VANGELO di Gesù: anno B

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Mag 12, 2018 12:00 pm

VANGELO
Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 16,23b-28
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù lascia un ultimo messaggio ai suoi discepoli. Egli sta andando al Padre, glorificato sulla Croce ci manifesta l'amore del Padre. È questo l'ultimo ed il primo dei suoi messaggi: Gesù è sceso sulla terra per amore e ritorna al Padre per amore. In questo arco ecco ci è portata un'altra consegna che è conseguenza diretta di questa. È la preghiera. E' significativo che il suo lungo commiato con i discepoli si concluda con questa esortazione. Gesù stesso pregherà il Padre per noi; adesso ci invita a pregare. Preghiamo il Padre nel nome di Gesù Cristo; rivolgiamoci a Lui con fiducia chiedendo Cristo come Mediatore che si è offerto completamente al Padre. Non è semplice quello che ci chiede Gesù Cristo. Pregare nel suo nome non è immediato e significa un atto di vera conversione. La preghiera per essere efficace deve corrispondere ad un nostro preciso atteggiamento. Umiltà è l'ascolto vero delle Parole di Cristo, sono la base ed il fondamento della vera preghiera. Gesù ci dice anche che la preghiera deve nascere dalla fede e dall'amore perché abbiamo creduto in Lui e lo abbiamo amato. È ancora il comandamento dell'amore che deve informare la nostra vita. La preghiera è allora anche un cammino. La fede è il fondamento della preghiera e la preghiera alimenta la fede. L'amore è la base della preghiera e preghiamo per amare di più e meglio. La preghiera parte da una vera conversione e la conversione a Cristo fa sgorgare una preghiera pura ed efficace. La preghiera nasce dall'ascolto della Parola e la Sacra Scrittura tesse le nostre preghiere. È il circolo della vita cristiana basata sulla fede, sulla speranza e sulla carità. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Mag 12, 2018 12:05 pm

Gesù dice che qualsiasi cosa chiederanno a Dio Padre nel nome del Figlio, Lui la concederà. Lo farà perchè loro hanno capito che Gesù è il Figlio di Dio e per questo motivo Dio li ama, e che quando tornerà da loro non parlerà più loro in modo misterioso di Dio Padre ma dirà loro tutto e apertamente, perchè i suoi amati Apostoli hanno creduto in Lui in modo disinteressato e per questo avranno dei privilegi che solo il Figlio può dare.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Mag 13, 2018 9:13 am

VANGELO
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
+ Dal Vangelo secondo Marco 16,15-20
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Parola del Signore.

OMELIA
La conclusione del Vangelo di Marco parla dell'Ascensione di Gesù al cielo. Il dato storico è però connotato precisamente come tempo, luogo e modalità. Il luogo è la Galilea; non è Gerusalemme il luogo dove si manifesterà la Chiesa. Gesù appare ai suoi discepoli proprio da quei luoghi da dove era partito, là, da dove li aveva chiamati. È l'intervento di Dio nella storia; non solo in quella ufficiale che si svolge nei ricchi palazzi del potere. È la storia nel quotidiano; Dio agisce nella nostra vita personale per trasformarla. Il luogo ci dice allora che Dio è presente e l'Ascensione di Gesù è segno di una presenza, non di una assenza. L'Ascensione è poi inserita nel contesto e nei tempi delle apparizioni pasquali. Siamo quindi nel Mistero pasquale. L'irruzione di Dio nella nostra quotidianità è nella celebrazione del Mistero Pasquale. È questo che dà forza a questa presenza: la Pasqua di Cristo. Non è solo celebrazione liturgica ma la celebrazione nella nostra vita. Il tempo allora specifica la qualità di questa trasformazione nella Pasqua. Le parole di Gesù ci dicono come sarà presente ancora oggi. Alla celebrazione del Mistero pasquale partecipa il mistero di salvezza della Chiesa. La Chiesa rende presente e vivo Gesù in mezzo a noi. I Sacramenti e la Parola di Dio sono la possibilità concreta di renderci partecipi di questo Mistero di amore. La Chiesa è però anche un'entità capace di offrirci Gesù nella liturgia, nelle sue opera di sollecitudine sociale e nel servizio che essa sempre offre, con generosità, verso i più bisognosi. L'Ascensione ci richiama questa presenza che deve essere reale e concreta con il nostro contributo. Gesù è presente tra noi se saremo capaci a renderlo manifesto con la nostra opera. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Mag 13, 2018 9:17 am

Oggi si festeggia l'Ascensione di Gesù, dove Lui dopo quaranta giorni che è stato tra i suoi alla fine ritorna al Padre dopo aver salutato e benedetto i suoi amati Apostoli che continueranno la Sua missione sulla terra: diffondere L'Amore Divino Suo e del Padre attraverso il Vangelo che loro hanno ascoltato e amato. Gesù ritorna al Padre e siede alla Sua destra ma non si dimentica di noi: Lui è sempre presente e ci ama.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Mag 14, 2018 11:34 am

VANGELO
Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 15,9-17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri".
Parola del Signore.

OMELIA
È molto bello e significativo che il giorno della festa di un Apostolo, oggi San Mattia, la liturgia ci faccia riascoltare le parole di Gesù: "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore". È l'ennesima dichiarazione esplicita da parte di Gesù per uno dei suoi prediletti. Quell'amore che non ha limiti né confini, tocca gli accenti più elevati ed intensi quando il Maestro divino si rivolge a coloro che egli stesso ha prescelto e chiamato all'intimità della sua vita. È un amore della stessa natura e della stessa intensità di quello che unisce nella perfezione divina il Padre al Figlio; è un amore che è la terza persona della Trinità, lo Spirito Santo. I destinatari privilegiati di oggi siamo noi Sacerdoti, noi, in cui Egli ha riposto la sua fiducia per essere i primi testimoni, che debbono doverosamente incarnare in tutta la persona, quella stessa di Cristo. Ha chiesto a Mattia, a tutti i suoi discepoli, a tutti noi, di rimanere nel suo amore; questa è la condizione indispensabile per essere come lui e poter agire fedelmente in sua vece. Ci ha scelti e consacrati per renderci capaci di consacrare, benedire, assolvere, educare e testimoniare la fede. Ci ha chiesto di diventare pane per tutti, di essere disposti a versare il nostro sangue, ad essere disponibili a fare di tutta la nostra vita una sacra celebrazione, una eucaristia continua. Il memoriale di Cristo infatti si perpetua e si attualizza nei suoi sacerdoti e per mezzo loro e con loro in tutti i fedeli. Sono essi perciò che debbono brillare come lampade poste sul lucerniere, sono essi che hanno, per divina disposizione, il compito di guidare, orientare, sostenere, amare tutti incondizionatamente. Per questo il Signore Gesù ha riversato amore particolare su ciascuno di essi, perché a loro volta siano capaci di spargere amore nel mondo, nel cuore di ogni uomo. La sublimità della missione la si comprende solo vivendola giorno dopo giorno, messa dopo messa. Sentirsi come Cristo non è quindi un privilegio di cui vantarsi, ma una missione da compiere in un atteggiamento di profonda umiltà, in una vera prostrazione, sempre pronti a lavare i piedi e a detergere ogni lacrima, ogni miseria, con l'acqua salutare e salvifica che incessantemente sgorga dal costato di Cristo. Rimanere nell'amore di Cristo allora significa comprendere la predilezione di cui indegnamente siamo stati fatto degni, significa sentire l'urgenza della testimonianza, significa soprattutto una intimità indissolubile di comunione con Lui, che ci consenta di somigliargli nel modo migliore possibile. Dobbiamo essere rigenerati dalla Madre di Dio, solo lei, piena di Spirito Santo, può plasmarci ad immagine del suo Figlio. Solo con lei possiamo a nostra volta generare Cristo sui nostri altari. È sempre lei la Madre, è suo per sempre il compito di dare alla luce il suo Figlio per noi. Solo lei può colmare il nostro cuore dai probabili vuoti, derivanti dalla nostra condizione. Sola la Vergine può essere la nostra Madre e la nostra Sposa. Con lei abbiamo la certezza di poter rimanere nell'amore di Cristo e saper spargere amore come Cristo. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Lun Mag 14, 2018 11:40 am

Gesù chiama i suoi amati Apostoli: "amici", perchè a loro tutto ciò che hanno udito è stato detto dal Padre attraverso Gesù, ed è per questo che Gesù li ama, perchè hanno creduto in Lui, e per dimostrare che anche loro sono degni del Suo Amore, Gesù dà loro il comandamento di amarsi l'un l'altro come ha fatto Lui con loro, perchè è l'amore che ci rende degni dell'Amore di Gesù e di essere chiamati da lui: amici.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Mag 15, 2018 8:38 am

VANGELO
Padre, glorifica il Figlio tuo
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 17,1-11
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù prega il suo testamento spirituale. Assume la sua veste sacerdotale, si pone maestoso e solenne dinanzi al Padre suo e dinanzi ai suoi. Sta facendo il più bel commento alla preghiera che egli stesso aveva insegnato agli Apostoli. Tutta la sua persona umano divina è protesa verso il «cielo». Chiede che quello che sta per accadergli sia per la gloria del Padre e per l'avvento del suo regno sia nella vita eterna, sia nella nostra storia. Tutto questo è l'alimento prezioso per la nostra fede perché è la pienezza della rivelazione e l'attuazione completa della redenzione. Lo stesso Cristo sta già dicendo che tutto è compiuto perché prima innalzato sulla croce e poi innalzato ed accolto nella gloria perfetta del Padre. Egli ci sta additando la fonte dell'amore e sta promettendo che quella fonte ci irrorerà di luce e di sapienza. Il Verbo è esploso nella Parola e la Parola si sta consumando nella suprema ed ultima testimonianza. Questa è l'Ora pensata e voluta da Dio: è il culmine della storia, la cima di un monte, una crudele passione, una croce come patibolo, un sepolcro che potesse contenere il Dio ucciso e infine una luce radiosa, la risurrezione e la vita senza fine. È questa la preghiera - offerta di Gesù, il suo dono al Padre, la sua salvezza per noi. È il solenne compimento di un sacrificio che avvolge e coinvolge tutta la storia di Dio, tutta la nostra storia. Davvero «è giunta l'Ora». Dobbiamo solo diventare con l'autenticità della nostra testimonianza motivo di gloria per Dio, per Gesù Redentore perché recettivi dello Spirito Santo. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mar Mag 15, 2018 8:42 am

Gesù sa che è venuta la sua ora e raccomanda i suoi amati Apostoli a Dio Padre, perchè loro hanno creduto in Lui in modo disinteressato ma ora sta per lasciarli. Gesù prega per loro affinchè, quando sarà il momento, siano forti per la missione che li attende, Gesù l'ha cominciata facendo la volontà del Padre e quando toccherà a loro dovranno essere forti come il Figlio di Dio che ha dato la Sua vita per amore loro e del mondo.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Mag 16, 2018 9:34 am

VANGELO
Siano una cosa sola, come noi.
+Dal Vangelo secondo Giovanni 17,11b-19
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù continua la sua preghiera per noi: implora l'unità perfetta tra i suoi seguaci, ci affida al Padre perché nessuno vada perduto; prega perché tutti abbiamo "la pienezza" della sua gioia, nonostante la minaccia dell'odio del mondo. Poi la richiesta di Gesù per noi, raggiunge il culmine; egli implora che tutti noi siamo "consacrati nella verità". Egli vuole ottenerci questo dono, questa consacrazione per renderci concretamente capaci di mettere tutta la nostra vita a servizio esclusivo della verità: questo significa essere consacrati, questo èl'impegno del cristiano, quello appunto di fare della propria esistenza una testimonianza viva di Cristo. In questo ci accompagna lo Spirito Santo come guida e interiore energia dell'anima, ma si fa garante per noi lo stesso Cristo: "per loro io consacro me stesso perché siano anch'essi consacrati nella verità". Sarà proprio questa consacrazione a renderci pienamente consapevole
della riconquistata libertà; ce lo predice e assicura lo stesso Gesù: "La verità vi farà liberi". La nostra riflessione diventi preghiera da unire a quella di Cristo: "fa che la chiesa riunita dallo Spirito Santo ti serva con piena dedizione e formi in te un cuore solo e un'anima sola". (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Mer Mag 16, 2018 9:38 am

Gesù prega Dio Padre affinchè protegga i suoi amati discepoli non solo dal mondo che li perseguiterà a causa del suo Nome Santo ma soprattutto dal Maligno, affinchè abbiano la forza di combatterlo e di vincerlo perchè tutto ciò che faranno è opera sia di Gesù che di Dio Padre e per questo motivo saranno protetti dal Male mentre il Bene vincerà.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Mag 17, 2018 8:07 am

VANGELO
Siano perfetti nell'unità.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 17,20-26
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
Parola del Signore.

OMELIA
Ora la preghiera di Gesù abbraccia tutta i credenti, tutti coloro che accoglieranno la testimonianza degli apostoli e formeranno la sua chiesa. La stessa unità richiesta ai suoi prediletti, ora Egli la implora per tutti. Questa sarà motivo di adesione alla fede per molti e di gloria per il Signore. L'esclamazione dei pagani di Roma che, pur perseguitando i primi cristiani, non potevano trattenere la meraviglia vedendo e costatando l'amore che li univa, sarà l'annuncio da dare nei secoli futuri da tutti i suoi seguaci. La perfezione dell'unità sarà raggiungibile soltanto nella unione intima con Cristo: in lui e con lui saremo una cosa sola. È impossibile immaginare una chiesa senza Cristo e cristiani frantumati da discordie e divisioni. L'annuncio cristiano, per volontà dello stesso Signore, deve necessariamente passare attraverso la via della testimonianza dell'amore fraterno nella perfezione dell'unità: "Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato". Possiamo così cogliere non solo il nostro primario impegno di credenti, ma anche l'inevitabile responsabilità che incombe su ciascuno di noi. Siamo ornati di gloria per questo: "la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola". La nostra gloria consiste nell'essere, perché redenti, figli di Dio, "abbeverati ad un solo Spirito", resi quindi capaci di amore autentico verso Dio e verso il nostro prossimo, con la perfezione che Egli stesso ci dona. Questa è la via per testimoniare l'amore del Padre per il Figlio e l'amore che Cristo ci ha donato. Il mondo è rimasto ignaro di questa meravigliosa esperienza, ma gli apostoli e tutti coloro che per mezzo loro aderiranno al vangelo, hanno il compito di farla conoscere nel corso dei secoli. È un compito arduo da cui però non possiamo esimerci. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Gio Mag 17, 2018 8:11 am

Gesù affida al Padre tutti coloro che crederanno nei suoi Apostoli, e dice che è l'amore che deve guidare i loro passi nel cammino dell'evangelizzazione della Parola del Vangelo, affinchè chi li ascolterà crederanno che Dio è in Gesù e i suoi Apostoli in Lui.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Mag 18, 2018 11:56 am

VANGELO
Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 21,15-19
In quel tempo, essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse "Mi vuoi bene?", e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore.

OMELIA
Il Vangelo ci narra del riscatto e della riabilitazione di Pietro. Alla triplice negazione l'apostolo, su esplicita richiesta del Signore, - "mi ami tu più di costoro?" - fa seguire una triplice ed umile affermazione di fede e di amore. Gesù aveva detto che chi vuole essere il primo deve essere l'ultimo di tutti e il servo di tutti. Lui stesso si era prostrato, come l'infimo dei servitori, a lavare loro i piedi. Ora è la volta del principe degli apostoli; tocca a lui sperimentare l'umiltà e dichiarare senza esitazioni il suo amore la sua fedeltà al Maestro. "Tu sai che ti amo", afferma Pietro. "Pasci le mie pecorelle", ribadisce il Signore. E' così che è riaffermato e conferito in pienezza a Pietro e ai suoi successori, il primato nella chiesa. E' così che quel dono, senza perdere il suo aspetto giuridico, si adorna della doti migliori, quelle della incondizionata fedeltà e dell'amore profondo a Cristo. E' su questa scia che si sta muovendo il nostro Pontefice, il successore di Pietro. Questa è la via che potrà fare della chiesa un solo ovile sotto un solo pastore nella perfetta unità, per cui lo stesso Gesù ha pregato. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Ven Mag 18, 2018 12:00 pm

Gesù chiede a Pietro per tre volte se lui lo ama e Pietro per tre volte risponde di si. Come le tre volte che lo ha rinnegato, così Gesù gli domanda se lo ama, e in modo velato gli predice anche di quale morte dovrà morire per dar gloria al Vangelo e di conseguenza al Signore. Gesù vuole innanzitutto il nostro amore, che per Lui è più grande di ogni nostro peccato, della quale se ci pentiamo con tutto il cuore Gesù è sempre pronto a perdonarci.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Mag 19, 2018 11:33 am

VANGELO
Questo è il discepolo che testimonia queste cose, e la sua testimonianza è vera.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 21,20-25
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Parola del Signore.

OMELIA
Il brano di oggi conclude la narrazione dell'evangelista Giovanni, il discepolo che Gesù amava particolarmente e a cui ha concesso nell'ultima cena di posare il capo sul suo petto. Egli si definisce giustamente un testimone fedele e veritiero, ma lascia comprendere che la sua opera non è completa. Ci sarebbero voluto ancora pagine e pagine da scrivere, occorrerebbe poter penetrare nei stessi misteri di Dio e scrutare nell'intimo del Cristo, uomo Dio, salvatore del mondo. L'apparente incompletezza però, contiene un implicito ammonimento per tutti noi: San Giovanni vuole dirci che quello che né i libri, né il mondo possono contenere, deve completarsi nella fede e nella pratica della vita di ogni credente. Dobbiamo essere noi, uniti nella stessa fede e membra vive della stessa chiesa, a completare quello che manca ai patimenti di Cristo, quello che Giovanni non poteva assolutamente scrivere nella pagine del suo Vangelo, perché appartenenti alla esperienza viva da consumare nel tempo. Animati e sorretti dallo Spirito, il vangelo vissuto, diventa la nostra storia, la nostra storia sacra. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Sab Mag 19, 2018 11:36 am

Giovanni è l'unico Apostolo di Gesù non morto martire, lui ha scritto sia il Vangelo che l'Apocalisse, ha vissuto tanto ed ha dato testimonianza di Gesù scrivendo anche le Lettere in cui testimonia la Divinità oltre che l'Amore di Gesù per l'umanità e invitava tutti coloro che leggevano a prenderlo ad esempio e imitarlo nella santità.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  Giovanna Maria il Dom Mag 20, 2018 10:02 am

VANGELO
Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 15,26-27; 16,12-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà".
Parola del Signore.

OMELIA
Dio è amore. È la sua essenza che ci viene rivelata come alito vivificante sin dalla creazione. Abbiamo scoperto che è fonte di vita, fonte di tutte le forme di vita, riempie di sé l'universo. Sappiamo che lo Spirito ci rende somiglianti a Dio. Sappiamo che nella pienezza dei tempi ha adombrato la vergine di Nazareth e l'ha resa madre di Gesù redentore conservando intatta la sua verginità. Sappiamo che è lo stesso Spirito a rivelare ad Elisabetta che colei che la sta salutando è "la madre del Signore". Illumina nel tempio il santo Simeone e la profetessa Anna. Parla ai dottori per bocca del bambino Gesù. Rivela nelle acque del Giordano che il battezzato è il Figlio, l'Eletto. Viene ripetutamente annunciato e promesso dallo stesso Gesù agli Apostoli, inizialmente tristi alla notizia della sua prossima dipartita. Viene atteso e invocato nel cenacolo dagli undici, radunati in preghiera con la Madre Santissima. Oggi pentecoste scende sulla chiesa nascente: scende su tutta la chiesa per santificare, illuminare e fortificare. Scende affinché gli inviati nel mondo, quelli di allora e quelli di oggi, non si sentano soli, affinché non abbiano a temere, affinché sappiano superare le prove che li attendono, affinché siano pronti a dare la suprema testimonianza di fedeltà e di amore al loro maestro anche con il dono della vita. Scende sotto forma di lingue di fuoco: la Parola da annunciare ha in se un connaturale ardore divino e deve infuocare d'amore i cuori dei credenti. Sgorga dal cuore stesso di Dio, sgorga come un effluvio dalla croce di Cristo, sgorga dal suo costato trafitto dalla lancia. Sgorga dal cenacolo e dal sepolcro vuoto e dall'annuncio che ormai il mondo intero conosce: Egli è vivo, è risorto, ha vinto il peccato, ha vinto la morte, ci ha ridonato la vita. È l'Alito nuovo di Dio che fa rinascere le sue creature a vita nuova. Lo Spirito è entrato nella chiesa e i pavidi sono diventati araldi intrepidi del Vangelo. Anch'essi affrontano il "mondo" e vincono e cantano un canto nuovo, il canto dei risorti. I pescatori di pesci sono diventati pescatori di uomini e i tremanti e fuggitivi della passione, ora gridano nelle piazze e stanno cambiando il mondo. Pare che ora quello Spirito
non sia più desiderato, invocato ed accolto. Sta prendendo il sopravvento lo spirito del mondo, quella insana presunzione che ci fa credere di poter agire e vivere senza di Lui. Allo Spirito di Dio si vuol sostituire l'intelligenza e la superbia dell'uomo. Stiamo costatando con spavento quali sono le terrificanti conseguenze di questo peccato contro lo Spirito Santo. Freddo e buio stanno calando sul mondo che trema. Che tristezza! (Padri Silvestrini)
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GIOVEDI' della X SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Gio Giu 14, 2018 10:54 am

VANGELO
Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».
Parola del Signore.

OMELIA

"Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli". È Gesù che ci parla. La giustizia degli scribi e dei farisei si adorna di formalismi esteriori, di personali interpretazioni e di ipocrisia. Più volte il Signore si è scagliato contro di loro denunciando le loro falsità. Non è quella la giustizia che egli vuole e propone. La vera giustizia, che riguarda innanzi tutto il nostro rapporto con Dio, deve invece sgorgare dal cuore illuminato dallo Spirito, deve nascere dall'amore che favorisce una adesione libera e gioiosa ai comandi del Signore. La stessa interpretazione della scrittura sacra, prima manipolata ad uso e consumo degli stessi interpreti, ora deve essere letta e praticata alla luce di Dio e con la forza della sua grazia. Dal modo diverso di leggere la Parola scaturisce poi un modo diverso di viverla. Nasce così la coerenza, la fedeltà, le delicatezza di coscienza, che rende consapevoli del bene vero e ci avverte degli eventuali errori. Il superamento della legge avviene in Cristo, e in noi, cristiani, con una vera e propria illuminazione dello Spirito. Dinanzi al sacrificio, all'offerta da presentare a Dio, emerge più che mai il bisogno della migliore sintonia e concordia con lo stesso Signore e con tutti quelli che condividono con noi gli stessi doni e concelebrano la stesso rito. Non è pensabile di potersi accostare a Dio senza stare in comunione intima di amore con Lui, è ancora impossibile condividere la stessa mensa celeste senza nutrire amore verso i fratelli. "Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono". Nessuna offerta può essere gradita a Dio se non è accompagnata dall'amore. Se dovessimo prendere sul serio, come dovremmo, questo ammonimento, dovrebbe interrompere molte delle nostre celebrazioni per dare tempo e modo di riconciliarsi con i fratelli, prima di celebrare i divini misteri. Già nell'Antico Testamento leggiamo il rifiuto da parte del Signore di sacrifici solo esteriori e formali: "Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo, poiché di me sta scritto nel rotolo del libro, per fare, o Dio, la tua volontà". Fare la volontà di Dio è la vera giustizia. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Giu 14, 2018 4:19 pm

In questo breve brano, Matteo illustra il rapporto di Gesù con la legge di Israele; esso è allo stesso tempo un rapporto di continuità e di novità. Negli esempi concreti della nuova vita del cristiano, Gesù non si limita al significato della stessa parola, ma va oltre, riguardando la persona nei suoi vari atteggiamenti della vita: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.  La nuova giustizia è superiore all'antica, ma la perfezione dell'uomo deriva solo nel vivere il dono dell'essere figli di Dio.
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VENERDI' della X SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Giu 15, 2018 2:36 pm

VANGELO
Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,27-32

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio".
Parola del Signore.

OMELIA
Già guardare una donna con desiderio significa commettere adulterio con lei. Il peccato, come le opere di bene, provengono dalle nostre interiori convinzioni, dall'orientamento che abbiano impresso nel nostro cuore. L'azione che ne segue è solo l'esteriore manifestazione di ciò che prima è maturato dentro di noi. I nostri occhi, definiti la finestra dell'anima, ci trasferiscono immagini e causano sensazioni che, se non filtrate dalla nostra coscienza, che deve operare la selezione, ci spingono all'azione cattiva, non conforme alla risposta di amore divino. Ecco perché il Signore arriva a dirci che se il nostro occhio ci è motivo di scandalo, dobbiamo essere pronti anche a cavarlo pur di entrare nel regno dei cieli. L'inquinamento dell'anima è un fatto molto più debilitante della perdita di un nostro organo fisico come il nostro occhio o la nostra mano. Siamo così sollecitati a considerare con la migliore attenzione i valori del nostro corpo, pur meritevoli di attenzioni e di cure, e quelli dello spirito, che dobbiamo conservare integro per la vita eterna.
Viene da pensare che ai nostri giorni talvolta sono più affollati gli ambulatori dei medici che non i confessionali e le chiese. Spesso capita di vedere gente che si affanna più per la dimora terrena che non per quelle definitiva e celeste. Soffriamo momenti di confusione e di capovolgimenti di valori. Ciò anche perché il nostro sguardo, non è più assuefatto a svolgere con sapienza la dovuta introspezione dell'anima. C'è troppo chiasso intorno e la fretta morde il nostro incedere nel mondo. Riflettere, meditare, esaminarsi interiormente è virtù di pochi. Forse anche per questo il discorso sulla fedeltà coniugale per molti, come ai tempi di Cristo, non è più un valore. (Padri Silvestrini)
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SABATO della X SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Giu 16, 2018 5:48 pm

VANGELO
Io vi dico: non giurate affatto.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "Sì, sì", "No, no"; il di più viene dal Maligno".
Parola del Signore.

OMELIA
Al tempo della guerra tra Cartagine e Roma, i Cartaginesi mandarono a Roma un prigioniero romano, per invocare la fine dei combattimenti. Gli fu fatto giurare di tornare a Cartagine se avesse fallito la missione. Arrivato in città, il prigioniero andò direttamente al Senato e pronunciò una requisitoria contro Cartagine. Poiché in questo modo aveva fallito la sua missione, i senatori lo supplicarono di rimanere a Roma, aggiungendo che un giuramento strappato con le minacce non aveva nessun valore. Il prigioniero rispose: "Il mio onore di Romano mi impedisce di mancare alla mia parola. Devo andare fino in fondo, nei miei doveri di cittadino. Sarò ucciso, ma l'onore di Roma sarà salvo". Che cosa ne è dell'onore dei cristiani? Abbiamo paura di vivere la verità, mentre abbiamo la garanzia di Cristo? Molti giurano sul loro onore, sui loro morti, sulla loro vita, su Dio e sui santi di dire la verità. È facile giurare. Chiunque può farlo senza sentirsi impegnato se non a parole. Se la verità non traspare dai nostri occhi e dai nostri atti, è inutile sminuirla al rango di semplice enunciato. Quanti tacciono il loro impegno cristiano in un ambiente ostile, per strappare un posto vantaggioso, o per mille altre ragioni, per amor proprio, quando basterebbe un po' più di coraggio, un po' più di fede, un po' più di amore e di fiducia in Gesù Cristo per non temere di restar fedeli alla sua verità. "Tutte le cose nascoste saranno rivelate un giorno". Ci pensiamo ogni tanto? Cristo non ci ha mai ingannati. Che garanzia per la nostra fede!
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Sab Giu 16, 2018 6:13 pm

…...Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. ….
Mai come ora le parole di Gesù ci portano ad una riflessione che riguarda ciascuno di noi.... siamo all'altezza dei giuramenti che che facciamo? Quanti governi hanno giurato per rendere questo mondo migliore? Mi chiedo che importanza ha giurare se poi i fatti non rendono testimonianza al giuramento.
Siamo portati a giurare davanti agli altri per  quella fiducia che vorremmo ricevere...ma ci scordiamo che solo la nostra vita i nostri fatti  saranno la risposta  alla quella fiducia che vorremmo ottenere senza nessun giuramento, quindi, facciamo nostre le parole di Gesù perché sarà la vita che testimonierà quello che siamo e quello che facciamo.
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DOMENICA della XI SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO ano B

Messaggio  annaxel il Dom Giu 17, 2018 7:39 am

VANGELO
E' il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell'orto.
+ Dal Vangelo secondo Marco 4,26-34

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù ci parla in parabole. Egli vuole che attraverso immagini ed esempi tratti dalla vita quotidiana i suoi preziosi insegnamenti s'imprimano nella mente e nel cuore dei suoi ascoltatori di ogni tempo. Con l'immagine del seme che cresce da solo e del granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, vuole fugare per sempre dalla nostra mente la tentazione di immaginare e credere che il Signore Dio, onnipotente e lo stesso Gesù, Verbo incarnato, debbano apparire con manifestazioni grandiose e spettacolari o che noi possiamo da soli garantirci la vita eterna. Tutt'altro! Anche quando si parla del Regno di Dio viene presentato a noi come un piccolo seme che cresce lentamente; sfugge persino alle misurazioni umane perché guidato dal pensiero stesso di Dio. L'umiltà è uno degli insegnamenti che con maggiore insistenza appaiono nel Vangelo e in tutta la Scrittura. Non possiamo dimenticare che per la superbia abbiamo peccato una prima volta e per quello stesso vizio pecchiamo ancora. Il Vangelo ci dice anche che proprio dall'umiltà sgorga invece la potenza divina perché indissolubilmente è legata all'Amore. Così ciò che appare piccolo e debole ai nostri occhi racchiude l'immensità stessa di Dio fino a convincerci che dalla morte del seme sgorgano davvero i frutti più fecondi e perenni: è dalla morte di Cristo che fluisce il trionfo dell'amore, la definitiva sconfitta del male e la Sua e nostra risurrezione. Con divina sapienza il Signore ci vuol far sapere che le vicende della nostra umana esistenza, persino dinanzi all'esilio o a qualsiasi dolorosa esperienza, non bisogna mai perdersi d'animo o spegnere la speranza: silenziosamente, ma sempre con amorevole premura il Signore agisce nella nostra storia e anche dopo i percorsi traviati o tortuosi, se confidiamo in Lui, Egli ci riconduce sulla via della salvezza. Ancora una volta il chicco di grano prima di germogliare e portare frutto, è caduto in terra ed è morto: siamo stati crocifissi con Cristo per risorgere con Lui! Questo è il frutto meraviglioso che possiamo produrre con la nostra vita. Ecco perché nella vita del cristiano non c'è spazio per lo sconforto: Cristo Gesù ci accompagna, ci sostiene, ci guida, dona preziosa fecondità alla nostra vita. (Padri Silvestrini)
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LUNEDI' della XI DOMENICA del TEMPO ORDINARIO

Messaggio  annaxel il Lun Giu 18, 2018 3:31 pm

l Black]]VANGELO
Io vi dico di non opporvi al malvagio.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Parola del Signore.

OMELIA

La «legge del taglione», occhio per occhio, dente per dente, era ed è ancora una norma basilare di giustizia che stabilisce una equa proporzione tra l'entità dell'offesa e la risposta di chi la subisce. Una norma di giustizia che esclude però ogni principio di perdono e di amore fraterno, Cristo, che è venuto non ad abolire, ma a dare compimento, scandisce il principio nuovo che sgorga dalla sua persona e dal suo annuncio di misericordia. «Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra». È un corollario alla legge dell'amore, una logica conseguenza derivante dal fatto che Dio ci ha amati per primo e Cristo è venuto tra noi non per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi. La gratuità dell'amore divino, riversato su di noi mentre eravamo suoi nemici a causa del peccato, deve indurci a non opporci al malvagio che trama contro di noi e ad essere disposti anche a porgere l'altra guancia quando qualcuno ci percuote. Se non avessimo l'esempio luminoso di Cristo che nella sua passione subisce come un agnello docile e mansueto le torture di ogni genere che gli vengono inflitte e che risponde con il perdono alla crudele crocifissione, potremmo pensare ad una esagerazione e ritenere impraticabile la sua proposta. Invece egli ci dice: «Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi». È quel «come» che ci mette in crisi; dobbiamo amare e perdonare come ha fatto Gesù con noi. Fortunati noi che abbiamo la certezza nella fede non solo di dover amore a Dio e al prossimo, ma di essere noi amati da lui: «Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi» e poi aggiunge «Rimanete nel mio amore». Ecco dunque la felice realtà che rende possibile quella apparente arrendevolezza, che diventa il motivo della nostra vittoria. È nata così la teologia della non violenza, che ha affascinato i grandi personaggi della storia e ha formato la schiera dei santi. L'unica violenza che è consentita a noi cristiani è quella dell'amore portata fino all'eroismo. Dobbiamo però fare i conti con la nostra povertà, dobbiamo per questo talvolta subire l'ingiustizia degli uomini perché trionfi quella di Dio. Non siamo ancora riusciti a far nascere nel nostro mondo la civiltà dell'amore e le vittime della violenza scatenano ancora dentro di noi le peggiori reazioni. Dobbiamo volgere ancora lo sguardo a Colui che hanno trafitto e allora le trafitture che la vita ci riserva potranno diventare i segni visibili della nostra vittoria. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Giu 18, 2018 3:59 pm

«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Questa è la legge del taglione, ma Gesù è venuto per rendere giustizia con la legge “dell'Amore”, non rispondere al male con il male, ma lasciare a Dio l'intervento sull'operato dell'uomo, perché Lui solo conosce tutti i cuori, affinché, accogliendo la sua volontà, Dio ci offre la salvezza.
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