Dal ritratto letterario all'iconografia

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Dal ritratto letterario all'iconografia

Messaggio  Tiziana il Dom Mar 09, 2008 10:55 am

Va detto subito che nessuno degli artisti o degli artigiani che ci hanno tramandato l'immagine pittorica di Francesco ha fissato una sua fisinomia vera e realistica, anche se puo' essere affermato che è appunto con lui che nasce , sul limitare dell'età moderana, il ritratto inteso come interesse per la persona fisica in sè e per sè.
si cita, in questo caso, soprattutto l'immagine affrescata dal Cimabue nella basilica inferiroe di Assisi come la più verosimile, e sicuramente come la più corrispondente al ritratto letterario del poverello rilasciato da Tommaso da Celano nella sua vita prima .

(Dalle "Fonti Francescane"- Sezione seconda -)


(...) Era un uomo fecondissimo , di aspetto gioviale , di sguardo buono, mai indolente, e mai altezzoso Di statura piuttosto piccola, testa regolare e rotonda, volto un pò ovale e proteso, fronte piana, piccola, occhi neri di misura normale, e tutto semplicità ,capelli pure scuri, sopracciglia dritte, naso giusto, sottile e dritto, orecchie dritte ma piccole, tempie piane, lingua mite, bruciante e penetrante; voce robusta, dolce, chiara e sonora;denti uniti , uguali e bianchi, labbra piccole e sottili, barba nera e rara, spalle dritte, mani scarne e dita lunghe; unghie sporgenti; gasmbe snelle piedi piccoli, pelle delicata, magro, veste eruvuda, sonno brevissimo, mano generosissima(...)
(dalle "F.F" -sezione seconda -vita prima di *Tommaso da Celano* cfr 465)




Tommaso da Celano (Beato) - Primo biografo di San Francesco d'Assisi-

Reso celebre per essere considerato il probabile autore dell'inno Dies irae e per aver composto due vitae di san Francesco d'Assisi, una vita di santa Chiara, e almeno due lodi del Poverello.

È inoltre venerato come beato vox populi.

Fu uno dei primi discepoli del santo di Assisi, entrando nell'Ordine francescano attorno al 1215.

Nel 1221 fu mandato in Germania con Cesario di Spira per promuovervi il nuovo ordine, e nel 1223 fu nominato "custode unico" (custos unicus) della Provincia renana dell'ordine, che includeva Colonia, Magonza, Worms, e Spira. Dopo un paio d'anni tornò in Italia, dove sembra sia rimasto fino alla sua morte, forse con brevi ambasciate in Germania.

Nel 1260 ottenne il suo ultimo posto, direttore spirituale di un convento di Clarisse a Tagliacozzo, ove morì attorno al 1270.

Fu sepolto prima nella chiesa di San Giovanni Val dei Varri annessa al monastero clariano; oggi le sue reliquie sono custodite nella chiesa di San Francesco di Tagliacozzo.


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