VANGELO di Gesù: anno B

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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Lun Nov 26, 2018 3:01 pm

La vera generosità non consiste nel dare il superfluo, ma nell'offrire, come la vedova povera, ciò che è necessario per la vita.
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MARTEDI' della XXXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mar Nov 27, 2018 2:09 pm


VANGELO
Non sarà lasciata pietra su pietra.
+ Dal Vangelo secondo Luca 21,5-11

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Parola del Signore.

OMELIA
Siamo ormai abituati a notizie catastrofiche. Basta aprire il giornale, radio oppure telegiornale per restare sconvolti. Le notizie, anche più macabre rimbalzano, si rincorrono, si accavallano, lasciando nell'animo un senso di disgusto, dal quale siamo subito distolti da notizie di ben altro genere: scandali, tragedie familiari, storie di amore, fame nel mondo, visione di innocenti affamati con la pancia gonfia, magari assaliti da una nuvola di mosche, anch'esse affamate... Si avvicina il giudizio di Dio. Il Figlio dell'uomo ha una corona d'ora e in mano una falce ben affilata. Gli esecutori della sua giustizia sono quattro angeli con altrettante falci, ognuno con compiti particolari ben precisi di distruzione. Non dovremmo ascoltare con la stessa leggerezza l'annunzio di un giudizio che si prospetta così severo. I giudicati sono io, siamo tutti noi. Si parla di spada affilata che viene a purificare il mondo, di rumori di guerre, di distruzioni e di sofferenze, perfino di falsi profeti che nella confusione aggiungono ancora angoli di oscurità. Suonerebbe quasi ironica la frase di Gesù: Non lasciatevi incantare da questi falsi profeti. State tranquilli. E' invece un avvertimento saggio, e rassicurante, fondato non tanto sulla nostra bravura o sul nostro coraggio quanto sulla sua parola di verità, che può salvare anche in mezzo alle più catastrofiche distruzioni. Da noi si attende fiducia e rettitudine nella vita civile e in quella di fede. La scrittura ci dà un avvertimento: se non vogliamo essere giudicati da Dio, giudichiamoci da noi stessi con umiltà e sincerità. Egli accoglierà il nostro pentimento. (Padri Silvestrini)
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Re: VANGELO di Gesù: anno B

Messaggio  annaxel il Mar Nov 27, 2018 2:39 pm

L'osservazione di Gesù è causata dall'ammirazione per la grandiosità dei lavori in atto per la costruzione del tempio iniziati quarant'anni prima da Erode il Grande; l'annuncio che <non resterà pietra su pietra> è causa di come l'uomo si avvicinerà a Dio, ma Gesù ci dice che con Lui non ci sarà più bisogno di alcun tempio, perché sarà la parola di Cristo, roccia di cui edificheremo la sua Chiesa.
I discepoli che chiedono un <segno> della fine, Gesù risponde con immagini caratteristiche del linguaggio apocalittico: la distruzione del tempio, come altri eventi catastrofici che potrebbero colpire l'umanità, non devono allarmarci, il tempo attuale, perciò, per quanto possa essere o apparire terribile, non va confuso con il tempo della fine: esso è piuttosto il tempo della nostra testimonianza.
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MERCOLEDI' della XXXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Mer Nov 28, 2018 4:41 pm

VANGELO  
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
+ Dal Vangelo secondo Luca 21,12-19
[

][size=13]In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
Parola del Signore
.

OMELIA [/size]
La visione che ci presenta l'odierna Liturgia della Parola, mentre ci porta a contemplare le meravigliose opere di Dio, rapendoci al di sopra della volta celeste, annuncia anche le dure prove riservate a chi vuol servire il Signore. E' meravigliosamente bello poter unire la nostra voce con quella dello stuolo innumerevole di fedeli che hanno vinto la santa battaglia della vita, che non si sono lasciati ingannare dalle attrattive del male e quindi rendono grazie a Dio per la sua protezione. Grandi e meravigliosi le opere di Dio! Non solo le opere della creazione, ancor più quelle della redenzione dell'uomo. Tutte le genti alla fine dovranno riconoscere che solo il nostro Dio ha giusti giudizi e quindi dinanzi a Lui si prostreranno perché lui solo è santo e degno di adorazione. Ma quale la via che viene indicata per raggiungere questa beata assemblea? Ce lo dice San Luca: persecuzioni, prigioni, giudizi dinanzi a sinagoghe e governatori... Non basta! Anche qualche cosa di più grave e di inaudita sofferenza: tradimenti da parte di genitori, fratelli, parenti e amici: pena di morte per alcuni, per tutti odio a causa del nome di Gesù. In questi tragici eventi agli amici di Dio verrà data l'opportunità di rendere testimonianza alla verità, senza che si diano pensiero di preparare difesa alcuna. Parlerà lo Spirito di Gesù che non permetterà che non cada nemmeno una capello dal capo dei suoi amici. Dinanzi a questa previsione di Gesù, non si deve fare molto sforzo per vedere anche nei giorni nostri la verifica di quanto viene annunciato: persecuzioni contro la Chiesa e il Papa nel nostro mondo occidentale, tanto da voler distruggere con accanimento l'opera del Signore, prendendo pretesto da debolezze umane; persecuzione e martirio nelle regioni musulmane dove i seguaci di Gesù sono discriminati, impediti nella preghiera, perseguitati, messi a morte, costretti alla fuga o a una vita di terrore con chiese date alle fiamme, villaggi distrutti, privati dei diritti umani, derubati dei loro beni, tutto con la indifferenza di governi e di autorità civili. Ma la fiducia nella Parola del Signore dà sempre certezze di vittoria. La morte offre la corona del martirio, la spogliazione di beni, eterna gloria nei cieli, la persecuzione rende simili a Cristo, incompreso dal suo stesso popolo, rifiutato, crocifisso ma fatto risuscitare dal Padre e seduto sul trono per l'eternità. (Padri Silvestrini)
[/size][/size]
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GIOVEDI' della XXXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Gio Nov 29, 2018 9:10 am

VANGELO
Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
+ Dal Vangelo secondo Luca 21,20-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che
allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
Parola del Signore.

OMELIA

La liturgia della Parola odierna ci offre uno spettacolo raccapricciante di rovina e di distruzione. Giovanni nell'Apocalisse ci descrive la distruzione di Babilonia, volendo indicare con questo nome la potenza di Roma che tanto sangue di martiri ha fatto scorrere nei primi tre secoli della Chiesa. La descrizione ha una forza espressiva impressionante: una grossa pietra viene gettata in mare indicando che con le stessa violenza precipiterà nella rovina la grande città, forse Roma pagana. Da ora in poi in essa regnerà sovrano il silenzio e la morte e diventerà covo di demoni e di animali immondi. Chi conosce la storia di Roma dopo la caduta dell'Impero troverà in questa previsione la conferma nei dati dei fatti. I redenti dal Signore invece intoneranno un inno di lode e di ringraziamento a Dio. Anche in Luca si parla di distruzione, però quella di Gerusalemme che avverrà con estrema violenza e sofferenza. Un avviso per i credenti di allora. Non recatevi a Gerusalemme, allontanatevene se vi trovate entro la sue mura. I suoi abitanti saranno passati
a fil di spada e i superstiti, recati prigionieri in tutti i paesi. La storia ci informa che questa immane distruzione avvenne per opera di Tito negli anni 70 dopo la nascita di Gesù. Molti prigionieri furono portati a Roma a costruire il grande Colosseo. La storia degli uomini nei suoi ricorsi ci fa rivivere queste immani tragedie: imperi e uomini che sembravano eterni sono spazzati via dalla faccia della terra, esecrati per la loro tirannia totalitaria. Se ce ne fosse bisogno, anche questa ineluttabile scomparsa di super potenze e super uomini ci confermano nella fiducia di essere tra gli invitati al banchetto dell'Agnello" o anche vedere prossima la nostra liberazione quando vedremo accadere segni particolari, premonitori della prossima fine di questo mondo: "Alzatevi e levate il capo perché la vostra liberazione è vicina. Per chi si fida di Dio, ogni
avvenimento viene letto come un suo atto di amore. Anche la mia fine, nella volontà del Signore.
(Padri Silvestrini)
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VENERDI' della XXXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Dic 01, 2018 4:08 pm

Il Vangelo di oggi: Mt 4,18-22:
«Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini»


In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.


OMELIA

Partire. E’ uscire da se stessi, lasciare il proprio porto, le reti, una casa. Lasciare il focolare, le piccole cose che, come gemme preziose, donano luce, lieve splendore, all’attimo che fugge, all’istante che lascia nel cuore le struggenti melodia della nostalgia. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ogni chiamata, qualsiasi vocazione, è una partenza, un lasciare la barca, il padre, la madre. E’ salpare verso l’ignoto, un futuro che non ti appartiene, un incontro che tutto avvolge, copre, feconda. L’uomo deve partire, lasciare, abbandonare se vuole ritrovare la sua identità, l’effige, il tesoro nascosto. Siamo pellegrini, raminghi, senza fissa dimora. Le cose di questo mondo non ci appartengono, ci vengono prestate, passano, devono essere lasciate. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Tutta la vita, ogni vita, è una chiamata, un lasciare, un partire. Il porto, quella luce lontana, diventa rifugio, riparo, ma non dimora. Il pescatore lo sa, l’uomo di mare ben comprende che ogni arrivo altro non è che un approdo, il punto di una nuova partenza. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. Senza indugio bisogna partire, deporre, lasciare. Quello che viene conservato marcisce, viene logorato dal tempo, corroso dai tarli. Paradosso, mistero, antica sapienza. L’uomo possiede solo quello che lascia, guadagna quando i conti non tornano, diventa ricco facendosi povero. Tutta la vita, ogni vita, è una chiamata, un lasciare, un partire.
Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. (Non di Solo Pane)



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SABATO della XXXIV SETTIMANA del TEMPO ORDINARIO anno B

Messaggio  annaxel il Sab Dic 01, 2018 4:21 pm


VANGELO  
Vegliate, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere.
+ Dal Vangelo secondo Luca 21,34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
Parola del Signore.

OMELIA
C'è un annuncio di salvezza e di vittoria nell'Apocalisse: da Gerusalemme, immagine della chiesa, sgorga la sorgente di una fecondità nuova e prodigiosa, è il trionfo definitivo della Vita e della Luce. E' il trionfo di Cristo, garanzia di vittoria per tutti i credenti: "Ecco, Io verrò presto!" Siamo così fortificati nella speranza e nella fede e introdotti nel tempo che ci proietta verso la sua venuta, verso l'Avvento. Il cristiano, illuminato dalla fede e sorretto dalla speranza non si "appesantisce" in ubriachezze e affanni perché è costantemente proiettato ed attratto dai beni che valgono per l'eternità. Il tempo che vive e quello che attende e che verrà, non lo coglie mai di sorpresa e tanto meno lo spaventa. Le scelte, le rinunce, il costante orientamento verso il vero bene, sono possibili solo se la preghiera ci ricongiunge al Signore, che ci illumina e ci fortifica e mai desistiamo dall'essere vigilanti. Il mondo che ci circonda, spesso ci tenta e ci affascina, il mondo di Dio, sembra tanto lontano da apparire irraggiungibile, mai però dobbiamo dimenticare che è la nostra mèta e la nostra felicità ultima. (Padri Silvestrini)

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