VANGELO di Gesù: anno B

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GIOVEDI' della V SETTIMANA di PASQUA anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mag 03, 2018 9:51 am

VANGELO
Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 14,6-14

In quel tempo, Gesù disse a Tommaso: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò".
Parola del Signore.

OMELIA
Al di là dei dati storici, l'apostolo Filippo si è reso famoso per una audace richiesta rivolta a Gesù, mentre parlava della sua identità con il Padre: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Richiesta audace, l'abbiamo definita, ma anche emblematica perché l'apostolo esprimeva in quella sua domanda, l'ansia di Dio, racchiusa da sempre nel cuore dell'uomo. Il figlio senza padre, si sente orfano e stenta a comprendere la sua vera identità; l'uomo senza Dio si sente smarrito, disorientato e solo. Dobbiamo perciò gratitudine a questo apostolo perché ha offerto a Gesù l'occasione sia di ribadire la sua divinità, sia di indicarci la sua persona come icona perfetta del Padre: «Chi ha visto me ha visto il Padre». Non ci sfugge poi che dentro la sua curiosità si nasconde un bisogno autentico di spirituale ascensione verso le verità ultime: un bell'esempio per tutti noi, forse più superficiali nelle nostre ricerche e meno autentici nei nostri desideri. In quest'ansia di bene e nel comune desiderio di comprendere e testimoniare le «cose» di Dio, vediamo accomunato l'altro apostolo, Giacomo detto il minore, per distinguerlo dall'altro apostolo dallo stesso nome. Anch'egli è stato un seguace di Cristo, anch'egli nel volto del salvatore ha saputo rimirare il volto stesso di Dio, anch'egli è stato un eroico testimone del vangelo. Ha scritto una lettera, che ce lo fa riconoscere come profondo conoscitore della scrittura e dei detti del Signore. Egli mostra una predilezione per i poveri e per gli umili, che ritiene favoriti da Dio. Pare egli voglia commentare le beatitudini pronunciate dal Signore. Altro tema caro a Giacomo è la concretezza della fede, che non può esaurirsi in un credo sterile, ma esige espressioni da attuare nella vita. Davvero i santi si assomigliano e si integrano vicendevolmente: Filippo ci sollecita a rimirare nel volto di Cristo l'immagine stessa del Padre; Giacomo ci fa intendere che anche una vita semplice ed umile, se alimentata dalla fede operosa, è accetta a Dio. Abbiamo molti motivi per invocarli entrambi. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mag 03, 2018 4:18 pm

Anche oggi la liturgia ci ripropone il vangelo di Giovanni, dove Filippo pone una domanda a Gesù: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? 
Quante volte anche noi abbiamo la tentazione di separare le due “figure”: credere in un Dio intoccabile e astratto, quasi un idolo, piuttosto che vedere e credere in un Dio che è Padre e che per amore ci ha mostrato il suo Volto nel Figlio, Gesù Cristo. Anzi, Gesù è l’unica via. Cristo infatti è l’unico figlio del Padre celeste e quindi la divina manifestazione del Padre.
I discepoli hanno vissuto a fianco di Gesù, hanno ascoltato e visto dal vivo quello che Lui operava e diceva, ma i vangeli ci parlano di uomini dubbiosi in un certo senso incapaci di aprire i loro cuori al Dio/Uomo, tanto che Gesù dirà:.... <<beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». ....per noi, dopo 2000anni non dovrebbero esserci dubbi, ma in nostro aiuto c'è sempre Maria, perché Maria è la via più breve che ci conduce a Gesù.
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VENERDI' della V SETTIMANA di PASQUA anno B

Messaggio  annaxel il Ven Mag 04, 2018 8:20 am

VANGELO
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 15,12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore.

OMELIA

Nell'antichità, l'amicizia era stimata al di sopra di ogni cosa. Era considerata qualcosa di raro, di cui poteva godere solo l'uomo virtuoso ed educato, in quanto era vista come il più spirituale di ogni tipo di amore. A differenza dell'amore erotico, in cui gli amanti si amano ponendosi l'uno di fronte all'altro, gli amici si tengono l'uno di fianco all'altro, mirando alla stessa meta o avendo un interesse comune: il vero, il bene, il bello (C. S. Lewis). Ciò che unisce i veri amici è la verità espressa in una vita virtuosa. Cristo ha chiamato "amici" i suoi discepoli a lui più vicini solo alla fine della sua vita, dopo aver fatto loro conoscere tutto ciò che aveva sentito dal Padre, dopo aver rivelato la verità a coloro che egli aveva scelto. Per provare che non esiste amore più grande del suo, egli ha offerto la propria vita per i suoi amici. Di conseguenza, ciò che era raro nell'antichità, è comune nella Chiesa, in cui uomini e donne conoscono e vivono la verità. Tale verità distrugge ogni barriera sociale, culturale o razziale; unisce i cuori e gli spiriti che cercano di conoscere e di vivere quella verità, che è la nostra fede. Così la Chiesa è cattolica, come lo è la vera amicizia, ed è per questo che uomini e donne provenienti dagli ambienti più diversi possono amarsi davvero, come ci ha amati Cristo. Ciò è evidente soprattutto nella vita religiosa.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Mag 04, 2018 9:08 am

Gesù ama i suoi amati Apostoli, e dice loro di amarsi gli uni con gli altri come Lui ha amato loro e che non c'è amore più grande che dare la vita per i propri amici, e da amici tutto quello che il Padre ha voluto far conoscere al Figlio Lui l'ha rivelato a loro, e per questo sono dei privilegiati perchè hanno visto e udito ciò che il Figlio di Dio ha voluto dire loro e che sono suoi amici per sempre, con un legame di amore e fratellanza per sempre.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Mag 04, 2018 9:57 am

…..Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Ma per noi è davvero difficile “amare così”? 
Questo comando di Gesù non ha tempo, ieri come oggi ci pone davanti alla nostra coscienza: come sarebbe il mondo se fosse messo in pratica da tutti, uomini e donne di qualsiasi fede?
Gesù ci vuol aiutare ad “amare così”. Se chiediamo questo dono nella preghiera, Lui ci farà parte del Suo Amore che crescerà lentamente, ci trasformerà rendendoci veri testimoni di quell'Amore, che solo volessimo potrebbe cambiare il mondo.
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SABATO della V SETTIMANA di PASQUA anno B

Messaggio  annaxel il Sab Mag 05, 2018 7:01 pm

VANGELO
Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 15,18-21

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.

OMELIA

Una fede da proteggere e diffondere con la spada è ben debole. La storia è del resto consapevole del paradosso che fa sì che la fede cristiana diventi più forte quando è perseguitata. Il sangue dei martiri, scriveva Tertulliano, è seme di cristiani. Ai giorni nostri, il termine "martire" è usato per definire chiunque soffra e muoia per una "causa", che può essere l'idea di nazione, la rivoluzione sociale, persino la "guerra santa" caldeggiata dai fanatici. Ma simili martiri sono causa di sofferenze maggiori di quelle inflitte a loro stessi. Il vero martire (dal greco, che significa testimone) soffre semplicemente perché è cristiano: testimone di Cristo. Il secolo scorso, ma anche quello attuale, sono davvero i secoli del martirio, con innumerevoli martiri, come i cristiani armeni in Turchia, i cattolici in Messico, nella Germania nazista, nell'ex Unione Sovietica e nell'Europa dell'Est, in Cina, in Corea, in Vietnam, in Sudan, ... L'elenco potrebbe continuare con vari paesi dell'Africa e dell'Asia e del Sud America. E, per restare vicino a noi, molti sono coloro che affrontano un martirio "bianco", cioè senza spargimento di sangue, tentando semplicemente di vivere la fede in un mondo sempre più ateo o predicando le esigenze integrali dell'insegnamento della Chiesa nel campo della morale, avendo per fondamento la rivelazione di Cristo. Non dobbiamo essere sorpresi, ma piuttosto rallegrarci ed essere felici: è questo che egli ci ha promesso.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Sab Mag 05, 2018 7:38 pm

L'odio del mondo per i cristiani è ancora presente. Essere suoi discepoli, oltre che ad una lotta interiore, ci mette di fronte al rifiuto del mondo, questo ci rivela che apparteniamo a Dio.  La Parola del Signore scandalizza, sconvolge e mette in crisi la mentalità dell'uomo perché parla di perdono, di povertà e di croce.
Povertà, perdono e croce, spaventano ancora l'uomo, come rifiutarono Gesù e il suo messaggio, ancora oggi non accettiamo di perdonare e vivere la povertà vuol dire spogliarsi di tutti quei privilegi che la nostra società offre....ma Gesù ci avverte: ...  Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.....con il Battesimo siamo divenuti cittadini di un Regno che appartiene a Dio, ed è per questo che il mondo ci odia perché vuol dire che siamo di Dio. 
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Mag 05, 2018 8:16 pm

Gesù dice che il mondo sarà ostile con i suoi amati discepoli perchè Lui li ha scelti dal mondo, ma se perseveranno nella fede come hanno ascoltato il Figlio di Dio fatto uomo, osserveranno anche la loro Parola che è uscita da Lui. E tutti coloro che li perseguiteranno come hanno fatto con Gesù è perchè non hanno capito che Lui è stato mandato da Dio Padre per redimere con il sacrificio della Croce, il mondo intero.
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DOMENICA della VI SETTIMANA di PASQUA anno B

Messaggio  annaxel il Dom Mag 06, 2018 8:27 am

VANGELO
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 15,9-17

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri".
Parola del Signore.

OMELIA

Nei capitoli del vangelo di San Giovanni che la liturgia ci propone nelle domeniche del tempo pasquale, troviamo esortazioni, insegnamenti, profezie per il futuro, preghiere al Padre di intensità e spessore non umano. Anche oggi incontriamo Gesù, nel Cenacolo, la notte prima del suo tradimento che si intrattiene con i suoi apostoli. È il momento migliore per condividere con loro il suo testamento spirituale. Chiede ai suoi apostoli l'amore; è il comandamento ultimo e più importante. Rassicura con il dono dello Spirito Santo, che può rafforzare un percorso di fede, che è provato da difficoltà di ogni tipo. Affida la vita dei suoi apostoli, dei credenti e di tutto il mondo nelle mani del Padre. Tutto questo ruota attorno a ciò che si sta per compiere: la sua Passione e Resurrezione. Gesù sa che sta per affrontare il momento più difficile e non solo per la sua vicenda umana. Sarà una prova terribile per i suoi discepoli. Sarà lo spartiacque che porterà non solo alla fede vera ma proprio a comprendere tutti quegli insegnamenti che sembravano così oscuri. Il Mistero Pasquale è al centro di tutta l'esperienza degli apostoli. Gesù vuole far comprendere che quello che succederà sarà la conseguenze dell'odio e dell'egoismo umano ma ha una radice ben più profonda. È il piano di amore di Dio che si realizza. Comprendere questo significa comprendere un mistero infinito. È il messaggio fondamento del lieto annuncio. Il Regno di Dio è un regno di amore che si realizza con la donazione di Cristo sulla Croce e si fa presente con la sua Resurrezione. La vita nei sacramenti è la nostra partecipazione al mistero pasquale. Chiediamo a Gesù che ciò si realizzi come atto di amore nella donazione più gratuita e sincera. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Dom Mag 06, 2018 1:07 pm

Gesù, nel Cenacolo, la notte prima del suo tradimento, si intrattiene con i suoi apostoli. È il momento migliore per condividere con loro il suo testamento spirituale. Gesù svela il mistero dell'unità tra lui e i discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Gesù chiede ai suoi apostoli l'amore; è il comandamento ultimo e più importante. Rassicura con il dono dello Spirito Santo, che può rafforzare un percorso di fede, che è provato da difficoltà di ogni tipo. Affida la vita dei suoi apostoli, dei credenti e di tutto il mondo nelle mani del Padre.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Mag 06, 2018 4:32 pm

L'amore è la caratteristica che deve avere ogni discepolo di Gesù. Come Lui ha amato i suoi fino alla fine anche loro dovranno amarsi l'un l'altro per essere degni di essere considerati discepoli del Divin Maestro. Lui infatti ha dato la vita per tutti, sia coloro che hanno creduto in Lui che i suoi nemici, e così anche loro quando avverrà il tempo dovranno amare tutti come ha fatto Gesù.
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LUNEDI' della VI SETTIMANA di PASQUA anno B

Messaggio  annaxel il Lun Mag 07, 2018 10:44 am

VANGELO
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 15,26- 16,4a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto».
Parola del Signore.

OMELIA
Il tema del Vangelo odierno è quello della testimonianza dello Spirito Santo e dei discepoli a Cristo Risorto. La testimonianza che Gesù ha reso a se stesso durante la vita con le parole e con le opere, continuerà ora ad opera dello Spirito Consolatore e dei discepoli. La testimonianza dello Spirito Santo consisterà nell'annunzio evangelico che: "Dio ha tanto amato il mondo da sacrificare il suo Figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui abbia la vita eterna". Ma anche i discepoli renderanno testimonianza a Gesù: questa è l'ultima consegna lasciata loro dal Risorto al momento dell'ascensione. E tuttavia anche la loro testimonianza sarà sostenuta dalla grazia dello Spirito Santo, il quale suggerirà loro, nel momento della prova, le parole più convenienti. Gesù parla dello Spirito come consolatore, e nel medesimo tempo, ci predice che questo consolatore ci spingerà a dare testimonianza che ci procurerà persecuzione. "Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi cacceranno fuori dalle sinagoghe". Questa apparente contraddizione della vita cristiana si chiarisce soltanto se noi da veri credenti, ricordiamo che la nostra consolazione è sostanzialmente quella di avere una identità di vita con il Cristo. Questa è la consolazione del cristiano: scegliere e amare come Cristo ha scelto e amato, vivere in lui la comunione con il Padre e lo Spirito, non senza incontrare ostacoli e difficoltà. La testimonianza cristiana, anche senza parole, è impegno di tutti i giorni e fa parte dell'opera di evangelizzazione che ci spetta come membri della Chiesa. Facciamo tutto questo con gioia, sapendo che non siamo mai lasciati nella nostra solitudine, perché nel santuario più inviolabile della nostra intimità, abbiamo la compagnia dello Spirito di Gesù, che è la sua presenza continua tra di noi. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Mag 07, 2018 1:49 pm

Ogni forma di testimonianza di fede in Cristo che il cristiano può vivere, non si fonda sulle sue capacità o sulla sua bravura, ma sulla potenza dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo suggerisce in noi la verità che Gesù ci ha insegnato.
È lui, infatti, che opera costantemente nella nostra vita trasformandola giorno per giorno, affinché si possono comprendere le parole di Gesù e la forza di seguirlo.
Gesù profetizza ciò che avverrà: lo Spirito che invierà dopo la Sua Ascensione al cielo proviene dal Padre, perché possa testimoniare al mondo attraverso i discepoli ciò che hanno vissuto e conosciuto di Lui. Gesù rassicura i suoi discepoli, e lo fa oggi con noi: anche nella persecuzione non saremo mai lasciati soli, il Consolatore sarà sempre in noi, accanto a noi e per noi.





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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Mag 07, 2018 2:04 pm

Essere discepoli di Gesù non sarà facile per i suoi amati discepoli, a cui Lui predice persecuzioni e tribolazioni su chi crederà addirittura che facendo questo a loro crederanno di fare culto a Dio. Ma Dio Padre non gradisce che i discepoli di Suo Figlio siano maltrattati e perseguitati, e per questo Gesù promette un divino consolatore che è lo Spirito Santo che ricorderà loro per sempre sia la missione, che le parole di Gesù che saranno loro sempre di conforto.
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MARTEDI' della VI SETTIMANA DI PASQUA anno B

Messaggio  annaxel il Mar Mag 08, 2018 1:27 pm

VANGELO
Se non me ne vado, non verrà a voi il Paraclito.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 16,5-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: "Dove vai?". Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato".
Parola del Signore.

OMELIA

"Ci sono molti modi di essere presenti. Se due alberi si trovano l'uno vicino all'altro, sono presenti l'uno all'altro, ma in un senso del tutto esteriore ed imperfetto. Non sanno nulla l'uno dell'altro, non si preoccupano l'uno dell'altro e, nonostante la loro vicinanza, rimangono estranei l'uno all'altro. La presenza nel vero senso della parola comincia solo nel momento in cui due esseri si conoscono spiritualmente e si mettono l'uno di fronte all'altro consapevolmente. Ciò permette loro di avere interiormente una sorta di immagine l'uno dell'altro, per cui l'altro ha, per così dire, una seconda esistenza in colui con il quale è in rapporto. E se una presenza di questo genere è mantenuta nella maggior parte delle persone che si incontrano, essa può diventare una realtà potente in chi ci conosce e ci ama. L'immagine dell'altro che ognuno porta in sé è, per così dire, carica di realtà. Anche la solitudine può essere piena della presenza dell'altro" (Balthasar). Gesù risponde alla tristezza dei discepoli, provocata dal suo annuncio che presto se ne sarebbe andato, con la promessa dello Spirito: "È bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore". Mandando loro il suo Spirito, Gesù sarà presente in loro. Ma la sua presenza non sarà puramente esteriore. Con la discesa dello Spirito, la sua assenza si trasformerà in una forma di presenza più profonda, più reale. Questa nuova forma della presenza di Gesù nei suoi, tramite lo Spirito, porterà a compimento la sua vittoria definitiva sul mondo. Nel corso della sua vita terrena, Gesù era stato respinto dagli Ebrei e stava per essere condannato a morte. Lo Spirito rivisiterà questo avvenimento, provando ai discepoli che il peccato è dalla parte del mondo (perché non ha creduto in lui), che la giustizia è dalla parte di Gesù (poiché la sua vita non termina nel sepolcro, ma ritorna al Padre) e che è il principe del mondo ad essere condannato. Testimoniando questa vittoria, lo Spirito Paraclito diventa un antidoto alla tristezza che attanaglia i cuori dei discepoli nel momento in cui Gesù se ne sta andando e, nello stesso tempo, alla persecuzione che si scatenerà contro di loro.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Mag 08, 2018 1:47 pm

 Il Signore comprende le loro paure, ma li aiuta a entrare in un significato differente degli eventi di cui saranno testimoni. Gesù dice che è necessario che egli se ne vada, perché altrimenti Dio non potrà completare in loro la sua opera, trasformandoli da discepoli a testimoni del suo amore.  Gesù conforta i discepoli e noi dicendoci che non ci lascerà mai soli perché il suo Spirito sarà su tutti coloro che lo amano. Ma non è tempo di tristezza, né allora per loro, né ora per noi. Lo Spirito Santo che egli ci ha donato rende reale e universale la sua presenza perché come l’amore è fuori dalla ragione, così lo è la presenza di Gesù. Lo Spirito, che è in noi, ci apre gli occhi per riconoscere il suo volto. 
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Mag 08, 2018 2:11 pm

Gesù sta per andarsene, e i suoi discepoli sono tristi per questo motivo. Gesù però spiega che se Lui non se ne andrà non saranno avvolti dalla luce del Paraclito, cioè dello Spirito Santo che sarà per loro una presenza perenne di Gesù, che insegnerà loro ogni cosa.
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MERCOLEDIì della VI SETTIMANA di PASQUA anno B

Messaggio  annaxel il Mer Mag 09, 2018 9:25 am

VANGELO
Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù rinnova ai discepoli la promessa del Consolatore, come "Spirito di verità", la cui funzione sarà quella di ricordare ciò che egli "ha già manifestato" e quello che ora non possono capire. "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di poterle accogliere come sono. Quando verrà lo Spirito di verità, vi guiderà nella pienezza della verità". La verità completa la dobbiamo intendere anche in modo qualitativo. Si tratterebbe quindi d'una comprensione in profondità, d'una penetrazione del mistero della persona di Cristo, della sua opera, della sua morte, della sua missione redentiva universale. Tutto questo non poteva essere compreso allora dai discepoli. Più tardi alla luce dello Spirito nel corso della storia della Chiesa la verità si farà sempre più strada. La funzione mediatica dello Spirito tuttavia "non parlerà da sé, ma prenderà del mio". Una conferma, dunque, del ruolo dello Spirito, che è quello non di darci una nuova rivelazione, ma di rendere viva e attuale la rivelazione nei tempi degli uomini. "Dirà tutto quello che avrà udito e vi annunzierà le cose che verranno". L'azione dello Spirito è rivolta non solo al prima di Gesù, ma anche al presente e al futuro della storia della Chiesa e del mondo. Questo brano di Vangelo fu davvero una splendida predizione. Ci traccia una strada. Ci dice che non dobbiamo vivere di opinioni personali o collettive. Lo Spirito ci sarà sempre guida "nella pienezza della verità", compiendo in ciascuno di noi, in comunione con tutta la Chiesa, quasi una nuova rivelazione, guidandoci nella lettura dell'antica, unica ed immutabile rivelazione biblica: immutabile, ma non ferma; anzi in cammino ed in continua crescita. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Mag 09, 2018 12:48 pm

Gesù sta per andare incontro alla Sua Passione e allora istruisce i suoi amati discepoli sullo Spirito Santo che avranno da Lui. Lo Spirito è una parte di Gesù e insegnerà loro cosa dovranno dire e cosa dovranno fare, in modo che Lui e Dio Padre vengano glorificati attraverso di loro che continueranno attraverso lo Spirito la Missione di Gesù.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Mag 09, 2018 1:32 pm

 
…...Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.. …..
Non siamo in grado di portare il peso di certe conoscenze, e questo il Signore lo sa; per questo ci promette il sostegno dello Spirito Santo, che ci aiuta a entrare nella logica di Dio per vivere secondo il suo punto di vista e non secondo il nostro. Giovanni scrive dopo aver ricevuto il Paraclito, e finalmente ha compreso le parole di Gesù. Anche noi con il dono dello Spirito Santo possiamo comprendere il significato della nostra vita alla luce dell'amore do Dio che viene ad abitare nel nostro cuore.
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GIOVEDI' della VI SETTIMANA di PASQUA anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mag 10, 2018 9:53 am

VANGELO
Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 16,16-20

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos'è questo che ci dice: "Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete", e: "Io me ne vado al Padre"?». Dicevano perciò: «Che cos'è questo "un poco", di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: "Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete"? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».
Parola del Signore.

OMELIA

Quanto ci occupa, ci preoccupa e talvolta ci spaventa, il tempo! Ha un ritmo inarrestabile che ci conduce alla fine; crea così distacchi dolorosi ed inevitabili perdite. È in vista di ciò che ne percepiamo meglio il valore, ma sappiamo che spesso ci sfugge, ci ingoia e ci affligge. Nella visione di Dio «Mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte». È evidente che presso Dio il calcolo del tempo viene valutato con parametri diversi dai nostri. Per questo gli apostoli non comprendono le parole di Gesù quando dice loro: «Ancora un poco e non mi vedrete; un pò ancora e mi vedrete». «Che cos'è mai questo «un poco» di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». È una cronologia davvero difficile da comprendere, anche perché non è solo tempo quello di cui parla Gesù, ma piuttosto di eventi nuovi, di situazioni nuove che consentiranno di vederlo. Quel «poco» riguarda la fede dei discepoli e la luce dello Spirito Santo, le due lampade che splenderanno nei loro cuori e consentiranno di vederlo realmente. Solo allora la tristezza si cambierà in gioia. Tutti noi siamo nell'attesa di vedere. Il velo che ci offusca è ancora determinato dalla pochezza della nostra fede nel risorto e dalla non piena accoglienza dello Spirito. Per questo il «poco» che abbiamo ancora da vivere e il «poco» che ci separa dalla mèta è spesso cosparso di pianto e di tristezza. Voglia Dio che sia il desiderio di Lui e l'essere incapaci di una risposta adeguata al suo infinito amore a renderci tristi e a far sgorgare il nostro pianto. Tutti noi sappiamo come colmare quel «poco» e sconfiggere definitivamente la sensazione di un distacco doloroso da Cristo: è la nostra comunione con noi, è la nostra vita modellata al suo Vangelo, è la nostra preghiera che ce lo rende vivo, presente e partecipe della nostra storia. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Mag 10, 2018 10:20 am

Le parole di Gesù in questo brano del Vangelo di Giovanni, sono per noi come fu per gli Apostoli difficili da comprendere, ma tutto ci sarà chiaro guardando a quello che accadde poco dopo: la Sua morte e la sua Risurrezione. Aiutati dallo Spirito che ci verrà donato dopo la Sua dipartita, faremo nostre le ultime parole di Gesù:“Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si trasformerà in Gioia”. Così Sia!!
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Mag 10, 2018 11:03 am

Gli apostoli non capiscono le Parole di Gesù quando dice certe cose, non capiscono il mistero della Sua Passione, Morte e Resurrezione. Durante la Passione di Gesù saranno molto tristi, ma Gesù promette loro che la loro tristezza diventerà gioia quando Lui ritornerà tra loro.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Mag 11, 2018 10:04 am

VANGELO
Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 16,20-23a
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e vi gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla".
Parola del Signore.

OMELIA
Un'altra grande affermazione sempre sul tema della gioia in questo passo di Vangelo. Continuando il discorso dell'afflizione cristiana che si cambia in gioia, Gesù fa un paragone, molto concreto: la donna quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino "non si ricorda più dell'afflizione, per la gioia che è venuto al mondo un uomo". Il fatto, del quale ella si rallegra, si compie tra le sofferenze, solo in seguito ella ha la serena disponibilità a lasciarsi invadere da una gioia profonda. Così, dice Gesù, avviene anche per i discepoli, i quali presi dallo sgomento per la dipartita dolorosa del Signore, non comprendono il dono di salvezza che viene generato proprio in loro attraverso l'afflizione della passione e morte del Salvatore; ma quando sarà trascorso questo breve tempo doloroso, allora capiranno ciò che è avvenuto e il loro cuore si rallegrerà. "E nessuno vi potrà togliere la vostra gioia". Questa è una promessa splendida, e tutta la nostra saggezza consiste nel valutarla bene e nel prenderla sul serio nella sua effettiva finalità. Gesù non parla poi di una gioia qualunque, ma di una gioia ben precisa, legata alla sua presenza, "Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà". Noi infatti siamo senza dubbio nella capacità di vedere in tanti modi Cristo nella fede: la sua Parola è sempre per noi luce sul nostro cammino. La sua presenza misteriosa nell'Eucaristia, segno permanente del suo amore per noi. Il nostro essere radunati insieme nel suo nome, è essere in sua compagnia. Il nostro prossimo non porta misteriosamente la sua e la nostra immagine? (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Mag 11, 2018 10:09 am

Gesù facendo l'esempio di una donna che partorisce ma poi diventa felice quando nasce al mondo un bambino, dice che anche loro sono nella tristezza ma quando tutto sarà compiuto e Gesù sa che cosa gli aspetta, anche Lui soffrirà e anche i suoi amati discepoli saranno tristi, ma dopo che tutto sarà finito la loro gioia sarà tale che nessuno potrà togliergliela, perchè allora sapranno che Gesù è vivo per sempre.
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