XVI DOMENICA DEL TMPO ORDINARIO (ANNO b)

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

XVI DOMENICA DEL TMPO ORDINARIO (ANNO b)

Messaggio  Andrea il Mar Lug 14, 2009 12:33 pm

Omelia per la XVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

Letture bibliche: Ger 23,1-6; Sal 22,2-6; Ef 2,13-18; Mc 6,30-34

Introduzione e Atto penitenziale.

Gesù si presenta come buon pastore insieme con gli Apostoli. Chiediamo perdono perché noi pastori non siamo come lui e perché noi fedeli non aiutiamo abbastanza i pastori a essere buoni come Gesù.

Sintesi dell’omelia.

La colletta prega: Dona ancora, o Padre, alla tua Chiesa, con­vocata per la Pasqua settimanale, di gustare nella parola e nel pane di vita la presenza del tuo Figlio, perché riconosciamo in lui il vero pro­feta e pastore, che ci guida alle sorgenti della gioia eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo… Il Vangelo ci presenta l’attività apostolica di Gesù e quella dei suoi collaboratori; la prima lettura ci fa assistere alla sofferenza di Dio a causa dei cattivi pastori e ci fa ascoltare il suo annuncio del buon pastore e dei buoni pastori suoi collaboratori; la seconda lettura ci fa vedere il risultato dell’opera di salvezza di Gesù, che ha unificato in sé ebrei e pagani.

Omelia. I – La colletta inizia: Dona ancora, o Padre, alla tua Chiesa, con­vocata per la Pasqua settimanale,

a. Dio è Padre non solo dei singoli credenti e battezzati ma anche della Chiesa che è l’insieme dei fedeli, proprio come in una famiglia il padre è considerato tale rispetto ai figli, presi singolarmente e nel loro insieme, ma anche in qualche modo di tutte le persone che la compongono; perciò i romani parlavano di paterfamilias.

b. In ogni normale famiglia la comunicazione è un elemento fondamentale di crescita per tutti: per il padre che vuole essere sempre più e veramente padre e per gli altri componenti che desiderano diventare sempre più maturi. Analogamente gli appartenenti alla famiglia di Dio, che è Chiesa, hanno i loro momenti di preghiera personale, di colloquio “privato” con Dio Padre, e di preghiera comunitaria.

La Pasqua settimanale non è occasione per una preghiera qualsiasi fatta insieme, ma è la preghiera per eccellenza dei cristiani come la pasqua annuale era la celebrazione degli Ebrei più importante di tutto l’anno. La Messa è il memoriale della Pasqua del Signore, cioè della Passione e Morte, Resurrezione e Ascensione di Gesù; essa rende presente il sacrificio, che Gesù ha offerto di se stesso al Padre per adorarlo e ringraziarlo, per espiare i nostri peccati e appoggiare le nostre preghiere. I fedeli si raccolgono intorno a Gesù che è Parola di Vita e Pane di Vita eterna.

La presidenza della celebrazione, della riunione dei fedeli, è assunta da un pastore, che rappresenta e rende presente Gesù: Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato (Lc 10,16). Ma ci sono altri segni della presenza di Gesù nella Liturgia e fuori della Liturgia, perchè il Signore è altrettanto presente coi suoi discepoli di oggi e potente e altrettanto pieno di amore verso di loro ora come nel passato. Prima di salire al cielo promette: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28,20), cioè egli si rende presente nella Chiesa nel suo insieme; gli altri segni di presenza sono: 1. l’assemblea riunita nel suo nome (Mt 18,20), 2. la Parola letta e annunciata, 3. il ministro, 4. ogni uomo perché ha in sé l’immagine di Dio, e 5. specie i bisognosi di qualunque specie, 6. i battezzati in quanto membra del Corpo di Cristo, 7. ciascuno di noi per la fede e 8. la carità, ma in particolare 9. i sacramenti e il vertice dei sacramenti che è 10. l’Eucaristia. Solo la fede ci fa percepire la presenza di Cristo attraverso questi tanti modi.

Impariamo a gustare la vita di famiglia della Chiesa, nella quale Dio è Padre, Gesù è fratello ed è presente in tanti modi, lo Spirito è vivo e operante…

II - … e continua: di gustare nella parola e nel pane di vita la presenza del tuo Figlio,

Abbiamo ricordato i vari modi di presenza del Signore; chiediamo di fare un’esperienza gioiosa della presenza di Gesù nei due segni liturgici che sono la Parola di Dio, letta e annunciata nella Messa (e nelle altre celebrazioni liturgiche e fuori di esse), e nell’Eucaristia, che è il segno più intenso della presenza di Gesù, imparando a valorizzarla non solo nella Messa ma anche fuori della Messa, nelle tante ore che il Signore continua a restare in mezzo a noi, a nostra disposizione.

III – … e prosegue: perché riconosciamo in lui il vero pro­feta e pastore,

a. Dio constata un’ennesima volta che i pastori, messi da Lui a guidare il suo popolo, si mostrano inadeguati al loro compito così importante. Essi dovrebbero rappresentare Dio presso il popolo e guidarlo con un cuore che sarebbe dovuto essere secondo il cuore di Dio, e invece lo maltrattarono e ne fecero strage e ne provocarono la dispersione per i castighi che si attirarono con l’idolatria dei capi e del popolo. E allora Dio li rimprovera e promette al suo popolo di intervenire personalmente come pastore: Radu­nerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltipli­che ranno (Ger 23, 3), e di mandare un pastore speciale: Ecco, verranno giorni - oracolo del Signo­re - nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele vi­vrà tranquillo, e lo chiameranno con questo no­me: Signore-nostra-giustizia» (Ger 23,5-6); questi è Gesù.

In effetti Gesù si mostra come buon pastore, che si preoccupa del popolo: Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di lo­ro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e annunciatore della Parola di Dio, della quale tanto il popolo aveva bisogno per farsi un’idea esatta di Dio e dei propri doveri verso di Lui: e si mise a insegnare loro molte cose (Mc 6,34).

M rivela anche un’attenzione speciale verso gli Apostoli, preoccupandosi di loro, dopo la prima esperienza di apostolato; li invita intorno a sé: gli Apostoli si riunirono attorno a Gesù, li ascolta raccontare le loro esperienze e dando loro la possibilità di confrontarsi con lui e fra di loro: gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato (Mc 6,30); vuole che essi abbiano il giusto riposo: Venite in disparte, voi so­li, in un luogo deserto, e riposatevi un po' (Mc 6,31).

Preghiamo molto, specie in questo anno dedicato al sacerdozio ministeriale, che i sacerdoti si riformino profondamente e si dedichino a una pastorale seria in favore dei fedeli e i vescovi abbiano una particolare attenzione ai sacerdoti, perché troppe volte pare che abbiano tempo per tutti ma non per i loro collaboratori.

b. Questo Buon pastore aveva detto di sé: Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore (Gv 10,11). E’ proprio quello Paolo, scrivendo ai pagani convertiti di Efeso, ricorda loro: ora, in Cristo Gesù,voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo (Ef 2,13). Essi si sono avvicinati a Cristo, ma nello stesso tempo sono diventati un solo popolo con gli Ebrei credenti: Egli infatti è la no­stra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l'inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fat­ta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facen­do la pace (Ef 2,14); in effetti fra ebrei e pagani c’era il muro di separazione, che era formato dalle varie prescrizioni della legge, fra cui la circoncisione, le quali che erano utili per preservare gli ebrei dall’idolatria ma costituivano pure un insuperabile barriera fra Israele e gli altri popoli. La morte di Cristo costituisce la fine della legge mosaica (Col 2,14), dando così inizio alla creazione (Ef 2,10) del nuovo Israele di Dio (Gal 6,16).

Inoltre Gesù ha riconciliato questi due popoli con Dio: per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l'inimicizia. Egli è ve­nuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini (Ef 2,16-17). E lo Spirito Santo, che è Spirito di unione (Ef 4,3-4), poiché è lo Spirito del Padre e del Figlio, facilita l’opera di riconciliazione intrapresa dal Figlio, perché si riversa sui membri del Corpo mistico, unificandolo e riportandolo nel seno del Padre: Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito (Ef 2,18).

Preghiamo che i pastori siano tutti come Gesù, che siano disposti a dare la vita per pecorelle di Gesù, e che non si sentano padroni, ma servi delle medesime.

IV – …e conclude: che ci guida alle sorgenti della gioia eterna

E’ Gesù il nostro pastore; perciò a Pietro e agli Apostoli egli affida le “sue” pecore: Pasci le mie pecorelle (Gv 21,16-17). Questi sono suoi collaboratori e ne devono continuare la missione: Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi (Gv 20,21). Gli apostoli già durante la vita di Gesù fecero esperienza del fatto che la messe è molta ma gli operai sono pochi: Era­no infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare (Mc 6,31). Gesù li portò in luogo isolato per farli riposare: Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte (Mc 6,32). Ma l’operazione non riuscì: Molti però li videro parti­re e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero (Mc 6,33).

La disponibilità di Gesù e degli Apostoli verso la gente fa apparire molto più chiaramente quanto negativo sia l’atteggiamento dei pastori cattivi del suo tempo e di tutti i tempi, che già Dio rimprovera nell’AT: Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore. Perciò dice il Signore, Dio d'Israele, contro i pastori che devono pa­scere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore (Ger 23,1-2); e preannuncia i buoni pastori che invierà: Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo dei Signore (Ger 23,4). Ed è l’esempio di Gesù e degli apostoli che devono seguire i pastori di tutti i secoli per guidare le pecorelle di Gesù ai pascoli della vita eterna. Tale in effetti è il compito di tutti i pastori.

Pensiero eucaristico. Nella Messa Gesù si rende presente come Maestro che offre la sua Parola e come Sacerdote che rioffre se stesso e la sua vita per le sue pecorelle, per espiarne i peccati e per santificarle. Preghiamo la Vergine Pastora e S. Giuseppe, i Santi Pastori di tutti i secoli e i nostri Angeli, di ottenerci santi pastori del gregge e delle pecore che corrispondano alle loro cure pastorali.

13.7.2009 Mons. Francesco E. Spaduzzi, esorcista, 84083 Castel S. Giorgio (SA), tel. 081.951164; 3288136406 francescospaduzzi@virgilio.it www.bastamare.it MSN: francescoenricos@hotmail.it

_________________
Andrea
avatar
Andrea
Admin

Numero di messaggi : 5746
Età : 86
Località : Atene - Grecia
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente http://www.vangelo.forumattiVo.com

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum