Miracoli e testimonianze da Medjugorje

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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  annaxel il Lun Lug 16, 2012 11:11 am

Ciao Sonnyp, grazie per questa testimonianza, spero che altri la leggono e possono rendersi conto che Gesù e Maria
sono sempre con noi. Non tutti possono visitare questi posti mariani (sei fortunato), ma Maria è quì con noi e ci vuole
portare tutti a suo Figlio Gesù.
Quando sarai a Medjugorje, prega anche per i membri di questo sito. grazie!
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Da ateo a devoto della Gospa.

Messaggio  Sonnyp il Dom Lug 08, 2012 9:12 am

Anna Giacomina ha scritto:Ti ho portato a Betlemme by Thomas Rutkoski Questa testimonianza e’ presa, con il permesso dell’editore, da The Spirit of Medjugorje Online. Traduzione di Giacomina[/i]
Buongiorno a tutti. Una mia amica mi ha segnalato l'esperienza "Ti ho portato a Betlemme" di Thomas Rutkoski, riportata in questo stesso forum ed ho deciso anch'io di riportarvi la mia esperienza personale. Sono un ex Testimone di Geova, e con mia moglie, abbiamo militato in quella setta per ben 25 anni. Sia noi che i nostri figli, facevamo di quella "verità", tutta la nostra vita, sino al giorno del mio compleanno, otto anni fa dove per caso, trovai una pagina internet che mi aprì gli occhi su chi fosse realmente quel movimento. Scoprii moltissimi scandali uno peggiore dell'altro, ma la cosa che mi diede più fastidio e che mi diede la prova finale che erano contro Cristo e Dio, era il fatto che ciò che essi chiamano "la traduzione del nuovo mondo" (non potendo chiamarla Bibbia), l'avevano vergognosamente MANIPOLATA e falsificata per poter supportare le loro false dottrine e insegnamenti geovisti. Decidemmo di uscire da loro con una lettera di dissociazione, che spiegava i motivi, ma i nostri figli, purtroppo, essendo plagiati la dentro, hanno deciso di seguire le istruzioni di quella organizzazione disumana e quindi, non possiamo più mangiare insieme con loro, non si può più fare una passeggiata insieme, una vacanza, il più piccolo relax o anche solo un caffè per divertimento. Abbiamo tre nipotini che ci tocca vedere con il contagocce tre/quattro volte l'anno. Non possiamo fare i nonni con loro, vederli crescere, invecchiare con loro, giocare con loro, vivere per loro come qualsiasi altro nonno. Siamo genitori e nonni, solo sulla carta! Da allora, ho creato un forum: (GEOVA informa), dove ho potuto mettere tutte le mie riflessioni, sofferenze, scoperte su quel movimento, e triste a dirlo, ho anche lasciato uno spazio a dei foristi, dove poter criticare liberamente la chiesa cattolica. (Quindi nessuno si senta offeso, anzi, magari non vada a leggere in quella sezione, che è meglio!) Mia moglie, nel frattempo è tornata cattolica, e proprio per l'immenso amore che ho per lei, ho deciso il 29 Aprile di accompagnarla a un pellegrinaggio a Medjugorje. Sul pulmann, atrezzato di tablet, ipod, cuffie e tanti films e buona musica, ho subito il viaggio attorniato da fedeli che recitavano il rosario ogni tre/due, preghiere, canti, ed esperienze religiose via televisione. Per quel che potevo, ho vissuto ai margini tutte le occasioni religiose del pellegrinaggio, tranne la salita al Prodbrdo, alla croce blu con Mirjana, e la visita a un asilo infantile nei pressi. Ho visto con i miei occhi le gocce d'acqua dal Cristo risorto che ho premurosamente raccolto in fazzoletti per mia moglie essendo io più alto di lei che mi pregava di farlo al suo posto. Ho visto e toccato con mano la fede di quel posto e devo ammettere che ne sono rimasto "toccato", anche se non ho voluto ammettere che già da quel momento, la Gospa ha avuto pietà di me e ha toccato il mio cuore per convertirmi. (Erano un paio di anni che mi consideravo ateo) Il 16 giugno, ho riaccompagnato mia moglie a Lourdes, e anche li, per la prima volta, ho toccato e capito cosa sia la sofferenza, la carità cristiana e le opere buone dietro tutti gli scandali che ultimamente la chiesa purtroppo detiene. Ho fatto il "bagno" nelle piscine, sebbene non ne avessi alcuna voglia, ma solo per accontentare mia moglie e ho comprato una bellissima raffigurazione della madonna di Lourdes per lei che la desiderava nella nostra camera da letto. Da quel momento, ho abbandonato tutte le letture anti cristiane, atee, i vari critici e criticoni anticlericali e mi sono soffermato su di un punto che ho ritenuto importante: Chi ha compiuto e compie tutt'ora i vari miracoli di entrambe le località? Se i miracoli sono veri, quello dei miracoli è il punto di partenza per le mie ricerche. Oggi è il mio onomastico, chiamandomi Pietro, e proprio oggi mi sono fatto l'ennesimo regalo liberatorio: Ho affidato il mio cuore alla Madonna di Medjugorje, con grande commozione di mia moglie che quasi non aveva più speranze per il mio attivissimo ateismo! Mi rendo conto che il mio nuovo percorso di fede e conversione è ancora lungo, anzi, solo all'inizio, ma ora so che non sono più solo e quale miglior accompagnatrice lungo il cammino, se non la nostra Madre protettrice? Ho poi, l'amica Nita che mi ha dato diversi spunti, altri amici ex tdg (Testimoni di Geova) anch'essi divenuti cattolici che mi sorreggerranno culturalmente, e sicuramente addirittura l'autista del viaggio a Lourdes che mi ha fatto dono di un suo segreto famigliare davvero miracoloso e di cui lo ringrazio di tutto cuore. Ho pensato di farvi e rendervi partecipi di questa mia conversione, se potesse tornare utile a qualche altro ateo o gnostico o scettico che sia. Se volete contattarmi, lascio la mia mail: sonnyp@email.it A tutti, auguro tante cose buone e che Dio benedica tutti, con la bontà di Suo figlio e Sua madre. Ah!!! Dimenticavo, sono in procinto di partire di nuovo per Medjugorje, ma questa volta non per accompagnare mia moglie, ma per andare a ringraziare la Gospa per tutto quello che ha fatto per me e stavolta fare un vero pellegrinaggio con un cuore nuovo. Shalom a tutti voi.

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Medjugorje mi ha aiutato a scoprire la mia vocazione

Messaggio  Anna Giacomina il Sab Set 11, 2010 11:36 pm

Medjugorje mi ha veramente aiutato a scoprire e ad accettare la mia vocazione.

"Mi chiamo John. Ero protestante. Sono stato cresciuto nella chiesa Episcopale. Studiando la storia della chiesa ho scoperto che la Chiesa cattolica è nella verità piena. Sono venuto a Medjugorje nel 1991 e mi sono sentito a casa mia. Portavo aiuti umanitari e medicine. Allora era molto difficile venire a Medjugorje. Con me c'erano altri due membri della chiesa Episcopale.
Più tardi anche loro sono diventati cattolici. Ho pregato Dio di aiutarmi a capire la Sua volontà per me.
Ho detto: sono pronto a fare tutto per Te, mi devi solo rivelare la Tua volontà. Se devo essere sacerdote, sono pronto. In quel momento è tornata la pace nel mio cuore. Ho pensato di essere sacerdote nella chiesa episcopale. L'avevo già accettato ed avevo pensato alla famiglia. Dopo ho incontrato due sacerdoti della mia chiesa che mi hanno aiutato molto nello scoprire la tradizione cattolica. Devono essere stati i sacerdoti mariani. Uno di loro è stato a Medjugorje. Parlandomi della vera religione anche loro sono tornati nella Chiesa cattolica. Sono tornato a casa; studiavo e pregavo. Un anno dopo sono entrato nella Chiesa cattolica. E' successo in America. Ho pensato a molti ordini e comunità. Mi sono deciso per una nuova comunità missionaria: la comunità della Madonna della Santissima Trinità. Medjugorje mi ha veramente aiutato a scoprire e ad accettare la mia vocazione. Farò di tutto perché possa collaborare con la grazia Divina su questo mio cammino.

Fonte: Press Bulletin 6, 15 febbraio 1995 – www.medjugorje.hr
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Dic 10, 2009 10:25 pm

Ti ho portato a Betlemme

by Thomas Rutkoski


All’eta’ di 16 anni ho abbandonato la mia fede cattolica. Per piu’ di 25 anni ho vissuto come un cattolico non-praticante e solo per me stesso. La mia vita era materialistica e intrisa di cosi’ tanti peccati da garantirmi un posto all’inferno, se avessi continuato su quella strada. In breve questa e’ la storia di come Gesu’ e Maria mi han fatto convertire.

Sono di professione giornalista-fotografo. Nel settembre 1982 sono andato con l’equipe di KDKA TV News a Beirut, Libano, per seguire il tour del senatore Arlen Specter.
La nostra missione aveva due scopi; primo, scrivere su Beirut straziata dalla guerra, secondo ottenere un’intervista con Menachem Begin in Gerusalemme. Con i miei colleghi siamo riusciti a fare ambedue le cose.

La notte dell’intervista siamo andati fuori a cena a celebrare e, a meta’ serata, mi si e’ avvicinato un uomo e mi ha detto “Mi scusi, le e’ piaciuta Gerusalemme? “
Io ero un po’ reticente nel parlare a uno sconosciuto e ho risposto semplicemente
“ Si” e ho continuato a mangiare. L’uomo ha continuato “ C’e’ nient’altro che avrebbe voluto vedere e non ha visto?” Senza pensarci ho risposto “Si, Betlemme,… Natale e tutto il resto…”, mi rispose: “Ho una macchina qui fuori. Venga, la portero’ la’ ”
Perche’ io sia andato con quell’uomo non lo so, ma lo feci. Mi porto’ cosi’ a Betlemme.
Passammo attraverso un cancello, fermo’ la macchina e io scesi. Rimasi in Betlemme un solo momento ma fui preso da un’emozione fortissima. Gli occhi mi si riempirono di lacrime e cominciai a piangere.
Il mio accompagnatore scese dalla macchina e mi chiese se andava tutto bene. Dissi di si.
Mi disse di risalire in macchina, che mi avrebbe riportato all’hotel. Cosi’ fu e il giorno dopo io ripartii per tornare a casa.
Nell’ottobre del 1985 mio zio Stanley, mio carissimo amico, ed io decidemmo di fare un viaggio in Europa e di visitare la Francia. Quello che non avevamo previsto era di fermarci al santuario di Lourdes.
Di nuovo una serie di strane coincidenze ci condusse la’. Sebbene al momento io non avessi connesso il fatto con Betlemme, tuttavia mi accadde la stessa cosa: senza nessun motivo apparente le lacrime cominciarono a scendermi lungo le guance e sentii nella mia carne una sensazione molto forte. Questa sensazione venne nel momento che io mi stavo prendendo gioco di Lourdes, delle sue acque miracolose e dei suoi miracoli.
Tutto questo mi cambio’ la vita? No, sfortunatamente no.
Nel 1986 due amici si unirono a me e a mia moglie per un altra vacanza in diversi paesi europei. Dopo due settimane i nostri amici tornarono a casa e mia moglie ed io continuammo fino a Madrid, e poi Lisbona per poi tornare anche noi a casa.
Di nuovo pero’ una serie di coincidenze ci porto’ a fare una deviazione nei nostri giri e finimmo a Fatima. Anche li’ accadde la stessa cosa che a Lourdes. Mentre guardavo la statua della Beata Vergine Maria, Le dissi “Ciao, son qui di nuovo” e immediatamente le lacrime cominciarono a scendermi sul viso. Sentii la stessa sensazione come a Betlemme e a Lourdes ma anche stavolta lasciai questo luogo santo senza che in me fosse avvenuto alcun cambiamento.
Nell’agosto del 1987 mio zio Stanley venne a trovarmi e mi porto’ un giornale in cui si parlava delle apparizioni della Madonna a sei ragazzi a Medjugorje, Yugoslavia.
Ancora una volta mi feci gioco del tutto ma la storia mi dette un’idea bizzarra. Se fossi riusciti a convincere il mio datore di lavoro, KDKA TV, a interessarsi alla storia di Medjugorje, avrei potuto farmi un viaggio all’estero gratis.
La loro risposta fu negativa. Siccome sono uno che non si sda, cercai di trovare un legame tra Pittsburgh e Medjugorje per vedere di generare un po’di interesse in quelli di KDKA TV.
La mia ricerca mi porto’ a Pat Geinzer. Pat aveva lasciato il suo lavoro di radiologo al Mercy Hospitale e stava studiando per diventare sacerdote (adesso e’ un sacerdote Passionista). Lo contattai e lo andai a trovare. Dopo aver ascoltato la sua storia incredibile, egli mi dette un libro, “La Regina della Pace visita Medjugorje”.

Siccome non sono un appassionato lettore, dato che soffro di dislessia, ho portato il libro con me per diverso tempo senza pero’ leggerlo.
Un giorno, mentre me ne stavo seduto sulla mia barca al Fox Chapel Yachting Club, mi son sentito molto solo e ho preso il libro e ho cominciato a leggere. I miei soliti problemi dovuti alla dislessia non mi davano piu’ noia e cosi’ mi son trovato immerso nella lettura delle apparizioni di Medjugorje.
Mentre leggevo il terzo capitolo e’ successo qualcosa che mi ha cambiato il corso della vita. Una voce mi ha detto “Thomas, ti ho portato a Betlemme, ti ho portato a Lourdes, ti ho portato a Fatima. Perche’ non vuoi capire che tutto questo e’ vero?”

Non ci fu bisogno di ulteriore comuunicazione dal Signore; sapevo che era Gesu’ che mi aveva parlato. Questa profonda rivelazione mi porto’ in pochi secondi dalla mia barca alla piu’ vicina chiesa cattolica. Trovai un sacerdote e feci la mia prima confessione dopo piu’ di 25 anni.
Nel tempo intercorso tra questa confessione e il mio primo pellegrinaggio a Medjugorje nel settembre 1987, credetti sempre piu’ fermamente che la Beata Vergine appariva la’.
Nel mio primo pellegrinaggio poi mi resi conto di come era reale la Sua presenza la’. Vidi molti miracoli in quel mio primo pellegrinaggio, incluso il miracolo del sole, ma il “gran finale” avvenne il giovedi’ di quella settimana.
Mio zio Stanley, che era con me in questo pellegrinaggio, mi convinse ad andare ad una messa di guarigione che si teneva in San Giacomo. Sebbene io fossi riluttante all’idea di una messa di guarigione, andai. In un istante fui guarito dell’artrite reumatoide di cui soffrivo. Un attimo prima il dolore e la malattia mi stavamo distruggendo e un attimo dopo ero guarito! (Inoltre fui guarito anche della dislessia, di una verruca sulla mano destra e perfino delle emorroidi!!)
L’impatto che questo ebbe su di me mi porto’, appena tornato a casa, a prenotare di nuovo un pellegrinaggio per Medjugorje per mantenere la promessa che avevo fatto al Signore “ Portero’ qui cento persone per dirti grazie per tutto quello che stai facendo per me”.
Cosi’ son tornato a Medjugorje l’anno successivo con 101 pellegrini che il Signore mi aveva affidato.
Dissi al Signore “ Se vuoi qualcuno che porti qui i Tuoi pellegrini e li guidi con il cuore e non con un’agenda, io son pronto a farlo”. Quando dai la tua vita al Signore e vivi i messaggi di Medjugorje, devi stare attento a cio’ che dici al Signore perche’ Lui ti puo’ prendere sul serio….e con me lo fece.
Nel 1990 ho fondato un’associazione cattolica a scopo benefico che si chiama Gospa Missions. Ho poi cominciato a essere invitato a parlare e a dare la mia testimonianza nelle chiese, sia negli USA che in Canada. Nel 1991 ho lasciato il mio lavoro con KDKA TV per dedicare la mia vita a Gesu’ e Maria.

Il Signore mi ha parlato nell’agosto del 1987 e non ha piu’ smesso di parlarmi. Mi ha trasformato da un individuo materialista e egocentrico in una persona che va a messa tutti i giorni, che prega tre rosari al giorno e che digiuna due volte alla settimana come ci chiede Maria.
Porto al mondo il messaggio che la nostra Madre ha dato in Medjugorje “ Son venuta a dire al mondo che Dio esiste”.
Non riesco a capire come abbia potuto essere cosi’ stupido per 25 anni. Adesso faccio tutto quel che posso per convincere tutti che la preghiera funziona, se preghi con il cuore.


Questa testimonianza e’ presa, con il permesso dell’editore, da The Spirit of Medjugorje Online. Traduzione di Giacomina
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Mer Apr 01, 2009 10:05 pm

Grazie Francesco per tutto quello che dici. Si, e' vero, sono stati momenti di grande gioia ma anche di piu'. Momenti in cui ti senti piccola piccola perche' sei davanti a un grande Mistero e ti senti toccata nel piu' profondo del tuo cuore da tutto cio'.
Io conosco mia figlia, so che erano 15 anni che non voleva neanche andare a messa a Natale o a Pasqua, so anche che non e' una ragazza che soffre di allucinazioni o simili, che non si droga ecc. Quello che ha detto di aver visto e' tutto vero e la sua conversione e' stata vera. La riprova e' che a distanza di 9 anni e' rimasta una buona cattolica e adesso aiuta anche in parrocchia come catechista. Cosa impensabile prima di Medjugorje.

La Madonna e' stata con noi generosissima e io non posso fare a meno di testimoniare a tutti quello che ho visto e sperimentato a Medjugorje. Se la mia testimonianza servira' a portare altre persone a voler conoscere Gesu' e Sua Madre, non posso che rallegrarmene ( e in realta' e' gia' servita in diversi casi a questo scopo).
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Grazie mille Anna, per questa bellissima testimonianza

Messaggio  Francesco il Mar Mar 31, 2009 7:02 pm

[quote="Anna Giacomina"]Riporto qui la testimonianza del mio primo pellegrinaggio a Medjugorje. Alcuni di voi l'hanno gia' letta su un altro sito....abbiate pazienza e sorvolate.... Very Happy
***********************************************************************************

... ma la Madonna era gia' al lavoro!!! nel riportare mia figlia in seno alla Chiesa.

Siamo scoppiate a piangere tutte e due. Io non sapevo neanche che avesse visto il sole girare e tantomeno che avesse visto il Cuore Immacolato di Maria trafitto dalla spada accanto ad esso. Se ci penso piango ancora.


Grazie infinite, cara sorella Giacomina…

Ho letto solo adesso la tua bellissima e commovente testimonianza,
e mi ha riempito il cuore di gioiosa commozione… per tutto quello che hai scritto.
Davvero, la nostra Mamma Celeste, esaudisce sempre quanti la invocano.
Mi sono sentito subito in sintonia col vostro ‘pianto’, perché anch’io ho sperimentato quelle lacrime…
Sono lacrime che fanno spazio alla “Grazia”, che lavora…, come dici tu, lacrime di gioia, di liberazione,
di purificazione… che ti lasciano un segno indelebile nell’anima.

Io credo che siano proprio queste le ‘grazie’, che il Signore concede, perché compiano,
in quanti le chiedono, il miracolo della conversione!

Credo anche, che tutte queste belle testimonianze, che tu ci riporti, siano i segni e le esperienze edificanti
di tanti nostri fratelli che si sono affidati… alla misericordia del Signore…, e hanno pregustato la gioia di
un amore più grande, un amore divino, che tutti ci avvolge… ma che noi purtroppo, per la nostra cecità,
non riusciamo a comprendere pienamente. Infatti, lo rileva anche la Madonna,
nel suo messaggio del 18 marzo scorso: “Se sapeste quanto vi amo piangereste di felicità”.
E Lei, desidera…, è sempre pronta a donarci queste lacrime di felicità!…

Ciao Anna, e grazie ancora.

Ringraziamo soprattutto Gesù e Maria, rimanendo sempre in loro compagnia!

Pace e Bene - Francesco
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Ven Mar 20, 2009 10:51 pm

Omelia data da Padre Eugenio La Barbera il 3 Gennaio 2008 a Medjugorje


Ogni volta che vengo a Medjugorje mi sembra doveroso, è già un po’ che non lo faccio, dare la mia testimonianza … come la Madonna ha chiamato me, per formare in Brasile una comunità monastica, oggi noi abbiamo tre monasteri in Brasile.

Io non credevo in Medjugorje, e nel 1987, nel Maggio dell’87, ero in una profonda crisi esistenziale, e un caro amico sacerdote, Don Valdemaro Boggiano Pico, mi ha quasi costretto a venire a Medjugorie, e … sono arrivato con due amici miei, loro credenti a queste apparizioni, io assolutamente zero.
Siamo arrivati che pioveva, e … ci doveva essere una apparizione ad Ivan, ma quel giorno hanno mandato a dire, a noi del pullman, proprio appena arrivati che … l’apparizione era solo per il gruppo di preghiera, quindi noi eravamo dispensati, e il pullman è diventato tutto triste perché non poteva partecipare, e io al contrario sono diventato molto allegro, cominciavo a prendere in giro tutti quelli del pullman “Vedete, siete venuti qua e la Madonna neanche vi vuole” e … siamo andati, in quel epoca non c’erano alberghi, non c’era commercio, non c’era niente, e ci hanno ospitato in casa di persone qui del luogo; ricordo che noi dovevamo tenere la finestra chiusa perché sotto c’era la stalla e venivano tutti i profumi della stalla, e tenevamo la porta aperta, e la porta dava sul Krizevac.
Ad un certo momento uno dei miei amici, eravamo tutti e tre in questa stanza, mi ha detto: “Eugenio, andiamo a pregare, a fare la Via Crucis?”. Io ho detto: “Ma che via Crucis, sta piovendo e poi scusa e … ha detto che noi non possiamo andare su perché c’è il gruppo di preghiera là sulla montagna, cosa andiamo a fare noi” e poi ho detto: “State tranquilli che la Madonna, non c’è!”, e più tardi le persone ci hanno portato una brodaglia, non so che cos’era, e … quando stavamo mangiando, un altro dei miei amici mi dice: “Guarda Eugenio, sulla croce del Krizevac c’è una stella, vedi, è il segno che tu volevi, la Madonna ci sta chiamando” … ma io da buon filosofo, e, con una logica ferrea gli ho detto: “Ma mio amico, una stella non è la presenza della Madonna, di stelle ce ne sono tante nel cielo” … ma in ogni modo lui si era messo a … un poco offeso, e gli ho detto: “Volete andare a fare la via crucis? Andiamo!” …e dentro di me ho detto “questa sera li faccio morire, farò una predica una più lunga dell’altra”, e infatti ho iniziato, tutti in ginocchio, loro due in ginocchio io in piedi, e cominciavo a predicare e … ma abbastanza lungamente no … “le ginocchia devono grondare sangue stasera!” … ma ad un certo momento mi ricordo che … in quanto io stavo predicando mi accorgo che la mia giacca a vento era asciutta! … non poteva essere asciutta, stava piovendo e allora è cominciato a entrare in me una grossa paura, non sapevo le cose, prima credevo di sapere la teologia, credevo di sapere tutto, e … e adesso, mi incontravo con un … un fenomeno che non sapevo dominare, allora cominciavo a toccare la terra, è chiaro che era bagnata, stava piovendo, è, e ad un certo momento ho cominciato a dire ai miei compagni “beh, andiamo all’altra stazione”, e li toccavo: erano bagnati .. toccavo la mia giacca a vento, era asciutta, e mi ricordo che è stata una Via Crucis molto veloce, proprio dalla paura, e quando siamo arrivati sul Krizevac, da quella unica stella si sono formati circoli di stelle, e dove noi eravamo aveva smesso di piovere, ma fuori di questo circolo continuava a piovere.
Io non avevo il coraggio di dire niente a loro, e loro non mi dicevano nulla, e ho detto: “Beh, ognuno preghi per suo conto!” e mi ricordo che quella notte io ho sfogato tutta la mia amarezza alla Madonna, le ho detto:
“Guarda io non so se tu esisti, se tu appari qua, però voglio dirti una cosa: in primo luogo che io non sono un buon prete, io sono un ottimo prete, perchè dico il Rosario, perchè dico il Breviario, perché confesso …
Le ho detto tutte le cose buone che io facevo, i peccati non glieli ho mica detti .. solo le cose buone! dico, e …e quale è stata la ricompensa? Ecco, mia papà è morto di cancro alle ossa, il socio di mio fratello è qui vicino e sta in galera, mio fratello sta in galera, ed io sono qua, nel mio istituto … pensano male di me, che dire … ho sfogato tutta la mia … tutto ciò che io avevo dentro il mio cuore e … il giorno dopo, questo mio amico prete Don Valdemaro Boggiano Pico doveva scrivere un libro su Medjugorie e mi ha chiesto di fare io il Rosario fino alla collina delle apparizioni.
Nell’87 eravamo ancora in regime comunista qui, e … e io dovevo fare solo il Rosario, siamo andati su, ho detto il Rosario con i pellegrini, e poi mi sono seduto in un posto, anticamente non c’erano tutte le stazioni del ... del Rosario, non c’era niente di la', non c’era niente, ma i fedeli mettevano delle crocine di legno in segno, credo, della loro fede. Io ero seduto là, pensando a niente, guardando … li dalla collina e ad un certo momento … si è presentato una persona; io dal .. nel Krizevac avevo detto “be, Se tu dai segnali a tutti, potrai dare un segnale al Padre Eugenio della Tua … presenza” e il giorno dopo un signore, che io non conoscevo, molto distinto, con la cravatta, ricordo molto bene, … mi ha detto: “Lei è il Padre Eugenio La Barbera?” .. Nome e Cognome! … e siccome eravamo in regime comunista, ho pensato fosse una guardia a portarmi in galera, e allora ho detto: “ma, perlomeno mio fratello sta in un galera italiana, io vado a finire in una prigione comunista e gli ho detto: “Sono io”, cosa dovevo dire, “sono io” … e lui ha detto: “Io ho qualcosa da dirle sulle domande che lei ha fatto ieri sera alla Madonna sul Krizevac … lei le vuole sentire? … E io mi sono accorto che non solo le donne sono curiose, ma anche gli uomini, perché anch’io ero curioso di sapere .. e io in peggio mi sono guardato tutto intorno per vedere se nessuno mi ascoltava, poi verso il tipo: “Puoi dirmelo” … e … lui mi ha detto
“In primo luogo, la Madonna ti manda a dire che tu sei un buon prete, un ottimo prete (e io mi sono TANTO vergognato in quel momento), però dice tuo papà sta in Paradiso con la tua mamma, e tuo fratello uscirà dalla galera, ma siccome tu ancora non credi, prima di lasciare Medjugorje la Madonna darà a te un segnale”.
Ricordo che io sono fuggito da quel luogo, non ho neanche lasciato finire quello che doveva dirmi, e sono corso giù, ho incontrato Don Valdemaro Boggiano Pico e gli ho detto “voglio confessarmi, perché penso che morirò”, e ho fatto una confessione generale di tutta la mia vita, e lui pover’uomo mi diceva: “Ma no,tu non ci credevi ti ha voluto dare un segno” … “Si Si, dico, guarda, di segni ne ho già avuti abbastanza” gli ho raccontato anche i segni della giacca a vento che non era bagnata …”Cioè, guarda, io ti credo, io credo, un altro segno e io muoio .. di cuore, quindi io credo e basta”.
E … doveva arrivare qui a Medjugorje un pullman dell’Emilia Romagna che non aveva sacerdoti, e … hanno chiamato me per aiutare a fare la Via Crucis a questo gruppo di pellegrini, mi ricordo che … mi sono preparato bene poi sono andato li, il giorno dopo quando sono arrivati,ci siamo presentati e siamo andati a fare la Via Crucis … alla terza stazione, la prima caduta di Gesù, un giovane, tra i 18 e i 20 anni, ha cominciato a piangere, ma piangeva forte, piangeva forte, e per cui io non potevo parlare perché i pellegrini guardavano a lui, e dall’altra parte io non avevo neppure il coraggio di dirgli di smettere di piangere perché, dicevo, è capace che anche la Madonna mi appaia e non volevo che mi apparisse, e quindi, anche quella volta la via Crucis è stata velocissima.

Quando siamo arrivati sul Krizevac io ho smesso di parlare e questo giovane ha smesso di piangere, e lì mi è venuto un nervoso perché adesso che può piangere a volontà ha smesso … però questo giovane è venuto vicino a me e mi ha detto “Padre, io gli chiedo perdono, dice, ma mi è successa una cosa” ..”ma cosa è successo, e vero, gli ho detto, che io sono un buon predicatore ma neanche così bravo che tu piangi così” .. dice “Guardi, io ho visto come in un film tutti i miei peccati, io piangevo, mi … pentivo, e venivano altri peccati, io piangevo, mi pentivo e vedevo altri peccati” … dentro di me, anche come prete dicevo “eh, ma quanti peccati ha questo qui, dalla terza alla quindicesima stazione” … e dice “Quando lei ha smesso di parlare io ho sentito una voce molto chiara che mi ha detto <<i tuoi peccati sono perdonati, ma hai bisogno del perdono della Chiesa, vai, e confessati dal padre Eugenio>> e io sono qui, padre, a confessarmi” … e così l’ho confessato, e aveva molti peccati, si, e ad un certo momento … questo giovane si alza le maniche, tutto nero: era un tossicodipendente, poi prende delle … delle fiale che aveva nella tasca e le rompe sulla roccia della montagna, ed io gli dico: “Senti mio giovane, è vero che la Madonna ti ha benedetto, è vero che sono passati tutti i tuoi peccati, però … tu che sei … che ti inietti questa droga … non puoi smettere dall’oggi al domani, è meglio che scendi giù, vedi un medico, perché … si, non si può cambiare dall’oggi al domani, ed essere .. lui aprendo le braccia mi ha detto “Padre Eugenio, io sono stato guarito, io sono quel segno che la Madonna ha promesso a lei prima di lasciare Medjugorje” … e da quell’anno, io sono sempre venuto in Medjugorje a ringraziare la Madonna.

Anni dopo, vari anni dopo …la Madonna mi ha chiamato, ancora qui a Medjugorje, attraverso la veggente Vicka, a fare una … una comunità religiosa dove si pregasse.
Io non volevo farla, anche con Vicka io sono stato molto maleducato, molto ironico, le ho detto: “ Ma te l’ha detto la Madonna? Ma non mi dica … pronti! di alla Madonna in quale banca svizzera devo andare per fare un’obbligazione” … ci volevano molti soldi per fare una congregazione … e mi ricordo che la Vicka, sempre sorridente, una persona amabile, mi ha detto, non si è mica offesa, ha detto : “Bene, glielo chiederò”. “Ecco, chiediglielo” le ho detto.
E .. il giorno dopo io passavo e … Vicka parlava dove c’era la casetta della nonna in cima, e io passo, la saluto, le vado avanti, e lei mi chiama: “Ha detto la Madonna, che l’eredità che tu hai ricevuto dalla tua famiglia non è mica tua, è di Dio, quindi, ha detto la Madonna spendi la tua eredità, poi Lei ti aiuterà.”
Io non ero proprio convinto di questa cosa qui, poi Medjugorje non era riconosciuta, e allora sono andato dal Papa, Giovanni Paolo II, gli ho detto: “Santità, è successa questa roba qui, sa, io sono un missionario, sono in Brasile, ho tante cose da fare …” in quell’epoca ero direttore del Rinnovamento carismatico, e …
il Papa mi ha detto: “Va bene, il fatto che … che non siano riconosciute le apparizioni non vuol dire che tu non possa creare una congregazione” … e così siamo andati avanti, e oggi siamo un monastero “sui juris”, cioè un monastero ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa, del quale io sono l’Abate, e quindi ringraziamo il Signore perché, vedete, con tanti segni, tante cose … ecco, la Chiesa ci dice che quando noi cerchiamo la Verità, ecco, il Signore ci fa scoprire che non c’è nulla, non c’è nulla che possa impedire che si attui la volontà di Dio sulle cose.

Mi ricordo che quando … sono state approvate le nostre costituzioni, naturalmente si rimandano alle congregazione per i religiosi, non so perché, le nostre costituzioni sono arrivate sulla scrivania dell’allora Cardinale Ratzinger, il quale ha messo il visto: “approvato”.
Ricordo ancora che il cancelliere della mia diocesi mi diceva … dice:“Guarda, o il Cardinale Ratzinger era ubriaco, e penso di no, o non le ha lette perché noi siamo un paese del terzo mondo … il Brasile … o, la Madonna gli ha chiuso tutti e due gli occhi, perché la tua comunità è stata approvata” .... e allora, con voi, io lodo il Signore, ringraziamo il Signore, e ringrazio la Madonna, che mi ha chiamato a questa nuova missione, oggi siamo … abbiamo tre monasteri in Brasile e viviamo questa spiritualità Benedettina-Mariana, secondo … tutto ciò che la Madonna ha chiesto di fare e di praticare.
Con voi, e con tutti i confratelli qui presenti, lodiamo il Nome del Signore (il 3 gennaio la chiesa fa memoria facoltativa del “Santissimo Nome di Gesù”, memoria tipicamente Francescana che per questo motivo a Medjugorje si celebra), in questo giorno attraverso la bocca di Maria. Amen.
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La Madonna ha salvato la mia famiglia

Messaggio  Anna Giacomina il Sab Feb 28, 2009 4:49 pm

Testimonianza di Patrick e Nancy Latta


Patrick e Nancy, ci potete dire qualcosa sulla vostra vita prima di Medjugorje?


PATRICK: La mia vita prima di Medjugor­je era completamente diversa. Ero un commerciante di automobili. Avevo molti dipendenti e per tutta la vita ho venduto auto. Nel lavoro ho avuto molto successo e sono diventato molto ricco. Nella mia vita non conoscevo Dio. Infatti negli affari Dio non c'è, o per meglio dire, le due cose non si conciliano. Prima di conoscere Medjugo­rje non sono entrato in una chiesa per anni. La mia vita era una rovina, con matri­moni e divorzi. Ho quattro figli, che prima non erano mai stati in chiesa.

Il cambiamento della mia vita iniziò il gior­no in cui lessi i messaggi di Medjugorje, in­viatici dal fratello di mia moglie Nancy. Il pri­mo messaggio della Madonna che lessi a quel tempo diceva: "Cari figlioli, vi invito per l'ultima volta alla conversione". Queste pa­role mi colpirono profondamente ed ebbero su di me l'effetto di uno shock.
Il secondo messaggio che lessi era il se­guente: "Cari figlioli, sono venuta per dirvi che Dio esiste". Mi inquietai con mia moglie Nancy perché non mi aveva detto prima che questi messaggi erano veri e che lì, in qualche luogo lontano dall'America, appari­va la Madonna.
Continuai a leggere i mes­saggi nel libro. Dopo aver letto tutti i mes­saggi, vidi la mia vita come in un film. Vidi tutti i miei peccati. Cominciai a riflettere a lungo sul primo e sul secondo messaggio che avevo letto. Quella sera sentii che quei due messaggi erano rivolti proprio a me. Piansi tutta la notte come un bambino. Ca­pii che i messaggi erano veri e vi credetti.

Questo fu l'inizio della mia conversione a Dio. Da quel momento accolsi i messaggi e cominciai a viverli, non solo a leggerli, e li vi­vevo esattamente e letteralmente come de­sidera la Madonna. Non era facile, ma non cedetti poiché da quel giorno in poi nella mia famiglia tutto cominciò a cambiare.
Uno dei miei figli era drogato, il secondo giocava a rugby ed era alcolizzato. Mia figlia si era sposata e aveva divorziato già due volte pri­ma di compiere 24 anni. Del quarto figlio, un maschio, non sapevo neanche dove abitas­se. Questa era la mia vita prima di cono­scere i messaggi di Medjugorje.

Quando mia moglie ed io cominciammo ad andare regolarmente a Messa, a con­fessarci, a fare la comunione e a recitare o­gni giorno insieme il Rosario, tutto cominciò a cambiare. Ma il cambiamento più grande lo provai io stesso. Non avevo mai recitato prima nella mia vita il Rosario, né sapevo come si svolgesse. E improvvisamente co­minciai a vivere tutto questo.
In un messag­gio la Madonna dice che la preghiera ope­rerà miracoli nelle nostre famiglie. Così per mezzo della preghiera del Rosario e di una vita conforme ai messaggi, tutto cambiò nella nostra vita. Il nostro figlio più giovane, che era drogato, si liberò dalla droga. Il se­condo figlio, che era alcolizzato, abban­donò completamente l'alcool. Smise di giocare e rugby e diventò vigile del fuoco. An­che lui iniziò una vita completamente nuo­va. Nostra figlia, dopo due divorzi, sposò un uomo meraviglioso che scrive canzoni per Gesù. Mi dispiace che non si sia sposata in chiesa, ma non è colpa sua, bensì mia.
Quando adesso mi guardo indietro, vedo che tutto è iniziato il giorno in cui ho comin­ciato a pregare come un padre.
Il cambia­mento più grande è avvenuto in me e in mia moglie. Innanzitutto ci siamo sposati in chiesa e il nostro matrimonio è diventato meraviglioso. Le parole "divorzio", "vattene, non ho più bisogno di te", non esistevano più. Perché quando la coppia prega insie­me, non si possono più pronunciare queste parole. Nel sacramento del matrimonio la Madonna ci ha mostrato un amore che non sapevo neanche esistesse.

La Madonna dice a tutti noi che dobbia­mo tornare da Suo Figlio. lo so di essere stato uno di quelli che maggiormente si era allontanato da Suo Figlio. In tutti i miei ma­trimoni avevo vissuto senza preghiera e senza Dio. Ad ogni matrimonio ero arrivato con il mio elicottero personale, come si ad­dice ad una persona ricca. Mi ero sposato civilmente e tutto finiva lì.


Come è proseguito il vostro cam­mino di conversione?


Vivendo secondo i messaggi, ne vedevo i frutti nella mia vita e nella vita della mia fa­miglia. Non potevo negarlo. Questo fatto e­ra presente in me ogni giorno e mi stimola­va sempre più a venire qui a Medjugorje per incontrare la Madonna , che mi chiamava continuamente. Perciò decisi di abbando­nare tutto e venire. Vendetti tutto quello che avevo in Canada e venni a Medjugorje nel 1993, proprio nel periodo della guerra.
Non ero mai stato prima a Medjugorje, né cono­scevo questo luogo. Non sapevo neanche che lavoro avrei fatto, ma mi affidai sempli­cemente alla Madonna e a Dio affinché mi guidassero.
Nancy mi diceva spesso: "Per­ché vuoi andare a Medjugorje, che non sai neanche dove si trovi?" Ma rimanevo osti­nato e rispondevo: " La Madonna vive a Medjugorje ed io voglio vivere vicino a Lei". Mi innamorai della Madonna e non c'era nulla che non avrei fatto per Lei. Tutto quel­lo che vedete qui è stato costruito solo per la Madonna , non per me. Considerate che noi viviamo qui dove siamo seduti ora. Ci bastano questi 20 m2 . Tutto il resto che ve­dete non ci occorre. Resterà qui, se Dio lo concede, anche dopo la nostra morte, poi­ché è un dono alla Madonna, che ci ha por­tati qui. Tutto questo è una commemorazio­ne per la Madonna , un ringraziamento da parte di quel peccatore che altrimenti sa­rebbe finito all'inferno.
La Madonna ha sal­vato la mia vita e quella della mia famiglia. Ci ha salvati dalla droga, dall'alcool e dai di­vorzi. Tutto questo non esiste più nella mia famiglia proprio.perché la Madonna ha det­to che per mezzo del Rosario avvengono i miracoli. Abbiamo iniziato a pregare e ab­biamo visto con i nostri occhi i frutti della preghiera.
I figli non sono diventati perfetti, ma sono mille volte meglio di prima. Sono convinto che la Madonna ha fatto questo per noi, per me, per mia moglie, per la no­stra famiglia. E tutto quello che la Madonna mi ha donato vorrei restituirlo e Lei e a Dio.
La nostra speranza è che tutto quello che qui apparterrà della chiesa madre, qualun­que comunità ci sarà, servirà al rinnova­mento dei sacerdoti, delle suore e dei gio­vani che desiderano donare tutto a Dio. Per tutto l'anno centinaia di giovani ci visitano e si fermano da noi. Perciò siamo grati alla Madonna e a Dio, perché li possiamo servi­re per mezzo di tutte le persone che ci in­viano. Quello che vedete qui l'abbiamo do­nato alla Madonna per mezzo del santissi­mo cuore di Gesù.


Non è un caso che come posizio­ne siate proprio a metà tra la collina delle apparizioni e la collina del­la croce. L'avevate programmato?

Anche noi siamo sorpresi che tutto abbia avuto inizio qui. Lo attribuiamo alla Madon­na, perché sappiamo che Lei ci guida. Tutti i pezzi si sono combinati così come ha vo­luto la Madonna , non noi. Non abbiamo mai cercato ingegneri o costruttori per mezzo di inserzioni.
No, la gente è venuta sponta­neamente a dirci: "Sono architetto e vi vor­rei aiutare". Ogni persona che qui ha lavo­rato e ha dato il suo contributo è stata vera­mente spinta e donata dalla Madonna. An­che tutti gli operai che hanno lavorato qui. Hanno costruito la loro stessa vita, perché quello che hanno fatto l'hanno fatto per a­more della Madonna. Per mezzo del lavoro sono cambiati completamente.
Tutto ciò che è stato costruito qui proviene dal dena­ro che avevo guadagnato negli affari e da ciò che ho venduto in Canada. Volevo ve­ramente che fosse il mio dono alla Madon­na qui sulla terra. Alla Madonna che mi ha guidato sulla retta via.


Quando siete venuti a Medju­gorje, siete rimasti sorpresi dal paesaggio in cui appare la Madonna ? Pietre, arsura, un luogo solita­rio ...

Non sapevo che cosa mi aspettasse. Sia­mo venuti nel periodo della guerra del 1993. Ho collaborato a molti progetti umanitari. Mi sono occupato del sostentamento e sono stato in molti uffici parrocchiali in Bosnia e in Erzegovina. Allora non cercavo affatto un terreno edificabile per acquistarlo, tuttavia un uomo venne da me e mi disse che c'era un terreno edificabile e mi chiese se volevo vederlo e comprarlo. Non ho mai chiesto o cercato niente da nessuno, tutti sono venu­ti da me e mi hanno chiesto se avevo biso­gno di qualcosa.
All'inizio pensavo di co­minciare solo con un piccolo edificio, ma al­la fine è diventato qualcosa di molto più grande. Un giorno ci venne a trovare Padre Jozo Zovko e gli dicemmo che questo era troppo grande per noi. Padre Jozo sorrise e disse: "Patrick, non aver paura. Un giorno non sarà abbastanza grande". Tutto ciò che è sorto non è così importante per me per­sonalmente. Per me è molto più importante vedere nella mia famiglia i miracoli che so­no avvenuti per mezzo della Madonna e di Dio.
Ringrazio Dio soprattutto per nostro fi­glio minore, che lavora a Innsbruck, in Au­stria, presso le suore di Don Bosco. Ha scritto un libro dal titolo "Il mio papà". Per me questo è il miracolo più grande, perché per lui non ero neanche un padre. Invece lui è un buon padre per i suoi figli e nel libro scrive come dovrebbe essere un padre. Questo libro su come dovrebbe essere un padre non l'ha scritto solo per i suoi figli, ma anche per i suoi genitori.


Lei è stato grande amico di Padre Slavko. Era il vostro confessore personale. Ci può raccontare qual­cosa su di lui?

Per me è sempre difficile parlare di Padre Slavko perché era il nostro migliore amico. Prima di cominciare questo progetto, chiesi consiglio a Padre Slavko su questa iniziati­va e gli mostrai i primi progetti. Allora Padre Slavko mi disse: "Comincia e non ti fare di­stogliere, qualunque cosa accada!". Ogni volta che aveva un po' di tempo, Padre Slavko veniva a vedere come procedeva il progetto. Ha ammirato soprattutto il fatto che abbiamo costruito tutto in pietra, perchè la pietra gli piaceva moltissimo.
Il 24 no­vembre 2000, venerdì, eravamo come sempre con lui a fare la via crucis. Era un giorno normale, con un po' di pioggia e fan­go. Finimmo la via crucis e arrivammo in ci­ma al Krizevac. Restammo tutti lì in pre­ghiera per un po'. Vidi Padre Slavko pas­sarmi davanti e iniziare lentamente la di­scesa. Dopo poco sentii Rita, la segretaria, che gridava: "Patrick, Patrick, Patrick, cor­ri!". Mentre scendevo di corsa, vidi Rita ac­canto a Padre Slavko che era seduto per terra. Pensai fra me: "Perché è seduto sul­la pietra?". Quando mi avvicinai vidi che a­veva difficoltà a respirare. Presi subito un mantello e lo misi a terra, affinché non stes­se seduto sulle pietre. Vidi che aveva smesso di respirare e cominciai a fargli la respirazione artificiale. Mi accorsi che il cuore aveva smesso di battere. Pratica­mente è morto tra le mie braccia.
Mi ricor­do che c'era anche un medico sulla colli­na. Arrivò, gli mise una mano sulla schie­na e disse: "morto". successo tutto così velocemente, sono passati solo pochi se­condi. Nel complesso è stato tutto in qual­che modo straordinario e alla fine gli ho chiuso gli occhi. Lo abbiamo molto amato e non vi potete immaginare quanto sia sta­to difficile portarlo giù dalla collina morto. Il nostro migliore amico e confessore, con cui avevo parlato solo pochi minuti prima.
Nancy è corsa giù all'ufficio parrocchiale e ha comunicato ai sacerdoti che Padre Slavko era morto. Quando portammo giù Padre Slavko, arrivò un'ambulanza e così lo portammo al pianterreno della canonica e all'inizio mettemmo il suo corpo sul tavo­lo della sala da pranzo. Rimasi accanto a Padre Slavko fino a mezzanotte ed è stato il giorno più triste della mia vita.
Quel 24 novembre tutti restarono shockati quando sentirono la triste notizia della morte di Pa­dre Slavko. La veggente Marija, durante l'apparizione, chiese alla Madonna che co­sa dovessimo fare. La Madonna disse sol­tanto: "Andate avanti!". Il giorno seguente, il 25 novembre del 2000, arrivò il messag­gio: "Cari figlioli, gioisco con voi e deside­ro dirvi che vostro fratello Slavko è nato al Cielo e che intercede per voi". stata per tutti noi una consolazione perché sapeva­mo che ora Padre Slavko era presso Dio. Difficile perdere un grande amico.
Da lui abbiamo potuto imparare che cosa sia la santità. Aveva un buon carattere e pensa­va sempre in modo positivo. Amava la vita e la gioia. Sono contento che sia in Cielo, ma qui ci manca molto.


Ora siete qui a Medjugorje e da 13 anni abitate in questa parroc­chia. Per concludere vi vorrei fare un'ultima domanda: che scopo a­vete nella vita?

Il mio scopo nella vita è testimoniare i messaggi della Madonna e tutto ciò che Ella ha fatto nella nostra vita, affinché pos­siamo vedere e capire che tutto questo è opera della Madonna e di Dio. So bene che la Madonna non viene per quelli che seguono la Sua strada, ma proprio per quelli che sono come ero io un tempo. La Madonna viene per quelli che sono senza speranza, senza fede e senza amore.
Perciò a noi, membri della parrocchia, assegna questo compito: "Amate tutti co­loro che vi mando, tutti coloro che vengo­no qui, poiché molti di loro sono lontani dal Signore". Una madre affettuosa ed ha sal­vato la mia vita. Per concludere vorrei so­lo dire ancora: grazie, Madre!


Fonte articolo e immagini: Medjugorje, Un invito alla preghiera

Maria – Regina Della Pace Nr. 71

tratto da http://www.infodamedjugorje.altervista.org/


(Patrick e Nancy Latta hanno costruito un grande complesso il cui nucleo centrale e' nella forma di un tipico castello croato circondato da giardini e varie altre abitazioni. Il tutto e' costruito in pietra. Ospitano qui gratis sacerdoti, seminaristi e giovani che stanno esaminando la loro chiamata al sacerdozio e che hanno bisogno di tempo e pace per riflettere e che per questo hanno scelto di fare un ritiro a Medjugorje.
Vorrei anche aggiungere che uno dei loro figli adesso e' entrato in seminario).

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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  annaxel il Mer Feb 25, 2009 10:20 am

chiarotta91 ha scritto:Proprio nel passo del Vangelo con cui si apre il ricco tempo quaresimale è ribadito il concetto di vivere nel segreto del proprio cuore l'adesione a Cristo. "Il Padre tuo vede nel segreto". La sincerità della conversione è giudicata solo dal Signore. E' Lui che bussa alla porta del nostro cuore.Chi aprirà avra' la gioia di dimorare con Lui.
...ciao Paola, la sincerità della conversione è giudicata dal Signore, come giudica nel silenzio tutto le nostre azioni, ma San Paolo diceva: "Come potranno credere se nussuno annuncia a loro?"....Gesù in Luca dice : "Nessuno accende una lampada e la copre con vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perchè chi entra veda la luce" (Lc 8,16-17).
Credo che ciascuno debba testimoniare come meglio crede, ma sempre testimoniare.
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Mer Feb 25, 2009 9:05 am

Che solo il Signore possa giudicare la sincerita' di una conversione e' piu' che vero. Ma questo vale sia per Paolo Brosio che per chi invece non ne parla mai e tiene tutto per se'. Il Signore ci giudichera'.

A poposito di questo tener tutto per se', non e' che un domani ci sentiremo dire "Che ne hai fatto del talento che ti avevo dato? Perche' non lo hai fatto fruttare?" Perche' anche ricevere la grazia di una conversione e' un dono di Dio che dobbiamo far fruttare e il primo frutto e', secondo me, proprio il condividerlo con gli altri.

Quanti di noi hanno continuato il cammino di conversione e son cresciuti nella fede proprio sentendo o leggendo storie di miracoli, conversioni e di tutto cio' che di bello il Signore puo' aver fatto nella vita di altre persone, per esempio dei santi? Eppure anche loro avrebbero potuto tacere e tenersi tutto dentro.....e saremmo tutti piu' poveri per questo.

In ogni caso, ragionando cosi' possiamo anche chiudere questo ed altri forum e starsene tutti zitti. Perche' in ogni cosa che scriviamo c'e' parte di noi e della nostra storia di conversione e se non e' bene sbandierare cosa Gesu' ha fatto nelle nostre vite, allora chiudiamo qui.
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Andrea il Mer Feb 25, 2009 5:48 am

Ma Gesu` ha anche detto che "Chi si vergognera` di me, mi vergognero` anche io davanti al Padre"... Senti Paola il mio pensiero e` che chi non parla di quanto il Signore ha fatto in lui, sarebbe come se volesse nascondere la sua Fede!
Tu la pouoi nascondere?

Pace e bene


Ultima modifica di Andrea il Sab Lug 17, 2010 8:42 am, modificato 1 volta

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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  chiarotta91 il Mer Feb 25, 2009 1:02 am

Proprio nel passo del Vangelo con cui si apre il ricco tempo quaresimale è ribadito il concetto di vivere nel segreto del proprio cuore l'adesione a Cristo. "Il Padre tuo vede nel segreto". La sincerità della conversione è giudicata solo dal Signore. E' Lui che bussa alla porta del nostro cuore.Chi aprirà avra' la gioia di dimorare con Lui.
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  annaxel il Mar Feb 24, 2009 9:20 am

......Gesù, ordinò di tacere, solo perchè il tempo non era compiuto, ma ora, che tutto è compiuto: Gesù è Risorto! Perchè non gridare a tutti quel dono che Gesù a concesso? <Convertitevi e credete al Vangelo!> verrà proclamato domani......ma è un invito per ogni giorno della vita.
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Mar Feb 24, 2009 8:49 am

Lo Spirito soffia come e dove vuole. Cosi' alcuni si convertono nel fare il loro dovere quotidiano e altri in modo piu' eclatante ma non per questo meno vero.
Non sottovalutiamo il potere della testimonianza data da personaggi famosi. Infatti piu' sono personaggi famosi e pubblici e piu' grande e' l'impatto sulla gente.
Se il loro cambio di vita riesce a portare altre persone a Cristo, di che ci lamentiamo? perche' giudicarli? se han sbagliato in qualcosa lo fara' poi il Signore.

In ogni caso - come gia' ci ha fatto notare Andrea - tutti quelli che Gesu' aveva guarito - anche se era stato loro intimato di tacere - lo proclamavano ai 4 venti perche' proprio non si puo' non proclamare le meraviglie del Signore.
Anche Pietro e Giovanni, dopo aver guarito uno storpio, (Atti 4:20) dopo esser stati portati davanti al tribunale ebraico ed esser stato loro comandato di non parlare nel nome di Gesu' rispondono ".....Quanto a noi, non possiamo fare a meno di parlare di quelle cose che abbiamo visto e udito".
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Andrea il Mar Feb 24, 2009 5:21 am

Il lebbroso fu guarito da Cristo ed insieme ha ricevuto l'ordine di non parlare con nessuno della sua guarigione. Eppure quello appena si allontana grida a destra e sinistra e racconta il fatto!
All' esempio di questo fatto raccontato nel Vangelo penso che anche oggi essere miracolati non si puo` tacere, e, insisto non per mancanza di umilta`, ma per volonta` di inalzare il piu` forte ringraziamento al Signore!
Credo che propagare fatti come questo non e` altro che obbedire al Signore: "Andate per tutto il mondo..."

Pace e bene

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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  chiarotta91 il Mar Feb 24, 2009 12:23 am

La conversione a Cristo può essere intesa come un momento a partire dal quale la nostra risposta personale si manifesta pienamente. Ma è anche quella quotidiana del nostro volgersi costantemente alla Sua volontà. Tanti uomini e donne si convertono quotidinamente al Signore che hanno trovato nell'accudire i figli gravemente malati o nello svolgere il proprio lavoro obbedendo fedelmente al Vangelo. Non c'è spettacolo e non c'è pubblicità. L'incontro con Cristo, autentico, avviene nell'intimo della persona. Molti passi dei Vangeli presentano Gesù che compie miracoli. I vari personaggi ricevono ora la vista, ora la guarigione dalla lebbra ,ora la liberazione dal demonio. Una costante che accomuna tutti i passi è l'imposizione da parte del Signore di " non dire nulla " , di " non fare parola con nesuno" , insomma di non manifestare , ma di vivere interiormente quello che avevano ricevuto. Anche il brano del Vangelo di sabato u.s. riporta la frase "ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto ". Gli apostoli avevano fatto una forte esperienza del Signore, lo avevano visto trasfigurarsi davanti a loro. E' vero che altri passi, per esempio la chiamata dei fratelli pescatori o la Samaritana o i viandanti di Emmaus presentano la gioia dei protagonisti di aver incontrato Gesù ma l'atmosfera è comunque contenuta e non c'è mai la spettacolarità e per certi versi il cattivo gusto, che accompagna il racconto dell'esperienza religiosa di certi personaggi pubblici.
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Lun Feb 23, 2009 10:44 pm

Non vedo proprio perche' venga definito fare spettacolo il raccontare la nostra conversione, il dare testimonianza del nostro incontro con Gesu', anche se e' un personaggio pubblico a farlo.
Niente piu' della testimonianza di una vita che cambia perche' ha incontrato Dio riesce a toccare il cuore degli altri. Forse non di tutti, ma di molti si. Personalmente mi commuovo sempre quando sento la testimonianza di una conversione o di un miracolo o di una grazia che il Signore ha fatto. E Lo ringrazio!

Per esperienza personale ( in seguito alla conversione di mia figlia tornata alla fede dopo 15 anni), so che quando uno trova Gesu' e in seguito a questo incontro la sua vita cambia, tale e' la gioia che prova che non puo' contenerla, vuole condividerla con gli altri. Non e' fare spettacolo ma solamente voler far sapere al mondo della bonta' e misericordia di Dio che perdona e accoglie anche i peccatori piu' incalliti. Di questo credo che tutti dovremmo rallegrarci.

Quanto a fare pubblicita' a persone e cose.....ma se quella e' la sua vita, il suo lavoro, se quelli sono i suoi amici, se si e' convertito a Medjugorje, uno che dovrebbe fare? tacere perche' certe cose dan fastidio a qualcuno?
Personalmente ringrazio Dio per tutti coloro che danno la loro testimonianza di conversione, ovunque questa sia avvenuta, personaggi famosi o meno.
Piu' si convertono e piu' lo gridano dai tetti delle case e piu' sono felice. Anzi spero che ce ne siano sempre di piu' soprattutto nel mondo dello spettacolo. Per molte persone i personaggi pubblici sono dei modelli da imitare e quindi se questi danno testimonianza della loro conversione non puo' che essere un bene.
Trovo che le cose di cui lamentarsi siano altre.....ce ne fossero di piu' di cose come questa!
Quanto al mistero che circonda l'incontro di ogni anima con Dio, ecco, appunto perche' e' un mistero, non passiamo giudizi.
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  chiarotta91 il Lun Feb 23, 2009 8:05 pm

Rimango a dir poco meravigliata della facilità con cui certi personaggi pubblici raccontano le loro esperienze mistiche.A parte la pubblicità che il lungo articolo faceva di persone e cose, mi chiedevo perchè l'uomo sia arrivato a fare anche della propria spiritualità uno spettacolo. Credo che il cuore e l'anima siano gli spazi personali dell'incontro con il Signore, un terreno entrando nel quale occorre togliersi le scarpe. E' uno spazio sacro. Eppure si stanno diffondendo certe forme di spettacolarità del sacro privato, dell'intima essenza del proprio io .Potranno essere anche autentiche forme di manifestazione del proprio senso religioso comunque così riferite perdono quello specifico di mistero che racchiude l'incontro di un'anima con il suo Dio.
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Intervista di Antonio Socci a Paolo Brosio

Messaggio  Anna Giacomina il Lun Feb 23, 2009 5:39 pm

Una storia emblematica. Come Paolo Brosio è andato a Medjugorje…


Pronto, Paolo? Sto cercando Paolo Brosio, uno dei volti più noti della televisione. Dall’altra parte del telefono si sentono forti folate di vento e un respiro affannoso. Infine un lontano: “Pronto, chi è?”. Dico il mio nome e chiedo dove mai si trovi.

“Sono a Palermo” mi spiega “per una puntata di Stranamore, ma in questo momento sto salendo il Monte Pellegrino col rosario in mano alla ricerca del santuario di santa Rosalia”.

Ma che ti è successo? Si dice di una folgorazione sulla via di Damasco.

“Ma io sono stato a Medjugorje”, dice ridendo. “Ero provato da una grande sofferenza; ora però vivo un’immensa gioia, Antonio, perché ho trovato Gesù”.

Puoi raccontarmi come è successo o – visto il fiatone che hai – rischi di stramazzare a terra?

“No, ce la faccio. Ti dico subito. La mia vita, fino ai 50 anni era trascorsa spensierata, con un certo connotato ludico da eterno ragazzo, anche se molto dedita al lavoro. Certamente senza problemi di fede o di coscienza. Ma cominciamo dall’inizio della storia: venti anni fa ho conosciuto una ragazza e me ne sono innamorato”.

Poi cosa è successo?

“Per raggiungere lei, che lavorava a Milano, dalla Liguria, dove ero giornalista del Secolo XIX, nel 1990 sono andato al Tg di Emilio Fede. Avevo già fatto alcune cose buone, come la Moby Prince, ma con Mani Pulite cominciò la mia notorietà televisiva. Tuttavia già lì feci il primo naufragio. Io dico sempre – scherzando – che il mio primo matrimonio finì perché mi ‘misi’ con Fede e lasciai mia moglie”.

In senso professionale…

“Sì, si lavorava tutto il giorno, praticamente la mia vita coincideva col lavoro. Sia chiaro, sono grato a Fede che mi ha permesso di crescere professionalmente. Ma ho fatto veramente 900 giorni sul marciapiede, come poi ho titolato il mio libro”.

Il marciapiede davanti al Palazzo di giustizia da dove facevi i collegamenti.

“Esatto”.

Poi nel 1996 approdi al salotto di “Quelli che il calcio…”

e fai l’inviato per Fabio Fazio.

“Sì, le cose vanno a gonfie vele. Scrivo libri che vendono un sacco di copie, faccio fior di programmi in Rai, dal Giro d’Italia a Domenica in, da Linea verde all’Isola dei famosi. Poi torno a Mediaset con lo sport, le prime serate, Stranamore. Insomma una carriera fortunatissima, durante la quale incontro un’altra ragazza che mi fa innamorare e che diventa mia moglie”.

Stavolta una storia felice?

“In realtà seguono quattro anni di scontri familiari. Nel frattempo era morto mio padre. E’ stato un dolore fortissimo. Era una persona meravigliosa, al contrario del figlio scellerato che sono io. Era il mio punto di equilibrio”.

Anche tua mamma è una persona straordinaria.

“Sì, un carattere forte, combattente, toscana verace, donna simpatica e sincera, di grande fede. Ma, come tutti quelli che hanno una forte personalità, non è facile starle vicino. Io ci ho litigato di continuo. Mio padre però era perfetto per lei, calmo, buono, umile pur essendo molto colto, un grande esperto di letteratura inglese antica. Era il pilastro della mia vita”.

La sua perdita è stata una mazzata per te.

“Terribile. Ma poi è arrivata l’altra, il naufragio con mia moglie. Ognuno per la sua strada. Per me un dolore infinito. A cui ho reagito nel modo peggiore”.

Cioè?

“Con la logica mondana che dice ‘chiodo scaccia chiodo’, cose contrarie al cammino con Gesù”.

Era un tentativo di dimenticare, di lenire il dolore?

“Sì, accusavo un grande vuoto, sempre più grande. Io sono andato in crisi su tutto. Quell’abbandono mi ha spaccato il cuore. Oggi però ho capito che proprio da quella mia disperazione sono sbocciate sulle mia labbra quelle parole che mi hanno salvato: Ave Maria”.

Eri religioso?

“Ma figurati. Ogni tanto capitavo distrattamente in chiesa, ma la mia vita era altrove. Ricordavo a fatica tre preghiere. Neanche il Gloria al Padre. Il Credo lo sto imparando ora. Ma quelle “Ave Maria” ripetute fra le lacrime, tante e tante volte, mi hanno salvato perché stavo percorrendo sentieri scuri, veramente brutti, credimi”.

Di che tipo?

“Beh, sentieri brutti per dimenticare mia moglie. In realtà però, in quel modo, le cose per me andavano sempre peggio e l’angoscia era sempre più dilaniante”.

Sai che ci sarà qualche sciocco che ironizzerà?

“Guarda, io non sono nessuno e non ho da insegnare niente, ma spero che raccontare questa mia vicenda possa servire anche ad altri, perché quando precipiti nel dolore sei più vulnerabile e rischi di più di finire a fare cose brutte e irrecuperabili”.

Dicevi di quelle Ave Maria gridate nel pianto…

“Sì, mi è venuto naturale cercare la sua protezione perché di Gesù, di Dio avevo timore, invece sentivo lei come una mamma buona. La sua natura umana la sentiamo più vicina a noi, alle nostre sofferenze. Lei ha una pena infinita per chi soffre”.

Ti eri raccomandato a Lei altre volte?

“Io non avevo mai pregato. Ho cominciato a pregare continuamente la Madonna perché stavo male da piangere, non riuscivo più a lavorare e più cercavo di dimenticare più combinavo guai e stavo peggio. Non avere più mio padre e mia moglie al mio fianco mi aveva fatto smarrire me stesso…”.

Poi cosa è successo?

“E’ successo che, pregando, ho sentito il bisogno fortissimo di incontrare la Madonna. E dov’è che si può incontrare? In un posto solo: a Medjugorje”

(Medjugorje è il villaggio della Bosnia Erzegovina dove dal 24 giugno 1981 la Madre di Gesù appare ogni giorno a sei ragazzi. Milioni di persone vi si recano).

Quel tuo “bisogno di incontrarla” che hai avvertito – secondo chi è più esperto di Medjugorje – è la sua chiamata. Dunque colei che hai invocato fra le lacrime ti ha risposto, come una madre che prontamente tende le braccia al figlio caduto a terra e ferito…

“Sì. Prima di partire mi sono procurato dei libri su Medjugorje e ho letto tutto, subito, con un’avidità che ho provato solo da bambino quando leggevo Salgari”.

In effetti iniziava un’avventura tutta nuova…

“Infatti mi sono detto: questa è la mia strada. Ho perfino rimandato di sei giorni l’inizio delle puntate di Stranamore”.

E Mediaset?

“ (Ridendo) Quando alla riunione ho detto: ‘no fermi, io il 3 ho un appuntamento con la Madonna a Medjugorje’, tutti mi hanno guardato chiedendosi se ero impazzito. Ma alla fine hanno dovuto cedere”.

A Medjugorje cosa è successo?

“Là, guidato da Milenko e Mirella, una quantità inimmaginabile di emozioni, di incontri, di storie. Non so come sia stato possibile in così pochi giorni. Un’esperienza fortissima della presenza della Madonna. Una pace, un silenzio, una gioia… Ho conosciuto anche Vicka (una dei veggenti). E poi i tanti ragazzi ex tossicodipendenti che là sono stati recuperati. I bimbi orfani di suor Cornelia. Insomma non ci sono parole umane per una cosa tanto sconvolgente. Appena sono tornato l’ho raccontato al mio amico Andrea Bocelli perché lui mi poteva capire: c’è stato anche lui e lì ha pure cantato”.

Il luogo che più ti ha colpito?

“Tutti, ma davanti al crocifisso di bronzo che sta dietro la chiesina, davanti a quelle gocce d’acqua, quelle lacrime, che inspiegabilmente scendono da Lui, ho abbracciato le gambe di Gesù e piangendo non l’ho più mollato. Io mi ero affidato a Maria e lei mi ha portato a stringermi a suo Figlio. E lì, Antonio, ho trovato la pace”.

E cos’hai fatto?

“Ho ricevuto i sacramenti e ho scritto su un foglio tutti i nomi delle persone amiche e dei malati che gli raccomandavo e l’ho dato a Vicka perché la Madonna li benedicesse durante l’apparizione. E l’ha fatto”.

E ora?

“Ora voglio fare tutto quello che posso per quella terra che mi ha salvato. Anzi, tramite te lancio questo appello: a maggio farò un aereo per portare più gente possibile a Medjugorje. Il prezzo del viaggio organizzato, seppure basso, sarà maggiorato di un po’ di euro che verranno donati all’orfanotrofio di suor Cornelia”.

Non ti ferma più nessuno… E tua madre? Chissà quanto avrà pregato quando tu stavi male?

“Oh sì, lei sente sempre Radio Maria. Da anni mi parlava di Medjugorje: guarda quanto tempo ho perso…”.



Antonio Socci

Da Libero, 22 febbraio 2009

http://www.antoniosocci.it/Socci/index.cfm
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A Medjugorje mi sono convertito

Messaggio  Anna Giacomina il Gio Feb 19, 2009 6:09 pm

A Medjugorje mi sono convertito

Giovedì 19 Febbraio 2009 00:00

Lo aveva già accennato in una precedente intervista a Pontifex. Oggi Paolo Brosio, giornalista e uomo di spettacolo è esplicito:
“ Grazie a Medjugorje ho ritrovato la fede e mi sono convertito, oggi sono un’altra persona, mi sento vivo”.

Brosio è stato il primo febbraio a Medjugorje e racconta così la sua esperienza:
“ Guardi, non è che io fossi ateo. Ma il mio era un cattolicesimo rituale, vuoto, anche stanco. Quello classico, ereditato dalla famiglia, messa di prima comunione, a Natale, Pasqua, e basta. Insomma, ero insoddisfatto del mio stile di vita, non piacevo a Cristo né a me stesso”.

In più, due situazioni personali gravi ne avevano minato fede e certezze:

“ Vero. Ho passato anni difficili. Prima la scomparsa di mio padre al quale ero molto legato,poi la separazione da mia moglie Gretel, molto dolorosa. Ero ridotto male”.

Grazie a quattro valenti e santi sacerdoti, Brosio si è avvicinato al pianeta Medjugorje: ...

... “ Devo a questi bravi preti se, prima sui libri,poi in pratica, ho conosciuto la realtà di Medjugorje”.

Lei è stato a febbraio,come è tornato?:

“ Diverso,trasformato. Oggi credo davvero e voglio fare del bene. Devo dire che a Medjugorje la Madonna mi ha fatto avvicinare a Suo Figlio, la mia vita, grazie alla preghiera e al Santo Rosario è cambiata, si è stabilizzata sia in senso emotivo ed etico,che professionale. Certo, non voglio peccare di presunzione, ma dopo la separazione da mia moglie Gretel mi ero quasi abituato alla logica pagana del chiodo scaccia chiodo, ed essendo un personaggio famoso, forse anche benestante,le occasioni non mi mancavano. Ma non era questa la vita vera che cercavo. Nel Rosario e nell’Avemaria ho trovato la mia bussola. Ora voglio restituire a Dio quello che mi ha dato”.

In concreto che cosa intende fare?:

“ Aiutare e lo ho promesso a Gesù ,una struttura di suor Cornelia, presente a Medjugorje che si occupa di bambini orfani e di anziani, l’alfa e l’omega, la fine e l’inizio della nostra vita”.

Spiega anche come farà:

“ A maggio, con tutta probabilità, organizzerò da Pisa un volo Charter per Medjugorje, e oltre alla quota di iscrizione, da fissare, vi sarà un contributo da destinare appunto alla struttura di accoglienza per orfani ed anziani di suor Cornelia”.

Dice ancora Brosio:

“ Credo che sia giusto dire: la mia, a Medjugorje, è stata davvero una conversione fulminante, ho compreso la bellezza della fede, l’importanza dei sacramenti e dell’aiuto fraterno. Credo che questa esperienza vada divulgata e fatta conoscere. La Madonna ci parla, ci invita alla pace e alla solidarietà”.

Brosio non lo dice apertamente, lo rivelerà a giorni,ma nelle foto scattate vi è qualche segno strano:

“ Preferisco mantenere prudenza, può darsi che sia un difetto di luminosità della macchina fotografica. Ma dagli scatti fatti nella Chiesa emergono inspiegabili macchie luminose difficilmente spiegabili. Ora non ne parlo, lo farò solo dopo attento studio tecnico per non dare appigli ai soliti scettici e denigratori. Una cosa è certa: a Medjugorje la mia vita è cambiata e mi sono convertito”.


Bruno Volpe da http://www.pontifex.roma.it/
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Ven Gen 30, 2009 11:09 pm

TESTIMONIANZA DI PADRE GIANNI SGREVA, fondatore della Comunita' Oasi della Pace

Medjugorje, Oasi della Pace

Nella storia dei 25 anni degli avvenimenti di Medjugorje la Provvidenza volle inserita anche la storia della Comunità Mariana Oasi della Pace.
Tutte le cose di Dio portano l'impronta del cielo e indossano gli abiti delle cose di questa terra, quelle buone e quelle meno buone. Si è scritto tanto su Medjugorje, ancora di più se ne è parlato e se ne parla, chi in bene e chi in male. Nessuno, però, può chiudere gli occhi di fronte alla valanga di bene che Medjugorje sta ogni giorno
scaricando sulle strade, e di tutte le latitudini, del nostro mondo a cavallo tra la fine del secolo XX e l'inizio del secolo XXI.
Personalmente, in me povero peccatore, pregno anch'io delle cose di questa terra, anche se religioso e sacerdote, Medjugorje ha segnato una tappa determinante della mia vita. Medjugorje è entrata in me con tutto il suo significato di salvezza e di provocazione a rispondere all'appello per fare del bene alla Chiesa e alla povera gente di questo mondo in cerca di tempi nuovi, di sollievo, di pace.
Da quando anch'io il 23 aprile 1984 mi sono mescolato alle folle che s'infilano tra le pietre e gli arbusti delle colline di Medjugorje, ho sentito che per un'iniziativa solo del Cielo la Madonna mi chiamava ad una grande libertà per Lei, per i suoi piani materni.
Chiamandomi, la Madonna mi conosceva bene e, al dire della veggente Marija Pavlovic, la sera del 4 dicembre 1985 la Regina della Pace avrebbe pronunciato il mio nome, chiedendomi di prestare ascolto al suo appello, alla sua chiamata.
Come risposta a quell'invito, cui sulle prime reagii non dando sufficiente peso e considerazione, chiesi alla Madonna dei segni concreti da parte sua per significarmi che cosa mi stesse per chiedere. Quasi subito, io
povero peccatore e indegnissimo di tanto compito, mi vidi sfidato nel peso della mia umanità e del mio peccato. Oh, come è vero che quando il Signore vuole qualcosa si serve proprio degli ultimi, dei meno degni, di chi meno se lo può aspettare, dei più grossi peccatori! Da Saulo ha tratto Paolo, e, tanto per citare un nome, chi era il Camillo, futuro fondatore dei Camilliani?! Chi se lo poteva immaginare! E così io, da meno di due anni, allora, scombussolato dalle cose di Medjugorje, vidi avvicinarsi a me i primi ragazzi e ragazze con una domanda precisa: aiutaci, proprio tu, a stare vicini alla Madonna, a ringraziarla per il bene che Lei ci ha fatto cavandoci fuori da una
vita insulsa e improduttiva. È nostra intenzione dedicarci totalmente ai suoi messaggi, pregando perché tanti cuori ritrovino la pace, come la Madonna ha fatto ritrovare a noi la pace e la gioia di vivere.
Veramente la prima volta che è giunto alle mie orecchie e al mio cuore questo appello ero con i primi due giovani ai piedi della croce del Krizevac, il venerdì 6 dicembre 1985, alle 3 del pomeriggio.
Fu proprio qui, sul Krizevac, che a me passionista la Madonna diede il primo segno "natalizio" della Comunità Mariana Oasi della Pace.
Fu qui, sul Krizevac, sul Calvario di Medjugorje, che la Comunità Mariana Oasi della Pace entrò nel circuito di Medjugorje. A me che sbalordito i primi tempi mi chiedevo perché proprio io dovessi essere coinvolto in una cosa nuova, nella quale ragazzi e ragazze di varie lingue e culture chiedevano di essere messi insieme per seguire la Madonna facendo dei suoi messaggi evangelici una Regola di Vita, veniva affidato il compito di comprendere
Medjugorje per farlo diventare una scuola di vita evangelica permanente, dando vita ad una nuova forma di vita consacrata nella Chiesa.
Erano inutili le obiezioni che facevo a me stesso: perché proprio a me? Così indegno e inadeguato. Perché uomini e donne insieme? In quel tempo non sapevo nulla di analoghe iniziative nella Chiesa.
Perché il legame con Medjugorje? Quale autorità della Chiesa avrebbe mai potuto sopportare una cosa del genere? Ma di volta in volta, man mano che le obiezioni e le paure abitavano i miei pensieri e il mio cuore, il ricorso puntuale all'obbedienza dell'autorità della Chiesa e al consiglio di chi aveva tutta l'autorevolezza per farlo (per giustizia e amore alla verità non posso e non devo tacere la luce e l'incoraggiamento ricevuto dall'allora
card. Ratzinger il 9 settembre 1986 e il conforto e la benedizione accordatami dal caro e amato servo di Dio papa Giovanni Paolo II, il giorno seguente, 10 settembre 1986 e anche in altre occasioni!) mi stimolavano a pronunciare il mio sì a questa salita verso il Calvario.
Volevo scappare da questa sfida, ma sarei stato un vigliacco se l'avessi fatto. Non ero io che volevo la Comunità Mariana. C'era chi la voleva, e dall' Alto. A me veniva chiesto di esserne lo strumento di fondazione.
A questo punto, spinto dalla domanda dei giovani, e stimolato da richieste precise da parte delle autorità della congregazione passionista di appartenenza, fui costretto ad elaborare un piano di vita consacrata secondo il carisma della Pace. L'immagine che mi ero fatto di Medjugorje era quella di una grande clinica cardiologica,
dove la Madonna chiama tutti i suoi figli, soprattutto non credenti, e se credenti, di tutte le fedi e confessioni. Li chiama a Medjugorje perché Lei vuole i cuori dei suoi figli che sa bene essere feriti, stare male, perché non assaporano più o non hanno mai incontrato l'amore di Dio. La Madonna chiama a Medjugorje tutti e con le sue
ricette, insegnamenti semplici e ripetitivi, ma sempre evangelici, con i suoi messaggi, restaura i cuori, torna a farli funzionare facendo loro incontrare Dio nella conversione, incoraggiandoli ad esperimentare l'efficacia miracolosa della preghiera e della pratica del digiuno, mettendoli a contatto con la Parola del Signore, la Bibbia, e consigliando una vita sacramentale legata alla scoperta dell'Eucaristia e della pratica del sacramento della riconciliazione. Perché allora non pensare che questa cura materna la Madonna la volesse estendere creando tante filiali di Medjugorje, Oasi di Pace, appunto, dove l'insegnamento e le meraviglie della Madonna si
possono estendere fino a diventare vita quotidiana di coloro che sono stati toccati da Lei e da Lei rinnovati.
La proposta dell'Oasi della Pace è per uomini e donne disposti a non appartenersi più, aperti ad accogliere nelle loro comunità quanti la Madonna stessa desidera ricostruire nella loro vicenda umana, in una vita che mette Dio e Gesù eucaristico al centro, dove la Parola di Dio è canto, preghiera e norma di condotta, dove i messaggi
della Madonna diventano contenuto e forma organica di vita.
Nel mio cuore si era impressa la narrazione di come a Medjugorje la Madonna avrebbe dato il suo messaggio fondamentale: "Pace, pace, pace, riconciliatevi". Quel giorno di giugno 1981 in cui Ella avrebbe palesato la sua intenzione e il motivo delle sue visite e dell' inizio della sua scuola di pace pluriennale apparve con una croce
nera dietro di Lei. La Regina della pace era anche Addolorata per le sofferenze dei suoi figli lontani da Dio, dimentichi che dalla Croce di suo Figlio viene la pace ai cuori e al mondo. Nelle domande dei giovani che chiedevano di essere aiutati a rispondere agli inviti della Madonna traspariva netto il desiderio di non lasciare sola la Madonna, di fare qualcosa per Lei e con Lei per la pace di tante anime, per la Pace della Chiesa e del mondo in subbuglio.
Le Oasi della Pace avrebbero dovuto rappresentare allora dei luoghi di vita mariana, incentrata sull'Eucaristia adorata giorno e notte e sulla bellezza della liturgia contemplativa, fonte dell' autentico amore e comunione. Luoghi, inoltre, in cui il lavoro è vissuto come continuazione della preghiera, espressione della comunione,
linguaggio della semplicità e della povertà in cui si modula una vita quotidiana recuperata al senso di Dio che si estende al tempo e allo spazio Comunità che sentono Maria come Madre e Maestra e che continuano l'esperienza iniziale della Chiesa con Maria nel cenacolo di Gerusalemme col grosso desiderio di concorrere al rinnovamento
e all'unità della Chiesa. E se nel cenacolo oltre agli apostoli c'erano i vari discepoli e discepole: ecco spiegare perché i ragazzi e le ragazze fin dalla prima ora si sentivano chiamati a vivere insieme, distinti ma nell'unità. Una sfida forte, questa, che continua a richiedere un ripensamento, una sperimentazione di fronte all'immagine che della vita consacrata si è costruita la tradizione teologica e canonica della Chiesa.
Comunità che desiderano vivere l'ideale di espiare con la preghiera, il digiuno e il sacrificio tutto ciò che abbrutisce l'uomo e lo stacca da Dio e dalla pace.
Certo, in tutto questo vi è connessa una forte carica ideale, come del resto è intriso di carica ideale tutto il Vangelo di Gesù che chiede di misurarsi con il programma esigente delle Beatitudini e con la misura dell'amore che è il morire, come Lui, l'un per l'altro. Cosa c'è di più ideale di queste esigenze volute da Gesù? E Lui non fa sconti, mentre accoglie le nostre cadute e ci incoraggia nelle nostre riprese.
Pure i messaggi della Madonna sono esigenti in vista di ricostruire l'uomo e renderlo pieno di pace.
Anche la Comunità Mariana serba nella sua spiritualità e pedagogia delle forti esigenze e delle intense idealità, ma come punto di arrivo di un cammino paziente, lungo, ma senza sconti e riduzioni. Ne è in gioco il recupero delle verità originarie del primato di Dio, del rispetto uomo-donna, del quotidiano riportato a Dio. E tutto questo
per consegnare nuovamente la possibilità della pace a chi, bussando alle porte delle Oasi della Pace, ferito nei molteplici sentieri della vita, viene per ritrovare la pace alla scuola di Maria.
Valeva la pena di dire di sì a questo progetto, di salire sulla croce per questo progetto. E ora che mi trovo a Gerusalemme, dove è nata tutta la storia del Vangelo, e in cui le sofferenze per la mancanza di pace si intensificano di giorno in giorno, seminando quotidiane macchie di sangue, con uno sguardo più staccato e
quindi più oggettivo, questo progetto della Madonna mi diventa sempre più chiaro, necessario e urgente.
Dal Calvario di Gerusalemme si vede meglio la grazia di Medjugorje! Sono quì a continuare a dire il mio sì perché questo progetto della Madonna si avveri del tutto…e grazie anche ai giovani che in questo progetto mi hanno coinvolto dal lontano 1985.
Una avventura di 21 anni dentro una storia, troppo bella, che si snoda ormai da 25 anni!

Padre Gianni Sgreva

Tratto da "Medjugorje 25 anni d'Amore" della Comunità Mariana
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Testimonianza di un sacerdote del gruppo "Cieli Nuovi"

Messaggio  Anna Giacomina il Mer Gen 14, 2009 11:00 pm

Riporto qui la lettera di un'iscritta al sito Innamorati di Maria in cui lei riporta questa testimonianza su Medjugorje.
Buona lettura!
Anna

*********************************************************************************

Penso che sia doveroso rendervi partecipi della testimonianza "senza enfasi, né fanatismo" di uno dei tre sacerdoti che a Capodanno hanno accompagnato il nostro gruppo "Cieli Nuovi" a Medjugorie da Napoli:
*****************************************

"Come tutti i pellegrini di Medjugorje, anch'io sento il bisogno di confessarmi e per prima cosa devo ammettere che facevo parte degli scettici perché l'evento si presentava come grande, anzi fondamentale, e mi dicevo che non era possibile: può mai venire niente di buono dall'Europa dell'est? Poi cominciai a ricordare che anche Gesù fu accolto così e pensai: cos'era Israele quando Dio lo scelse? e nella Palestina cos'era la Galilea? e nella Galilea cos'era Nazaret? e le donne poi, cos'erano le donne, soprattutto quelle povere e non ancora sposate? Eh sì: anche i farisei storcevano il naso e si dicevano: studia, e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea. Dio agisce così, perché stupirsi?
Dunque ho deciso di partire (di "rispondere alla chiamata", come si dice tra i pellegrini) e lì ho anche trovato uno dei tanti confratelli che ogni tanto vanno in quella terra benedetta, come bravi figli del Murialdo, che ci ha insegnato a seguire il percorso dei luoghi dove l'Immacolata ha voluto incontrare e trasformare la nostra storia.

Medjugorje è davvero un posto miracoloso, e se non è miracoloso per la presenza di Maria, mediatrice di un impressionante fiume di grazia e di grazie, è miracolosa ancor di più perché se degli impostori hanno potuto mettere in piedi un tale movimento di evangelizzazione, siano benedetti i loro trucchi!
A Medjugorje non c'è solo la voce o il ricordo di un lontano prodigio sulla cui autenticità si possa discutere, c'è una comunità parrocchiale che dal 1981 - in piena repressione comunista! - ha cominciato ad accogliere ed animare milioni di pellegrini mettendo al centro l'essenziale: Cristo e la sua misericordia, la messa, la confessione, la riconciliazione, l'adorazione, la conversione, il digiuno, la preghiera individuale e collettiva, la famiglia e la guarigione interiore ed esteriore, in una parola la Pace.
A Medjugorje sono nati gruppi di preghiera e di volontariato, congregazioni maschili e femminili, iniziative di carità a favore dei giovani e delle donne in difficoltà, orfanatrofi e case di accoglienza per disabili; a Medjugorje è possibile incontrare veggenti e confessori della fede, maestri di preghiera e miracolati, testimoni della propria ed altrui conversione.
Per un prete poi è una travolgente esperienza di riscoperta del proprio ruolo, della propria importanza e della propria piccolezza. E non si può fare altro che rinnovare il proprio ringraziamento per tutta questa grazia, ricevuta, amministrata, donata. Maria, la Regina della Pace, conduce tutti per mano e a tutti lascia un segno, una struggente nostalgia e la determinazione di tornare, di impegnarsi, di donarle il cuore, come insistentemente ci chiede, permetterle di svuotare il nostro intimo da tutte le pene, donarci suo Figlio e vederci finalmente in pace.

Medjugorje è poi una grande iniziativa di pastorale giovanile. Non solo perché attira tanti giovani; non solo perché affollano e animano i vari luoghi di riferimento del pellegrinaggio; non solo perché li si incontra sovente in preghiera, silenziosa, gioiosa, individuale, comunitaria; non solo perché tanti di loro hanno trovato o ravvivato la propria fede; non solo perché tanti di loro proprio lì hanno scelto o rinvigorito la propria vocazione; non solo per il grande festival dei giovani che ne raccoglie decine di migliaia nei primi giorni di agosto e nemmeno soltanto perché tanti si sono trasformati in autentici e credibili testimoni nei loro paesi d'origine.
Oltre a tutto questo, Medjugorje è intrinsecamente un'esperienza di pastorale giovanile perché tutto nacque da sei giovanissimi che dissero di aver ricevuto un messaggio sconvolgente da una bellissima giovane apparsa su un monte impervio di uno sconosciuto paese, chiamato a scrollarsi di dosso una pesante repressione e scuotere la coscienza del mondo intero. Chi avrebbe dato questa fiducia a un gruppo di adolescenti e bambini? Chi avrebbe scelto di mettere al centro i giovani adolescenti per risvegliare la fede di un popolo e del mondo?

Si può discutere sull'autenticità di tutto questo straordinario evento ma non si può non ammettere che i suoi frutti sono profondamente evangelici: quale parroco non vorrebbe vedere una simile vitalità? Quale sincero lavoratore della Vigna del Signore non si rallegrerebbe e non benedirebbe tanta sincera devozione? E quale operatore di pastorale giovanile può negare che in ogni caso tutto questo conferma le più rosee previsioni di qualsiasi progetto che metta al centro i giovani?
Medjugorje insegna molto a chi lavora con e per i giovani: avere fiducia in loro e affidargli i compiti più impegnativi, raggrupparli ma lasciare che facciano la propria strada (i veggenti sono sposati e non tutti abitano in patria), diversificare gli impegni in base alle loro caratteristiche, spingerli ad attirare altri giovani, aiutarli a formare famiglie con solide basi spirituali e umane, non aver paura di proporgli mete ardue e percorsi di formazione esigenti.

Questa splendida iniziativa di pastorale giovanile non incontra sempre il favore che merita, soprattutto da lontano è difficile credere a qualcosa di così inusuale. Ma quando ci si reca laggiù e si vede il fervore, la gioia delle celebrazioni, il pianto di pentimento e di liberazione dei pellegrini, la radicalità dell'impegno chiesto e testimoniato, la semplicità e la disponibilità dei veggenti si resta perplessi, scioccati: o è miracoloso perché è vero o altrimenti, se non è vero, è ancora più miracoloso!

Se andate a Medjugorje provate a staccarvi un po dalla folla e passeggiare dietro la chiesa di san Giacomo: dopo la spianata per le celebrazioni all'aperto troverete un viale tranquillo, dove il silenzio viene gelosamente custodito. Delle splendide cappelline con mosaici che illustrano i misteri della luce vi condurranno all'imponente Cristo Risorto di bronzo, vedrete delle persone con tanti fazzolettini che tergono il ginocchio della grande statua, dal quale esce una timida ma continua goccia d'acqua. Si prendono per portarle ai malati, si dice che siano lacrime. Forse è vero, forse no, ma il gesto ha una portata simbolica toccante. Lo farete anche voi e capirete dove vi ha portato la Regina della Pace: ad asciugare le lacrime di Cristo. E mentre asciugate le sue, Lui asciugherà le vostre.
Il coraggio e l'entusiasmo dei giovani può fare cose grandi quando è ben guidato: ci voleva il coraggio e l'entusiasmo di sette giovani (la Giovane Donna e i sei veggenti) perché questo tesoro non rimanesse nascosto."
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Andrea il Gio Nov 13, 2008 5:14 am

Un ringraziamento dal profondo del cuore per questa testiminianza che e` semplicemente travolgente, superba, grande, emozionante, e che ci guida all'amore infinito di Maria per noi.... e qui copio la frase che si riferiece alla Gospa
A Medjugorje la Madonna ha detto:"Se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia!".

Grazie Madre nostra!

Pace e bene

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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Anna Giacomina il Mer Nov 12, 2008 9:35 pm

PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE 2007 A MEDJUGORJE DAL 2 AL 9 AGOSTO PER
18° FESTIVAL DEI GIOVANI

Testimonianza tratta da
www.editriceshalom. it
© 2008 Editrice Shalom



Testimonianza del parroco



Innanzitutto questa mia testimonianza di sacerdote e di parroco, ha subito bisogno di una rettifica, o meglio, di una precisazione: il pellegrinaggio parrocchiale è durato dal 2 al 9 di agosto…ma la mia permanenza a Medjugorje si è protratta un po’ di più. Quest’anno ho compiuto 20 anni di sacerdozio ed ho sentito il bisogno interiore di fermarmi un po’ di più a Medjugorje, per fare i miei esercizi spirituali in preparazione al 22 agosto, alla Festa di Maria Regina, giorno nel quale ho celebrato i miei venti anni di presbiterato(… ma guarda tu che “combinazione” essere stato ordinato il giorno di Maria Regina!).

Per me che ho sempre tanto da fare, che devo sempre correre, svolgere una miriade di attività, pregare, celebrare, confessare, fare direzione spirituale, preparare la predicazione, sbrigare i documenti parrocchiali, pensare anche alle tante cose materiali della mia vita (casa, cibo, vestiti) e della vita della parrocchia….per me erano assolutamente necessari 14 giorni di permanenza a Medjugorje…


Perché Medjugorje? Non credo di poter dare sufficienti motivazioni…ci sono le “ragioni del cuore” che ti spingono tante volte a fare cose che tu vedi e sai giuste, ma che difficilmente riesci a spiegare…anche qui io darei la mia “empirica” risposta dicendo che solo chi è andato a Medjugorje capisce il motivo della mia scelta…chi non c’è ancora andato (a parte che non sa cosa si perde) è giusto che vada e capirà….


Anche preciso che il pellegrinaggio “parrocchiale” non era proprio parrocchiale, perché ci siamo iscritti presso una associazione; essendo vietati i pellegrinaggi ufficiali, la parrocchia non ha organizzato nulla, ci siamo iscritti come singoli presso l’associazione “Regina della pace- Sardegna”, insieme a 110 fratelli che hanno condiviso con noi questa esperienza.

Il nostro gruppo era composto da 47 persone, 24 delle quali giovani. Per tutto l’arco di un anno questa settimana di presenza a Medjugorje è stata preparata nella preghiera, anzitutto, e poi in ogni singolo particolare. Due ritiri, di una giornata ciascuno, hanno affinato la sensibilità spirituale dei singoli, la confessione e la direzione spirituale, la adorazione eucaristica e la Messa , hanno portato nella vita spirituale di questo anno, l’impronta di questo “camminare-verso” non tanto un luogo, quanto piuttosto una persona: Maria Regina della Pace, Colei che ci dà Gesù Maestro e Salvatore.


L’elemento “economico” non era trascurabile… con tanti giovani, dovere reperire fondi? Ecco allora l’autofinanziamento, tramite la preparazione di rosari, decine, collane, orecchini, dei materiali più diversi, dagli swarovski, al legno, dal vetro ai materiali sintetici…e poi…”AIUTATECI A REALIZZARE UN SOGNO” avevano scritto i giovani nel cartello che portavano con loro quando vendevano i loro oggettini…e poi il sogno si è realizzato….
Devo dire che stentavo a crederci anche io, che non mi spavento facilmente davanti a nulla; stentavo a crederci pensando alle quote da pagare, e a tutti coloro che hanno girato attorno a questa iniziativa, ma che forse non erano chiamati dalla Madonna….e per questo arrivavano, stavano, e poi andavano via…


Ebbene, c’è da non crederci: non solo le quote dei giovani, quasi per intero, ma addirittura le magliette ed i cappellini uguali, le pile, gli zainetti, il libretto dei canti, le radioline…è proprio vero che Dio non si fa vincere in generosità da nessuno…



Così siamo arrivati alla partenza, e alle 11 del 2 agosto nella nostra bellissima parrocchiale, accompagnati da altri fedeli che ci guardavano con santa invidia, abbiamo cominciato il nostro pellegrinaggio con la celebrazione della Santa Messa….era anche il perdono d’Assisi…e vi assicuro che siamo partiti veramente rinnovati dalla grazia della indulgenza che seguiva il perdono sacramentale della confessione, e dalla presenza di Gesù Eucarestia che avevamo ricevuto..
Abbiamo trovato radunati a Medjugorje 37mila giovani, di 25 nazioni, di 15 lingue diverse….il mondo, insomma, ai piedi di Maria….a cantare, a pregare, a ballare, ad adorare, a ricevere i sacramenti…era la Chiesa ….


Noi sacerdoti (eravamo 500!) abbiamo confessato, solo confessato, sempre confessato…se volete metterla un po’ in chiave semiseria, per quelli come me, che giustamente portano sempre non il clergiman, ma la veste talare, era difficile persino uscire la notte a passeggio con i propri giovani a cantare nella piazza della chiesa…c’era veramente un assalto di giovani che chiedevano la riconciliazione, che desideravano la misericordia, che volevano il perdono di Dio. Per quanto mi riguarda per alcune volte ho sfiorato le dieci ore al giorno di confessionale… e due sere l’una e mezza di notte ad ascoltare ancora penitenti…Non a caso si dice che Medjugorje sia "il confessionale del Mondo"!


A tutti coloro che, sacerdoti o vescovi, hanno dei dubbi su Medjugorje, io propongo solo questa esperienza: Và a Medjugorje, mettiti a confessare…il resto lo capirai li…..Maria cambia la vita delle persone con la grazia del suo Figlio, Lei mette quella sana inquietudine che porta persone che non si confessavano da 30 o 40 anni ad inginocchiarsi davanti al ministro della Divina Misericordia, a piangere per i propri errori, a promettere di cambiare radicalmente orientamento di vita. Lei mette anche nel cuore di tante persone il desiderio della purezza di coscienza, il desiderio di troncare con situazioni di scandalo, di immoralità, di disordine, per tornare alla comunione vera col Re della Pace. Lei instilla il desiderio di progredire nella santità, nel cuore di coloro che già sono vicini al Signore e che tornano durante il pellegrinaggio ad abbeverarsi alle acque purissime che scaturiscono dal Cuore del Redentore e che lavano il peccato del mondo…



Durante la mia permanenza a Medjugorje (questa era la 5 volta, dunque si tratta di una esperienza vagliata non di una impressione) ho pensato alla mia vocazione: Ministro della misericordia quando confesso, testimone dell’opera della divina misericordia quando ascolto e aiuto i penitenti e ne tocco con mano la conversione radicale, oggetto della misericordia quando mi confesso ( e l’ho fatto due volte in questi 14 giorni)…e tutto questo, se è vero sempre per il nostro ministero, lo è ancor di più a Medjugorje…come ben sanno coloro che vi hanno, per grazia di Dio, messo piede!


Non credo che sia opportuno fare qui riferimento ai peccati e alle situazioni disordinate, gravemente contrarie ai comandamenti di Dio, che il sacerdote confessore è chiamato ad affrontare a Medjugorje. Essendo uno dei luoghi al mondo di maggior afflusso di pellegrini è evidente che i confessori ascoltino veramente di tutto, anche perché nello stesso pellegrinaggio c’è questa valenza del voler “vuotare il sacco” e del voler dare una svolta alla propria vita…dico solo che raramente (ed io sono uno di quei preti che confessa molto) tu trovi tanta umiltà e tanta lucidità, tanta verità, tanta sincera contrizione in coloro che si confessano…Questo in alcuni casi è impossibile che avvenga senza un aiuto diretto della grazia....un aiuto che a Medjugorje sicuramente Maria ottiene con la sua intercessione per ciascun pellegrino. Nessuno infatti, mi sento di affermarlo perché ci credo, nessuno lascia Medjugorje, così come era quando è arrivato….


Un’impressione forte me l’hanno lasciata i nostri giovani…io pensavo di conoscerli bene…di molti sono il padre spirituale…credevo che ci sarebbe voluta un po’ di insistenza per strapparli dalla attrazione dei negozi e metterli alla scuola della Parola di Dio annunciata nelle catechesi, proclamata nelle testimonianze! Invece mi hanno edificato con la presenza massiccia a tutti gli appuntamenti in programma, sotto il cocente sole di un inizio agosto implacabile, con le loro magliette uguali (che tutti ci invidiavano e che molti avrebbero voluto…forse se le avessimo avute ne avremmo potuto vendere almeno 300…) col loro sentirsi gruppo non solo tra loro, ma anche con gli adulti e addirittura con gli anziani!




Sacerdoti, che magari per caso vi trovate a leggere queste righe, e che sapete quale fatica pastorale si deve fare per creare spirito di famiglia in parrocchia tra i vari elementi che la compongono, ditemi: se questo non è un segno della presenza di Maria, cosa è?
Avreste dovuto vedere i miei giovani che salivano alla collina delle apparizioni, sorreggendo, a notte fonda, tutti gli anziani che non abbiamo voluto lasciare in albergo… oppure avreste dovuto vedere la nostra via crucis sul monte della croce, con i giovani che accompagnavo quanti erano un po’ più affaticati nella scalata…… sileziosi, meditabondi, commossi durante la recita del rosario o nell'ascolto delle meditazioni delle stazioni.... leggete un po’ i messaggi della Regina della Pace sulla famiglia, sugli anziani, sui giovani (usando il motore di ricerca non è difficile farlo….) e vedrete che è proprio Lei, Maria, che chiede queste cose e che, sicuramente, con la forza della sua presenza le fa diventare realtà……



Avreste dovuto sentire le testimonianze dei miei giovani, quando in bus li riaccompagnavo all’aeroporto di Spalato, avreste dovuto vedere la loro commozione (…e quella del loro parroco) nel lasciare Medjugorje e nel salutarmi prima di imbarcarsi per Cagliari… fiore di universitari, ragazzi e ragazze forti e generosi, toccati dalla grazia e affettuosamente guidati dalla Gospa!


Sì, Medjugorje è stata un’esperienza di fede, un’esperienza di Chiesa, un’esperienza del fatto che il Signore è l’Emmanuele Dio-con-noi… Colui che non ci abbandona, Colui che ci ama, Colui che ci perdona, Colui che attraverso Maria, vuole darci la Pace , che è il suo Figlio Gesù. Ho sentito che, quando i miei giovani stavano vendendo i loro oggettini per ricavare i fondi per andare a Medjugorje, un altro giovane (spero non della mia parrocchia) ha detto: "Medjugorje? Che triste! Io vado in Terra Santa!". Speriamo che sia tornato dalla Terra di Gesù contento, glielo auguro con tutto il cuore, io che ci sono stato tre volte.... però forse lui non sa che a Medjugorje la Madonna ha detto:"Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia!" e un'esperienza d'amore come quella che dice la Gospa , non può essere triste....o no?
Mi diceva il giorno 5 agosto, un sacerdote che avevo affianco nella Messa di conclusione del festival, mentre insieme ci lasciavamo commuovere dallo spettacolo meraviglioso di una marea di giovani che lodavano il Signore: “Dove sono i vescovi? Dove sono i nostri vescovi?”. Non nascondo che questa domanda mi ha fatto male…



Certo! La risposta era una… ma il cristiano non la può dare a cuor leggero…..
Poi ci ho pensato, alla fine gli ho detto: “I nostri vescovi sono a casa…ad aspettare che vengano i nostri frutti…”


Già, a casa aspettano tutti che dal nostro pellegrinaggio vengano frutti: io son prete: frutti per il mio rapporto col mio vescovo, che devo amare, al quale devo obbedire, che non devo giudicare, ecc…; frutti per il mio lavoro apostolico in parrocchia, per la mia disponibilità ai parrocchiani, per la mia rettitudine interiore che mi porterà ad agire sempre per il bene nella verità senza cercare il mio interesse, senza tornaconto, senza rispetto umano….
Tu sei giovane, sposato, ragazzo, sacerdote, religioso, vedovo, celibe, adulto, anziano….sai quando il mondo crederà a Medjugorje? Sai quando il vescovo capirà? Sai quando in casa tua moglie accetterà? Sai quando sul posto di lavoro capiranno? Sai quando i tuoi amici sentiranno il desiderio di seguirti a Medjugorje? Quando la tua vita sarà, nella preghiera, nel digiuno, nella messa quotidiana, nella confessione frequente, nella direzione spirituale, nelle opere di mortificazione e di carità…. IL FRUTTO del tuo pellegrinaggio, del tuo incontro con la Madonna.



Don Chicco.
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Anna Giacomina

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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

Messaggio  Andrea il Sab Ott 11, 2008 5:09 am

Grazie! Grazie Giacomina per averci riportato questo (anzi questi) meravigliosi racconti! abbiamo una Madre celeste che proprio vigila su di noi, ci consiglia, ci guarisce! La "Bella Signora" si puo\ dire che !lavora per noi"...

Un semplice grazie sarebbe troppo poco... almeno seguiamo i suoi consigli....

Pace e bene

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Andrea
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Andrea
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Re: Miracoli e testimonianze da Medjugorje

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