Dagli scritti di S. Agostino

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Dagli scritti di S. Agostino

Messaggio  Andrea il Mar Lug 04, 2017 9:05 am

Dagli scritti di S. Agostino

L’apostolo Paolo evidenzia la necessità della grazia.
13. Ma perché si invoca Dio per noi? Perché ci conceda cose che, a detta di costoro, noi non dovremmo chiedere alla sua eterna Maestà essendo in nostro potere il conseguirle. In tal modo, fratelli miei, essi vanificano, svigoriscono, annullano le benedizioni che noi vi impartiamo. Mi avete ascoltato, credo, miei fratelli, quando vi dico: " Rivolti al Signore, benediciamo il suo nome. Che egli ci conceda di perseverare nei suoi comandamenti, di camminare nella retta via del suo insegnamento, di piacergli in ogni specie di opere buone 36 ", e così via di seguito. Essi dicono. " Non c'è dubbio! Tutto questo è in nostro potere ". Ma allora noi ve lo auguriamo inutilmente! Impegniamoci a difendere e noi e voi: noi perché non vi benediciamo senza motivo, voi perché non sottoscriviate senza motivo [la benedizione] con il vostro Amen. Miei fratelli, il vostro Amen è la vostra firma; il vostro Amen è la vostra accettazione, il vostro consenso. Perché nessuno di loro osi condannare e noi e voi, difendiamoci ricorrendo all'apostolo Paolo: vediamo se egli per il suo popolo desiderò le stesse cose che noi imploriamo per voi. Ascoltate cosa dice in un passo delle sue lettere: è un testo breve. Cosa affermi dunque, o nuovo eretico, chiunque tu sia, che mi stai ascoltando, se sei presente? Cosa insegni? " Che noi abbiamo il potere di non peccare, sicché questo risultato possiamo raggiungerlo senza l'aiuto della grazia divina ". Ma è proprio questo che dici? " Sì, proprio questo ", risponde. Quindi il non peccare è in nostro potere, né c'è bisogno dell'aiuto di Dio? " Senza dubbio! - risponde -: per fare questo ci sono sufficienti [le risorse del] nostro libero arbitrio ". Ma, allora, che senso hanno le parole dell'Apostolo nella lettera ai Corinzi: Noi supplichiamo Dio perché voi non facciate nulla di male 37? Voi stavate attenti, quindi le avete udite e accolte [nella mente], e, trattandosi di parole chiare lampanti, avete compreso senza dubbio cosa chiedeva l'Apostolo nella preghiera. Egli dice: Noi supplichiamo il Signore perché non facciate nulla di male. Poteva dire senz'altro: Noi vi esortiamo perché non facciate nulla di male; voi vi )istruiamo perché non facciate nulla di male; ve lo comandiamo, ve lo imponiamo; e, se avesse detto questo, avrebbe certamente detto una cosa giusta, poiché anche la nostra volontà ha qualcosa da compiere. Noi diciamo infatti che la nostra volontà non fa niente ma che da sola non basta. Per inculcare dunque la [necessità della] grazia egli preferì dire: Noi preghiamo, perché comprendessero che, quando non compiono il male, non lo evitano in forza della sola loro volontà, e inoltre che per attuare il comandamento di Dio, hanno bisogno del suo aiuto.

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