Marco capitolo 12

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Re: Marco capitolo 12

Messaggio  Andrea il Gio Dic 18, 2008 9:15 am

Accuse agli scribi (Mc 12, 38 – 40

A questo punto Marco raccoglie certe critiche mosse da Gesu` agli scribi. Nel testo di questo evangelista si condanna senza pieta` questo gruppo che e` associato ai farisei (Mt 23, 1 – 39). La denuncia di Cristo potrebbe essere un indizio di rottura con questo gruppo che ha un ascendente importante sul popolo. Ma, nello stesso tempo nono manca a complimentarsi d accoglire uno scriba aperto e sincero.( Mc 12, 34)

Gesu` sottolinea la vanita` e l’ipocrisia degli scribi. Questi atteggiamenti sono manifestati dallo sfoggio dell’ ampio mantello dei rabbì, nella ricerca dei saluti nei luoghi frequentati dalla gente e nell’ accaparrare i seggi piu` onorevoli nei conviti e le assemblee liturgiche. Poi, l’ ipocrisia degli scribi si manifestava sopratutto nell’ ostentare una grande devozione: prolungando le preghiere alla vista di tutti. Gesu` allora critica proprio questi atteggiamenti tipici dipersone che, dal loro posto, hanno un ruolo, data la loro formazione e cultura, di prestigio. Questa ipocrisia poi, diventa spudorata ed in contradizione con quella ostentata religiosita` quando sfruttano i deboli e gli indifesi.

Con la frase “divorano le case delle vedove” Gesu` stigmatizza la cupidigia e l’ipocrisia degli scribi: non si tratta solo delle parcelle richieste per la consulenza giuridica e la prescrizione della legge sul condono dei debiti nell’anno sabbbatico, con la conseguenza di sottrare le case alle vedove. La loro qualifica di tutori legali o amministratori dei beni delle vedove, si avvalgono della loro fama di pieta` per mascherare lo sftuttamento. Cosi Gesu` annuncia il giudizio di condanna da parte di Dio.





L’ offerta della vedova (12, 41 - 44)


Questo eoisodio della vedova è posto da Marco, in conclusione dell’ insegnamento di Gesù a Gerusalemme. Già nella pericope (brano) precedente Gesù ha fatto riferimento al temine “vedova”. Ma questo episodio è significativo in quanto permette, a Marco, di mettere in risalto l’ offerta di questa vedova la quale si priva anche del suo sostentamento, di quel minimo che possiede, pur di offrire “qualcosa” al tempio di Dio. Di questo modo ci presenta il contrasto la generosità di questa povera donna confrontata alla cupidigia degli scribi.

Marco poi ci descrive la scena dell’ offerta di questa vedova, spiegando il valore di quanto consisteva l’offerta, anche confrontandola con quella dei ricchi. La povera vedova ha offerto due delle piu` piccole monete che erano in circolazione (è quanto possedeva in quel momento). Ma agli occhi di Gesù, le due monetine avevano ben più valore perchè erano date nono dal superfluo, ma da quanto lei aveva per vivere.

E con questa scena si conclude il racconto dellà attività di Gristo ed il suo insegnamento nel tempio di Gerusalemmeç un luogo dove l’ incontro con Dio non è nell’ ambito del potere ma nel cuore dell’ essere umano.

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Re: Marco capitolo 12

Messaggio  Andrea il Ven Nov 28, 2008 11:40 am

Il messia e Davide (Mc 12, 35 – 37)

La controversia con i sadducei finisce con la nota di Marco che scrive: “E nessuno osava piu` interrogarlo” allora troviamo Cristo stesso che interroga lui direttamente la folla parlando della sua identita` messianica.

Quando entro` a Gerusalemme, Gesu` fu accolto con le parole: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il segno che viene dal nostro padre Davide” (Mc 11, 9 – 10)Ma anche nell’ antico testamento si trovano dei riferimenti dell’ arrivo del Messia. E` nota la promessa che il profeta Natan fece a Davide e si annuncia l’arrivo di un re di discendenza direttamente davidica. ( 2 Sm 7, 14) Ma anche una preghiera del I secolo a.C. si dice: “Guarda Signore, e fa sorgere tra di essi il loro re, il figlio di Davide, nel tempo che tu conosci, o Dio, affinche` egli regni su Israele, tuo servo, rivestilo di forza affiche` distrugga i principi ingiusti” (Ps. Salomone 17, 23 – 34). E` da notare poi il passo nel versetto del Sl 110, 1 con la semplice allusione: “Lo stesso Davide lo chiama Signore” questo testo citato e` della versione greca dei Settanta (Mc 12, 36). Rivolgendosi ai suoi ascoltatori Gesu` fa notare che Davide parla sotto l’impulso dello Spirito Santo”; come puo` essere suo figlio se lo chiama “Signore”? Con questa domanda Gesu` nono contesta la discendenza davidica del Messia, ma li invita di sorpassare la continuita` dinastica e allude alla sua identita` nascosta. Per capire questa vera identita` di Cristo nono basta leggere un testo biblico ma e` necessario aprirsi alla rivelazione di dio per capire che Gesu` e` suo Figlio!

Accuse agli scribi (Mc 12, 38 – 40)

A questo punto Marco raccoglie certe critiche mosse da Gesu` agli scribi. Nel testo di questo evangelista si condanna senza pieta` questo gruppo che e` associato ai farisei (Mt 23, 1 – 39). La denuncia di Cristo potrebbe essere un indizio di rottura con questo gruppo che ha un ascendente importante sul popolo. Ma, nello stesso tempo nono manca a complimentarsi d accoglire uno scriba aperto e sincero.( Mc 12, 34)

Gesu` sottolinea la vanita` e l’ipocrisia degli scribi. Questi atteggiamenti sono manifestati dallo sfoggio dell’ ampio mantello dei rabbì, nella ricerca dei saluti nei luoghi frequentati dalla gente e nell’ accaparrare i seggi piu` onorevoli nei conviti e le assemblee liturgiche. Poi, l’ ipocrisia degli scribi si manifestava sopratutto nell’ ostentare una grande devozione: prolungando le preghiere alla vista di tutti. Gesu` allora critica proprio questi atteggiamenti tipici dipersone che, dal loro posto, hanno un ruolo, data la loro formazione e cultura, di prestigio. Questa ipocrisia poi, diventa spudorata ed in contradizione con quella ostentata religiosita` quando sfruttano i deboli e gli indifesi.

Con la frase “divorano le case delle vedove” Gesu` stigmatizza la cupidigia e l’ipocrisia degli scribi: nono si tratta solo delle parcelle richieste per la consulenza giuridica e la prescrizione della legge sul condono dei debiti nell’anno sabbbatico, con la conseguenza di sottrare le case alle vedove. La loro qualifica di tutori legali o amministratori dei beni delle vedove, si avvalgono della loro fama di pieta` per mascherare lo sftuttamento. Cosi Gesu` annuncia il giudizio di condanna da parte di Dio.

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Re: Marco capitolo 12

Messaggio  Andrea il Ven Nov 21, 2008 8:59 am

Il commandamento principale (12, 28 - 34)


Arriviamo allora al vertice dell’ insegnamento di Cristo che lo concentra esclusivamente nell’ amore. Un amore che si estende a Dio ma anche al ptossimo. Marco ce lo presenta nella discussione tra uno scriba giudaico e lui. Nello stesso tempo pero` Marco ci indica anche l’intenzione che avevano i suoi interlocutori che avevano delle mire polemiche. E questo malgrado l’immagine positiva che ci viene presentata dalla figura della scriba e la sua cordiale ammirazione per Gesu`.

La domanda posta dallo scriba circa il commandamento piu` importante e` di grande intresse per l’ambiente giudaico nei tempi di Gesu`. Il giudeo ed ogni giudeo praticante e` di fare la volonta` di Dio come essa viene espressa nella toràh. Per impedire le trasgressioni alla legge, i maestri ebrei avevano elencato le circostanze della vita e avevano elencato ben 613 precetti grandi o piccoli, positivi o negativi. Volendo concentrare ed individuare quel principio fondamentale che possa riassumere tutta la legge, erano arrivati, alcuni, all’ amore del prossimo.

Gesu` pero` amplia il concetto del prossimo ad ogni essere umano e lo generalizza unendolo al concetto di Dio, messo per primo. Amare dio con tutto il cuore ed il prossimo come se stesso, nono e` piu` la sintesi delle esigenze etiche, ne` solo il comandamento piu` importante,. E` anche una generosa offerta, un nuova possibilita` verso l’essere umano vhe rende visibile l’ amore di Dio. Amare dio dunque, ma anche il prossimo e` un nuovo aspetto dinamico che viene indicato a chi si apre a Dio e crede il lui.


Ultima modifica di Andrea il Gio Dic 18, 2008 9:20 am, modificato 1 volta

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Re: Marco capitolo 12

Messaggio  Andrea il Gio Nov 13, 2008 9:30 am

I sadducei e la risurrezione de morti (Mc 12, 18 - 27)

Ci troviamo alla terza controversia di Gesu` a Gerusalemme e ci troviamo davanti ad una questione assai dibattuta tra farisei e sadducei. questi ultimi sono designati da Marco, come negatori della risurrezione dai morti. Questi sadducei pare siano stati dei giudei facoltosi, ma anche potenti, della gerarchia sacerdotale e i quali avevano trovato un compromesso con i dominatori romani.
Questi sadducei allora propongono a Gesu` una questione che mira alla dimostrazione della assurdita` della fede nella risurrezione.
a questo scopo, propongono un fatto alquanto grottesco e piutosto ridicolo dei sette frattelli che muoiono uno dopo l'altro senza prole avendo avuta la stessa donna, uno dopo l'altro, come moglie.
questo fatto si basava sulla legge del "levirato" (levir=cognato celibe) secondo questa legge il cognato celibe era tenuto a sposare la vedova del fratello che non aveva avuto figli. Ai tempi di Gesu` questa legge era caduta in disuso benche` a suo tempo era stata applicatat , se non altro, per salvaguardare il possesso della terra.
Tornando a Gesu` possiamo capire che l'intento dei saduccei era di ridicolizzare la fede alla risurrezione dei morti. La domanda che questi rivolgono a cristo ha due aspetti: primo la possibilita` di risurrezione, e, secondo, la retribuzione ed il premio per i giusti nell' aldila`.
Gesu` allora tra;ascia l'aspetto giuridico sottinteso dai suoi interlocutori e affronta il "modo" di risurrezione, confermando che la vita dei risorti nono avra` piu` dei bisogni fisiobiologici, in quanto "i risorti saranno come angeli". Infine conferma che l'alleanza con Dio non e` spezzata dalla morte, ma grazie alla potenza di Dio, tutti i giusti vivono e cosi Gesu` conferma la fedelta del Dio vivente.

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Re: Marco capitolo 12

Messaggio  Andrea il Gio Nov 06, 2008 10:09 am

Il ributo a Cesare (Mc 12, 13 - 17)

La risposta che Gesù dà ai farisei circa il tributo all' imperatore di Roma, tocca l'ambito dove si incontrano e si scontrano gli interessi politici, religiosi, materiali e spirituali.A questo punto si dovrebbe collocare il fatto nel contesto e nella storia sociale e politica di Israele nella prima metà del primo secolo della nostra era.
I giudei volevano mettere in condizione di poter "cogliere Gesù in fallo" (Mc 12, 13), con l' adulazione: "tu sei veritiero, non fai parzialità per nessuno" (Mc 12, 14). Ma ecco la reazione di Gesù: "Conoscendo la loro ipocrisia, disse "perchè mi tentate?" (Mc12, 15).
La risposta di Gesù che contrapone Dio a Cesare, è acuta. Il senso preciso di quelle parole andrebbe interpreatato : Chi è, e che cosa appartiene a Cesare? chi è, e che cosa appartiene a Dio?". Visto, dall' atteggiamento di Gesù non si può intendere la risposta come una battuta ironica, ma è la base del problema: Dio, e la sua volontà.
Gesù accetta il potere politico (l' impero di Roma) ma nello stesso tempo afferma decisamente la sovranità assoluta e unica di Dio.

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Marco capitolo 12

Messaggio  Andrea il Gio Ott 30, 2008 9:34 am

MARCO CAPITOLO 12



Parabola Dei vignaioli omicidi (Mc 12, 1 - 12)

Gesù si rivolgeva sempre ai suoi ascoltatori con parabole per farsi capire meglio. Ma questa doveva affrontare faccia a faccia le autorità giudaiche. Quelle autorità che dopo un pò di tempo lo avrebbero portato alla morte sulla croce! Questa volta è lui che prende l’ iniziativa a parte al contrattaco. I giudei si fanno minacciosi (con una velata minaccia) sulla sua autorità. Gesù invece presenta il suo insegnamento presntando il progetto di Dio che è indivisibile dal suo destino!

Di conseguenza Gesù adopera le figure della tradizione biblica: La vigna, Regno di Dio. I servi sono i profeti. Il proprietario della vigna è Dio. I vignaioli sono Israele e i suoi capi. I frutti la fedeltà allà alleanza. E notevole anche làosservazione finale che Marco aggiunge: “Avevano ben compreso che aveva detto quewlla parabola per loro”12


Ultima modifica di Andrea il Gio Nov 06, 2008 10:16 am, modificato 1 volta

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