VANGELO di Gesù: anno B

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SABATO della XXIII SETTIMANA del TEMPO ORDNARIO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Set 15, 2018 10:38 am

VANGELO
Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
+ Dal Vangelo secondo Giovanni 19,25-27

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.
Parola del Signore.

OMELIA
L'obbedienza! Al giorno d'oggi, a pochi piace sentir parlare di obbedienza, specialmente quando questa è intesa nel senso di sottomissione ad una autorità superiore. Il padre dice al figlio: «Fa' quello che ti dico io». «Perché non puoi obbedire al tuo professore?», dice il preside allo studente che gli è stato mandato. Dopo aver fatto spostare la macchina al lato della strada, il poliziotto chiede all'autista: «Lo sa che non ha obbedito al limite di velocità?». Sottomettersi al comando di un altro è sempre una cosa dura nella nostra epoca gelosa della libertà personale, dell'indipendenza religiosa e dell'individualità psicologica. Diviene ancora più difficile annunciare l'obbedienza di Gesù, Figlio di Dio. Eppure, fu obbediente. Gesù fu obbediente alla volontà di Dio, sempre, fino alla croce. A motivo della sua umanità - un aspetto che si dimentica facilmente - Gesù ha sofferto, come tutti. Ha conosciuto la solitudine, lo sconforto, la sete, la fame, il tradimento degli amici, ecc. Attraverso le sue sofferenze umane, ha imparato l'obbedienza alla volontà di Dio. È stata la sua obbedienza a renderlo perfetto. Maria, la Madre di Gesù, un essere umano anche lei, ha conosciuto la sofferenza. Nella sua vita
sperimentò ben presto il dolore. Ancora ragazza, non sposata e incinta, non fu risparmiata dalla sofferenza. Ha conosciuto le sofferenze della povertà alla nascita di Gesù, l'angoscia, la solitudine, la morte. Però, come suo Figlio, anche Maria attraverso le sue sofferenze ha imparato l'obbedienza alla Parola di Dio. Dare a Maria il titolo di «Addolorata» significa riconoscerla capace di essere solidale con chi soffre. Mentre l'obbedienza richiama all'uomo d'oggi aspetti negativi, essa merita invece un'attenta riflessione. Se il Figlio di Dio fu obbediente al Padre suo, se Maria, la Madre di Dio, fu anch'essa obbediente al Padre, perché allora non si può anche oggi imparare l'obbedienza attraverso la sofferenza?
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DOMENICA della XXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Dom Set 16, 2018 2:57 pm


VANGELO
Tu sei il Cristo... Il Figlio dell'uomo deve molto soffrire.
+ Dal Vangelo secondo Marco 8,27-35

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».
Parola del Signore.

OMELIA

Al centro del suo Vangelo, san Marco pone l'episodio fondamentale della professione di fede di Pietro. Gesù ha finito la sua prima parte della missione per rivolgersi verso Gerusalemme dove lo attende non la gloria, ma la crocifissione e la morte. Gesù vuol accertarsi del grado di preparazione dei suoi discepoli, soprattutto di Pietro che ha posto a capo della sua futura Chiesa. Con queste premesse è possibile leggere i chiaroscuri che ci presenta il brano evangelico. Com'è possibile che Gesù tratti in due modi diametralmente opposti Pietro: prima lo loda e poi lo rimprovera aspramente? Sa benissimo che è difficile far capire il vero significato della sua missione e il piano d'amore di Dio. Pietro, anche se riconosce in Gesù il Cristo, il Messia, è legato ancora ad una visione antica, tradizionale, ristretta del messianismo. L'esortazione odierna è servita proprio per far cominciare ad introdurre i suoi discepoli, e soprattutto Pietro, nel grande Mistero della sua Persona che significa far comprendere appieno il suo messianismo d'amore che inevitabilmente passa attraverso la passione e la croce, che è di Cristo, ma che siamo chiamati a condividere tutti noi nella nostra vita. (Padri Silvestrini)


Ultima modifica di annaxel il Lun Set 17, 2018 10:03 am, modificato 1 volta
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Dom Set 16, 2018 3:37 pm

Proprio a Cesarea di Filippi, la città che prende il nome dall'imperatore Cesare Tiberio, Gesù è riconosciuto da Pietro l'inviato di Dio, il <Messia>, l'Unto, il Consacrato che Israele attendeva. Marco colloca questo episodio in uno sfondo storico, geografico e religioso ed è in questo contesto che Marco svela ai suoi ascoltatori di ieri e di oggi chi era Gesù e pone a tutti noi questa domanda:<Chi è costui?>. La domanda che oggi Gesù rivolge a noi suoi nuovi discepoli.”E voi, chi dite che io sia?”. Chi è veramente Gesù per noi? In cammino verso Gerusalemme; sarà lì che i discepoli comprenderanno che egli è il Figlio di Dio, ma ciò avverrà soltanto dopo la croce alla luce della Risurrezione.......Gesù è risorto più di 2000anni fa, ma lo domanda è sempre valida:<Chi è veramente Gesù per noi?>.


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LUNEDI' della XXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Lun Set 17, 2018 10:01 am

VANGELO
Neanche in Israele ho trovato una fede così grande.
+ Dal Vangelo secondo Luca 7,1-10

In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di' una parola e il mio servo sarà guarito. Anch'io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa». All'udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
Parola del Signore.

OMELIA

Nel vangelo odierno riascoltiamo le parole del centurione rivolte a Gesù e che noi ripetiamo, con piccole varianti, immediatamente prima di accedere alla Santa Eucaristia: «Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito». È una bella espressione di fede e di umiltà. Ci sorprende particolarmente perché viene da un pagano e da un uomo posto in autorità nell'ambito militare, una categoria che è più abituata a comandare che a compiere atti di sottomissione. Egli riconosce la potenza e la dignità del Cristo per cui non osa andare da Lui ed è convinto che non occorra che si scomodi a raggiungere la sua casa. Gesù con la forza della sua parola può guarire anche a distanza. Altra sorpresa deriva dal fatto che l'umile implorazione del centurione non riguarda la guarigione di un suo familiare, ma di un suo servo, che egli aveva molto caro. Quel militare pagano merita non solo la guarigione dell'infermo, ma anche un bell'elogio da parte del Signore: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». Possiamo trarre da questo episodio salutari ed utilissimi insegnamenti: l'umiltà è il presupposto indispensabile della preghiera, ma questa deve essere sopportata dalla fede intensa. Quando rivolgiamo a Dio la nostra preghiera per gli altri esprimiamo concretamente il nostro amore verso il prossimo e, lo sappiamo, l'amore apre il cuore di Dio alle grazie che imploriamo. (Padri Silvestrini)
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MARTEDI' della XXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mar Set 18, 2018 4:36 pm


VANGELO  
Ragazzo, dico a te, alzati.
+ Dal Vangelo secondo Luca 7,11-17

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù risuscita il figlio di una vedova di Nàin. Stavolta, nell'episodio, così com'è raccontato, manca un'esplicita richiesta rivolta a Gesù per compiere il miracolo. Egli stesso prende l'iniziativa, sicuro dei risultati. Gesù sa guardare ai cuori delle persone e la sua compassione si muove quando riconosce cuori retti e puliti. Egli è venuto a guarire, a dare conforto e portare la salvezza per tutti gli uomini. I miracoli sono segni della potenza divina ma hanno sempre, alla base, dei sentimenti di compassione umani. E' il Divino fatto uomo, che agisce come uomo, ha gli stessi sentimenti degli uomini e prova dolore e compassione. Anche stavolta possiamo trarre un insegnamento chiaro per noi, che viviamo tempi dove si preconfezionano figure d'uomini stereotipate. La nostra vera umanità, d'uomini e donne, si esprime anche nell'essere partecipi dei dolori altrui, nel cercare le strade migliori per alleviarli: ecco perché diciamo che la sequela di Cristo non solo ci prepara un posto per la Vita Eterna ma migliora proprio il nostro essere uomini. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Set 18, 2018 5:05 pm

Nella descrizione della risurrezione del figlio della vedova, Luca mette al centro dell'attenzione l'atteggiamento di compassione di Gesù verso la madre. Possiamo notare che nessuno chiede aiuto a Gesù (il paralitico è portato dai suoi amici e parenti); è Lui che guarda, vede e si commuove. Grazie alla sua compassione, Gesù ci rivela un Dio che non rimane indifferente o insensibile di fronte ai nostri mali. Gesù è il Signore che partecipa intensamente al mistero del dolore e della morte.

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MERCOLEDI' della XXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Set 19, 2018 2:19 pm

VANGELO
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.
+ Dal Vangelo secondo Luca 7,31-35

In quel tempo, il Signore disse: "A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!". È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato". È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e voi dite: "Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!". Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli".
Parola del Signore.

OMELIA
Siamo degli stolti. Per tutta la nostra vita, per tutto il giorno, Dio ci chiama e noi non ci accorgiamo di nulla. Siamo degli stolti. Per la strada, la vecchia che fa fatica a portare le borse della spesa. Nel nostro palazzo, i bambini a cui prestiamo la nostra attenzione solo per dire loro che fanno troppo rumore. Al lavoro, l'uomo che arriva un mattino più felice del solito. Sono tutti figli di Dio per mezzo dei quali Dio ci fa un cenno. I segni di Dio sono sempre inattesi e provocano stupore. Solo raramente corrispondono a quello che ci possiamo aspettare. "È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: ha un demonio. È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e che beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone...". I segni di Dio sono altrettante grazie, doni gratuiti di Dio. Noi chiediamo: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano". Dio è là, ogni giorno egli ci fornisce nutrimento per la nostra fede e noi passiamo oltre senza accorgerci di nulla. Cerchiamo allora di non comportarci più come degli stolti e stiamo invece più attenti. Dio ci conceda la sapienza, il suo modo di vedere tutto e tutti, il suo modo di vedere la nostra stessa vita. Infatti la sapienza è Dio stesso in azione, Dio che si rivela nel suo disegno d'amore. Concedimi, Signore, la sapienza che siede accanto a te.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mer Set 19, 2018 2:48 pm

Il giudizio di Gesù sul comportamento dei suoi contemporanei è molto severo. Hammo agito in modo puerile, rendendo vano il disegno di Dio su di loro.
Se Gesù ci rivolgesse oggi la domanda:”
A chi posso paragonare la gente di questa generazione? “
Cosa troverebbe nei nostri cuori?
 Sicuramente vedrebbe in noi lo stesso atteggiamento dei giudei di quell’epoca: incredulità, con preconcetti e pregiudizi che in realtà non sono altro che un pretesto per non vivere secondo la fede. 
Ma dopo 2000anni, dobbiamo sperare nella misericordia di Dio. Solamente i”figli della Sapienza”
saranno in grado di riconoscere che Dio è giusto.
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VENERDI' della XXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Ven Set 21, 2018 10:40 am

VANGELO
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 9,9-13

In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore.

OMELIA
Fra le tante curiosità che vorremmo soddisfare sulla persona di Cristo c'è anche quella di poter ascoltare la sua voce; ciò non tanto per sentirne l'accento, ma per poterne comprendere la profondità e il fascino che esercitava sugli ascoltatori. Oggi lo sentiamo ancora una volta scandire un comando a una persona che per il ruolo che svolgeva, molti evitavano e non suscitava sicuramente simpatia; poi l'immediata risposta: «Egli si alzò e lo seguì». Il banco delle imposte dove sedeva Matteo poteva essere anche considerato una comoda poltrona e un buon mestiere, che garantiva un reddito sicuro e un discreto prestigio oltre che incutere timore. Non è perciò facile distogliere dalla loro posizione persone così ben accomodate e apparentemente soddisfatte. Gesù lo fa con un imperativo categorico: «Seguimi». Evidentemente il Signore voleva sin dal primo impatto rivelare una grandissima verità al suo futuro apostolo ed evangelista: la forza divina della sua Parola, quella parola che Matteo riporterà fedelmente nel suo Vangelo e che risuona ancora, grazie a lui, in tutto il mondo. Voleva poi che egli in prima persona potesse godere di una predilezione sicuramente immeritata ed insperata affinché potesse raccontare al mondo che Gesù non è venuto per i sani che non hanno bisogno del medico, ma per i malati. Voleva fare di Matteo, convertito dai suoi meschini e forse anche illeciti guadagni, un cantore della misericordia divina; voleva che proprio un pubblicano intonasse quel canto, che tanti e tante hanno poi ripreso e cantato con identico fervore. Voleva infine far comprendere a tutti che i chiamati da Cristo non sono santi prefabbricati, ma anime che, avendolo incontrato e ascoltato la sua voce, hanno il coraggio di seguirlo da vicino dando con tutta la vita una risposta di gratitudine al bene ricevuto dalla divina misericordia. Vediamo perciò in Matteo un primo anello di una catena d'oro, che ha portato la voce viva di Cristo fino a noi, con l'immediatezza con cui egli stesso l'ha accolta e ne ha goduto. Egli ci invita ad accogliere le sollecitazioni divine che ancora giungono a noi per farci conoscere la verità e renderci capaci di viverla nella gioia. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Ven Set 21, 2018 11:07 am

Matteo presenta la chiamata di Levi-Matteo (se stesso), esattore delle tasse. L'episodio provoca una discussione sull'atteggiamento
tenuto da Gesù verso i peccattori. In Gesù si rivela il profondo amore di Dio per i peccatori, l'incarnazione di quella
< misericordia> annunzia dal profeta Osea (Os 6,6 fatta in Mt.9,13). La singolare vocazione di Matteo “peccatore”, ma cercato e chiamato da Gesù, è l'occasione per l'evangelista di sottolineare la prevalenza della misericordia di Dio per coloro che vivono nella polvere del peccato: sono i “malati” che nessuno vede...<Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano>... ... Gesù li chiama e li porta con sé, sollevandoli dalla polvere che imbratta i loro cuori. Li trova e li ritrova, dà loro nuova speranza e nuovo vigore.
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DOMENICA della XXV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Dom Set 23, 2018 1:52 pm


VANGELO
Il Figlio dell'uomo viene consegnato... Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
+ Dal Vangelo secondo Marco 9,30-37

In quel tempo, Gesù e i discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: "Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà". Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafarnao. Quando fu in casa, chiese loro: "Di che cosa stavate discutendo per la strada?". Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande.
Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: "Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti". E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: "Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato".
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù ha scelto gente comune tra i suoi discepoli. Persone che hanno tutte le ambizioni umane, che non sono ancora completamente partecipi del suo Mistero d'amore. In loro prevale ancora una mentalità legata all'individualismo. Non era in loro la piena comprensione del messianismo di Gesù che oltrepassa le aspettative politiche per inserirsi in un messaggio universale di amore e misericordia. Gesù comprende questo loro atteggiamento; non lo critica apertamente, del resto ancora dovevano vivere il Mistero della passione e Resurrezione ma pure ciò non Gli impedisce di approfondire il suo insegnamento. Usa un bambino e lo pone a modello del suo insegnamento. Egli, vero uomo e vero Dio si è fatto piccolo nella natura umana e chiede che anche noi, nella nostra limitatezza dobbiamo diventare piccoli come Lui per partecipare alla sua natura divina. E' l'insegnamento per noi che stentiamo ad entrare in profondità nel suo Mistero di amore; forse perché troppo affannati dai diversi impegni della vita. E' un momento di riflessione pacata che vuol porta luce sulla nostra vita, forse troppo disordinata. E' un richiamo alla nostra essenzialità umana che trova, nel messaggio evangelico la sua espressione migliore. E' una esortazione a comprendere più a fondo il mistero della sua Morte e Resurrezione. E' un invito eucaristico ad apprezzare le cose piccole e trovare in esse la scintilla d'amore che Dio ha posto in tutto il suo creato. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Dom Set 23, 2018 2:11 pm

Gesù, nel Vangelo di oggi, ci indica la via per raggiungere il primato del cuore, e rinnova l'annunzio della passione che sconvolge l'animo dei discepoli. Davanti al loro sconcerto, Gesù spiega che seguire lui vuol dire farsi “ ultimi” e umili “servitori” di tutti. Per Marco è l'occasione di una nuova catechesi rivolta ai discepoli: la logica del servizio, illustrata con l'esempio del bambino, che nel mondo antico era considerato del tutto privo di diritti si contrappone alla logica del primato inseguita dai Dodici.
Gesù ci ricorda che il Regno di Dio appartiene da sempre ai bambini e solo chi conserverà uno spirito semplice e indifeso come quello dei piccoli vi potrà entrare.
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LUNEDI' della XXV SETTIMANA del TEMPO ORDINARO anno B

Messaggio  annaxel il Lun Set 24, 2018 1:25 pm


VANGELO  
La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
+ Dal Vangelo secondo Luca 8,16-18

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c'è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
Parola del Signor
e.

OMELIA
Luce. Parola semplice, parola meravigliosa. Per ognuno di noi è una parola carica di ricordi... Il lampo nella notte fa paura, i primi raggi del sole all'alba ridanno coraggio e speranza. C'è forse uno spettacolo più bello, un momento più esaltante di quando si raggiunge la cima di una montagna mentre spunta il sole? Come ogni avvenimento importante anche questo è preceduto da alcune prove. Dapprima la notte, una notte buia e fredda, a volte glaciale, resa ancora più penosa dai venti. Il momento tanto atteso tarda a giungere, bisogna aspettare, bisogna saper aspettare. Mentre le stelle sbiadiscono lentamente, l'orizzonte lontano si copre dolcemente di un alone chiaro, che si fa rosa col passare del tempo. Il momento atteso arriva, infine, quando una riga rossa sottile si staglia nel cielo e si ingrandisce a vista d'occhio verso l'est. Si leva il giorno. La luce della fede, questa luce preziosa, si accende nelle nostre anime allo stesso modo, se sappiamo aspettarla, sollecitarla con la preghiera. E la grazia segue la luce, la luce diventa grazia. Dio è presente. Con il battesimo noi abbiamo ricevuto questa piccola luce nel nostro cuore, nell'intimo della nostra anima. Ma può capitare che, col passare degli anni, la fiamma di questa piccola torcia diminuisca e tenda a spegnersi. Dobbiamo allora fare molta attenzione, vegliare e non accettare che si spenga definitivamente. Dobbiamo ravvivarla e conservarla sempre al centro della nostra vita in balia di dubbi e domande. Dobbiamo proteggerla e tenerla sempre accesa affinché possa illuminarci, guidarci nelle nostre scelte, nelle nostre decisioni o nelle nostre azioni, ed inondi tutta la nostra vita. Dobbiamo proteggerla e tenerla sempre accesa affinché la nostra vita sia essa stessa una luce per tutti quelli che incontriamo e che, come noi, cercano Cristo, fonte di ogni vera luce grazie al suo Amore infinito.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Set 24, 2018 1:52 pm

...Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».....Puo sembrare una frase ambigua, ma meditandola bene si riflette la nostra vita. Quando pensiamo di essere cristiani arrivati vedremo la lampada della fede spengersi piano piano perché viene a mancare l'intusiamo dell'ascolto della parola di Dio ed è in quel momento che si applica l'avvertimento di Gesù:....ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere». Niente di ciò che siamo e facciamo è estraneo a Dio, ma può capitare che, col passare degli anni, la fiamma di questa piccola torcia diminuisca e tenda a spegnersi. Aiutati dalla parola di Dio facciamo in modo che non si spenga definitivamente. 
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MERCOLEDI' della XXV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Set 26, 2018 9:22 am

VANGELO
Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
+ Dal Vangelo secondo Luca 9,1-6

In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
Parola del Signore.

OMELIA

"Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi". Ecco qual è la missione dei dodici apostoli, secondo quanto ha stabilito Cristo duemila anni fa. Dopo la morte e la risurrezione di Cristo, sotto l'impulso dello Spirito Santo, i Dodici si sono messi all'opera. Poi, dopo un certo tempo, si sono dati dei successori, che a loro volta hanno trasmesso il loro potere e il loro dovere di conservare e di proclamare la fede. I successori degli apostoli, con a capo il successore di Pietro, continuano ancor oggi l'evangelizzazione del mondo e formano la gerarchia della Chiesa. Ma i poteri e i doveri sono rimasti gli stessi. Fa bene, ogni tanto, ricordare queste verità elementari, poiché l'opinione diffusa - e spesso anche la nostra - vorrebbe attribuire ai pastori della Chiesa altri compiti che appaiono più utili o più urgenti. È incontestabile che alcune deviazioni sono oggi molto alla moda. L'opinione pubblica, il famoso "parere della maggioranza", si esprime nei voti o nei sondaggi, e tende a considerare questi risultati come "verità". Ma la verità è raramente il frutto dei voti di una maggioranza già nella vita corrente, e non lo è mai in materia di religione o di fede. La Chiesa di Cristo non è una repubblica parlamentare. Le sue leggi non vengono dal consenso dei suoi componenti, ma da Dio e dall'insegnamento di suo Figlio, che noi ritroviamo nei Vangeli. I vescovi, successori degli apostoli, hanno ricevuto in consegna questo insegnamento con il duplice incarico di serbarlo puro e di proclamarlo, a qualsiasi prezzo. Molti sono coloro che hanno pagato con la loro vita questa fedeltà. Nell'esercizio del loro apostolato, sacerdoti e vescovi meritano la nostra stima e il nostro rispetto. Noi siamo solidali con loro nella proclamazione - nell'annuncio - della parola di Dio. Siamo tutti chiamati a quest'opera, ognuno secondo il proprio carisma. La differenza stessa dei carismi mostra che dobbiamo essere complementari e non opposti in questo incarico. La cooperazione è la nostra forza, la divisione sarà la nostra rovina. Il nostro motto deve allora essere: "Viribus unitis", con tutte le nostre forze unite nel servizio del regno. Ma è davvero sempre così?
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GIOVEDI' dela XXV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO annoB

Messaggio  annaxel il Gio Set 27, 2018 1:44 pm

VANGELO
Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?
+ Dal Vangelo secondo Luca 9,7-9

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Parola del Signore.

OMELIA
Erode, tetrarca della Galilea, venne a sapere quanto accadeva e non sapeva che cosa pensare... Nel suo animo sorgevano pensieri contraddittori sull'identità e sulla missione di Cristo. La comparsa di Cristo nella sua vita lo sconvolge e lo devia. Non capisce e vorrebbe invece conoscere la verità. Gli piacerebbe anche capire: sa, sente che la verità gli è vicina, ma lui non riesce ad afferrarla. Se si trattasse di Giovanni Battista, mandato a morte da lui, che ora è risorto, Erode non potrebbe evitare la propria condanna. Se si trattasse, invece, di Elia, la posizione di Erode non sarebbe comunque migliore: Elia fu profeta di Dio, le sue parole devono essere considerate parole di Dio. Erode si chiede allora come potrebbe giustificarsi davanti a Dio. Se, infine, si trattasse di un altro degli antichi profeti tornato nella persona di Gesù, ancora una volta Erode si troverebbe in una situazione delicata, perché, in ogni modo, dovrebbe rendere conto delle sue azioni nel nome della verità. L'interesse di Erode nei confronti di Cristo è risvegliato e guidato dalla curiosità, ma anche dal timore che si scopra la sua responsabilità nell'assassinio di Giovanni Battista. Egli ne serba sempre un certo rimorso; del resto come potrebbe liberarsene? L'irruzione di Cristo nella nostra vita provoca anche in noi delle domande fondamentali. La sua vita e, soprattutto, il suo insegnamento, le sue leggi, i suoi principi, le sue esigenze morali non possono lasciare nessuno indifferente e insensibile. Cristo ci interpella e ci spinge a cercare la nostra verità. Ci incita ad un esame di coscienza severo riguardo la nostra posizione e il nostro comportamento di fronte a lui e al suo insegnamento. Noi non possiamo rimanere inattivi e muti. Prima di formulare una risposta, dobbiamo sapere se vogliamo rimanere nell'ambito di una curiosità puramente intellettuale, teorica, o se vogliamo andare più a fondo nelle cose cercando di scoprire, dietro il legislatore-filosofo, il Figlio di Dio venuto fra noi a portare il lieto messaggio, promotore di una Nuova Alleanza, ma anche costruttore del regno di Dio, fondato sulla pietra angolare dell'amore. Siamo capaci di seguirlo su questa via?
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Set 27, 2018 2:04 pm

I contemporanei di Gesù erano stupefatti da quello che vedevano accadere sotto i loro occhi. Cercavano di annoverare quell'esperienza con il criterio prettamente umano.
Ma chi è Gesù? La figura di Erode Antipa, tetrarca di Galilea rappresenta il potere politico e si pone questa domanda, chiedendosi quanto egli sia realmente pericoloso; per rispondere davvero alla domanda relativa all'identità di Gesù è necessario cominciare a seguirlo; il rappresentante del potere, Erode, non è capace di farlo.....è noi?
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VENERDI' della XXV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Dom Set 30, 2018 11:24 am

Lc 9, 18-22

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».



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SABATO della XXV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Dom Set 30, 2018 11:26 am

Il Vangelo di oggi: Gv 1, 47-51
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».


Commento al Vangelo del giorno:
L’affermazione “Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo” rimanda a Genesi 28, 12, il sogno di Giacobbe di una scala tra cielo e terra percorsa da angeli. La croce è scala tra terra e cielo. Il Vangelo di Giovanni fa della croce il trono di gloria di Gesù e il richiamo all’“innalzamento” di Gesù è tipico di questo Vangelo più ricco degli altri di riflessioni teologiche. L’episodio narrato è uno degli incontri di cui è costellata la vita terrena di Gesù: un buon ebreo, ligio alla tradizione, si apre a proclamare che Gesù è il Messia, il re d’Israele, ma Gesù lo richiama ad una fede non basata su piccoli segni, ma più ampia e profonda. La croce, il segno più alto dell’amore di Dio, è sempre sotto i nostri occhi: ci interroghiamo su che cosa veramente vuol dire?
Rifletti:
Facciamo ancora un esame di coscienza sulla nostra fede:
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DOMENICA della XXVI SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Dom Set 30, 2018 11:29 am

VANGELO
Chi non è contro di noi, è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.
+ Dal Vangelo secondo Marco 9,38-43.45.47-48

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
Parola del Signore.

OMELIA
Nella cultura ebraica i piccoli ed i bambini non rappresentano il valore che gli attribuiamo oggi noi. Soltanto quando il ragazzo entrava nell'età adulta aveva un suo ruolo specifico. Gesù, invece pone spesso la sua attenzione sui bambini. Loro sono al centro del suo messaggio d'amore. Abbiamo visto che li chiama a sé per redimere alcune controversie che sorgono nel seno del gruppo dei discepoli. Usa la loro semplicità come virtù evangelica da seguire nella nostra maturità della vita cristiana. Gesù è attento anche alle piccole cose: un granello di senapa, un pizzico di lievito, una manciata di sale, l'obolo della vedova, l'olio per alimentare le lucerne sono solo alcuni esempi. Oggi abbiamo ancora la presenza delle piccole cose e dei bambini ma in una diversa prospettiva. Gesù ci esorta a non scandalizzare i suoi piccoli. E' una utile indicazione perché nelle nostre azioni siano sempre nella prospettiva del bene; è un precetto valido per il progresso della nostra vita spirituale. Con questo insegnamento possiamo dare il giusto valore ad ogni cosa materiale; i beni terreni visti come strumento e non come fine è il un messaggio evangelico che scaturisce da queste pagine. Gli stessi nostri organi del corpo sono strumenti e non fine; anche le nostre buone azioni non hanno un fine in se stesse ma nel bene che producono: come chi scaccia i demoni. Il messaggio odierno ci richiama proprio alle finalità ultime della nostra vita terrena, come preparazione della vita nella gloria eterna. E' questa prospettiva che non ci deve mancare e che possiamo realizzare in terra se diamo il giusto peso a tutte le cose; anche a quelle che sembrano piccole ed insignificanti. Dio legge il nostro cuore e le nostre intenzioni e va al di là dell'aspetto materiale: lo ricordiamo scritto varie volte in tutte la Bibbia! (Padri Silvestrini)
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LUNEDI' della XXVI SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Ott 03, 2018 9:16 am

Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Commento al Vangelo del giorno: (Sito Non di solo pane)
Gesù mette sulla nostra strada la figura piccola, vacillante ma trasparente di un bambino. Essa mi appare come un raggio di luce che illumina i mie passi incerti nel buio della mia notte. Un bambino lo posso sempre incontrare, accarezzare, stringere vicino al mio gelido cuore. Il suo sorriso disperde la nebbia che mi circonda, mi dona uno sprazzo d’azzurro, ridona innocenza ai miei sentimenti intorpiditi da tanto egoismo. Nel volto di un bambino contemplo il volto di Dio, accolgo la sua presenza, permetto all’eterno di toccare il limite incerto della mia finitezza. “Le rondini, i fanciulli, i poveri sono gli amici del sacerdote”. (don Primo Mazzolari) Dolce amicizia, quella dei bambini. Mi indica la strada per una vita semplice, vera, libera dalle umane ipocrisie; mi apre le porte del paradiso perduto, del Regno che non avrà mai fine.
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MARTEDI' della XXVI SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Ott 03, 2018 9:20 am

IIl Vangelo di oggi: Mt 18,1-5.10
con-occhi-da-bambinoI loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Commento al Vangelo del giorno: ( Sito Non di Solo Pane)
Che dolce memoria quella odierna, quella dei nostri angeli custodi! La prima lettura riporta un brano dell’Esodo: ci mostra un accenno a questa custodia che ritroveremo narrata in molte pagine della Sacra Scrittura e che verrà ribadita più volte nel Vangelo: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino ». Il popolo nel suo cammino nel deserto è accompagnato da un angelo che gli mostra la vicinanza di Dio. La fantasia di Dio ha creato anche gli esseri invisibili che popolano il suo regno e gli danno lode. Essi sono un segno della sua presenza nella nostra vita. Anche Gesù nel Vangelo si pronuncia su queste presenze; parlando del rispetto dovuto ai bambini, afferma: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli». Una chiara presa di posizione sugli angeli: esistono e ci sono vicini. Ma il loro ruolo non scivola nell’ambiguità che certe correnti new age propugnano, quasi fossero un sorta di piccole deità autonome. Gli angeli contemplano il volto di Dio e lì vogliono condurre gli uomini. La meta è solo lui e sempre lui. Ma non badare alla loro presenza è da stolti Si narra che il beato gesuita Pietro Fabre (1506 – 1546) quando doveva incontrare delle persone o delle autorità si preparava a questo colloquio pregando il loro angelo custode e otteneva grazie mirabili. Un insegnamento vivace per tutti noi.


Ultima modifica di annaxel il Mer Ott 03, 2018 9:23 am, modificato 1 volta
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MERCOLEDI' della XXVI SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Ott 03, 2018 9:23 am

VANGELO
Ti seguirò dovunque tu vada.
+ Dal Vangelo secondo Luca 9,57-62

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Parola del Signore.

OMELIA

Il "mestiere" di seguire Gesù è molto impegnativo: non consente distrazioni; è un'occupazione a tempo pieno. Il Cristo è un maestro diverso dagli altri: l'aderire a lui non si presenta come un sedersi attorno ad una cattedra, ma è un camminare dietro: un instancabile protendersi in avanti. Bisogna seguirlo e diventare suoi discepoli con prontezza e decisione: è una via difficile, di disagio, di povertà, di stenti, ma anche la via sicura, quella che consente di pensare e credere di spendere la vita nel modo migliore possibile. Non possiamo mai dimenticare chi è colui che chiama, chi seguiamo, dove egli vuole condurci, quali strumenti di grazia egli ci offre per renderci possibile la sequela. I veri discepoli di Cristo ci affascinano per la loro vita, per i loro esempi, per la loro pace profonda. Anche oggi sono molti i chiamati, pochi coloro che hanno il coraggio di rispondere con generosità e sollecitudine. Sia questo vangelo motivo di preghiera per tutti coloro che sentono il bussare del Signore nel suo cuore e non hanno forza di rispondergli. (Padri Silvestrini)
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GIOVEDI' dela XXVI SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B (San Francesco)

Messaggio  annaxel il Gio Ott 04, 2018 10:15 am

VANGELO
Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30

In quel tempo, Gesù disse: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti, che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".
Parola del Signore.

OMELIA
Le letture bibliche nelle feste dei santi tendono a descriverci nel modo più semplice ed efficace le loro precipue virtù e la specifica spiritualità di cui si sono dotati in vita, per arrivare dritti a Dio, vivendo in modo eroico. Ecco San Paolo che si gloria della croce di Cristo e si vede crocifisso al mondo e distaccato da esso: Francesco ha lo stesso vanto perché egli ha avuto il privilegio di portare nel suo cuore e nel suo corpo in modo visibile le stigmate del Signore, proprio come era accaduto all'Apostolo e ha abbandonato tutte le umane sicurezze per essere tutto ed esclusivamente di Cristo nel gaudio di una completa povertà. Hanno capito entrambi il fascino della croce e hanno imparato a gioire con Cristo nella sofferenza. Il versetto al Salmo responsoriale ci ricorda la scelta eroica e decisiva di Francesco, che lascia ogni ricchezza e sposa sorella povertà; si libera dei pesi del mondo per essere tutto e solo di Dio, l'unico vero bene. La preghiera di Gesù al Vangelo vuole ricordarci che le verità divine non appartengono ai dotti e ai sapienti di questo mondo, ma ai puri e ai semplici che sono illuminati dallo Spirito Santo. I famosi "fioretti" di San Francesco sono la testimonianza più evidente dell'alto grado di comunione che il santo aveva raggiunto con il suo Dio, con il prossimo e con la natura che ne è lo specchio. Francesco è il cantore di Dio, cantore della sua grazia, delle bellezze del creato perché ha raggiunto la vera libertà interiore e ha saputo librarsi con tutta la sua vita verso l'Alto. Ha lascito un solco fecondo dove i fiori della semplicità, della bontà e della purezza fioriscono sempre nuovi ed incantano per il loro splendore. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Gio Ott 04, 2018 10:22 am

Oggi si legge il bellissimo brano relativo ai piccoli e al <giogo leggero>. Il canto di lode di Gesù è allo stesso tempo un annunzio di salvezza per chiunque accoglie con altrettanto stupore e meraviglia il Padre. Gesù non viene come giudice implacabile, ma offre un carico leggero da portare, e il suo invito è rivolto a tutti.
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

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