e Giovanni non sanno cosa gli attende e che cosa significa diventare "pescatori di uomini", ma loro chiamati da quella voce divina non sanno ancora che la loro vita cambierà radicalmente e fiduciosi in Lui lo seguono, lasciano la loro vita "materiale" per una ancora più bella e gratificante: seguire il Figlio di Dio.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mer Nov 30, 2016 1:42 pm

Il Vangelo ci narra come Andrea ha ascoltato la parola di Dio che gli era rivolta: ""Seguitemi, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono". È la forza della parola di Gesù che il prescelto è pronto a seguirlo. È nell'ascolto della parola che la fede germoglierà in ciascuno di noi, è la parola che ci darà la forza di continuare a testimoniare il Vangelo. Questa forza gli Apostoli l'hanno ricevuta da Gesù in persona, noi chiediamo allo Spirito Santo che la parola che ascoltiamo dal Vangelo sia la luce che illumini il nostro cammino.
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Giovedi della I settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Gio Dic 01, 2016 8:48 am

Giovedi della I settimana di Avvento

VANGELO (Mt 7,21.24-27)


Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».


MEDITAZIONE


Nel cammino di Avvento appena iniziato sei posto dinnanzi ad una scelta: come vuoi impiegare la tua vita? Su cosa vuoi poggiarla? A Chi vuoi dare fiducia? San Paolo, che ha dovuto affrontare tante difficoltà e pericoli d’ogni genere, alla fine, vecchio e in carcere, afferma con forza: “So in Chi ho riposto la mia fiducia!”. La parabola delle due case riguarda tutti i credenti, perché tutti ascoltano la Parola, ma molti si limitano ad un semplice “sentire” senza permettere ad Essa di radicarsi e portare frutto. Molti ascoltano, ma pochi mettono in pratica. Le due case sembrano solide e stabili, magari la seconda sarà anche a firma di un famoso e fumoso architetto, fotografata e posta nei libri di storia dell’arte, ambita meta di feste ed eventi, location di serate danzanti e trasmissioni televisive. La differenza si fa manifesta all’insorgere di difficoltà che mettono alla prova la stabilità. Gesù fa riferimento a “cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa”, noi possiamo aggiungere tifoni, terremoti, trombe d’aria e, fuori metafora, malattie, crisi, abbandoni, lutti, tentazioni, crolli di borse e fallimenti di banche. La stabilità di una casa non si poggia su ciò che si vede (mura, colonne, capitelli, arredamento), ma su ciò che è nascosto agli occhi: le fondamenta. È così anche per un uomo: la sua solidità non sta negli averi, nella fama, nei titoli, ma in ciò su cui è ancorato il suo cuore. Dove si poggia la tua vita? È Gesù la roccia invisibile e salda della tua esistenza? In un mondo dove vige il primato dell’apparire sull’essere, nessuno fa riferimento a ciò che non muta e ai “Propilei della vita”, anche il credente, in questa folle corsa a mostrare titoli ed amicizie importanti, rischia di perdere attenzione alla preghiera, alla vita spirituale, al proprio cammino verso la vera felicità che solo Gesù può dare.


PREGHIERA



Con te, Signore, non temo alcun male. Accompagnami nelle vicende della vita e rendimi consapevole della tua presenza e del tuo aiuto.


Ultima modifica di Andrea il Lun Dic 05, 2016 8:50 am, modificato 1 volta

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Dic 01, 2016 11:32 am

Per servire Gesù non basta solamente sentirlo, bisogna anche mettere in pratica quello che dice come una casa costruita sulla roccia, ma se non si mettono in pratica quello che Lui dice siamo come una casa costruita sulla sabbia. Con questa metafora Gesù dice che la roccia è la vera fede che sopporta tutto pur di servire Dio e avere l'eredità eterna, mentre la sabbia è una fede futile solo di apparenza che agli occhi del Signore è inutile e la rovina è grande.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Gio Dic 01, 2016 5:07 pm

Le parole di Gesù sono nate nel suo silenzio sul Monte,
come dice la Scrittura, nel suo essere col Padre.
Da questo silenzio della comunione col Padre,
dell'essere immerso nel Padre,
nascono le parole e solo arrivando a questo punto,
e partendo da questo punto,
arriviamo alla vera profondità della Parola
e possiamo essere noi autentici interpreti della Parola.
Il Signore ci invita, parlando, di salire con Lui sul Monte,
e nel suo silenzio,
imparare così, di nuovo, il vero senso delle parole.

Benedetto XVI
Non basta dire <Signore Signore> per fare la volontà di Dio, ma la parola che ascoltiamo dal Vangelo deve avere solide fondamenta, non basta ascoltare, bisogna mettere in pratica le sue parole, fidarsi della sua parola e riconoscere la sua autorità. Proprio del buon cristiano è l’ascoltare Gesù, parola d’amore del Padre. E noi dobbiamo allora lasciare che questa parola ci trasformi, per farla vivere in noi!
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Sabato della I settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Sab Dic 03, 2016 8:58 am

Sabato della I settimana di Avvento

VANGLO (Mt 9,35-38 - 10,1.68)


[size=1Vedendo le folle, ne sentì compassione[/size].

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.


OMELIA




È commovente questo sguardo di Gesù sulle folle. Egli sente compassione di noi, condivide il nostro travaglio, le nostre pene, ci vede stanchi e sfiniti. Mancano i pastori e il gregge è disperso, vaga senza mèta, senza trovare pascolo. "La messe è molta, ma gli operai sono pochi" eppure molti se ne stanno oziosi sulla piazza, ancora non hanno sentito il richiamo di andare a lavorare nella vigna del Signore. O forse sono come gli invitati alle nozze che accampano scuse di ogni genere per dissertare l'invito. Gesù così ci sollecita: "Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe". È il Signore che chiama, solo la sua voce divina può convincere i convocati a lasciare tutto per seguirlo. Gesù chiama ancora a sé i pochi che hanno risposto generosamente al suo invito per affidare loro il suo mandato e inviarli nelle strade del mondo, come pastori delle pecore disperse. "Strada facendo" debbono dare a tutti una buona e grande notizia: "Predicate che il regno dei cieli è vicino". L'annuncio deve essere confermato con segni e prodigi, gli stessi che Gesù va operando per i villaggi e le città della Palestina: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni". L'annuncio e l'avvento del regno si manifestano con una novità di vita, come guarigione dai mali dell'anima e del corpo e come una risurrezione. I doni di Dio non hanno prezzo, non possono e non debbono essere mercanteggiati, perciò Gesù avverte i suoi: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". Anche la gratuità fa parte dei segni che debbono accompagnare l'avvento del Regno, è una dimostrazione visibile della magnanimità di Dio e dell'autenticità dell'annuncio.(Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE



Cerco di mettermi sotto lo sguardo di Gesù: tutto il Vangelo si riassume in quello sguardo. Cosa vede Gesù? Come mi vede? Sono anch’io stanco e sfinito. C’è una stanchezza positiva che vivo dopo uno sforzo, a seguito di una giornata o una settimana di lavoro, stanco, ma contento. C’è invece una stanchezza che è infeconda, perché segue un tempo in cui ho girovagato senza meta; è la stanchezza del peccato che mi debilita e mi sfinisce. Per questa stanchezza Gesù ha compassione di me e di tanti, mi raggiunge con uno sguardo che nasce dal profondo, dalle viscere, ed è carico di affetto. “Come pecore senza pastore” è ciò che Gesù sente delle folle stanche: mancano di una guida, di un maestro, di un padre, e vanno vagando senza meta, senza cibo, senza sapienza. La richiesta di preghiera al Padre per gli operai della messe nasce qui, in questo contrasto, da questo sguardo. Nella preghiera, guardo le folle di oggi e vedo lo stesso disorientamento, la stessa sofferenza, la stessa deriva, e mi unisco a coloro che pregano per i sacerdoti, i missionari, i religiosi, i catechisti. Lo sguardo ricevuto, l’invito alla preghiera, diventa, in terzo grado, uno sguardo che mi interpella: e tu? Una volta guarito devi diventare guaritore, una volta salvato devi diventare salvatore. Ora nell’elenco dei Dodici, che è un elenco aperto, vedi scritto anche il tuo nome: se hai ricevuto la fede e con essa il perdono dei peccati, non puoi tenerla per te. Tutti, a vario grado, partecipiamo della missione dei Dodici e siamo responsabili di altri. “E strada facendo, predicate che il Regno dei cieli è vicino”: la strada, le varie situazioni della vita, sono il luogo dell’annuncio; nel lavoro, nelle relazioni, per le strade della vita si diffonde la buona notizia che è finito il tempo del vagare, perché Dio stesso si prende cura di noi. Ti senti responsabile del futuro della fede e della salvezza degli altri?


PREGHIERA



Manda, o Padre, nuovi operai per la tua messe, uomini e donne innamorati di Gesù e della gente, testimoni credibili del Vangelo della misericordia perché molti abbiano a trovare conforto e guarigione. Siano tanti, siano santi, siano testimoni del tuo sguardo d’amore.


Ultima modifica di Andrea il Sab Dic 03, 2016 4:05 pm, modificato 6 volte

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Sab Dic 03, 2016 3:00 pm

La chiave di lettura di questi capitoli riguarda la Chiesa e quello che la Chiesa è chiamata ad essere: Portare al mondo l'annuncio del Regno e prolungare l'azione del Signore. La compassione per noi, Gesù la esprime, rivolgendosi ai discepoli:"La messe è molta, ma gli operai sono pochi", invitandoli così ad annunciare che il Regno è vicino, donando loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e guarire ogni orta di malattia e infermità. Il messaggio di Gesù non ha tempo, ma come si realizza oggi questo annuncio per i suoi inviati, nostri contemporanei? Ma chi è oggi l'inviato?...i pastori (sacerdoti), guideranno la Sua Chiesa, ma noi siamo invitati a dare testimonianza con la nostra vita, affinché il frutto della missione sia la Pace che Gesù lasciò a noi tutti.
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uNEDI della II Settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Dom Dic 04, 2016 8:36 am

Lunedi della II  Settimana di Avvento


VANGELO (Lc 5,17-26)


Oggi abbiamo visto cose prodigiose.


Dal Vangelo secondo Luca
Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire "Ti sono perdonati i tuoi peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».
Parola del Signore.


OMELIA


Un paralitico, nel suo stato di immobilità fisica, muove a compassione alcuni amici, che faticosamente lo conducono da Gesù, calandolo dal tetto, nel mezzo della stanza dove il Signore stava insegnando. Gesù resta ammirato della loro fede e pronuncia una frase che più che di guarigione parla di assoluzione (più che della guarigione fisica parla della guarigione spirituale): «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». L'immobilità più penosa non e quindi quella del corpo, ma piuttosto quella causata dal peccato. Mentre siamo in cammino verso la grotta di Betlemme, è urgente per noi recuperare l'interiore libertà dello spirito con una completa purificazione che solo la misericordia divina può garantirci. Chiediamo la sua misericordia. Quanti sacerdoti attendono in confessionale per ripeterci la frase detta da Gesù: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati»... (Padri Silvestrini)





MEDITAZIONE



Qual è il ruolo degli altri nel mio cammino di conversione? Entro nella meditazione con questa domanda. Il brano evangelico ci presenta persone che “fanno da tappo” alla possibilità che il malato raggiunga Gesù, perché si accalcano, ostruiscono il passaggio, impediscono a quelli che sono fuori di entrare. Come seconda possibilità, il brano ci presenta i quattro eroi che non si danno per vinti ma, visti inutili i percorsi ordinari, scoperchiano il tetto e calano il paralitico davanti a Gesù. Ho necessità di questi quattro “barellieri UNITALSI” per raggiungere Gesù; essi rappresentano la Chiesa, di cui ho estremo bisogno. I Padri antichi vi ravvisavano i quattro evangelisti. Ho chiaro che da solo non farò alcun percorso? Sento che molte paralisi mi impediscono di entrare in contatto con Gesù? Ho l’umiltà di chiedere aiuto ricorrendo alle mediazioni che la Chiesa mi offre? Nella Chiesa faccio parte della confraternita di coloro che fanno da tappo, impedendo ai lontani di avvicinarsi, o mi rispecchio nella fantasia dei quattro barellieri che calano dal tetto il paralitico? Dinnanzi alla fede dei barellieri e alla loro carità senza limiti, Gesù dice al paralitico: “Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati”. Il malato non ha detto e fatto nulla, non ha neppure manifestato il desiderio di guarire, hanno fatto tutto i barellieri ed è la loro fede che stupisce Gesù, è la fede della Chiesa che mi salva, come ci fa pregare la liturgia: “Non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa”. Tutti si aspettano la guarigione, ma Gesù interviene in una dimensione più profonda, che è all’origine del disagio del malato, creando delusione e disorientamento. Mai come qui emerge chiaro che Gesù è venuto a guarire l’uomo dall’interno, e che i miracoli di guarigione sono solo sacramento di una salvezza più profonda e duratura. Chiedo al Signore che la sua grazia mi guarisca laddove ci sono piaghe che non conosco.



PREGHIERA



Sono certo, Signore, che tu ascolti le mie preghiere e mi doni molto più di quanto chiedo. Perdonami se ti chiedo un raggio di luce, mentre tu mi vuoi donare il sole. Allarga i miei piccoli desideri sull’orizzonte ampio della tua volontà. Amen.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Lun Dic 05, 2016 3:45 pm

La guarigione del paralitico da parte di Gesù, diviene spunto per montare una controversia verso di lui che con la forza dello Spirito di cui Gesù è pieno guarisce il paralitico, che aiutato da amici viene calato dal tetto dove Gesù stava parlando..... con la potenza del Signore avviene la guarigione del corpo, ma prima di tutto..... Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». Luca ci fa notare la reazione di stupore della folla di fronte alla salvezza e al perdono donati dal Signore e senza rendersi conto i presenti assistono al dono della salute che lo farà uscire dall’ombra e dalle tenebre della sua esistenza per condurlo alla luce. Egli diventerà un uomo nuovo. 
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Dic 05, 2016 7:06 pm

Gesù è il Figlio di Dio venuto sulla terra per salvare l'umanità non solo dai peccati, ma anche dalle infermità fisiche perchè Egli vuole il bene di tutti. Questo per gli scribi e i farisei è inaccettabile perchè solo Dio può perdonare i peccati e ciò che dice al paralitico per loro è una bestemmia, ma Gesù per dimostrare l'amore divino di Dio ordina al paralitico perdonato dei suoi peccati, di alzarsi e camminare e lui lo fa glorificando Dio.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Andrea il Mar Dic 06, 2016 9:13 am

Martedi della II settimana di Avvento



VANGELO (Mt 18,12-14)


Dio non vuole che i piccoli si perdano.


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno solo di questi piccoli si perda".onti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.


Parola del Signore.

OMELIA


Percepiamo spesso quel particolare tipo di smarrimento che deriva proprio dal primo peccato e da quelli attuali che ci affliggono. L'esperienza del peccato è la forma peggiore di angoscioso disorientamento che possiamo sperimentare: lontani da Dio, nudi e spauriti, perdiamo la percezione della nostra vera identità e della nostra dignità, perdiamo il rapporto di comunione con Dio, con i nostri fratelli e perfino con noi stessi. È consolante sapere da tutta la storia, che lo stesso Signore si è posto fin dal principio alla nostra ricerca e ha intessuto un piano di salvezza e di recupero dell'umanità, che ha avuto il suo culmine con la morte del pastore buono che s'immola sulla croce per le sue pecorelle. Cristo, anche per una sola delle sue pecore, avrebbe dato la vita pur di riaverla sana e salva nell'ovile. Lo afferma esplicitamente lo stesso Signore: "il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli". La volontà di Dio è chiara: egli vuole che tutti siano salvi e i dispersi siano cercati e ritrovati, anche a costo della vita del Figlio suo. Ciò perché non manchi mai il motivo della gioia e della festa. "Se gli riesce di trovarla, - dice ancora Gesù - in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite". È la gioia umana e divina, è il noto banchetto organizzato per il figlio che ritorna dopo l'abbraccio e il perdono paterno; è un anticipo e un "segno" della festa pasquale, della risurrezione finale, a cui tutti tendiamo. È anche la misura vera del nostro valore agli occhi di Dio! La stima e l'amore che egli nutre per ciascuno di noi! (Padri Silvestrini)



MEDITAZIONE


L’attenzione solitamente posta sulla pecora smarrita non ci fa considerare l’atteggiamento folle del pastore che, per cercare la perduta, lascia le novantanove incustodite. “Che ve ne pare?”: comincia così il racconto di Gesù, quasi a chiamare in causa gli ascoltatori perché esprimano un parere sulla scelta incauta del pastore. Si può mettere a repentaglio l’incolumità del gregge intero per mettersi sulle tracce di una pecora smarrita? E cosa pensano le altre pecore del pastore che le abbandona, per mettersi sulle tracce della perduta che certamente ha avuto responsabilità nell’allontanarsi dal gruppo? Abituati a leggere il Vangelo in una direzione, aiutati anche dalle raffigurazioni dell’arte pittorica, a volte ci sfugge la dimensione di scandalo che Gesù vuole sottolineare. Siamo posti dinnanzi alla follia dell’amore di Dio che, per una stella che rischia di spegnersi, dimentica l’intero firmamento. Certo, se non ci poniamo nei panni della pecora perduta o nella condizione della stella che sta per essere inghiottita da un buco nero, non comprendiamo ciò che Gesù ci sta dicendo: per noi Egli è disposto a perdere tutto. Se poggiamo la mente e il cuore in questo pensiero ne nascono sentimenti di santa confusione, di riconoscenza, di propositi di santità. Nel “Tu scendi dalle stelle” sant’Alfonso fa cantare “Quanto ti costò l’avermi amato!”. Chi non apre il cuore all’amore folle e spropositato di Dio, è ancora lontano dalla fede cristiana. La considerazione che questa piccola parabola sia inserita in un discorso sulla Chiesa, apre la meditazione su una serie di pensieri che riguardano il modo con cui noi, già al sicuro, guardiamo le pecore smarrite, come facciamo nostri i sentimenti del Pastore, quale spazio riserviamo a coloro che tornano da lontano, quanta festa siamo disposti a fare per il loro ravvedimento. Spesso le nostre comunità sono chiuse nel risentimento e nella gelosia, non gustano la grazia di essere al sicuro nel gregge della Chiesa, emettono verdetti di condanna per coloro che si sono smarriti. Come accolgo per me la misericordia di Dio? Come sono disposto a celebrarla per gli altri?


PREGHIERA


Signore Gesù, che lasci il Paradiso per venire a cercarmi in questa valle di lacrime, fa’ che io non renda vana la grazia della Redenzione, e in questo Natale mi lasci cercare e trovare.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Dic 06, 2016 1:45 pm

Gesù dice che l'amore di Dio è come un pastore che ha cento pecore e che se ne perde una e riesce a trovarla sarà più felice per quella che per le altre novantanove che non si erano perdute. L'amore di Dio, per chi crede in Lui e lo ama, che non lascia che uno dei suoi piccoli si perda ma lo cerca perchè nessuno di chi ama il Padre e Lui vada perduto.
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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  annaxel il Mar Dic 06, 2016 2:43 pm

La preoccupazione per chi si è smarrito, espressa attraverso il celebre paragone della pecora smarrita porta i discepoli di ieri e di oggi a riflettere sulla misericordia espressa da quel pastore, (Gesù) verso coloro che per vari motivi nel cammino della vita si smarriscono, e perdono il loro orientamento e la loro fede.  Dio conosce le nostre difficoltà ed è pronto a venirci a cercare e quando riporterà lo smarrito alla casa del Padre, sarà gioia in cielo perché ogni singola creatura è nata per raggiungere l'unica meta:Gesù.
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Mercoledi della II settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Mer Dic 07, 2016 8:42 am

Mercoledi della II settimana di Avvento

VANGELO (Mt 11,28-30)


Venite a me voi  tutti che siete affaticati.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Parola del Signore.

OMELIA


C'è un bell'invito oggi per tutti noi che stiamo, giorno dopo giorno, entrando nel clima natalizio, carichi dei nostri fardelli e spesso affaticati e oppressi dalle alterne vicende della nostra vita: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». La nostra vita è un libro sempre aperto per il Signore: egli sa delle nostre vicende personali, legge ad ogni istante la storia del mondo ed è costante la sua cura paterna per tutti e per ognuno di noi. Cristo viene a redimere la nostra storia e ci sollecita ad andare con fiducia da lui per liberarci dalle nostre stanchezze e dalle nostre oppressioni. Egli sa che non siamo capaci a portare da soli certi pesi, né siamo capaci di liberarci dalle nostre stanchezze e dalle nostre infelicità e oppressioni. Abbiamo bisogno di un rifugio e di un ristoro sicuri, di una consolazione vera e di una gioia autentica e duratura. Il giogo che egli ci affida, la fatica del nostro ritorno a lui e l'impegno necessario per seguire i suoi precetti è "dolce" e "leggero", perché quel peso e quella fatica se la uniamo alla grande fatica che egli ha sostenuto per noi, portando con la croce, i pesi più grandi, i nostri peccati, concorre ancora ad essere motivo di salvezza e di redenzione. Gesù si definisce "mite ed umile di cuore", proponendosi come nostro modello e indicandoci la via per andare da lui: occorrono mitezza ed umiltà, le virtù che frenano le nostre inquietudini e ci predispongono ad una vera comunione con Cristo e con i nostri fratelli. (Padri Silvestrini)



MEDITAZIONE




“Getta nel Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno” recita il salmo 54: sono parole riassuntive di questo invito accorato di Gesù a venire a lui per essere liberati dai propri fardelli. “Affaticati ed oppressi” sono le categorie attirate al Cuore del Redentore: affaticati dalla vita, dalle responsabilità, dai ritmi impossibili cui siamo sottoposti o ci sottoponiamo noi stessi (magari anche in vacanza!), dai doveri sociali, dalla “gara” cui siamo inseriti fin dall’infanzia; oppressi da un mondo iniquo, dal carico dei nostri peccati, dalle attese degli altri, da una corsa a consumare, ad avere, a dimostrare, ad ostentare, e in cui puntualmente finiamo in coda. Solo Gesù mi ristora dalle fatiche e dalle oppressioni: le fatiche riguardano il corpo, le oppressioni fanno rughe e cicatrici sul cuore e sull’anima. In alternativa al giogo pesante e oppressivo del mondo, Gesù propone il Suo giogo d’amore dolce e leggero, che ristora anziché affaticare. Originariamente il Maestro faceva riferimento al giogo pesante della Legge, con le sue prescrizioni minuziose e pesanti; oggi mi invita a guardare e soppesare l’appartenenza a certi club virtuali, da cui mi giungono cento squilli e messaggi al secondo. È impossibile essere senza giogo, devi scegliere tra quello pesante del mondo e del peccato che preme e spreme, e quello del Vangelo che svelena ed esalta la tua umanità. Nella meditazione individua i luoghi dove vai a sversare le tue stanchezze e i tuoi veleni accumulati (tossine spirituali), e ti balenerà chiara la differenza tra luoghi e incontri da cui esci ristorato, ed altri da cui torni ulteriormente appesantito. Anche Monica, la madre di sant’Agostino, era angosciata per il figlio inquieto e ribelle, aveva il cuore pieno di lacrime, ma volentieri andava a versarle nel cuore di un grande pastore, sant’Ambrogio, vescovo di Milano, che la rassicurava sulla fecondità delle lacrime di una mamma. Tu su quali spalle vai a piangere?

PREGHIERA




Accolgo volentieri il tuo invito, Gesù, e ti apro il mio cuore carico di negatività, il mio respiro pesante, il mio sguardo oscurato. Tu solo mi rendi leggero e mi rimandi nella vita colmo di grinta. Il tuo giogo è un gioco, non mi pesa, ma mi esalta, non incurva le spalle ma mette ali.

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Dic 07, 2016 10:14 am

Gesù invita tutti coloro che sono stanchi e oppressi dal peso del mondo, di venire da Lui che invece gli promette felicità e gioia. Il peso delle sue parole non è infatti come quello del modo che li circonda: è dolce e leggero perchè viene dall'amore e le sue parole sono ristoratrici per chi lo ascolta, per chi crede in Lui e per chi lo ama.
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Giovedi della II settimana di Avvento

Messaggio  Andrea il Gio Dic 08, 2016 8:55 am

Giovedi della II settimana di Avvento.


VANGELO (Lc 1,26-38)


Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. 


Parola del Signore.



OMELIA




Nel momento più tragico della nostra storia, quando l'uomo, dopo la terribile esperienza del peccato, per la prima volta fugge da Dio e ha paura di LUI, risuona nel nostro mondo la grande promessa di una piena restaurazione, di una immancabile vittoria finale: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, - dice il Signore al serpente - fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». La "donna" nel cammino della storia assume sempre più nitide le sue sembianze: è una vergine, è piena di grazia, è fecondata dallo Spirito Santo. È una fanciulla di Nazaret. Nascerà da lei "il Santo di Dio". Verrà riconosciuta da Elisabetta come "la madre del mio Signore". Lei stessa canterà le "grandi cose" che il Signore ha operato in lei guardando con compiacenza l'umiltà della sua serva. È quindi sicuramente lei il tabernacolo vivente prescelto da Dio dove il Verbo diventa carne, assume le nostre stesse sembianze umane; per questo Egli con la forza del suo amore la inonda di grazie e l'adorna di divina bellezza. Non può la persona della vergine madre essere intaccata neanche minimamente dal peccato. Ne è preservata per volere divino: Maria non è soltanto vergine e madre, ma è l'Immacolata, l'unica creatura concepita senza peccato. È "l'immacolata concezione" come rivelerà lei stessa a Lourdes. Questo prodigio di amore e di grazia oggi noi festeggiamo. Diamo lode a Dio, onoriamo la madre che già porta in se Cristo Gesù, l'autore della vita. Facciamo nostro l'inno di San Paolo: «Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo». Con la prodigiosa nascita dalla vergine Maria noi "siamo stati fatti anche eredi, predestinati secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo". Lo splendore dell'Immacolata ci richiama alla purezza della vita, al bel candore dell'innocenza battesimale, rievoca per noi i frutti della grazia che ci purificano, il perdono che ci riconcilia e infine l'attesa nella beata speranza di essere annoverati tra i cittadini del cielo dove tutto è luce, tutto è puro, tutto è santo. (Padri Silvestrini)


MEDITAZIONE



La solennità dell’Immacolata Concezione di Maria è incastonata nel cammino dell’Avvento come un diamante che riflette già la luce del Natale. Non sottolinea una virtù o una dote della Madre di Dio, perché annuncia una grazia specialissima di cui Maria è stata dotata da Dio fin dal primo attimo del suo concepimento, anzi, prima dei secoli, come singolare privilegio in vista della divina maternità. È la festa del primato e della sovranità della grazia, prima di ogni scelta, prima di ogni atto consapevole. Siamo chiamati a contemplare l’opera di Dio, che progetta, insieme alle rotte stellari e allo splendore dei corpi celesti, i passi dell’uomo, le sue vicende e il districarsi di due libertà: quella del Creatore e quella della creatura. Maria Immacolata è la Casa che Dio progetta per sé in vista dell’Incarnazione, la Casa tutta d’oro, la Madre tutta bella e senza macchia di peccato originale. Contempliamo Dio all’opera sul telaio della storia, e ringraziamoLo perché l’umanità è stata progettata “capax Dei”, cioè capace di dialogare con Dio, di intenderLo, addirittura di ospitarLo in sé. In quest’opera, Maria è l’anello d’oro di una catena di grazia, e la sua Immacolata Concezione la prova che Dio da sempre ha pensato di incarnarsi, prima di ogni tempo, prima di ogni colpa, prima di ogni tragedia da volgere a fiaba. Questa contemplazione getta luce anche sulla Chiesa di cui Maria è anticipo e, nella Chiesa, su ciascuno di noi. Anch’io sono stato pensato da Dio prima dei tempi, prima dei miei genitori, prima della mia nascita. Anch’io sono stato chiamato ad essere santo e immacolato nell’amore, e nelle strettezze del tempo porto questo timbro regale, questa dignità che nessun peccato riuscirà mai a cancellare. Mi perdo in questi pensieri di bellezza e di grandezza, a tratti mi sembra di perdere l’equilibrio, il senso della realtà: ne sono interiormente consolato, “il naufragar m’è dolce in questo mare”.

PREGHIERA



Ti ringrazio, Padre, per il dono di Maria Immacolata, richiamo ad alte vette innevate dove l’uomo non può camminare. So che i miei occhi di talpa non possono gustare tutta questa luce, eppure di essa mi beo e mi inebrio. Rendimi certo che c’è una verginità dell’anima che nessuna violenza potrà mai raggiungere e intaccare.


Ultima modifica di Andrea il Ven Dic 09, 2016 10:27 am, modificato 1 volta

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Re: Vangelo di Gesù - Anno A

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Dic 08, 2016 11:30 am

All'annuncio dell'Angelo che le dice che è stata prescelta per essere la Madre di Dio, Maria accetta dicendo semplicemente che lei è la serva del Signore. Lei non sa ancora quali dure prove dovrà affrontare come Madre del futuro Salvatore dell'umanità ma accoglie ugualmente il suo destino perchè è questa la volontà di Dio, e la accetta come una serva di un Padrone che l'ha scelta e amata come futura Madre del Figlio di Dio.
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